
Alcuni fiocchi si sono smarriti, brancolano indietro verso il cielo:
Incontrando quelli che cadano in lente volute, si volgono e ridiscendono.
(Thomas Hardy)
La neve ha già fatto la sua comparsa, ammantando di candore buona parte dell’Italia. E a me è venuta voglia di conoscere meglio questo fenomeno atmosferico: ad esempio, che cos’è davvero un fiocco di neve? Da quali elementi è composto, perchè si dice che ognuno sia diverso dall’altro? Ecco che cosa ho scoperto.
Fiocchi di neve: da dove provengono
I fiocchi di neve prendono vita nelle nuvole, precisamente dal loro vapore acqueo. Affinchè questo accada, naturalmente, le temperature devono essere calate sottozero: quando ciò avviene, l’acqua si tramuta dapprima in gas, poi in ghiaccio, concentrandosi intorno a microscopici corpuscoli di polvere contenuti nell’aria. Da tale fenomeno si originano esagoni di ghiaccio di piccole dimensioni, altrimenti detti “cristalli di ghiaccio”, che costituiscono il nucleo dei fiocchi di neve. In quel momento i cristalli si trovano ancora nella nube, cioè al suo interno. E iniziano a ondeggiare, a eseguire movimenti in salita o in discesa: questo movimento fa sì che il vapore circondi i cristalli e brini attorno a loro, rendendoli più voluminosi. Generalmente il vapore, e poi la brina, si ammassano sugli spigoli. Le temperature e l’umidità, a quel punto, diventano essenziali nel determinare la forma dei fiocchi di neve. Possono, cioè, far sì che mantengano la struttura di piccoli prismi a base esagonale oppure ramificarli, variando totalmente la loro conformazione. Nel frattempo, i cristalli si moltiplicano e ingrandiscono al tempo stesso. Quando raggiungono dimensioni sufficientemente voluminose, la forza di gravità li spinge a cadere in massa dalla nuvola. Ma non finisce qui…

Nessun fiocco è uguale all’altro? Vero
Mentre i fiocchi di neve cadono, l’umidità e la temperatura continuano a fare il loro “gioco”: le variazioni che le coinvolgono sono decisive per definire l’aspetto dei cristalli di ghiaccio in discesa; a volte, cambiano talmente di continuo da dar vita a fiocchi di neve che esibiscono caratteristiche ben precise. Possono essere ramificati, piatti, appuntiti…La scienza li suddivide in queste forme principali: le piastrine sono fiocchi piatti dalla forma esagonale; gli aghi, o colonne, hanno una forma esagonale ma allungata; i dendriti stellari sono i classici fiocchi di neve, quelli che l’iconografia di riferimento rappresenta con sei ramificazioni “ornate”; i prismi sono esagonali, compatti e “minimal”; i cristalli triangolari si accompagnano a temperature e livelli di umidità del tutto singolari. Non esistono due fiocchi di neve uguali, quindi, perchè il percorso di ognuno verso il suolo viene influenzato da diverse condizioni. Le molecole d’acqua dell’umidità, concentrandosi attorno al cristallo di ghiaccio, accrescono e modificano continuamente la sua struttura. Pare che un’umidità estremamente elevata origini fiocchi di neve con un alto numero di ramificazioni.

Anche la temperatura è fondamentale: è stato rilevato che i dendriti stellari si formano esclusivamente con temperature di -15°, mentre la formazione degli aghi richiede una temperatura di – 5°e quella dei prismi di -20°. Anche in questo caso esiste una sorta di regola; i fiocchi di neve più elaborati saranno, infatti, quelli originati da bassissime temperature.













































































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