
Il giorno ha gli occhi di un fanciullo. Chiara
La sera pare una ragazza altera.
Ma la notte ha il mio buio colore,
il colore di un cupo splendore.
(Sandro Penna, da “Poesie”. Milano, Mondadori, 2019)

Il blog di Silvia Ragni

Panna, beige, avorio, sabbia, tortora…sono questi i colori di tendenza delle scarpe della stagione calda. Potremmo dire che, a partire da una tonalità di base come il nude, si sono diramate numerose variazioni. Che si declinano in altrettanti stili, con una caratteristica in comune: la grande versatilità.











Lavanda blu,
lavanda verdolina
quando sarò re,
tu sarai regina.
(Filastrocca)
E’ un colore che rimanda ai campi sconfinati della Provenza, a quelle vaste distese in fiore che colleghiamo subito alla bella stagione. Il lavanda è il colore di Maggio, e di Maggio possiede tutte le caratteristiche: simboleggia la rigogliosità della natura, la spiritualità, la serenità, la raffinatezza. Si dice che il suo profumo sia un calmante naturale, che la sua vista favorisca la meditazione. Osservare un campo di lavanda, non a caso, è un po’ come ammirare l’infinito. Legata al chakra del terzo occhio, la lavanda stimola l’intuito, il raccoglimento e l’ispirazione. Da sempre viene associata all’eleganza e alla femminilità, ma per gli antichi popoli aveva anche un vantaggio speciale: era un fiore di buon auspicio, che attirava la fortuna e allontanava la negatività. Per il linguaggio dei fiori, la lavanda è un emblema di devozione e di purezza: profumato di lavanda, infatti, era l’intero corredo della sposa. Nelle serate più inoltrate di Maggio, al tramonto, persino il cielo può assumere delle splendide sfumature color lavanda, una tonalità piuttosto fredda e quasi magica di viola.





















In Primavera anche il make up si accende di colore. Il viso diventa una tela bianca su cui sperimentare le più sorprendenti combinazioni cromatiche: è il momento di osare, di puntare su abbinamenti inediti e finish che spaziano dal matte all’olografico. E’ il momento di inneggiare a un make up che sia una vera e propria tavolozza di colori.
















Foto via Pexels

Proverbi sulla mamma in occasione della Festa della Mamma. La saggezza popolare ha sempre celebrato la donna che ci dà la vita, un pilastro dell’esistenza. La mamma è un perno emotivo e sociale, il suo amore è incondizionato. Ci porta nella pancia per nove mesi, ci nutre, ci accudisce. E’ il primo contatto che abbiamo con il mondo esterno, quando siamo piccoli garantisce la nostra sopravvivenza. Esiste un proverbio, forse il più noto, che spicca su tutti: di mamma ce n’è una sola. E non si può che essere d’accordo.

Chi dice mamma, non s’inganna

Casa mia, mamma mia

Chi ha la mamma non pianga

Mamma, mamma: chi l’ha la chiama, chi non l’ha la brama

Qual la madre, tal la figlia

La mamma dei cretini è sempre incinta

Aver cura dei putti, non è da tutti

A tutte le madri paion belli i loro figli

Chi fa più di mamma, certo m’inganna

Dove sono i pulcini, è l’occhio della chioccia

Vede più una buona madre con un occhio, che il padre con dieci

Tre cose poco valgono: un mulino che non va, un forno che non scalda, e una madre che non sta in casa

Sempre, sempre, mamma mia, ricca o povera che sia

Ognun dà pane, ma non come mamma

Foto via Unsplash

Chi lo associa solo allo scenario di una cerimonia nuziale non è aggiornato: l’arco di fiori è l’ultima tendenza in fatto di decorazione del giardino e di arredo urbano. La sua struttura, generalmente in legno o metallo trattato, è pensata per sostenere un tripudio di fiori e piante rampicanti. Tra i più scenografici troviamo la rosa, il glicine, la passiflora, il falso gelsomino e la clematide, eterogenei nei colori ma tutti profumatissimi. E quando arriva la primavera, gli archi garantiscono un impatto visivo spettacolare: donano a qualsiasi spazio verde un’aura di magia, permettendo di godere dell’immensa meraviglia della natura in fiore. Di solito sono concepiti in diverse forme, spaziano dall’arco puro e semplice ai tunnel passando per i pergolati. Possono accompagnare un sentiero, fungere da portale per determinate aree del giardino, suddividere spazi o creare delle zone ombreggiate. Il risultato sarà invariabilmente incantevole, un’esplosione di profumi e colori da cui lasciarsi ammaliare.

Archi e pergolati intensificano il contatto con la natura, favorendo un benessere visivo, olfattivo e mentale. Lavorando sulla verticalità degli spazi, offrono il vantaggio di raddoppiare il verde e le aree fiorite. L’effetto fiabesco è assicurato: passando sotto queste strutture floreali, si ha la sensazione di trovarsi nel giardino di un antico castello; da un momento all’altro potrebbero spuntare una fata o un’eterea principessa.

Lo scopo principale degli archi è unire estetica e funzionalità, un po’ come avviene per l’arredo urbano. In città, infatti, hanno spesso lo scopo di decorare vie e viuzze creando angoli di autentico splendore floreale. Avete presente quelle cittadine, Spello ad esempio, dove i balconi, i vicoli, i davanzali e le scalinate del centro storico sono adornati di fiori? L’effetto che perseguono gli archi e i pergolati è lo stesso. Non si tratta solo di un fattore ornamentale, bensì di un incentivo alla sostenibilità: le piante assorbono anidride carbonica e metalli sottili, mitigando il calore eccessivo e dando rifugio agli insetti impollinatori. Sfruttare la verticalità è dunque molto importante anche per gli spazi urbani, dove poter usufruire di aree verdi diventa un bisogno sempre più pressante. I fiori e le piante rampicanti assolvono perfettamente a questo compito, generando una preziosa combinazione di bellezza, arredo urbano ed ecosostenibilità.











Devi effettuare l'accesso per postare un commento.