
Perchè la tradizione prevede che a Pasqua si mangino uova? E’ un argomento che MyVALIUM ha già affrontato qui. Ultimamente mi sono chiesta, invece, come è nata l’usanza della sorpresa all’interno delle uova di cioccolato. E ho scoperto che affonda le radici in tempi molto antichi…

Il prototipo: l’uovo di Fabergé
Nel 1885, il noto orafo e gioielliere russo Peter Carl Fabergé realizzò un preziosissimo uovo smaltato per lo Zar Alessandro III e la sua famiglia. Fabergé, che in quello stesso anno divenne il fornitore ufficiale della corte imperiale, era solito fare le cose in grande: utilizzava le gemme più pregiate, smalti guilloché dagli straordinari riflessi tridimensionali, oro in abbondanza e meccanismi straordinari. Per la famiglia imperiale russa, nel periodo compreso tra il 1885 e il 1917, il gioielliere creò 50 uova di Pasqua di enorme valore. Ma la meraviglia non si limitava all’aspetto esteriore: ognuno di questi capolavori conteneva, infatti, una sorpresa che evidenziava l’eccezionale maestria di Fabergé. L’inventiva e l’abilità dell’orafo non avevano confini; nelle Uova venivano racchiusi orologi, carrozze, animali, automi in miniatura, tempestati d’oro e diamanti e realizzati con suprema minuzia. Qualche esempio? L’Uovo della Gallina, portato a compimento nel 1885, ospitava un tuorlo d’uovo apribile. Al suo interno era posta una gallina d’oro massiccio che accoglieva, a sua volta, un raffinato pendente e una corona imperiale. Nell’Uovo dell’Incoronazione, datato 1897, Fabergé aveva incluso una carrozza imperiale in miniatura; l’Uovo del Caucaso (1893) ospitava un elefantino meccanico completamente realizzato in avorio; il tema della corona e del pendente ricorrono anche nell’Uovo del Bocciolo di Rosa (1895), che racchiudeva una squisita rosa in boccio smaltata.

La tradizione italiana
In Italia, la tradizione dell’uovo di Pasqua di cioccolato si è diffusa nel XVIII secolo: nel 1725, a Torino, la vedova Giambone, che aveva una bottega in via Contrada Nuova, mise in vendita una serie di uova di gallina interamente riempite di cioccolata. Le uova andarono a ruba. Due secoli dopo, intorno al 1920, l’usanza dell’uovo di cioccolato era una realtà consolidata. Sempre a Torino, nel 1925, la Casa Sartorio la perfezionò ulteriormente lanciando uova prodotte con uno speciale stampo a cerniera: le uova di cioccolato rimanevano vuote al loro interno, la condizione ideale per ospitare una sorpresa. Di cosa si trattava? Soprattutto di confetti, piccoli animali creati con lo zucchero e dolcetti vari. Alla fine degli anni ’20 del Novecento, a Torino, le uova di Pasqua con sorpresa erano una vera e propria mania collettiva.

Oggi, la sorpresa sembra essere diventata l’elemento principale dell’uovo di Pasqua. In questi giorni si sente parlare dell’ossessione, già virale sui social, di pesare le uova nei reparti ortofrutta dei supermercati: una pratica che porterebbe a intuire le dimensioni della sorpresa e quindi la sua portata. Molti supermercati si sono visti addirittura costretti a vietare l’utilizzo delle bilance ai propri clienti, sia per motivi igienici che per evitare di creare disordine e disagi. Come è andato originandosi un simile fenomeno? Pare che l’oggetto del desiderio spasmodicamente ricercato sia l’uovo di Pasqua contenente un coniglietto Thun. Quel che è certo, è che la sorpresa più “pesante” viene reputata di maggior valore rispetto ad una dal peso trascurabile. E non solo: a dare indicazoni sul peso delle uova, e sulle sorprese corrispondenti, sarebbero nientemeno che i creator attivi sui social.

Se della sorpresa, invece, vi importa fino a un certo punto, potete ispirarvi ad altri spunti per personalizzare il vostro uovo di Pasqua: ad esempio, farcirlo con bon bon, praline, mandorle tritate e del delizioso cioccolato fuso come quelli che vedete nelle foto di questo articolo.
Foto di Estela Trintade TND Design via Unsplash

Devi effettuare l'accesso per postare un commento.