
“Il solstizio d’inverno, divenuto per diversi popoli e culture (e poi più o meno universalmente)il punto di “passaggio” per eccellenza, quindi il Capodanno, nel ciclico dipanarsi annuale del tempo, era ritenuto momento critico, determinante, quello in cui la dinamica insita nel ciclo vita-morte-rinascita si manifesta concretamente e simbolicamente con grande forza. Nel cammino del calendario verso quella scadenza, i giorni si accorciano sempre più e l’ombra trionfa, fino ad arrivare alla notte più lunga e alla data invernale in cui ogni risorsa del sole e del creato pare esaurita. Ma quella data, allo stesso tempo, vede anche il sospirato passaggio, l’inversione di tendenza, il punto di fine e ricominciamento: superato il momento cruciale, i giorni riprendono, seppure impercettibilmente, ad allungarsi, e la luce e il calore iniziano il cammino che li porterà a vincere le tenebre e il freddo, consentendo poi la rinascita della vegetazione e dei raccolti.”
(“Il solstizio d’inverno: la luce che rinasce dal buio.” Da “Tenebroso Natale. Il lato oscuro della Grande Festa”, di Eraldo Baldini e Giuseppe Bellosi, Società Editrice Il Ponte Vecchio, 2025)
Una brutta influenza mi impedisce di scrivere un articolo più approfondito sul Solstizio d’Inverno. Vi consiglio di andare a rileggere i post che ho pubblicato negli anni scorsi: questo, per esempio. Intanto, godetevi la photostory che dedico all’arrivo dell’Inverno.
Foto via Unsplash






























































































































































































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