White Breakfast

 

Prima domenica di Gennaio, prima domenica del 2021. La colazione, oggi, si fa all’ insegna del total white: bianchi sono i bonbon, le ciambelline, le stelle ricoperte di glassa. E bianco è anche lo scenario in cui la colazione si svolge, tazze e piattini inclusi. Il perchè di questa tonalità va ricercato nel suo significato altamente simbolico. Somma di tutte le cromie dello spettro luminoso, il bianco è al tempo stesso assenza e compendio di colore. Rappresenta la fase vitale ai suoi albori, l’ essenzialità, la purezza e la purificazione, è il nuovo inizio per antonomasia. Perchè per ricominciare occorre far piazza pulita di ciò che c’era prima, liberarsi da ogni ingombro: il bianco incarna il pensiero lineare, il minimalismo, ma anche la levità assoluta. Va incontro al futuro senza timore, con fiducia, leggero e privo di zavorre. A chi gli contesta una vaga freddezza, potremmo controbattere che è puro e netto. Unite tutte le definizioni di cui sopra e addizionatele, ora,  ai segni distintivi del “winter wonderland”. Il risultato sarà un connubio di fascino, gusto e raffinatezza che dona un significato del tutto speciale al primo weekend dell’ anno.

 

 

 

 

 

Goldie Red 25, l’icona dei Rouge à Lèvres griffati Gucci

 

Parlare di rossetto in tempi di mascherina obbligatoria?…Certo. E anzi, puntualizzo: di un rossetto di un bel rosso saturo e squillante. Per esorcizzare, appunto, l’ incubo del Covid ed augurarci che termini al più presto. Il lipstick che ho scelto, naturalmente, è un’icona dei rouges à lèvres: il suo nome è Goldie Red 25 ed è griffato Gucci. Che sia la nuance preferita di Alessandro Michele non stupisce. Si tratta di un rosso vibrante, vivace, che emana glamour a piene mani. Il “25” e la stella a cui si accompagna designano, rispettivamente, il numero fortunato del direttore creativo di Gucci e uno dei simboli- leitmotiv della Maison, due dettagli che lo rendono già di per sè un must have. E poi, Goldie Red 25 è un concentrato di preziosità a partire dal tubetto oro che lo custodisce. Ispirato al glam della Old Hollywood, coniuga una allure sgargiante con un finish soffice, vellutato, sofisticatamente matte. Il suo colore puro, enfatizzato da una formula che mixa un tripudio di pigmenti e cere gelificanti, si avvale di punti di forza quali una lunga tenuta e delle spiccate proprietà idratanti. Come tutti i lipstick Gucci, inoltre, Goldie Red 25 sprigiona un delicato sentore di violetta e di essenza fruttata.

 

 

Ogni particolare è rifinito con estrema cura. Il rossetto “più rosso” di Gucci nasce all’ insegna dell’ estetica vintage, degli anni in cui il lipstick rappresentava un autentico emblema di raffinatezza. Doveva essere bello da vedere, ornamentale, una sorta di oggetto da collezione. Per descrivere un capolavoro simile è stata pensata una campagna ad hoc: a firmarla è il regista Max Siedentopf, che ha scelto di ritrarre dieci personaggi diversissimi tra loro ma accomunati dall’ utilizzo di Goldie Red 25. Il rosso vivo che sfoggiano sulle labbra fa pendant con elementi tinti nell’ identica nuance, sia che si tratti di telefoni che di mele, di bottiglie di ketchup o di tubetti di bolle di sapone. A fare da sottofondo musicale ai cortometraggi sono dei jingles briosi, che omaggiano con refrain vagamente rétro la scoppiettante shade del lipstick Gucci, mentre i protagonisti si differenziano per etnia ed età. Ogni personaggio rimanda ai valori di inclusività di cui il brand è portatore, alla dote dell’ unicità contrapposta a quella, irrealistica, della perfezione. E’ in nome di questo principio che i cosiddetti “difetti” si tramutano in dettagli che inneggiano a una bellezza irripetibile e non scalfiscono la sicurezza di sè. Goldie Red 25 viene indossato con audacia da tutti i protagonisti della campagna; la stessa audacia ostentata dalle donne con le labbra dipinte di rosso  rimaste impresse, sin dall’ infanzia, nell’ immaginario di Alessandro Michele.

 

 

 

 

 

 

 

Fenty Beauty Match Stix Shimmer: 5 nuove nuance per una luminosità senza fine

 

Ci avete fatto caso? La parola d’ordine del make up estivo è stata “luminosità”. Una luminosità che, nonostante Agosto sia agli sgoccioli, ha tutta l’ intenzione di non svanire. Ribadisce anzi il suo appeal e lo moltiplica, per accendere di bagliori le prime giornate plumbee della nuova stagione. L’ idea di continuare a brillare vi alletta? Sappiate che è sufficiente un solo prodotto: Match Stix Shimmer di Fenty Beauty. L’ iconico stick illuminante lanciato dal brand di Rihanna si arricchisce di ben cinque nuance inedite, promettendovi di far scintille e non solo metaforicamente. Sono tonalità magnetiche, iridescenti, che catturano la luce tramutandola in fascino puro. Fedele ai suoi imperativi -illuminare, scolpire, esaltare – Match Stix Shimmer si avvale di una texture ultraleggera e di un finish in crema e polvere amalgamate sapientemente: perchè va bene brillare, ma scongiurare l’effetto oleoso è tassativo. L’ eclettismo rappresenta un ulteriore punto di forza dello stick, che può “accendere” praticamente tutte le zone del viso. Potete stenderlo sugli zigomi, sulle palpebre, intorno agli occhi, persino sulle labbra. Il risultato? Luce, glam e colore coniugati in un mix da mozzare il fiato. Le cinque nuove shade di questo brillante alleato della nostra bellezza sono Champagne Heist (uno champagne scintillante), Cognac (un castano dorato), Pink Lemonade (un rosa sfavillante), Bordeaux Brat (uno sfolgorante color bacca) e Beach Bum (un pesca radioso). Ammirateli nelle foto qui di seguito.

 

 

Champagne Heist

Cognac

Pink Lemonade

Bordeaux Brat

Beach Bum

 

 

 

Leopard Frost Collection: l’ anno ruggente di Marc Jacobs Beauty

 

E’ un inizio anno che fa roarrrr, quello di Marc Jacobs. Il designer newyorchese lancia una make up collection mozzafiato e tutta all’ insegna dell’ animalier, sia che nel pack che nel mood graffiante (mai aggettivo potrebbe essere più appropriato). Si chiama Leopard Frost ed è una limited edition dagli astucci maculati che, al loro interno, scintillano di cromie glaciali tipiche dell’ Inverno: bronzo, oro, cipria, melanzana, violetto, petrolio sono solo alcune delle nuance proposte. La contraddistinguono pochi prodotti essenziali, una palette occhi e cinque lipstick con cui sbizzarrirsi a creare sempre nuovi e sorprendenti look.

 

 

Lo sguardo si tinge di tonalità audaci con Eye-Conic Multi-Finish Eyeshadow Palette, che combina strepitosamente il finish metal con una texture matte-cremosa. Per accentuare il fascino di queste sette gradazioni metalliche, Marc Jacobs le ha battezzate con nomi che, letti l’uno dopo l’ altro, compongono una poesia vera e propria (potete leggerla seguendo il neretto): “Hey girl hey” (un nude shimmer che vira al rosa), “You Slay” (un lucente bordeaux), “On the Runway”(un marrone vibrante), “Serving Up” (un nude shimmer che vira al pesca), “Eleganza” (un grigio metal), “Extravaganza” (un marrone matte), “For Your Life” (un marrone matte e avvolgente). La passerella, con i suoi tessuti fruscianti e luxury, si tramuta in uno spunto di ispirazione suprema.

 

 

“Metallico” e “glaciale” sono anche le parole d’ ordine del make up labbra di Leopard Frost. La formula altamente cremosa rende Le Marc Frost Lip Crème un vero e proprio rossetto luxury: a lunga tenuta, idratante, ultrapigmentato, è ricco di agenti antiossidanti e di umettanti naturali. Un delicato gusto di vaniglia  valorizza le cinque nuance in cui si declina, iper luminose e intrise di riflessi. I loro nomi sono Cher-Ished 506 (bronzo metal), Detox 508 (taupe), Diva 502 (rosa ghiaccio chiarissimo), Just Peachy 504 (pesca ramato), Sugar Sugar 500 (rosa ghiaccio che vira al nude) e il finish metal è il loro principale punto di forza.

 

 

 

 

Mellow Rose Pantone, un rosa al bacio

HAIDER ACKERMANN

Nome in codice, Mellow Rose 15-1515 TCX. Segni particolari: un rosa declinato in una sfumatura tenue, iper femminile, suadente come un tramonto d’ inverno. Last but not least, Mellow Rose – prendete nota! – sarà il rosa della stagione fredda. Così ha stabilito Pantone, ma anche un gran numero di brand che, adottandola ampiamente nella moda, nel make up e nel design di interni, ha decretato il trionfo di questa seduttiva nuance. VALIUM dedicherà presto un approfondimento alla sua variante modaiola più cool, il cappotto in fake fur. Nel frattempo, punta i riflettori su cinque look che ne esaltano differenti sfaccettature: Haider Ackermann lo coniuga ad uno stile chic e grafico, mentre Blumarine lo impreziosisce di bagliori glamour. Gucci lo omaggia con un tripudio di ruches, Max Mara lo propone in versione satinata e Stella McCartney lo rende romantico grazie a un ricercatissimo pizzo floral. Ma il suo nome, Mellow Rose, evoca anche prelibatezze dolciarie: e non solo perchè “mellow” vale a dire (tra l’altro) pastoso, soffice. A tingersi del nuovo rosa Pantone, infatti, è nientemeno che il Bacio Perugina, autentica icona del mondo del cioccolato.

 

 

La glassa che lo ricopre, composta da una miscela di fave di cacao Ruby, veste il Bacio di un total pink inedito, privo di coloranti e dal gusto deliziosamente fruttato. Dopo ottant’anni dalla creazione del cioccolato bianco, il rosa diventa dunque il colore cult di un’ edizione limitata di Baci Perugina disponibile nella confezione Bijou da 150 gr. e nel Tubo da tre pezzi: a quasi un secolo di vita, lo storico cioccolatino reclamava  un look fashion e non poteva che optare per la nuance più charmante di sempre.

 

BLUMARINE

 

GUCCI

 

MAX MARA

 

STELLA MCCARTNEY

 

 

Jeunes filles en fleurs: il backstage beauty & hair PE 2018 di Rodarte

 

Nuvole di infiorescenze adornano i capelli, si inerpicano sulle braccia, cingono dita e polsi spuntando dai bijoux: candide o appena tinte di rosa risaltano, eteree, donando una magica ricercatezza alla mise. Il fiore di cui si parla è la gypsophila (detta anche “velo di sposa”), che il défilé Primavera/Estate di Rodarte ha incoronato fulcro del suo beauty look. Niente di meglio, per esaltare gli iper femminili abiti in pizzo della collezione. Balze, trasparenze e ricami accentuano un’ allure romantica che, agghindata di fiori, si tramuta in un autentico tableau vivant botticelliano. Ideatrice dello spunto è l’hairstylist Odile Gilbert: sulle chiome, intreccia rami di gypsophila alternandola a fiocchi nei toni del bianco, del nero e dell’ oro, oppure crea spettacolari bouquet  che incorniciano il viso. Le modelle avanzano nel chiostro dell’ antica abbazia parigina di Port-Royal come creature idilliache, visioni  raffinatamente oniriche. E se il make up artist James Kaliardos dipinge una goccia di pioggia argentata sulle loro palpebre, la manicure di Tracy Lee si avvale di una miriade di petali che potenzia deliziosamente l’ appeal floreale.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Peggy Moffitt, icona 60s tra Pop Art e “bowl cut”

 

Quando si parla di “bowl cut”, uno dei tagli di capelli più cool delle ultime sfilate, la mente torna al suo iconico look: Peggy Moffitt, top model degli Swinging Sixties, ne fece un inconfondibile signature style. Un make up occhi di ispirazione Kabuki, la chioma scolpita da Vidal Sassoon in persona, Peggy abbinava al rigore geometrico del “five point” – l’ altro nome che fu dato al taglio – mise coloratissime, ma lineari e dense di richiami Op. Lo stile che sfoggiava, d’altronde, viene considerato autentica Pop Art. E pensare che i suoi esordi la videro alle prese più con i ciak che con l’obiettivo fotografico:  nata a Los Angeles, classe 1940, la futura top debuttò come attrice nel 1955 prima di approdare nelle fascinose brume parigine. Fu proprio nella Ville Lumière che ebbe inizio la sua liason con la couture, e da allora Peggy Moffitt si dedicò alla carriera di modella senza disdegnare comparsate nei film. Quando gli anni ’50 lasciarono il posto ai rivoluzionari Sixties, complice il suo ruolo di musa del designer Rudi Gernreich,  la fama di Peggy cominciò a decollare: Gernreich era un precursore, fu il primo a proporre creazioni unisex ampiamente declinate in plastica e in vinile, ma il suo spirito avantgarde si identificò indissolubilmente in un costume da bagno “topless” chiamato monokini.  Lo lanciò nel 1962, nel pieno di un’ era che inneggiava alla libertà in ogni sua forma, e su consiglio di Diana Vreeland lo fece immortalare in scatti ad opera di William Claxton, marito di Peggy Moffitt e membro del trio inseparabile che lo vedeva a fianco di Gernreich e della sua musa.

 

Peggy Moffit in uno scatto di William Claxton

Le foto che ritraggono Peggy in monokini sono oggi dei cult, testimonianze di un mood ribelle che negli anni ’60 coinvolse ad ampio spettro anche la moda. Ma il set fotografico è una costante che ritorna, per l’ iconica modella, nella pellicola “Blow up” di Michelangelo Antonioni, dove appare tra le protagoniste dei photo shoot scattati da Thomas/David Hammings. Nel 1967 fu suo marito William Claxton a dirigerla: il corto “Basic Black”, archetipo dei futuri fashion film, rientrò tra le opere della mostra intitolata The Total Look: The Creative Collaboration Between Rudi Gernreich, Peggy Moffitt and William Claxton con cui il Los Angeles Museum of Contemporary Art’s Pacific Design Center omaggiò negli anni ’80 il trio creativo. La figura di Peggy, emblema di una vera e propria svolta epocale, continua ad essere una fonte di ispirazione inesauribile: non è un caso che la rock band The Handcuffs e musicisti come Boyd Rice e Giddle Partridge le abbiano dedicato, rispettivamente, il proprio album di esordio e una limited edition in vinile.

 

 

I fashion show dell’ Autunno/Inverno 2017/18 e i più famosi hairstylist celebrano, inoltre, il “bowl cut” di Peggy Muffitt rivisitandolo in innumerevoli versioni. Una su tutte? Quella esibita dalla top ucraina Irina Kravchenko in passerella e nell’ advertising campaign di Anteprima. Ma il celebre taglio geometrico fu oggetto anche di un’ indimenticabile “citazione” sul catwalk parigino della sfilata AI 2008/2009 di Saint Laurent e viene riproposto dalle celeb di continuo: l’ hanno sfoggiato (tra le altre) Linda Evangelista, Agyness Deyn, Lady Gaga e, last but not least, persino la nostra Alessandra Martines nella saga fantasy TV “Fantaghirò”.

 

AI 2008/09: il bowl cut di Saint Laurent

AI 2017/18: il bowl cut di Irina Kravchenko per Alexander Wang

 

Foto di Peggy Moffitt via Kristine from Flickr, CC BY-NC 2.0

 

Ultra Violet, il colore Pantone dell’ anno per il 2018

 

Pantone sceglie Ultra Violet: sarà questa magica nuance di viola, elettrico e con una punta di blu, ad accompagnarci lungo tutto il 2018. Enigmatico, mistico, cosmico, Ultra Violet emana magnetismo e coniuga un mood contemplativo all’ alone luminoso diffuso dagli schermi degli strumenti digitali. Come ogni anno, Pantone eccelle nell’ intercettare stati d’animo ed input sociali. Mai come ora c’è bisogno di lasciarsi guidare dall’ immaginazione, di esplorare le nostre potenzialità e di innalzarle alle più alte vette dell’ ispirazione creativa, di affinare la spiritualità e la percezione intuitiva. Ultra Violet traduce questi indizi in una cromia ben precisa: ricorda il colore del cielo un attimo prima che si faccia buio e ne riflette la vastità infinita, evoca il cosmo e i suoi misteri. La nuance del 2018 viene da sempre associata alla controcultura e alla sperimentazione artistica, a quello spirito unconventional che icone come Jimi Hendrix, David Bowie e soprattutto Prince – che ne fece il suo colore-emblema – hanno fuso con la propria unicità a titolo indissolubile. Come dimenticare poi Ultraviolet, musa di artisti del calibro di Salvador Dalì e Andy Warhol, del quale interpretò quasi tutti i film? Nata Isabelle Collin Dufresne, il suo nome d’arte è un tributo alla nuance che più amava ed alla tinta di capelli che spesso – da antesignana di un trend che nel 2000 avrebbe fatto furore – esibiva. Il colore contrassegnato da Pantone con il codice 18-3838 è legato anche all’ introspezione mistica e alla meditazione: la sua tonalità funge da potente incentivo alla connessione esoterica. Per onorare Ultra Violet, ho selezionato 10 look dalle collezioni AI 2017/18 e PE 2018, tutti all’ insegna di uno stile ricercatissimo ma spettacolare. Vale a dire, nel più puro Ultra Violet mood.

 

AUTUNNO/INVERNO 2017/18

 

Preen by Thornton Bregazzi

Fendi Haute Fourrure

Fausto Puglisi

Gucci

Delpozo

PRIMAVERA/ESTATE 2018

 

Versace

Kenzo

Gucci

Moschino

Rochas

 

Lo sfizio

 

526 Cioccolato: un colore associato ad un preciso codice, una nuance che rievoca alla perfezione il colore intenso, e persino il sapore, della delizia da cui prende il nome. Il colpo d’occhio è incisivo e carico di una suggestività che cattura potentemente il coté immaginativo. Questa gradazione gourmand di marrone, d’altronde, è in buona compagnia e si inserisce in una palette in cui trionfano tonalità  d’ impatto come il 254 Verde Mela, il 326 Arancio, il 399 Rosa Bon Bon e il 179 Pervinca, tutte accuratamente classificate come a definire il nuovo corso di Emilio Pucci, un universo “dazzling” e intriso di colore. Massimo Giorgetti alterna le stampe signature della Maison ad una serie di look in tinte sature e in un monocolor differenziato appena da un ton sur ton acceso da tessuti lucenti, a effetto laccato e completamente rivestiti di paillettes: la nuance 526 Cioccolato è “spalmata” su un top che, declinato in un materiale fluido, riflette un tripudio di bagliori per poi movimentarsi ulteriormente grazie a una cascata di frange che, lunghissime e fitte, adornano le maniche fin quasi a sfiorare terra. Il taglio è minimal, dritto e essenziale; una linearità che si “spezza” solo nelle svasature che fanno da denominatore comune sia al top, che ai pantaloni extralong nell’ identica sfumatura di cioccolato fondente delle frange. Il connubio di sparkling e mat dà vita a un concentrato di glam che Giorgetti ama definire “bling” per accentuarne il twist sgargiante, ad alto tasso di preziosità. Il risultato è una mise dal mood anni ’70 che rivisita in puro stile Pucci, e declinandola “al cioccolato”,  la scintillante allure di una Queen of Disco.