Ondate di gelo

 

Un’ondata di gelo artico ha sommerso buona parte dell’Europa: ad essere coinvolti sono stati soprattutto la Scandinavia, dove in Svezia e in Norvegia le temperature sono scese, rispettivamente, a  40 e 42 gradi sottozero, e i paesi occidentali; basti pensare che la Germania ha raggiunto i – 20 gradi. L’arrivo del maltempo, di una tempesta destinata a sferzare la nostra penisola, è previsto per l’inizio della prossima settimana, ma pare che la responsabilità non sia da attribuire alle correnti artiche. Si parla, piuttosto, di uno scontro tra ondate di aria fredda provenienti dall’Atlantico del Nord e di aria calda del deserto del Sahara, una collisione che scatenerà un vero e proprio ciclone sul Mediterraneo. Intanto, in Europa, gelo e neve continuano a farla da padrone. Diversi aeroporti sono stati chiusi e le temperature non accennano a salire. La neve abbondante, infatti, contribuisce a mantenerle su valori minimi: quando il suolo è ammantato di neve, gela velocemente tramutandosi in un bacino di aria fredda costante. Per la fine di Gennaio, in breve, l’anticiclone tra Scandinavia e Nord Europa e gli scontri tra enormi volumi d’aria eterogenei non favoriranno  un miglioramento climatico. Tanto vale celebrare il gelo, la neve, il ghiaccio e tutti i suoi cristalli con una bella photostory.

 

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Dry January: il buon proposito più popolare del 2026

 

E’ il buon proposito per il 2026 più “gettonato” di tutti: il “dry January” (letteralmente “Gennaio a secco”, dove con “a secco” si intende “senza alcol“) è un obiettivo che si sono dati in moltissimi, per iniziare l’anno nuovo. Dopo i bagordi natalizi, infatti, sale il numero di coloro che scelgono di fare a meno del consumo di alcol per un mese intero, naturalmente quello di Gennaio; si parla di milioni e milioni di persone sparse, badate bene, in tutto il mondo. Ma cosa comporta, in termini di benessere, una decisione del genere? Sicuramente, nient’altro che benefici: secondo numerose ricerche scientifiche, pare che eliminare l’alcol influisca positivamente sui valori della pressione sanguigna, riduca la concentrazione di zuccheri nel sangue, aiuti a smaltire i chili superflui, sia un toccasana per la salute del fegato, migliori il riposo notturno e stabilizzi l’umore.

 

 

Recentemente, enti come l’OMS (Organizzazione Mondiale per la Sanità), l’AIRC (Associazione Italiana per la Ricerca sul Cancro), i NIH (National Institutes of Health) degli Stati Uniti e il nostro Ministero della Salute hanno redatto studi incentrati sui rischi legati al consumo di alcol, dove è emerso che da quest’abitudine scaturiscono molteplici conseguenze dannose per la salute. Secondo il “Global status report on alcohol and health and treatment of substance use disorders”, pubblicato dall’OMS nel 2024, bere alcolici espone al rischio potenziale di contrarre ben 200 patologie, alcune di esse molto gravi. Le regole di non bere regolarmente in modo massiccio e di evitare di alzare il gomito andrebbero scrupolosamente osservate; tuttavia, da ulteriori studi si evince che non esiste un livello di consumo “sicuro” rispetto all’alcol, e che anche un bere moderato pare possa comportare rischi.

 

 

Gli esperti reputano positiva anche una riduzione nel consumo di alcol: in poche parole, non è necessario restare del tutto “a secco”, ma può apportare benefici anche solo un consumo episodico, non sistematico, di alcolici (ribattezzato “Damp January”, “Gennaio umido”).  Per affrontare il Dry January o il Dump January, però,  occorre l’atteggiamento giusto: non servono un detox completo o un semi-detox, se per l’inizio di Febbraio si prevede di ricominciare a bere pesantemente. Innanzitutto, è essenziale concentrarsi cui benefici riscontrati in assenza dell’alcol, magari annontandoli, scrivendo riflessioni a tema. Dopodichè andrebbero formulati buoni propositi, se possibile, più a lungo termine. Perchè se privandoci dell’alcol abbiamo trovato giovamento per la nostra salute, per il nostro benessere, tanto vale programmare una riduzione (o un’eliminazione tout court) degli alcolici che si estenda anche al resto dell’anno.

 

 

Il Dry January, nella massiccia condivisione del proposito di fare a meno dell’alcol, rappresenta senz’altro una bella esperienza, un’avventura da vivere insieme ai nostri amici e a tante persone che, in tutto il mondo, hanno puntato sull’alcol detox. Se ci sentiremo bene affrontandolo, se il nostro corpo ci invierà segnali positivi, vale la pena di meditare sul rapporto che abbiamo con gli alcolici e trarne le dovute conclusioni. Per proseguire, di conseguenza,  lungo un percorso che conduce esclusivamente al nostro benessere.

 

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5 dritte per rivivere l’atmosfera natalizia

 

Ultimo weekend dal sapore ancora vagamente festivo. Nelle città le luminarie rimangono accese, e nonostante l’Epifania (che tutte le feste porta via) sia passata da qualche giorno, i negozi sono pieni – foss’anche solo per i saldi – e l’atmosfera è vivace, come se la scia luminosa del Natale sia lungi dall’affievolirsi. Per gli amanti del clima natalizio è la condizione ideale; ma come faranno la prossima settimana, quando anche le ultime luci si spegneranno e torneremo tutti alla vita ordinaria? Vi dò 5 consigli per sopravvivere al post-holidays blues, la tristezza associata alla fine delle feste natalizie, e prolungare il Natale sine die.

 

 

1. Leggete un libro sul Natale o di racconti natalizi.

Ogni anno ne escono a bizzeffe. Leggere un libro natalizio è il miglior modo per reimmegervi nel magico clima di fine Dicembre, magari esplorando le antiche tradizioni legate alla Natività o appassionandovi a racconti a tema ambientati in differenti epoche storiche. Tutti conosciamo il potere evocativo della lettura: facciamone buon uso.

2. Comprate pandori, panettoni e torroni in saldo al supermercato

Adesso che sono in vendita a prezzi scontati, è possibile farne incetta; prolungare il Natale è anche una questione di gusto. Non è raro che sugli scaffali dei supermercati rimangano i panettoni gourmet: al caramello salato, al cioccolato, alla crema, al tiramisù…c’è solo l’imbarazzo della scelta. E in questo periodo di freddo intenso, dopotutto, è lecito indulgere in qualche peccato di gola.

 

 

3. Preparate dolci natalizi

Lo stesso discorso vale per i dolci da preparare in casa: biscotti al pan di zenzero e altri tipici dolci natalizi (magari appartenenti alla vostra tradizione regionale) aiutano a far rivivere egregiamente l’atmosfera natalizia. Meglio ancora se sono accompagnati da un buon bicchiere di vin brulé.

4. Adottate il nuovo make up occhi “in white”

Il mascara di Gennaio è rigorosamente bianco, e va in parte steso, sfumandolo, anche sulle sopracciglia: un omaggio all’inverno e alla sua neve, al suo gelo. L’effetto “ciglia ricoperte di brina” è soprendente e non passa inosservato, pronto a stupire e a riportare un po’ di mood natalizio nel vostro make up.

 

 

5. Ripristinate la magia natalizia nella vostra casa

Se non potete o non volete mantenere gli addobbi natalizi fino al giorno della Candelora (il 2 Febbraio), come imporrebbe davvero la tradizione cattolica (rileggi qui l’articolo dove ne parlo), potete ugualmente creare un’atmosfera che “sa” di Natale: utilizzate decorazioni come i fili di luce, le pigne, i rami di abete; comprate candele profumate alla cannella, al pan di zenzero, all’arancia candita… oppure ancora, al pandoro e al panettone; accendete il fuoco nel camino. Tutto questo contribuirà non solo a rievocare la magia delle feste appena trascorse, ma anche a rendere più accogliente e confortevole la vostra casa.

 

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Bianco, il colore di Gennaio

 

La simbologia

Bianco come la neve, come il ghiaccio, ma anche come il rinnovamento: un foglio bianco su cui scrivere, tutto da riempire. Bianco è il colore di Gennaio, un non-colore che è al tempo stesso la somma di tutti i colori dello spettro cromatico. Ma a quali accezioni rimanda la tonalità che meglio rispecchia l’inizio del nuovo anno? Da sempre è un emblema di purezza, essenzialità, candore, luce, pace, verginità e nuovi inizi. Il bianco ha anche un profondo significato spirituale, non a caso è il colore dell’abito da sposa, della Prima Comunione e della veste battesimale; i sacerdoti indossano paramenti bianchi durante le solennità più importanti: il Tempo di Natale e di Pasqua, le feste dedicate a Gesù (Passione eclusa), a Maria, agli angeli, ai santi non morti martiri…I paramenti bianchi sono riservati anche a ricorrenze come Ognissanti e alle liturgie funebri, per celebrare la vita eterna. Il bianco rappresenta il divino non solo nel Cattolicesimo, bensì in svariate religioni. Una sfumatura eterea di bianco, Cloud Dancer, è il Colore dell’Anno che Pantone ha scelto per il 2026.

Il nome

“Bianco” deriva dal tardo latino “blancus”, a sua volta derivante dal germanico “blanch” che designava il bianco lucente. Nel latino classico, questo colore veniva chiamato “albus” o “candidus”.

Il bianco nel mondo

La simbologia del bianco varia a seconda delle culture: in Cina, India e molti altri stati orientali è il colore della morte, del lutto, della malinconia. Quest’accezione si ritrova anche in diversi paesi africani. Nel Taoismo, il bianco rappresenta l’elemento maschile (lo Yang) in perfetto equilibrio con il nero, che simboleggia quello femminile (lo Yin).

 

 

Il bianco e la sua storia

Nelle grotte del Paleolitico sono stati rinvenuti dipinti e graffiti realizzati con questo colore. Per gli antichi romani il bianco era associato all’oltretomba e ai fantasmi, anime tormentate che non avevano ancora trovato riposo. Nella Città Eterna, tuttavia, il bianco era anche legato a una simbologia positiva: durante le elezioni, i candidati che volevano evidenziare la loro rettitudine morale indossavano toghe completamente bianche. Durante il Medioevo, le pergamene dei manoscritti miniati venivano sottoposte a un processo di lavorazione che le schiariva il più possibile, sostituendo il bianco al marroncino della pelle animale.  A cavallo tra il XIV e il XV secolo, con la Guerra dei Cent’Anni, la bandiera bianca iniziò a simboleggiare la resa, la richiesta di una tregua o di un cessate il fuoco.  Anticamente, il bianco, emblema di pulizia e candore per antonomasia, rappresentava l’unico colore possibile per la biancheria, anche intima; qualsiasi altra tonalità sarebbe stata reputata disdicevole. Quando Papa Pio IX, nel 1854, istituì il dogma dell’Immacolata Concezione, il bianco, simbolo di purezza, divenne uno dei due colori-simbolo dell’iconografia mariana (il secondo era l’azzurro, che rappresentava il divino).  Con lo scopo di rafforzare il concetto di potere come diretta emanazione della volontà di Dio, il bianco fu adottato anche dai re. Nel corso dei secoli, con la piena affermazione dei valori borghesi, l’illibatezza femminile assunse un’importanza fondamentale. Alla fine del 1800, dunque, l’abito da sposa bianco (sinonimo di castità) sostituì definitivamente quello rosso, fino ad allora in voga.

Simbologia negativa del bianco

Il bianco è uno di quei colori che o si amano o si odiano. Alcuni lo reputano un colore “freddo”, apatico, che non trasmette emozioni; un colore dal minimalismo eccessivo che comunicherebbe distacco, isolamento e indifferenza. Per chi non lo ama, il bianco può “esistere” solo se viene abbinato ad altri colori.

 

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Gennaio e i suoi proverbi

 

I proverbi di Gennaio si focalizzano prevalentemente sulle condizioni meteo: un nuovo anno è cominciato, ma la terra è ancora assopita. Neve, pioggia e gelo intenso ostacolano il percorso verso la rinascita. L’agricoltura si concentra sui lavori di potatura e di preparazione del terreno, come la concimazione e la vangatura; il raccolto si riduce agli agrumi e ai tipici ortaggi invernali (radicchio, cavoli, finocchi, cicoria…). La saggezza popolare unisce spesso Gennaio e Febbraio, in termini di detti: sono piuttosto simili e, secondo superstizioni varie, determinanti nel prevedere l’andamento dei mesi successivi. Anche la luna ricorre di frequente, nei proverbi; si dice che risplenda in modo particolare, con un probabile riferimento alla Luna Piena del Lupo. Il freddo è un altro elemento molto presente. Ma mentre il gelo viene visto come la norma in questo ciclo della natura, della primavera anzitempo si diffida, perchè “infida” e “malandrina”.

 

 

Gennaio e Febbraio, empie o vuota il granaio.

 

 

Felice il bottaio che pota in Gennaio.

 

 

A Gennaio: sotto la neve pane, sotto la pioggia fame.

 

 

Gennaio e Febbraio mettiti il tabarro.

 

 

Non v’è gallina o gallinaccia che di Gennaio uova non faccia. 

 

 

Chi vuole un buon agliaio, lo ponga di Gennaio.

 

 

San Vincenzo, l’inverno mette i denti.

 

 

La luna di Gennaio fa luce come giorno chiaro.

 

 

Primavera di Gennaio reca sempre un grande guaio.

 

 

Gennaio: dopo la neve, buon tempo viene.

 

 

Gennaio ingenera, Febbraio intenera.

 

 

Gennaio secco, lo villan ricco.

 

 

Gennaio forte, tutti i vecchi si augurano la morte.

 

 

Gennaio bello, Febbraio in mantello.

 

 

Se Gennaio sta in camicia, Marzo scoppia dalle risa.

 

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Gennaio, il cuore dell’inverno

 

“Ogni uomo dovrebbe di nuovo nascere il primo giorno del mese di gennaio e cominciare con una pagina nuova. Mettere un foro in più nella cintura, se necessario, o toglierne uno, a seconda delle circostanze. Ma il primo giorno del mese di gennaio ogni uomo indossi le sue vesti ancora una volta, con la faccia protesa in avanti, e si dimentichi il passato e le cose che erano.”

(Henry Ward Beecher)

 

Caratteristiche

Gennaio è un nuovo inizio. L’anno è appena cominciato, siamo nel cuore dell’inverno. I colori che predominano sono il bianco e il grigio, le sfumature della neve e del gelo. Gennaio viene considerato il mese più freddo dell’anno, una peculiarità che ritorna nella leggenda dei Giorni della Merla, dove ad essere definiti tali sono gli ultimi tre giorni del mese. Il primo mese dell’anno conta 31 giorni e inizia con l’ultima tranche delle feste natalizie: Capodanno e la Befana. Il 6 Gennaio sancisce, peraltro, anche la fine delle Dodici Notti Sante. A Gennaio, l’agricoltura si ferma quasi totalmente: la terra riposa sotto una spessa coltre di neve. Eppure, già verso la metà del mese, le giornate cominciano a poco a poco ad allungarsi; il buio dicembrino si attenua, diluito nei timidi spiragli di luce che il nuovo anno porta con sè.

Storia

Il nome Gennaio deriva da Ianus, il dio Giano dell’antica Roma, divinità bifronte associata alle soglie di passaggio, ai mutamenti e agli attraversamenti. Fino al 153 a.C., il Calendario Romano iniziava a Marzo: per i romani, l’inverno non aveva mesi. Spetta a Numa Pompilio (secondo re di Roma) l’aver introdotto, nel 713 a.C., i mesi di Gennaio e Febbraio in calendario; Numa Pompilio li decretò, rispettivamente, primo e secondo mese dell’anno. Nel II secolo a.C., Gennaio cominciò a coincidere ufficialmente con l’inizio dell’anno; la conferma arrivò qualche secolo dopo, nel 1582, quando la riforma del calendario ad opera di Papa Gregorio XIII sancì definitivamente che il Calendario Gregoriano iniziasse il 1 Gennaio.

Segni zodiacali

Fino al 20 Gennaio siamo sotto il segno del Capricorno, dal 21 in poi sotto il segno dell’Acquario.

Ricorrenze

Gennaio si apre con Capodanno, il primo giorno dell’anno, segnato da grandi festeggiamenti. Il 6 si celebra, invece, una solennità di fondamentale importanza per il mondo cattolico: l’Epifania, dal greco epiphaneia, ovvero la manifestazione della divinità di Gesù.

Colore

Il colore di Gennaio è il bianco, come la neve che cade copiosamente.

Pietra Preziosa

La gemma legata al mese di Gennaio è il granato, dal latino “granatus” ovvero melograno. Questa pietra è prevalentemente rossa, ma esiste anche nei toni del giallo, dell’arancio, del viola e del verde. Potremmo considerarla di buon auspicio per il nuovo anno, poichè viene reputata un emblema di salute, felicità e prosperità economica; non è un caso che, sin da tempi remotissimi, il granato simbolizzi la buona fortuna.

 

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Gennaio e i suoi proverbi

 

Gennaio e la saggezza popolare: come possiamo immaginare, sono moltissimi i proverbi riferiti al cuore dell’Inverno. Nel periodo di riposo della terra, quando la neve cade copiosa e il gelo cristallizza la natura in scheletrici arabeschi, si arresta qualsiasi attività agricola. Il suolo, ricoperto di ghiaccio, diventa una distesa arida e priva di vita. In un simile contesto è comprensibile che, anticamente, le popolazioni agresti identificassero l’Inverno con la morte: i mesi freddi trascorrevano in attesa della rinascita primaverile. Da questa condizione sono scaturiti proverbi per la maggior parte  inerenti alla produzione agricola e a tutti gli elementi che potessero influenzarla, sia nel bene che nel male. Non è un caso che tali detti fossero impregnati di superstizione: concentravano in pochi versi, ma di forte impatto, gli ammonimenti per l’intera comunità. Ne riporto alcuni qui di seguito.

 

 

Freddo e asciutto di Gennaio, empiono il granaio

 

 

A mezzo Gennaio, mezzo pane e mezzo pagliaio

 

 

Il buon Gennaio fa ricco il massaio

 

 

Felice il bottaio che pota in Gennaio

 

 

Non v’è gallina o gallinaccia che di Gennaio uova non faccia

 

 

A Gennaio: sotto la neve pane, sotto la pioggia fame

 

 

Primavera di Gennaio reca sempre un grande guaio

 

 

Gennaio fa il ponte e febbraio lo rompe

 

 

A Gennaio tutti i gatti nel gattaio

 

 

Quando canta il pigozzo (picchio) di Gennaio, tieni a mano il pagliaio

 

 

Freddo di gennaio, gela la pentola nel focolaio

 

 

Se Gennaio sta in camicia, marzo scoppia dalle risa

 

 

Chi vuole un buon agliaio, lo ponga di Gennaio

 

 

Gennaio ingenera, febbraio intenera

 

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Le Frasi

 

Gennaio è qui,
con occhi che splendono ardenti,
un guerriero coperto di ghiaccio
cavalcante un etereo destriero di neve.
(Edgar Fawcett)

 

La colazione di oggi: la delizia del panettone e del pandoro in saldo (o riciclati)

 

Il pandoro: una trama di zucchero, farina e luce.
(Fabrizio Caramagna)

 

La colazione di Gennaio? Ecco un’idea all’insegna del risparmio: panettoni e pandori acquistati lo scorso Natale, magari nell’euforia dell’accumulo tipica delle feste di fine anno, oppure ricevuti in regalo, possono diventare i dolci perfetti con cui iniziare la giornata. Un altro spunto a tema? I panettoni e i pandori in saldo, che in questo periodo si trovano a prezzi stracciati. Vi dirò di più: Gennaio è il mese giusto per sbizzarrirsi tra le varie offerte, soprattutto nei supermercati. Il costo delle due golosità natalizie più amate arriva a dimezzarsi e si associa a svariati format di convenienza, uno su tutti il celebre “prendi tre paghi due”; vale la pena di approfittarne al volo, anche perchè gli sconti non hanno nulla a che vedere con pandori e panettoni di minore qualità. Via libera, dunque, all’acquisto, o al consumo, dei dolci emblematici del Natale sebbene fuori tempo massimo. Una colazione del genere, inoltre, si ricollega a tutta una serie di vantaggi. La parola d’ordine, in questo caso, è “riciclo”.

 

 

Un panettone o un pandoro delle festività appena trascorse possono essere convertiti in una miriade di dolci differenti: muffin, crostate, torte, zuppe inglesi, budini, girelle, tiramisù…c’è solo l’imbarazzo della scelta. Se ne è avanzata qualche fetta, basta mettere in moto la creatività per dar loro un nuovo volto e combattere gli sprechi. I sapori da sperimentare sono innumerevoli, uno più ghiotto dell’altro. Basti pensare al pandoro tagliato a fette e poi farcito con della crema deliziosa e frutti di bosco, oppure al panettone ricoperto con una ganache da leccarsi i baffi e un tripudio di barrette di cioccolata.

 

 

La trasformazione di un pandoro o un panettone, tuttavia, non si limita solo agli esemplari da riciclare: può essere applicata anche a quelli che abbiamo acquistato in saldo. Soprattutto se abbiamo usufruito delle offerte. In questo caso, infatti, avremo un maggior numero di dolci a nostra disposizione. Gli spunti sono moltissimi, gli ingredienti da aggiungere incalcolabili a dir poco. Qualche esempio? Il cioccolato fondente, la crema al mascarpone, inglese o pasticcera, lo yogurt, il burro, i frutti di bosco, il liquore, la vaniglia, il cacao, il caffè, la frutta secca, la panna montata…l’elenco è interminabile come le ricette che vedono protagonisti, di volta in volta, questi prodotti e tanti altri ancora.

 

 

A dispetto del termine delle festività natalizie – ma in fondo proprio grazie ad esse – Gennaio si configura, dunque, come il mese delle colazioni ad alto tasso di golosità. Cogliamo l’occasione finchè siamo in tempo; e se siete in cerca di qualche sfiziosa ricetta a cui far riferimento, vi segnalo subito questo link: su Cookist potete trovare mille e più idee su come riciclare, o rendere ancora più squisiti, il pandoro e il panettone.

 

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Gennaio, il look del mese

 

Gennaio, freddo e gelo: una pelliccia è imprescindibile. Ecologica, naturalmente. Meglio se con pelo lungo, voluminosa e dalla consistenza ultra soffice. Preferite un modello con cappuccio per combattere i rigori invernali adeguatamente. Riguardo al colore, ormai non c’è che l’imbarazzo della scelta

 

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