Arance e zenzero: il connubio super salutare dell’inverno

 

Quando il maltempo e l’influenza dilagano, bisogna correre ai ripari. Vi propongo un rimedio efficacissimo e super naturale: il connubio tra arance e zenzero, che coniuga le virtù antiossidanti della vitamina C, contenuta nelle arance, con le proprietà antinfiammatorie dello zenzero. Il risultato? Una vera e propria bomba di salute e di energia. I benefici che apporta questa unione sono innumerevoli: rafforza il sistema immunitario, accelera il metabolismo, è un toccasana per la digestione e la circolazione sanguigna, svolge un’azione depurante per tutto l’organismo. Ma le proprietà del mix di arance e zenzero sono molte altre ancora; è in grado di contrastare la ritenzione idrica, purificare il fegato e abbattere la debolezza, anche quella post-influenza, regalando una grande di energia. Vale proprio la pena di saperne di più.

 

 

L’ arancia e le sue proprietà

Frutto invernale per eccellenza, il citrus x sinensis (questo il suo nome botanico) è ricco di vitamina C, un potente antiossidante che, insieme ai flavonoidi,  preserva le cellule dall’azione dannosa dei radicali liberi, promuove la sintesi del collagene e combatte l’invecchiamento cellulare.  Inoltre, rinvigorisce il sistema immunitario proteggendo l’organismo dai tipici malanni di stagione. Le proprietà benefiche della vitamina C sono fondamentali per mantenerci in salute: stimola la produzione dei leucociti (i globuli bianchi), accelerando il processo di guarigione in caso di malattia. Un altro punto di forza dell’ arancia sono le fibre, essenziali per un buon funzionamento dell‘intestino. Le fibre svolgono un’azione efficace anche nei confronti del colesterolo, che mantengono sotto controllo, e degli zuccheri, impedendo che il sangue li assorba troppo velocemente. Una curiosità: non tutti sanno che le arance sono ricche di potassio, notoriamente contenuto nelle banane, e di magnesio: questi due minerali risultano super salutari per il cuore e la pressione arteriosa.

 

 

Lo zenzero e le sue proprietà

Lo zenzero è un rizoma, un fusto ramificato sotterraneo che si sviluppa in senso orizzontale, originario dell’Asia tropicale. Usato per le sue virtù terapeutiche sin da tempi remotissimi, è ricco di composti bioattivi quali i gingeroli, gli shagaoli e lo zingiberene, noti per le loro proprietà antiossidanti, antinfiammatorie, antimicrobiche e digestive. I gingeroli e gli shagaoli sono estremamente benefici per contrastare le infiammazioni, favorire la digestione e alleviare il dolore. La loro funzione termogenica è in grado di generare calore corporeo, il che non guasta con i rigori invernali. Lo zenzero è un valido antiossidante, in grado di preservare le cellule dallo stress ossidativo; in più, abbonda di minerali e vitamine: è ricco di potassio e di magnesio, due toccasana per l’apparato cardiovascolare, ma anche di manganese, ferro, rame vitamine del gruppo B e C, che lo rendono un alleato delle difese immunitarie. Contiene, inoltre, dosi massicce di fibre  e oli essenziali, indispensabili per una buona digestione e per eliminare il gas intestinale in eccesso. Non si può poi trascurare che lo zenzero ha la capacità di migliorare la funzione metabolica, mantenendo in equilibrio i livelli di colesterolo LDL, dei trigliceridi e della glicemia.

 

 

Arance + zenzero: come abbinarli

 

 

Come mixare, dunque, queste due autentiche miniere di benefici? Esistono diverse soluzioni. La prima che vi propongo, che personalmente adoro, è la marmellata di arance e zenzero: la combinazione tra il profumo intenso delle arance e gli accenti speziati dello zenzero è semplicemente deliziosa. Questa marmellata può essere consumata a colazione, spalmata sul pane, oppure utilizzata per farcire dolci e biscotti. Anche l’abbinamento con il salato si rivela una scelta vincente, in particolare con formaggi come la ricotta, la robiola e il Camembert. Altre opzioni da prendere in considerazione sono il succo di arance e zenzero, con il rizoma utillizato a pezzettini e poi frullato insieme alla spremuta di agrumi, o le tisane preparate con zenzero fresco e scorze di arancia; oppure ancora, gli shot della salute che alle arance e allo zenzero spesso affiancano la curcuma e il succo di limone.

 

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La frutta essiccata: delizia d’Inverno e must della tavola natalizia

 

La frutta essiccata, ovvero disidratata, è onnipresente sulla tavola natalizia: una tradizione antica, nata dall’atavica necessità di conservare la frutta durante i mesi freddi. La frutta sottoposta a disidratazione può essere consumata a fine pasto, abbinata a piatti ben precisi oppure gustata in dolci tipici delle feste quali il panpepato del Centro Italia, il panforte di Siena, il pandolce genovese, il buccellato siciliano e lo zelten del Trentino-Alto Adige. Ma non solo; la frutta essiccata, soprattutto le arance, viene spesso usata anche per decorare la casa o l’albero di Natale. Vediamo allora come si ottiene e quale frutta è possibile essiccare. Essiccare la frutta significa, innanzitutto, privarla di una buona parte dell’acqua che contiene; ciò viene effettuato tramite un processo di disidratazione che può essere naturale, lasciando cioè essiccare la frutta sotto il sole estivo, o meccanico, attraverso l’utilizzo di uno speciale essiccatore.

 

 

Che tipo di frutta viene disidratata, generalmente? Oltre alle arance, già menzionate, troviamo i datteri, l’uvetta, i fichi, le albicocche, le pere, le mele, le prugne, i kiwi e i cachi.

Le sue proprietà 

Ovviamente, le virtù della frutta essiccata non sono le stesse della frutta fresca. Le differenze derivano proprio dal processo di essiccazione, che determina grandi mutazioni rispetto alla distribuzione dei nutrienti. A subire le conseguenze di questo iter sono più che altro le vitamine, che ad alte temperature si deteriorano. Diversamente, i minerali, gli antiossidanti e le fibre beneficiano della disidratazione, raggiungendo una maggior concentrazione. Un’altra caratteristica della frutta essiccata è che contiene un elevato livello di zuccheri: fornisce dunque una notevole quantità di energia, ma anche un apporto calorico non indifferente. Tuttavia, è stato rilevato che nutrienti inorganici come i minerali risultano di gran lunga più numerosi nella frutta disidratata.

 

 

Prepararla o acquistarla già pronta?

Se scegliete il “fai da te”, sappiate che avete a disposizione due metodi: utilizzare l’essiccatore o essiccare la frutta al sole durante i mesi estivi. Naturalmente, anche la verdura può essere sottoposta a questo tipo di  procedimento. L’essiccatore migliore, in primis, non dovrebbe oltrepassare i 40 gradi per salvaguardare le proprietà della frutta o verdura in oggetto. Ma attenzione: il processo potrebbe durare, in media, fino a 15 o 20 ore.  Chi opta per l’essiccazione naturale, invece, dovrà effettuarla in piena estate: la frutta o la verdura, in fette sottilissime, verranno esposte su un tavolo sufficientemente ampio da interporre una certa distanza tra gli alimenti. Il tavolo, posizionato all’aperto, dovrà essere lambito dai raggi del sole e sfiorato dal vento. Un panno con cui coprire la frutta (o verdura che dir si voglia) sarà d’obbligo per proteggerla dall’umidità della notte. Questo procedimento ha una durata che potrebbe includere poche ore o una manciata di giorni. Va da sè che temperature elevate e accompagnate da un basso tasso di umidità si rivelano la condizione ideale per realizzare l’essiccatura perfetta. Il processo potrà dirsi concluso solo quando gli alimenti saranno totalmente disidratati; a quel punto, se si vuol conservare la frutta per le feste natalizie, basterà riporla in dei capienti barattoli di vetro.

 

 

Se non avete tempo o voglia di eseguire l’essiccazione “fai da te”, potete comodamente acquistare la frutta disidratata al supermercato, nei negozi bio o in determinati siti web. Puntate sulle confezioni prive di zucchero – la frutta essiccata ne è già ricca abbastanza – per porre un limite all’apporto di calorie.

 

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Cioccolato e noci per dolci deliziosi

 

Un dolce per l’Autunno? Torte, crostate e dolcetti a base di cioccolato e noci, un’accoppiata vincente in termini di golosità. Abbiamo già esplorato i benefici di entrambi gli alimenti: cliccate qui per rileggervi le proprietà del cioccolato, qui per saperne di più su quelle delle noci. Non ci resta che approfittare del weekend per dedicarci alle ricette di tutti i dolci deliziosi che è possibile preparare con questi ingredienti. I loro punti di forza, oltre alla squisitezza, sono la genuinità, la versatilità, la semplicità della preparazione. Senza dimenticare il tocco rustico che dà una marcia in più ad ognuno. A base di cioccolato e noci potete preparare la classica torta, uno dei dolci da forno più conosciuti e apprezzati, ma anche biscotti, muffins, crostate, brioches, tortini, budini, dolci al cucchiaio…le opzioni sono infinite. Il connubio di cioccolato e noci, altamente energetico, è perfetto per dolci da consumare sia a colazione che a merenda o come dessert. Se volete iniziare la giornata in dolcezza, abbinate il vostro dolce a un buon caffè: un ottimo modo per deliziare il palato e affrontare con grinta il giorno che avete di fronte.

 

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La frutta secca a guscio: proprietà e benefici di un alimento tipicamente autunnale

 

L’Autunno è la stagione della frutta secca, ed è una buona notizia. Oltre ad essere squisita, infatti, la frutta secca è ricca di proprietà: contiene vitamine, minerali, fibre, grassi insaturi (i cosiddetti “grassi buoni”), e consumarla apporta dei grandi vantaggi per la nostra salute. Cominciamo innanzitutto con il conoscerla meglio. La frutta secca può essere “a guscio” o “polposa”. La prima abbonda di grassi (sempre quelli buoni) e scarseggia di zuccheri, la seconda contiene zuccheri in quantità e un numero esiguo di grassi; a differenza della frutta secca a guscio, inoltre, passa attraverso un processo di disidratazione o essiccazione. Oggi ci concentreremo sulla frutta secca a guscio, rimandando ai prossimi giorni un approfondimento sulla frutta polposa.

Caratteristiche e proprietà della frutta secca a guscio

A questo genere appartengono le noci, le mandorle, le nocciole, i pinoli, le castagne, le arachidi e i pistacchi. Noi ci soffermeremo, però, solo sulla frutta secca tipicamente autunnale. La frutta secca a guscio viene anche detta “frutta oleosa”, perchè contiene il 90% dei grassi; trattandosi tuttavia di grassi insaturi e polinsaturi, apportano esclusivamente benefici. Per esempio riducono la colesterolemia, contrastando l’insorgere di svariate patologie cardiovascolari. A tal proposito, si consiglia di non tostare mai la frutta secca a guscio per non rischiare che i grassi svaniscano con il calore. Questo tipo di frutta secca contiene una quantità minima di acqua e di zuccheri. In compenso è ricca di proteine, vitamine e sali minerali. Nello specifico abbonda di vitamina B e E, dalle note virtù antiossidanti, e di minerali quali il calcio, il potassio, il magnesio, il ferro e il fosforo. Le fibre, molto efficaci per regolarizzare l’intestino e rallentare l’assorbimento degli zuccheri, rappresentano un altro punto di forza della frutta secca a guscio. Un lato apparentemente no, invece? L’elevato apporto calorico (a 100 grammi di frutto corrispondono 600 calorie), che non è però stato valutato negativamente dai nutrizionisti. Anzi, le calorie renderebbero ancora più completi questi alimenti e non scalfirebbero in alcun modo le loro preziose proprietà.

Le noci

Super eclettiche in cucina, le noci (oltre ai benefici già descritti in questo articolo) rafforzano il sistema immunitario, tengono sotto controllo la glicemia e potenziano le abilità cognitive. Contengono, inoltre, potassio, ferro, magnesio, calcio, zinco e fosforo in quantità e molte vitamine del gruppo B.

Le nocciole

Sono degli efficaci antiossidanti e un toccasana per la salute del cuore, ma hanno anche la capacità di abbassare il colesterolo LDL. Contengono vitamina E, flavonoidi e polifenoli che contrastano l’azione dannosa dei radicali liberi. Abbondano di vitamine del gruppo B e di minerali come il potassio, il ferro, il fosforo, il magnesio, il calcio e il rame.

Le castagne

Data la massiccia presenza di amido, possono essere considerate una miniera di energia. Le fibre regolarizzano il transito intestinale e tengono sotto controllo il colesterolo; la vitamina C e le vitamine del gruppo B potenziano le difese immunitarie e favoriscono il metabolismo. I minerali contenuti nelle castagne sono il potassio, il manganese, il fosforo, il magnesio e il rame.

Le arachidi

Abbondano di proprietà nutritive. Contengono proteine, vitamine come la vitamina E e quelle del gruppo B, sali minerali quali il magnesio, il potassio, lo zinco, il ferro, il fosforo e il selenio. Sono un’ottima fonte di fibre e dei potenti antiossidanti, la cui azione è supportata dai composti fenolici e dalla vitamina E.

I pistacchi

Grazie al potassio sono un toccasana per l’apparato cardiovascolare e la pressione sanguigna. La vitamina E e i carotenoidi possiedono notevoli virtù antiossidanti, mentre le fibre mantengono in salute l’intestino e favoriscono la digestione. I lipidi, le proteine e i carboidrati fanno sì che i pistacchi siano un alimento potentemente energetico. Altri minerali contenuti in questo frutto sono il magnesio, il calcio, il ferro, il fosforo, lo zinco e il rame; le vitamine includono quelle del gruppo B affiancate dalla vitamina A, C e E (già menzionata).

 

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Le erbe magiche di Halloween

 

Alle erbe, nel mondo antico, venivano attribuiti innumerevoli poteri. Innanzitutto, poteri terapeutici: le piante erano utilizzate per curare la maggior parte delle malattie. Ma esistevano anche erbe magiche che le streghe adoperavano per compiere incantesimi o durante i loro rituali. Pensate ad esempio alla mandragora, onnipresente nelle pozioni destinate a sortilegi di ogni tipo. La particolarità della sua radice, dalla forma quasi antropomorfa, ha contribuito ad alimentare la leggenda delle straordinarie virtù esoteriche di questa pianta. Si diceva che, mentre la si estraeva dal terreno, lanciasse grida talmente agghiaccianti da uccidere tutti coloro che le udivano. Anche dello stramonio, la cosiddetta “erba del diavolo”, le streghe facevano largo uso: dotato di poteri allucinogeni, alterava le percezioni e favoriva i “viaggi” extracorporei donando l’illusione di saper volare. Tra le erbe magiche non mancavano, naturalmente, quelle destinate alla ricorrenza di Samhain, oggi meglio conosciuta come Halloween. Scopriamo insieme quali erano e che proprietà avevano.

 

Le ghiande

Attiravano la fortuna e garantivano l’abbondanza e la fecondità.

La belladonna

Un potente allucinogeno con funzione anche protettiva: favoriva l’oblio degli amori passati e teneva lontane le forze oscure.

Le mele

Allungavano la vita e conducevano all’immortalità.

 

 

Le nocciole

Il loro consumo precedeva la divinazione, poichè la facilitava. Avevano il potere di incrementare la sapienza e l’ispirazione.

La salvia

Assicurava l’immortalità del corpo e della mente. Era un’erba protettiva che conferiva potenza e attirava il benessere economico.

La mulleina (o verbasco)

Teneva a debita distanza gli spiriti maligni, i demoni e le fattucchiere. Veniva anche utilizzata per sostituire la polvere del cimitero durante oscuri rituali.

Le rape

Abbondavano di virtù curative: depuravano, combattevano i radicali liberi e favorivano la digestione. Erano un potente afrodisiaco e un efficace amuleto contro la perfidia umana.

 

 

L’artemisia

Da questa pianta, il cui nome botanico è artemisia absinthium, si ricava l’assenzio. Erba-ponte tra il visibile e l’invisibile, provocava uno stato ipnotico ideale per la divinazione, l’interpretazione dei sogni e i presagi.

 

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5 creme spalmabili e benefiche tutte da provare

 

Si avvicina il cambio di stagione e torna la voglia dello spuntino di metà pomeriggio. Per saziare quel languorino, niente di meglio che una crema da spalmare sul pane: ne esiste un assortimento tale da soddisfare qualsiasi gusto. Ma c’è di più. Oltre che deliziose, le creme spalmabili sono anche benefiche: abbondano di vitamine e di acidi grassi sani, che combattono il colesterolo LDL (il cosiddetto colesterolo “cattivo”) e svolgono un’azione protettiva nei confronti dell’apparato cardiocircolatorio. La maggior parte di esse è a base di frutta secca o di semi oleosi. Due aggettivi per definirle? Energetiche e gustose. Andiamo a scoprirne cinque insieme.

 

La crema di nocciole

 

 

E’ forse la più conosciuta. Molto simile a una crema al cacao, vanta però un gusto più intenso e quasi “boschivo” (non è un caso che il nocciolo sia ampiamente diffuso nei boschi e nelle macchie). Ha una consistenza cremosissima e corposa, ma oltre ad essere squisita è anche un toccasana per l’organismo: le nocciole contengono acidi grassi monoinsaturi come l’acido oleico, in grado di ridurre il colesterolo LDL, e acidi grassi polinsaturi come gli Omega-3 e gli Omega-6, che contribuiscono a preservare le membrane cellulari, svolgono un’azione benefica per la pressione sanguigna e il metabolismo e contrastano gli effetti nocivi dei radicali liberi. Sono inoltre ricche di vitamine (in particolare di vitamina E, C, A e del gruppo B) e di sali minerali (tra cui il potassio, il fosforo e il magnesio). Le sue molteplici proprietà conferiscono alla crema di nocciole un alto valore energetico.

 

La crema di arachidi

 

 

Nasce dai semi di arachidi macinati e tostati, ma con il burro di arachidi (ricco di zuccheri e grassi saturi) non ha niente in comune. Abbonda di grassi monoinsaturi e polinsaturi, proteine vegetali, fibre e vitamine, in particolare la vitamina E e quelle del gruppo B, ma contiene anche un discreto numero di sali minerali: tra questi spiccano il potassio, il magnesio, l’acido folico, il fosforo e lo zinco. Le arachidi, inoltre, hanno delle potenti proprietà antiossidanti, tengono sotto controllo il colesterolo “cattivo” e mantengono in salute il sistema nervoso e cardiovascolare. Estremamente energetica, la crema di arachidi viene consumata soprattutto dagli sportivi.

 

La crema di sesamo

 

 

Si ricava dai semi di sesamo e viene anche detta “tahina”. Il suo punto di forza è la versatilità: può essere gustata sia in versione dolce che salata e si presta a svariati abbinamenti culinari. Ha un alto valore nutrizionale ed è quindi un alimento, al pari delle creme che già abbiamo esaminato, molto energetico. Oltre ad essere ricca di vitamina E e B, proteine, acidi grassi benefici come gli Omega-3 e gli Omega-6 e svariati minerali, contiene fibre benefiche antiossidanti chiamate sesamina e sesamolina, altamente salutari per il fegato ed efficaci contro il colesterolo LDL.

 

La crema di mandorle

 

 

E’ una crema ricca di sostanze benefiche e principi nutritivi. Contiene vitamina E, dalle spiccate proprietà antiossidanti, e grassi buoni che contribuiscono a salvaguardare la pelle dai deleteri effetti dei radicali liberi. Minerali quali il fosforo, il calcio e il magnesio, di cui le mandorle abbondano, mantengono in salute le ossa, mentre le fibre garantiscono un buon funzionamento dell’intestino. Le mandorle sono inoltre ottime per il sistema cardiovascolare e contrastano il colesterolo LDL. Un altro punto di forza di questo tipo di frutta secca è l’alto effetto saziante, che gioca un ruolo fondamentale nella perdita di peso.

 

La crema di semi di zucca

 

 

E’ ricca di aminoacidi e acidi grassi essenziali; in più, contiene dosi massicce di vitamina K, E e C oltre a quelle del gruppo B. Tra i minerali presenti nei semi di zucca troviamo il selenio, il magnesio, il fosforo e lo zinco, che contribuiscono ad accrescere il loro valore nutrizionale. Le proprietà alcalinizzanti di questi semi facilitano il processo digestivo ed eliminano l’acidità gastrica, mentre il triptofano contenuto nella zucca garantisce un buon sonno. L’acido linoleico presente nel frutto (perchè la zucca è propriamente un frutto, anche se viene utilizzata come una verdura) svolge un’efficace azione antinfiammatoria, mentre gli steroli vegetali costituiscono un valido aiuto per ridurre il colesterolo LDL. La zucca, inoltre, è notoriamente benefica per il sistema cardiovascolare (grazie agli acidi grassi Omega-3 di cui abbonda) e per l’apparato urinario.

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Mare o montagna? Piccola guida alla scelta della meta delle vacanze

 

Diamo quasi per scontato che il mare sia il regno incontrastato delle vacanze estive. Cresce costantemente il numero, invece, di chi preferisce trascorrere le ferie in montagna: per respirare aria pura ad alta quota e godere di un po’ di quella frescura che, in questo periodo, scarseggia altrove. La domanda nasce spontanea, mare o montagna? La scelta, naturalmente, è a proprio piacimento. Dipende dal temperamento, dai gusti e dalle inclinazioni che abbiamo. Entrambe le mete offrono il relax di cui siamo in cerca dopo un anno di duro lavoro, o magari di stress forzato provocato dal “dolce far niente”. Ma quali benefici apportano, esattamente, queste due destinazioni? Continuate a leggere e lo scoprirete.

 

Scegliere il mare

 

 

1. Il sole e l’aria del mare sono dei toccasana naturali. Il sole è un’autentica miniera di vitamina D, essenziale per permetterci di assorbire adeguatamente il calcio, il fosforo e molti altri minerali. Il calcio e il fosforo, in particolare, risultano fondamentali per mantenere in salute le nostre ossa e scongiurare l’osteoporosi. Un buon apporto di vitamina D rafforza il sistema immunitario e ci rende meno vulnerabili agli attacchi di virus e batteri. La vita al chiuso che conduciamo per buona parte dell’anno è deleteria; secondo una ricerca scientifica, più del 70% della popolazione mondiale risulta carente di vitamina D ed è costretta ad assumerla attraverso gli integratori. Naturalmente, usufruire dei benefici del sole significa farlo con accortezza, esponendosi ai suoi raggi in orari ben precisi: di mattina fino alle 10.30 e di pomeriggio dalle 17 in poi.

 

 

2. L’acqua di mare ha un effetto drenante: passeggiare lungo la riva, con le gambe parzialmente immerse nell’acqua, è un’attività portentosa per il microcircolo, elimina i liquidi in eccesso e combatte la ritenzione idrica. L’ideale se volete sconfiggere la cellulite! Avanzare tra le onde, poi, fa sì che anche la tonicità muscolare venga potenziata; al tempo stesso, lo sforzo richiesto influirà positivamente sul calo delle calorie.

 

 

3. Che dire, poi, dell’aria di mare? Lo iodio la impregna, perchè proviene dal mare stesso. Respirare iodio, sodio, magnesio e tutti i minerali presenti nell’aria e nell’ acqua di mare, è un grande vantaggio per il nostro apparato respiratorio: potremmo paragonarlo a un aerosol effettuato sulla battigia. Il muco si assorbe, i polmoni e la respirazione ne beneficiano.

 

 

4. Ma oltre al benessere fisico, il mare regala un benessere psicologico da non trascurare: la luce solare stimola la produzione di serotonina, un neurotrasmettitore meglio conosciuto come “l’ormone della felicità”, mentre il rumore delle onde che si infrangono contro la riva, detto “white noise”, è potentemente rilassante e impedisce che venga percepito qualsiasi rumore estraneo. Il caldo e la vita di spiaggia, in più, predispongono a socializzare e a intrecciare relazioni. Non è un caso che, se si pensa all’estate come “stagione dell’amore”, gli scenari marini siano i primi che affiorano alla mente…

 

Scegliere la montagna

 

 

1. Optare per la montagna significa ripristinare appieno il contatto con la natura, con i suoi orari, con i suoi ritmi. Non sto parlando di mete affollate tipo Cortina d’Ampezzo, che pullulano di locali e di eventi mondani. Mi riferisco alla montagna più “spartana” e incontaminata. Dove potete svegliarvi all’alba per ammirare il sole che sorge e ascoltare in lontananza il suono dei campanacci al collo dei bovini al pascolo.

 

 

2. In montagna potete esplorare ogni giorno un luogo diverso: boschi, prati, radure, valli, panorami, fiumi, laghi, cavità naturali…La pace e il relax sono assicurati, la noia no di certo.

 

 

3. Gli sport che è possibile praticare in montagna sono innumerevoli: trekking, escursioni, gite in mountain bike, arrampicata, escursioni a cavallo…c’è solo l’imbarazzo della scelta. Tra le attività estive più amate rientrano anche il downhill, riservato ai giovani più spericolati, che prevede di percorrere i boschi in mountain bike tra salite e discese da mozzare il fiato, il nordic walking, passeggiate con l’ausilio di bastoncini appositi, e il rafting, per scoprire luoghi fatati discendendo i torrenti a bordo di un raft, un gommone gonfiabile. Il rafting consente di ammirare angoli difficilmente raggiungibili e viene praticato in gruppo. Non temete, non sarete voi a guidare il gommone, ma una guida esperta. Se non amate abbastanza il rischio, optate per un’altra attività.

 

 

4. Il punto di forza in assoluto della montagna? L’ossigeno. L’aria che si respira ad alta quota, o perlomeno oltre gli 800 metri sopra il livello del mare, è ossigeno puro e concentrato. La lontananza dai grandi centri urbani contribuisce a mantenerla pulita, priva di inquinamento e di allergeni. L’altitudine rende l’aria più secca e favorisce il suo movimento, che la depura costantemente; respirarla significa purificare totalmente i polmoni. Ad altezze che superano i 1500 metri, i globuli rossi migliorano la loro capacità di trasportare ossigeno ai e dai tessuti del corpo. La montagna, inoltre, apporta enormi benefici per il funzionamento cardiaco e il sistema cardiovascolare.

 

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La frutta da portare in spiaggia

 

Caldo, afa, temperature asfissianti: con il riscaldamento globale non si scherza. Le ondate di calore che si sono avvicendate dall’inizio dell’estate ci hanno messo a dura prova. Quando il termometro sfiora i 40 gradi, l’organismo inizia a risentire della calura pesantemente: il nostro sistema di termoregolazione va in tilt. La sudorazione aumenta, con conseguente rischio disidratazione; la pressione si abbassa, il metabolismo rallenta, possiamo diventare facilmente vittime di colpi di sole o colpi di calore. Di solito cerchiamo refrigerio in spiaggia, confidando nel sollievo che ci offre la brezza marina, oppure in montagna, dove bramiamo la frescura delle alte vette. Ma cosa fare per ottimizzare il senso di benessere che ritroviamo in questi luoghi? Prendiamo ad esempio una giornata al mare. In presenza di temperature elevate, l’appetito diminuisce: una sorta di “difesa” messa in atto dal nostro organismo per disperdere calore. Un alimento come la frutta, in situazioni del genere, diventa l’opzione ideale. Conosciamo tutti i suoi benefici, soprattutto durante i mesi estivi; quale frutta si rivela, però, la nostra più preziosa alleata? Andiamo subito a scoprirlo.

 

L’ANGURIA

Punto di forza: il contenuto di acqua, che può arrivare al 95%. E’ idratante e dissetante.

 

L’ALBICOCCA

Punto di forza: è ricca di vitamina A e caroteni, che hanno proprietà antiossidanti e sono un toccasana per la vista.

 

IL COCCO

Punto di forza: i MCT, acidi grassi a catena media che si convertono in pura energia, donando un senso di sazietà che incentiva la perdita di peso.

 

LA MELA

Punto di forza: contiene pectina (soprattutto nella buccia), una fibra efficacissima per regolarizzare l’intestino. Inoltre, tiene sotto controllo l’appetito e il livello di  zuccheri nel sangue.

 

L’ANANAS

Punto di forza: la bromelina, un enzima dalle straordinarie proprietà antinfiammatorie, diuretiche e digestive.

 

IL KIWI

Punto di forza: la vitamina C, un potente antiossidante naturale che rafforza anche il sistema immunitario.

 

LA PESCA

Punto di forza: ha pochissime calorie (40 ogni 100 g), è ricca di vitamine e proprietà antiossidanti.

 

LA PAPAYA

Punto di forza: i carotenoidi e i polifenoli, dei portentosi antiossidanti, e la papaina, un enzima che favorisce la digestione poichè stimola i succhi gastrici.

 

I FICHI

Punto di forza: sono composti di acqua per l’82% e sono altamente energetici.

 

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La birra è dissetante? 5 spunti per berla al meglio in estate

 

Ma la birra, in estate, disseta davvero? E’ un quesito che tutti ci poniamo, specialmente con le temperature infuocate che Pluto ha portato con sé. Proviamo a rispondere in modo sintetico: sì, la birra è dissetante perchè è composta di acqua per il 93%. Nonostante ciò, è consigliabile non abusarne. Ecco il perchè: la birra contiene alcol, una sostanza che contrasta l’azione dell’ormone diuretico (l’ormone, cioè, che contribuisce a trattenere i liquidi nel nostro organismo) provocando disidratazione. Ciò significa che berne molta comporta un bisogno frequente di espellere i liquidi sia attraverso l’urina, che con la sudorazione. L’effetto vasodilatarore dell’alcol, infatti, fa sì che la traspirazione aumenti e che ci si disidrati velocemente. Al netto di tutto questo, non vanno trascurati i benefici che la birra apporta; è ricca di vitamine e minerali, contiene un numero esiguo di zuccheri, fa bene agli ormoni grazie ai fitoestrogeni presenti nel luppolo. Nella birra, inoltre, si trova un potente antiossidante come l’acido ferulico, ottimo per il benessere della pelle e dei capelli. Quali accorgimenti possiamo adottare in estate, quindi, per godere delle sue proprietà e tenere alla larga gli inconvenienti? Ecco qualche spunto.

 

 

1. Non conservare mai la birra sotto ai raggi del sole o vicino a fonti di calore: è una bevanda che richiede un ambiente fresco e perfettamente asciutto.

2. “Fresco” non vuol dire che la birra vada conservata in freezer, perderebbe il suo imprinting aromatico, nè bevuta con ghiaccio o in bicchieri ghiacciati.

3. I bicchieri giusti per degustare una birra sono i classici bicchieri (o boccali) in vetro. Quelli di plastica, infatti, potrebbero surriscaldare la bevanda.

 

 

4. La fettina di limone che abbiniamo ai cocktail è bandita. Il gusto acido del limone riesce a stravolgere, proprio come le basse temperature, gli aromi inconfondibili della birra.

5. Quando fa molto caldo, per non incorrere in rischi come la disidratazione è opportuno scegliere birre a medio-bassa gradazione alcolica (che non superino cioè i 5 gradi).

 

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Frutta di Giugno: la top five

 

L’estate è il paradiso della frutta, che in questa stagione si tinge di vibranti colori. Giugno ci regala ciliegie, albicocche, fragole, pesche, mirtilli, susine e meloni in grande quantità, permettendoci di rifornirci di sali minerali, vitamine e antiossidanti. Frutti come le pesche, i meloni, le albicocche e le ciliegie, inoltre, sono ricchi di acqua: consumarli significa rimanere idratati anche con le temperature bollenti che precedono il Solstizio d’Estate. Di queste proprietà dovremmo far tesoro, mangiando frutta ogni volta che possiamo e portandola sempre con noi. Ma quali sono i frutti più benefici del mese di Giugno? Ecco la top five di MyVALIUM.

 

Ciliegie

 

Composte da acqua per l’86%, le ciliegie sono una miniera di minerali (magnesio, sodio, potassio, fosforo, ferro, calcio) e vitamine (A, B, C, PP). Essendo ricche di antocianine, dei potenti antiossidanti, e di melatonina, contrastano i danni provocati dai radicali liberi e vantano spiccate virtù antinfiammatorie.

 

Pesche

 

Le pesche abbondano di acqua, che contengono al 90%, ma anche di vitamina A, antiossidanti e minerali, soprattutto di ferro, fluoro e potassio. Le fibre, di cui sono ricche, favoriscono il transito intestinale e donano un senso di sazietà che impedisce di mangiare in eccesso.

 

Fragole

 

Come le pesche, le fragole sono composte di acqua per il 90%. Contengono dosi massicce di vitamina C, un noto antinfiammatorio e antiossidante, antocianine e fibra, utile anche per tenere sotto controllo la glicemia.

 

Albicocche

 

 

L’acqua contenuta è pari all’86%. Le albicocche sono una preziosa fonte di vitamine (A, C,E), minerali (zinco, ferro e potassio) e antiossidanti come il beta-carotene, efficace contro i radicali liberi e benefici per la vista e il sistema immunitario.

 

Meloni

 

La loro polpa racchiude il 90% di acqua. I meloni sono una miniera di beta-carotene, che contrasta lo stress ossidativo delle cellule, e di vitamine come la vitamina C, un toccasana per il sistema immunitario e l’assorbimento del ferro. Tra i minerali di cui è ricco questo frutto  figurano il potassio, benefico per la pressione sanguigna e per il cuore, il calcio e il fosforo.

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