Sulle tracce del Principe Maurice – Gli auguri “dogali” del Principe per i 1600 anni di Venezia e novità che spaziano dalle arti circensi a un Casanova pop

 

La nuova puntata di “Sulle tracce del Principe Maurice” non poteva che aprirsi con questo meraviglioso video. Venezia compie 1600 anni e, la notte del 25 Marzo (data della sua fondazione), il Principe va a farle gli auguri. Eccovi qualche cenno sulla trama. Manca poco a mezzanotte, la Serenissima è deserta. In pieno coprifuoco, calli, piazzette e canali sono immersi in un silenzio irreale. Un enigmatico personaggio si aggira tra quei luoghi, che la quiete ammanta di incanto: sfoggia i sontuosi abiti di un Doge e sembra uscito dall’ epoca della gloriosa Repubblica di Venezia. Avanza lungo le calli, oltrepassa il Ponte di Rialto, approda in Piazza San Marco. Qui si fa il segno della croce e, inginocchiato davanti alla Basilica, allarga le braccia in un gesto solenne. Quando si rialza, le campane prorompono in un tripudio di rintocchi; è come se il loro suono celebrasse l’ armonia perfetta  instauratasi tra l’ uomo misterioso e la location. Il Doge, allora, comincia a spogliarsi a poco a poco rimanendo nella tuta nera che gli inguaina persino il volto. Ma non appena lo svela…sorpresa! Scopriamo che è il Principe Maurice a celarsi dietro quel notabile d’altri tempi. Inebriato dalla magnificenza della sua Venezia, Maurice le soffia un bacio, mostra al mondo con orgoglio la bellezza di San Marco…L’ amore e la venerazione di cui è intriso il video (diretto da Andrea Rizzo) sono palpabili. Perchè, pur essendo nato e cresciuto in Lombardia, l’ icona del Teatro Notturno ha stretto un legame indissolubile con la Serenissima. La perla lagunare lo ha accolto come un autentico Doge, consolandolo nei momenti più bui e regalandogli splendore, magia, atmosfere oniriche in abbondanza. Il Principe l’ ha ringraziata impersonando il leggendario avventuriero veneziano del ‘700, Casanova, al quale si ispira un progetto – altisonante a dir poco – che presto lo coinvolgerà in un ruolo inedito. Di questo, e di molto altro ancora, parleremo nell’ intervista che state per leggere. E’ una conversazione che tocca svariati temi. Godetevela tutta perchè, dulcis in fundo…si conclude con un emozionante messaggio che Maurice rivolge ai fan, i suoi e di VALIUM: il blog che lo ospita felicemente da ben tre anni.

L’ ultima puntata di “Sulle tracce del Principe Maurice” risale al Carnevale di Venezia digitale. Da allora, si è fatto un passo avanti nella gestione della pandemia: le regioni sono rimaste a colori, ma la fase della vaccinazione sta avanzando più o meno velocemente. La luce in fondo al tunnel, secondo te, è vicina?

La mia sensazione è che il vaccino, effettivamente, stia dando speranza alle persone. Io sono sempre stato abbastanza contrario, però mi rendo conto che in una situazione del genere poter avere almeno una “sicurezza” sia molto importante. Questa ondata è stata terrificante, molto virulenta. Ha colpito anche i più giovani e abbiamo capito che il fenomeno stava diventando decisamente preoccupante. Il fatto che la campagna vaccinale sia iniziata è senza dubbio consolatorio e crea un atteggiamento anche a livello politico, sociale e di conseguenza economico, più costruttivo. Personalmente, devo dire che ho fatto il vaccino Pfizer e non mi ha dato effetti collaterali. Mi sento più sicuro nei confronti di una situazione familiare delicata dal punto di vista della salute, ma anche nei confronti di uno strumento necessario come il Passaporto Sanitario: mi sono portato avanti perché ho tantissimi progetti all’ estero e per me viaggiare sarà tassativo. Nulla dà la certezza di nulla, però il vaccino indubbiamente mette al riparo dalle forme più gravi di Covid. Insomma, mi sono convinto a farlo!

 

Il Principe nei panni del Dottore della Peste durante il Carnevale di Venezia 2021

Come hai trascorso questo ultimo lockdown?

Diciamo che non l’ho vissuto in maniera così claustrale come il primo. In realtà, potendomi muovere per lavoro e avendo svariati progetti in ballo, per me è stato un periodo abbastanza normale. Però dal punto di vista psicologico mi sono reso conto che continua ad essere pesante… Questo lockdown non l’ho trovato troppo duro per quanto riguarda le chiusure e le limitazioni, sono anche riuscito a fare delle cose interessanti, ma un pochino più frustrante, più inquietante. Siamo tutti allo stremo, siamo stanchi… La preoccupazione principale è quella che il nostro ambiente, l’ambiente dell’intrattenimento, è ancora in alto mare. Nonostante la bellissima campagna di rinnovamento d’immagine del SILB veniamo considerati, purtroppo, un ambiente marginale.

 

L’ accattivante grafica del Creative Lab del SILB, la sezione interattiva che si occupa dei progetti dedicati soprattutto ai più giovani

Nel frattempo, ti sei concentrato su due progetti altamente speciali. Uno riguarda il mondo del circo, evocativo per l’elemento onirico e quasi “felliniano”, l’altro il tuo adorato Casanova rivisitato in una chiave inedita di cui sarai tu a parlarci…

Il progetto circense è straordinario. Un regista tra i più significativi della mia carriera, Antonio Giarola (cineasta circense e teatrale acclamatissimo a livello mondiale oltre che scrittore, poeta e pittore), mi ha coinvolto in un’ iniziativa che prende spunto dal Salieri Opera Festival. Antonio Salieri, il famoso compositore che fu antagonista di Mozart alla corte asburgica, nacque a Legnago, in provincia di Verona, e proprio a Legnago c’è un teatro – a lui dedicato – nel quale si svolge ormai da anni quel prestigioso Festival. Per la prossima edizione si è voluto dare spazio ad un progetto nuovissimo: nobilitare l’arte circense riferita alle abilità umane. Acrobati, giocolieri, equilibristi e così via dovranno esibirsi sulle note di brani di musica classica, esaltando i virtuosismi del corpo e la poesia della plasticità. L’ “International Salieri Circus Award”, patrocinato dall’ Associazione Nazionale Sviluppo Arti Circensi,  è il primo festival – concorso internazionale che coniuga il circo con la grande musica classica. Io sarò il conduttore e mi esibirò in alcune performance teatrali negli intermezzi.

 

Il Principe Maurice nella locandina dell’ “International Salieri Circus Award”

Amo molto il circo…Ho interpretato spesso il clown bianco bowiano così come un Casanova circense, dove le acrobazie erotiche diventavano acrobazie tout court. Ho avuto la fortuna di lavorare con Livio Togni e di avere insegnanti straordinari quali, appunto, Antonio Giarola, il padrino di questo favoloso e raffinato  show. Per quanto riguarda la figura di Casanova, invece, mi coinvolgerà su vari fronti: al momento posso dirvi che prenderò parte ad un progetto meraviglioso nelle vesti di assistente alla produzione, consulente e amico a fianco di Red Canzian (ex Pooh), che ha scritto un’opera ispirata a Casanova dal titolo “Casanova Opera Pop”. Ma sarà un Casanova romantico, inedito. Il Casanova immaginato da Matteo Strukul nel suo romanzo, dove l’avventuriero finalmente si innamora e vuole accompagnarsi alla sua Francesca. Si tratta di una produzione originale, ambientata a Venezia, che vanta ben 35 brani inediti (naturalmente, composti da Red Canzian) per due ore di spettacolo e la partecipazione di 25 performer tra cantanti-attori e ballerini-acrobati. La regia porta la firma di Emanuele Gamba. Aggiungo che, siccome questo evento vuol essere autenticamente veneziano anche a livello di artigianalità, i costumi saranno del mio grande amico Stefano Nicolao, già coinvolto in importanti produzioni cinematografiche e teatrali. Vi informo subito sulle date degli show sopraccitati: dal 23 al 27 Settembre per l’ “International Salieri Circus Award” al Teatro Salieri di Legnago, il prossimo novembre per “Casanova Opera Pop” di Red Canzian, che debutterà a Venezia nel delizioso Teatro Malibran prima di andare in tour in svariati teatri d’ Italia e mondiali. Il mio più grande desiderio sarebbe che venisse replicato al Malibran come spettacolo “residente” come è avvenuto per il “Fantasma dell’Opera” nel West End di Londra, perché è la più bella opera pop dedicata al caro Giacomo che io abbia mai sentito. Cambiando completamente argomento, il 9 aprile è uscito un remix a cura di Dj MAXWELL in collaborazione con DINO BROWN e VISEmc di “Techno Harmony”, il brano che avevo inciso negli anni ‘90 con Mario Più. Lo potete trovare su tutte le piattaforme in un’edizione inedita, parzialmente rappata molto intrigante. (qui sotto trovate il promo, ndr)

 

 

Il 2021 è l’anno in cui Venezia festeggia il suo 1600simo compleanno. E tu le hai fatto degli auguri davvero molto, molto speciali…

Il mio contributo ai 1600 anni della Serenissima è un video girato in notturna nella città deserta… Mi emoziono ancora, pensando a quello che ho fatto e a come l’ho fatto! Innanzitutto devo ringraziare Andrea Rizzo, un video maker talentuosissimo che abbiamo qui a Venezia. Con lui collaboro da sempre, non abbiamo neanche bisogno di parlare per capirci. Vi racconto la storia di questo video. Con Andrea, in maniera del tutto improvvisa e clandestina, abbiamo deciso di fare una sorta di flash mob. Sono andato da Stefano Nicolao per procurarmi un costume da Doge e, nottetempo, ci siamo aggirati per la città deserta a fare le riprese. Ti giuro, abbiamo fatto tutto in tre quarti d’ora! Non tanto perché volevo sfuggire ai controlli delle autorità (in fondo stavamo lavorando), ma soprattutto perché volevo pubblicare il video sui social a mezzanotte in punto! Ogni scena era un “buona la prima”. Mentre camminavamo dicevo ad Andrea quello che avrei fatto, dove sarei andato, quali sarebbero stati i miei gesti…Credo che neanche se uno provasse per un mese riuscirebbe a fare delle riprese così perfette! C’era talmente tanto amore, talmente tanta adrenalina, talmente tanta emozione nel girare, che abbiamo finito in un lampo! Siamo partiti da San Giacometto, la chiesa dove si dice che la città sia stata fondata, poi percorrendo il Ponte di Rialto e calli e ponti vari siamo arrivati a San Marco. In piazza, davanti alla basilica, mi sono inginocchiato, ho allargato le braccia, sono passato accanto alle colonne e finalmente si è scoperto che questo misterioso Doge non era altri che il Principe Maurice che, emozionatissimo, rendeva omaggio alla sua Venezia per i suoi 1600 anni di vita. Ho pubblicato il video a mezzanotte ed è diventato virale in tutta Europa nel giro di poche ore! Quella notte, ti giuro, si è compiuta una magia indimenticabile! Per me Venezia è una grande madre, mi ha consolato di grandi dolori, mi ha curato l’anima…Quando ho avuto dei dispiaceri mi sono sempre rifugiato qui. La città mi ha ricambiato con dei momenti languidissimi ma anche di grande gloria, di grande soddisfazione, di grande euforia, per cui non potevo non farle degli auguri speciali per questo anniversario. Venezia, per me, è un po’ come una donna che amo. E Flavia non può essere gelosa, perché competere con un’ “entità” di 1600 anni è fuori discussione…Ubi maior! (ride, ndr)

 

Un Doge contemporaneo e decisamente pieno di sorprese: Maurice immortalato con l’ abito di Stefano Nicolao che indossa nel video dove fa gli Auguri a Venezia

A livello di vita privata, invece, ti suddividi tra Venezia e Milano. Come riuscite a “giostrare”, tu e Flavia, la vostra relazione in gran parte a distanza?

Quando siamo distanti ci facciamo delle lunghe videochiamate, gli aggiornamenti sono quotidiani! Diciamo che funziona, almeno ci si vede e si parla. E’ qualcosa della tecnologia che amo molto: la videochiamata è il futuro che immaginavo, la utilizzo spessissimo in famiglia e anche con Grace Jones, che ora vive in Giamaica. Per me il lavoro e gli stimoli più importanti sono a Venezia, a Milano ci vado per stare con Flavia e per rilassarmi. Quando sono là, se lei sta lavorando le dò una mano. Mi occupo anche di mansioni casalinghe! Chiacchieriamo, lavoriamo, passiamo il tempo, così mi sento utile. C’è molta complicità anche nel lavoro, tra noi.

 

L’ex Pooh Red Canzian insieme al Principe e al costumista Stefano Nicolao: i tre daranno vita, ognuno nel suo rispettivo ruolo, a “Casanova Opera Pop”, un progetto ideato da Canzian

Il logo della produzione

Sulla riapertura delle discoteche è ancora buio pressoché totale. Avete in vista qualche iniziativa a loro favore, con il SILB-Fipe?

Recentemente, abbiamo organizzato uno streaming di sei ore al Teatro Accademico di Castelfranco Veneto. Ma abbiamo in mente di farne prestissimo un altro: si stanno risvegliando varie entità ed associazioni non solo riferite ai gestori, ma anche ai dj, alle agenzie musicali eccetera. Cominciamo ad essere tutti molto stanchi di questa chiusura a oltranza. Quindi, sia riguardo ai locali che all’ ambiente dell’intrattenimento in generale, sono in vista alcune manifestazioni. Anche perché si avvicina la bella stagione e i locali, nei centri turistici, costituiscono delle attrazioni. Il Cocoricò a Riccione, piuttosto che il Muretto a Jesolo, sono poli che attirano persone che di giorno e di sera prima del club vanno a mangiare, a dormire, in stabilimenti balneari, a  fare shopping, a bere, al cinema… Per rilanciare una nazione e il suo turismo non si può prescindere dal settore dell’intrattenimento, di cui fa parte a pieno titolo. L’ intrattenimento ha una funzione culturale, sociale (che io ho sempre ribadito), ma anche turistica ed economica. Tra le manifestazioni che abbiamo previsto, alcune saranno prettamente artistiche: mi ha appena chiamato Leonardo Brogi del team Metempsicosi, che desidera organizzare performance in un teatro ricavato da una cava di marmo. Vogliamo far capire che non ci manca la creatività, non ci mancano le capacità, non ci manca la serietà per fare cose belle. Che la smettano di vedere i locali come luoghi marci dove la gente marcia va a marcire! Siamo pieni di inventiva, di professionalità, e il nostro scopo è dimostrarlo. Uccidere il nostro ambiente significa uccidere qualcosa di significativo per tutti, non solo per i giovani.

 

Il Principe Maurice, portavoce del SILB, durante il convegno in live streaming al Teatro Accademico di Castelfranco Veneto

Un flyer che evidenzia la preziosità della location del simposio

Vorrei chiederti notizie del corto “Vuoto di scena”, che anche i lettori di VALIUM attendono con molto interesse. Ci sono novità al riguardo?

“Vuoto di scena” è nel mio cuore e pronto per prendere vita. Penso che possa essere una delle iniziative a ridosso delle aperture. Speriamo, perché non se ne può più!  Sicuramente anche “Vuoto di scena” diventerà un grido di allarme, di sofferenza e soprattutto di voglia di ricominciare. Vogliamo ricominciare, siamo stufi! Abbiamo bisogno di essere sostenuti, perché il nostro settore non ha ricevuto alcun tipo di ristoro se non aiuti miserrimi con cui non si riesce neppure a pagare le bollette. E’ vergognoso! All’ estero hanno fatto dei bellissimi esperimenti: in Olanda, in Spagna…Bisogna proseguire su quella strada, provare a capire come si può fare per ricominciare a vivere. Ma iniziando subito! Le ferite della pandemia sono difficili da cancellare a livello psicologico, economico…E ci vorranno anni per cancellarle davvero. Se continuiamo così, ci devasteranno!

 

Il Principe: “Casanova sì, ma non oltre i 73 anni!”…A quell’ età, infatti, l’ affascinante Giacomo morì e Maurice ha deciso che smetterà di interpretarlo dopo il suo 73simo compleanno

Nei periodi di lockdown, se ci fai caso, si nota che sono proprio i luoghi della socialità e dell’aggregazione, come i bar, i pub, i ristoranti, le discoteche, i locali in generale, ad animare le città. Di conseguenza, a mio parere, se ora sono i più penalizzati, possiamo star certi che – supportati da adeguati ristori – sopravviveranno a qualsiasi tipo di catastrofe. Cosa pensi di questa mia teoria?

Sono pienamente d’accordo! La gente avrà voglia di ricominciare a incontrarsi, a vedersi. Ma bisogna erogare immediatamente dei ristori adeguati, altrimenti molti locali non riapriranno. Una buona parte non avrà più modo di restare aperta, altri falliranno. Pagare i fornitori, le tasse, gli affitti, le bollette, sono incombenze che determineranno la loro sparizione. Quelli che riusciranno a rimanere in piedi sicuramente si riprenderanno, ci sarà una bellissima rinascita, però li devono mettere in condizione di risorgere…Vanno supportati! Anche perché, come dici tu, questi luoghi di socialità saranno molto ambiti e saranno necessarissimi per far ritornare le persone ad una sorta di normalità mentale e comportamentale.

 

La locandina del convegno on line #musicafutura, organizzato dal SILB

Oggi, dire “mondo della notte” equivale a dire “coprifuoco”. Secondo te, quel mondo potrà tornare presto a scintillare?          

Parlando di locali notturni, discoteche e sale da ballo bisognerà capire come reinventarsi, come riproporsi. Perché mentre andare al bar o al ristorante è qualcosa di più comune, andare a divertirsi in un locale sarà sicuramente un bel passo da fare: la gente si sta disabituando a certi ritmi. Tutto questo ci offrirà una grande chance per reinventarci, persino dal punto di vista della sostenibilità. Vorremmo utilizzare gli spazi delle discoteche anche in diurna, ce ne sarà bisogno per far ritrovare i giovani tra loro a parlarsi e a ricrearsi…E’ una bella sfida! Il passaggio dal coprifuoco alla riapertura non sarà facile. Sarà una sfida, ripeto, ma siamo pronti ad affrontarla.

Dal punto di vista interiore, pensi che il dramma della pandemia ti abbia cambiato? Quanto ti ha toccato nel profondo?

La mia fortuna è stata quella di aver trovato in Flavia una compagna che mi ha sostenuto, perché io detesto la solitudine. Se avessi dovuto passare il lockdown da solo sarei impazzito: sono un animale sociale, un animale da palcoscenico…E senza quella che è la mia essenza, la mia vocazione, non avrei retto. Per cui, certo, la pandemia mi ha segnato e mi ha toccato, però mi ha anche fatto riflettere su delle cose molto belle che avevo dentro. Mi ha fatto prendere decisioni importanti, come quella di sposarmi con la persona giusta: una scelta che magari, in altre circostanze, avrei fatto con più calma…Sotto certi aspetti, quindi, il periodo del lockdown per me è stato positivo. Sotto altri, inquietante e lo è tuttora. Tutto dipende dalle persone con cui puoi condividere i momenti difficili. E se non posso condividerli con tutte le persone meravigliose che continuano a seguirmi anche attraverso i social, voglio interagire con una persona sola, ma che sia speciale come lo è Flavia. Per me la chiave dell’esistenza è la condivisione. Se non avessi potuto condividere questo brutto periodo con nessuno sarei morto interiormente. Ma anche se Flavia, che è creativa e stimolante, è riuscita a farmi superare il dramma del lockdown, sono rimasto comunque molto segnato. La cosa più avvilente è che, dal punto di vista politico e sociale, il mondo della notte viene considerato qualcosa di superfluo o da buttare. Dietro di noi ci sono storie, famiglie da mantenere, passioni, investimenti, possibilità…Come si può pensare che se una discoteca chiude non sia qualcosa di importante? Ultimamente ho avuto una soddisfazione dal sindaco di Venezia, Luigi Brugnaro, che in una riflessione televisiva a “Quarta Repubblica” ha parlato anche delle discoteche. L’ho ringraziato e gli ho detto che era stato il primo ad aver pensato a noi. Per l’opinione pubblica i locali notturni sono troppo spesso associati alla droga, all’alcol, al vizio… Eppure il fatturato, la quantità di persone che ci lavorano, la qualità, sono sotto gli occhi di tutti. Cancellare un comparto del genere vuol dire fare un grosso danno economico, oltre che culturale e sociale. Perchè i giovani, abbandonati a loro stessi, quale modo trovano per sfogarsi? La violenza, le risse, i suicidi. Noi li sappiamo gestire, è il nostro lavoro! Li facciamo star bene…Buttati là così si perdono…Speriamo di riuscire a recuperare presto la nostra funzione che è anche la nostra passione.

 

Ca’ Pier, il “buen retiro” veneziano del Principe: qui Maurice si ritempra e si rigenera

In un periodo drammatico come quello che stiamo vivendo, si spera ancora per poco, vorrei concludere con il tuo consueto (ma mai scontato) messaggio ai fan. Cosa dici ai tanti giovani che in te hanno sempre visto un’icona, un punto di riferimento?

Dico che in me troveranno sempre un punto di riferimento, perché li stimo, sono il futuro. Sono molto attento alle loro esigenze, voglio ascoltarli il più possibile. Con una faccia tosta incredibile, quando incontro dei giovani per strada mi ritrovo a fermarli (con la mascherina e a dovuta distanza) e a chiedere “Scusate: come state vivendo questo momento, cosa vorreste?”. Sto cercando di fare una sorta di indagine demoscopica per rimanere vicino a loro. Li esorto ad avere pazienza e desidero che sappiano che sono sempre nel mio cuore, nel cuore di noi tutti che abbiamo fatto dell’industria del divertimento una missione. Che presto cercheremo di farli star bene e di fargli dimenticare queste brutture. Gli chiedo di mantenere i loro valori di base e gli dico che continuiamo ad amarli, anzi, che li amiamo ancora di più. Capiamo i loro disagi e vogliamo al più presto consolarli, ridandogli quella gioia di vivere che meritano di recuperare. Alleluja! (ride, ndr) La forza d’ animo non ci manca: così come mi sono inventato il flash mob per fare gli auguri a Venezia, va a finire che ci inventeremo gli speakeasy come ai tempi del proibizionismo se non ci danno il via ufficiale!!! A parte gli scherzi,  noi del mondo della notte vogliamo metterci a disposizione della società, della politica e, non ultimo, persino della sanità. Lo sai che tante discoteche hanno offerto i loro spazi per poter effettuare la vaccinazione? E’ un’iniziativa partita proprio dal SILB. Sono locali ampi, situati in posizioni strategiche e si sono messi a disposizione delle Asl come luoghi di vaccinazione. Noi siamo qui, al servizio della comunità, per far divertire i giovani, per farli riflettere e per farli star bene. Vogliamo riappropriarci del nostro ruolo!

 

La magnolia secolare che il Principe ha immortalato durante un soggiorno presso alcuni amici: un inno alla vita, al ciclo di eterna rinascita della natura. La nostra conversazione si conclude così, con questa immagine. Augurandoci che sia di buon auspicio…

 

Photo courtesy of Maurizio Agosti

 

 

Margherita e la magia al chiar di luna

 

” In quanto a Margherita, essa mandò un fischio acuto e, cavalcando la spazzola che l’ aveva seguita al volo, si portò al disopra del fiume sulla riva opposta. L’ ombra della collina di creta non arrivava fin lì, e tutta la riva era inondata dal chiaro di luna. Non appena essa toccò l’erba umida, la musica sotto i salici si fece più forte e volò su più allegro il fascio di scintille dal falò. Sotto i rami dei salici, costellati di teneri, soffici amenti, visibili sotto la luna, sedevano in due file certe rane dal grosso muso e, gonfiandosi come fossero di gomma, suonavano su pifferi di legno una marcia brillante. Pezzetti di legno putrido fosforescenti, appesi ai ramoscelli di salice davanti alle suonatrici, illuminavano gli spartiti, sui musi delle rane guizzava la luce irrequieta del falò. La marcia era eseguita in onore di Margherita. L’ accoglienza che le fu tributata non avrebbe potuto essere più trionfale. Le diafane ondine interruppero la loro carola sopra il fiume per salutare Margherita agitando delle alghe, e sopra la deserta sponda verdastra risonarono gemebondi, udibili da lontano, i loro auguri di benvenuto. Streghe ignude, balzate fuori di dietro ai salici, si disposero in fila e cominciarono a fare riverenze e a strisciare inchini di corte. Un essere dal piede caprino accorse, si precipitò a baciarle la mano, stese sull’ erba un drappo di seta, s’ informò se la regina aveva fatto un buon bagno e l’ invitò a sdraiarsi e a riposare. La qual cosa Margherita fece. “

 

Michail Bulgakov, da “Il Maestro e Margherita”

 

 

 

 

 

La colazione di oggi: il tempo delle fragole

 

Ricordate “Il tempo delle mele”, la pellicola che lanciò Sophie Marceau? Bene: parafrasando quel titolo, Aprile potrebbe essere definito “il tempo delle fragole”. E’ in questo periodo, infatti, che il “falso frutto” più goloso della Primavera matura al punto giusto. “Falso frutto” perchè si origina da un fiore con molteplici pistilli; ognuno di essi dà vita agli acheni, i semini sparsi sulla superficie della fragola. Sono gli acheni i frutti veri e propri, mentre la parte rossa e succosa che tanto ci attira non è che il ricettacolo del fiore. Ciò che conta, comunque, è che a livello nutrizionale la fragola possieda tutti i requisiti per essere definita “frutto” a pieno titolo. Anche il suo aspetto è altamente invogliante: rutilante, polposa e soffice, la protagonista della nostra colazione di oggi sprigiona delizia al solo sguardo. Sfido chiunque a non aver desiderato di comprare un cestino di fragole quando il fruttivendolo comincia a metterle in mostra! Se le acquistasse farebbe benissimo, perchè la Fragaria vesca (questo il suo nome botanico) è iper versatile e salutare.

 

 

Con le fragole si possono decorare dolci e dessert, preparare marmellate, sciroppi, macedonie…Come gusto di gelato o dello yogurt sono richiestissime. Ma anche assaporate da sole, con zucchero e limone, in una coppetta, risultano squisite. Andiamo a scoprire le loro proprietà e i loro benefici: c’è da dire, innanzitutto, che vantano un gran numero di elementi nutritivi. Minerali quali il calcio, il potassio e il magnesio, insieme alla vitamina C e ai flavonoidi, compongono un connubio dalle plurime virtù. Non è un caso che l’ USDA (United States Department of Agriculture) abbia collocato le fragole al top della classifica degli alimenti antietà proprio per l’ alto contenuto di antiossidanti. Oltre a ritardare l’ invecchiamento, la Fragaria vesca favorisce la perdita di peso. Gli antiossidanti di cui è ricca, infatti, stimolano il rilascio dell’ ormone adiponectina che a sua volta accelera il metabolismo e tiene a bada l’ appetito. Questo succosissimo “frutto/non frutto”, inoltre, ha la capacità di equilibrare il livello di glucosio nel sangue contrastando l’ insorgenza del diabete. Ma non finisce qui. Un regolare consumo di fragole incentiva l’ eliminazione di scorie e tossine che intaccano pericolosamente le funzioni cerebrali. Contribuisce, cioè, a “purificare” il cervello prevenendo malattie degenerative come il Parkinson e l’ Alzheimer. La vitamina C racchiusa nel frutto è un’ altra miniera di benefici. Oltre a rinforzare il sistema immunitario, a combattere l’ anemia e lo stress, incrementa la produzione di collagene mantenendo elastici i tessuti connettivi – vale a dire la pelle, le ossa, i denti e le cartilagini. A proposito di denti, pare che lo xilitolo contenuto nelle fragole sia un potente antidoto contro la formazione della placca. In più, la Fragaria vesca riduce la ritenzione idrica: una dote che la presenza di potassio accentua in modo ottimale. Le fragole, insomma, si rivelano un concentrato di proprietà salutari.

 

 

Elenco dei benefici a parte, c’è qualcos’ altro che le rende molto intriganti. Il patrimonio di leggende che le circonda è notevole: secondo gli antichi Romani, le fragole erano state originate dalle lacrime, tramutatesi in cuori rossi, che Venere versò dopo la morte di Adone. Durante le celebrazioni in onore del bellissimo dio, quindi, a Roma se ne consumavano in abbondanza. Nel Medioevo, sul rutilante frutto si diffusero le dicerie più svariate. Se per alcuni aveva il potere di trasformare l’ uomo in un mostro, altri lo associavano alla tentazione ed altri ancora, la notte di San Giovanni, raccoglievano cesti interi di fragole per poi cucirle insieme in una cintura che – a loro dire – proteggeva dal veleno dei serpenti. A partire dal 1600 si cominciò ad attribuire alla Fragaria vesca delle virtù terapeutiche: si pensava che curasse la lebbra, le ferite (il suo colore rosso era, in un modo o nell’altro, il motivo di queste convinzioni). Madame Tallien, un’ affascinante aristocratica che visse a cavallo tra il ‘700 e l’800, era invece solita utilizzare ben dieci chili di fragole ogni volta che faceva il bagno: asseriva che fossero fondamentali per il benessere della pelle, e come abbiamo visto…non aveva tutti i torti.

 

 

Tendenze PE 2021 – L’ aerosità smisurata delle maniche balloon

Cecilie Bahnsen

Riflettori puntati sulla manica balloon, un must della Primavera Estate 2021. Volumi over, linee arrotondate, lunghezze che sfiorano il polso oppure il gomito sono i suoi segni distintivi. Non c’è niente come una manica balloon, per impreziosire un abito: perchè è romantica, fiabesca e dona subito una allure d’altri tempi. La bella stagione la vuole vistosa, dalle ampiezze smisurate. A volte scopre le spalle, altre si declina in materiali a contrasto con il top. Non viene mai meno, però, alla sua principale funzione: quella di rendere aeroso qualsiasi look.

 

Dice Hayek

Carolina Herrera

Alexander McQueen

Simone Rocha

Calcaterra

Annakiki

Patou

Loewe

Philosophy di Lorenzo Serafini

 

 

 

Il luogo

 

Il cielo stellato di Dante. Le celebri stelle che menziona alla fine di ogni cantica della Divina Commedia. Ci avete fatto caso? L’ Inferno, il Purgatorio e il Paradiso non si concludono con una terzina, bensì con una frase in cui il Sommo Poeta nomina le stelle. In molti si sono chiesti il significato di questa citazione. A me, intuitivamente, sembra l’ indizio di un legame tra il soprannaturale e la realtà tangibile che va assumendo, di volta in volta, accezioni differenti. Analizzando le frasi in modo più approfondito, possiamo riflettere sulla valenza di quelle stelle. Così, ad esempio, si conclude l’ Inferno: “E quindi uscimmo a riveder le stelle” (Canto 34, 139). Uscendo dalla voragine infernale, regno della miseria morale e della disperazione, Dante rivolge lo sguardo alle stelle. Lui e Virgilio si lasciano finalmente alle spalle quel decadente luogo sprofondato nelle viscere della Terra. La vista del cielo infinito e delle sue stelle, splendenti di luminosità, sottolinea il ritorno alla natura umana e l’ anelito alla luce dei due protagonisti. Una luce che faccia svanire nell’ immensità dell’ Universo persino il ricordo delle tenebre da cui provengono. Dopo aver viaggiato nel Purgatorio, Dante termina il suo percorso dicendosi “Puro e disposto a salir le stelle” (Canto 33, 144). Nel Purgatorio si è purificato, si è redento, l’ amore ha disperso definitivamente il male che albergava in lui. Il Sommo Poeta è pronto per raggiungere una dimensione superiore, quella del Paradiso. Quest’ ultima cantica si chiude con la frase “l’ Amor che move il sole e l’ altre stelle” (Canto 33, 145). Virgilio, impersonificazione della Ragione, scompare sulla soglia del Paradiso Terrestre e al suo posto appare Beatrice: la donna amata da Dante incarna la Grazia della fede, una figura dotata di forti connotazioni simboliche. Per avvicinarsi a Dio, l’ Uomo non necessita della sola ragione; sono il potere dell’ intuito e la ragione divina a farlo giungere a lui. Quando il Sommo Poeta arriva a Dio, perviene alla piena consapevolezza. Contemplandolo ritrova se stesso, riapproda al “qui e ora”. Capisce che è l’ Amore il motore, il centro dell’ Universo materiale e spirituale. Dopo aver esplorato le stelle dantesche, vi ricordo l’ imperdibile appuntamento di questa sera: “Viaggio musicale verso i luoghi di Dante”, il concerto-documentario in cui, tramite un connubio di suggestive location, musiche incredibili e riprese spettacolari, Raffaello Bellavista e Serena Gentilini vi invitano alla scoperta della Divina Commedia in occasione del 700simo dalla morte di Dante Alighieri.  Acquistate i biglietti su Ticketmaster e collegatevi alla piattaforma di LIVE ALL alle ore 20 per assistere a questo straordinario evento! (qui il link all’ intervista-anteprima di VALIUM con Raffaello Bellavista)

 

 

Glitter People

 

Dimenticate ciò che è successo ieri e domani, e oggi. Stasera creeremo un mondo completamente nuovo.

(Jimi Hendrix)

 

 

 

 

Foto: Promotional photo of The Jimi Hendrix Experience, Warner/Reprise Records Uploaded by We hope at en.wikipedia, Public domain, via Wikimedia Commons

 

Nuvola e Amarillo: le Two for Love di A.Bocca ritornano (anche) nei colori del cielo e del sole

 

Celeste e giallo, giallo e celeste: un binomio emblematico della bella stagione. Celeste come il cielo limpido, giallo come il sole; due nuance che ci entusiasmano per il loro alto potere evocativo. Sarà per questo che, quando ho scoperto la collezione Primavera Estate 2021 di A.Bocca, ho scelto immediatamente quei colori. Conosciamo già le Two for Love, iconiche pumps create dal designer marchigiano Alfredo Boccaccini. Su VALIUM erano apparse, tinte di un “profondo rosso”, in occasione del nostro viaggio verso Halloween. Per l’ arrivo della stagione dei fiori, ho deciso di ripropoporre lo stesso modello: naturalmente, in una versione rivisitata e corretta molto primaverile. Perchè le Two for Love ritornano, ma con novità sostanziali. Innanzitutto diventano slingback, scoprendo il tallone e lasciando più libero il piede. Rimangono però l’ accattivante scollo a cuore, i cinturini incrociati sul dorso e il tacco squadrato alto 45 mm. La texture in vernice dona un appeal aggiuntivo alle scarpe, il cui prototipo rimanda vagamente alle Baby Jane. La collezione Primavera Estate 2021 di A.Bocca declina le Two for Love modello slingback in due colori aggiuntivi: corallo per  la variante in vernice, nero per quella ultra matte dal sapore “new vintage”. Ma è anche bello soffermarsi sui nomi dati alla palette di  queste shoes ambitissime. Tinte di celeste vengono definite “color nuvola”, il che è tutto dire. Affiora alla mente il cielo primaverile, di un azzurro dai toni sognanti determinati dalla foschia…Tinte di giallo, invece, sono denominate “amarillo”. Ovvero, “giallo” in spagnolo. La loro tonalità non a caso è brillante, vivace, solare nel vero senso della parola. Ambedue i nomi evocano tutto un mood. Nuvola, atmosfere rarefatte che richiamano l’ infinito, Amarillo l’ esuberanza, la giocosità, una joie de vivre vibrante. Dovendo optare per uno solo dei due colori non saprei decidermi, per questo li ho scelti entrambi. Sono proprio una coppia perfetta: non trovate?

 

Le Two for Love in vernice nuvola…

 

…e in vernice amarillo

 

 

 

Solomeo

 

” Poco dopo la notte la luce bianca che accompagna l’aurora si diffonde per le strade e lambisce le case di Solomeo accarezzandole. Dalla valle spira un vento leggero che spinge su verso l’antica rocca i profumi della campagna, profumi che aspiro a pieni polmoni come se fossero la vita stessa. Amo passeggiare in questa luce, che favorisce le idee più serene e pure, quando la natura e gli uomini ancora dormono, e tutto sembra un immenso giardino. In queste ore, prima che la porta della vita si spalanchi sulle urgenze degli affari di un industriale, sui molteplici viaggi, sull’imprevedibile serie di incontri con persone che vogliono offrire o vogliono avere, (…) in queste piccole ore sono gratificato dal pensare in quiete vagando per questo borgo dello spirito, del mio spirito, dove ogni pietra, ogni albero, ogni rosa fragrante mi richiama alla mente questo o quel ricordo pieno di tenerezza, nel quale mi riconosco. Di tutte le cose di Solomeo, due hanno radici nel cuore come fiori di piante sempreverdi: il castello, dove nacque tutto, e il teatro, simbolo centrale di quanto è stato e sarà fatto. Lo studiolo del castello, decorato con antiche pitture, con le piccole finestre che guardano il borgo e tutta la valle di Solomeo, è il luogo dei ricordi e delle idee. Stimo le idee, perché le ritengo comunque più importanti delle cose che producono. La mia passeggiata termina sempre lì, in quel luogo magico dove la memoria, la concentrazione e uno stupore eternamente giovane agiscono insieme sul mio animo come uno stimolo vitalizzante. Solo lì posso abbandonarmi in pieno ai ricordi. “

 

Brunello Cucinelli, da “Il sogno di Solomeo. La mia vita e l’ idea del capitalismo umanistico”

 

 

 

 

 

Les Fleurs de Chanel, make up collection PE 2021: la straordinaria poesia dei fiori in boccio

 

Per la Primavera Estate 2021, la Global Creative Make Up Artist e Colour Designer di Chanel Lucia Pica ha pensato ad una collezione completamente ispirata ai fiori. Mai come in questo periodo dell’ anno, infatti, i fiori esprimono il loro incanto: appena sbocciati, esibiscono colori e forme da lasciare senza fiato. I petali, accarezzati dal primo sole, scintillano di riflessi. Ogni specie vanta una propria peculiarità, una propria meraviglia. La Primavera rende i fiori protagonisti, offrendo allo sguardo un tripudio di varietà e di cromie. Non è un caso, poi, che Gabrielle Chanel abbia eletto la camelia a simbolo della Maison da lei fondata nel 1910. Oggi, dopo oltre un secolo da quell’ anno leggendario, Lucia Pica prende a modello il mondo dei fiori per la creazione di una make up collection che trasuda fascino. A farne parte sono due palette di ombretti, un mascara, due shade di rossetto matte e due di rossetto liquido, un blush illuminante e tre diverse nuance di smalti: i prodotti, in colorazioni vivaci ma poetiche, sono dei cult Chanel declinati in sfumature inedite e alternano finish laccati, vellutati, satinati, che rimandano alla straordinaria eterogeneità floreale.

 

 

Cominciamo dallo sguardo, incorniciato dal celebre quartetto di ombretti Chanel Les 4 Ombres. Conosciamo ormai bene la loro texture setosa, facilmente sfumabile e modulabile a nostro piacimento. Les Fleurs de Chanel include due palette: denominatore comune, delle tonalità avvolgenti e calde –  quattro per ognuna, naturalmente – che sembrano baciate dal sole. Golden Meadow (in basso nella foto) propone colori come l’ oro, il rosa, il marrone e il mattone, mentre Bouquet Ambrè comprende gradazioni di rame, bronzo, avorio e terracotta.

 

 

Per completare un make up occhi così prezioso, il mascara ideale non poteva che essere Chanel Le Volume: la nuance in cui si declina è 120 Metal Terracotta, un terracotta metal e ultraluminoso molto simile al color rame. La formula del prodotto, invece, rimane invariata; ingredienti come un mix di cere e la gomma di acacia contribuiscono a rendere le ciglia morbide ed estremamente curvabili, mentre lo speciale applicatore a dischetti sovrapposti le avvolge, infoltisce e volumizza sin dalla prima stesura.

 

 

Les Fleurs de Chanel propone una doppia versione di make up labbra: ultra matte o laccato. Nel primo caso, a fare da protagonista è l’ opacissimo Rouge Allure Velvet Extreme, dalla colorazione piena a base di innumerevoli micropigmenti. La formula esclusiva del rossetto, composta da ingredienti tra i quali spiccano l’ olio di mandorle dolci, la vitamina E ed un connubio super emolliente di polvere di riso e magnesia, contribuisce a mantenere le labbra morbide scongiurando l’ aridità e le grinze. Il finish matte, dal canto suo, garantisce un look vellutato incredibilmente chic. Queste le shade in cui il rossetto è disponibile: Pivoine Noire, un rosa antico molto avvolgente, e Eclosion, un rosa “spento” che vira vagamente al geranio (potete ammirarli, rispettivamente, a sinistra e a destra nella foto qui sotto).

 

 

Chi ama le labbra lucide, potrà provare invece il rossetto liquido Rouge Allure Laque in due nuove e affascinanti cromie: Dark Blossom, un solare rosa caldo, e Invincible, una tonalità vibrante a metà tra il rosso e il magenta. Rouge Allure Laque possiede molteplici punti di forza; colore intenso, brillantezza satinata e idratazione sono conferiti da un mix di oli emollienti, pigmenti sottili e polimeri filmogeni che favoriscono una tenuta di ben dodici ore. (nelle foto, Dark Blossom seguito da Invincible)

 

 

In Primavera, si sa, uno dei primi desideri è quello di dire addio al pallore. A tal proposito, la make up collection di Chanel vanta un blush illuminante davvero d’eccezione: lo compongono due polveri, declinate in due differenti nuance, che scolpiscono il viso e al tempo stesso lo illuminano donandogli un tocco di colore. Adornato da un motivo in rilievo a carattere floreale, il blush si avvale di una texture che si fonde subito con la pelle e di magnifici riflessi che catturano la luce. Non è un caso che sia uno dei prodotti clou della collezione. Anche grazie alle sue shade: un rosa corallo che vira leggermente all’ arancio e un rosa caldo con riflessi oro.

 

 

Veniamo alle unghie. Gli smalti Les Vernis de Chanel sono ormai un must del brand: la loro pellicola ultra resistente protegge l’ unghia e la tinge di colori brillantissimi a effetto lacca. La tenuta estrema è un ulteriore atout di questo prodotto iper richiesto, che Lucia Pica ha annoverato, in tre nuance esclusive, nella make up collection Les Fleurs de Chanel. La palette è composta da 883 Pensée, un rosa chiarissimo e caldo che tende vagamente al nude, 885 Anthurium, un magenta vibrante che sconfina nel geranio, e 887 Metallic Bloom, un esplosivo rosso metal dal sottotono arancio. Quest’ ultima tonalità, senza dubbio la più iconica, potete scommetterci: spopolerà tutta l’estate.

 

 

Nelle immagini di seguito, alcuni scatti “floreali” che hanno ispirato la Global Creative Make Up Artist e Colour Designer Lucia Pica.

 

 

 

 

 

La colazione di oggi: le mandorle, un goloso connubio di energia e potere afrodisiaco

 

Il mandorlo è uno degli alberi in fiore che suscita maggior ammirazione. Non stupisce, di conseguenza, che la colazione di oggi abbia come protagonista il suo frutto. Mangiate da sole o utilizzate per arricchire i dolci e il loro impasto, le mandorle sono una varietà di frutta secca. E sono molto versatili: tostate decorano torte, crostate, pasticcini, oppure rappresentano l’ ingrediente clou dei torroni, degli amaretti e del marzapane. Grattugiate, donano un gusto unico allo yogurt o ai dolci più disparati, ma anche ai biscotti (Macarons compresi). Rese in polvere finissima, invece, vengono usate per la preparazione del latte di mandorla, prediletto dai vegani e da chi non tollera il latte di soia. Potremmo dire che la meraviglia del fiore di mandorlo sia equiparabile alla delizia e alle proprietà salutari del suo gettonatissimo frutto a guscio. Eh già, perchè i benefici delle mandorle sono innumerevoli: contengono vitamine in quantità (soprattutto vitamina E), numerosi minerali tra cui il magnesio, il fosforo, il calcio, lo zinco, il ferro, il manganese, in più abbondano di antiossidanti, proteine e fibre.

 

 

Queste ultime giocano un ruolo fondamentale nella regolazione della glicemia, poichè riducono l’ assorbimento dei grassi e dei carboidrati. Le fibre, inoltre, favoriscono un buon funzionamento dell’ intestino e tengono a bada l’ appetito. Tutt’ altro che caloriche, le mandorle non solo sono salutari, ma racchiudono un’ autentica miniera di energia. Oltre ad essere utilizzate in pasticceria, fungono da condimento per un gran numero di piatti culinari; dato che questa rubrica si concentra sulla prima colazione, però, preferisco mantenere l’ accento sulla dolcezza del breakfast all’ italiana! Esiste un ulteriore atout che rende le mandorle così popolari. Pare che possiedano un elevato potere afrodisiaco: una dote evidenziata da remotissime civiltà arabe, colpite dalle loro proprietà nutrizionali e dalla forma allungata che ricollegavano a una vulva. Nel Medioevo, le mandorle erano un must in ogni cucina curtense; venivano utilizzate per la preparazione di “stuzzicanti” piatti e delle pozioni d’amore. La tradizione che le associa alla fertilità sussiste ancora oggi: basti pensare ai confetti di mandorla custoditi nelle bomboniere dei matrimoni e dei battesimi. Tornando indietro nel tempo, spiccano curiosità aggiuntive riguardanti questo frutto. Sempre nel Medioevo, le mandorle erano considerate un potente antidoto contro le ubriacature e la loro facoltà di stimolare l’ eros le tramutò in uno dei cardini della medicina umorale. Secoli dopo, precisamente nel ‘700, tra gli aristocratici si diffuse l’ usanza di cibarsi di mandorle copiosamente incluse nell’ impasto dei biscotti. Le mandorle vantavano un merito, poi, che andò ad intersecarsi con la virtù di incrementare il desiderio: da esse si estraeva  (e tuttora si estrae) un olio profumatissimo ed emolliente, l’ olio di mandorla. E correva voce che fosse l’ olio ideale per sottoporsi a dei rilassanti massaggi corporali…