La Festa di Mezz’Autunno o Festa della Luna cinese: una ricorrenza intrisa di fascino e leggende

 

Quest’anno è caduta il 6 Ottobre, perciò ce la siamo già lasciata alle spalle. Ma voglio parlare ugualmente della zhōngqiūjié 中秋节 cinese, ovvero “Festa di Mezz’Autunno”. E’ anche detta “Festa della Luna” ed è una delle celebrazioni tradizionali di spicco del paese della Grande Muraglia. La sua data è fissata al quindicesimo giorno dell’ottavo mese lunare, quando la luna si trova più lontana dalla terra: quella notte, il plenilunio risplende come non mai. Il periodo in cui si colloca la festa, nel Calendario Gregoriano, supera di una manciata di giorni l’Equinozio d’Autunno. La Festa della Luna, infatti, viene celebrata a cavallo tra Settembre e Ottobre.

Il significato della festa

Un’altro appellativo della festa è “Festa della Riunione Familiare”, e questa definizione dice tutto: la contemplazione della luna, le offerte che a lei si dedicano, sono una parte preponderante delle celebrazioni. Ma sono attività che non si compiono da soli, bensì con la propria famiglia. Quella notte, riunirsi in famiglia è tassativo. Non importa quali sono le distanze che separano ciascun membro familiare, ciò che conta è ritornare a casa, ritrovarsi, trascorrere la sera al chiar di luna: ci si siede attorno a un tavolo sul terrazzo, tutti insieme, per ammirare la luna piena e lasciarsi lambire dal suo chiarore. Esiste un’usanza specifica anche riguardo ai pasti. La Festa di Mezz’Autunno prevede che si consumino le celebri tortine lunari, il dolce tradizionale legato a questa importante data. Le tortine lunari hanno una forma tonda o quadrata, ma più comunemente tonda, come la luna, e sulla loro superficie sono incisi sinogrammi beneaugurali. Può essere presente anche la simbologia legata alla festa, come il coniglio, Chang’e (la dea cinese della luna) , i fiori e dei rametti di vite. Al loro interno, le tortine contengono un soffice ripieno di pasta di semi di loto, oppure tuorli d’uovo che simboleggiano il plenilunio. Questo dolce si accompagna a frutta dalla forma rigorosamente rotonda; l’uva, le melagrane, le giuggiole (i datteri cinesi), i cachi, le mele e il pomelo, grazie all’aspetto tondeggiante sono in grado di rievocare la luna piena, ma non solo: il cerchio è anche il simbolo dell’unità familiare.

 

 

Fino a non molto tempo fa, tutti questi cibi di posizionavano anche su un tavolinetto che fungeva da piccolo altare, dove, mentre l’incenso bruciava e ardevano alcune candele, venivano offerti alla luna. Tale tradizione, sfortunatamente, si è molto affievolita con il passar del tempo.

 

 

La storia

Le origini della Festa della Luna sono antichissime. Alcune fonti la fanno risalire all’epoca dell’Imperatore Wu Di, appartenente alla dinastia Han e vissuto tra il 156 e l’87 a.C. L’Imperatore era solito celebrare il plenilunio d’Autunno dedicandogli tre giornate celebrative: “Guardando la luna sulla Terrazza del Rospo”, questo il nome della festa, era un omaggio alla luna comprendente svaghi e banchetti. Secondo altre teorie, la Festa della Luna sarebbe iniziata sotto il dominio della dinastia Shang (1600-1100 a.C.): gli Imperatori, come pure il popolo, in Autunno veneravano la luna piena per ringraziarla del raccolto e invocare i suoi auspici per quello a venire. In futuro, più precisamente all’epoca della dinastia Tang (618-907 d.C.), i festeggiamenti in onore della luna si diffusero anche presso le classi benestanti, desiderose di seguire l’esempio degli Imperatori. Nel corso di queste feste, si brindava alla luna mentre impazzavano i balli e le esibizioni musicali. A quei tempi, le celebrazioni iniziarono a coinvolgere il popolo in un crescendo inarrestabile: i giardini si riempivano di lanterne, il suono dei gong si alternava al ritmo sfrenato battuto dai tamburi. Le offerte alla luna erano associate a rituali di volta in volta più spettacolari. Molto comune, per esempio, era concludere il rito con la prostrazione delle donne della famiglia prima di appiccare il fuoco ai dipinti collocati sull’altare. Tra il 960 e il 1279 d.C., con la dinastia dei Song Settentrionali, la Festa della Luna diventò ufficialmente una festa tradizionale e venne fissata una data ben precisa per le celebrazioni: come vi ho già anticipato, il quindicesimo giorno dell’ottavo mese lunare. Bisogna considerare, infatti, che per il Calendario Cinese l’Autunno è compreso tra il settimo e il nono mese dell’anno.

 

 

Le leggende

Esistono due leggende, in particolare, legate alla Festa della Luna: quella del coniglio lunare e quella della dea Chang’e. Il coniglio è una figura mitologica ricorrente nell’Estremo Oriente; lo ritroviamo in Cina, Corea e Giappone. In Cina viene anche chiamato “coniglio d’oro” o “coniglio di Giada”; le sue origini affondano in una nota fiaba del Buddhismo Indiano. La fiaba narra che Buddha, un giorno, si fermò a meditare in una meravigliosa radura. Dopo aver recitato i sutra, l’Illuminato si tramutò in un bramino e rivolse un appello agli animali del bosco affinchè lo aiutassero, perchè aveva fame e sete. Gli animali accorsero, ognuno con un’offerta per il povero bramino: la lontra gli offrì sette pesci, lo sciacallo la sua preda. Poi arrivò il coniglio, che cibandosi di erbe disse al Buddha che avrebbe potuto offrirgli solo se stesso. Così, tolse dalla sua pelliccia alcuni insetti per non sacrificarli e si gettò tra le fiamme di un fuoco. Buddha rimase talmente colpito dal gesto del coniglio che, per ricompensarlo del suo sacrificio, incastonò le sue sembianze nella luna, dove si dice che fabbrichi l’elisir di lunga vita per la dea Chang’e. Chang’e, la dea cinese della luna, è la protagonista di un’altra leggenda che viene tramandata di padre in figlio durante la Festa di Mezz’Autunno. Chang’e era la moglie di Hou Yi, un valoroso arciere al servizio dell’Imperatore Yao. Un giorno, l’Imperatore gli ordinò di eliminare con le sue frecce 9 dei 10 soli che erano improvvisamente comparsi nel cielo causando un calore e una siccità insopportabili. Hou Yi riuscì nella sua impresa e la Regina Madre, per ricompensarlo, gli regalò la pillola dell’immortalità. Ma lo pregò di non ingerirla immediatamente: avrebbe dovuto prepararsi per dodici mesi pregando e non toccando cibo. Appena tornò a casa, Hou Yi nascose la pillola in un luogo sicuro. Quando venne chiamato per una nuova missione, però, sua moglie Chang’e si accorse della pillola e volle subito ingoiarla. Pochi secondi dopo, il suo corpo si sollevò magicamente da terra e prese il volo verso la luna. Non fece neanche in tempo a posare i piedi sulla sua superficie, che per l’affanno sputò la pillola e quest’ultima si trasformò in un coniglio lunare, mentre Chang’e prese le sembianze di un rospo a tre zampe. Hou Yi, nel frattempo, l’aveva inseguita sulla luna e cominciò a bersagliarla con mille frecce. Chang’e rimase a vivere sulla luna, mentre Hou Yi scelse il sole come sua dimora. Secondo la leggenda, Hou Yi e Chang’e si incontrano regolarmente ogni mese, esattamente il 15, e simboleggiano il sole e la luna: ecco che tornano i principi dello yin e yang dell’antica filosofia cinese, emblemi della dualità dell’universo. Hou Yi e Chang’e sono sole e luna, maschile e femminile, nero e bianco, oscurità e luminosità…due poli opposti, ma rigorosamente dipendenti l’uno dall’altro.

 

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Lucente luna d’autunno

 

“Leggero vento autunnale
Lucente luna d’autunno
Le foglie cadute si ammonticchiano e poi vanno distanti
Il corvo si accoccola e poi si agita
E quando ti penso vorrei conoscere il giorno in cui potrò rivederti
In questo momento, in questa notte, difficili sono i sentimenti.”
(Li Po)

Il makeup dell’estate: bagliori, riflessi e punti luce

 

Il makeup dell’estate? Un makeup brillante, dal finish glowy e ricco di punti luce. La pelle è luminosa, invasa da bagliori effetto rugiada. L’illuminante scolpisce il viso in un sapiente gioco di chiaroscuri. Il blush, preferibilmente in crema, regala un look “baciato dal sole” nel modo più naturale possibile. La luce si concentra sulle labbra o sulle palpebre, alternando i finish glitterati a quelli extralucidi e laccati. Il viso cattura i riflessi del sole, li riverbera. Bagliori intensi creano affascinanti accenti di lucentezza. Ma questo makeup risplende anche sotto la luna, che lambisce il viso con il suo chiarore e lo mescola allo scintillio delle stelle.

 

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Il Sarto delle Stelle

 

In cima a un monte dove nessuno osa salire, viveva un vecchio sarto chiamato Sirio. Non cuciva abiti per persone, ma vestiva le stelle.

Ogni notte, mentre il mondo dormiva, Sirio usciva dalla sua capanna con ago, filo d’argento e un pezzo di cielo. Le stelle scendevano una ad una, timide e tremolanti, chiedendo:

“Ci fai brillare come sogni?”

E lui ricamava loro vestiti di luce, con tasche piene di desideri e orli cuciti con musiche lontane.

 

 

Una sera d’estate, la Luna venne a trovarlo, dicendo:

“Sono stanca di sembrare sempre la stessa.”

Sirio le cucì un mantello di fasi, sfumato tra tristezza e speranza. Da allora, la Luna cambia abito ogni notte, e chi la guarda con il cuore può notare perfino i ricami.

Dicono che chi sogna sotto una stella vestita da Sirio, riceva un dono segreto: un pensiero gentile che arriva al momento giusto, senza bisogno di parole.

 

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Solstizio d’Estate

 

Solstizio d’estate.
Giornate che non finiscono mai,
interrotte per poche ore dalla notte,
e gli occhi spalancati per lo stupore di tanta luce.
(Fabrizio Caramagna)

 

La bella stagione è entrata ufficialmente stamattina, alle 4.42. Oggi, Solstizio d’Estate, il Sole raggiunge lo zenit e festeggiamo il suo trionfo. L’astro infuocato risplende alto nel cielo, dove permane a lungo. “Solstizio”, d’altronde, deriva da “solstat”, in latino “il sole si ferma”. Da domani, anche se sembra incredibile, comincerà a tramontare (seppur impercettibilmente) sempre più presto. Ho già parlato molte volte del Solstizio e dei suoi rituali, di come lo vivevano gli antichi popoli. Vi invito a godere della massima potenza del Sole e dell’energia che oggi sprigiona: Cielo e Terra sono uniti da una forza di attrazione quasi mistica. Remote leggende vogliono che nell’iperico, la tradizionale “erba di San Giovanni”, si concentri la quintessenza del vigore solare, mentre elementi come il fuoco e l’acqua simboleggiano l’incontro tra Sole e Luna, maschile e femminile. L’acqua rimanda alla guazza, l’abbondante rugiada associata alla fertilità: da qui l’usanza, adottata dalle donne desiderose di procreare, di rotolarsi nude sull’erba la notte di San Giovanni. Il Sole viene rappresentato dai falò solstiziali accesi per corroborare l’astro, ma anche a scopo purificatorio e beneaugurale. Secondo la tradizione l’iperico, il giorno del Solstizio, doveva essere raccolto a mezzogiorno in punto: avrebbe avuto virtù terapeutiche nei confronti di molteplici patologie. Se veniva raccolto a mezzanotte, invece, avrebbe messo in fuga le entità malvagie. Anticamente lo si appendeva alla porta affinchè proteggesse la casa dagli spiriti maligni. Per attirare la buona sorte, inoltre, l’iperico veniva bruciato nei falò insieme ad altre nove erbe: il vischio, la lavanda, la ruta, la verbena, la piantaggine, il finocchio, l’artemisia e il timo. Buon Solstizio d’Estate a tutti e a tutte, e che l’energia solare pervada la vostra giornata.

 

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Luna Crescente o Calante? L’influsso delle fasi lunari in agricoltura

 

L’uomo ha subito la fascinazione della Luna sin da tempi remotissimi. La magia dell’astro che rischiara il cielo notturno ha sempre catturato l’immaginazione umana, contribuendo alla creazione delle leggende e dei miti più disparati. Un ambito in cui la Luna riveste un ruolo da protagonista è l’agricoltura: nella cultura agreste, attività come la semina vengono svolte ormai da secoli in base alle fasi lunari. La Luna, infatti, assume diverse posizioni nel suo moto di rivoluzione attorno alla Terra e ne risultano visibili diverse porzioni. Queste porzioni, non possedendo l’astro una luminosità propria, sono quelle su cui riflette la luce del Sole. Quali sono, dunque, le fasi lunari? La prima fase del ciclo è la Luna Nuova: la Luna, perfettamente allineata tra il Sole e la Terra, è invisibile poichè la porzione che viene illuminata dal Sole non è quella posizionata di fronte alla Terra. La seconda fase è detta Luna Crescente; uno spicchio di Luna comincia a fare capolino e diventa più grande giorno dopo giorno. La terza fase lunare riguarda la Luna Piena; in questa fase riusciamo a vedere la Luna per intero, in quanto la faccia che ci mostra è completamente illuminata dal Sole. La quarta ed ultima fase è quella di Luna Calante, quando la porzione visibile di Luna diminuisce a poco a poco prima di sparire nel cielo notturno. Anticamente, l’uomo ha attribuito alle fasi lunari svariati poteri: ha individuato i periodi più propizi per imbottigliare il vino, pianificare una gravidanza, effettuare la semina e il raccolto, accorciare la propria chioma. Si tratta di credenze popolari o di realtà? Di entrambe le cose. Le fasi lunari, com’è stato appurato, riescono a influenzare l’andamento delle maree e a condizionare l’umidità del terreno grazie alla luce riflessa e all’attrazione gravitazionale che la massa lunare e quella terrestre esercitano reciprocamente. Secondo la tradizione, inoltre, il moto della Luna influirebbe sull’umore umano (da qui il termine “lunatico”) determinando patologie quali la licantropia, ovvero (ma qui entriamo nella leggenda) la metamorfosi temporanea di un uomo in lupo mannaro, uno dei principali argomenti di conversazione durante le cosiddette “veglie” contadine.

 

 

Tornando all’agricoltura, ad ogni fase lunare corrisponde un particolare influsso sul terreno e sulle colture. Non è un caso che esista un calendario lunare che include, annualmente, tutti i periodi migliori per le semine e le coltivazioni. Per seminare, le fasi lunari ideali sono quelle di Luna Crescente e Luna Calante, ma dipende dalla pianta che ci si accinge a coltivare.

 

 

Per piante che crescono sulla superficie del suolo, ad esempio i pomodori, il mais o l’insalata, la Luna Crescente è l’ideale, poichè stimola lo sviluppo dei germogli. Se invece si desidera piantare patate, aglio, carote o cipolle, è preferibile farlo con la Luna Calante: questa fase lunare agisce positivamente sulle piante da bulbo e la  semina sotterrenea. Alla Luna Crescente vengono attribuiti, in genere, enormi poteri. E’ la fase successiva a quella di Luna Nuova, quando la Luna, da completamente invisibile che era, comincia a mostrare uno spicchio che si ingrandisce di giorno in giorno. Ciò è di buon auspicio per la semina di piante che si riveleranno robuste e lussureggianti. La tradizione agreste vuole, invece, che alla Luna Calante corrispondano attività come il raccolto e la potatura.

 

 

Fasi lunari da Maggio ad Agosto 2025: quali i periodi migliori per le semine?

Dal 28 al 31 Maggio saremo in fase di Luna Crescente; fino al 26, di Luna Calante. La Luna Crescente riapparirà dall’ 1 al 10 Giugno e dal 27 al 30 Giugno, mentre dal 12 al 24 Giugno avremo Luna Calante. La fase di Luna Crescente riprenderà dall’1 al 10 Luglio e dal 26 al 31 Luglio. Quella di Luna Calante, dal 12 al 24 Luglio. Ad Agosto, infine, la Luna Crescente ritornerà dall’1 all’8 e dal 24 al 31. La fase calante si verificherà, invece, dal 10 al 22 Agosto.

 

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Luce lunare

 

“Davanti al mio letto il luccichio dei raggi della luna fanno sembrare brina il pavimento. Alzo la testa e osservo la luce lunare, abbasso la testa e ripenso al paese d’un tempo.”
(Li Po)