








Il blog di Silvia Ragni









Anche se non fa parte dei colori dello spettro il marrone, è presente fenomenicamente, sta tra il giallo e il rosso, ma va in un’altra direzione, una direzione che oscura il giallo, lo «materializza», lo rende un vero e proprio colore che ha un’autonoma energia luminosa, lo rende il più caldo dei colori, come velato e racchiuso in sé, in una statica condizione di sicurezza e di riparo: è il colore delle vesti dei monaci, della Madre terra, del legno percorso dalla linfa, delle gemme che proteggono il fiore.
(Hedwig Conrad-Martius)
Marrone è il colore di Settembre, dell’autunno che è appena arrivato. Marroni sono la terra, gli alberi spogli, le foglie che si preparano a cadere. E’ un colore considerato essenziale, “povero”, forse anche perché associato alla veste dei francescani e ai valori di Francesco d’Assisi. Eppure, il marrone è una tonalità più “ricca” di quanto non sembri: è caldo, avvolgente, rimanda al mondo naturale. Senza dubbio, suscita opinioni controverse. Se per alcuni è riposante, poco vivido ma autentico, riferito ad elementi concreti, per altri è un colore cupo e monotono, quasi deprimente. Il marrone si ottiene da una miscela di rosso, giallo e blu. La prevalenza di uno di questi tre colori sugli altri origina le sue sfumature: se a predominare è il blu, avremo un marrone scuro e freddo; se invece predominano il rosso o il giallo, la gradazione sarà calda e tendente al ruggine oppure all’ocra. I suoi detrattori lo associano allo sporco, al torbido: il fango è marrone, così come le deiezioni. Chi lo ama, invece, lo ricollega alla semplicità ma anche alla creazione, a tutto ciò che si può plasmare con le mani: pensate ai vasi o agli oggetti di terracotta. Il marrone è goloso, evoca la cioccolata fondente e un buon caffé, una delle bevande preferite dagli italiani.

La storia e la simbologia nel mondo
Il suo nome deriva da una varietà pregiata di castagne, i marroni, e si impone nel 1700. In natura, il marrone è ampiamente presente: è il colore dei tronchi e dei rami degli alberi, della terra, delle rocce e dei minerali, soprattutto quelli argillosi, e del pelo di svariati animali, che riescono a mimetizzarsi con il sottobosco. Nel Medioevo veniva ricavato da alberi quali il noce, l’ontano, il nocciolo, l’acacia catechu…La sua sobrietà ha fatto sì che venisse adottato da più di un ordine religioso: oltre ai francescani, anche i carmelitani vestono di marrone, il colore del loro scapolare e della loro tonica. Il marrone rappresenta la rinuncia, il distacco da tutto ciò che è materiale. Nella Divina Commedia, Dante descrive come marroni i fumi e la roccia che arde nel Canto XV dell’Inferno, mentre nel Canto III persino l’aria infernale e l’acqua dell’Acheronte (il fiume che conduce all’Oltretomba) sono “bruni”. L’arte antica, non di rado, raffigurava il demonio utilizzando tonalità terrose, poiché i teologi del V secolo d.C. ipotizzavano che il suo corpo fosse composto da una massa d’aria “scura”. Nel mondo, il marrone possiede una valenza eterogenea: se per gli etiopi è il colore del lutto, i cinesi lo riconducono al concetto di passato e i giapponesi a quello di solidità.

Il significato
Il marrone, in sintesi, è il colore che meglio simboleggia la forza, l’autenticità, l’eleganza discreta, la sobrietà. Risulta rassicurante, ha un effetto distensivo sul sistema nervoso. Lo sceglie chi non teme il giudizio degli altri e tende all’introspezione, evidenziando una forte consapevolezza dei propri desideri, pensieri, emozioni e stati d’animo. Il marrone è tutto fuorché un colore energico o vivace, ma rimanda a ciò che è genuino e duraturo: non è un caso che si ricolleghi alla natura e al suo eterno, meraviglioso ciclo di assopimento e di rinascita.

















Foto via Unsplash

Guarda settembre come ti apre il bosco
e sovrasta il tuo desiderio.
Apri le mani, riempile con queste foglie lente
non lasciar che una sola vada perduta.
(Eugenio Montejo)
LE CARATTERISTICHE
Settembre è il mese della svolta, della ripartenza post-ferie. E’ anche il mese dei buoni propositi che abbiamo formulato sotto l’ombrellone: l’euforia vacanziera incentiva puntualmente il desiderio di cambiare, di rinnovare la propria vita. E Settembre, mese di transizione tra l’estate e l’autunno, si tramuta in uno dei nuovi inizi che ispirano progetti e obiettivi mai affrontati prima. Il nono mese dell’anno ha una durata di 30 giorni e viene solitamente identificato come il mese della vendemmia, del ritorno a scuola e del ripopolamento delle città dopo la pausa estiva.

IL NOME
Nel Calendario Romano, che iniziava a Marzo, Settembre era il settimo mese dell’anno: da qui il suo nome. Il September latino derivava da “septem”, ovvero “sette”. Tra il 37 e il 192 d.C., Settembre venne ribattezzato Germanico e poi Amazonius. Furono però modifiche di breve durata, introdotte rispettivamente dagli imperatori romani Caligola e Commodo.
I SEGNI PARTICOLARI
Settembre è il mese in cui, con l’Equinozio d’Autunno, l’estate lascia ufficialmente spazio alla stagione fredda. Quest’anno l’Equinozio è previsto per le ore 2.05 del 23 Settembre.

LE RICORRENZE
L’8 Settembre viene celebrata la Natività della Beata Vergine Maria, una solennità che ricorre nella Chiesa Cattolica e Ortodossa. Il 23 Settembre, l’Equinozio d’Autunno sancisce l’arrivo della nuova stagione. Il 29 Settembre si festeggiano, invece, San Michele e i Santi Arcangeli Gabriele e Raffaele: una ricorrenza tradizionalmente connessa ai riti della transizione stagionale e, nella cultura agreste, al tempo della transumanza.

I SEGNI ZODIACALI
Settembre è il mese della Vergine e della Bilancia: il Sole staziona nel segno della Vergine fino al 22 Settembre, poi passa a quello della Bilancia; lì rimarrà fino al 22 Ottobre.
IL COLORE
Il marrone, in tutte le sfumature che spaziano dal cioccolato al terracotta, simboleggia perfettamente l’animo di Settembre replicando le tonalità della terra e delle foglie che cadono.

LA PIETRA PREZIOSA
La pietra del mese di Settembre è lo zaffiro, simbolo di purezza e di lealtà. Contrariamente a quanto si pensi, il tipico colore di questa gemma non è soltanto il blu: possiamo ammirare molti zaffiri rosa, arancioni, gialli o verdi.

IL PROFUMO
Il profumo di Settembre non può che essere quello dell’uva matura, dolce e succosa: la stessa uva che, durante la vendemmia, viene raccolta, depositata in grandi ceste e utilizzata per la preparazione del vino.
IL SAPORE
Settembre “sa” di uva, ma anche di fichi: questi frutti zuccherini vengono spesso abbinati al formaggio, dando luogo a un connubio gustoso e genuino.

Foto via Unsplash

Agosto, il mese più eccessivo, scoppiettante e torrido dell’anno, non poteva che essere simboleggiato dall’arancio: il colore dei tramonti infuocati, della frutta più succosa, dell’entusiasmo associato ai giorni di vacanza. L’arancio, che unisce la potenza del rosso alla lucentezza del giallo, è una tonalità calda e solare. Non è un caso che si colleghi alla vitalità, all’energia, alla genialità creativa: è una cromia che stimola, ispira, mette in moto. L’arancio esplode di gioia e dinamismo. In natura è molto presente, come abbiamo detto. Pensate a fiori come la calendula, la clivia, la zinnia, la cerbera, la sterlizia. Persino nel linguaggio dei fiori l’arancio comunica allegria, ed è il colore ideale per inaugurare i nuovi inizi. Molti frutti dell’estate, i più benefici, quelli ricchi di carotene, esibiscono una bella sfumatura di arancio. E nella vita quotidiana ritroviamo questo colore nei cocktail, nei ghiaccioli, nelle spremute d’arancia.

Il significato psicologico dell’arancio
L’arancio è il colore del fare. Connette i piaceri della vita con il cuore e le emozioni. In cromoterapia ha una funzione energizzante, antidepressiva, invita a guardare alla vita con ottimismo e a godere appieno di ogni attimo dell’esistenza. L’arancio libera la mente dalle paure, combatte le inibizioni e i blocchi emotivi. Invita alla socializzazione, alla convivialità, al contatto umano. Ripristina (o regala) autostima e fiducia in se stessi. Le virtù del colore di Agosto affondano le radici in un concetto fondamentale: l’arancio si identifica con l’armonia, il perfetto equilibrio tra il corpo e l’anima. Il suo potente impatto visivo è in grado di placare la mente, arrestare l’overthinking e tramutare l’energia negativa in positiva.

L’arancio e il corpo
L’arancio profonde energia, ma non solo: è un toccasana per la circolazione sanguigna e si dice addirittura che abbassi la pressione. Funge da antispastico, rilassando la muscolatura e attenuando i crampi, promuove una respirazione regolare che contrasta i sintomi dell’ansia. Diversi studi hanno appurato che l’arancio stimola l’appetito, ma senza conseguenze allarmanti per chi è a dieta: nessun altro colore, se non l’arancio, è in grado di stimolare il metabolismo e favorire la digestione. Nell’antica tradizione spirituale induista, l’arancio è legato a Svadhisthana, il chakra (o centro energetico) della creatività, della sessualità, delle emozioni e della gioia di vivere. Ma attenzione: ciò non significa che spinga a lasciarsi sopraffare dai piaceri della vita. Al contrario, permette di dominarli e di gestirli con perfetto equilibrio.

L’arancio e i rapporti interpersonali
Abbiamo già detto che l’arancio stimola la socializzazione e la convivialità. Bisogna aggiungere che porta a rapportarsi con gli altri con empatia e generosità. Quindi è un colore “estroverso”, votato alle relazioni sociali e al mondo esterno. Niente di più pregnante quando si parla di Agosto, il mese che maggiormente favorisce, tra vacanze, viaggi e vita all’aria aperta, il contatto con il prossimo.
















Ostuni è la città bianca, di quel bianco accecante che si trova solo in Puglia. Perché è bianca? Alcuni dicono che fu dipinta di bianco perché la luce del sole accecasse i nemici provenienti dal mare e perché donasse luce ai vicoli bui. Ma anche perché la calce era facile da reperire e in periodo di epidemie e carestie evitava il contagio.
(Fabrizio Caramagna)
Guardando queste foto potremmo pensare di trovarci in Grecia, o in uno dei caratteristici “pueblos blancos” andalusi di cui abbiamo parlato la scorsa estate. Invece siamo in Italia, precisamente a Ostuni, detta non a caso “la Città Bianca”: oggi viaggeremo insieme nell’Alto Salento, una delle aree più suggestive del profondo Sud. Ostuni si trova in Puglia, dista 8 km dal mare Adriatico ed è arroccata su tre colli della Murgia situati lungo il “tacco” dello Stivale. E’ talmente pittoresca da essere stata ribattezzata anche “la Città Presepe”. La circondano verdeggianti distese di uliveti e di vigneti. Il centro storico, medievale, si sviluppa in un vero e proprio labirinto di vicoli, scalette e torrioni, 15 in tutto: questi ultimi furono innalzati nel XV secolo per scoraggiare l’avanzata dei Turchi. La zona antica della città, adagiata sul colle più alto, risalta per il tipico colore delle case, rigorosamente bianche: si tratta di dimore che vennero imbiancate a calce per garantire la massima luminosità nelle viuzze tortuose. Ma il bianco aveva anche una funzione difensiva; nel XVII secolo, con l’inarrestabile diffusione della peste, gli ostunesi si avvalsero delle proprietà disinfettanti e antibatteriche della calce per proteggersi dal contagio.

Cosa vedere nella città bianca
Esplorare i suoi vicoletti vale decisamente la pena: Ostuni è ricca di edifici risalenti al Barocco, al tardo Gotico, e di splendide chiese come la Cattedrale. Dedicato a Santa Maria dell’Assunzione, il duomo fu costruito nel XV secolo e domina tutto il borgo antico. Sulla sua facciata tardo-gotica campeggia un maestoso rosone a 24 raggi preziosamente intagliato.

Nella piazza principale è tassativa una visita al Palazzo Vescovile e al Palazzo del Seminario. I due edifici sono uniti dall’iconica loggia sospesa, in stile Barocco, dell’Arco Scoppa: fu costruito dapprima in legno e successivamente in pietra, nel 1750. Per realizzarlo ci si ispirò al Ponte dei Sospiri di Venezia. In Piazza della Libertà spicca invece un obelisco Barocco di 20 metri di altezza sulla cui cima troneggia la statua di Sant’Oronzo, patrono della città. Il Santo, che impedì che Ostuni fosse invasa dalla peste, viene celebrato con grandi festeggiamenti il 26 Agosto. La Colonna di Sant’Oronzo fu edificata nel XVIII secolo dallo scultore locale Giuseppe Greco.

Nei vicoletti di Ostuni potete trovare innumerevoli botteghe artigianali. Predominano i prodotti in ceramica e terracotta, come i piatti e le tazze minuziosamente dipinti a mano, affiancati dai tradizionali fischietti: sfoggiano le forme più disparate e un tripudio di colori vibranti. Anche i sandali e le borse in cuoio sono caratteristici dell’artigianato locale; un motivo in più per perdersi tra le intricate viuzze del centro storico.


Il mare e le spiagge
Ma a Ostuni si va anche per andare al mare: siamo nel Salento, il che equivale a dire acque cristalline e splendide spiagge che alternano tratti di sabbia finissima a rocce, calette e macchia mediterranea. La Riserva Naturale di Torre Guaceto, dove una torre cinquecentesca sovrasta uno straordinario mix di dune, spiagge sabbiose e aree di macchia, ospita specie di uccelli innumerevoli e variegate. Il litorale si snoda per circa 20 km e offre svariate opzioni di scelta.

Torre Guaceto (foto di Carovale3, CC BY-SA 4.0 via Wikimedia)

A pochi chilometri dal borgo antico, ad esempio, c’è la Costa Merlata, così chiamata perché le sue calette frastagliate rievocano i merli di un castello. Sulla Costa Merlata i promontori rocciosi si avvicendano alle scogliere basse e a spiaggette di sabbia bianca affacciate sul mare turchese. La Spiaggia di Gorgognolo è una spiaggia “selvatica”, incastonata tra gli scogli e ricca di insenature. A Torre Pozzelle le rocce e le calette sono punteggiate da folti gineprai e ginestreti. Quarto di Monte è una delle spiagge predilette dagli ostunesi: si trova nei paraggi della località di Monticelli ed è molto frequentata. All’interno del Parco Regionale Dune Costiere è situato Lido Morelli, una spiaggia di dune di sabbia che sembra ricoperta d’oro fino. Il mare è limpido, i ginepri abbondano. Nelle vicinanze, lungo la foce del fiume Morelli, si moltiplicano specchi d’acqua ricchi di pesci e frequentati dagli uccelli migratori. Lido Morelli, Riserva Naturale Regionale, è stato riconosciuto come SIC (Sito di Importanza Comunitaria) dalla Comunità Europea, in quanto considerato un territorio essenziale per la salvaguardia della biodiversità e degli uccelli migratori.














Luglio.
Il vento di sera
porta una meraviglia a ogni istante
e la stagione nuota verso una calma luminosa.
(Fabrizio Caramagna)
LE CARATTERISTICHE
Il settimo mese dell’anno ci accompagna nel cuore dell’estate. Ha 31 giorni e segna l’inizio della seconda parte dell’anno. A Luglio i colori sono vividi, la luce è accecante. Il Sole, infuocato, arroventa la Terra con i suoi raggi. Le ondate di calore sono sempre più numerose a causa del riscaldamento globale. Nei campi, la mietitura dei cereali ha già preso il via, così come la raccolta della frutta e la verdura di stagione. Il caldo intenso rende indispensabile un’irrigazione frequente e mirata. Per alcuni iniziano le vacanze, altri attendono Agosto e il clou ferragostano. Sebbene a Luglio l’estate sia già inoltrata, il viavai dei vacanzieri non raggiunge ancora il suo apice.

IL NOME
Iulius, questo il nome di Luglio in latino, nell’antica Roma era il mese dedicato a Giulio Cesare. Precedentemente, dato che il calendario romano faceva iniziare l’anno a Marzo, Luglio risultava il quinto mese dell’anno e in virtù di ciò veniva chiamato Quintilis.
I SEGNI PARTICOLARI
Negli Stati Uniti, Luglio è fortemente associato all’Indipendence Day (la Dichiarazione d’Indipendenza dalla Gran Bretagna risale al 4 Luglio 1776). In Italia è il mese che dà il via all’estate, ai primi weekend al mare o in montagna. In Francia, il 14 si festeggia la ricorrenza della presa della Bastiglia (avvenuta il 14 Luglio del 1789), che sancì il culmine della Rivoluzione Francese.

LE RICORRENZE
In Italia non esistono solennità particolari associate a questo mese; a livello internazionale, oltre alle date già citate alla voce Segni Particolari, possiamo ricordare un importante evento storico come il primo allunaggio: la missione spaziale Apollo 11, che vide coinvolti i tre astronauti Neil Armstrong, Edwin “Buzz” Aldrin e Michael Collins, giunse a compimento il 21 Luglio 1969, quando Armstrong mise piede sul suolo lunare.

I SEGNI ZODIACALI
Il Sole staziona nel segno del Cancro fino al 22 Luglio, dal 23 in poi si sposta nel segno del Leone.
IL COLORE
L’azzurro o il giallo, come il Sole luminoso e i suoi riflessi.

LA PIETRA PREZIOSA
Il rubino, di un teatrale color rosso sangue, è la pietra di questo mese. La sua tonalità regale era adorata da califfi e maharaja, anche perchè rimanda alla passione, alla potenza e all’energia vitale.
IL PROFUMO
Luglio è caratterizzato dai profumi aromatici, balsamici, floreali e salmastri della macchia mediterranea: il mirto, il ginepro, il lentisco, l’elicriso, la ginestra…sprigionano note olfattive inconfondibili, avvolgenti e ambrate. A sigillare questo “jus”, gli accenti inebrianti di salsedine veicolati dalla brezza marina.

IL SAPORE
Con il caldo torrido che contraddistingue le nostre estati, si impongono sapori dolci e soprattutto acquosi come quelli del melone e dell’anguria, i due frutti più idratanti in assoluto.

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Il corallo ha la bellezza della rosa, il colore del sangue, il limpido del cristallo, il calore del fuoco.
(Vittorio G. Rossi)
Il corallo, colore del mese di Giugno, è composto da una ben calibrata miscela di rosso, rosa e arancione. Può virare al rosso se prevale l’arancio, al pesca se prevale il rosa. Confonderlo con l’arancione, insomma, è impossibile: il corallo risulta più ipnotico, meno “chiassoso”, più avvolgente. Ciò accade proprio in virtù del mix tra la passionalità del rosso, il romanticismo del rosa e il dinamismo dell’arancio, che donano un’impronta inconfondibile e molto “estiva” al colore che prende il nome dalle colonie di piccoli polipi rintracciabili nelle profondità marine. Chi non conosce la composizione dei coralli tende a scambiarli per piccoli arbusti ramificati, una sorta di flora degli abissi; invece si tratta, appunto, di strutture organiche da cui viene tratta la celebre gemma utilizzata per la creazione di gioielli e cammei.

La storia
I popoli antichi conoscevano il corallo molto bene: i greci e i romani esaltavano la bellezza di questa pietra, alla quale attribuivano proprietà magiche. Veniva considerata un amuleto, un portentoso strumento per tenere a distanza le forze del male. Questa valenza permane, a tutt’oggi, in diversi paesi orientali, dove il corallo è reputato una gemma che propizia la buona salute e la prosperità economica. Oggi, del corallo si parla soprattutto in relazione al rischio a cui, a causa del riscaldamento globale, è sottoposta la barriera corallina: le temperature degli oceani, sempre più alte, provocano uno stress termico responsabile del drammatico fenomeno dello sbiancamento dei coralli. Inoltre, l’anidride carbonica accumulatasi in dosi massicce nell’acqua del mare è imputabile della riduzione del pH acquatico, con un conseguente aumento dell’acidità che mina il mantenimento della tipica struttura calcarea ramificata dei coralli. Ma questi sono solo alcuni dei problemi riscontrati attualmente nei fondali marini. Per saperne di più, vi rimando a questo articolo.

La simbologia
Il corallo è un colore caldo, vibrante, vitale. E’ il colore di Giugno perché rispecchia tutta l’energia e l’inebriante atmosfera dell’estate. Ricorda i suoi tramonti, frutta tipica della stagione calda come la papaya, il mango, le pesche mature. Il corallo rimanda alla vivacità e all’ebbrezza dei mesi vacanzieri, ma anche alla fantasia a briglia sciolta, al dialogo e alla socializzazione: tutti leitmotiv tipicamente estivi, quando si vive a contatto con gli altri e trascorrere lunghe ore all’aria aperta alletta chiunque, anche solo per prendere un aperitivo ai tavolini all’esterno di un bar. Psicologicamente, il corallo è un colore che favorisce stati d’animo positivi e rilassati azzerando lo stress. Comunica gioia, dinamismo, accoglienza; inneggia all’ottimismo e tiene a distanza la malinconia e il grigiore.


















E poiché tutta questa bellezza non può essere il Paradiso, so nel mio cuore che è giugno.
(Abba Goold Woolson)
LE CARATTERISTICHE: Giugno, il sesto mese dell’anno, è un tripudio di sole e rigogliosità della natura. Ha una durata di 30 giorni, ed è il mese in cui l’Estate fa il suo ingresso ufficiale, il 21, con il Solstizio; il mese in cui la frutta e i fiori sono abbondanti, il mese in cui si inizia a mietere il grano. Se pensi a Giugno, un periodo in cui il grande caldo e l’orda vacanziera sono ancora relativamente lontani, la prima cosa che ti vengono in mente sono gli immensi campi di papaveri e di girasoli. I colori e i profumi sono vivaci, inebrianti. Il clima è un invito a vivere all’aperto e a trascorrere i primi weekend al mare oppure in campagna. Le giornate sono sempre più lunghe, si respira aria di libertà. E il contatto con la natura diventa un leitmotiv che proseguirà per tutta l’Estate.

IL NOME: in latino il suo nome era Iunius, da Iunonis, ovvero Giunone. Nell’antica Roma, infatti, questo mese era dedicato alla dea del parto e del vincolo nuziale.
I SEGNI PARTICOLARI: una luce intensa e vibrante. Colori caldi, tramonti stupendi e un primo assaggio d’Estate, a cui segue, dopo Il Solstizio, la magica atmosfera della notte di San Giovanni. Questa festa, che ricorre il 24 Giugno, dal punto di vista astronomico è perfettamente “simmetrica” a quella del Natale.

LE RICORRENZE: due le più importanti. Il 2 Giugno si celebra la Festa della Repubblica, il 24 la solennità di San Giovanni Battista, patrono di molte città italiane.


I SEGNI ZODIACALI: fino al 20 Giugno il Sole staziona nel segno dei Gemelli, dal 21 passa in quello del Cancro dove rimane fino al 22 Luglio.
IL COLORE: il corallo, simbolo della vitalità e dell’energia che questo mese ci dona.

LA PIETRA PREZIOSA: sono diverse. Quest’anno concentreremo la nostra attenzione sulla perla e sulla pietra di luna, una gemma illuminata da un particolare bagliore che richiama, appunto, quello del chiaro di luna.

IL PROFUMO: quello intenso e rilassante della lavanda ma anche quello dei fiori di tiglio, la cui dolcezza inebriante avvolge le luminose serate estive.
IL SAPORE: come per il mese di Maggio, è senza dubbio il sapore della frutta di stagione. A Giugno abbondano le ciliegie, le angurie, i meloni, le pesche, le albicocche, le susine e frutti di bosco come i mirtilli, il ribes e i lamponi, tutti ricchi di antiossidanti. Non c’è che l’imbarazzo della scelta, sia in fatto di gusto che di proprietà salutari.

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Lavanda blu,
lavanda verdolina
quando sarò re,
tu sarai regina.
(Filastrocca)
E’ un colore che rimanda ai campi sconfinati della Provenza, a quelle vaste distese in fiore che colleghiamo subito alla bella stagione. Il lavanda è il colore di Maggio, e di Maggio possiede tutte le caratteristiche: simboleggia la rigogliosità della natura, la spiritualità, la serenità, la raffinatezza. Si dice che il suo profumo sia un calmante naturale, che la sua vista favorisca la meditazione. Osservare un campo di lavanda, non a caso, è un po’ come ammirare l’infinito. Legata al chakra del terzo occhio, la lavanda stimola l’intuito, il raccoglimento e l’ispirazione. Da sempre viene associata all’eleganza e alla femminilità, ma per gli antichi popoli aveva anche un vantaggio speciale: era un fiore di buon auspicio, che attirava la fortuna e allontanava la negatività. Per il linguaggio dei fiori, la lavanda è un emblema di devozione e di purezza: profumato di lavanda, infatti, era l’intero corredo della sposa. Nelle serate più inoltrate di Maggio, al tramonto, persino il cielo può assumere delle splendide sfumature color lavanda, una tonalità piuttosto fredda e quasi magica di viola.





















In Primavera anche il make up si accende di colore. Il viso diventa una tela bianca su cui sperimentare le più sorprendenti combinazioni cromatiche: è il momento di osare, di puntare su abbinamenti inediti e finish che spaziano dal matte all’olografico. E’ il momento di inneggiare a un make up che sia una vera e propria tavolozza di colori.
















Foto via Pexels
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