Il fico: virtù e benefici del frutto-simbolo della transizione stagionale

 

I fichi e l’autunno sono un binomio inscindibile. Sarà che maturano tra Agosto e Settembre, diventando il frutto-simbolo della transizione stagionale, ma quel che è certo è che non mancano mai sulle nostre tavole. Noi italiani li amiamo in modo particolare, anche perchè il ficus carica, appartenente alla famiglia delle Moraceae, è una pianta tipica delle aree mediterranee. La consistenza morbida del frutto, la  buccia vellutata, la polpa succosa, rendono il fico altamente invitante. Il vero frutto, in realtà, sarebbe costituito dagli acheni, elementi ovoidali succolenti zuccherini racchiusi nell’involucro blu-violaceo detto siconio. La principale caratteristica di quello che chiamiamo fico è la dolcezza: quando è fresco, infatti, contiene zucchero naturale in abbondanza, circa 16 grammi ogni 100. Ma il fico è anche un frutto estremamente benefico, ricco di proprietà nutrizionali. Per questo non può mai mancare tra i nostri pasti del giorno.

 

 

Innanzitutto abbonda di pectina, una fibra solubile naturale reputata un vero e proprio toccasana per la flora batterica intestinale: funge da probiotico e regola l’intestino mantenendo sotto controllo il colesterolo e la glicemia. Inoltre, rallentando lo svuotamento dello stomaco, contribuisce a prolungare il senso di sazietà.

 

 

Il fico è anche ricco di minerali. Il fosforo, il calcio e il magnesio sono salutari per le ossa e i denti, mentre il potassio, in sinergia con il magnesio, regolarizza i valori della pressione sanguigna risultando efficace per l’apparato cardiocircolatorio. Potassio e magnesio hanno la proprietà di ridurre i livelli di colesterolo LDL, comunemente noto come “colesterolo cattivo”, e dei trigliceridi. Il ferro, lo zinco e il rame, dei micronutrienti essenziali, supportano il sistema immunitario, favoriscono la produzione di emoglobina e scongiurano lo stress ossidativo; in più, sono straordinari per il benessere della pelle e dei capelli.

 

 

I carotenoidi, i polifenoli e la vitamina C sono presenti nel fico in quantità elevate: ciò lo rende un’autentica miniera di antiossidanti e gli conferisce delle spiccate virtù antinfiammatorie.

 

 

Nonostante i benefici apportati dal consumo di fichi, conviene non  esagerare: meglio non mangiarne più di quattro al giorno, possibilmente freschi perchè, rispetto a quelli secchi, contengono meno calorie. Gli effetti collaterali causati da una scorpacciata di fichi vanno dai problemi intestinali (gas in eccesso, feci acquose, disidratazione) ai picchi glicemici provocati dalle quantità abbondanti di zuccheri e calorie. Gli ossalati contenuti nei fichi, inoltre, sono a rischio calcoli renali. Ma attenzione, sto parlando soltanto di un consumo smodato di questi frutti. Piuttosto, imparate a gustarli nel modo migliore: ad esempio abbinando i fichi al formaggio, creando un delizioso contrasto di sapori. I formaggi migliori a cui accompagnarli sono il caprino, la ricotta, il pecorino, il parmigiano, il gorgonzola, il brie e diversi tipi di formaggi spalmabili.

 

Foto: Anita Austvika per Unsplash

 

Frutta rossa dell’estate, un’autentica miniera di benessere

 

Voglio che il rosso sia sonoro e squillante come una campana, quando non ci riesco aggiungo altri rossi ed altri colori finché non l’ottengo.
(Pierre-Auguste Renoir)

 

D’estate, accanto alla frutta tipicamente giallo/arancione (rileggi qui l’articolo che le ho dedicato), troviamo molta frutta rossa: basti pensare all’anguria, le ciliegie, le fragole, le amarene, i ribes e i lamponi. Il loro colore vivace si accorda alla meraviglia con la vitalità della bella stagione. Così come la frutta gialla, la frutta rossa è accomunata da diverse proprietà: ricca di vitamina C, rinvigorisce il sistema immunitario e ha virtù depurative e antinfiammatorie. Il vero punto di forza della frutta rossa, tuttavia, è l’alto contenuto di antiossidanti quali le antocianine e il licopene (che come ricorderete, nel pomodoro abbonda). Appartenenti alla famiglia dei flavonoidi, le antocianine sono pigmenti vegetali idrosolubili. I loro colori spaziano dal rosso al blu, passando per il viola: non è un caso, infatti, che siano presenti anche nei mirtilli, nelle more e nell’uva nera. Gli effetti benefici delle antocianine sono molteplici: preziose per la circolazione, proteggono i vasi sanguigni e riducono il gonfiore degli arti inferiori; la loro azione antiossidante contrasta i danni provocati dai radicali liberi e lo stress ossidativo. Le antocianine, inoltre, sono ottime per la salute della vista; proprio per questo frutta come i mirtilli, le fragole e le ciliegie sono raccomandate a chi soffre di patologie oculari. Il licopene, un carotenoide di cui la frutta rossa è ricca, svolge un’azione estremamente benefica per la pelle, salvaguardandola dagli effetti nocivi dei raggi UVA e UVB. Essendo un potente antiossidante, preserva il collagene, combatte l’invecchiamento cutaneo e favorisce la rigenerazione della pelle, scongiurando le ustioni solari. Lavorando in sinergia, le antocianine e il licopene contribuiscono anche al benessere cerebrale e dell’apparato cardiovascolare. Non bisogna dimenticare, poi, che la frutta rossa, contenente una percentuale di acqua che va dall’85 al 91%, risulta idratante e fortemente dissetante. Con un vantaggio non trascurabile: quello di possedere una minima quantità di zuccheri.

 

L’amarena

Sembra una ciliegia, ma è leggermente più piccola, ha la polpa più compatta e un sapore più aspro. Il suo gusto amarognolo sancisce definitivamente la differenza dalla “sorella”. Mentre la ciliegia deriva dal Prunus Avium, inoltre, l’amarena nasce dal Prunus Cerasus.  Matura a Luglio, in piena estate, e in Italia viene massicciamente prodotta in Emilia Romagna.

 

L’anguria

L’anguria è un frutto “rosso dentro”. La sua polpa, dalla consistenza carnosa, è zuccherina, punteggiata di semi e ricca di acqua. Anche detta “cocomero”, è il frutto dissetante per eccellenza: contiene oltre il 95% di acqua. Ideale per combattere il caldo estivo, al suo interno racchiude minerali come il magnesio, il fosforo e il potassio, che restituiscono energia. Nell’ambito della frutta rossa, il cocomero è quello maggiormente ricco di licopene. Si consuma da Giugno fino a Settembre. In Italia viene coltivato essenzialmente nel Lazio e in Emilia Romagna.

 

La ciliegia

Considerate le “regine” della frutta estiva, le ciliegie vantano persino un santo patrono, San Gerardo dei Tintori. Sono succose, deliziose, si accompagnano perfettamente con il dolce e il salato. Maturano a Giugno e sono uno dei primi frutti che si gustano nella bella stagione. La produzione italiana di ciliegie si concentra perlopiù in Emilia Romagna.

 

La fragola

Matura tra Marzo e Luglio, ma è intorno alla fine di Maggio che, di solito, si inizia a consumare. La comparsa delle fragole è uno dei primi indizi che l’estate è in dirittura d’arrivo. Sono dolci e gustose, ottime anche per la preparazione di squisite confetture. Nel nostro paese vengono prodotte principalmente in Emilia Romagna, Veneto, Trentino, Sicilia e Basilicata.

 

Il lampone

Secondo una leggenda, la dea Afrodite amava raccogliere lamponi sui monti dell’isola di Creta. Il lampone in effetti è un frutto “di monte”, tipicamente boschivo. Il suo sapore, molto dolce con una nota acidula, è inconfondibile. E’ disponibile da Maggio a Ottobre, rientrando così anche tra i caratteristici frutti autunnali. La sua produzione spazia dall’Europa all’Asia.

 

Il ribes rosso

A vederlo, sembra la bacca di un bosco fatato: ha una forma sferica, è tinto di un rosso lucido e squillante. Il suo sapore, prevalentemente dolce, è intriso di accenti aspri. Grazie al suo aspetto è utilizzatissimo per guarnire le torte. Si può gustare da Giugno a Settembre. In Italia la produzione di ribes rosso include aree montane come quella delle Alpi e dell’Appennino.

 

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Il pomodoro, il re dell’estate

 

In estate è uno degli alimenti più presenti sulla nostra tavola, e a ragione: il pomodoro è versatile, ricco d’acqua (ne contiene tra il 93 e il 96%), gustoso, ma soprattutto salutare. Innanzitutto è una verdura di stagione, perché matura da Maggio a Settembre; e poi abbonda di antiossidanti, vitamine e minerali. Partiamo dal licopene, un antiossidante naturale appartenente alla famiglia dei carotenoidi: è proprio grazie a questo pigmento che il pomodoro esibisce il suo caratteristico colore, il rosso, che lo accomuna anche all’anguria, alla papaya e al pompelmo rosa. Le potenti virtù antiossidanti del licopene contrastano l’invecchiamento cellulare e i danni provocati dai radicali liberi; il licopene, inoltre, è un toccasana per la salute del cuore e di tutto l’apparato cardiovascolare. Secondo alcuni studi, il consumo di licopene sarebbe anche efficace per la prevenzione di alcuni tumori, come quelli della pelle. La luteina e la zeaxantina, altri carotenoidi noti per la l’attività antiossidante, svolgono una funzione protettiva per la vista, salvaguardando i tessuti oculari dallo stress ossidativo e scongiurando (o riducendo) il processo di denegerazione maculare legato all’età. Tutti gli antiossidanti racchiusi nel pomodoro, in sintesi, apportano importanti benefici sia per la pelle che per gli occhi, le ossa e le mucose.

 

 

Tra le vitamine più importanti contenute nel pomodoro, troviamo la vitamina C, un antiossidante a sua volta, fondamentale per il rafforzamento del sistema immunitario e per il processo di sintesi del collagene; la vitamina K, essenziale per il benessere delle ossa, del cuore e per la coagulazione del sangue; le vitamine del gruppo B, indispensabili per un buon metabolismo, la salute del sistema nervoso e la formazione dei globuli rossi. I minerali presenti nel pomodoro, invece, includono innanzitutto il potassio, benefico per l’apparato cardiovascolare e la pressione sanguigna, il calcio e il fosforo, degli ottimi alleati delle ossa, e il magnesio, fonte di benefici per l’intero organismo.

 

 

Come mangiare il pomodoro in estate

Chi non conosce la caprese, uno dei più rinfrescanti piatti freddi estivi? Il pomodoro crudo permette di godere di tutte le proprietà della vitamina C, A, del potassio e dell’acqua di cui abbonda l’ortaggio. Essendo i carotenoidi liposolubili, non dimenticate di gustare il pomodoro con un filo di olio extravergine d’oliva. Il pomodoro cotto, o sotto forma di salsa, è ugualmente salutare: in questo caso, sono le virtù del licopene a farla da padrone. Non togliete mai la buccia, una vera e propria miniera di antiossidanti. E quando fate spesa, scegliete sempre pomodori di un rosso il più squillante possibile: sono quelli più ricchi di licopene.

 

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Frutta estiva gialla e arancione: perché è così salutare

 

Non c’è blu senza giallo e senza arancione, e se si aggiunge del blu, bisogna aggiungere anche del giallo e dell’arancione.
(Vincent Van Gogh)

 

Pensate a un frutto estivo: noterete che i primi che vi vengono in mente sono di colore giallo, oppure arancione. In estate questi frutti abbondano, e dovremmo dire grazie al cielo. Infatti, sono un’autentica miniera di benefici per la nostra salute. Ma perché la frutta estiva gialla o arancione è così importante? Innanzitutto perché contiene una grande quantità di carotenoidi, pigmenti vegetali che agiscono come precursori della vitamina A. Essendo degli antiossidanti, i carotenoidi contrastano i danni provocati dai radicali liberi. Svolgendo un’azione vitaminica, poiché vengono convertiti in vitamina A dal nostro organismo, rafforzano il sistema immunitario e sono preziosi per la salute delle ossa, della pelle, degli occhi e delle mucose. La frutta gialla e arancione è anche ricca di vitamina C, considerata un’ottimo antidoto per prevenire il cancro e alcune patologie cardiache e degenerative. L’acido folico (o vitamina B9), sempre contenuto in questo tipo di frutta, è essenziale per la sintesi del DNA e per la produzione dei globuli rossi e dell’emoglobina. In gravidanza, l’acido folico riduce drasticamente il rischio di malformazioni fetali. Tra la frutta gialla e arancione che matura in estate troviamo le pesche, le albicocche, i limoni, le susine gialle, il melone…Ho preferito non inserire la frutta esotica, innumerevole, privilegiando le produzioni nostrane tranne alcune eccezioni: ad esempio, la papaya e le banane. Facciamo una rapida incursione nella gallery per saperne di più su questa frutta super salutare.

 

L’ albicocca

Matura da Maggio a Luglio inoltrato. Viene prodotta in nazioni del Mediterraneo come la Grecia, la Turchia, la Spagna, la Francia e i Paesi Arabi, Italia inclusa. Nell’antica Roma fu battezzata armeniacum in quanto la si considerava originaria dell’Armenia, mentre in realtà proviene dalla Cina centrale e nord-orientale: è un frutto antichissimo, che risale a oltre cinque millenni orsono.  Albicocca deriva da Al-barquq, un nome che gli Arabi le assegnarono pochi secoli dopo la venuta di Cristo. Ha un sapore dolce e vagamente acidulo.

 

L’anguria gialla

L’anguria gialla, nel caso ve lo stiate chiedendo, esiste eccome! Ha una buccia meno spessa del classico cocomero e il suo gusto si avvicina a quello dell’ananas. Matura da Luglio a Settembre e in Italia viene coltivata in Sicilia, Calabria, Lazio e Basilicata, ma le sue radici risiedono nel Paese del Sol Levante.

 

La banana

La banana si trova in commercio tutto l’anno, ma è in estate che i suoi benefici si fanno più evidenti: l’alto contenuto di potassio, oltre che di fibre e vitamine, è eccellente per tenere sotto controllo la pressione sanguigna, regolarizzare l’intestino e fare il pieno di energia. In più è saziante e pare che dispensi buonumore. Nel mondo viene prodotta per la maggior parte in Brasile, Costa Rica, Messico e Ecuador, ma ultimamente, grazie alla mitezza del clima (e al riscaldamento globale), è coltivata anche in Sicilia.

 

Il kiwi giallo

Il kiwi giallo, che ha un sapore del tutto privo della leggera acidità di quello verde, è soffice e dolcissimo. La sua maturazione inizia a Maggio e prosegue per tutta l’estate. E’ un frutto proveniente dalla Nuova Zelanda, pur avendo origini nella Cina meridionale, ma oggi viene abbondantemente coltivato anche in Italia, soprattutto in regioni come il Lazio, la Calabria e l’Emilia Romagna.

 

Il limone

In Italia, dove si raccoglie da Giugno a Luglio e da Novembre a Maggio, è ampiamente presente: viene coltivato in Sicilia, Calabria e Campania, dove il limone Ovale di Sorrento, caratteristico dell’isola di Capri, ha ricevuto ufficialmente il marchio IGP della penisola sorrentina. Il suo gusto acido lo rende un frutto sommamente versatile, perfetto per preparare o aromatizzare le bevande e i cibi più disparati.

 

Il melone

Era un frutto molto apprezzato già dai Sumeri, dagli Egizi e dai Romani. Le sue origini sono probabilmente persiane o africane: i pareri sono discordanti. Alcuni studiosi ritengono che furono i Romani a diffondere il melone nel Mediterraneo; a tal proposito, farebbe fede una serie di dipinti rinvenuti a Ercolano. Altri affermano, invece, che il frutto venne esportato in quell’area nel V secolo a.C. dagli antichi Egizi. Quel che è certo è che il melone, nell’Impero Romano, divenne talmente popolare da spronare Diocleziano a tassarlo: a essere coinvolti nella nuova norma furono tutti i meloni che avevano un peso superiore ai 200 grammi. Il melone è un tipico frutto estivo, matura da Giugno fino alla fine di Settembre. Si coltiva in paesi come l’Iran, la Cina e la Turchia, mentre in Italia le regioni produttrici sono la Sicilia, la Puglia, il Lazio, l’Emilia Romagna e la Lombardia.

 

La papaya

E’ un frutto esotico, ormai conosciutissimo in tutto il mondo, originario delle aree tropicali dell’America Centrale (principalmente Messico e Panama). E’ dissetante, rinfrescante e molto dolce, un vero e proprio concentrato di “sabor tropical”. La papaya, in cucina,  è inclusa sia nelle ricette dolci che salate. Anche i suoi semi, dal gusto piccante simile a quello del pepe nero, sono commestibili, e vengono utilizzati al posto delle spezie per aromatizzare svariati piatti e bevande.

 

La pesca gialla e la pesca noce

Ha una polpa dorata, dolce ed estremamente succosa. La pesca proviene dalla Cina, dove è reputata un emblema di lunga vita e immortalità. Anche nell’antico Egitto era un frutto sacro: associata al dio dell’infanzia Arpocrate, non a caso, la pesca è sempre stata equiparata alle soffici guance dei bambini. In Giappone, invece, veniva considerata una protezione contro i demoni e le forze del male. Le pesche gialle, dalla classica buccia pelosa, maturano già alla fine della primavera per proseguire tutta l’estate, e sono coltivate in paesi del Mediterraneo quali il Marocco, la Spagna, la Grecia e la Turchia. In Italia vengono massicciamente prodotte in Sicilia, Calabria, Puglia, Campania, Basilicata, Emilia Romagna e Veneto. La pesca noce, anche detta nettarina, è priva di peluria sulla buccia e viene molto utilizzata per la preparazione della macedonia. Matura da Giugno a Settembre e si coltiva principalmente in regioni come il Veneto, l’Emilia Romagna, la Campania, il Piemonte e la Liguria.

 

La susina gialla

La susina gialla è una varietà di susina succosissima, rinfrescante e molto dolce. Matura da Giugno a Settembre inoltrato, ed è uno dei tipici frutti utilizzati come spuntino, da portare ovunque andiamo, oppure viene utilizzata per la preparazione di deliziose confetture. Proviene dall’Asia, per essere più precisi dall’area del Caucaso,  e successivamente fu coltivata anche a Damasco. Introdotta nel bacino del Mediterraneo dapprima dagli antichi Romani, poi dai cavalieri che combatterono nella Prima Crociata, venne diffusa in Europa nel 1200 circa. Per buona parte degli studiosi il suo nome deriverebbe da Susa, che, essendo stata un’antica città persiana, fisserebbe in Persia le origini della susina. Questo frutto viene coltivato praticamente in ogni parte del mondo; in Italia, la  sua produzione ha luogo soprattutto in Campania, Emilia Romagna e Trentino.

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Yogurt greco o kefir: quale scegliere?

 

Per chi, come me, li ha eletti a capisaldi della prima colazione, la scelta è ardua: yogurt greco o kefir? Quale dei due privilegiare per “mettersi in moto” di prima mattina? L’elemento che li accomuna è la derivazione dalla fermentazione del latte, ma la loro produzione avviene in modo nettamente diverso. Sono entrambi benefici, però possiedono caratteristiche dissimili. Il processo di fermentazione, che tramuta il lattosio in acido lattico, apporta notevoli vantaggi per la digeribilità dei due prodotti. Attraverso ulteriori step nella preparazione, tuttavia, la consistenza del kefir si fa molto più liquida rispetto a quella dello yogurt. Ovviamente, a fare la differenza non è solo questo dettaglio: se volete saperne di più, leggete qui di seguito.

 

Lo yogurt greco

 

Diversamente dal classico yogurt, lo yogurt greco è sottoposto a una filtrazione aggiuntiva che rimuove gran parte del siero liquido. I nutrienti solidi, cioè le proteine, i grassi, i carboidrati e determinate fibre, di conseguenza si concentrano, raggiungendo una quantità notevole. Da questo passaggio deriva anche la consistenza cremosa del prodotto. Le proteine, presenti in una quantità pari a circa 9-10 g ogni 100 g, rappresentano il punto di forza dello yogurt greco. In quanto ai fermenti lattici, ne possiede due-tre ceppi.  Ma quali sono, esattamente, le sue carte vincenti? Innanzitutto, e qui mi ripeto, l’apporto proteico; subito dopo la digeribilità, poiché il processo di filtrazione riduce  drasticamente il livello di zuccheri del latte. Lo yogurt greco, inoltre, contiene poche calorie ed è molto saziante. Contiene calcio e svariati minerali. Risulta l’ideale per chi fa sport o conduce una vita “in movimento”, e per chi cerca uno spuntino che sazi a lungo. Vi invito a sceglierlo privo di zuccheri aggiunti e ad evitare  le varianti alla frutta, ricche di zuccheri raffinati.

 

Il kefir

 

Ottenuto dai grani di kefir, ricchi di zuccheri, grassi, proteine ma soprattutto di lieviti e probiotici, che include in un numero di 30-40 ceppi differenti, il kefir è perfetto per mantenere in salute l’intestino. La mescolanza di lieviti e specie probiotiche costituisce un ecosistema eterogeneo che apporta benefici significativi al microbiota e, di conseguenza, al sistema immunitario, di cui l’80% delle cellule è collocato proprio a livello intestinale. Ma non è finita qui: il kefiran, un carboidrato che si origina dalla fermentazione del latte, possiede anch’esso spiccate proprietà antimicrobiche. Durante questo processo, i lieviti rilasciano esigue quantità di anidride carbonica che donano al kefir un gusto lievemente frizzante. Il kefir, tuttavia, non rappresenta soltanto un’opzione salutare per il microbiota. La sua consistenza liquida lo rende simile a uno yogurt da bere; ha un sapore piacevole, intriso di accenti aciduli; è dissetante e rinfrescante. In più, pur contenendo un numero leggermente inferiore di proteine rispetto allo yogurt greco, è ricco di vitamina B, D e B12, di fosforo e calcio. Un consiglio? Versatelo nella macedonia di frutta per ridurre il suo indice glicemico.

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Alla scoperta del Ciauscolo, un’eccellenza dell’entroterra marchigiano

 

Il Ciauscolo: innanzitutto, che cos’è? Per chi non lo conoscesse, si tratta di un tipico salame umbro-marchigiano. Le sue radici affondano nella cultura agreste: gli agricoltori, una volta ultimate le fatiche nei campi, erano soliti preparare questo insaccato con i rimasugli della carne suina. Si utilizzavano in particolare la pancetta, il prosciutto, il lardo, il lombo e la spalla, che, impastati tra loro, venivano infine aromatizzati con agliopepe e del buon vino bianco. Il risultato era, ed è tutt’oggi, un salame morbido e spalmabile dal sapore che non ha eguali. Il suo nome, Ciauscolo, pare che derivi da “ci(a)busculum”, in latino “piccolo cibo”. Il Ciauscolo, in effetti,  nacque come una merenda, una pausa appetitosa che gli agricoltori si concedevano dopo ore di duro lavoro. I primi documenti che attestano l’esistenza di questo prodotto risalgono al XVII e XVIII secolo. Lo ritroviamo in un elenco di prezzi del 1696 conservato nell’Archivio di Stato di Macerata, a Belforte del Chienti, ma anche nella lista di alimenti messi in vendita da un pizzicagnolo; l’inventario, stilato nel 1727, viene custodito nell’Archivio di Stato di Camerino.

 

 

Una caratteristica del Ciauscolo è quella di essere prodotto nelle zone interne delle Marche. Il territorio di produzione, nello specifico, coincide con le province di Ancona, Macerata, Fermo e Ascoli Piceno, in gran parte nell’area dei Monti Sibillini. L’ entroterra di questi distretti viene coinvolto in toto, considerando che il Ciauscolo è anche un’eccellenza della vicina Umbria.

Il Ciauscolo: come si presenta

L’aspetto è quello di un classico salame dalla forma cilindrica, lungo più o meno 30 cm. Il colore è rosato, la morbidezza è la sua caratteristica principale: il Ciauscolo può essere spalmato sul pane come un paté. La stagionatura può avere una durata che va dai 15 giorni a una manciata di mesi, dipende dalla morbidezza che si vuole conferire al prodotto. L’insacco viene svolto utilizzando budella di maiale o, in alternativa, di vitello. Per  la legatura ci si serve, invece, di uno spago in canapa.

 

 

I prestigiosi riconoscimenti ottenuti

Per la sua tipicità e le sue caratteristiche, il Ciauscolo si è guadagnato non pochi riconoscimenti. Il 3 Novembre del 2006 è stato decretato Ciauscolo IGP, Indicazione Geografica Protetta nazionale, un marchio che sancisce ufficialmente il suo legame con il territorio di provenienza. L’11 Agosto del 2009, inoltre, il salame marchigiano ha ottenuto la certificazione IGP europea, che l’Unione Europea assegna ai prodotti alimentari contraddistinti da una particolare qualità associata all’area geografica di origine. Questi riconoscimenti prestigiosi hanno fatto sì che il Ciauscolo possa venire etichettato come “Prodotto della Montagna”.

 

 

Le città del Ciauscolo

Ma quali sono, esattamente, le zone in cui il Ciauscolo viene prodotto? Sono quattro le province marchigiane coinvolte, e comprendono una serie di Comuni. Ne citerò alcuni qui di seguito.

Provincia di Ancona: si spazia da Fabriano a Cerreto d’Esi, da Jesi a Cupramontana, senza disdegnare l’area collinare e quella della costa. La produzione del Ciauscolo vede infatti protagoniste anche città come Osimo, Ancona e Castelfidardo.

Provincia di Macerata: la zona dei Monti Sibillini viene storicamente reputata la culla del Ciauscolo. Include Comuni quali Camerino, Visso, Tolentino, San Ginesio, Macerata, San Severino Marche e Belforte del Chienti.

Provincia di Fermo: il territorio della media e alta valle del fiume Tenna predomina. Tra le città coinvolte troviamo Amandola, Petritoli, Fermo e Montegiorgio.

Provincia di Ascoli Piceno: associate al Ciauscolo sono l’area appenninica e la media valle del Tronto.

Per quanto riguarda invece l’Umbria, il Ciauscolo viene principalmente prodotto in Comuni della provincia di Perugia tipo Spoleto, Norcia, e Poggiodomo.

 

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Food: i 5 formaggi più benefici per la salute

 

Chi, come me, è goloso di formaggio, troverà questo articolo molto interessante. Anche perchè il formaggio, in Italia, spadroneggia sulle nostre tavole. E il formaggio fa bene; contiene calcio, proteine, vitamina D: un trio fondamentale per mantenerci in salute, ottimo per il benessere delle ossa, dei muscoli e del sistema immunitario. Accanto a questi benefici, però, il formaggio presenta qualche controindicazione. Ad esempio è in genere ricco di sodio (di sale), colesterolo e grassi saturi, che non rappresentano esattamente l’ideale per la pressione sanguigna e il sistema cardiovascolare. Esistono tuttavia formaggi che contengono una quantità minima di sale e grassi, concentrando elevate dosi di calcio e proteine e vantando un’alta digeribilità. Quali sono, dunque, i formaggi che dovremmo preferire? Sicuramente quelli freschi, affiancati da uno stagionato che fa eccezione: il parmigiano. Ve ne presento cinque qui di seguito.

 

La ricotta vaccina

 

E’ uno dei formaggi più salutari in assoluto. Contiene l’1% di sale, è soffice e lattiginosa. Leggerissima poichè deriva dal siero del latte, è ricca di acqua e povera di grassi. Uno dei suoi punti di forza, inoltre, è rappresentato dall’elevato numero di sieroproteine che la compongono: amminoacidi essenziali ad alto valore biologico.

 

I fiocchi di latte

 

I fiocchi di latte sono un altro formaggio ultraleggero: estremamente poveri di calorie, sono composti da circa 4-5 grammi di grassi per  100 grammi di prodotto; in compenso contengono molta acqua (circa l’80%) e proteine, il che li rende particolarmente idratanti, sazianti e digeribili.

 

Il Parmigiano

 

E’ uno stagionato salutare. Nonostante la quantità non troppo trascurabile di calorie, infatti, presenta numerose proprietà: è ricco di calcio, proteine e fosforo, non contiene lattosio ed è altamente digeribile. Grattugiato, viene consumato in piccole dosi per conferire sapore ai primi piatti.

 

La mozzarella

 

Se preferite un basso apporto calorico, optate per quella in versione light. Si ottiene dal latte parzialmente scremato e presenta una quantità di grassi decisamente ridotta rispetto alla mozzarella tradizionale. E’ ricca di proteine, calcio, fosforo ed è composta di acqua per oltre il 50-60%. La digeribilità rappresenta un’altra delle sue proprietà principali.

 

Lo stracchino

 

Presenta il vantaggio di essere un formaggio anche spalmabile. E’ al quinto posto non a caso: in molti lo reputano un “falso magro”. Cominciamo subito dai punti “no”, le calorie (più o meno 280-300 per 100 grammi d prodotto) , i grassi (una quantità che ammonta a circa il 20-25%) e il sodio, presente in dosi non esattamente minime ma neppure elevatissime. I suoi punti di forza, nonostante ciò, sono notevoli: lo stracchino è ricco di calcio, fosforo, vitamina B12 e fermenti lattici, il che lo rende benefico per la flora intestinale.

 

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Il tiramisu alle fragole, la variante di tendenza di una delizia tutta italiana

 

Il tiramisu alle fragole è il dolce con la D maiuscola della Primavera 2026: tutti ne vanno pazzi. Non è un caso che sia già stato eletto dessert ideale della Festa della Mamma. Il motivo è molto semplice: è fresco, golosissimo e veloce da preparare. Questo classico della tradizione italiana cambia veste e si propone in una versione squisitamente (è il caso di dirlo) primaverile, sostituendo il caffè e e il cacao in polvere con il sapore delizioso del frutto di stagione più richiesto. Gli ingredienti rimangono gli stessi: savoiardi, mascarpone, uova (meglio se pastorizzate), zucchero. Le fragole, tagliate a fette, vengono lasciate macerare con lo zucchero e il succo di limone, poi si montano i tuorli delle uova e si mescolano al mascarpone, lasciando raffreddare successivamente la miscela in frigo.

 

 

La salsa di fragole va preparata utilizzando il succo di una manciata di fragole scolate, frullandolo subito dopo con un miniper per renderlo più denso. Dopo averla versata in una pirofila, nella salsa si intingono i savoiardi uno ad uno: andranno a comporre il primo strato del dolce. Gli strati di biscotti saranno molteplici e sempre intervallati dalla crema al mascarpone che è stata conservata in frigo. La parte superiore consisterà in una dose abbondante di crema al mascarpone guarnita di fragole, intere o a pezzetti. Il tiramisu dovrà rimanere un paio d’ore in frigo prima di essere gustato, così da preservare tutta la sua freschezza.

 

 

Sal De Riso, Presidente dell’Accademia Maestri Pasticceri Italiani, ha proposto un tiramisu alle fragole ancora più leggero, eliminando le uova crude dalla ricetta. E voi, siete già pronti ad assaggiare il tiramisu in questa inedita variante fruttata?

Foto: Patrycja Jadach via Unsplash

 

Picnic di Pasquetta

 

Il sole è tornato a splendere e forse, oggi, qualcuno di voi ne approfitterà per organizzare il tipico picnic di Pasquetta. Un’ottima idea: poter trascorrere questa giornata di festa in mezzo alla natura è senza dubbio benefico sia per il corpo che per la mente. Ma cosa mettere nel cesto delle vivande? I dolci pasquali tradizionali, innanzitutto, non possono mancare; anche perchè spesso si tratta di torte salate che si accompagnano ai cibi più disparati. Per il resto, l’ideale è puntare su pasti pratici, non troppo elaborati, che si trasportano facilmente e consumano velocemente. Ecco qualche spunto (lascio a voi la scelta delle bevande).

 

Torte, focacce e plumcake salati: perfetti sia da soli che seguiti o preceduti da altre vivande

 

Il tagliere con salumi e formaggi, tassativo per chi segue la tradizione

 

Pasta fredda o insalata di riso: un primo piatto pratico, nutriente e appetitoso

 

Frittata (se siete marchigiani, rigorosamente con la mentuccia), pomodori ripieni, insalata mista: tre pietanze versatili e gustose

 

Un dolce tipicamente pasquale a vostra scelta

 

E per concludere, macedonia o frutta di stagione. Come le fragole

 

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5 cereali perfetti per la prima colazione

 

Una colazione sana è fondamentale per iniziare la giornata con il piede giusto. Ma quali sono gli alimenti che dovremmo consumare di prima mattina? Innanzitutto i cereali, meglio se integrali: apportano alte dosi di energia, donano un senso di sazietà e sono benefici per l’apparato cardiovascolare e digerente. Optiamo per prodotti privi di zuccheri aggiunti e non processati, in modo che possano mantenere tutte le loro proprietà. Eh già, perchè i cereali sono ricchi di fibre, vitamine e minerali, un mix senza alcun dubbio super salutare. Un esempio? Tra le vitamine maggiormente presenti troviamo quelle del gruppo B, tra i minerali lo zinco, il ferro e il magnesio. Su come consumare i cereali non c’è che l’imbarazzo della scelta: versandoli nel latte, nello yogurt o nel kefir, oppure con la macedonia…Se poi siete in cerca di qualche consiglio rispetto a quali cereali scegliere, ve ne suggerisco cinque qui di seguito.

 

 

L’avena

Perfetta per preparare il porridge, vanta una lunga serie di proprietà. Abbonda di beta-glucani, fibre solubili che apportano innumerevoli benefici: riducono il colesterolo LDL, contribuiscono a mantenere in equilibrio il livello di zuccheri nel sangue, fungono da prebiotici favorendo la salute intestinale e rafforzando il sistema immunitario. L’avena, inoltre, è ricca di proteine e ha un indice glicemico molto basso, il che la rende ancora più sana.

 

 

Il grano saraceno

E’ uno pseudocereale, non un cereale in senso stretto, ma è super nutriente e ricco di virtù. Non contiene glutine, ed è una vera e propria miniera di magnesio, potassio e aminoacidi essenziali, fondamentali per la salute dell’organismo. Tra le sostanze più preziose che racchiude troviamo la rutina, un antiossidante che svolge un’azione estremamente benefica nei confronti dei vasi sanguigni e del microcircolo. Anche il grano saraceno, come l’avena, vanta un basso indice glicemico; in più, è un potente antinfiammatorio naturale.

 

 

Il farro

E’ disponibile in due versioni: soffiato o a fiocchi. Il farro soffiato è voluminoso e croccante, quello a fiocchi si ottiene dai chicchi cotti al vapore e pressati, che quindi esibiscono una forma piatta. Il farro, consumato già nella Roma antica, contiene un gran numero di sostanze benefiche: vitamine del gruppo B, fibre, minerali quali il magnesio…E’ molto nutriente e una fonte di costante energia.

 

 

Il muesli e la granola

Sono molto conosciuti, ma è meglio optare per le versioni più sane possibili di questi prodotti: spesso, infatti, vengono arricchiti di sciroppi e zuccheri aggiunti. Consistono in un mix di cereali, semi e frutta secca, ma tra il muesli e la granola sussistono alcune differenze: il muesli, privo di zuccheri aggiunti, contiene noci, semi, frutta essiccata e cereali integrali, ma non è sottoposto a cottura; la granola, invece, composta da noci, frutta secca e cereali integrali, viene cotta in forno e arricchita, generalmente, con del miele o dello sciroppo d’acero. Al palato risulta croccante e molto più dolce rispetto al muesli. Dal punto di vista dei benefici, sia il muesli che la granola sono una preziosa fonte di carboidrati e omega-3, gli acidi grassi polinsaturi essenziali di cui la frutta secca abbonda.

 

 

I corn flakes integrali

Acquistarli integrali permette di gustare una versione più sana, non raffinata del prodotto: la parte esterna del chicco viene mantenuta, apportando dosi massicce di fibre e micronutrienti. Ideali per chi ama i cereali croccanti, nutrono all’insegna della leggerezza e forniscono un’eccellente quantità di energia.

 

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