Dolci agli agrumi parade: un omaggio goloso di fine inverno

 

Carrellata dedicata agli agrumi, la frutta più tipicamente invernale, mentre l’inverno sta per finire. Questa gallery rappresenta un tributo alle arance, i mandarini, i pompelmi, i limoni e i cedri, tutti ricchissimi di vitamina C, che potenziano la nostra energia e sostengono il nostro sistema immunitario nei mesi più gelidi dell’anno. Ogni scatto li vede protagonisti sotto forma di gustosi dolci: torte, biscotti, plumcake, creme, creme gelato, croissant…Un omaggio goloso che li celebra in una delle loro versioni migliori; un’ode alla loro voluttuosa bontà.

 

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Le prussiane, i biscotti a forma di cuore perfetti per San Valentino

 

Se il simbolo di San Valentino è un cuore, perchè non accendere i riflettori sui biscotti a forma di cuore più conosciuti al mondo? In Francia e nei paesi anglosassoni li chiamano “palmiers”, ma nel Regno Unito e negli USA sono anche noti come “little hearts” e “butterflies”. In Spagna e America Latina li hanno battezzati “palmeritas”, a parte la Colombia dove sono i “mariposas”. In Grecia portano il nome di “gyalákia” (piccoli occhiali), e non è un caso che in Catalogna siano detti “ulleres” (occhiali). In Cina li conoscono come 蝴蝶酥(paste a farfalla), in Svizzera sono i “prussiens” o “cœur de France”. In Germania e Scozia non hanno optato per nomi troppo romantici, denominandoli rispettivamente “Schweineohren” e “pig’s lugs” (orecchie di maiale). E in Italia? In Italia questi cuori di pasta sfoglia prendono il nome di “prussiane”, forse in riferimento alle decorazioni presenti sulle uniformi dei militari prussiani nell’Ottocento. Alcuni, tuttavia, preferiscono paragonarli a dei ventagli piuttosto che a dei cuori

 

 

La preparazione

Prepararli non è troppo difficile, servono solo tre ingredienti: pasta sfoglia, acqua e zucchero in abbondanza. Ecco come si procede. Dopo aver cosparso completamente di zucchero un rotolo rettangolare di pasta sfoglia, lo si arrotola alle estremità per formare due tubicini che, incontrandosi al centro, vengono uniti tra loro in una coppia di spirali. Poi si taglia il tutto in diverse parti per separare i singoli biscotti, e li si cuoce in forno. Una volta infornati, i biscotti si sviluppano in larghezza dando vita al noto aspetto a cuore. Nel frattempo, il calore elevato fa sì che lo zucchero sia sottoposto a un processo di caramelizzazione che rende i dolcetti superbamente croccanti. E’ possibile creare differenti varianti delle prussiane, magari aggiungendo del cacao o un po’ di cannella: in questi casi, basta aggiungere il cacao o la cannella in polvere allo zucchero spennellato sul rotolo di pasta sfoglia.

 

 

San Valentino e la delizia delle prussiane

La forma a cuore rende le prussiane un dolce perfetto per San Valentino. E se volete impreziosirle con un dettaglio a tema, è sufficiente che le decoriate con un tripudio di zuccherini a cuoricino rossi, oppure rossi e rosa. Per un tocco goloso in più, vi consiglio di intingere i biscotti nel cioccolato fuso: saranno una delizia di San Valentino che difficilmente potrete dimenticare.

 

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Arriva la Befana: un excursus sui suoi dolci tipici in Italia

 

L’Epifania è alle porte: la fine del magico periodo natalizio si avvicina. Della Befana ho parlato molte volte, esplorando le sue origini e le sue tradizioni, e così dei Re Magi. E’ la prima volta, però, che mi addentro in un excursus sui dolci tipici del 6 Gennaio in alcune regioni italiane. Iniziamo, dunque, questo percorso all’insegna delle golosità tradizionali; tutto sommato, dopo l’ennesima scorpacciata, mettersi a dieta potrebbe rientrare tra i buoni propositi dell’anno nuovo.

Lombardia

I dolci più tipici di questa regione sono i cammelli di pasta sfoglia di Varese, dolcetti che riproducono i cammelli dei Re Magi: possono essere privi di farcitura oppure riempiti di crema, panna, marmellata, cioccolato o frutta.

Piemonte

Nell’area di Cuneo, molto celebre è la Fugassa (focaccia) d’la Befana: una torta soffice, dorata e rotondeggiante che pare sia nata molto prima del panettone. La tradizione voleva che all’interno della torta si nascondessero una fava bianca e una fava nera; chi si imbatteva nella fava bianca era tenuto a pagare la focaccia, chi in quella nera doveva pagare il vino.

 

 

Veneto

Nella regione della Serenissima predomina la “pinza”: la Pinza Venessiana della Befana si prepara con farina gialla e dosi massicce di frutta secca; la Pinza Marantega, tradizionale in tutto il Triveneto, è una sorta di pane dolce farcito con fichi secchi, canditi, uvetta, pinoli e un filo di Grappa.

 

 

Liguria

Come in molte altre regioni, troviamo diversi dolci tipici dell’Epifania: gli anicini, biscotti all’aroma di anice gustati con vin dolce,  si alternano alla Ciambella del Re Magi, tradizionale anche in Spagna, e alla torta di pistacchi, molto popolare a Genova.

 

 

Toscana

In terra toscana vincono i Befanini, biscotti in varie forme natalizie (stelle, renne, alberi di Natale) “spruzzati” di confettini colorati. Molto noti sono anche i Cavallucci di Siena, dolcetti estremamente morbidi riempiti di spezie, noci e canditi. I Cavallucci sono tipici non solo di Siena, bensì anche di Lucca e Viareggio.

 

 

Marche

Nelle Marche, molto diffuse sono le paste della Befana, simili ai Befanini, e le Pecorelle, caratteristiche di Genga: si presentano come dolcetti simili a cornetti ripieni di marmellata e frutta secca e ricoperti di zucchero a velo.

 

 

Abruzzo

Anche qui troviamo la Pinza della Befana, ma non solo: i Pepatelli sono forse il dolce più celebre, persino in Molise. Somigliano un po’ ai Cantucci e vengono preparati con farina, miele e mandorle aggiungendo il caratteristico pepe nero macinato che dà il nome al dolce.

 

 

Puglia

Nel Salento spicca un dolce, i Purcedduzzi, che somiglia molto alla Cicerchiata carnevalesca diffusa nelle Marche, in Umbria, Abruzzo e Molise e agli Struffoli del Sud Italia. La sua ricetta, però, non include le uova, mentre abbonda di olio extravergine d’oliva. I Purcidduzzi vengono tradizionalmente ricoperti di miele e innaffiati di Limoncello.

 

 

Campania

In Campania non può mancare la Pastiera, la prima dell’anno. Molto famosi sono anche gli Struffoli, un tripudio di palline di pasta dolce che vengono servite fritte e ricoperte di miele, canditi e zuccherini colorati.

 

 

Sicilia

Nell’ isola mediterranea i dolci della Befana abbondano: Buccellati, Mustazzoli, Cubbaita, Torrone di Mandorle, Cassatelle di Ricotta, Carbone Dolce, sono solo alcune delle tipicità consumate il 6 Gennaio. Tra i dessert più iconici troviamo i Cucciddati, dolcetti di pasta frolla farciti con un mix di fichi secchi, cioccolato, miele, spezie, frutta secca come mandorle e noci, e ricoperti di glassa bianca e confettini colorati. Dei Cucciddati, tuttavia, esistono innumerevoli varianti locali.

 

 

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Foto della Pinza (Veneto): Paolo Piscolla from Bologna, CC BY-SA 2.0 <https://creativecommons.org/licenses/by-sa/2.0>, via Wikimedia Commons

Foto dei Purcedduzzi (Puglia): Matteo Amorino, CC BY-SA 4.0 <https://creativecommons.org/licenses/by-sa/4.0>, via Wikimedia Commons

Foto dei Cucciddati (Sicilia): Gagz135, CC BY-SA 4.0 <https://creativecommons.org/licenses/by-sa/4.0>, da Wikimedia Commons

 

La Christmas cake: quando il Natale è delizioso

 

Il Natale è appena trascorso, ma la voglia di leccornie natalizie rimane intatta. Ed è proprio in omaggio al connubio tra il periodo delle feste e la golosità che i britannici e gli irlandesi hanno ideato la Christmas cake, un dolce tradizionale a base di frutta e liquore.  La Christmas cake, che ha ormai definitivamente preso il posto della King Cake vittoriana (oggi molto nota in Francia con il nome di Galette des Rois), nel corso dei secoli ha subito una continua evoluzione. L’unico punto in comune con la cake originaria è costituito dal fatto che sia a base di frutta; basti pensare che la sua forma iniziale coincideva addirittura con un porridge di prugne. Poi, è diventata un dolce dall’aroma a metà tra l’alcolico e fruttato: i suoi ingredienti includono il ribes di Zante, una varietà di uva dagli acini minuscoli e priva di semi proveniente dall’isola di Zakynthos, l’uvetta e l’uva sultanina. Questa frutta viene precedentemente inzuppata in liquori come il whisky, il rum, il brandy o lo Sherry.

 

 

La pasta di mandorle, stesa generalmente in più strati, accentua e intensifica la delizia della Christmas cake; non può mancare, poi,  la glassa bianca, il must che le conferisce “carattere” e riconoscibilità. Ma a renderla davvero inconfondibile sono le decorazioni che la adornano, un vero e proprio tripudio di emblemi natalizi: alberi di Natale, stelle, pupazzi di neve, rametti di agrifoglio, biscotti al pan di zenzero in tutte le forme possibili e immaginabili. L’importante è abbondare. Dopotutto, Natale arriva una volta all’anno!

 

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Cioccolato e noci per dolci deliziosi

 

Un dolce per l’Autunno? Torte, crostate e dolcetti a base di cioccolato e noci, un’accoppiata vincente in termini di golosità. Abbiamo già esplorato i benefici di entrambi gli alimenti: cliccate qui per rileggervi le proprietà del cioccolato, qui per saperne di più su quelle delle noci. Non ci resta che approfittare del weekend per dedicarci alle ricette di tutti i dolci deliziosi che è possibile preparare con questi ingredienti. I loro punti di forza, oltre alla squisitezza, sono la genuinità, la versatilità, la semplicità della preparazione. Senza dimenticare il tocco rustico che dà una marcia in più ad ognuno. A base di cioccolato e noci potete preparare la classica torta, uno dei dolci da forno più conosciuti e apprezzati, ma anche biscotti, muffins, crostate, brioches, tortini, budini, dolci al cucchiaio…le opzioni sono infinite. Il connubio di cioccolato e noci, altamente energetico, è perfetto per dolci da consumare sia a colazione che a merenda o come dessert. Se volete iniziare la giornata in dolcezza, abbinate il vostro dolce a un buon caffè: un ottimo modo per deliziare il palato e affrontare con grinta il giorno che avete di fronte.

 

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Baci, Sospiri e voluttà: i dolci di San Valentino della tradizione italiana

 

In Italia non esistono dolci tipici associati alla ricorrenza di San Valentino, ma sono molti i prodotti di pasticceria che, in un modo o nell’altro, rimandano all’amore. A volte solo per il nome, o grazie a un aspetto che rievoca i simboli della voluttà. Questi dolci, preparati dal Nord al Sud dello Stivale, sono sempre stati reputati un regalo perfetto per dichiararsi alla persona amata. Per risalire alle loro origini, bisogna andare a ritroso nel tempo: la data di nascita di alcuni di essi si colloca nientemeno che tra il XV e il XVI secolo. Andiamo subito a scoprire i più rappresentativi.

 

I Baci di Dama

 

Sono originari di Tortona, in provincia di Alessandria, dove vennero preparati per la prima volta nel XIX secolo. Hanno un nome romantico di cui non si conosce la storia; quel che è certo, è che possono essere considerati una vera e propria eccellenza pasticcera. La loro forma sferica e la farcitura al cioccolato li rendono inconfondibili. Prepararli è molto semplice. La ricetta dei Baci di Dama  include ingredienti come il burro, lo zucchero, le nocciole, la farina e il cioccolato fondente.

 

I Baci di Giulietta e Romeo

 

Provengono da Verona, la città della sfortunata coppia che ispirò la tragedia (“Romeo e Giulietta”, appunto) di William Shakespeare. E con Romeo e Giulietta, questi squisiti biscotti condividono il nome; ideati dal pasticcere veronese Enzo Perlini nel 1950, li caratterizza un “impasto meringa” con farina di mandorle e nocciole e una farcitura di ganache al cioccolato bianco o fondente. Nei biscotti di Romeo viene aggiunto del cacao, mentre quelli di Giulietta deliziano il palato grazie al cocco. La tradizione vuole che, a San Valentino, le donne regalino i  Baci di Romeo (al cioccolato fondente) e gli uomini i Baci di Giulietta (bianchi) ai propri partner.

 

I Baci di Assisi

 

A metà tra biscotti e pasticcini, sono tipici di Assisi, città natale di San Francesco. Hanno una forma tondeggiante, la consistenza soffice della pasta di mandorle. E le mandorle, stavolta sotto forma di fette sottilissime, li ricoprono completamente. Il sapore dei Baci è irresistibile: non è un caso che ne esistano molteplici varianti. I dolcetti storici, tuttavia, sono composti di farina, uova, lievito, burro, zucchero e mandorle, rigorosamente tritate e a fette.

 

I maritozzi

 

Anche Roma ha i suoi dolci della tradizione amorosa. Uno di questi è il maritozzo, che le ragazze, in tempo di Quaresima, solevano regalare ai loro promessi sposi. Quei maritozzi, senza panna ma ricchi di uvetta, canditi e pinoli, contenevano anelli o minuscoli monili d’oro nell’impasto: oggetti dalla forte valenza simbolica che si associavano a un amore destinato ad essere coronato dal matrimonio. Secondo una leggenda, le giovani donne donavano i maritozzi che loro stesse preparavano all’uomo più attraente della comunità. Costui avrebbe poi impalmato la “pasticcera” più brava.

 

I Sospiri

 

Un nome che è tutto un programma, rimanda alle dolci (in tutti i sensi) tribolazioni amorose. Creati a Bisceglie, in Puglia, vantano una storia romantica che si dirama in due differenti versioni: secondo la prima, furono ideati dalle monache in occasione del matrimonio tra Lucrezia Borgia e il Conte di Conversano. Poichè le nozze non furono mai celebrate, le religiose si inventarono questi dolcetti per alleviare l’uggia degli invitati durante l’interminabile attesa degli sposi. Quando vennero serviti, il sorriso tornò a splendere sul volto di tutti: la pasta soffice, la farcitura di crema e la copertura di glassa rendono i Sospiri invitanti al solo sguardo. Ma fu soprattutto la forma a togliere il fiato ai presenti; i Sospiri rievocano inequivocabilmente il seno di una donna. La seconda versione dell’origine dei dolcetti ha per protagonista un giovane pasticcere. Pare che, quando venne abbandonato dalla donna che amava, tra lacrime e sospiri preparò questi pasticcini ispirandosi al suo seno. Dei Sospiri esiste anche una variante senza glassa, curiosamente battezzata “tette delle monache”.

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Foto del maritozzo di Andy Li, CC0, da Wikimedia Commons

 

10 +1 dolci natalizi della tradizione europea

 

La magia del Natale, e di Dicembre in generale, coinvolge anche il palato: non esiste un mese più ricco di tipicità dolciarie. E i dolci natalizi rappresentano una tradizione diffusa in tutto il mondo. Ogni paese in cui vige il Cristianesimo ha il proprio dessert, la propria delizia pasticcera. E’ bellissimo scoprire le caratteristiche di queste golosità internazionali: ci permette di ampliare le nostre conoscenze, ma anche di saperne di più sul legame che intercorre tra un luogo e i suoi dolci tradizionali. Oggi scopriremo 10 + 1 leccornie europee tipicamente natalizie.

 

Italia: il Panettone

Proveniente da Milano, è il dolce-simbolo del Natale italiano. Ha una forma cilindrica che prende le sembianze di una cupola  (definita “a cappello da cuoco”) nella parte superiore. Internamente, la pasta del panettone è molto soffice e viene costellata da canditi e uvette che decorano anche il suo “cappello”. Del dolce esistono svariate versioni: al cioccolato, alla vaniglia, al limone, al pistacchio siciliano, ai frutti di bosco…ma diventa ancora più squisito quando viene ricoperto da un invitante strato di glassa.

 

Germania: lo Stollen

Questo dolce antichissimo, ideato a Dresda, vanta origini che risalgono al XIV secolo. Ha l’aspetto di un pane e la dolcezza è il suo plus: l’impasto, ricco di burro, contiene un tripudio di canditi, mandorle e uvette. Lo zucchero a velo che lo ricopre interamente non fa che accrescere la sua delizia.

 

Francia: la Bûche de Noël

E’ l’equivalente del nostro Tronchetto di Natale: esternamente riproduce un tronco d’albero completamente ricoperto di cioccolato, mentre al suo interno contiene del soffice pan di spagna farcito al cioccolato o alla marmellata. Si ispira alla tradizione del “ceppo di Yule” (rileggi qui l’articolo che VALIUM gli ha dedicato), ed è un’autentica golosità diffusa in tutta la Francia e nei paesi francofoni.

 

Gran Bretagna: il Christmas Pudding

E’ un dolce della tradizione natalizia britannica, ma anche irlandese e statunitense. Si presenta come un budino di frutta secca e viene servito durante la cena della vigilia. Sfoggia una forma arrotondata, più precisamente semi-ovale; la parte superiore è sormontata da un agrifoglio o altri ornamenti. Tra gli ingredienti che compongono la sua ricetta troviamo le uova, lo zucchero, le mandorle, la melassa, i canditi, le spezie e il rum. Nacque ispirandosi ad alcuni cibi medievali e nel XVI secolo spopolava già in tutta l’Inghilterra.

 

Ungheria: il Bejgli

Questo dolce tradizionale ungherese viene consumato sia a Natale che a Pasqua. Può essere descritto come un rotolo a base di noci o semi di papavero; entrambe le versioni contengono uva passa e rum, mentre le noci e i semi di papavero sono rispettivamente tritate e macinati. Non è raro che il Bejgli venga farcito con marmellata di albicocche: una delizia per il palato e per gli occhi.

 

Polonia: il Piernik

Il Piernik, un pan dolce speziato rivestito di glassa al cioccolato, affonda le sue radici nelle steppe tra la Russia e la Polonia. “Piernik”, in polacco, significa letteramente “pan di zenzero”: ed  è proprio il pan di zenzero il suo ingrediente principale. Oltre al profumo dello zenzero risaltano quelli del cacao, della cannella e della noce moscata. Il punto di forza del dolce, però, è la farcitura di  marmellata di prugne; lasciata fermentare per un buon lasso di tempo, la confettura dona al Piernik un sapore ineguagliabile.

 

Austria: i Vanillekipferl

Sono biscotti alla vaniglia dalla caratteristica forma a mezzaluna. In Austria vengono preparati già dai primi giorni di Dicembre, ma per gustarli si attende rigorosamente la vigilia di Natale. Di solito li si accompagna a una buona tazza di cioccolata calda: la loro golosità viene così duplicata. I Vanillekipferl hanno un’origine curiosa. Pare infatti che vennero inventati a Vienna nel 1600, in seguito alla vittoria degli austro-ungarici sull’esercito ottomano; per celebrare l’evento, i pasticceri cittadini si ispirarono alla bandiera turca e prepararono questi biscotti a mezzaluna.

 

Spagna: il Roscòn de Reyes

E’ un dolce del periodo natalizio: fino a poco tempo fa si preparava esclusivamente il 6 Gennaio, in occasione dell’Epifania, per celebrare l’arrivo dei Re Magi. E’ in quella data che i bambini spagnoli ricevono i regali, portati di casa in casa direttamente da Gaspare, Melchiorre e Baldassarre. La cosiddetta “ciambella dei Re Magi” vanta un impasto morbidissimo a base di uova, burro e acqua di fiori d’arancio; all’esterno risalta invece un tripudio di frutta candita multicolore, granella di zucchero e mandorle.

 

Svezia: i Lussekatter

I “gatti di Santa Lucia” svedesi sono brioches composte da uvetta e zafferano preparate a partire dal 13 Dicembre. Dolci tradizionali di Santa Lucia, caratterizzano tutto il periodo natalizio e sono molto conosciuti anche oltre i confini della penisola scandinava. Hanno una forma ad S, una consistenza morbidissima; nati in Svezia nel XVII secolo, vennero aromatizzati allo zafferano affinchè acquisissero una profonda luminosità. Le origini delle brioches, infatti, si intrecciano con una leggenda che vede protagonisti il diavolo e Gesù Bambino: quest’ultimo donò i Lussekatter a dei bambini che venivano infastiditi dal maligno sotto le sembianze di un gatto. Il giallo intenso dei dolcetti, simbolo di luce, lo avrebbe costretto alla fuga.

 

Danimarca e Norvegia: il Kransekake

La sua forma conica ricorda un albero di Natale. La struttura del Krasenkake consta di molteplici anelli posti l’uno sopra l’altro: tra i loro ingredienti spiccano le mandorle, lo zucchero e gli albumi d’uovo. Le guarnizioni della torta sono essenzialmente a base di abbondante glassa bianca. Il dolce, consumato anche a Capodanno e in occasione dei matrimoni, viene gustato dopo aver separato ad uno ad uno tutti gli anelli che lo compongono.

 

Danimarca: le æbleskiver

Sono bignè fritti, dalla forma sferica e abbondantemente cosparsi di zucchero a velo. Leggere e morbidissime, le æbleskiver si avvalgono di un impasto semplice a base di latte, uova e zucchero, ma vengono in genere aromatizzate con il cardamomo e la scorza di limone. Il ripieno di marmellata al loro interno le rende ancora più golose: predomina quella di ribes, more, fragole e lamponi.

 

Foto della Buche de Noel diJebulon, CC0, da Wikimedia Commons

Foto del Krasenkake di Lorie Shaull, CC BY-SA 4.0 <https://creativecommons.org/licenses/by-sa/4.0>, da Wikimedia Commons