
Un libro di poesie
è un autunno morto:
i versi son le foglie
nere sulla bianca terra,
e la voce che li legge
è il soffio del vento
che li affonda nei cuori
− intime distanze −.
(versi tratti da “Poesie sparse, 1917/1936”. In García Lorca, F. “Tutte le poesie”, a cura di Glauco Felici; traduzione di Carlo Bo. Milano, Garzanti, 2002)










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