White

 

Il bianco è un mondo così alto rispetto a noi che quasi non ne avvertiamo il suono, è un nulla prima dell’origine.
(Vassili Kandinsky)

Un prezioso top in tulle, pantaloni comodi di lino, sandali rasoterra e una bandana annodata su una testa di riccioli biondi: tutto rigorosamente bianco, a parte la bandana. Perché è un colore luminoso, estivo, senza tempo. Il colore che meglio riduce l’assorbimento del calore. Con eleganza, stile, e un pizzico di rinfrescante ironia.

 

Foto: Ola Szkolda via Unsplash

 

México

 

Un abito lungo, impalpabile, fluttuante, tinto di uno splendido blu oltremare (un colore che approfondiremo a breve). Nessun accessorio, solo una lunga chioma scura sciolta sulle spalle. Sullo sfondo, un’afosa e soleggiata ambientazione messicana: sono scatti che sintetizzano mirabilmente come anche il caldo più cocente possa coniugarsi con lo stile.

 

Foto via Pexels

 

Hippie Beach

 

L’estate è vita all’aria aperta, contatto con la natura, libertà…con la brezza marina che scompiglia i capelli e l’andirivieni delle onde che, scandito da un ritmo ciclico e antichissimo, invita a un nuovo rendez-vous con il mare. A un anno esatto dal Sessantesimo della Summer of Love, che a San Francisco, all’insegna del motto “Love and Peace”, convogliò una miriade di giovani hippie, torna il post che MyVALIUM dedica ogni anno alla moda, agli ideali e alle suggestioni del movimento dei “figli dei fiori”.

 

Foto via Pexels e Unsplash

 

Il top crochet

 

Il top all’uncinetto, o top crochet: la tendenza fashion dell’estate. Immancabilmente corto, scopre la pancia e non di rado diventa un reggiseno. Il suo obiettivo? Affrontare il grande caldo con stile.

 

Foto via Pexels e Unsplash

 

Focus sul look: la salopette

 

E’ un capo che la moda ha rivisitato in modo ciclico, e che le collezioni Primavera Estate 2026 hanno rilanciato su tutte le passerelle: la salopette, meglio ancora se in total denim, è senza dubbio la protagonista principale della stagione calda. La sua è una storia antica; le sue origini risalgono nientemeno che al XIX secolo. E’ il 1873 quando Levi Strauss, in America, la crea come divisa da lavoro. Il materiale è lo stesso che l’imprenditore utilizza per i jeans che ha inventato e commercializzato in grande stile: il denim non trattato, dall’intenso color indaco. Si tratta di un tessuto rigido e molto resistente, e così dev’essere. La salopette, infatti, è destinata ai minatori, agli operai e agli agricoltori, tutti “uomini di fatica”. Come indumento si presenta estremamente pratico: ha pantaloni ampi e comodi, una pettorina su cui è applicata una grande tasca in cui riporre gli utensili, bretelle che si incrociano sul dorso. Le tasche, molteplici, sono uno dei suoi segni distintivi.

 

 

Ma come avviene con i jeans, la salopette, nel corso dei secoli, conosce svariate trasformazioni. Negli anni ’60 del Novecento, in particolare, viene esibita dai giovani hippie, che ne fanno una bandiera del proprio look: è comoda, versatile, e nel frattempo è già stata adottata dagli artisti e dagli intellettuali. Per gli hippie esprime una valenza ribelle; la abbinano a foulard annodati dietro il capo e a camicioni ampi, oppure la indossano sulla pelle nuda. Circa un decennio dopo, la salopette diventa un capo di moda a tutti gli effetti. Gli stilisti la propongono in diversi materiali e colori, comincia ad andare a ruba tra i VIP. Le celebrities la sfoggiano in ogni occasione, non ultime le serate scatenate che trascorrono in locali come lo Studio 54 di New York.

 

 

E’ nel corso degli anni ’90, però, che la salopette si impone nel ruolo di caposaldo dello stile grunge. Parallelamente, accompagnata da passe-partout del guardaroba come il blazer, si tramuta nel perno di un casual raffinato. Potremmo dire che, in quel decennio, la salopette viene ufficialmente sdoganata. Da allora, può essere inclusa in qualsiasi tipo di look.

 

Foto: Mahdi Chaghari via Unsplash

 

Il ritorno del foulard, grande protagonista della Primavera Estate 2026

 

E’ l’accessorio-tormentone della Primavera Estate 2026, il protagonista di qualsiasi look: il foulard fa il suo ritorno in grande stile, combinando suggestioni rétro con un eclettismo del tutto contemporaneo. Abbraccia le fantasie più disparate; si porta annodato alla nuca o sotto il mento, senza tralasciare di esibirlo attorno al collo a mò di sciarpa leggera. Il suo punto di forza? Può essere indossato h 24, sia con i basic della quotidianità che con l’abito da sera. Sceglietelo per ispirarvi a una diva anni ’60 (il foulard era adorato da star come Grace Kelly, Sophia Loren, Elizabeth Taylor e Audrey Hepburn) e vi stuzzica l’idea di aggiornarne lo stile al mood del terzo millennio.

 

Foto via Pexels

 

Color block

 

Un tripudio di colori vibranti per celebrare la Primavera della moda: tonalità come il giallo, il blu elettrico, il fucsia, l’arancio e il rosso lava si mescolano dando vita a un caleidoscopio in technicolor. Il color block fa il suo grande ritorno, travolgendoci con una sferzata di potente energia. E’ il trionfo della policromia, e la palette vivace è il suo punto di forza. Per coniugare moda e stile con il mood esuberante della bella stagione.

 

Foto via Pexels e Unsplash

 

Bianco

 

In Inverno il bianco è neve, brina, ghiaccio cristallino. In Primavera il bianco è luce, mandorli in fiore, arbusti di biancospino, magnolie stellate dalle chiome come nuvole…Non esiste altro colore che possa associarsi più divinamente alla luminosità. Aprile è il mese giusto per ricominciare a vestire di bianco, per vivere con spensieratezza le giornate che si allungano sera dopo sera. Naturalmente, il bianco andrebbe accompagnato a uno stile sfolgorante e radioso, ma soprattutto che sa di libertà. Perchè rinascere (così come fa ad Aprile la natura) significa anche liberarsi della corazza che ci rendeva prigionieri, abbandonare la zavorra che ci impedisce di crescere e di cambiare. Rinascere è germogliare, non permettere al passato di ingabbiarci. Rinascere è abbracciare il mutamento, un’evoluzione continua. E il bianco, come una pagina ancora tutta da scrivere, rappresenta il colore dei nuovi inizi. E’un reset vitale che ci consente di ricominciare ogni volta da zero.