Yogurt greco o kefir: quale scegliere?

 

Per chi, come me, li ha eletti a capisaldi della prima colazione, la scelta è ardua: yogurt greco o kefir? Quale dei due privilegiare per “mettersi in moto” di prima mattina? L’elemento che li accomuna è la derivazione dalla fermentazione del latte, ma la loro produzione avviene in modo nettamente diverso. Sono entrambi benefici, però possiedono caratteristiche dissimili. Il processo di fermentazione, che tramuta il lattosio in acido lattico, apporta notevoli vantaggi per la digeribilità dei due prodotti. Attraverso ulteriori step nella preparazione, tuttavia, la consistenza del kefir si fa molto più liquida rispetto a quella dello yogurt. Ovviamente, a fare la differenza non è solo questo dettaglio: se volete saperne di più, leggete qui di seguito.

 

Lo yogurt greco

 

Diversamente dal classico yogurt, lo yogurt greco è sottoposto a una filtrazione aggiuntiva che rimuove gran parte del siero liquido. I nutrienti solidi, cioè le proteine, i grassi, i carboidrati e determinate fibre, di conseguenza si concentrano, raggiungendo una quantità notevole. Da questo passaggio deriva anche la consistenza cremosa del prodotto. Le proteine, presenti in una quantità pari a circa 9-10 g ogni 100 g, rappresentano il punto di forza dello yogurt greco. In quanto ai fermenti lattici, ne possiede due-tre ceppi.  Ma quali sono, esattamente, le sue carte vincenti? Innanzitutto, e qui mi ripeto, l’apporto proteico; subito dopo la digeribilità, poiché il processo di filtrazione riduce  drasticamente il livello di zuccheri del latte. Lo yogurt greco, inoltre, contiene poche calorie ed è molto saziante. Contiene calcio e svariati minerali. Risulta l’ideale per chi fa sport o conduce una vita “in movimento”, e per chi cerca uno spuntino che sazi a lungo. Vi invito a sceglierlo privo di zuccheri aggiunti e ad evitare  le varianti alla frutta, ricche di zuccheri raffinati.

 

Il kefir

 

Ottenuto dai grani di kefir, ricchi di zuccheri, grassi, proteine ma soprattutto di lieviti e probiotici, che include in un numero di 30-40 ceppi differenti, il kefir è perfetto per mantenere in salute l’intestino. La mescolanza di lieviti e specie probiotiche costituisce un ecosistema eterogeneo che apporta benefici significativi al microbiota e, di conseguenza, al sistema immunitario, di cui l’80% delle cellule è collocato proprio a livello intestinale. Ma non è finita qui: il kefiran, un carboidrato che si origina dalla fermentazione del latte, possiede anch’esso spiccate proprietà antimicrobiche. Durante questo processo, i lieviti rilasciano esigue quantità di anidride carbonica che donano al kefir un gusto lievemente frizzante. Il kefir, tuttavia, non rappresenta soltanto un’opzione salutare per il microbiota. La sua consistenza liquida lo rende simile a uno yogurt da bere; ha un sapore piacevole, intriso di accenti aciduli; è dissetante e rinfrescante. In più, pur contenendo un numero leggermente inferiore di proteine rispetto allo yogurt greco, è ricco di vitamina B, D e B12, di fosforo e calcio. Un consiglio? Versatelo nella macedonia di frutta per ridurre il suo indice glicemico.

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