Le Frasi

 

” Noi camminiamo attraverso noi stessi, incontrando ladroni, spettri, giganti, vecchi, giovani, mogli, vedove, fratelli adulterini.
Ma sempre incontrando noi stessi. “

(James Joyce)

 

Ottobre: la scheda del mese

 

In tutto l’arco dell’anno non ci sono giorni così piacevoli come quelli di un bell’ottobre. quando gli alberi sono spogli nel cielo mite e le foglie rosse riempiono la strada, e si riesce a sentire il respiro dell’inverno sia al mattino sia alla sera. Nessun altro periodo è così calmo, così teneramente solenne e con una tale mitezza riverente nell’aria.
(Alexander Smith)
LE CARATTERISTICHE
Ad Ottobre, l’autunno si svela in tutto il suo splendore: le chiome degli alberi si tingono di colori vivaci e intensi come il rosso, il giallo, l’arancio, il viola e il marrone; i sentieri e le strade si rivestono di tappeti di foglie morte. Ottobre è il tempo del foliage, lo spettacolo naturale che ogni anno ci donano le nuove cromie della natura. Mezzo secolo fa, era anche il mese del primo giorno di scuola: fino all’anno scolastico 1976/77, infatti, si ritornava sui banchi esattamente il 1 Ottobre, una data che odorava del cuoio delle cartelle e della carta dei diari su cui si annotavano i compiti assegnati dagli insegnanti. Dal punto di vista del cibo e delle bevande, Ottobre è un tripudio di sapori: le castagne, i funghi, le zucche, i cachi, le mele e le noci maturano proprio in questo periodo, mentre a tavola non manca mai una bottiglia di buon vino.
IL NOME
Ottobre, nel Calendario Romano, era l’ottavo mese dell’anno: da qui il nome latino October da cui deriva quello attuale.
I SEGNI PARTICOLARI
Il secondo mese dell’autunno consta di 31 giorni: impossibile dimenticarlo, anche perchè l’ultimo giorno del mese, vigilia della festa di Ognissanti, coincide con i festeggiamenti e le atmosfere macabre di Halloween in quasi tutto il mondo. A Ottobre spira un’aria di mistero, le emozioni si fanno più intense; è il mese in cui l’autunno raggiunge l’apogeo del suo fascino. Nei paesi anglosassoni questo periodo dell’anno viene anche chiamato “spooky season”, “stagione spettrale”: negli Stati Uniti, come ben sappiamo, si inizia a celebrare Halloween molto prima del 31 Ottobre.
LE RICORRENZE
Il 2 Ottobre, in Italia, si festeggiano sia la Festa dei Nonni che quella degli Angeli Custodi. Il 4 Ottobre coincide con la festività di San Francesco di Assisi, patrono d’Italia, del quale quest’anno ricorre l’ottavo centenario dalla morte. Il 2026, in virtù di ciò, è stato proclamato Anno Speciale di San Francesco o Anno Giubilare. Il 7 Ottobre la Chiesa Cattolica commemora la Madonna del Rosario, mentre il 31 Ottobre, vigilia della solennità di Ognissanti, viene celebrato Halloween, una festa dalle origini celtiche che  oggi ha assunto valenze orrorifiche e soprannaturali.
I SEGNI ZODIACALI
Il Sole staziona nel segno della Bilancia fino al 22 Ottobre; dal 23 si sposta in quello dello Scorpione.
IL COLORE
I colori di Ottobre sono i colori di Halloween, il nero e l’arancio. Ma dell’arancio MyVALIUM si è già occupato (rileggi qui l’articolo), e il nero trovo che identifichi di più il mese di Novembre. Quest’anno, dunque, assoceremo il rosso alla spooky season: una tonalità sanguigna e profonda quanto basta che rimanda sia al foliage che al “truculento” immaginario halloweeniano.
LA PIETRA PREZIOSA
La gemma di Ottobre è l’opale, dalle cangianti e molteplici sfumature. Si tratta di una pietra che da sempre simboleggia le emozioni e tutti gli aspetti della passione amorosa; non esibisce un unico colore, ma abbraccia le gradazioni che assume un cielo al tramonto o alle prime luci dell’alba. L’opale pare sia stata anche una delle pietre preziose preferite dalla regina Vittoria.
IL PROFUMO
Ottobre, oltre che essere ricco di colori, è ricco di odori: quello del muschio, dei legni  e della terra bagnata, dei funghi cucinati nei modi più disparati. Si associa anche al profumo delle castagne arrostite, vendute per strada nei cartocci, e soprattutto al fumo sprigionato dai primi caminetti accesi. A livello di arte profumiera, gli ingredienti che più rimandano ad Ottobre sono la vaniglia,  il tabacco, l’ambra, il patchouli, la cannella e il muschio.
IL SAPORE
Senza dubbio è quello dei funghi, delizie culinarie tipiche del mese: un gusto pieno e avvolgente, terroso e saporito. Il simbolo perfetto, quindi, del mese di Ottobre.
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Il giardino in autunno: l’usanza delle zucche ornamentali

 

Le zucche, in autunno, rappresentano un potente elemento decorativo per il giardino: che siano “semplici” zucche, oppure le tipiche zucche intagliate di Halloween. I colori, le forme e le dimensioni del frutto appartenente alla famiglia delle Cucurbitaceae sono molteplici, quindi perfetti per assumere una valenza ornamentale. Con l’arrivo della stagione fredda, poi, è possibile allestire una scenografia ampia e variegata: still life che affiancano le zucche alle foglie morte, alle pannocchie e ai cartocci di mais, file o gruppi di zucche lungo i vialetti e sui gradini, zucche alternate a lanterne dalla luce soffusa…c’è solo l’imbarazzo della scelta. Altre composizioni interessanti si ottengono accostando le zucche ai vasi di fiori autunnali, o riunendo diverse varietà del frutto in contenitori rustici come la carriola e il cesto di vimini.

 

 

L’usanza di decorare il giardino con le zucche si è diffusa in modo tale da aver dato adito alla coltivazione di zucche specifiche, non commestibili, utilizzate solo a scopo ornamentale. Ma attenzione: la pioggia frequente e l’umidità del terreno rischiano di far marcire in poco tempo le zucche esposte in giardino. Come fare, dunque, per evitare questa spiacevole evenienza?

 

 

Ecco una serie di dritte:

1. Attenzione alla base. Le zucche non vanno mai posizionate direttamente sul terreno. Procuratevi un supporto che le protegga: può essere una tavola di legno, una mattonella, un cumulo di paglia…Qualsiasi cosa, insomma, si riveli utile per impedire che la zucca assorba l’umidità del suolo.

2. Proteggete le zucche. Evitate di collocarle laddove la pioggia e le gelate autunnali potrebbero favorire la decomposizione. Meglio zone come il portico, i gradini dell’ingresso (specialmente se protetti da una tettoia) o lungo i muri di casa.

3. Il lavaggio con il cloro. Pulire la buccia della zucca con una miscela di acqua e candeggina, oppure aceto bianco, permette di eliminare qualsiasi traccia di batteri e spore fungine. Ricordatevi di asciugare perfettamente la zucca subito dopo.

4. L’importanza del picciolo. Le zucche che userete a scopo ornamentale devono avere il picciolo assolutamente intatto: ciò impedisce ai parassiti e all’umidità di penetrare all’interno del frutto.

5. Il trucco che le impermeabilizza. Per tenere l’umidità a debita distanza, lucidate la zucca con dell’olio vegetale, un velo di cera per mobili o della lacca per capelli. Se però, nonostante le precauzioni, una zucca presenta un’area molle o cambia di colore, va immediatamente allontanata dalle altre per impedire che vengano “contagiate” dal marciume fungino.

 

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“Lo spiraglio dell’alba”, una poesia di Cesare Pavese

 

Lo spiraglio dell’alba
respira con la tua bocca
in fondo alle vie vuote.

Luce grigia i tuoi occhi,
dolci gocce dell’alba
sulle colline scure.

Il tuo passo e il tuo fiato
come il vento dell’alba
sommergono le case.

La città rabbrividisce,
odorano le pietre –
sei la vita, il risveglio.

Stella sperduta
nella luce dell’alba,
cigolío della brezza,
tepore, respiro –
è finita la notte.

Sei la luce e il mattino.

 

(da “Verrà la morte e avrà i tuoi occhi”, Einaudi, Torino, 1951)

 

Dettagli

 

Nell’autunno della moda, come dice un noto detto, “è il dettaglio a fare la differenza”. Il calo delle temperature si accompagna a un tripudio di capi e accessori tipici di stagione: sciarpe, maglioni, giacche, calzetti, cappelli, scarpe di ogni genere e materiale. La moda non è più solo una questione di stile, deve proteggere dal freddo. E lo fa con suprema creatività.

 

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Marrone, il colore del mese di Settembre

 

Anche se non fa parte dei colori dello spettro il marrone, è presente fenomenicamente, sta tra il giallo e il rosso, ma va in un’altra direzione, una direzione che oscura il giallo, lo «materializza», lo rende un vero e proprio colore che ha un’autonoma energia luminosa, lo rende il più caldo dei colori, come velato e racchiuso in sé, in una statica condizione di sicurezza e di riparo: è il colore delle vesti dei monaci, della Madre terra, del legno percorso dalla linfa, delle gemme che proteggono il fiore.

(Hedwig Conrad-Martius)

Marrone è il colore di Settembre, dell’autunno che è appena arrivato. Marroni sono la terra, gli alberi spogli, le foglie che si preparano a cadere. E’ un colore considerato essenziale, “povero”, forse anche perché associato alla veste dei francescani e ai valori di Francesco d’Assisi. Eppure, il marrone è una tonalità più “ricca” di quanto non sembri: è caldo, avvolgente, rimanda al mondo naturale. Senza dubbio, suscita opinioni controverse. Se per alcuni è riposante, poco vivido ma autentico, riferito ad elementi concreti, per altri è un colore cupo e monotono, quasi deprimente. Il marrone si ottiene da una miscela di rosso, giallo e blu. La prevalenza di uno di questi tre colori sugli altri origina le sue sfumature: se a predominare è il blu, avremo un marrone scuro e freddo; se invece predominano il rosso o il giallo, la gradazione sarà calda e tendente al ruggine oppure all’ocra. I suoi detrattori lo associano allo sporco, al torbido: il fango è marrone, così come le deiezioni. Chi lo ama, invece, lo ricollega alla semplicità ma anche alla creazione, a tutto ciò che si può plasmare con le mani: pensate ai vasi o agli oggetti di terracotta. Il marrone è goloso, evoca la cioccolata fondente e un buon caffé, una delle bevande preferite dagli italiani.

 

 

La storia e la simbologia nel mondo

Il suo nome deriva da una varietà pregiata di castagne, i marroni, e si impone nel 1700. In natura, il marrone è ampiamente presente: è il colore dei tronchi e dei rami degli alberi, della terra, delle rocce e dei minerali, soprattutto quelli argillosi, e del pelo di svariati animali, che riescono a mimetizzarsi con il sottobosco. Nel Medioevo veniva ricavato da alberi quali il noce, l’ontano, il nocciolo, l’acacia catechu…La sua sobrietà ha fatto sì che venisse adottato da più di un ordine religioso: oltre ai francescani, anche i carmelitani vestono di marrone, il colore del loro scapolare e della loro tonica. Il marrone rappresenta la rinuncia, il distacco da tutto ciò che è materiale. Nella Divina Commedia, Dante descrive come marroni i fumi e la roccia che arde nel Canto XV dell’Inferno, mentre nel Canto III persino l’aria infernale e l’acqua dell’Acheronte (il fiume che conduce all’Oltretomba) sono “bruni”. L’arte antica, non di rado, raffigurava il demonio utilizzando tonalità terrose, poiché i teologi del V secolo d.C. ipotizzavano che il suo corpo fosse composto da una massa d’aria “scura”. Nel mondo, il marrone possiede una valenza eterogenea: se per gli etiopi è il colore del lutto, i cinesi lo riconducono al concetto di passato e i giapponesi a quello di solidità.

 

 

Il significato

Il marrone, in sintesi, è il colore che meglio simboleggia la forza, l’autenticità, l’eleganza discreta, la sobrietà. Risulta rassicurante, ha un effetto distensivo sul sistema nervoso. Lo sceglie chi non teme il giudizio degli altri e tende all’introspezione, evidenziando una forte consapevolezza dei propri desideri, pensieri, emozioni e stati d’animo. Il marrone è tutto fuorché un colore energico o vivace, ma rimanda a ciò che è genuino e duraturo: non è un caso che si ricolleghi alla natura e al suo eterno, meraviglioso ciclo di assopimento e di rinascita.

 

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Equinozio d’Autunno: il giorno in cui la luce si fa equilibrio

 

L’autunno ha più oro in tasca rispetto a tutte le altre stagioni.
(Jim Bishop)

 

L’Equinozio d’Autunno è avvenuto stamattina presto, alle 02:04, quando il Sole ha attraversato il punto d’equilibrio tra luce e ombra entrando nell’emisfero celeste meridionale. In quell’istante giorno e notte hanno avuto la stessa durata, come due respiri che si incontrano. È stato un passaggio astronomico, certo, ma anche un simbolo potentissimo: la luce si è inclinata, l’aria ha cambiato tono, la natura ha rallentato. L’autunno è cominciato davvero.

Il tempo dell’equilibrio

L’equinozio è il momento in cui luce e ombra si guardano negli occhi e si riconoscono. È un punto di bilanciamento in cui ciò che appartiene al passato può scivolare via con naturalezza, mentre ciò che desidera accompagnarci nel nuovo ciclo trova spazio per emergere. Non c’è separazione, solo un movimento lento e armonioso che permette alla vita di riorganizzarsi.

 

 

Il ciclo della natura

L’autunno è la stagione della raccolta interiore, il tempo in cui la terra mostra che ogni cosa può trasformarsi senza fretta. Le foglie che scendono non rappresentano una fine, ma un ritorno alla terra che le accoglie per generare nuova forza. È un gesto silenzioso che ricorda come anche noi possiamo lasciare andare ciò che non serve più, permettendo al nostro cammino di diventare più leggero.

 

 

La porta dell’introspezione

Con l’Equinozio si apre un periodo di ascolto e chiarificazione. L’energia si fa più calma, più profonda, e invita a ritrovare la propria centratura. È la stagione delle lanterne interiori, dei passi misurati, delle decisioni che nascono dal cuore e non dall’impulso. L’autunno diventa così un invito a tornare a sé, a riconoscere ciò che rimane e a lasciar fluire ciò che si dissolve.

 

 

Come celebrare l’Equinozio d’Autunno (anche in modo semplice): 5 spunti

 

 

1. Il rito della luce morbida

Accendi una candela color miele o ambra. Non per illuminare, ma per accompagnare. È il simbolo della luce che resta, anche mentre il mondo si fa più scuro.

 

 

2.Il gesto del raccolto

Scrivi su un foglio tre cose che hai raccolto quest’anno: esperienze, insegnamenti, cambiamenti. Poi piega il foglio e conservalo in un luogo tranquillo. È il tuo raccolto spirituale.

 

 

3.Il piccolo dono alla terra

Se puoi, esci un momento e raccogli una foglia caduta. Portala a casa e mettila vicino alla candela. È un simbolo di trasformazione: ciò che cade non muore, si rinnova.

 

 

4.La promessa del nuovo ciclo

Scegli una sola intenzione per l’autunno, qualcosa che vuoi coltivare: calma, studio, ordine, guarigione, creatività. Scrivila e tienila con te fino al Solstizio d’Inverno.

 

 

5.Il rito del silenzio

Cinque minuti di quiete, senza telefono, senza rumore. È il modo più antico di entrare in una stagione nuova.

 

 

Oggi la Terra ha compiuto il suo gesto di equilibrio e l’autunno è entrato silenziosamente nelle nostre ore, come una carezza che non chiede attenzione ma la ottiene lo stesso. La luce del mattino porta ancora il ricordo dell’istante in cui giorno e notte si sono sfiorati, e mentre il Sole sale nel cielo di Settembre, tutto sembra invitare a un passo più lento, più consapevole. L’Equinozio non è soltanto un evento astronomico: è una soglia sottile, un respiro che cambia direzione, un invito a lasciare che ciò che pesa scivoli via e che ciò che chiama trovi finalmente spazio. In questo primo giorno d’autunno possiamo accogliere la stagione come una compagna gentile, pronta a guidarci verso un tempo più raccolto, più intimo, più luminoso nella sua quiete. È un nuovo ciclo che si apre, e possiamo entrarvi con la grazia delle foglie che cadono, custodendo ciò che conta e permettendo al resto di trasformarsi con naturalezza.

 

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Federico Garcia Lorca, versi

 

Un libro di poesie
è un autunno morto:
i versi son le foglie
nere sulla bianca terra,

e la voce che li legge
è il soffio del vento
che li affonda nei cuori
− intime distanze −.

 

(versi tratti da “Poesie sparse, 1917/1936”. In García Lorca, F.  “Tutte le poesie”, a cura di Glauco Felici; traduzione di Carlo Bo. Milano, Garzanti, 2002)