Autunno a colazione

 

Pioggia, freddo, temporali a ripetizione…e che Autunno sia. Anche a colazione. Vi dò appuntamento a lunedì su VALIUM e, per il momento, vi auguro un buon weekend!

 

 

 

 

 

 

Mabon, Equinozio di Autunno

 

22 Settembre, Equinozio di Autunno. La terra si prepara a un lungo periodo di letargo e il sole a lasciar spazio a molte ore di oscurità. Il tempo del raccolto si conclude con il rituale della vendemmia e della lavorazione dell’uva: la sua chiusura nelle botti, dove viene lasciata a fermentare, sembra simbolizzare il processo di introspezione che l’arrivo dell’ Autunno favorisce; una meditazione sul nostro io concomitante con la stasi della natura che si va assopendo. Questa parentesi è sancita da Mabon, festività neopagana che ricorre a metà tra i due Solstizi e identifica l’Equinozio. Quel giorno, le ore di luce e di buio si equivalgono, suddivise in perfetto equilibrio. Il ciclo della semina e della raccolta, paragonabile all’ eterno ciclo di morte e di rinascita che scandisce il ritmo dell’ esistenza umana, è giunto al suo termine. Le foglie degli alberi volteggiano verso il suolo, la terra si addormenta in attesa della prossima coltivazione, gli animali fanno provviste in previsione dei rigori invernali. L’ ultimo raccolto ci ha permesso di fare un bilancio, di verificare l’entità di quanto, tra ciò che abbiamo seminato, ha dato il suo frutto. Allo stesso modo, Mabon è il momento ideale per sondare l’anima con una rinnovata consapevolezza, di effettuare una nuova “semina” in base al nostro raccolto interiore. E se l’oscurità che avanza ci invita a guardarci dentro, il torpore della natura va di pari passo con questa pausa di riflessione. Antichi rituali prevedevano l’istituzione di banchetti ricchi di bevande e cibo per propiziarsi le divinità della terra e celebrarne i doni, con l’augurio che – dopo la pausa invernale – continuassero ad elargire i loro frutti. A proposito di frutti, quale di essi se non la zucca può rappresentare l’Autunno in modo ottimale? La ritroveremo in un ruolo chiave ad Halloween (o Samhain, nella sua denominazione originaria), il 31 Ottobre: un’altra data estremamente significativa del calendario celtico e pagano.

 

 

 

 

 

La musica, la moda, il sodalizio con Raffaello Bellavista: conversazione con Serena Gentilini, cantante e artista eclettica

 

Per VALIUM, ogni promessa è debito. Eccomi quindi pronta per una chiacchierata a tutto campo con Serena Gentilini, stilista, modella e cantante oltre che partner – sia nell’ arte che nella vita – di Raffaello Bellavista, un ospite ormai fisso di questo blog (rileggi qui la sua ultima intervista). Classe 2000, nata a Lugo di Romagna, Serena vanta un solido background nel canto e nel settore teatrale. Ad appena 20 anni ha già calcato i palchi del Teatro Sociale di Piangipane, dell’ Arena Fico di Bologna, del Teatro della Regina di Cattolica, ma non solo: il suo curriculum annovera anche esperienze all’ Harlem Jazz and Music Fest di New York e in storici club della Grande Mela come The Bitter End e lo Smalls Jazz Club. Parlando di location prestigiose non si possono tralasciare Cinecittà, Palazzo Labia a Venezia, dove Serena ha preso parte al trascinante spettacolo “Eros e Thanatos” diretto e interpretato dal Principe Maurizio Agosti, e la Tenuta Biodinamica Mara, sede di un importante evento live con la partecipazione di Alessandro Cecchi Paone. L’ attività di questa giovane promessa romagnola, però, non si limita alle performance. Amante dell’ arte a 360 gradi, eclettica per natura, Serena è un’ appassionata di fashion design e alla carriera di modella affianca quella di stilista, creando gli abiti che indossa on stage. Non le manca di certo la classe per presentarli al pubblico: la prima cosa che colpisce in lei è la grazia, che va di pari passo con una bellezza raffinata e intensa. I suoi grandi occhi nocciola, incorniciati da sopracciglia ad ali di gabbiano, coniugano profondità e dolcezza. La chioma castano scuro, lunghissima e sempre tenuta sciolta, la fa somigliare a una Madonna rinascimentale. Curiosamente, forse a causa dei colori mediterranei o dei lineamenti armoniosi che li accomunano, svariate persone rilevano una vaga similarità fisica tra Serena e Raffaello: un’ osservazione piuttosto azzeccata, a ben vedere. Quel che è certo, è che insieme hanno dato vita a un duo in perfetta sintonia. Teneteli d’occhio, perchè li attendono progetti di alto livello che includono – tra l’altro – collaborazioni con personaggi notissimi (i nomi sono rigorosamente top secret) della scena musicale. Tutto questo, e molto altro ancora, ve lo racconterà la stessa Serena rispondendo alle mie domande.

La passione per il canto rappresenta solo una sfaccettatura della tua eclettica predisposizione artistica. Quando hai deciso che la musica, per te, sarebbe stata una priorità?

Sin da piccola ho sempre amato la musica. I miei genitori sono dei grandi amanti di questa arte e mi hanno cresciuto accompagnata dalle melodie di vari artisti e compositori. Un ricordo importante per me risale a una recita dell’asilo, avrò avuto 5 anni e cantavo una canzone in solo. Mi emozionó molto, sentii dentro di me che la musica sarebbe stata una cosa importantissima nel mio futuro. Iniziai così ad andare a lezione di canto e il mio amore per la musica fu chiaro. Ho capito che sarebbe stata la mia principale dedizione quando mi sono resa conto che non avrei mai desiderato fare qualcosa di diverso.

 

 

Canto, pittura, sculture in ceramica e fashion design sono alcune delle espressioni in cui incanali il tuo talento creativo. Per quanto riguarda il canto, ti sei affidata agli insegnamenti di professionisti come Emanuela Cortesi e Fulvio Massa, ma hai seguito anche masterclass vocali tenute da nomi del calibro di Gary Samuels e Deborah Zuke Smith: potresti dirci qualcosa di più rispetto a queste esperienze?

Ho iniziato il mio percorso musicale da molto piccola, la mia prima insegnante si chiamava Lucia. Crescendo ho proseguito assieme alla cantante Emanuela Cortesi, una professionista vivace e solare così come le sue lezioni. Successivamente mi sono interfacciata con il cantante lirico Fulvio Massa, incuriosita dalla tecnica vocale del bel canto ma restando sempre fedele al mio stile. Questa diversità musicale tra il mondo “pop” e quello lirico mi ha dato molto, in termini di consapevolezza vocale. Durante il mio soggiorno a New York e a Broadway ho seguito svariate masterclass canore tra cui quelle assieme a Deborah Zuke Smith e Gary Samuels, grande voce statunitense assieme a cui ho avuto il piacere di cantare al Jazz Festival di Harlem.

Quali generi ti ispirano di più, musicalmente?

Mi piacciono molti generi, sin da piccola ho sempre cercato di distillare da ognuno ció che più mi piaceva e mi rappresentava. La mia missione artistica è unire i tasselli sonori di ogni genere per creare un unico mosaico che è per me la musica. I generi da cui attingo maggiormente sono il pop, il jazz, il soul e in alcuni suoi aspetti la classica, tutti rivisitati secondo il mio spirito.

 

 

Nonostante l’amore per l’arte, hai scelto di iscriverti al liceo linguistico: una decisione che poi si è rivelata utilissima anche per il tuo percorso nel canto. Punti a una carriera internazionale o preferisci muoverti entro i confini italici?

Sì, nonostante il mio temperamento artistico ho scelto di frequentare una scuola linguistica che mi potesse dare gli strumenti per essere indipendente sia dal punto di vista manageriale sia da quello artistico nell’interpretazione di brani nelle principali lingue. Il mio intento è quello di partire dall’Italia per poi portare la mia figura in tutto il mondo.

 

Un autoritratto olio su tela di Serena

Come definiresti il tuo stile vocale?

Il mio stile vocale nasce dalla commistione di differenti correnti artistiche, dal pop al jazz al soul, con alcune sfumature di classica. Ne deriva un timbro molto particolare, caldo e raffinato, che mi permette di affrontare e interpretare con estrema originalità vari generi musicali rientrando nel cosiddetto “crossover”.

Chi sono le cantanti che ami e che più ti ispirano?

Ci sono vari artisti di vari generi che apprezzo particolarmente: Frank Sinatra, Sade, Amy Winehouse, Cher, Annie Lennox, Sting, Michael Jackson, David Bowie….Ognuno di questi ha un un aspetto musicale e stilistico che trovo interessante. Ma soprattutto, l’aspetto che più riscontro negli artisti citati è la capacità di aver creato un personaggio riconoscibile ed estremamente originale che ha detto qualcosa di nuovo in un ambiente musicale molto vicino alla saturazione. Proprio su questa idea si sviluppa il mio progetto artistico, che sta dando qualcosa che prima non c’era. Ovviamente l’innovazione ha radici in chi ha fatto la storia che tuttora viene scritta. Questi artisti hanno avuto molta rilevanza nella mia crescita, mentre ora sono concentrata esclusivamente sulla mia figura.

 

Serena insieme a Raffaello Bellavista, suo partner nella vita e nell’arte

Com’è nato il sodalizio con Raffaello Bellavista?

Mi piace sempre tenere le cose personali e belle della mia vita il più private possibile, però posso sicuramente dire che con Raffaello ci siamo incontrati grazie alla musica ed è stata una coesione totale, sia dal punto di vista sentimentale sia da quello artistico.

 

 

A Raffaello, infatti, sei legata anche da un rapporto sentimentale. Quale valore aggiunto apporta alla vostra love story il fatto di lavorare insieme, e viceversa?

Il fatto di avere entrambi questa spinta artistica interiore, che si fonde così perfettamente l’una con l’altra, rende ovviamente il rapporto ancora più magico. Infatti abbiamo scelto di unire anche la nostra musica in un format molto interessante con caratteristiche crossover.

In “Eros e Thanatos”, la performance ideata e diretta dal Principe Maurizio Agosti, il tuo contributo ha aggiunto ulteriore pathos alla rappresentazione. Hai mai pensato di diversificarti come attrice teatrale?

In passato ho più volte preso parte a rappresentazioni teatrali, anche da protagonista, con riconoscimenti e premi ricevuti, ma ho sempre dato la priorità alla parte musicale. A Venezia, in “Eros e Thanatos” questa mia esperienza pregressa è stata di grande importanza, infatti il mio intervento richiedeva una duplice abilità che ha potuto mettere in luce il mio lato musicale ma anche quello della recitazione. A Maurizio Agosti va il merito di aver colto la poliedricità della mia figura e di averla saputa con grande sapienza inserire all’interno del suo spettacolo. Nella prima parte ero su un trono totalmente immobile, dormiente, coperta da un velo. Alla fine dello spettacolo il Principe ha sollevato questo velo, con una serie di espedienti narrativi mi ha risvegliata e tra lo stupore generale ho cantato un’aria di Handel in chiave crossover accompagnata al pianoforte da Raffaello Bellavista. Concludendo, penso che “Eros e Thanatos” conoscerà un’importante seguito proprio per la sua unicità nel rappresentare un perfetto concetto di sinestesia tra più generi artistici oltre al fatto che è cucito su misura per ognuno dei protagonisti.

 

 

Due scatti tratti da “Eros e Thanatos”, la performance tenutasi nel prestigioso Palazzo Labia (sede RAI di Venezia)

La moda è un’altra delle tue diramazioni professionali. Hai sfilato e posato davanti all’ obiettivo sin da piccolissima, ma in seguito hai preferito concentrarti sul fashion design. Per quale motivo?

Sin da piccola mi ha affascinato molto il mondo della moda, mia nonna era una sarta bravissima, e oltre a trasmettermi qualche nozione di sartoria che poi ho sviluppato in autonomia crescendo, mi ha ispirato ad avvicinarmi anche a questo mondo. In questo momento della mia vita, ho deciso di esprimere me stessa anche attraverso gli abiti, che disegno e realizzo personalmente. Quello che ho sviluppato è l’idea di una linea di alta moda griffata Serena Gentilini, dedicata esclusivamente ai concerti nei quali indosso le mie creazioni. Un’eccezione è concessa al mio compagno in amore e in arte Raffaello Bellavista, che talvolta indosserà i miei design. I primi capi di questa linea sono già stati mostrati con successo nel mio ultimo concerto sui colli di Rimini. All’interno della stessa serata anche Raffaello ha indossato capi di mia creazione. La linea, proprio per l’ispirazione artistica che la anima, porta il nome di “RS”. Come ultima curiosità, in fase di progettazione e poi anche una volta mostrati, mi sono state fatte offerte molto elevate per acquistare i miei abiti, ma la filosofia dietro ognuno di questi rende la linea esclusivamente personale.

 

 

Serena in una posa da cover girl

A questo punto non posso che riallacciarmi alla filosofia che hai abbracciato sia come artista che come donna. Che cosa ci racconti, al riguardo?

Il mio punto cardine è l’integrità con se stessi, punto che ho sempre portato avanti facendo scelte all’apparenza e di fatto più difficili, che mi hanno chiesto alta determinazione e fatica, ma che mi hanno dato e mi stanno dando molta soddisfazione. Non è solo questione di realizzare se stessi e arrivare al successo, ma la qualità con la quale ci si arriva.

 

 

La tua linea RS, che produci dallo scorso agosto, al momento è focalizzata sull’ideazione di abiti di scena per te e per Raffaello Bellavista (da qui il nome, un acronimo delle vostre iniziali). Prevedi una presentazione ufficiale delle tue creazioni?

I primi capi sono già stati svelati e ne saranno svelati ulteriori durante le prossime performance. Nel 2021 presenterò l’intera linea durante un super evento per addetti ai lavori ma anche per i miei seguaci, in un’esperienza sinestetica tra varie forme d’arte facenti perno sul mio personale concetto di fashion design.

Credi che la tua attività di stilista, un giorno, possa svilupparsi in una direzione che non riguardi esclusivamente il vostro duo?

La mia linea è strettamente legata alla mia ispirazione artistica e musicale. Tengo molto a mantenere prevalentemente personale l’utilizzo degli abiti del mio marchio. Per il futuro, non posso ancora dire nulla con certezza.

 

Serena e Raffaello durante il live organizzato alla Tenuta Biodinamica Mara, sui colli riminesi

Quali sono i progetti più imminenti a cui si dedicherà la poliedrica Serena?

Presto usciranno alcuni miei singoli su tutte le piattaforme di streaming musicale. A breve saranno annunciate una serie di date nelle quali presenterò il mio format e anche quello assieme a Raffaello in sale prestigiose e con la collaborazione di artisti di grande importanza.

 

Il duo Gentilini-Bellavista con Alessandro Cecchi Paone in occasione dell’ evento alla Tenuta Mara

Serena e Raffaello, la nuova coppia della musica italiana

 

 

Ancora qualche immagine del live del duo all’ avveniristica Tenuta Mara. Tutti gli abiti indossati da Serena nelle foto (escluse quelle relative alla performance veneziana) fanno parte della sua linea RS: le stoffe sono firmate Golden Group, azienda leader nel settore tessile con base a San Marino e capeggiata dall’ imprenditore Lucio Marangoni

 

 

Photo courtesy of Serena Gentilini

 

 

Blue FULL Moon: il Principe Maurice omaggia Fellini con un evento lunare e molto glam

 

Se per il Principe Maurice, ai tempi del Cocoricò, la Piramide rappresentava un supremo emblema, oggi la Luna (scritta proprio così, in maiuscolo, per evidenziare la sua valenza sia figurativa che metaforica) si è avvicendata a quel simbolo. La Terrazza Blue Moon del Lido di Venezia ce lo dimostra alla perfezione: ogni venerdì e sabato, fino al 12 Settembre, Maurice è l’ anfitrione della location più cool dell’ Isola d’Oro (rileggi qui l’ultima puntata di “Sulle tracce del Principe Maurice”). E in occasione dell’ inizio della 77ma Mostra Internazionale d’ Arte Cinematografica di Venezia, naturalmente, non poteva non lanciare un’ iniziativa che è, al tempo stesso, uno splendido tributo a Fellini e la celebrazione in chiave raffinata, onirica – ma rigorosamente “in sicurezza” – dei fasti mondani che contraddistinguono da sempre la Biennale Cinema; perchè nonostante la sobrietà che la kermesse ha dovuto giocoforza abbracciare a causa del Covid, il glamour del suo red carpet e dei suoi party rimane saldamente impresso nell’ immaginario collettivo. “Blue FULL Moon” è il nome dato allo show che, il 3 Settembre, immergerà il regno lidense del Principe in un’ atmosfera magicamente visionaria. Prendo in prestito le parole del comunicato stampa ufficiale per annunciarvi il “lunare” evento in programma. A cui, va da sè…non potete mancare!

 

 

Giovedì 3 Settembre la Terrazza Blue Moon diventa spazio onirico, immaginifico e volutamente felliniano dedicato alla Luna Piena, a “La Voce della Luna” e al grande regista di cui ricorre il centenario dalla nascita. “Blue FULL Moon” è uno show eterogeneo ed estroverso dove varie arti si combinano nel segno dell’intrattenimento più raffinato e stravagante che riporta ad atmosfere d’antan ma anche avanguardiste, con sonorità sperimentali e azioni sceniche intense. Le citazioni vanno dalla “Belle Epoque” al periodo psichedelico, passando attraverso il “Teatro dell’Assurdo” e arrivando al “Camp” in un viaggio creativo e mentale che esprime tutta la “lunaticità”, anche un po’ maliziosa, che induce il plenilunio.

 

 

Regista ed ideatore dello show è il direttore artistico della Terrazza Blue Moon, il Principe Maurice. Ad aprire la kermesse dall’orario dell’ aperitivo sarà il sound designer Francesco Trizza, che per l’occasione indosserà una preziosissima giacca di Dolce & Gabbana. La giacca, un pezzo unico dedicato al centenario felliniano, sfoggia una decorazione di 35.000 pietre Swarovski  applicate a mano riproducenti la leggendaria locandina di “Amarcord” creata da Giuliano Geleng.

 

Il sound designer Francesco Trizza insieme al Principe

“Saremo la voce, il corpo e l’anima della Luna Piena per una volta non indifferente alle passioni umane

A trent’anni dall’uscita del film “La Voce della Luna” la frase che mi ha colpito di più, dichiara Maurice Agosti, è quella del protagonista Gonnella (Paolo Villaggio) che dice: “Il ballo è…è un ricamo… è un volo… è come intravedere l’armonia delle stelle… è una dichiarazione d’amore… il ballo è un inno alla vita.” Interpreterà con sensuale eleganza questo poetico concetto, ispirandosi agli eccessi della Marchesa Casati, l’artista internazionale di “Glamour Burlesque” Giuditta Sin, che si esibirà in due stupendi numeri presentati a New York e New Orleans in occasione dei relativi Festival Internazionali e in prima assoluta in Italia al Lido.

Un’ altra suggestiva citazione è rappresentata dalla dichiarazione del coprotagonista Ivo Salvini (Roberto Benigni): “Il fuoco! Dove vanno tutte quelle scintille? Il fuoco quando si spegne, dove va? Come la musica, che nessuno sa dove va quando finisce”.

Questo è il momento del pantomimo “boylesque” Simon The Prince (Simone Fucci, co-regista dello spettacolo), che si esibirà in una improvvisazione sul tema della “Passione, il Fuoco dell’Anima” su tappeto musicale originale creato dal compositore di sonorità elettroniche live Alessandro Panicciari AXL P (Aleryde), nato artisticamente alla scuola di Brian Eno e conosciuto in tutto il mondo per le sue ricerche e produzioni rivolte alla musicoterapia. Aleryde curerà anche le ambientazioni sonore degli intervalli tra uno show e l’altro.

 

Simone Fucci alias Simon The Prince

“Anche la Luna, quando è bella piena, matura, può cascarti tra le braccia”, sottolinea Ivo Salvini.

A interpretare con eleganza questa visione, supportato dai ballerini Alberto Faccio e Giulia Dotta e sulle note di “Guarda che Luna” di Fred Buscaglione nella versione “tanguera” di Emma, sarà il coreografo e danzatore Arduino Bertoncello, reso popolare dalla trasmissione “Amici” di Maria De Filippi ed arrivato persino ad esibirsi di fronte alla Regina Elisabetta II.

 

Maurice sul magnifico sfondo del mare al crepuscolo

Ospiti veneziani per la prosa con due importanti monologhi saranno la nota attrice/autrice Chiara Stella Seravalle, presidente di ArteMide e ricercatrice culturale con un suo lavoro dedicato a “Lilith: la Prima Donna” (rappresentata anche come “Luna nel suo Apogeo”), e Lorenzo Veneziale Scocco, giovane, aristocratico attore lidense che si cimenterà nell’ “Enrico IV” di Pirandello, sintesi del concetto di “lunatico”.

“BLUE FULL MOON”

Quando:  giovedì  3 Settembre 2020 alle ore 22.30

Dove: Terrazza Blue Moon P.le Bucintoro – Lido di Venezia

Orario di apertura della Terrazza: dalle ore 19.00 alle 24.00

Ingresso gratuito con prenotazione, capienza max 200 persone. Servizio di Cocktail Bar

 

Serate in Terrazza: qui di seguito, alcuni scatti che immortalano le performance e gli spettacoli tenutisi nella splendida location lidense

Simon The Prince

Il Principe Maurice mentre canta sulle note del “sound design” di Francesco Trizza (di spalle nella foto)

Le iconiche e “lunari” cupole della Terrazza Blue Moon

Ancora uno scatto di Simon The Prince

Il Principe con Micol Rossi

Il Palazzo del Cinema in due immagini. Qui sopra, il muro “anti-assembramenti” che quest’anno separa il red carpet dal pubblico

 

 

Photo courtesy of Maurizio Agosti