La giacca marrone

 

“Anche se non fa parte dei colori dello spettro il marrone, è presente fenomenicamente, sta tra il giallo e il rosso, ma va in un’altra direzione, una direzione che oscura il giallo, lo «materializza», lo rende un vero e proprio colore che ha un’autonoma energia luminosa, lo rende il più caldo dei colori, come velato e racchiuso in sé, in una statica condizione di sicurezza e di riparo: è il colore delle vesti dei monaci, della Madre terra, del legno percorso dalla linfa, delle gemme che proteggono il fiore.”

(Hedwig Conrad-Martius)

Marrone colore di Settembre, marrone colore di tendenza dell’autunno 2026. Ne parleremo in abbondanza, qui su MyVALIUM. Intanto cominciamo a tirar fuori la giacca, naturalmente marrone, da indossare quando le mattine torneranno ad essere frizzanti e le sere tendenti al freddo: un capo senza tempo, un basic versatile e perfetto per un’innumerevole varietà di stili. Quella che ho scelto è essenziale, leggermente sagomata, in morbido velluto. Anche il velluto si prepara a fare la sua rentrée tra i protagonisti della moda autunnale: avvolgente, raffinato e carezzevole, è il tessuto che ci coccolerà con i primi rigori della nuova stagione, impedendoci di rimpiangere le torride giornate estive.

 

Foto: Roberta Sant’Anna via Unsplash

 

México

 

Un abito lungo, impalpabile, fluttuante, tinto di uno splendido blu oltremare (un colore che approfondiremo a breve). Nessun accessorio, solo una lunga chioma scura sciolta sulle spalle. Sullo sfondo, un’afosa e soleggiata ambientazione messicana: sono scatti che sintetizzano mirabilmente come anche il caldo più cocente possa coniugarsi con lo stile.

 

Foto via Pexels

 

Hippie Beach

 

L’estate è vita all’aria aperta, contatto con la natura, libertà…con la brezza marina che scompiglia i capelli e l’andirivieni delle onde che, scandito da un ritmo ciclico e antichissimo, invita a un nuovo rendez-vous con il mare. A un anno esatto dal Sessantesimo della Summer of Love, che a San Francisco, all’insegna del motto “Love and Peace”, convogliò una miriade di giovani hippie, torna il post che MyVALIUM dedica ogni anno alla moda, agli ideali e alle suggestioni del movimento dei “figli dei fiori”.

 

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Black & White

 

Bianco versus nero, nero versus bianco: i due colori, protagonisti della leggenda più nota dei giorni della merla (rileggila qui), si fronteggiano e si sfidano in un duello senza esclusione di colpi. Vincerà il nero, elegante, misterioso e vagamente couture, oppure il bianco, etereo, impalpabile e intriso di suggestioni bridal? A voi la scelta.

 

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La perla, “gioiello vivo” dal fascino senza tempo

 

Le perle sono frutto del mistero e dell’avventura: chi segue la carriera di una perla raccoglie tanto materiale da trarne cento favole.
(Karen Blixen)

 

Esiste una gemma che non passa mai di moda: è un gioiello senza tempo, elegante, versatile affascinante. Ma è soprattutto un gioiello “vivo”, perchè prende vita dall’ostrica; quindi, da un organismo vivente. Sto parlando della perla, la cui unicità la rende preziosa e ricercata sin da tempi immemorabili. Le perle hanno diverse forme: a quella sferica, indubbiamente la più nota, si affiancano strutture irregolari (dette barocche), ovali, a goccia. Tuttavia, non esiste una perla uguale a un’altra. Anche i colori differiscono: il classico bianco si alterna al crema, al melanzana, al grigio, al rosa e al nero. Un esempio di perla nera è la perla di Tahiti, proveniente dalla Polinesia francese e venduta a prezzi esorbitanti. Le perle vengono suddivise in categorie che indicano la loro provenienza: le perle d’acqua dolce, originate da un mollusco chiamato cozza perlata, sono rintracciabili nei fondali di laghi, stagni e fiumi; le perle d’acqua salata, prodotte dalle ostriche, privilegiano l’immensità degli oceani e dei mari, ma le si trova anche nelle lagune.  Altre distinzioni riguardano la tipologia delle perle, che possono essere naturali o coltivate (le pregiatissime perle Akoya, quelle di Tahiti e le South Sea sono tutte d’acqua salata e vengono coltivate, rispettivamente, nelle acque del Giappone, in Polinesia e nei Mari del Sud). La valutazione viene fatta in base alla lucentezza, il requisito principale; la superficie dev’essere “specchiata” e riflettere la luce in modo intenso. Non meno importanti risultano la forma della perla, meglio se sferica, priva di imperfezioni, e il colore, preferibilmente uniforme e cangiante. Le perle di grandi dimensioni sono considerate di maggior valore. La perla, insomma, è il gioiello perfetto, ideale per le occasioni formali e informali: si abbina all’abito da sposa e ai look più disparati con la stessa naturalezza.

 

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Fine estate in stile boho-chic

 

Mood di fine estate: un po’ giramondo, un po’ gipsy e un po’ etnico, per onorare i viaggi e le scoperte associati alla stagione in dirittura d’arrivo. Dal punto di vista della moda tutto questo si traduce in un look easy, intriso di accenti boho-chic. E’ un omaggio al periodo dell’anno che più ci porta a contatto con paesi, persone, luoghi e culture diverse dalla nostra, il periodo in cui ogni viaggio si lega ad una nuova, memorabile esperienza. E se Settembre è dietro l’angolo, il boho, con i suoi rimandi agli itinerari estivi, è lo stile giusto da cui ripartire.

 

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Plissé

 

Il plissé: un grande ritorno e un’immediata (ri)consacrazione. Lacoste l’aveva previsto sin da quando ha portato in passerella, durante la sfilata della Primavera Estate 2025, un look che includeva una t-shirt con bottoncini abbinata a una lunga gonna impalpabile e plissettata. Da quel momento, la plissé mania ha cominciato a impazzare tra le tendenze estive. C’è da dire che il tessuto fittamente pieghettato era già un classico, una tecnica sartoriale che vanta oltre un secolo di vita. Il couturier, scenografo e pittore Mariano Fortuny y Madrazo lo lanciò nientemeno che nel 1909 ispirandosi all’antico abbigliamento egizio e greco. Nel corso del XX secolo, capi plissettati e oltremodo iconici vennero indossati da dive del calibro di Marlene Dietrich, Grace Kelly e Marilyn Monroe (come dimenticare l’abito bianco con gonna a pieghe che la star indossa in “Quando la moglie è in vacanza”?). Il plissé piace perchè è versatile ed estremamente raffinato: si presta a dar vita a innumerevoli stili, dal sofisticato allo sportivo passando per il boho-chic. L’estate 2025 lo decreta top trend di stagione, esaltandone i volumi fluttuanti e l’allure preziosa e ricercata.

 

Foto di magapls . via Pexels

 

Chi dice fiore, dice colore

 

Mi chiedi perché compro riso e fiori? Compro il riso per vivere e i fiori per avere una ragione per cui vivere.
(Confucio)

 

Fiori, tanti, ovunque, e colori, intensi o tenui ma rigeneranti e forieri di nuove speranze. E’ una tendenza che non va tanto seguita, bensì fatta propria, adottata come riferimento o motivo ispiratore. Non è un caso che sulle passerelle della Primavera Estate 2025 abbia sfilato un autentico tripudio floreale: girasoli da Bottega Veneta, gigli da Issey Miyake, orchidee da Dries Van Noten; i fiori spopolano e, come suggerito anche da MyVALIUM, si integrano nel make up e intrecciano tra i capelli. I colori si muovono lungo la stessa traiettoria. Il nero viene soppiantato da cromie gioiose e rivitalizzanti, un cocktail di Primavera composto da miriadi di sfumature: verde, arancio, azzurro, menta, rosa, giallo burro, viola, lilla…una tavolozza che trionfa per il suo ottimismo, per la sua vivacità. Perchè il “think pink” è troppo riduttivo per combattere il grigiore; ciò che serve, è un caleidoscopio di colori.