5 cereali perfetti per la prima colazione

 

Una colazione sana è fondamentale per iniziare la giornata con il piede giusto. Ma quali sono gli alimenti che dovremmo consumare di prima mattina? Innanzitutto i cereali, meglio se integrali: apportano alte dosi di energia, donano un senso di sazietà e sono benefici per l’apparato cardiovascolare e digerente. Optiamo per prodotti privi di zuccheri aggiunti e non processati, in modo che possano mantenere tutte le loro proprietà. Eh già, perchè i cereali sono ricchi di fibre, vitamine e minerali, un mix senza alcun dubbio super salutare. Un esempio? Tra le vitamine maggiormente presenti troviamo quelle del gruppo B, tra i minerali lo zinco, il ferro e il magnesio. Su come consumare i cereali non c’è che l’imbarazzo della scelta: versandoli nel latte, nello yogurt o nel kefir, oppure con la macedonia…Se poi siete in cerca di qualche consiglio rispetto a quali cereali scegliere, ve ne suggerisco cinque qui di seguito.

 

 

L’avena

Perfetta per preparare il porridge, vanta una lunga serie di proprietà. Abbonda di beta-glucani, fibre solubili che apportano innumerevoli benefici: riducono il colesterolo LDL, contribuiscono a mantenere in equilibrio il livello di zuccheri nel sangue, fungono da prebiotici favorendo la salute intestinale e rafforzando il sistema immunitario. L’avena, inoltre, è ricca di proteine e ha un indice glicemico molto basso, il che la rende ancora più sana.

 

 

Il grano saraceno

E’ uno pseudocereale, non un cereale in senso stretto, ma è super nutriente e ricco di virtù. Non contiene glutine, ed è una vera e propria miniera di magnesio, potassio e aminoacidi essenziali, fondamentali per la salute dell’organismo. Tra le sostanze più preziose che racchiude troviamo la rutina, un antiossidante che svolge un’azione estremamente benefica nei confronti dei vasi sanguigni e del microcircolo. Anche il grano saraceno, come l’avena, vanta un basso indice glicemico; in più, è un potente antinfiammatorio naturale.

 

 

Il farro

E’ disponibile in due versioni: soffiato o a fiocchi. Il farro soffiato è voluminoso e croccante, quello a fiocchi si ottiene dai chicchi cotti al vapore e pressati, che quindi esibiscono una forma piatta. Il farro, consumato già nella Roma antica, contiene un gran numero di sostanze benefiche: vitamine del gruppo B, fibre, minerali quali il magnesio…E’ molto nutriente e una fonte di costante energia.

 

 

Il muesli e la granola

Sono molto conosciuti, ma è meglio optare per le versioni più sane possibili di questi prodotti: spesso, infatti, vengono arricchiti di sciroppi e zuccheri aggiunti. Consistono in un mix di cereali, semi e frutta secca, ma tra il muesli e la granola sussistono alcune differenze: il muesli, privo di zuccheri aggiunti, contiene noci, semi, frutta essiccata e cereali integrali, ma non è sottoposto a cottura; la granola, invece, composta da noci, frutta secca e cereali integrali, viene cotta in forno e arricchita, generalmente, con del miele o dello sciroppo d’acero. Al palato risulta croccante e molto più dolce rispetto al muesli. Dal punto di vista dei benefici, sia il muesli che la granola sono una preziosa fonte di carboidrati e omega-3, gli acidi grassi polinsaturi essenziali di cui la frutta secca abbonda.

 

 

I corn flakes integrali

Acquistarli integrali permette di gustare una versione più sana, non raffinata del prodotto: la parte esterna del chicco viene mantenuta, apportando dosi massicce di fibre e micronutrienti. Ideali per chi ama i cereali croccanti, nutrono all’insegna della leggerezza e forniscono un’eccellente quantità di energia.

 

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Cominciare bene la giornata: la routine del risveglio in 10 spunti

 

“Chi ben comincia, è a metà dell’opera”, recita un noto proverbio. E la saggezza popolare, come sapete, non sbaglia mai: iniziare con il piede giusto è fondamentale in qualsiasi settore della nostra vita. Anche appena svegli, per iniziare la giornata nel migliore dei modi possibile. Che cosa fare, dunque, a partire dal momento in cui la sveglia suona? L’ideale sarebbe creare una routine mattiniera altamente salutare e che apporti il massimo dell’energia. In questo articolo trovate una serie di spunti per “ben cominciare” ogni giorno, compresi due ammonimenti finali riguardanti, invece,  le abitudini da evitare.

 

1. Scegliere la suoneria perfetta

Il passaggio tra sonno e veglia è una fase essenziale per un buon risveglio. Uno studio del Royal Melbourne Institute of Technology, in Australia, ha dimostrato che esiste un rapporto diretto tra la suoneria della sveglia e la riattivazione del cervello successiva al riposo notturno. Un suono piacevole, ben ritmato, o comunque amato dal proprietario della sveglia, fa sì che il suo risveglio sia più piacevole sul piano del benessere e dell’energia. La ricerca ha anche evidenziato come questo stato d’animo permanga per molto tempo, rendendoci più attivi e produttivi sul lavoro. In poche parole, il gradimento della suoneria della sveglia è direttamente proporzionale a un “buon risveglio” dell’attività cerebrale.

 

2. Leggere per permettere al cervello di svegliarsi con dolcezza

Che leggere faccia bene, lo sappiamo già. Ma nel momento delicato del risveglio, i suoi benefici aumentano: rimette in moto la mente e rilassa riducendo i livelli di cortisolo, l’ormone dello stress, che di prima mattina raggiungono il picco massimo. Bastano pochi minuti, scientificamente sei, come dimostra una ricerca dell’Università del Sussex. La lettura ammortizza una transizione troppo “traumatica” tra sonno e veglia: è un potente antistress che stimola la memoria e la concentrazione. In più, leggendo per qualche minuto la nostra mente può distrarsi, esplorando una grande varietà di luoghi e situazioni. Questo cocktail di benessere è l’ideale per un risveglio in tutta dolcezza.

 

3. Ascoltare la musica, che regala energia ed azzera lo stress

Al risveglio mente e corpo si riattivano ed è importante che lo facciano nel modo più gradevole possibile. A livello cerebrale, anche la musica si rivela un toccasana: stimola le zone adibite al piacere e la produzione di dopamina, contrastando il rilascio di cortisolo. La musica regala un senso di benessere psicofisico immediato. Riducendo il cortisolo, migliora la pressione arteriosa (avete notato che i valori massimi si raggiungono quando ci si alza dal letto?) e la frequenza cardiaca. Un ritmo incalzante, inoltre, è un’ottima fonte di energia: non c’è niente di meglio per un inizio giornata all’insegna del buonumore.

 

4. Detergere il viso e poi sciacquarlo con l’acqua fresca

Arriva il momento della cura personale, che può essere una doccia o l’indispensabile pulizia del viso. Mi soffermo su quest’ultima, perchè ci offre l’occasione di approfondire qualcosa di molto interessante. Nello specifico, l’importanza dell’acqua durante la beauty routine. Anche se utilizzate il latte detergente, non dimenticate mai di sciacquarvi il viso con l’acqua fresca: lo shock termico lo “sferza” favorendo un risveglio completo; inoltre, elimina qualsiasi residuo di sebo e cellule morte depositatisi sulla pelle durante il sonno. L’acqua fresca stimola il sistema nervoso, ha un’azione tonificante, rimuove le impurità e combatte il gonfiore. Per un risveglio perfetto, non si può farne a meno.

 

5. Bere acqua per purificare l’organismo

Un bicchiere d’acqua a digiuno, appena svegli, per l’organismo ha un effetto portentoso: reidrata il corpo, elimina le tossine, attiva il metabolismo e favorisce la diuresi. L’acqua, dopo le ore di immobilità notturna, stimola anche la motilità intestinale. Non occorre soffrire di stitichezza, basta sapere che è in grado di “spronare” la peristalsi contribuendo a una buona digestione e alla regolarizzazione delle funzioni dell’apparato digerente.

 

6. Posticipare la tazzina di caffé

La prima cosa che fate appena svegli è prepararvi un buon caffé? Fareste meglio a modificare quest’abitudine, o quanto meno a posticiparla. Di prima mattina, a stomaco vuoto, bere caffè non è precisamente l’ideale. La caffeina, una sostanza eccitante che va a stimolare il sistema nervoso centrale, interferirebbe con il rilascio di cortisolo, che (come abbiamo già visto) in quelle ore raggiunge i suoi livelli più elevati. Il cortisolo, predispondendo il corpo al risveglio, provoca in noi una tensione continua, uno stato di costante allerta. L’abbinamento con la caffeina, dunque, darebbe luogo ad ansianervosismo in dosi massicce. Bere caffè a digiuno, inoltre, può irritare la mucosa gastrica a causa dell’eccessiva quantità di acido cloridrico stimolata dal consumo della bevanda. La soluzione? Bere caffè un’ora dopo il risveglio, allungandolo magari con un dito di latte.

 

7. Fare una colazione sana e consumarla con la dovuta calma

Il pasto del mattino è fondamentale, ci dà la giusta carica per affrontare la giornata. E’ proprio per questo che la colazione ideale dovrebbe includere un calibrato mix di nutrienti, proteine, vitamine e minerali: frutta secca, miele, frutta di stagione, latte, pane integrale, cereali come i fiocchi d’avena (ricchi di fibre, grassi buoni e carboidrati). Imprescindibili poi lo yogurt o lo yogurt greco, da alternare al kefir, per rafforzare il sistema immunitario e mantenere l’intestino in perfetta salute. A proposito di miele: usatelo anche come dolcificante, sostituendolo allo zucchero bianco.

 

8. Risvegliare il corpo con lo stretching

Dedicare qualche minuto all’attività fisica è super salutare: non solo fa bene al corpo, ma il rilascio di serotonine ed endorfine che stimola è in grado di attirare una ventata di sana euforia. Lo stretching è perfetto, risveglia il corpo attivando la circolazione e contrastando la tensione muscolare. Quando si parla di training del mattino, tuttavia, ognuno di noi conosce l’attività che più gli si confà: che sia una mini-sessione di yoga, una serie di esercizi a corpo libero o una passeggiata dalla propria casa al luogo di lavoro. Un consiglio? Provate il tai-chi, l’antica arte marziale cinese dai movimenti fluidi e studiatamente lenti. E’ come meditare in movimento, riduce lo stress e migliora la flessibilità delle articolazioni.

 

9. NON incollarsi allo smartphone appena ci si sveglia

I neurologi concordano nel dire che la dipendenza da smartphone produce effetti negativi soprattutto al risveglio: il controllo delle e-mail in arrivo, il conteggio dei like, il suono delle notifiche ci catapultano troppo aggressivamente nella fase di veglia, favorendo l’insorgere dell’ansia e influenzando in modo negativo il nostro umore.

 

10. NO al caffè al volo prima di uscire di casa

Un caffè veloce a stomaco vuoto, di corsa, non accompagnato dalla prima colazione, è un’abitudine da evitare: oltre alle interferenze con il cortisolo e i disturbi gastro-intestinali che può provocare (vedi al punto 6), va detto che il caffè, se consumato a digiuno, rallenta il metabolismo, favorisce i picchi glicemici ed è privo dei nutrienti indispensabili per iniziare la giornata.

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Cioccolato e noci per dolci deliziosi

 

Un dolce per l’Autunno? Torte, crostate e dolcetti a base di cioccolato e noci, un’accoppiata vincente in termini di golosità. Abbiamo già esplorato i benefici di entrambi gli alimenti: cliccate qui per rileggervi le proprietà del cioccolato, qui per saperne di più su quelle delle noci. Non ci resta che approfittare del weekend per dedicarci alle ricette di tutti i dolci deliziosi che è possibile preparare con questi ingredienti. I loro punti di forza, oltre alla squisitezza, sono la genuinità, la versatilità, la semplicità della preparazione. Senza dimenticare il tocco rustico che dà una marcia in più ad ognuno. A base di cioccolato e noci potete preparare la classica torta, uno dei dolci da forno più conosciuti e apprezzati, ma anche biscotti, muffins, crostate, brioches, tortini, budini, dolci al cucchiaio…le opzioni sono infinite. Il connubio di cioccolato e noci, altamente energetico, è perfetto per dolci da consumare sia a colazione che a merenda o come dessert. Se volete iniziare la giornata in dolcezza, abbinate il vostro dolce a un buon caffè: un ottimo modo per deliziare il palato e affrontare con grinta il giorno che avete di fronte.

 

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La colazione di oggi: la feta, il formaggio epico che compare nell’Odissea di Omero

 

La feta, un tradizionale formaggio greco dalla tipica forma a blocchi rettangolari, è ormai diffusissima anche in tutti i supermercati e i negozi italiani. La sua pasta è morbida ma non troppo, compatta, la crosta è completamente assente. Sulla superficie, il formaggio è costellato di piccoli fori. Generalmente, dato che la feta viene fatta maturare in salamoia, il suo sapore risulta parecchio salato; tuttavia, si presenta più o meno piccante a seconda che venga suddivisa nella varietà “soft” o “firm”. La variante soft, dal gusto delicato, è talmente morbida da poter essere spalmata come una crema: non è un caso che si utilizzi anche per la preparazione dei dolci. La variante firm vanta invece un aroma salato e vagamente acido (ma non privo di un tocco di dolcezza) che viene descritto come un incrocio tra il burro, lo yogurt e il latte di pecora – anche se, in realtà, la feta contiene latte di capra che può raggiungere una percentuale del 30%. Ad intensificare il suo sapore sono accenti speziati simili al pepe e allo zenzero. Il nome “feta”, che affonda le radici nel XVII secolo, in greco significa “fetta”; ciò potrebbe riferirsi alla rottura della cagliata una volta che il latte si è coagulato oppure alla forma del formaggio. Una curiosità: la feta era già presente ai tempi di Omero e viene inclusa persino nell’Odissea, il leggendario poema epico che il poeta greco scrisse tra l’VIII e il VI secolo a.C.

 

 

Nella Grecia antica, i formaggi erano un cardine della gastronomia. La feta veniva prodotta soprattutto a Creta e in Tessaglia; verso la fine del 1400 l’italiano Pietro Casola rimase talmente colpito da questo saporito formaggio da descriverne dettagliatamente la lavorazione e il “riposo” in salamoia per almeno 65 giorni. E’ molto importante dire che, dal 2022, la feta ha ricevuto la Denominazione di Origine Protetta (DOP): ciò significa che l’utilizzo del suo nome spetta solo alla Grecia e al di fuori di questo paese è proibito assegnarlo a prodotti che presentino caratteristiche simili.

 

 

La feta è un formaggio piuttosto denso di lipidi; contiene anche proteine in quantità e una buona dose di carboidrati.  Abbonda di acqua mentre è poco ricca di lattosio, una bella notizia per gli intolleranti. Chi è affetto da ipercolesterolemia, invece, dovrebbe consumarla con cautela: la feta si ricava dal latte intero e presenta una notevole concentrazione di colesterolo. Le vitamine maggiormente incluse in questo formaggio greco sono la vitamina A e la vitamina B, mentre tra i sali minerali prevalgono il calcio, il sodio e il fosforo.

 

 

Tipicamente inclusa tra gli stuzzichini dell’aperitivo, la feta viene utilizzata come ingrediente base dell’insalata greca e nelle ricette dei dolci. Con la feta, inoltre, i greci farciscono i panini, insaporiscono le frittate e preparano gustosi antipasti. Ma questo formaggio può essere consumato anche durante la prima colazione: ad esempio abbinandolo alle fragole, uno dei più golosi frutti di stagione. Oppure, rendendolo il must di un pasto nutriente ed altamente proteico. Potete accompagnare la feta con il pane ai cereali, con l’avocado, con delle fette o dei cubetti di pomodoro. Il connubio con la frutta, tuttavia, risulta sempre vincente: insieme all’arancia tagliata a fette la feta è una vera e propria delizia, così come con i cubetti di anguria. Esistono mille modi, insomma, di gustare la feta…e vi consiglio vivamente di provarli tutti.

 

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Le fragole: deliziose e decorative

 

Golose, dolcissime, succose…e anche decorative. Le fragole, i (falsi) frutti di Aprile per antonomasia, oltre che per la loro bontà vengono scelte per ornare una vasta gamma di cibi. E persino di bevande: non è raro vederle impreziosire i cocktail, combinando un aspetto invitante con un delizioso sapore. Le fragole (cliccate qui per saperne di più sugli innumerevoli benefici e sulle proprietà della Fragaria Vesca, il loro nome botanico) si prestano ottimamente a questo duplice utilizzo. Perchè sono scenografiche, voluttuose, una coccola per il palato e per gli occhi. In più, si possono consumare ad ogni ora del giorno e della notte:  prima colazione, pranzo, spuntino, cena, dessert…tutti i pasti le vedono protagoniste, in quanto sono abbinabili al dolce così come al salato. E molti, moltissimi alimenti si avvalgono della loro funzione decorativa. Qui di seguito trovate un’ampia panoramica di spunti per esaltare ad hoc le fragole e i cibi che vanno ad adornare.

 

Con il croissant

Con il pancake

Con la torta al cioccolato

Con le cialde di wafer

Con lo yogurt

Con la torta

Con l’aperitivo

Con il dolcetto

Con il pane

Con la crostata

Con la torta

…e ancora con il croissant

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La colazione di oggi: l’uovo sbattuto, per un inizio di giornata che sa d’infanzia

 

Chi appartiene alla mia generazione lo ricorderà come una delle colazioni (o merende) cardine della propria infanzia: l’uovo sbattuto, oltre che essere buonissimo, era il ricostituente lampo che ci restituiva energia dopo un’influenza o ci rinvigoriva nel pieno dell’Inverno. Chi non adorava la sua consistenza cremosa, il suo sapore zuccherato, il colore giallo oro del tuorlo che in fondo al bicchiere si faceva più intenso? Naturalmente, l’uovo sbattuto non è una delizia riservata ai bambini: vale la pena di riscoprirlo, magari arricchendolo con qualche biscotto, del cioccolato in polvere, un goccio di caffè o di liquore. Anche perchè vanta una lunga serie di proprietà e benefici. In primis, è estremamente nutriente; contiene un gran numero di proteine essenziali per l’organismo. E’ ricco inoltre di vitamina A, D, E e molte vitamine del gruppo B, così come di minerali quali il ferro, il selenio e lo zinco. La vitamina E e la luteina, di cui abbonda, sono antiossidanti che preservano le cellule dalla nociva azione dei radicali liberi. In più, l’uovo sbattuto è l’alimento ideale per una colazione veloce: si prepara in pochi minuti e, grazie alla presenza delle proteine e dei grassi buoni, regala un’immediata sensazione di sazietà.

 

 

Per prepararlo sono necessari solo due ingredienti, un uovo rigorosamente fresco e un cucchiaio di zucchero (da aggiungere in base alla cremosità desiderata). Il primo step consiste nel rompere l’uovo. Successivamente, il tuorlo e l’albume si separano. Il tuorlo va versato in un bicchiere insieme allo zucchero prima di essere sbattuto con l’aiuto di un cucchiaio o di una forchetta. Se preferite un uovo sbattuto denso e soffice, abbondate con lo zucchero; viceversa, la consistenza risulterà più liquida. Per una cremosità extra, provate a sbatterlo anche con la frusta. Volete accentuare la sua dolcezza? Aromatizzatelo con la vaniglia o la cannella. E’ importante dire che l’uovo sbattuto dev’essere consumato subito per preservare la freschezza del tuorlo.

 

 

Non bisogna confondere l’uovo sbattuto con lo zabaione, una bevanda a base di tuorlo d’uovo, zucchero e vino o liquori come il marsala e il rum. Sulle origini dell’uovo sbattuto le teorie sono controverse. Pare innanzitutto che la sua ricetta fu ispirata da quella dello zabaione; alcuni ritengono che a idearla fu un capitano di ventura, Giovan Paolo Baglioni, nel 1471, mentre per altri affonderebbe le radici nella Torino del 1500. Certo è che con il nome zabaja si indicava una bevanda veneziana “importata” dall’Illiria, la parte occidentale dell’odierna penisola balcanica.

 

La torta d’Inverno, un dolce che è un’ode ai sapori invernali

 

Conoscevate già la torta d’Inverno? Io l’ho scoperta solo di recente ma, come recita un noto proverbio, “Non è mai troppo tardi”. E’ una torta molto soffice, completamente spolverata di zucchero a velo, arricchita di uvetta e spezie quali la cannella, il coriandolo o l’anice stellato, i chiodi di garofano e la noce moscata. Altri ingredienti sono costituiti dalla frutta secca, fondamentale per questo tipo di torta: mandorle, nocciole, gherigli di noci. Mele, pere e cioccolato fondente concludono la lista dei componenti tipici del dolce. Ma come si prepara, la torta d’Inverno? Innanzitutto la frutta secca viene tritata e l’uvetta messa a bagno in una ciotola piena d’acqua. Subito dopo, le uova si montano con la frusta insieme allo zucchero. Continuando a mescolare, si aggiungono il latte, l’olio d’oliva, una bustina di lievito per dolci e la farina.

 

 

Quando l’impasto risulterà sufficientemente denso, verranno incorporate l’uvetta, la frutta secca tritata, le spezie, scaglie di delizioso cioccolato fondente e mele e pere tagliate a cubetti. Il tutto va lasciato cuocere in forno per circa un’ora, dopodichè la torta si spolvera con dell’abbondante zucchero a velo ed è possibile guarnirla, a proprio piacimento, con l’uvetta, la frutta secca tritata e/o le scaglie di cioccolato.

 

 

Il risultato? Una ricetta semplice per un dolce golosissimo, perfetto da gustare a colazione o nei vari break della giornata.

 

 

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La colazione di oggi: il cacao in polvere, per un Natale delizioso ma non solo

 

Il cacao in polvere? Una golosità unica. E a Natale regna sovrano: lo troviamo tra gli ingredienti di un gran numero di dolci, oppure spolverato su deliziosi dessert. Può essere gustato anche in modo molto semplice, soprattutto a colazione. Ad esempio, sciolto in una tazza di latte caldo: chi non ha mai provato il celeberrimo Nesquik, protagonista di tutti i breakfast della nostra infanzia? I nutrizionisti, per iniziare la giornata, consigliano di utilizzare cacao in polvere in una dose pari a due cucchiaini da caffè. Di una cosa potete esser certi: i benefici sono garantiti. Perchè il cacao amaro abbonda di sostanze salutari per l’organismo. Il suo utilizzo risale alla notte dei tempi; i primi a scoprire le virtù della polvere di cacao furono i Maya. La coltivazione del Theobroma Cacao (nome botanico della pianta del cacao), infatti, ebbe inizio nel 1000 a.C. all’ interno della nota civiltà precolombiana. L’alimento arrivò in Europa nel 1500 ad opera dei Conquistadores spagnoli, ed è datata 1585 la traversata del primo carico di cioccolato dal porto di Veracruz, in Messico, a quello di Siviglia. Per saperne di più sulla storia del cacao potete far riferimento all’articolo che VALIUM ha dedicato ai vari tipi di cioccolato, lo rintracciate cliccando qui. Quello che mi interessa oggi, invece, è approfondire le portentose proprietà della polvere di cacao, ottenuta grazie a una lavorazione che coinvolge le fave contenute nei baccelli del Theobroma Cacao: i semi vengono sottoposti a fermentazione, essiccazione e tostatura per poi passare attraverso procedimenti di separazione dal guscio e successiva macinazione. Dopodichè, la massa di cacao originata dai frammenti delle fave viene pressata allo scopo di separare la polvere dai lipidi costituiti dal burro di cacao. Il cacao in polvere, quindi, è contraddistinto da livelli molto esigui di grassi e da un aroma straordinariamente intenso, quello del cacao amaro.

 

 

Ma quali virtù possiede, esattamente, la polvere di cacao? Innanzitutto è ricca di polifenoli, dei potenti composti antiossidanti che espletano anche funzioni antinfiammatorie e cardioprotettive. I polifenoli, inoltre, hanno il potere di ridurre livelli troppo elevati di pressione sanguigna contrastando l’ipertensione. Le benefiche proprietà di questi antiossidanti, presenti nel cacao in polvere in grande quantità, si estendono anche alle lipoproteine LDL, dense di colesterolo che diffondono nei tessuti periferici: i polifenoli sono in grado di ridurle ed esercitano una funzione anti-aggregante, contribuendo a mantenere il sangue più fluido con notevoli vantaggi per il cuore e i vasi sanguigni. Persino le funzioni cognitive risentono delle salutari virtù dei polifenoli; attraversando la barriera ematoencefalica, le loro proprietà antiossidanti determinano un miglioramento del flusso sanguigno nel cervello e contrastano le patologie neurovegetative. Come avviene per il cioccolato fondente, il cacao in polvere ha la capacità di incentivare il buonumore tenendo a debita distanza la depressione: ciò è dovuto alla teobramina e al triptpfano contenuti nel prodotto; il triptofano, in particolare, è il precursore della serotonina, il cosiddetto “ormone della felicità”. In più, gustare del cacao in polvere non comporta gli inconvenienti associati al consumo delle tavolette di cioccolato. I polifenoli, rallentando l’assorbimento intestinale del glucosio, scongiurano le impennate glicemiche e migliorano la sensibilità insulinica con effetti positivi anche in chi è affetto da diabete. Un’ulteriore proprietà di questi composti antiossidanti riguarda la lotta all’obesità: altamente saziante, il cacao in polvere riduce l’appetito migliorando il profilo metabolico e favorendo il mantenimento della linea.

 

 

Appurato che il consumo di polvere di cacao apporta innumerevoli benefici, vediamo ora come utilizzarlo a colazione. E’ importante dire che sarebbe opportuno scegliere un cacao privo di zuccheri aggiunti, conservanti e latte in quantità eccessive per non intaccare i salutari effetti dei polifenoli (un suggerimento in tal senso? Provate il cacao in polvere bio). A Natale, ma non solo, è possibile preparare moltissimi dolci con la polvere di cacao: biscotti natalizi dalle forme più svariate, torte, brownie, tiramisù…Consumata nella cioccolata calda accentua il suo delizioso gusto, aggiunta al latte caldo, allo smoothie o ai cereali dona loro un sapore ricco, del tutto speciale. Gli sportivi “spruzzano” di cacao in polvere i frullati, oppure lo degustano con le barrette proteiche: la potente energia che è in grado di donare questo alimento è cosa nota. E se in occasione delle feste volete esagerare, prendete la polvere di cacao e cospargetela sui brownie, i famosi dolcetti made in USA. Sono golosissimi, interamente al cioccolato e a forma di piccoli rettangoli: trovate la ricetta qui.

 

 

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La colazione di oggi: 5 (+1) alimenti freschi e digeribili per proteggersi da Caronte

 

Il caldo ha raggiunto il suo apice: questa settimana, con Caronte, le temperature si eleveranno fino a raggiungere picchi di oltre 40 gradi. E non basta: in alcune zone d’Italia sfioreranno persino i 50! Il calore è da record, mercoledì il bollino rosso coinvolgerà ben 23 città. Mettere in atto un piano per proteggersi dall’anticiclone è d’obbligo, se vogliamo uscire indenni dalle sue fiammate infernali. Per iniziare al meglio la giornata, ad esempio, urge pensare a una colazione ideale. Che con le temperature roventi necessita di accorgimenti specifici: la regola numero uno, valida 365 giorni all’ anno ma ancor più ora, è che del breakfast non bisogna mai fare a meno. Rappresenta un pasto fondamentale, soprattutto quando il clima è torrido. Reidrata l’organismo dopo notti “sudatissime” a causa del caldo tropicale e fornisce l’energia necessaria per affrontare una nuova giornata. La colazione estiva, quindi, dovrebbe includere un buon numero di liquidi ed essere rigorosamente fresca e digeribile. Esistono alimenti che soddisfano entrambi i requisiti, e oltre a risultare golosi forniscono un’adeguata “schermatura” contro l’afa: ve li elenco qui di seguito, raccomandandovi di inserirli nel primo pasto della vostra giornata.

 

La frutta di stagione

 

 

Consumatela in abbondanza: è ricca di sali minerali, vitamine, antiossidanti, fibre e acqua, quindi si rivela ottima per idratare il corpo e reintrodurre i minerali persi con la sudorazione. Possiamo gustarla in svariate versioni, addentandola così com’è o sotto forma di frullato, spremuta, macedonia, bocconcini da inserire nello yogurt e nel latte e cereali…La frutta, in particolar modo d’estate, è un alimento rinfrescante e iper salutare.

 

I cereali integrali

 

 

Contengono una grande quantità di fibre e vitamine, per cui sono digeribilissimi e al tempo stesso nutrienti: saziano senza appesantire. Il loro consumo è benefico ad ampio spettro; regolarizzano i livelli di colesterolo e trigliceridi, proteggono dal diabete, dall’ipertensione e dalle malattie cardiovascolari. Le fibre che contengono in abbondanza, inoltre, sono portentose per l’apparato digerente.

 

Il latte

 

 

Il latte è super dissetante: è un concentrato di acqua, sali minerali, vitamine, proteine, zuccheri e calcio, che funge da potente antiacido e risulta un ottimo antidoto contro il reflusso gastroesofageo. Bevete il latte fresco e dolcificatelo con del miele, svolgerà un’azione antiossidante e antibatterica molto benefica per l’ apparato digerente. Accompagnatelo preferibilmente a dolci da forno come i biscotti e le brioches.

 

Lo yogurt

 

 

In estate è semplicemente perfetto: nutriente, rinfrescante, saziante, può essere gustato con pezzetti di frutta di stagione, frutta secca grattugiata, un po’ di miele oppure insieme ai cereali. E’ un ottimo nutriente, ricco di calcio benefico per le ossa e di vitamina B12, magnesio, acidi grassi insaturi (i cosiddetti “grassi buoni”). I suoi fermenti lattici assicurano i benessere dell’ intestino, e le proteine di cui è ricco accelerano il metabolismo. Può essere considerato, dunque, un alleato ideale delle diete dimagranti ed è assai digeribile.

 

Il frullato

 

 

Frullati, smoothie, frappè e centrifugati sono contraddistinti da notevoli differenze ma hanno un denominatore comune: sfruttano i benefici della frutta di stagione. Coloratissimi e dall’aspetto invitante, risultano un’autentica meraviglia per gli occhi. Il frullato, in particolare, si avvale di una mescolanza di frutta allungata con acqua, latte o yogurt.

 

E il caffè?

 

 

C’è chi consiglia di berlo all’americana, allungato con molta acqua, ma il caffè, in estate, si declina in molteplici versioni: per combattere il caldo, ad esempio, esistono la granita al caffè, la crema fredda al caffè (detta anche “caffè del nonno”), il frullato al caffè accompagnato dalla banana. Un’opzione molto salutare prevede invece di berlo mescolandolo al latte freddo, con l’ aggiunta di ghiaccio a proprio piacimento.

 

 

 

La colazione di oggi: il pane, l’ Alimento che sfama l’ uomo dalla notte dei tempi

 

Pane burro e marmellata, pane e miele, pane e Nutella…quante colazioni facciamo e abbiamo fatto, utilizzando il pane? E’ praticamente impossibile non dedicargli un approfondimento. Anche perchè il pane è l’Alimento (con la A maiuscola) per eccellenza, rappresenta il più importante elemento nutritivo e sfama l’uomo sin da tempi immemorabili. Pensate solo ai proverbi che lo riguardano: “Guadagnarsi il pane”, “Levarsi il pane di bocca”, “Buono come il pane” “Non si vive di solo pane”…dire “pane” e dire “nutrimento” è un tutt’uno. Il pane si prepara piuttosto facilmente. Lo si ottiene dalla fermentazione, e dalla successiva lievitazione, di un impasto a base di farina (che può essere di grano tenero, grano duro o cereali vari), lievito, acqua e sale che viene poi cotto in forno. Ogni ingrediente che lo compone abbonda di proprietà nutritive; i carboidrati complessi e le fibre sono i principali. Quando vengono ingeriti, i carboidrati complessi (dei macronutrienti rappresentati dall’amido dei cereali), si tramutano in glucosio: una fonte energetica fondamentale che stimola il metabolismo, l’attività motoria e cerebrale. Il pane è un alimento in grado di farci sentire immediatamente sazi e di allontanare lo stimolo della fame. Il senso di sazietà deriva dal fatto che l’amido contenuto nel pane appartiene ai cosiddetti “carboidrati lenti”, i carboidrati, cioè, che rilasciano un’energia costante e prolungata; non stupisce che gli sportivi consumino pane in abbondanza in vista del training o delle gare. Nel pane, inoltre, i grassi sono presenti in una percentuale bassissima, l’1 %. Si tratta di acidi grassi insaturi che hanno il potere di scongiurare l’insorgere del colesterolo e delle patologie cardiovascolari. Le fibre contenute nell’alimento facilitano il transito intestinale; a tal scopo è da preferire il pane integrale, dove raggiungono una percentuale pari all’ l’1,5% a differenza dello 0.3% del pane bianco. Il pane è anche ricco di vitamine, soprattutto del gruppo B, e di minerali come il fosforo, il ferro e il magnesio, che svolgono un’ efficace azione antiossidante contrastando l’ invecchiamento cellulare.

 

 

Le proteine contenute nel pane sono di tipo vegetale, perciò pressochè prive di grassi, e fungono da ottimi tonificanti per il tessuto dei muscoli. Un’ ulteriore proprietà di questo straordinario alimento è che risulta altamente digeribile, una virtù che abbina all’ eclettismo: il pane si può gustare sia insieme a cibi dolci che salati. Possiamo accompagnarlo, quindi, a un companatico vasto ed eterogeneo. Essendo una miniera di carboidrati complessi, è particolarmente indicato per la prima colazione. Spalmate un po’ di miele o della marmellata su una fetta di pane: il vostro pasto sarà gustoso e ricco di benefici.

 

 

Ma qual è la storia di questo alimento secolare? Le sue radici affondano in tempi molto antichi. Il primo esemplare di pane risale al 12.000 a.C. .E’ stato rinvenuto in Giordania, dove si preparava seguendo un procedimento ben preciso: un mix di cereali veniva macinato tra due pietre e miscelato all’acqua. L’impasto ottenuto, poi, si lasciava cuocere su una lastra di pietra infuocata. Furono gli Egizi a ottimizzare, nel 3000 a.C. circa, il processo di lievitazione. Per ottenere un pane più morbido, l’ impasto si manteneva all’aria aperta per un giorno; soltanto dopo si passava alla cottura. In Egitto questo alimento veniva osannato per il suo potere nutriente, ma rappresentava anche un emblema di ricchezza. Gli Ebrei sono soliti consumare il pane azzimo, cioè non lievitato, per celebrare la ricorrenza del loro esodo dall’ Egitto. Il suddetto tipo di pane, chiamato “Matzah”, possiede un’ alta valenza simbolica: la non-lievitazione rimanda all’ urgenza di mettersi in viaggio e alla necessità di portare con sè un alimento a lunga conservazione. La panificazione, una vera e propria forma d’arte, venne perfezionata nella Grecia Antica. I Greci idearono oltre 70 varietà di pane, arricchendolo con latte, olio, miele, formaggio ed erbe aromatiche per esaltarne l’aroma. Sempre nella Grecia Antica ebbe inizio l’usanza di preparare il pane a notte fonda, più o meno come avviene oggi.

 

 

Gli Antichi Greci hanno fatto scuola. Anche in epoca odierna esiste un gran numero di “pani speciali”: per prepararli si usano, generalmente, diversi tipi di farina. Qualche esempio? La farina di mais, di segale, di avena, di orzo, di riso e così via. Possono essere aggiunti grassi quali il burro, lo strutto e l’olio d’oliva, ed ingredienti molteplici: i più comuni sono il latte, il malto, il mosto d’uva, i fichi secchi, l’uva passa, le noci, le olive, lo zucchero, il saccarosio, l’anice e spezie come il sesamo e il cumino.

 

 

Il pane ha ispirato i proverbi più curiosi e disparati sin dalla notte dei tempi. Concludo questo articolo con una selezione di detti seri e semi-seri, ma anche ironici e divertenti. “Non è pane per i miei denti” (non mi si confà), “Buono come il pane”, “Non si vive di solo pane” (ma anche di spirito), “Rendere pan per focaccia” (chi la fa, l’aspetti), “Mangiare pane a tradimento” (senza guadagnarselo), “Dire pane al pane e vino al vino” (parlare con schiettezza), “Chi ha i denti non ha il pane e chi ha il pane non ha i denti” (la discrepanza tra chi ha aspirazioni e potenzialità, ma non gli strumenti per realizzarle, e la situazione opposta), “Misurare il pane” (essere eccessivamente tirchi). Può esistere, secondo voi, un alimento più completo?