
“Ogni mattina noi nasciamo nuovamente. Ciò che decidiamo di fare oggi è ciò che conta davvero.”
(Buddha)

Il blog di Silvia Ragni

Aprile è rifiorire: approfittiamo dell’arrivo della Primavera per un restyling generale. E’ il momento giusto per ricominciare a dedicarci al benessere del nostro corpo, a un cambio di look. Via libera a massaggi, scrub purificanti, sali da bagno dal profumo inebriante, creme che levigano e idratano la pelle, ma anche a nuove essenze, un viso effetto “bonne mine”, un make up che inneggia al colore. Senza dimenticare l’attività fisica, adesso che il bel tempo lo permette: perchè alleggerirsi di qualche chilo non riguarda solo l’estetica, bensì la salute in toto; riduce il rischio cardiovascolare, previene il diabete e gli stati infiammatori, migliora la respirazione e aumenta l’energia.







Foto via Unsplash

Il rosa è uno dei colori più frequentemente associati ad Aprile. Ma stavolta celebreremo la tonalità del mese in modo diverso: voleremo in Giappone, dove in tempo di Hanami (la contemplazione della fioritura dei ciliegi) tutto si tinge di un rosa etereo. Per molti si tratta di “effetto Sakura”, dal nome del fiore più amato nel Sol Levante, per altri di una semplice strategia di marketing. Fatto sta che, tra Marzo e Aprile, il Giappone si avvolge in un’autentica nuvola rosa: dal food & beverage agli spazi urbani, dall’arredo alle luci al neon. E’ tutto molto Kawaii (可愛い), “carino”, “adorabile”, utilizzando un termine in voga qualche anno fa. Sembra quasi di vivere in un cartoon; non a caso, gli “anime” giapponesi spopolano da tempo a livello globale. Osserviamo questo fenomeno un po’ più da vicino.
Food & Beverage

Il rosa impazza sia per quanto riguarda i prodotti locali che internazionali. Qualche esempio? La Coca Cola in questo periodo viene racchiusa in bottiglie di alluminio con decorazioni florali rosa, Starbucks propone linee di tazze, borracce e gadget in total pink, Kit Kat adotta il gusto Sakura e va letteralmente a ruba. Ma non è finita qui. Vanno segnalati il Sakura Burger di Burger King, che tempo fa lanciò gli hamburger tinti di rosa, la Pepsi Sakura color rosa confetto, il Red Bull pink edition, ai frutti di bosco e fiori di ciliegio, e le patatine fritte che “sanno” di Sakura. Tra i dolcetti tradizionali e color di rosa dell’Hanami ricordiamo i Sakura Motchi, composti da riso glutinoso ripieno di marmellata di fagioli rossi, e gli Hanami Dango, tre soffici gnocchi di riso (di cui uno rosa come il fiore di ciliegio) infilati in uno spiedino, mentre le bevande vedono oggi prevalere il Sakura Latte e il Bubble tea, rigorosamente rosa e dal gusto delicato. Per maggiori informazioni sui cibi dell’Hanami, clicca qui



Al ristorante
Anche il menu si tinge di rosa. Tra i cibi a tema troverete i Sakura Soba, tagliolini di grano saraceno mixati alla polvere dei fiori di ciliegio essiccati, e il Sakura-dofu, l’antipasto a base di tofu rosa sormontato da un petalo di Sakura.


La luce dei fiori
Il rosa dell’Hanami non è solo un colore, bensì uno stato d’animo. Invita a cogliere l’attimo, il bello nel qui e ora, a godere della meraviglia effimera nel pieno del suo splendore, prima che decada. Ho parlato molte volte di questo concetto, su MyVALIUM (rileggi qui l’articolo). La fioritura dei ciliegi riempie di incanto anche gli spazi urbani: il termine “Hana-akari”, ovvero “luce dei fiori”, descrive il particolare bagliore che emanano i ciliegi in fiore; un chiarore rosato e onirico che sembra illuminare la luce del crepuscolo. Spetta alle lanterne tradizionali, le Bonbori, creare dei chiaroscuri magici tra le chiome fiorite. La luce che sprigionano è soffusa, nei toni del bianco o del rosa, e riesce ad esaltare in modo mirabile il chiarore dei petali stagliato contro il cielo buio.











Foto via Unsplash

Come il mio spirito,
la magnolia fiorisce,
e la malattia è dolce.
(Kawabata Bōsha)
Xilografia giapponese: Art Institute of Chicago via Unsplash

Quando arriva il bel tempo, il giardino diventa uno spazio importante: è un po’ la nostra casa all’aperto. In giardino facciamo colazione, ci rilassiamo, prendiamo il sole…Renderlo un ambiente accogliente è fondamentale. Per questo molti di noi lo personalizzano al massimo, donandogli un’impronta che ne definisce lo stile e ne esalta l’atmosfera; il ruolo che rivestono le decorazioni, in tal senso, risulta decisivo. Statue, fontane, girandole, particolari disposizioni floreali, rappresentano solo alcuni degli elementi utilizzati per valorizzare un giardino. Non esistono regole ben precise: ognuno può decidere liberamente come procedere. Se dovessimo proprio seguire degli input, sarebbero un’attenta distribuzione degli spazi, uno strategico posizionamento delle luci, un ponderato mix di specie floreali. L’obiettivo, caratterizzare il giardino, va sempre tenuto in mente. Il giardino dovrebbe essere un luogo dedicato al relax, l’oasi di verde che ci accoglie quando torniamo a casa. Non è un caso che, grazie al clima mite, tendiamo a trascorrere sempre più tempo nei suoi spazi: tramutarlo in una sorta di estensione della dimora che ci ospita si fa essenziale.

“Accadono al mondo, a volte, certe piccole cose che non valgono più di una nuvola leggera e son cose di giovinezza, rapidissime, da scordar subito perché il vento è mutevole, in primavera, e la gioia non si sa neppure se sia giunta, che, già, a guardarla, trascolora.”
(Antonio Beltramelli, da “I tre tempi”. Milano, 1929, Arnoldo Mondadori Editore)

In Inverno il bianco è neve, brina, ghiaccio cristallino. In Primavera il bianco è luce, mandorli in fiore, arbusti di biancospino, magnolie stellate dalle chiome come nuvole…Non esiste altro colore che possa associarsi più divinamente alla luminosità. Aprile è il mese giusto per ricominciare a vestire di bianco, per vivere con spensieratezza le giornate che si allungano sera dopo sera. Naturalmente, il bianco andrebbe accompagnato a uno stile sfolgorante e radioso, ma soprattutto che sa di libertà. Perchè rinascere (così come fa ad Aprile la natura) significa anche liberarsi della corazza che ci rendeva prigionieri, abbandonare la zavorra che ci impedisce di crescere e di cambiare. Rinascere è germogliare, non permettere al passato di ingabbiarci. Rinascere è abbracciare il mutamento, un’evoluzione continua. E il bianco, come una pagina ancora tutta da scrivere, rappresenta il colore dei nuovi inizi. E’un reset vitale che ci consente di ricominciare ogni volta da zero.

Il sole è tornato a splendere e forse, oggi, qualcuno di voi ne approfitterà per organizzare il tipico picnic di Pasquetta. Un’ottima idea: poter trascorrere questa giornata di festa in mezzo alla natura è senza dubbio benefico sia per il corpo che per la mente. Ma cosa mettere nel cesto delle vivande? I dolci pasquali tradizionali, innanzitutto, non possono mancare; anche perchè spesso si tratta di torte salate che si accompagnano ai cibi più disparati. Per il resto, l’ideale è puntare su pasti pratici, non troppo elaborati, che si trasportano facilmente e consumano velocemente. Ecco qualche spunto (lascio a voi la scelta delle bevande).



Torte, focacce e plumcake salati: perfetti sia da soli che seguiti o preceduti da altre vivande

Il tagliere con salumi e formaggi, tassativo per chi segue la tradizione

Pasta fredda o insalata di riso: un primo piatto pratico, nutriente e appetitoso



Frittata (se siete marchigiani, rigorosamente con la mentuccia), pomodori ripieni, insalata mista: tre pietanze versatili e gustose

Un dolce tipicamente pasquale a vostra scelta

E per concludere, macedonia o frutta di stagione. Come le fragole
Foto via Unsplash

“Prima di risorgere egli è disceso agli inferi, nel fondo oscuro della storia e della materia, per darle energia e direzione verso la luce, l’amore, la libertà. Se io comincio a pensare che nelle profondità della materia e della mia carne, nelle parti più oscure del mio essere, egli è sceso per illuminare e trasfigurare, per risuscitare amore e bellezza, allora anch’io partecipo alla risurrezione di Cristo che risorge per l’eternità dal fondo del mio essere, energia che ascende, germe di vita, vita germinante. “
(Ermes Ronchi, da “Sciogliere le vele. Commento ai vangeli festivi. Anno A”. Edizioni San Paolo, 2004)
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