Tendenze capelli Autunno 2025: il castano cioccolato, colore al top di stagione

 

L’Autunno porta con sè il colore delle castagne, della terra, degli alberi spogli: e il marrone, grazie anche al ruolo di apripista svolto da Mocha Mousse Pantone, fa subito tendenza. Persino sui capelli, dove le sfumature color cioccolato hanno soppiantato il rosso rame tipicamente autunnale. Prova ne è che il castano scuro, sia arricchito di riflessi che in versione colore pieno, si è guadagnato il titolo di hair color di stagione. Le gradazioni al top sono numerose: prevalgono cromie che rievocano il caffè tostato, il marrone talmente profondo da virare al nero, la base scura accesa da riflessi rossi, bordeaux o caramello. Ma la cromia vincente è sempre e comunque il castano, intenso e corposo proprio come il cioccolato fondente.

 

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Focus sul look: il cappotto

 

Novembre è il mese dei primi freddi, il mese in cui ripristiniamo un basic senza tempo: il cappotto. Quello che MyVALIUM vi propone ha un taglio classico, è confortevole e si declina in una nuance di beige calda e avvolgente. Per acquisire un mood dinamico, viene abbinato a pantaloni ton sur ton in stile jogging, un top in total black e un beanie in lana nella stessa cromia del cappotto. Gli anfibi, color testa di moro, donano un tocco di grinta al look, che, in linea con le tendenze dell’Autunno 2025, spazia tra diverse gradazioni di marrone. Non dimentichiamo infatti che il Color of the Year Pantone, Mocha Mousse, sta conoscendo un vero e proprio boom di stagione: lo affiancano sfumature come il marrone cioccolato, il marrone testa di moro e il marrone intenso, ma anche molteplici tonalità di beige.

 

Foto: Natalia Blauth via Unsplash

 

I colori di terra e il loro fascino naturale

 

L’Autunno è, per definizione, la stagione dei colori di terra. Questa tavolozza comprende un gran numero di cromie: spaziano dal marrone al rosso, dal giallo al verde, sfoggiando gradazioni intense e sommamente affascinanti. Ma come si ottengono, simili colori? La risposta è molto semplice: dai pigmenti. Che sono colore puro, colore nella sua quintessenza, colore in polvere estratto da una specifica materia prima. Parlando dei pigmenti in questione, i pigmenti naturali, va detto che si suddividono in diverse categorie; esistono i pigmenti di terra, vegetali, animali, minerali, e ogni gruppo include una serie di colori che lo contraddistingue. Nel nostro caso, quello dei colori di terra, appunto, ci si riferisce ai colori estratti da pigmenti minerali naturali quali gli ossidi di ferro, le argille, i silicati e gli ossidi di manganese, estratti dal suolo per cavatura e successivamente macinati e lavati: questo procedimento permette di ottenere pigmenti finissimi e ad alto grado di purezza. Il tipo di pigmenti, tanto per intenderci, che ritroviamo nei colori utilizzati dai pittori.

 

 

A dispetto di quanto si possa pensare, i colori di terra non sono costituiti da una gamma illimitata di marroni: ogni territorio vanta una tonalità che contraddistingue il suo suolo. Basti pensare alla Terra di Siena, dalle avvolgenti sfumature giallo-ocra, o alla terra dell’altopiano Brentonico, in Veneto, di un verde che vira al verde acqua. Oppure alla Terra di Vicenza, tendente al grigio; al Rosso Veneziano, dalle ammalianti sfumature scarlatte; al Nero di Roma, che spazia dall’antracite al nero intenso. Queste cromie sono determinate dagli elementi chimici predominanti nel sottosuolo: il giallo è associato a una netta prevalenza di idrossido di ferro, il marrone alla presenza massiccia di combustibili fossili come la lignite e la torba; il verde scaturisce dalla combinazione di alte dosi di silicati di potassio, silicati idrati di ferro, alcali e magnesio, mentre il rosso indica una preponderanza di ossido di ferro rosso, silicati amorfi, argille e sesquiossido di ferro, il componente base della ruggine. Il nero, infine, è originato dal predominio di scisti carboniosi fortemente argillosi.

 

 

Riassumendo, i colori di terra inglobano:

  • le gradazioni del giallo e dell’arancio, di cui fanno parte la Terra di Siena naturale, il giallo ocra, che troviamo nella Terra Gialla di Roma, il giallo in un range di sfumature della Terra Gialla di Verona e il Terra Arancio di Ercolano, un arancione vivace e vibrante.
  • le gradazioni del rosso, che includono la Terra di Siena bruciata, il Rosso Veneziano e il Rosso di Sardegna, un mix tra rosso e arancio.
  • le gradazioni del marrone, come la Terra d’Ombra naturale e bruciata, la Terra Bruna di Firenze, molto utilizzata da Michelangelo, e la Terra di Cassel, un marrone talmente scuro da tendere al nero.
  • le gradazioni del verde, tra i quali figurano il Verde Brentonico, un verde acqua sognante, la Terra Verde di Verona, che abbraccia varie gradazioni, e la Terra Verde Antica di Verona, le cui tonalità spaziano dal verde smeraldo al verde Giada.
  • le gradazioni dei bianchi, dei grigi e il nero, ad esempio la Terra di Vicenza, la Terra Bianca di Carrara, che è un bianco perlato e luminoso, e il Nero di Roma.

 

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Make up d’Ottobre: l’arancio, il colore del mese, fa tendenza

 

Anima,
fatti color d’arancia.
Anima,
fatti color d’amore.
(Federico García Lorca)

 

Divagazioni sull’arancio, il colore del mese di Ottobre, in tema make up. Si moltiplicano gli stili e le sfumature: tonalità vivaci, più “bruciate” o orientate al pesca regnano sovrane, dando vita a un trucco che strizza l’occhio ai principali emblemi autunnali. Per celebrare la palette vibrante delle “ottobrate” prima di piombare nei toni grigio fumo di Novembre.

 

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Chi dice fiore, dice colore

 

Mi chiedi perché compro riso e fiori? Compro il riso per vivere e i fiori per avere una ragione per cui vivere.
(Confucio)

 

Fiori, tanti, ovunque, e colori, intensi o tenui ma rigeneranti e forieri di nuove speranze. E’ una tendenza che non va tanto seguita, bensì fatta propria, adottata come riferimento o motivo ispiratore. Non è un caso che sulle passerelle della Primavera Estate 2025 abbia sfilato un autentico tripudio floreale: girasoli da Bottega Veneta, gigli da Issey Miyake, orchidee da Dries Van Noten; i fiori spopolano e, come suggerito anche da MyVALIUM, si integrano nel make up e intrecciano tra i capelli. I colori si muovono lungo la stessa traiettoria. Il nero viene soppiantato da cromie gioiose e rivitalizzanti, un cocktail di Primavera composto da miriadi di sfumature: verde, arancio, azzurro, menta, rosa, giallo burro, viola, lilla…una tavolozza che trionfa per il suo ottimismo, per la sua vivacità. Perchè il “think pink” è troppo riduttivo per combattere il grigiore; ciò che serve, è un caleidoscopio di colori.

 

Colori unghie di tendenza: torna il nero, ma in versione ultra chic

 

Quali colori per le unghie dell’Inverno? Il boom delle sfumature scure prosegue indefesso: il vinaccia, il vermiglio, il burgundy e il verde bosco, affiancati ora dal Colore dell’Anno Pantone Mocha Mousse, hanno fatto capolino agli inizi della stagione fredda e restano saldamente al top nelle classifiche delle tonalità di tendenza. Ma ad inserirsi in questa palette intensa, decisamente invernale, c’è una new entry: non si tratta di una cromia inedita, di una nuance particolare,  bensì di un grande ritorno. Sto parlando del nero, gettonatissimo soprattutto tra gli esponenti del movimento punk e gothic rock che spopolarono tra gli anni ’70 e ’90 del Novecento. Nato come tonalità ribelle e nichilista, simbolo supremo delle sottoculture, in anni più recenti lo smalto nero si è ammantato di una allure ultra chic. In passerella, i nail look delle sfilate Autunno Inverno 2024-25 lo hanno visto costantemente protagonista. Un esempio su tutti? Le unghie lunghe e squadrate delle modelle di Christian Cowan, tinte di un nero matte e culminanti con una piccola stella argentata. Lo smalto nero, ormai, può essere definito un evergreen. E riscuote un successo oltre ogni previsione anche dopo essere approdato al “mainstream”.

 

 

Ma perchè le unghie color ebano piacciono così tanto? In primis, per la loro sofisticatezza: il nero è un colore vellutato e versatile. Con un top coat che lo fa risplendere, si rivela perfetto anche con i look più raffinati. E poi favorisce innumerevoli abbinamenti poichè, essendo un colore neutro, è ben armonizzabile con tutte le tonalità dello spettro cromatico. Qualsiasi colore indossiate, avrete sempre la certezza che con il nero non potrà mai stridere.

 

 

Per stenderlo sulle unghie in modo impeccabile, seguite questi semplici step:

1. Applicate lo smalto sull’unghia completamente pulita, libera da qualsiasi traccia di smalto indossato precedentemente.

2. Il colore, essendo molto scuro, va steso lentamente e con la massima attenzione per evitare il rischio che si formino grumi e sbavature.

3. Una volta che lo smalto si è asciugato, non dimenticate di applicare un top coat: meglio se in gel, per donare lucentezza alle unghie ed evitare che il nail look risulti troppo cupo.

 

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Mocha Mousse, Colore dell’Anno Pantone per il 2025: il lusso della semplicità

 

Pantone ha fatto la sua scelta: il colore del 2025 sarà Mocha Mousse (il cui nome completo è Pantone 17-1230 Mocha Mousse), una nuance di marrone caldo che ha già raccolto consensi unanimi. Come ogni Colore dell’Anno eletto da Pantone, Mocha Mousse intercetta lo spirito del tempo, il mood e le atmosfere che respireremo nei dodici mesi a venire. Ispirata a delizie quali il cioccolato e il caffè, due piccoli piaceri quotidiani,  questa tonalità si associa a un’idea di armonia, comfort e semplicità; fa riferimento alla serenità, al benessere interiore, alla condivisione delle gioie e dei momenti da assaporare nel “qui e ora”. Mocha Mousse è una cromia avvolgente, raffinata senza essere vistosa nè sgargiante. La sua ricchezza risiede nella genuinità, in quel colore “autentico” così presente nella vita di tutti i giorni, oltre che nella natura. Basti pensare alle foglie morte, alle sfumature della terra nuda…Ritornando alle radici, nella contemplazione di ciò che ci circonda, ritroviamo noi stessi, ci riconnettiamo con la nostra essenza più pura. Stabilire una sintonia con il proprio io interiore è stabilire una sintonia con il mondo all’insegna delle vibrazioni armoniche che attraversano l’universo: in questo senso, Mocha Mousse si configura come un colore estremamente lussuoso che trae linfa dalla sua apparente umiltà.

 

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Smalti: la palette dei mesi freddi

 

Sul podio c’è senz’altro il burgundy, in sfumature più o meno intense. Poi vengono il vinaccia, il prugna, il ruggine, l’azzurro polvere, il kaki in diverse gradazioni. Non mancano i colori neutri, come il bianco e il nero; il nude è ormai un classico, soprattutto declinato in nuance che virano al rosa. La palette degli smalti di tendenza dell’Autunno Inverno 2024/25 è composta, in gran parte, da queste tonalità ammalianti e molto autunnali. Le texture sono inviariabilmente cremose, il finish matte, a volte iridescente; l’unghia è corta e arrotondata. Nella gallery che segue, i riflettori si accendono sugli smalti dei mesi freddi: guardatela e selezionate i colori più nelle vostre corde.

 

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Il vino e i suoi colori

 

Autunno, tempo di vino. Ma non tutti i vini, e lo sappiamo bene, hanno lo stesso colore. Potremmo inserirli in tre diverse tipologie cromatiche: vini rossi, vini bianchi e vini rosati. La loro colorazione dipende dai pigmenti vegetali presenti nella buccia dell’uva: gli antociani sono i responsabili della tonalità dell’uva rossa, i flavoni di quella dell’uva bianca e gialla, mentre l’ossidazione delle catechine e dei leucoantociani determina le sfumature più intense dell’uva bianca. Scopriamo meglio, nel dettaglio, come si ottengono i colori delle tre tipologie principali di vino.

 

Vino bianco

 

Viene vinificato dall’uva a bacca bianca. Tuttavia, a volte si adopera anche l’uva a bacca nera, ma tramite uno specifico procedimento: la sgrondatura. La separazione, cioè, delle bucce dal mosto nel momento immediatamente successivo alla spremitura; ciò permette di evitare la macerazione delle bucce nel mosto. E dato che sono i pigmenti contenuti nelle bucce degli acini a determinare la colorazione dell’uva, questo processo fa sì che si possano ottenere vini bianchi anche dall’uva a bacca nera.

 

Vino rosso

 

E’ il risultato della vinificazione dell’uva a bacca nera. La sgrondatura viene effettuata dopo un notevole lasso di tempo dalla macerazione delle bucce nel mosto; questo periodo varia a seconda del tipo di vino, ma di solito dura una manciata di giorni.

 

Vino rosato

 

Viene utilizzata l’uva a bacca nera, ma riducendo al minimo i tempi di macerazione delle bucce nel mosto; oppure, si ottiene una miscela di vino rosso e vino bianco utilizzando l’arte della cuvée, un particolare processo di assemblaggio. Ciò non riguarda, comunque, i vini fermi DOC poichè è vietato utilizzarli in questo tipo di procedimento.

 

 

Ma non esistono solo le tre colorazioni di cui abbiamo parlato: ciascuna di esse è contraddistinta da molteplici sfumature. Da ognuna si deduce di quale tipo di vino stiamo parlando. Come riconoscere, dunque, un vino dal suo colore? Facciamo subito qualche esempio.

 

Le gradazioni del vino bianco

 

I vini giovani sfoggiano sfumature giallo paglierino, che possono assumere una vaga tonalità verdognola in quelli più freschi.

I vini bianchi strutturati, che offrono un’esperienza degustativa estremamente avvolgente, hanno un tipico colore giallo dorato. Ciò vale anche per i vini ottenuti con vendemmia tardiva, quando l’uva viene lasciata appassire sulla vite dopo la maturazione, e per i passiti, realizzati tramite l’appassimento in fruttaio. Il giallo dorato può contraddistinguere, inoltre, i vini per i quali sono state utilizzate bucce che esibiscono una tonalità più scura.

I vini concentrati sono caratterizzati, invece, da una nuance di giallo ambrato: tra essi rientrano i passiti e i vini liquorosi o fortificati.

 

Le gradazioni del vino rosso

 

I vini giovani e di pronta beva, freschi e gradevoli al gusto, hanno intense sfumature rosso porpora.

I vini rossi di media struttura, così come quasi tutti i vini rossi, ostentano un bel rosso rubino.

I vini di lungo affinamento, lasciati cioè maturare a lungo direttamente in bottiglia, sono tinti di un caratteristico rosso granato.

Quando il suo stato evolutivo indica un’evidente maturazione, il vino assume decise sfumature rosso arancio. Se questa colorazione riguarda la totalità della bevanda, può designare invece un vino ricco di note ossidative: realizzato, cioè, tramite un processo di esposizione controllata all’ossigeno. Oppure ancora, la tonalità aranciata denota un’alterazione del vino.

 

Le gradazioni del vino rosato

 

Anche il vino rosato non ha un unico colore. Ad esempio, assume una gradazione rosa tenue quando le bucce dell’uva sono state lasciate a macerare per pochissimo tempo.

Quasi tutti i rosati sfoggiano una tonalità rosa cerasuolo, che conferisce loro un aspetto lussuoso.

La sfumatura che i francesi chiamano pelure d’oignon, ovvero buccia di cipolla, riguarda invece soprattutto gli spumanti e si identifica con un rosa intenso.

I vini rosati fermi, di media intensità, presentano una gradazione di rosa ancora più intensa: il rosa chiaretto. E’ per questo che prendono il nome di Clairet, “chiaretto” in francese.