Cartoline dall’Europa

Berlino, Germania

Cartoline dall’Europa, rigorosamente a tema natalizio: quelle cartoline che ormai non si usano più, soppiantate da foto e selfie vari postati sui social. Sono cartoline che catturano e ritraggono il mood, gli scorci e l’atmosfera del periodo più magico dell’anno. A fare da sfondo, una serie di città europee; non sempre le più note, le più turistiche. Perchè per respirare aria di Natale basta un dettaglio: il contrasto tra buio e luce, una nevicata improvvisa, uno scintillio che ammanta di fiaba il grigiore invernale. E voi, quale cartolina preferite?

 

Malaga, Spagna

Monschau, Germania

Tallinn, Estonia

Breslavia, Polonia

San Pietroburgo, Russia

Lisbona, Portogallo

Arad, Romania

Jičín, Repubblica Ceca

Lovanio, Belgio

Brema, Germania

Quedlinburg, Germania

Varsavia, Polonia

Seghedino, Ungheria

Oberwiesenthal, Germania

Helsinki, Finlandia

Rochefort-en-Terre, Francia

Amsterdam, Paesi Bassi

Roma, Italia

Valle Gran Rey, La Gomera, Isole Canarie

 

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MyVALIUM accende le luminarie

 

Lampada per i miei passi è la tua parola,
luce sul mio cammino.

(Salmo 119:105)
E’ tempo di accendere le luminarie! E MyVALIUM, come ogni anno, lo fa molto volentieri. Inizia il periodo più bello e più magico dell’anno; un periodo che risplende di luci, ma soprattutto di luce. Perchè il cammino che porta al Natale è un cammino inondato di luce, il cammino che conduce alla luce di Gesù. E dall’Avvento in poi, che quest’anno comincerà il 30 Novembre, è tutto un susseguirsi di tradizioni, riti ancestrali e miti che inneggiano alla luce e fanno della luce il proprio filo conduttore: pensiamo al culto del Sol Invictus nell’antica Roma, ai festeggiamenti dei popoli arcaici per il Solstizio d’Inverno, quando il Sole iniziava progressivamente a rinascere nel bel mezzo del “semestre oscuro”, alla ricorrenza di Santa Lucia, chiamata, non a caso, la santa della luce. Questo fine settimana, in molte città d’Italia, lo scintillio delle luminarie inonderà di bagliori le piazze e le vie. E’ un modo di far festa, di prepararsi ad accogliere la luce suprema, di creare un’atmosfera di magia. Decoriamo le nostre case, d’altronde, per lo stesso motivo. E proprio questo senso di festa, oltre che permeare la corsa ai regali, le tombolate, gli aperitivi e le cene con parenti e amici, dovrebbe infondere gioia nel nostro cuore, bendisporci nei confronti di noi stessi e di chi ci circonda; invitarci ad aprirci al prossimo, renderci capaci non solo di ricevere, ma anche di dare. Perchè il Natale sarebbe davvero ben poca cosa, se negassimo la sua valenza spirituale.

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Ottobre

 

Era l’ottobre di nuovo … un glorioso ottobre, tutto rosso e oro, con mattine dolci in cui le valli sono piene di nebbie delicate, come se lo spirito di autunno le avesse versate per mitigare il sole – nebbie color ametista, perla, argento, rosa, e fumo-blu.

(Lucy Maud Montogomery)

 

Caratteristiche

Quando arriva Ottobre, l’Autunno lo omaggia tingendosi dei suoi spettacolari colori: il rosso, il viola, l’arancio, il giallo, l’oro, il marrone…L’Estate ormai è lontana, si va verso l’Inverno. Ma prima, è proprio il caso di godersi questa splendida stagione. In campagna si effettua la semina del grano invernale, anche se i tempi dipendono dal clima locale e dalla qualità del terreno, che dovrebbe essere fertile, drenato e assolato quanto basta. In città, ognuno ha ripreso a pieno ritmo la propria attività. I tramonti arrivano sempre più presto, e i raggi di sole riflettono l’oro delle foglie in procinto di cadere. Con i primi freddi si riscopre il piacere di riaccendere il focolare e di riunirsi con gli amici nel tepore casalingo. E alla fine del mese, la vigilia di Ognissanti si festeggia Samhain, altrimenti detto Halloween, abbandonandosi alle sue atmosfere tenebrose e dense di mistero.

Storia 

Per il Calendario Romano, Ottobre era l’ottavo mese dell’anno: da qui il nome latino October. Commodo, uno degli imperatori più crudeli dell’antica Roma insieme a Caligola e Nerone, sostituì “October” con “Invictus”, ma la modifica decadde subito dopo la sua morte. I rivoluzionari francesi avevano introdotto Ottobre nel loro calendario indicandolo con due nomi diversi: “Vendemmiaio” fino al 22 e “Brumaio” per i giorni rimanenti.

Segni zodiacali

Il Sole si trova nel segno della Bilancia fino al 22 Ottobre. Dal 23 passa in quello dello Scorpione.

Ricorrenze

Le solennità religiose che si celebrano questo mese sono la festa degli Angeli Custodi (il 2 Ottobre), San Francesco (il 4 Ottobre) e la festa della Madonna del Rosario (il 7 Ottobre). Non sono considerate, comunque, feste di precetto. Ma esistono anche ricorrenze civili, come la festa dei nonni (il 2 Ottobre). Il 31 Ottobre, ormai quasi in tutto il mondo, la vigilia della celebrazione di Ognissanti coincide con la festa di Halloween.

Colore

Il colore di Ottobre è l’arancione, un dato unanimemente riconosciuto.

Pietra Preziosa

Al mese di Ottobre vengono associate due gemme: l’opale e la tomalina. L’opale esibisce un vero e proprio caleidoscopio di colori frutto di un effetto ottico; possono prevalere sfumature pastello oppure più vivaci, oppure ancora tonalità che spaziano dal giallo all’arancione al rosso. All’epoca della Roma antica, l’opale veniva definita la “regina di tutte le pietre”. La tomalina risalta per la sua gamma di colori intensi, molteplici e cangianti. Una leggenda la vuole legata alla nascita del Madagascar, associandola a un’isola che emerse improvvisamente dall’Oceano Indiano: secondo la leggenda, l’isola era ricca di tomaline dai colori irresistibili e dall’immenso valore.

 

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La cavigliera, accessorio-tormentone dell’estate 2025

 

Ogni estate ha i suoi tormentoni, dove con questo termine non si indicano solo le più orecchiabili hit estive. Per tormentoni si intendono anche le mode e le manie che contraddistinguono, puntualmente, la stagione calda. Ogni estate, se ci pensate bene, ha le sue “ossessioni”: chi appartiene alla generazione dei boomer, per esempio, non scorderà di certo le palline clic-clac, un gioco da spiaggia che impazzò nel 1971, Oppure, in anni più recenti e tornando alle mode vere e proprie, potremmo citare la minigonna abbinata ai camperos, le treccine afro, le t-shirt hawaiiane e via dicendo. E l’estate 2025, in quanto a tormentoni, cosa ci propone? La cavigliera-mania, tanto per dirne uno.  Il gioiello destinato alle caviglie, molto utilizzato in India e nel sud-est asiatico, è un must imprescindibile da esibire sia in spiaggia che in città. Quella della cavigliera, in realtà, è una moda antica. Stiamo parlando di un accessorio che, nel corso dei secoli, ha costantemente denotato uno status sociale o un’appartenenza. Basti pensare che in Africa e in India è stato di volta in volta simbolo di ricchezza, di prestigio sociale, ha indicato l’adesione a una casta o a una tribù. Le cavigliere-tormentone dell’estate 2025, naturalmente, hanno solo una valenza estetica. Ma non sono di certo prive di quel fascino che ha sempre donato al “braccialetto alla caviglia” accenti di profonda femminilità e seduzione.

 

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Agosto in città

 

” Agosto é bello starsene a casa con la cittá vuota e nessun rompiballe in giro, magari arrivi che senti la tua solitudine farsi pesante ma é un gioco diverso ed essere soli fa molto piú male in mezzo alla gente, allora sí che é davvero doloroso e pungono le ossa e il respiro é davvero brutto, come vivere un trip scannato e troppo lungo. Ma Agosto é bello starsene soli in cittá, prendere l´auto e girare fino al mattino spingendosi pieni di alcool verso la montagna che tutto é uno scenario disteso e silenzioso e passi col rombo dell’auto come al cinema, uscendo dal quadro un attimo dopo esservi entrato e non si rovina nulla. La via Emilia é la dorsale di questo mio agosto inquieto e torpido, selvatico e morbido. Stasera mi sono messo in macchina lasciando il gigi a sonnechiare, menomale che la faccenda di Bombay é morta lí. Ora non voglio muovermi, soltanto scorrazzare la notte in questa prateria. E la scomessa e´venuta da sé. I bar tra Reggio e Parma, ventuno? No, trentatré.” 

(Pier Vittorio Tondelli, da “Altri libertini”, Feltrinelli 1980)

 

Le Frasi

 

“È delle città come dei sogni: tutto l’immaginabile può essere sognato ma anche il sogno più inatteso è un rebus che nasconde un desiderio oppure il suo rovescio, una paura. Le città come i sogni sono costruite di desideri e di paure.”

(Italo Calvino, da “Le città invisibili”, Einaudi 1972)

 

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13 Gennaio, festa di San Canuto: in Svezia, Finlandia e Norvegia la stagione natalizia termina solo in quella data

Natale in Svezia

Esistono paesi dove le festività natalizie non terminano con l’Epifania. Sapevate, ad esempio, che in alcune località scandinave si concludono solo il 13 Gennaio? E’ una data che cade una settimana dopo la festa della Befana e coincide con la solennità di San Canuto: esattamente, cioè, il ventesimo giorno successivo al Natale. San Canuto sancisce la conclusione del periodo natalizio in Svezia, Finlandia e buona parte della Norvegia. Non si tratta di una festa di precetto, nè di un giorno festivo; anticamente, la ricorrenza del 13 Gennaio era intitolata a San Canuto, duca dello Schleswig e figlio del re di Danimarca Eric I, ma molti anni dopo venne dedicata a Canuto IV di Danimarca, martire, santo e re oltre che patrono di questo paese. In Svezia, quindi, la stagione natalizia dura un mese intero: ha inizio con la festa di Santa Lucia, il 13 Dicembre, e termina a San Canuto il 13 Gennaio. Ma come nasce la tradizione di far finire le festività il ventesimo giorno (tjugondag jul per gli svedesi, tyvendedag jul per i norvegesi, nuutinpäivä per i finlandesi) dopo il Natale?Lo scopriremo proprio ora.

 

Natale in Norvegia

La festa di San Canuto in Scandinavia

Tutto ebbe inizio nel XVII secolo, precisamente nel 1680, quando la commemorazione del martirio di San Canuto Lavard, avvenuto il 7 Gennaio del 1131, fu posticipata al 13 Gennaio. San Canuto IV, re di Danimarca, aveva regnato dal 1080 al 1086 donando un costante sostegno alla Chiesa e cercando di rinvigorire il potere reale. Assassinato da un gruppo di aristocratici ribelli, divenne il patrono della Danimarca e nel 1101 la Chiesa Cattolica approvò il decreto sul suo martirio. A fornirci le più antiche testimonianze sulla ricorrenza del 13 Gennaio fu lo scienziato, scrittore e professore svedese Olof Rudbeck il Vecchio, magnifico Rettore dell’Università di Uppsala.

 

Natale in Finlandia

Le tradizioni della “festa di Knut”

Il 13 Gennaio è il giorno in cui in Svezia, Finlandia e Norvegia si dà l’addio al Natale. Le vacanze terminano ufficialmente, gli addobbi e le decorazioni natalizie vengono rimossi. Secondo lo julgransplundring (“saccheggio dell’albero di Natale”), un’usanza svedese che affonda le radici nel XIX secolo, ogni ornamento natalizio va infatti tassativamente tolto. Albero di Natale compreso, com’è ovvio. A tal proposito, prima di smontare l’albero, le famiglie sono solite organizzare una danza attorno allo stesso: sia in Svezia che in Finlandia vengono predisposti giochi, balli e festeggiamenti intorno all’abete per celebrarlo e ringraziarlo dell’atmosfera natalizia che ha contribuito ad esaltare. Un’altra tradizione, più che centenaria, vede protagonista un gruppo di persone travestite da San Canuto: hanno un cappello, una lunga barba grigia, il volto celato da una maschera e si recano di casa in casa. Questa usanza viene detta dei “knutgubbar”, da Knut che significa Canuto in svedese. Il 13 Gennaio, nonostante il periodo natalizio giunga al termine, in Scandinavia si festeggia. I party sono all’ordine del giorno: ci si ritrova con familiari e amici degustando per l’ultima volta i cibi e le bevande natalizie. I bambini sono soliti invitare i compagni di classe a mangiare una torta insieme. Ma attenzione! Le porte delle case vanno chiuse attentamente: agli spiriti e ai folletti del Natale è proibito entrare.

 

 

Il lato eco-sostenibile del 13 Gennaio

Tutti conosciamo la spiccata coscienza ecologica dei popoli scandinavi. Bene: sappiate che neppure in quest’occasione viene meno. Dopo il 13 Gennaio, infatti, gli alberi di Natale vengono “smaltiti” sostenibilmente. In molte città si organizzano addirittura processioni dove persone di ogni età portano con sè il proprio albero per destinarlo al riciclo.

 

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Speciale “Il Luogo”: 5 città fiabesche da visitare a Natale

 

“A Natale tutte le strade conducono a casa.”

(Marjorie Holmes)

Eh, già, a Natale tutte le strade conducono a casa; il calore familiare è un elemento imprescindibile della festa più amata dell’anno. Eppure, non è raro che si desideri conoscere, esplorare altri modi di vivere la Natività, immergersi in atmosfere natalizie mai assaporate prima d’ora. Quale idea migliore, dunque, di un viaggio nei luoghi dove le festività assumono un aspetto fiabesco e sommamente magico? In diverse città europee, Natale è una ricorrenza incantata: palazzi che sembrano usciti da un racconto dei fratelli Grimm, mercatini affollatissimi, fiocchi di neve vorticosi e viuzze impregnate di storia si fondono con un caleidoscopio di luci e di colori. Vi propongo cinque capitali del Vecchio Continente dove potrete godervi appieno lo spirito del Natale: Amburgo, Praga, Salisburgo, Stoccolma e Strasburgo (in ordine rigorosamente alfabetico). Avete già fatto le valigie? Oggi le visiteremo insieme.

 

Amburgo

 

In Germania esistono delle vere e proprie “città del Natale”: Amburgo è una di queste. Basti pensare alla tradizione dei mercatini, che ha radici antichissime; il mercatino natalizio dello Striezelmarkt, a Dresda, è stato il primo al mondo ad essere definito tale. Nella cosiddetta “città sull’acqua”, il fiume Elba costituisce uno scenario di primaria importanza. Gli alberi di Natale galleggianti sono la norma, scintillanti luminarie lampeggiano sui moli  e sulle banchine del porto, l’Elbphilarmonie (Filarmonica dell’Elba), simile a una gigantesca onda in vetro, sprigiona bagliori cristallini. Anche il Rickmer Rickmers, uno splendido veliero del 1896 adibito a museo, si veste a festa, creando un suggestivo gioco di luci nel quartiere St.Pauli. In questo rione potete visitare uno degli incantevoli mercatini natalizi di Amburgo, ricco di eccellenze alimentari. La città, di mercatini, ne ospita più d’una trentina: è d’obbligo raggiungere quello di Piazza del Municipio, dai connotati di un’antica fiaba, per scoprire le meraviglie dell’artigianato locale e le prelibatezze gastronomiche stagionali. L’albero di Natale sul lago di Alster, che riflette le sue luci abbaglianti sullo specchio d’acqua, è un altro imperdibile must-see insieme al quartiere di Neuer Wall, incorniciato dai canali della zona nord di Amburgo; qui è possibile dedicarsi allo shopping di lusso tra miriadi di ghirlande, luminarie e addobbi.

 

 

Praga

 

Con le sue guglie gotiche e i suoi splendidi edifici, costruiti nei più disparati stili architettonici, Praga a Natale raggiunge il picco della suggestività. Anche perchè il freddo è intenso, e nevica spessissimo: il centro storico, di conseguenza, appare ancora più magico quando è ammantato di neve. Le viuzze acciottolate sono costeggiate di caffè e di lampioni a gas che generano un’atmosfera d’altri tempi. I mercatini rappresentano un punto di forza della Praga natalizia; quello della Città Vecchia, su cui incombe l’Orologio Astronomico Medievale, è il più celebre. Le bancarelle sono disseminate in tutta la piazza, dove regna un imponente albero di Natale, e propongono sia specialità dolciarie tradizionali (tra le altre, i biscotti e i cannoli alla cannella) che eccellenze artigianali locali come i cristalli di Boemia e le famosissime marionette ceche. Altri mercatini da non perdere sono il mercatino delle pulci del Castello di Praga, il mercatino di Piazza Venceslao e il mercato Havel, in puro stile medievale. Nel quartiere del Castello è tassativo visitare il Vicolo dell’Oro: fiabesco e ammantato di neve, era abitato dagli alchimisti della città; lo impreziosiscono antichi lampioni in ferro battuto e un tripudio di decorazioni in vischio sui portoni delle case.

 

 

Salisburgo

 

La Salisburgo natalizia, immancabilmente innevata, è uno splendore naturale e architettonico. La città di Wolfgang Amadeus Mozart concentra in sè tutto lo spirito del Natale. Si comincia a inizio Dicembre con la tradizionale parata dei Krampus, dove sfila un nutrito gruppo di demoni del folklore subalpino: abbiamo già conosciuto Krampus nelle vesti di aiutante di San Nicola; è lui lo spaventoso essere che accompagna il Santo e punisce i bambini cattivi. Il centro storico della città, ricco di palazzi storici, mercatini e antiche chiese, è meravigliosamente decorato e pullula di cantori. Risalta un albero di Natale dalle dimensioni enormi, imponente come il Duomo barocco del XVIII secolo; la spettacolare Residenzplatz, che alterna lo stile barocco a quello medievale, è stata incoronata Patrimonio Mondiale Unesco. La musica è il fiore all’occhiello di Salisburgo e dei suoi dintorni. E’ qui che, la notte di Natale del 1818, fu intonato per la prima volta il canto “Silent Night”: venne eseguito nella suggestiva Cappella di Obendorf, a pochi chilometri da Salisburgo. Visitandola durante la vigilia di Natale, vivrete la magia di una messa a lume di candela che si conclude con il famoso canto. Non mancate, poi, di visitare la casa dove nacque Mozart in Getreidegasse, e la fortezza di Hohensalzburg, un autentico simbolo della città.

 

 

Stoccolma

 

Gli addobbi ornano la città sin dal 13 Novembre: miriadi di luci a LED forgiano angeli, renne e piante tradizionali del Natale. Il nostro tour comincia dal Gamla Stan, la Città Vecchia, un intreccio di viuzze medievali che si aprono su piazzette mozzafiato. Qui si trovano i mercatini più caratteristici, pieni zeppi di delizie dolciarie e gastronomiche tradizionali, decorazioni natalizie e prodotti artigianali come giocattoli, maglioni e oggetti in vetro soffiato. Il glögg, versione scandinava del nostro vin brulé, non manca mai; una regola valida anche per i lussebullar o lussekatter, i tipici dolcetti allo zafferano di Santa Lucia. A Stoccolma, i mercatini natalizi abbondano: vale la pena di scoprirli tutti. Kungsträdgården è molto famoso per la sua pista di pattinaggio sul ghiaccio, mentre il mercatino di Skansen, situato sull’ isola di Djurgården, è quello di dimensioni maggiori nell’intera Svezia. Si trova, appunto, a Skansen, un museo a cielo aperto incentrato sulla storia e la cultura svedese dal 1700 ad oggi. Il mercatino vanta ben 150 bancarelle, o casette, dove è possibile acquistare tipicità gastronomiche e artigianato tradizionale assistendo a coinvolgenti performance folkloristiche.

 

 

Strasburgo

 

Il capoluogo dell’Alsazia, regione francese confinante con la Svizzera e la Germania, vanta tradizioni natalizie risalenti nientemeno che al 1500. Le celebrazioni iniziano già a fine Novembre e proseguono di evento in evento, con la magia che fa da filo conduttore. Le decorazioni, ricche e scintillanti, mozzano il fiato; per quanto riguarda i mercatini, Strasburgo vanta uno dei più antichi al mondo che è anche il più antico della Francia: nato nel XVI secolo, è stato battezzato Christkindelsmärik e si tiene in Place Broglie. Qui potete trovare una vasta gamma di articoli che spazia dall’artigianato tipico alle prelibatezze alimentari; il Christkindelsmärik è anche il mercatino ideale per la scelta dei regali natalizi. L’evento di punta della Natività strasburghese si identifica senz’altro con l’accensione dell’albero di Natale installato in Place Kléber: con i suoi trenta metri, è uno degli alberi di Natale più alti del pianeta. L’albero proviene dai boschi dell’Alsazia e viene addobbato sontuosamente. Secondo una tradizione pluriennale, i benestanti strasburghesi solevano depositare doni per i più poveri ai piedi dell’albero. Attualmente, invece, Place Kléber pullula di bancarelle associate a svariati enti di beneficenza. L’arte gotica che predomina nella piazza, tra lo splendore delle luminarie e degli addobbi, contribuisce a donare al mercatino un’atmosfera di fiaba. A Strasburgo, inoltre, è d’obbligo visitare il quartiere Patrimonio Unesco della Petite France, con il tripudio di case a graticcio e di canali della Grande Île, ma se viaggiate nei dintorni non mancate di raggiungere Colmar, una magica città medievale contraddistinta, anch’essa, dalle tipiche costruzioni a graticcio dell’Alsazia.

 

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VALIUM accende le luminarie

 

La terra addormentata conosce
il proprio splendore.
Le sopracciglia brinate del cielo
sono piene di stelle.
(Olav H. Hauge)

 

E’ tempo di Natale, è tempo di luce: la luce di Cristo che viene al mondo, le luci che sfavillano nelle strade, nelle piazze, nelle nostre case. VALIUM accende le luminarie come è solito fare ogni anno, in questo periodo, in linea con la tradizione natalizia degli addobbi che impreziosiscono le città. Precedendo di una settimana l’inizio dell’Avvento, il blog si illumina a festa e inaugura la stagione della natività. Quest’anno il tema è quello della luce che trionfa sul buio, un leitmotiv di ricorrenze come Santa Lucia, il Solstizio d’Inverno e del Natale stesso: le tenebre che ammantano il mondo e in cui sprofonda l’interiorità dell’uomo, all’improvviso, vengono rischiarate da una nuova luce. Sono settimane magiche, quelle del periodo natalizio, e VALIUM si propone di immergervi nella loro magia. Anche stavolta esploreremo luoghi, conosceremo tradizioni, scopriremo curiosità e celebreremo tutto quanto ruota attorno al Natale e al suo incanto. Il nostro sarà un autentico viaggio di approfondimento nell’Avvento e nelle festività più attese dell’anno. Siete pronti ad iniziare questo affascinante percorso? Partiamo. E che la luce, anzi… che tutte le luci del Natale, ci accompagnino.

 

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La notte

 

“Aprimmo la finestra al cielo notturno. Gli uomini come spettri vaganti: vagavano come gli spettri: e la città (le vie le chiese le piazze) si componeva in un sogno cadenzato, come per una melodia invisibile scaturita da quel vagare. Non era dunque il mondo abitato da dolci spettri e nella notte non era il sogno ridesto nelle potenze sue tutte trionfale? Qual ponte, muti chiedemmo, qual ponte abbiamo noi gettato sull’infinito, che tutto ci appare ombra di eternità? A quale sogno levammo la nostalgia della nostra bellezza? La luna sorgeva nella sua vecchia vestaglia dietro la chiesa bizantina.”

(Dino Campana, da “Canti orfici – La notte – II – Il viaggio e il ritorno”, 1914)