
Quando si nomina Malta vengono subito in mente le sue spiagge, le baie della celebre Laguna Blu, le spettacolari grotte marine nei pressi di Zurrieq. Ma quest’isola del Mediterraneo possiede un patrimonio sconosciuto ai più: sto parlando di Mdina, l’antica capitale, detta “La città del Silenzio”. Situata su una collina a 15 km da La Valletta, dalla quale la separano vasti oliveti e piantagioni di fichi, Mdina è una città fortificata, un autentico museo a cielo aperto ricco di testimonianze architettoniche medievali e barocche. Per visitarla, però, non potete avvalervi dell’auto: Mdina è un concentrato di vicoletti e palazzi in pietra calcarea dove l’accesso ai veicoli a quattro ruote è consentito solo ai residenti. La posizione della città, a quasi 200 metri di altezza sul livello del mare, la rende un luogo perfetto per ammirare i panorami di Malta. Ma perchè l’appellativo di “Città del Silenzio”? Il motivo è molto semplice. Mdina è un’oasi tranquilla, composta da vicoli e piazzette in cui abitualmente risuonano soltanto i passi dei turisti o dei suoi abitanti. Inoltre, pare che oggi vi risiedano circa 300 persone: un numero piuttosto esiguo che tuttavia non fa che accrescere il suo fascino prezioso. Non è un caso, infatti, che la maestosa porta d’accesso alla città, la Porta di Mdina, edificata nel 1724, sia apparsa nella prima stagione della serie TV “Il Trono di Spade”.

La storia della città
Le origini di Mdina sono molto antiche. Furono i Fenici a fortificarla; correva l’anno 1000 a.C. e ritennero che la sua altitudine, la sua posizione nel cuore dell’isola di Malta, fossero altamente strategiche. Successivamente, Mdina entrò a far parte dell’Impero Romano e prese il nome di Melite. Nel 60 a.C. anche San Paolo approdò a Mdina, dove rimase per tre mesi in seguito a un naufragio occorso mentre viaggiava verso Roma. A dare l’impronta alla città, però, furono gli Arabi, che conquistarono Malta nell’870 d.C. Gli Arabi ribattezzarono Mdina, ovvero “città fortificata”, l’antica Melite romana, e modificarono il suo assetto urbanistico costruendo il labirinto di vicoletti e le massicce mura, oltre che il fossato che la separa da Rabat. Nel 1091 d.C., l’arrivo dei Normanni pose fine al dominio arabo e Mdina entrò a far parte del Regno di Sicilia. La città rimase capitale dell’isola fino al 1530, quando l’imperatore Carlo V cedette l’arcipelago maltese ai Cavalieri dell’Ordine di San Giovanni, che poi presero il nome di Cavalieri di Malta. Proprio durante la supremazia di questi ultimi, nel 1693, Mdina fu colpita da un forte terremoto che distrusse alcuni dei monumenti più importanti della città. Tuttavia, grazie a una solerte opera di restauro, oggi possiamo continuare ad ammirare sia tutti i suoi edifici che le sue mura.

Cosa vedere
Le Mura. Sono la caratteristica della città, restaurate dall’architetto Charles- François de Mondion dopo il tremendo terremoto del 1693. Nella zona alta di Mdina, poi, è possibile godere di stupefacenti scorci panoramici.
La Cattedrale di San Paolo. In puro stile Barocco, si contraddistingue per i due campanili annessi alla facciata. Su di essi compaiono due orologi: il primo indica l’ora, il secondo i mesi e i giorni dell’anno; secondo una leggenda, il secondo orologio sarebbe servito per raggirare il demonio. Non mancate di visitare il Museo della Cattedrale, ricco di dipinti e di cimeli di arte sacra.
Palazzo Vilhena. Un altro imponente edificio Barocco che risale al 1730. Ospita il Museo di Scienze Naturali, dove è possibile ammirare, tra l’altro, una grande quantità di minerali e di riproduzioni della fauna autoctona. Lateralmente al Palazzo si staglia la Torre dello Stendardo, incastonata nelle mura di Mdina.
Palazzo Falson. Edificato nel 1495, fu residenza di molte famiglie aristocratiche. Al suo interno, il cortile ospita una spettacolare fontana. Nelle 17 stanze visitabili si rimane incantati esaminando le splendide collezioni degli antichi proprietari del Palazzo, come quella di libri storici.
I vicoletti. Sono imperdibili, altamente suggestivi e costellati di botteghe artigianali dove si esegue la lavorazione del vetro.







Foto via Pexels e Unsplash
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