Il luogo

 

Il cielo stellato di Dante. Le celebri stelle che menziona alla fine di ogni cantica della Divina Commedia. Ci avete fatto caso? L’ Inferno, il Purgatorio e il Paradiso non si concludono con una terzina, bensì con una frase in cui il Sommo Poeta nomina le stelle. In molti si sono chiesti il significato di questa citazione. A me, intuitivamente, sembra l’ indizio di un legame tra il soprannaturale e la realtà tangibile che va assumendo, di volta in volta, accezioni differenti. Analizzando le frasi in modo più approfondito, possiamo riflettere sulla valenza di quelle stelle. Così, ad esempio, si conclude l’ Inferno: “E quindi uscimmo a riveder le stelle” (Canto 34, 139). Uscendo dalla voragine infernale, regno della miseria morale e della disperazione, Dante rivolge lo sguardo alle stelle. Lui e Virgilio si lasciano finalmente alle spalle quel decadente luogo sprofondato nelle viscere della Terra. La vista del cielo infinito e delle sue stelle, splendenti di luminosità, sottolinea il ritorno alla natura umana e l’ anelito alla luce dei due protagonisti. Una luce che faccia svanire nell’ immensità dell’ Universo persino il ricordo delle tenebre da cui provengono. Dopo aver viaggiato nel Purgatorio, Dante termina il suo percorso dicendosi “Puro e disposto a salir le stelle” (Canto 33, 144). Nel Purgatorio si è purificato, si è redento, l’ amore ha disperso definitivamente il male che albergava in lui. Il Sommo Poeta è pronto per raggiungere una dimensione superiore, quella del Paradiso. Quest’ ultima cantica si chiude con la frase “l’ Amor che move il sole e l’ altre stelle” (Canto 33, 145). Virgilio, impersonificazione della Ragione, scompare sulla soglia del Paradiso Terrestre e al suo posto appare Beatrice: la donna amata da Dante incarna la Grazia della fede, una figura dotata di forti connotazioni simboliche. Per avvicinarsi a Dio, l’ Uomo non necessita della sola ragione; sono il potere dell’ intuito e la ragione divina a farlo giungere a lui. Quando il Sommo Poeta arriva a Dio, perviene alla piena consapevolezza. Contemplandolo ritrova se stesso, riapproda al “qui e ora”. Capisce che è l’ Amore il motore, il centro dell’ Universo materiale e spirituale. Dopo aver esplorato le stelle dantesche, vi ricordo l’ imperdibile appuntamento di questa sera: “Viaggio musicale verso i luoghi di Dante”, il concerto-documentario in cui, tramite un connubio di suggestive location, musiche incredibili e riprese spettacolari, Raffaello Bellavista e Serena Gentilini vi invitano alla scoperta della Divina Commedia in occasione del 700simo dalla morte di Dante Alighieri.  Acquistate i biglietti su Ticketmaster e collegatevi alla piattaforma di LIVE ALL alle ore 20 per assistere a questo straordinario evento! (qui il link all’ intervista-anteprima di VALIUM con Raffaello Bellavista)

 

 

“Viaggio Musicale Verso i Luoghi di Dante”: Raffaello Bellavista e Serena Gentilini omaggiano il Sommo Poeta con un evento di caratura internazionale

Raffaello Bellavista e Serena Gentilini immortalati a Ravenna, di fronte alla Tomba di Dante Alighieri

Le celebrazioni per i 700 anni dalla morte di Dante Alighieri annoverano un duo d’eccezione: Raffaello Bellavista e Serena Gentilini, che i lettori di VALIUM conoscono molto bene. Raffaello, pianista oltre che cantante lirico e compositore, e Serena, cantante e stilista, si accingono ad esibirsi in una straordinaria performance: un concerto-documentario ispirato al loro progetto musicale sulla “Divina Commedia” su richiesta nientemeno che dell’  Associazione Culturale Svedese SI Svezia-Italia. All’ evento – che verrà trasmesso in live streaming dalla piattaforma LIVE ALL il 15 Aprile, alle ore 20.00 – farà seguito un concerto istituzionale in terra svedese non appena l’emergenza sanitaria lo renderà possibile. L’ iniziativa, davvero prestigiosa, ha come titolo “Viaggio Musicale Verso i Luoghi di Dante” e si snoderà in un prezioso connubio di  crossover music e spettacolari location dove persino i look sfoggiati dal duo giocheranno un ruolo fondamentale. A valorizzare questo mix musical-visivo saranno riprese originalissime, di ultima generazione, che trascineranno gli spettatori in un’esperienza immersiva e coinvolgente a 360 gradi: particolare non da poco, dati i luoghi in cui il documentario è ambientato. Qualche esempio? La Tenuta Mara a San Clemente, sui colli riminesi, e, a Ravenna, la Sala Dantesca della Biblioteca Classense, la Tomba di Dante e il giardino con il Quadrarco di Braccioforte, per citare solo alcuni dei suggestivi scenari che faranno da sfondo alla parte documentaristica. Ma lungi da me la volontà di fare spoiler. In questa breve intervista con Raffaello Bellavista troverete delle ghiotte anticipazioni, che verranno approfondite ulteriormente in una conversazione successiva al ” viaggio musicale” di Serena e Raffaello. Non vi resta che acquistare i biglietti, in vendita esclusiva su Ticketmaster, per assistere al concerto-documentario, ed annotarvi la data e l’ ora in cui verrà trasmesso. Appuntamento al 15 Aprile su LIVE ALL, la celeberrima piattaforma globale che opera nei settori della musica, della cultura e dell’ arte!

“Viaggio Musicale Verso i Luoghi di Dante” (di cui qui di seguito potete ammirare il trailer) è realizzato con il patrocinio del Comune di Ravenna, Regione Emilia Romagna, Segretariato Regionale del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo per l’ Emilia Romagna, SIAE Italia e Associazione SI Svezia Italia.

 

 

Come ha preso forma l’idea di questo viaggio musicale nella Divina Commedia?
La mia mente ritorna all’evento “Eros e Thanatos” di fine febbraio 2020 all’interno di Palazzo Labia, sede RAI di Venezia, dove io, Serena Gentilini e Matteo Marabini eravamo protagonisti in un magnifico spettacolo di e diretto dal caro Principe Maurizio Agosti, anima del Carnevale Veneziano. Di lì a poco, con ancora la struggente bellezza di Venezia nel cuore, in un attimo siamo sprofondati nell’incubo della pandemia che ha travolto tutto lanciando un’ombra nera sul mondo. Da quel momento, assieme a Serena, è cominciato un periodo di ritiro direi ascetico sui colli ravennati, dove ho un’abitazione con auditorium nel quale creo la nostra musica immerso nella natura. Un ritiro necessario, perché da un lato c’era l’immagine di una tragedia collettiva e dall’altro anche il grande sconforto nel vedere anni, sacrifici vanificati nel nulla. Basti pensare che dopo l’evento veneziano io e Serena abbiamo visto cancellare decine di concerti in sedi di prestigio conquistati con tenacia e grande lavoro con la consapevolezza che avevamo lottato invano. E forse, per chi non è un addetto ai lavori, è difficile immaginare che il successo è fatto di piccoli mattoni che se vengono a mancare è un gran problema. Tornando al nostro ritiro, la mente è andata subito all’arte, alla ricerca del bello e soprattutto al forte potere che essa svolge: guidarci. Da questo spunto l’istinto e l’inconscio hanno fatto il resto e ci siamo ritrovati a leggere la “Divina Commedia”, opera della quale è stato detto tanto e che per me e Serena rappresenta un’allegoria della vita, un’opera della quale siamo da sempre infatuati e che sentiamo vicina. Basti pensare che il Sommo Poeta riposa a Ravenna e che molti luoghi della città romagnola sono stati filtrati dalla sua genialità dando vita alla “Divina Commedia”. E ti assicuro che vedere diversi scenari che hanno ispirato tanta bellezza mi fa riflettere molto, oltre al fatto che fin da piccolo mi fermavo con grande stupore nei pressi della Tomba di Dante e rimanevo li a meditare, a pensare. Proprio partendo da queste considerazioni si è sviluppato il nostro percorso, ricco di sfaccettature, portandoci da oltre un anno, nonostante le difficoltà della pandemia, a tenere concerti legati al Viaggio nei Tre Regni Danteschi visti secondo la nostra musica.

 

La locandina dell’ evento

Quali sono le location principali in cui si snoda il concerto-documentario?

I luoghi nei quali abbiamo scelto di celebrare la nostra arte hanno svolto un ruolo centrale e sono stati scelti con una cura maniacale: la parte musicale è stata ripresa interamente all’interno della Tenuta Biodinamica Mara a San Clemente, sui colli di Rimini: in particolare, abbiamo utilizzato la Sala della Musica. Per la parte parlata e divulgativa legata alla figura del Sommo Poeta abbiamo ovviamente focalizzato l’attenzione sulla città di Ravenna, nello specifico su alcuni luoghi sacri: la Tomba di Dante ed il giardino con il Quadrarco di Braccioforte, la Sala Dantesca della Biblioteca Classense, la Sala Consiliare e Preconsiliare del Comune di Ravenna e alcuni brevi spezzoni del Circolo Ravennate e dei Forestieri, della pineta ravennate. Oltre a Ravenna siamo andati nell’esclusiva penisola privata di Boscoforte, situata nelle Valli di Comacchio, mentre altre riprese sono state fatte su un promontorio sul mare nelle Marche.

Musicalmente, l’evento sarà contraddistinto da un crossover mozzafiato. Esiste un fil rouge, un elemento specifico che andrà ad armonizzare generi e stili tanto differenti, ma proprio per questo altamente suggestivi?

Nulla sarà lasciato al caso. Il concerto-documentario sarà strutturato in relazione ai Tre Regni Danteschi: Inferno, Purgatorio, Paradiso. Proprio in base a questa suddivisione avremo composizioni pianistiche classiche, arie d’opera, composizioni neoclassiche scritte da me e brani pop rielaborati secondo il nostro pensiero; questa diversità avrà come filo conduttore il legame diretto e simbolico con il Regno corrispondente.

 

 

Il duo nella Sala Musica della Tenuta Mara a San Clemente, una delle location di “Viaggio Musicale Verso i Luoghi di Dante”

Anche le riprese sono state concepite all’ insegna dell’originalità e dell’innovazione. Parlami delle loro caratteristiche…

A noi, i live streaming intesi come concerti ripresi dall’inizio alla fine e basta non piacciono. Perché sono dei surrogati scarni che poco hanno da dire. Diverso, invece, è creare un concerto secondo principi cinematografici, con aspetti divulgativi e di documentario. Allora sì che è qualcosa di innovativo, che porta la comunicazione artistica su un piano estremamente interessante. Le riprese sono state dirette e in parte eseguite da me e da Serena, che è molto brava ed esperta con le tecnologie cinematografiche. E proprio per realizzare un qualcosa di immersivo e coinvolgente, oltre a riprese aeree con droni di ultima generazione, abbiamo fatto riprese quasi esclusivamente con telecamere stabilizzate che hanno reso l’intero concerto unico al punto tale da trascinare l’ascoltatore lì con noi.

Serena ha ideato tutti i costumi. Quali sono i motivi che li caratterizzano?

Serena, oltre al canto, porta avanti in parallelo l’arte della sartoria, realizzando capi di alta moda con stoffe pregiatissime fornite dall’imprenditore tessile Lucio Marangoni (il patron della celebre Golden Group). Per questo concerto -documentario, Serena ha creato i nostri abiti legandoli simbolicamente al significato cromatico di alcuni colori in relazione ai luoghi di Dante. Particolare attenzione è stata poi riservata all’abito ispirato alla figura di Beatrice, che Serena indosserà proprio nel Paradiso dove sarà protagonista.

 

Una splendida immagine di Serena e Raffaello, uniti nella musica e nella vita

Serena e Raffaello con Elena Emendatori della famiglia Emendatori, titolare della Tenuta Mara

Serena e Raffaello nel paradiso (è il caso di dirlo) dei colli riminesi

Un altro scatto del duo insieme a Elena Emendatori

 

 

Photo courtesy of Raffaello Bellavista

 

 

Occhi puntati su Marte: stasera, due eventi imperdibili riguardano il Pianeta Rosso

 

Marte è, senza dubbio, il pianeta più mitico del sistema solare. Affascina l’ uomo sin dalla notte dei tempi, forse perchè – dopo Venere e Giove – è uno dei corpi celesti maggiormente visibili anche a occhio nudo. Chiamato “pianeta rosso” per il colore della sua superficie desertica, pare che 4 miliardi di anni orsono ospitasse mari, fiumi e laghi. Se oggi, infatti, la sua atmosfera è gelida e sottile, un tempo era molto più spessa, e si è sovente pensato che avesse permesso lo sviluppo di qualche forma di vita. I Greci e i Romani, attratti dalla sua tonalità rutilante, associarono subito il pianeta ad Ares e a Marte, il dio della Guerra, mentre ad Aristotele bastò notare un suo transito alle spalle della luna per confutare i cardini del geocentrismo. Galileo Galilei, nel 1609, fu il primo ad osservarlo attraverso un telescopio, e Giovanni Schiaparelli (lo zio astronomo della stilista Elsa) creò una sua accurata mappa alla fine dell’ 800. Dagli anni ’60 del XX secolo, svariate sonde hanno raggiunto Marte con l’ intento di esplorarne il terrirorio. Mariner 4 della NASA, nel 1965, fornì le prime immagini ravvicinate del “pianeta rosso”: mostravano crateri frequentemente ricoperti di ghiaccio a causa delle temperature sottozero. L’ ipotesi che ci fosse vita su Marte, quindi,  cominciò a sfumare con delusione unanime.

 

 

Attualmente, sono ben tre le sonde in volo verso Marte: Tianwen-1 proviene dalla Cina, Hope dagli Emirati Arabi e Mars2020 dagli Stati Uniti. Con Mars2020 atterrerà Perseverance, il quinto rover lanciato dalla NASA, partito dalla base di Cape Canaveral lo scorso giugno. Il suo arrivo sul suolo marziano è previsto per le 21.55 (ora italiana) di stasera, un evento che verrà preceduto dall’ impatto di Perseverance con la rarefatta atmosfera del pianeta (pare che innalzerà la temperatura del suo scudo termico fino a 1300°C). Lo sbarco del rover, comunque, non sarà l’unico fenomeno a cui potremo assistere in serata. Marte, che per tutto il mese di Febbraio è osservabile a occhio nudo al calar del buio (basta seguire la sua rotta da Sud Ovest verso Ovest prima che tramonti a notte fonda), darà vita a una favolosa congiunzione con la Luna intorno alle 19. La Luna crescente, a un giorno del primo quarto, stazionerà insieme a Marte nella costellazione dell’ Ariete: l’ astro d’argento e il pianeta rosso si accingono a regalarci uno spettacolo assolutamente imperdibile. L’ atteraggio di Perseverance, altra news di spicco di questo 18 Febbraio, potrà essere seguito alle 20.45  in diretta streaming sul canale YouTube e sulla pagina Facebook della UAI (Unione Astrofili Italiani) grazie all’ iniziativa Mars Nights. Cliccate qui per avere maggiori informazioni sull’ evento on line. Rimarrete piacevolmente sorpresi leggendo che persino Dante Alighieri e David Bowie parteciperanno all’ appuntamento!

 

 

 

Speciale “Sulle tracce del Principe Maurice”: Martedì Grasso con il Principe a Palazzo Pisani Moretta

La parte 1 (in alto) e la parte 2 del video “Carnevale a Palazzo Pisani Moretta”

 

“Un sogno di Carnevale“: così il Principe Maurice definisce il video che lo vede protagonista, insieme all’ artista e performer Florence Aseult (rileggi qui la sua intervista con VALIUM), nello splendido Palazzo Pisani Moretta di Venezia. Location d’eccezione dei più fastosi balli in maschera, anche il Palazzo risente delle restrizioni dovute all’ emergenza sanitaria. L’ impossibilità di organizzare eventi (uno su tutti? Il prestigioso Ballo del Doge) lo ha privato dell’ atmosfera esclusiva, sfarzosa e incantevole si respira nei suoi spazi durante il Carnevale. Ma la preziosità e la meraviglia di cui questa dimora quattrocentesca è ricca, sono tutte da scoprire: ecco il perchè del video, diretto da Andrea Rizzo, in cui Aseult e il Principe si esibiscono in costumi del XVIII secolo. Lei, un’ affascinante dama, esplora le stanze del Palazzo con crescente stupore. Accenna a dei passi di danza, si mette in posa…Avanza aggraziata mentre ammiriamo, sullo sfondo,  opere di artisti del calibro di Jacopo Guarana, Pietro Longhi e il soffitto magistralmente affrescato dal Tiepolo. Il Salone delle Feste ci lascia senza fiato: lì, di notte, balugina la luce del tripudio di candele che decorano undici sontuosi lampadari in vetro di Murano. E’ in questa suggestiva ambientazione che il Principe Maurice fa la sua comparsa. Indossa un completo nero con redingote e una grande parrucca grigia, il bastone da passeggio che sfoggia ha un’ impugnatura a forma di teschio. Inquietante, misterioso, ambiguo, sono gli aggettivi che ispira il gentiluomo che interpreta. A dire il vero, lo conosciamo già: non è altri che il Covid antropomorfo, uno dei travestimenti clou del Principe per il Carnevale di Venezia 2021. Ma a Palazzo Pisani Moretta si presenta in un’ inedita vesta casanoviana, incontra la dama e si profonde in galanterie ed inchini. Tra i due si instaura un certo feeling; non tanto, però, da impedire alla donna di continuare a volteggiare nel Palazzo…Se “Casanova” sia riuscito a sedurla, non ci è dato saperlo. Quel che è certo, è che l’ antica dimora veneziana innamora a prima vista. Tantevvero che Maurice si è fatto immortalare in quella magica location anche per un servizio fotografico scattato da Andrea Rizzo. Nelle immagini, dove è un Casanova “e basta”, colpisce l’ armonia che si instaura tra lo sfarzo (persino cromatico) del suo personaggio e la magnificenza del Salone delle Feste.

 

 

Affacciato sul Canal Grande, Palazzo Pisani Moretti fu eretto dai Bembo nella seconda metà del 1400 e venne ristrutturato radicalmente tra il 1742 e il 1746. La sua facciata, in stile gotico veneziano fiorito, si contraddistingue per le esafore centrali ispirate a quelle della loggia di Palazzo Ducale. Gli interni dell’ edificio risalgono al XVIII secolo e spaziano dal barocco al neoclassico. I capolavori dei più acclamati artisti dell’ epoca arricchiscono ulteriormente quegli spazi, osannati anche da famosi ospiti come Giuseppina Bonaparte, lo Zar Paolo di Russia e Giuseppe II d’Austria.

 

 

Oggi, Martedì Grasso, si conclude un’ edizione decisamente sui generis del Carnevale di Venezia. “Un Carnevale diverso”, ha commentato il Principe Maurice, “ma molto intrigante per noi conduttori. Certo, è mancata la socialità fisica e “vera”, però siamo entrati nelle case degli appassionati di tutto il mondo. Abbiamo avuto riscontri dall’ Australia, dall’ Argentina, dagli Stati Uniti e da tutta Europa.” Dopo la maratona carnevalesca, mercoledì 17, il Principe sarà presente al terzo appuntamento con “The Flat”, la trasmissione che conduce insieme a Antonio Velasquez su Smash TV del circuito Twitch. Save the date e, nel frattempo…Buon Carnevale a tutti!

 

 

Photo & video (by Andrea Rizzo) courtesy of Maurizio Agosti

 

 

 

Il fascino antico della “Luna del Lupo”, la prima luna piena di Gennaio

 

Segnatevi subito data e ora: 28 Gennaio, 20,16. In quel momento, infatti, nel cielo notturno si staglierà la prima luna piena dell’ anno. Niente di speciale, direte. Ma non è affatto così, considerato il retaggio dell’ evento. La prima luna piena del gelido e nevoso Gennaio è stata battezzata “Luna del Lupo” in moltissime culture. E non a caso: nel cuore dell’ Inverno, quando la maggior parte degli animali è in letargo, i branchi di lupi erano soliti dirigersi verso i villaggi e le abitazioni alla ricerca di cibo. Durante le loro scorribande, sentirli ululare rivolti al plenilunio era comune. L’ immagine del lupo che ulula alla luna è diventata leggendaria, un vero e proprio leitmotiv dell’ iconografia popolare, ma esistono ulteriori motivi che connettono i lupi con la luna piena e con il mese di Gennaio: innanzitutto, è proprio in questo periodo che inizia la stagione riproduttiva. Ecco allora l’ esigenza di ululare per marcare il proprio territorio, per far sì che nessuno si inoltri nei “luoghi della riproduzione”. E dato che il lupo è un animale che vive in branco, potete immaginare quanto sia potente un coro di ululati rispetto a un ululato in solitaria. Ogni lupo, poi, sa bene che se ulula con il muso rivolto al cielo (o alla luna, se preferite), il suo richiamo coprirà distanze vastissime e verrà udito dagli esemplari che appartengono al suo branco ovunque si trovino in quel momento.

 

 

Sul perchè il lupo sia un animale prevalentemente notturno, la ragione è chiara: il suo status di predatore fa sì che agisca con maggior facilità al calar delle tenebre. In realtà, nonostante lo stereotipo del “lupo cattivo”, il canis lupus possiede svariate doti. Si muove in branco perchè nel branco trova sostegno, senso della solidarietà e di appartenenza; è consapevole del valore dei legami e rimane con la stessa famiglia per una vita intera. Con i suoi cuccioli gioca abitualmente, trova sempre del tempo da dedicare a loro. Non sono pochi i popoli che consideravano il lupo un emblema di lealtà. Per gli antichi Celti, il lupo concentrava in sè gli influssi caratteristici della Luna: lo spiccato intuito, l’ abilità nel captare realtà celate e di fiutare il pericolo gli derivavano direttamente dall’ astro d’argento. Una leggenda, pensate, racconta che il lupo una volta fagocitò il Sole per fare il pieno di potere lunare! Esaltandone i lati migliori, possiamo imparare molto da questo quadrupede. Qualche esempio? Uno spirito di coesione orientato alla positività, il valore della correttezza e di un attaccamento basato sull’ affetto e sull’ accettazione delle proprie fragilità. E’ comprensibile che il plenilunio di Gennaio fosse associato all’ inquietudine, presso la popolazione delle campagne: molti anni orsono, quando la sera ci si ritrovava davanti al focolare, l’ululato dei lupi suscitava spavento ed era foriero di pericolo per il bestiame. Il fascino che emana la “Luna del Lupo”, con tutte le sue credenze e le sue leggende, rimane però potente e irresistibile. Gli altri nomi con cui viene appellato questo suggestivo evento sono “Luna del Grande Inverno”, “Luna dei ghiacci” e “Vecchia Luna”.

 

 

 

Il Solstizio d’Inverno e lo spettacolo cosmico di Giove e Saturno

 

Domani, il Solstizio d’Inverno ci regalerà una sorpresa a dir poco cosmica, e in senso letterale: l’arrivo di una splendente stella di Natale. Dopo circa 400 anni, infatti, e 800 da quando l’evento fu osservabile a occhio nudo, Saturno e Giove si troveranno in congiunzione. I due pianeti più maestosi del sistema solare si avvicinano ogni giorno che passa e il 21 Dicembre saranno talmente contigui da sembrare un unico pianeta, un pianeta che emanerà una luce straordinariamente intensa. In realtà, il loro allineamento viene percepito come un tutt’uno solo dai nostri occhi: l’ abbagliante Giove e Saturno, con il suo affascinante sistema di anelli, disteranno ben 733 milioni di chilometri. Ma mai, se non nel 1623 per l’ultima volta, sono stati tanto vicini. Tutto merito di Giove, che si muove a passo decisamente più spedito rispetto a Saturno, e il 21 Dicembre giungerà al suo fianco prima di sorpassarlo e proseguire il suo percorso. Tra i due “giganti gassosi” si verificherà una congiunzione strettissima, che li vedrà separati solamente di un decimo di grado (vale a dire a una distanza che equivale a un quinto del diametro lunare).

 

 

L’ evento, raro e assolutamente imperdibile, è previsto per le 17.45; vi consiglio di tenervi liberi, perchè questo spettacolo planetario non è destinato a ripetersi fino al 2080! La sua particolarità lo rende sbalorditivo anche visivamente. Dall’ allineamento di Giove e Saturno scaturirà una luminosità tale da essere già paragonata a quella della stella di Betlemme: nel 1614 Keplero, il noto astronomo tedesco, ipotizzò che la cometa che guidò i Re Magi fosse il frutto di una congiunzione tra Giove, Saturno e Venere, mentre altri studiosi parlano di una congiunzione tra Giove, Saturno e Marte che ebbe luogo nel 7 a.C. Domani in congiunzione si troveranno solo Giove e Saturno, ma il loro connubio si preannuncia talmente sfolgorante da non aver bisogno di alleati.

 

 

Blue FULL Moon: il Principe Maurice omaggia Fellini con un evento lunare e molto glam

 

Se per il Principe Maurice, ai tempi del Cocoricò, la Piramide rappresentava un supremo emblema, oggi la Luna (scritta proprio così, in maiuscolo, per evidenziare la sua valenza sia figurativa che metaforica) si è avvicendata a quel simbolo. La Terrazza Blue Moon del Lido di Venezia ce lo dimostra alla perfezione: ogni venerdì e sabato, fino al 12 Settembre, Maurice è l’ anfitrione della location più cool dell’ Isola d’Oro (rileggi qui l’ultima puntata di “Sulle tracce del Principe Maurice”). E in occasione dell’ inizio della 77ma Mostra Internazionale d’ Arte Cinematografica di Venezia, naturalmente, non poteva non lanciare un’ iniziativa che è, al tempo stesso, uno splendido tributo a Fellini e la celebrazione in chiave raffinata, onirica – ma rigorosamente “in sicurezza” – dei fasti mondani che contraddistinguono da sempre la Biennale Cinema; perchè nonostante la sobrietà che la kermesse ha dovuto giocoforza abbracciare a causa del Covid, il glamour del suo red carpet e dei suoi party rimane saldamente impresso nell’ immaginario collettivo. “Blue FULL Moon” è il nome dato allo show che, il 3 Settembre, immergerà il regno lidense del Principe in un’ atmosfera magicamente visionaria. Prendo in prestito le parole del comunicato stampa ufficiale per annunciarvi il “lunare” evento in programma. A cui, va da sè…non potete mancare!

 

 

Giovedì 3 Settembre la Terrazza Blue Moon diventa spazio onirico, immaginifico e volutamente felliniano dedicato alla Luna Piena, a “La Voce della Luna” e al grande regista di cui ricorre il centenario dalla nascita. “Blue FULL Moon” è uno show eterogeneo ed estroverso dove varie arti si combinano nel segno dell’intrattenimento più raffinato e stravagante che riporta ad atmosfere d’antan ma anche avanguardiste, con sonorità sperimentali e azioni sceniche intense. Le citazioni vanno dalla “Belle Epoque” al periodo psichedelico, passando attraverso il “Teatro dell’Assurdo” e arrivando al “Camp” in un viaggio creativo e mentale che esprime tutta la “lunaticità”, anche un po’ maliziosa, che induce il plenilunio.

 

 

Regista ed ideatore dello show è il direttore artistico della Terrazza Blue Moon, il Principe Maurice. Ad aprire la kermesse dall’orario dell’ aperitivo sarà il sound designer Francesco Trizza, che per l’occasione indosserà una preziosissima giacca di Dolce & Gabbana. La giacca, un pezzo unico dedicato al centenario felliniano, sfoggia una decorazione di 35.000 pietre Swarovski  applicate a mano riproducenti la leggendaria locandina di “Amarcord” creata da Giuliano Geleng.

 

Il sound designer Francesco Trizza insieme al Principe

“Saremo la voce, il corpo e l’anima della Luna Piena per una volta non indifferente alle passioni umane

A trent’anni dall’uscita del film “La Voce della Luna” la frase che mi ha colpito di più, dichiara Maurice Agosti, è quella del protagonista Gonnella (Paolo Villaggio) che dice: “Il ballo è…è un ricamo… è un volo… è come intravedere l’armonia delle stelle… è una dichiarazione d’amore… il ballo è un inno alla vita.” Interpreterà con sensuale eleganza questo poetico concetto, ispirandosi agli eccessi della Marchesa Casati, l’artista internazionale di “Glamour Burlesque” Giuditta Sin, che si esibirà in due stupendi numeri presentati a New York e New Orleans in occasione dei relativi Festival Internazionali e in prima assoluta in Italia al Lido.

Un’ altra suggestiva citazione è rappresentata dalla dichiarazione del coprotagonista Ivo Salvini (Roberto Benigni): “Il fuoco! Dove vanno tutte quelle scintille? Il fuoco quando si spegne, dove va? Come la musica, che nessuno sa dove va quando finisce”.

Questo è il momento del pantomimo “boylesque” Simon The Prince (Simone Fucci, co-regista dello spettacolo), che si esibirà in una improvvisazione sul tema della “Passione, il Fuoco dell’Anima” su tappeto musicale originale creato dal compositore di sonorità elettroniche live Alessandro Panicciari AXL P (Aleryde), nato artisticamente alla scuola di Brian Eno e conosciuto in tutto il mondo per le sue ricerche e produzioni rivolte alla musicoterapia. Aleryde curerà anche le ambientazioni sonore degli intervalli tra uno show e l’altro.

 

Simone Fucci alias Simon The Prince

“Anche la Luna, quando è bella piena, matura, può cascarti tra le braccia”, sottolinea Ivo Salvini.

A interpretare con eleganza questa visione, supportato dai ballerini Alberto Faccio e Giulia Dotta e sulle note di “Guarda che Luna” di Fred Buscaglione nella versione “tanguera” di Emma, sarà il coreografo e danzatore Arduino Bertoncello, reso popolare dalla trasmissione “Amici” di Maria De Filippi ed arrivato persino ad esibirsi di fronte alla Regina Elisabetta II.

 

Maurice sul magnifico sfondo del mare al crepuscolo

Ospiti veneziani per la prosa con due importanti monologhi saranno la nota attrice/autrice Chiara Stella Seravalle, presidente di ArteMide e ricercatrice culturale con un suo lavoro dedicato a “Lilith: la Prima Donna” (rappresentata anche come “Luna nel suo Apogeo”), e Lorenzo Veneziale Scocco, giovane, aristocratico attore lidense che si cimenterà nell’ “Enrico IV” di Pirandello, sintesi del concetto di “lunatico”.

“BLUE FULL MOON”

Quando:  giovedì  3 Settembre 2020 alle ore 22.30

Dove: Terrazza Blue Moon P.le Bucintoro – Lido di Venezia

Orario di apertura della Terrazza: dalle ore 19.00 alle 24.00

Ingresso gratuito con prenotazione, capienza max 200 persone. Servizio di Cocktail Bar

 

Serate in Terrazza: qui di seguito, alcuni scatti che immortalano le performance e gli spettacoli tenutisi nella splendida location lidense

Simon The Prince

Il Principe Maurice mentre canta sulle note del “sound design” di Francesco Trizza (di spalle nella foto)

Le iconiche e “lunari” cupole della Terrazza Blue Moon

Ancora uno scatto di Simon The Prince

Il Principe con Micol Rossi

Il Palazzo del Cinema in due immagini. Qui sopra, il muro “anti-assembramenti” che quest’anno separa il red carpet dal pubblico

 

 

Photo courtesy of Maurizio Agosti

 

 

La saggezza inizia con la meraviglia: lo show mozzafiato di Mary Katrantzou al Tempio di Poseidone

 

“La saggezza inizia con la meraviglia”, disse Socrate. E di meraviglia, la collezione Primavera/Estate 2020 di Mary Katrantzou ne sfoggia in abbondanza: basti dire che, osservandola, sembra di ammirare delle squisite creazioni di Haute Couture. Non a caso, è stata presentata con un evento che ha coniugato la sfilata con la celebrazione del 30esimo anniversario della nascita di ELPIDA, l’associazione fondata da Marianna V. Vardinoyannis a sostegno dei bambini malati di cancro. Uno show di tale portata non poteva che avvalersi di una location spettacolare: Mary Katrantzou ha optato per il millenario Tempio di Poseidone a Capo Sunio, in Grecia, conosciuto anche grazie ai tramonti mozzafiato che si godono dal promontorio su cui si erge. Il risultato? Memorabile, uno straordinario mix di estrosità creativa e monumentalità storica. Passato, presente e futuro si fondono in un’ alchimia che il sottofondo musicale di Vangelis rende ancor più magica. Esiste un termine ben preciso per definire il concept della sfilata: in greco moderno è ελληνικότητα, ellinikótita, ovvero “grecità”.

 

 

Perchè con questa collezione la stilista, nata ad Atene, omaggia la Grecia ad ampio spettro. Il suo è un tributo alla storia, alla cultura, allo spirito di un paese ricco di un heritage immenso. Anche nel pensiero: è nella Grecia antica che nacque la filosofia. Proprio da quell’ epoca Mary Katrantzou trae ispirazione, un’ ispirazione tradotta in abiti che ne riflettono tutto lo splendore. Il colore rappresenta il fulcro attorno al quale si concentra, prendendo in prestito i principi dei più noti filosofi. Espressione degli umori corporali e di linfa vitale, il colore nell’ antica Grecia è un emblema di potenza; Platone lo definì “una fiamma che scaturisce da ogni tipo di corpo”. Katrantzou lo profonde negli abiti realizzando creazioni monocrome, “spezzate” soltanto da dettagli ton sur ton. Risaltano il blu del mar Egeo, il viola imperiale di Tiro, il bianco e nero tipico del marmo, ma anche un prezioso verde smeraldo, l’oro, l’acquamarina, il rosa, il rosso, il fucsia. Le silhouette sono voluminose, svasate, ad anfora oppure sferiche, le ruche si moltiplicano così come le piume, le frange e le applicazioni floreali, che si affiancano a un tripudio di perline e di cristalli Swarovski. Ogni look è altamente evocativo, plasmato su un fil rouge specifico. Fitti plissè rimandano alle colonne dei templi, mantelle incorporate a long dress dorati rievocano la maestosità del dio Helios, mentre una bralette ricamata richiama la bilancia di Nemesi, dea della giustizia. I motivi decorativi attingono direttamente all’ antichità: se la costante di Archimede diventa un pattern, la rosa dei venti prolifera e il mappamondo troneggia sulle ampie gonne con crinoline. Interi abiti vengono costruiti su ruche nelle più disparate versioni, altri si rivestono di splendide composizioni floreali. L’effetto mosaico è frequente, acceso da uno scintillio costante, e origina un caleidoscopio cromatico su voluminosi abiti a sfera. Tra i materiali predominano la seta, il satin duchesse, il tulle, che dà forma a una mantella rasoterra su cui ricade una cascata di fiori: sovrapposta a un long dress altrettanto impalpabile, completamente tinta di rosa, costituisce uno dei look di punta della collezione. Ed è sempre la mantella, leitmotiv ricorrente, ad accentuare la ricercatezza degli outfit. Declinata in svariate lunghezze, dona sontuosità agli abiti che sfilano sullo sfondo di un magico crepuscolo.

 

 

Anche gli accessori, le scarpe e i gioielli partecipano a quest’ode alla grecità. Le modelle calzano sandali che gli artigiani greci realizzano a mano, servendosi di tecniche secolari. I gioielli appartengono all’archivio della Maison Bulgari, fondata nel 1884 a Roma dall’argentiere greco Sotirio Voulgaris, mentre la colonna sonora della sfilata è firmata (come già detto) dal Premio Oscar Vangelis. Il fulcro concettuale e la doppia celebrazione, dell’ heritage greco e del trentennale di ELPIDA al tempo stesso, sono il valore aggiunto di uno show che inneggia alla bellezza pura. Lo splendore dello scenario e quello degli abiti si uniscono in un connubio che sottolinea, valorizza e ribadisce la magnificenza ellenica: oggi come ieri.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Foto (cropped) del Tempio di Poseidone in chiusura dell’ articolo: Petroskaz / CC BY-SA (https://creativecommons.org/licenses/by-sa/4.0) via Wikimedia Commons

 

 

 

Il close-up della settimana

 

Il balletto, a Natale, accentua ulteriormente la sua allure magica. E se si tratta de Lo Schiaccianoci, possiamo esser certi che lo fa a 360°: la storia di Clara e di Hans-Peter, le loro oniriche avventure nel Regno dei Dolci della Fata Confetto, le lotte contro il perfido e grottesco Re dei Topi, iniziano proprio la Vigilia di Natale e si snodano attraverso le atmosfere della notte più incantata dell’ anno. Non è un caso che questa “summa” di meraviglie invernali costituisca un’ opera tradizionalmente proposta in occasione delle festività natalizie. Ispirato da una fusione tra il racconto Schiaccianoci e il Re dei Topi di Ernst Theodor Amadeus Hoffmann e Storia di uno Schiaccianoci di Alexandre Dumas padre, il balletto Lo Schiaccianoci debuttò al Teatro Mariinskij di San Pietroburgo nel 1892 e piacque subito allo Zar Alessandro III. Non c’è da stupirsi, d’altronde, visto che alla trasposizione della trama avevano lavorato nomi del calibro di Marius Petipa per le coreografie e  Petr Ilic Cajkovskij per le musiche. Oggi, ormai pietra miliare del balletto, Lo Schiaccianoci porta il suo sogno di Natale anche sul grande schermo: alle 20,15 del 17 Dicembre il pubblico italiano potrà ammirare al cinema, in diretta, il celebratissimo spettacolo natalizio del Royal Ballet di Londra. Si tratta di un evento imperdibile, una diretta via satellite dal Royal Opera House di Covent Garden che permetterà agli appassionati di fruire live questa straordinaria fiaba danzata, accompagnata da scene di backstage e da focus approfonditi sui ballerini che la interpretano.

 

 

Lo Schiaccianoci del Royal Ballet vanta un cast di prim’ordine: include Francesca Hayward nel ruolo di Clara, Alexander Campbell in quello di Hans-Peter (lo Schiaccianoci), Federico Bonelli, Laura Cuthbertson e Gary Avis nei panni, rispettivamente, del Principe, della Fata Confetto e di Drosselmeyer. Sono presenti, inoltre, Mayara Magri e Marcelino Sambè. Il balletto, dalla durata di 2 ore e 15 minuti (intervallo compreso), è uno dei molti spettacoli della Royal Opera House Live Cinema Season, un progetto che da 11 anni diffonde in 1600 cinema di 53 paesi del mondo l’ opera e i balletti inscenati nel famoso teatro londinese. In Italia, la distribuzione è a carico di Nexo Digital in collaborazione con La Repubblica, MYmovies.it, Classica HD, Danza&Danza e Danzadove, Sipario-La Rivista dello Spettacolo, il British Council e l’ iniziativa UK Italy Partners for Culture. La Royal Opera House, per il broadcasting internazionale, ha siglato una partnership con Trafalgar Releasing, che dal 2006 trasmette live sul grande schermo eventi di vasta portata. Dopo Lo Schiaccianoci, Il prossimo balletto che il Royal Ballet porterà nei cinema sarà La Bella Addormentata. Save the date: 16 Gennaio 2020. Per maggiori info sul progetto, consultate i siti web https://www.roh.org.uk/cinemas e www.nexodigital.it, dove trovate anche l’elenco dei cinema in cui potrete assistere allo show.

 

 

Valentino Daydream, un sogno ad occhi aperti al Summer Palace di Pechino

 

Daydream, ovvero “sogno ad occhi aperti” ma anche “fantasticare”, se considerato come verbo: così Pierpaolo Piccioli ha chiamato il défilé-evento che Valentino ha mandato in scena il 7 Novembre al Summer Palace di Pechino. Nella settecentesca, splendida location – un’ ex residenza imperiale situata in un parco che ospita svariati edifici, pagode, padiglioni e persino un lago – ha sfilato una collezione di Haute Couture che ha onorato il titolo dello show. Un vero e proprio sogno ad occhi aperti ha ammaliato, fatto fantasticare il pubblico accorso, evidenziando l’incanto puro scaturito dal connubio tra il Rinascimento Italiano, ormai un’ispirazione signature della Maison, e la tradizione cinese più squisita: le creazioni indossate dalle modelle, meravigliose in quanto a bellezza e a spettacolarità, emanano una allure colma di fascino. Abiti dai volumi extra, quasi sempre svasati, ostentano una sartorialità strepitosa arricchita da fiocchi, decori scultorei, finissimi ricami, un tripudio di ruche e di applicazioni floreali, il tutto declinato in una palette cromatica mozzafiato. Rosso e fucsia in bicolor, verde smeraldo, rosa, oro, argento e bianco ghiaccio si alternano al “rosso Valentino” in un crescendo di preziosità, risaltando una serie di drappeggi, puff sleeve e forme a ventaglio a dir poco “imperiali”.

 

Una pagoda del Summer Palace di Pechino

Dotati di strascichi e lunghe mantelle non di rado, gli abiti – a cui Piccioli ha dato il nome dei sarti artigiani grazie ai quali hanno preso vita – vantano uno straordinario processo di realizzazione: basti pensare ai 500 metri di stoffa utilizzati per una singola creazione, alle migliaia di paillettes (fino a 32.000) profuse su alcune mise così come ai fiocchi e ai fiori innumerevoli applicati sui long dress, un’ abbondanza di materiali che ha richiesto infinite ore di lavorazione. Il risultato di tanto splendore, in passerella ha raggiunto il suo apice: l’ incedere delle modelle, visioni celestiali (un termine che in questo caso potrebbe derivare proprio da “Celeste Impero”) nei loro copricapi scintillanti, creature argentee dalla testa ai piedi, leggiadre dee orientali, ha pervaso la sala di una magia indescrivibile. Il make up ideato da Pat McGrath, in tal senso, è stato basilare. A fare da leitmotiv sono dosi massicce di eyeliner, mascara e lipstick rosso laccato, utilizzate però in modo differente. Un look in total silver ha lasciato a bocca aperta il pubblico: miriadi di paillettes ricoprono un lungo abito con cappuccio, mentre il viso della modella, completamente argentato a sua volta, ne accentua l’allure lunare: viaggiando con la fantasia, potrebbe quasi sembrare un omaggio alle oltre 900 tonnellate di “tael” d’argento che, due secoli orsono, l’ Imperatrice Cixi destinò alla ristrutturazione del Summer Palace portandolo all’ odierno splendore. Altre uscite hanno visto prevalere volti di porcellana adornati di rossetto e di un eyeliner in deciso stile cat eye, mentre velette in rete rigida tempestata di Swarovski si sono contraddistinte per la loro iconicità. In questo caso, i visi vengono celati pressochè totalmente, rimandando forse a un concetto di “maschera” molto presente nella cultura cinese. Il beauty look di Pat McGrath e le creazioni di Pierpaolo Piccioli si sono fuse in un mix superbo, onirico ed oltremodo raffinato. La filosofia del direttore creativo di Valentino, sempre più tesa all’ inclusività e al pluralismo culturale, ha trionfato anche nel Paese della Grande Muraglia, dove il savoir faire italiano e le suggestioni cinesi hanno dato vita a una stupefacente alchimia. Non c’è alcun dubbio: Daydream ha scritto una nuova pagina nella storia della Maison Valentino.

 

  Il gran finale della sfilata