
Mele e locuste furon le vivande | che nodriro il Batista nel diserto; | per ch’elli è glorïoso e tanto grande | quanto per lo Vangelio v’è aperto.
(Dante Alighieri, da “Divina Commedia”)
La ricorrenza di San Giovanni Battista, che ha inizio con la notte più magica dell’estate, si apre con un rituale antichissimo: lavarsi con l’acqua di San Giovanni, preparata con erbe e fiori raccolti la sera prima ed esposti per tutta la notte all’influsso benefico della rugiada. Tra i fiori troviamo l’iperico (anche detta “erba di San Giovanni”), la rosa, la ginestra, la malva, il papavero, la margherita, accompagnati da piante aromatiche quali la salvia, l’alloro, il rosmarino, la menta, il timo, la maggiorana, il basilico e molte altre ancora. L’acqua di San Giovanni viene reputata portentosa: si dice che abbia proprietà terapeutiche, che faccia bene alla pelle, che propizi salute, buona sorte e prosperità. Tutto è dovuto alla magica influenza che la rugiada esercita proprio nella notte tra il 23 e il 24 Giugno. La rugiada della vigilia di San Giovanni, secondo le credenze popolari, ha sempre posseduto virtù particolari: la principale era quella di favorire la fertilità. Non a caso, se una donna desiderava avere una prole numerosa, la notte di San Giovanni doveva distendersi o rotolarsi nuda sull’erba bagnata di rugiada. Esiste, poi, una leggenda molto singolare. Gli antichi popoli ritenevano che, quella notte, gli dei assegnassero alla Terra i neonati: ognuno dei piccoli assumeva le sembianze di una goccia di rugiada. La rugiada, supremo simbolo lunare, era dunque magia, energia miracolosa e vita ai suoi albori.

















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