
Il caldo torrido che in questi giorni sta opprimendo l’Europa, mi ha spinto a fare alcune ricerche: volevo individuare il luogo più rovente della Terra in assoluto. La mia scoperta non ha lasciato adito a dubbi. Il record della temperatura massima dell’aria mai registrata in tutto il pianeta appartiene alla Death Valley, la Valle della Morte, un’area arida e desertica situata nella California sud-orientale e (sebbene in parte minima) nel Nevada. Il 10 Luglio del 1913 si raggiunse un picco di calore di ben 56.7 °C, e le temperature medie attuali si assestano attorno ai 47°C. Negli Stati Uniti non esiste un luogo più arido. L’eccezionale calura di questa valle è spiegabile anche grazie alla sua collocazione: il bacino di Badwater, un immenso lago preistorico oggi prosciugato, è ubicato a 86 metri sotto il livello del mare. Il nome Death Valley, d’altronde, è significativo. Le sue caratteristiche climatiche e ambientali non permettono a buona parte della flora e della fauna di sopravvivere; pare che esista anche una leggenda che narra le strazianti privazioni patite da un gruppo di cercatori d’oro rimasti “intrappolati” nella valle, percorsa dal Parco Nazionale che porta il suo stesso nome. La Death Valley, che dista tre ore di macchina da Las Vegas, si snoda per 225 km ed ha una larghezza media di 40 km. Il suo paesaggio ha sembianze lunari: spiccano catene montuose come quella delle Black Mountains, composte di rocce dalle surreali sfumature cromatiche, il bacino di sale di Badwater, fiumi e laghi evaporati a causa del calore. E poi, naturalmente, c’è il deserto: è lì che Michelangelo Antonioni ha girato alcune scene di Zabriskie Point, il film in cui, nel 1970, attraverso la love story di Mark e Daria raccontò la controcultura giovanile dell’epoca.
















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