San Valentino rosso fuoco con “The Love Collection” di Zara

 

Dominerò le notti,
ballerò in città,
metterò qualcosa di rosso
per risplendere di fuoco…
(Anne Sexton)

 

Rosso come la passione, l’ energia, la creatività, il movimento…Rosso come l’ amore: non è un caso che sia il colore di San Valentino per eccellenza. In occasione della Festa degli Innamorati, Zara ci regala una limited edition – The Love Collection – interamente tinta di rosso fuoco. La contraddistinguono look dalla versatilità estrema, che inneggiano ad una femminilità chic e easy al tempo stesso. Il rosso cattura l’occhio, amplificando il fascino della collezione; i capi sono iconici: l’abito satinato avvolge fluidamente il corpo, la gonna plissé è una nuvola di tulle, il gilet in cashmere viene ornato da una lunga sciarpa, il cappotto sfoggia un taglio rigoroso, la giacca sottolinea la vita grazie a una cintura annodata a fiocco, i pantaloni a zampa si abbinano alla bralette. Per festeggiare il 14 Febbraio, Zara ci invita inoltre ad esibire un make up del tutto speciale. Il Love Limited Edition Set è un kit che include un duo di ombretti più uno smalto e un rossetto Matte Ultimatte, questi ultimi declinati in un rosso squillante. Non vanno trascurati l’ impegno eco e il codice etico sposati dal brand spagnolo: Zara ha adottato lo standard Green to Wear 2.0 per ridurre l’ impatto ambientale del processo produttivo, e aderisce agli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile delle Nazioni Unite. Incrementando la sinergia tra il marchio e i sindacati, i dipendenti, i fornitori e gli organismi internazionali, la griffe si adopera costantemente affinchè i diritti umani siano promossi e rispettati.

Foto di Angelo Pennetta. Modella: Anja Rubik

 

Buti collezione AI 2021/22: la vibrante ad campaign firmata da Pier Fioraso

 

Come vogliamo la borsa ideale? Innanzitutto le chiediamo che sia bella, che ci soddisfi esteticamente. E poi la preferiamo stilosa, comoda, maneggevole. Desideriamo che sia capiente il più possibile, perchè in borsa infiliamo il nostro mondo, e al tempo stesso che sia minuta, aggraziata, mai ingombrante. Adoriamo le borse con il manico che, all’ occorrenza, possiamo indossare anche a tracolla. Se sono colorate, sfiziose ma eleganti e soprattutto sostenibili, è davvero il top. Queste riflessioni mi sono venute spontanee, mentre ammiravo le immagini della campagna pubblicitaria AI 2021/22 di Buti. La storica pelletteria fondata da Pilade Buti nel cuore della Toscana, un’ azienda a conduzione familiare, è attiva dal 1950 ma non ha mai sovvertito i propri valori: la creatività, la passione, un savoir faire artigianale di elevata qualità. Buti concepisce la borsa come uno squisito accessorio di design. La cura dedicata al prodotto è altissima, coinvolge l’ intero processo produttivo. I maestri artigiani prestano un’attenzione meticolosa ad ogni dettaglio della creazione, realizzando una borsa fatta a mano con amore e con la massima dedizione. Ciascun pezzo è unico, senza tempo, sfoggia materiali pregiati e una gamma di colori inesauribile; può essere personalizzato tramite accessori, finiture o pellami a scelta del cliente: l’ obiettivo è consegnargli una borsa che lo rispecchi, che esprima la sua personalità a 360 gradi.

 

La collezione Autunno Inverno 2021/22 del marchio include tre differenti linee. New Energy è un’ ode alla sostenibilità. Buti abbraccia una filosofia eco-friendly finalizzata ad instaurare la massima armonia tra l’azienda e l’ambiente. Fortemente radicato nel territorio e fautore di una politica aziendale che valorizzi il talento degli artigiani toscani, il brand si avvale di materiali innovativi come l’ Apple Marlene, un tessuto realizzato con gli scarti della lavorazione della mela, e il cuoio vegetale. Entrambi, a poco a poco, sono andati affermandosi al pari dei pellami signature di Buti, iconici e inalterabili nel tempo. Innovazione e tradizione si intrecciano sapientemente, apportando nuova linfa alla ricercatissima lavorazione artigianale. Flaw-Less si incentra invece sul patchwork: rombi di materie prime di scarto vengono cuciti l’uno accanto all’ altro per creare uno stile versatile e splendidamente sfaccettato. Regenerated Design, infine, mira a dare nuova vita ai tipici pellami del brand. Le materie prime si rigenerano attraverso cicli produttivi successivi e riducendo al minimo gli scarti, con la massima attenzione affinchè non si verifichi un impatto negativo sull’ ambiente. Per facilitare il processo, Buti ha progettato un nuovo design dei prodotti: il riutilizzo delle risorse primarie viene incentivato e coniugato con la qualità.

 

 

La advertising campaign della collezione è stata ideata da un nome prestigioso. I lettori di VALIUM lo ricorderanno molto bene: si tratta di Pier Fioraso (rileggi qui la sua intervista), Art-Creative Director e Consultant che vanta oltre dieci anni d’esperienza in progetti creativi e di forte impatto nei settori della moda, del lusso e del lifestyle. Pier ha sviluppato concept in collaborazione con brand del calibro di Alexander McQueen, Balenciaga, Emilio Cavallini, LuisaViaRoma, Max Mara, Missoni, Opening Ceremony e Stefanel, per citarne solo alcuni. A capo di WeAreCreative, agenzia creativa-digitale che si avvale di un vasto network di fotografi, storyteller, stylist e creativi ad ampio spettro, Fioraso elabora proposte visionarie e innovative. La campagna per la collezione Autunno Inverno 2021/22 di Buti ne è un pregnante esempio: scattata dal fotografo Raffaele Grosso, inneggia ai segni distintivi del brand. Uno su tutti? Il colore, che ritroviamo sia nelle borse che negli sfondi e nei look indossati dalle modelle. L’ azzurro, il lilla, il fucsia, il giallo, il turchese, l’ ottanio e l’arancio sono le nuance più ricorrenti, vivaci e molto potenti visivamente. L’ attitude è altrettanto strong. Descrive la disinvoltura, la spigliatezza, il brio della donna Buti, un marchio che ha oltrepassato il 70esimo anniversario. Come dire: “70 anni e non sentirli”! L’ energia e il dinamismo sono gli stessi del brand, lo stare al passo coi tempi pur mantenendo uno chic di base, uno stile fortemente caratterizzato, anche. La gioia di vivere pervade ogni scatto, ed è rigenerante in un periodo ancora rabbuiato dal Covid. Le immagini ci mostrano una donna indipentente, attiva, che predilige le mini borse ma non disdegna le shopping bag.

 

 

A unire le tre linee Autunno Inverno 2021/22 è un denominatore comune: il desiderio di esibire una borsa che esprima se stesse e la propria personalità. Se ci fate caso, in effetti, la borsa che scegliamo rivela molto di noi. Perchè ci accompagna in ogni momento, fa parte della nostra vita e del nostro quotidiano. La borsa, insomma, racconta chi siamo: un concetto che viene sottolineato tramite foto vibranti e con straordinaria efficacia dalla spumeggiante campagna pubblicitaria Buti firmata da Pier Fioraso.

 

 

CREDITS

Project:
Buti Bags | AW 2021-22 Collection
@buti_italia #ButiBags #AW21 #Digital #Campaign #Adv
Art Direction & Styling: @PierFioraso
Photographer: @Raffgrosso
Digital Operator: @Frneri_
Fashion Assistant: @JaqueVuelma @Gabri_Casari
Hair & Make-up: @Clo.fba at @RockandRoseAgency
Produced by: @WeAreCreative.Agency
Models:
@KorlanMadi at @FashionModel.it
@AmbersHall at @EuphoriaFashionAgency

 

 

Bianco

Secondo focus sul colore del mese, il bianco. Che oltre ad essere la tonalità della neve e dell’ inverno in generale, simbolizza un nuovo inizio:  è come un foglio immacolato su cui scrivere un capitolo inedito della nostra vita. Luce, purezza, disciplina, pace, chiarezza, levità; il bene contrapposto al male, la positività contrapposta alla negatività, la luminosità del giorno contrapposta alla notte buia…Il bianco rappresenta tutto questo e molto altro ancora. Non a caso, è sempre stato associato a creature leggendarie o ai confini della fantasia. L’ unicorno, ad esempio, ma non solo. Anche Pegaso, il celebre cavallo alato della mitologia greca, è completamente candido. Nel balletto “Il lago dei cigni”, basato su un’ antica fiaba tedesca, le personalità del cigno bianco (Odette) e del cigno nero (Odile) vengono messe a confronto: Odette è la fanciulla aggraziata e virtuosa, vittima di un incantesimo del mago Rothbart; Odile la furba figlia di costui, ambiziosa e ingannatrice. Ne “Le avventure di Alice nel Paese delle Meraviglie” compare il Bianconiglio, in inglese White Rabbit, che vive in una casetta nei paraggi di Wonderland. Parlando sempre di fiabe, per descrivere Biancaneve i fratelli Grimm adoperano la frase “bianca come la neve”; un candore che rimanda al suo pallore, ma soprattutto alla sua purezza. E il bianco delle collezioni Autunno Inverno 2021/22? Potremmo definirlo un mix delle caratteristiche citate finora. E’ fiabesco e concreto, fantasioso ed essenziale, teatrale e minimal al tempo stesso. Trionfa perchè abbaglia con la sua raffinatezza e con il suo potente splendore.

 

Ermanno Scervino

JW Anderson

Fendi

Philosophy di Lorenzo Serafini

Simone Rocha

Ferragamo

Genny

Givenchy

Valentino

Bottega Veneta

 

Oro, Argento e Luce

Rodarte

L’ oro e l’argento per celebrare il nuovo anno all’ insegna della lucentezza pura. Per contrastare il buio che, recentemente, è calato sulle feste a causa dell’ incredibile impennata dei contagi da Covid. Abbiamo bisogno di luce, fuori e dentro di noi; una luce che tenga viva la speranza, il coraggio, la forza, la propositività. E anche se questo Capodanno sarà molto diverso da quelli del pre-pandemia, non smettiamo mai di confidare in un anno migliore. Che ci conduca, possibilmente, verso la fine – o comunque una positiva evoluzione – dell’ incubo Coronavirus. Scintillare di oro e di argento la notte del 31 Dicembre, oltre ad effondere glamour, è sicuramente di buon auspicio: l’oro, governato dal Sole, rappresenta l’ energia, la vitalità, la potenza. E’ il metallo regale per antonomasia e un supremo emblema di perfezione. L’ argento viene associato alla Luna ed è simbolo di spiritualità, intuito, saggezza. Rimanda alla magia e alla divinazione; non è un caso che sia sempre stato utilizzato per creare portentosi talismani. Oro e argento, rappresentando due poli opposti, sono agli antipodi e complementari a un tempo: l’ oro si riconduce al principio maschile, l’ argento al principio femminile. Non mi resta che augurarvi, dunque, un Capodanno sfolgorante di luce

Naeem Khan

Alexis Mabille

Givenchy

Germanier

Area NYC

Dolce & Gabbana

Dsquared2

Zara

Y/Project

Twinset

Alexis Mabille

Elie Saab

Valentino

Dsquared2

La Zarina

Burberry

Versace

Berta

 

 

 

Gold Christmas

Alberta Ferretti

Opulento, splendente, regale: l’ oro è il colore più prezioso del Natale. E anche quello maggiormente connesso al divino. Rimanda infatti alla luce emanata dal “Re dei re”, quella che Gesù ha portato nel mondo con la sua nascita. L’ arte sacra ha usato oro a profusione per raffigurare l’aureola, l’alone luminoso irradiato da coloro che detenevano il potere o avevano ricevuto il dono della santità. L’ oro brilla nelle tenebre, è emblema di luce ma anche di tesori materiali e morali. Rimanda alla ricchezza interiore, una dote che tutti dovrebbero imparare a coltivare. Il Natale ci invita a un viaggio introspettivo per riscoprirne il valore, raggiungendo la piena consapevolezza di noi stessi. Esaminato in un’ottica fashion, l’oro è perfetto per scintillare ai party di fine anno. Le collezioni Autunno Inverno 2021/22 lo propongono in dosi massicce, per il giorno e per la sera: basta indossare un capo oro per evocare una magica atmosfera di festa. Se preferite un look total gold, poi, non avrete che l’ imbarazzo della scelta. Perchè è tutt’oro quel che luccica…in questo caso potete starne certe.

A.Bocca

Dsquared2

Michael Kors Collection

Schiaparelli, spilla Colomba in Edizione Limitata

Moschino

AWAKE Mode

Chanel

Valentino

Ralph Lauren

JW Anderson

Andrew GN

Versace

Gucci

Dolce & Gabbana, The One Gold Eau de Parfum

Lazzari

Burberry

Vivienne Westwood

Calcaterra

Il sogno d’Inverno di Cecilie Bahnsen

 

Allure fiabesca, mood sognante, un accuratissimo studio materico e dei volumi: lo stile signature di Cecilie Bahnsen, giovane stilista danese fondatrice del brand che prende il suo nome, è inconfondibile. La collezione Autunno Inverno 2021/22 non fa eccezione. Il culto per l’artigianalità e per l’eco-sostenibile, l’ uso massiccio del bianco e nero (in questo caso affiancati al grigio e al rosa e al giallo tenui) , i ricami squisiti, rimangono i leitmotiv di creazioni che sono il frutto di un’incessante, scrupolosa ricerca. Maniche balloon, ampie gonne, fil coupé, si coniugano con un knitwear avvolgente alternato al velluto, a tessuti impalpabili e alla seta matelassé dando vita ad abiti eterei e magicamente atemporali. Sono abiti che sembrano fatti apposta per trascinarci in una dimensione onirica, per rincorrere la luminosità nel perlaceo grigiore dicembrino. Gli abiti ideali per tramutare un sogno d’Inverno in poetica realtà.

Red Christmas

Dior

Rosso, rosso, fortissimamente rosso: il colore del Natale per eccellenza, su VALIUM non può mancare. Ha già rappresentato il look di Dicembre ed ora rieccolo qui, protagonista di una selezione più ampia riguardo a stili, mood e sfumature. E’ un rosso per il giorno e per la sera, di volta in volta energetico o fiabesco, sfrontato o regale. Esplora svariate sfumature: lo scarlatto predomina, alternato all’ amaranto e al rosso veneziano. In qualunque nuance sia declinato, comunque, non perde nulla della sua potenza e del suo impatto visivo. Perchè è avvolgente, audace, divino, sublimemente affascinante. E soprattutto, sta bene con ogni carnagione e colore di capelli. Come diceva Christian Dior, “C’è sicuramente un rosso per tutti”.

Blumarine

Victoria Beckham

Bottega Veneta

Molly Goddard

Naeem Khan

Raf Simons

Sacai

Roksanda

Vivienne Westwood

AWAKE Mode

Marc Jacobs

 

 

 

Tendenze AI 2021/22 – 50 sfumature di beige (Soybean Pantone compreso)

Max Mara

Beige, cammello, kaki, il magnifico Soybean Pantone (un pale brown chiarissimo e molto luminoso): “catturiamoli” finchè siamo ancora in tempo, perchè poi arriveranno a sostituirli il rosso fuoco, l’oro, l’argento e la palette sfavillante del Natale. Sono degli evergreen, ma soprattutto risultano perfettamente in linea con quest’ultima tranche di Autunno. I colori delle foglie morte, della terra brulla e delle noci, lungi dall’ apparire spenti o seriosi, ammaliano con le loro sfumature avvolgenti ed emergono, con eleganza, nel panorama di bold colors di stagione. Provare per credere.

 

Fendi

Cividini

Tom Ford

Michael Kors Collection

Nina Ricci

Chloé

Loro Piana

N.21

Alberta Ferretti

Jacquemus

 

 

Il focus

 

Focus sull’ assoluto top trend dell’ Autunno Inverno 2021 2022: il piumino. Per lui, è un autentico trionfo. I designer hanno lasciato briglie sciolte alla fantasia e l’hanno proposto in un numero incalcolabile di versioni (le approfondiremo a breve nella rubrica dedicata alle Tendenze), spogliandolo definitivamente di qualsiasi accento sporty. Il piumino diventa uno dei capispalla più versatili e trasformisti: si accorcia come un bolerino, si allunga come un cappotto con tanto di strascico, si tramuta in stola…Tra le sue declinazioni troviamo, addirittura, quelle di coprispalla e di alto collo imbottito (Marc Jacobs docet), oppure il modello cappuccio + mantellina svasata. Il piumino-mantella, a proposito, è il nuovo diktat. Rick Owens lo ha presentato in varianti molteplici nella collezione Gethsemane, svelata sullo sfondo di un nebbioso e onirico Lido di Venezia, ma non si è limitato a quella reinterpretazione. Il piumino, in Gethsemane, è un vero e proprio leitmotiv che assume le forme più incredibili e disparate. Le creature avveniristiche che hanno sfilato sul molo del Lido lo esibivano in una serie di design altrettanto futuribili. Qualche esempio? Lunghe maniche unite a gilet spaziali, bolerini con spalle esagerate, mantelle impreziosite da uno strascico teatrale o poncho squadrati, dagli ampi volumi. Il mood apocalittico predomina, sintetizzato da mascherine che si allungano ben oltre il mento. Il look che ho scelto è perfettamente esemplificativo dello spirito della collezione. Una tuta tempestata di paillettes argentee inguaina le gambe e viene indossata con la parte superiore completamente abbassata, le due maniche a formare una sorta di decoro svolazzante. Il piumino, color verde muschio, sfoggia volumi importanti e lunghezze contrastanti: corto in vita, ha maniche lunghissime e si avvolge asimmetricamente attorno ad una spalla. Accessori significativi come la mascherina nera extralong e gli ankle boots con platform massiccio, da combattimento, rifiniscono il look alimentando suggestioni aliene ed alienanti.

 

Gucci goes to Hollywood: a Los Angeles ha sfilato la Gucci Love Parade

 

Gucci goes to Hollywood: per la sfilata che inaugura il periodo della rinascita (e coincide, peraltro, con il centenario della Maison), Alessandro Michele ha scelto come location l’ Hollywood Boulevard di Los Angeles. Un curioso destino, ultimamente, sta instaurando un legame tra Gucci e il Cinema. Il 9 Novembre è stata presentata a Londra la première di “House of Gucci”, il film nel quale Ridley Scott ripercorre l’ omicidio di Maurizio Gucci (con una splendida Lady Gaga nei panni di Patrizia Reggiani), mentre Milano si prepara a lanciare la pellicola questo sabato. Il 2 Novembre scorso, invece, lo storico brand fiorentino è approdato nella capitale del Cinema per un fashion show dal titolo pregnante, “Gucci Love Parade”. Ad introdurlo, un red carpet di divi hollywoodiani, popstar e fashionista da mozzare il fiato. Impossibile citarli tutti. Basti dire che Gwyneth Paltrow ha sedotto il parterre indossando un iconico tailleur pantalone in velluto rosso griffato Gucci by Tom Ford, e che i Maneskin hanno brillato per la loro presenza conquistando definitivamente il Paese a stelle e strisce. La sfilata si è tenuta lungo la Walk of Fame, dove i marciapiedi esibiscono le celebri stelle con incisi i nomi delle star e il TCL Chinese Theatre si erge imponente: uno scenario che l’ ambientazione notturna ha reso ancora più magico, tra lo sfavillio di un tripudio di insegne al neon e le luci variopinte dei riflettori che inondavano l’ Hollywood Boulevard. Qui, il sogno di Alessandro Michele ha preso vita. “Sogno” perchè, innanzitutto, il designer romano desiderava realizzare da tempo un fashion show nella “Mecca del Cinema”; in secondo luogo, cos’altro è il Cinema se non un sogno, la sua trasposizione sul grande schermo? Un sogno che ha il potere di far sognare. Non da ultimo, per Michele il Cinema rappresenta un’ eredità genetica, una passione che gli scorre nel sangue. Sua madre, con un background di assistente in una casa di produzione, gli ha trasmesso la fascinazione per la settima arte (che definiva “fabbrica dei sogni”) sin da quando era piccolissimo. Ripartire da Hollywood, contando sulla fama planetaria che vanta Gucci, è stato naturale. Prima, durante e dopo la sfilata abbiamo potuto assistere al trionfo di uno dei più prestigiosi marchi del Made in Italy, amato al punto tale da essere diventato uno status symbol. Ad avanzare sul catwalk, data la location, c’erano anche celebrity del calibro di Jared Leto, Macalauy Culkin e Jodie Turner-Smith, moderne incarnazioni delle divinità dell’ Olimpo hollywoodiano: in nessun altro luogo se non a Los Angeles il Cinema incarna un universo mitologico, con le sue Muse ed i suoi Dei. Lo show Gucci Love Parade li ha calati in un contesto tra l’ umano e il leggendario; modelli e modelle hanno sfilato in strada, come comuni mortali, ma in un viale fuori dal comune quale l’ Hollywood Boulevard. E’ stato interessante notare la valenza simbolica della “strada”, scelta quasi per sottolineare lo sdoganamento di alcuni leitmotiv dell’ estetica di Alessandro Michele: uno su tutti il genderless (adottato dagli stessi Maneskin, volendo fare un esempio). E poi la libertà, la piena affermazione di sè senza ricorrere a stereotipi, l’ esibizione di un’eccentricità che della libertà diviene parte integrante ed espressione pura.

 

 

La strada rimanda alla quotidianità, alla vita di tutti giorni. Ciò che prima poteva sembrare impensabile, stravagante, addirittura provocatorio, entra a far parte della realtà concreta grazie all’ amore – da qui il titolo “Gucci Love Parade”. “L’ amor che move il sole e l’altre stelle”, come scriveva Dante, in questo caso è l’ amore per il prossimo e per se stessi. Ma va anche considerato che la strada dove la sfilata si svolge non è una strada come ce ne sono tante: è la Walk of Fame dell’ Hollywood Boulevard, il viale delle stelle, il “cammino della celebrità”. Lo straordinario nell’ ordinario. Il sogno, l’ immaginazione, la meraviglia, aleggiano nell’ aria lungo tutto il percorso. Calpestare quel suolo è come calcare un palcoscenico, un luogo sfavillante e onirico dove ognuno si tramuta in una star. O, per meglio dire, nel protagonista della sua vita ideale, in cui i desideri più reconditi si fanno reali e ci si esprime senza timore, lasciando a briglia sciolta la fantasia oltre che il proprio vero io. E’ così che lo stile Gucci si coniuga con svariati riferimenti all’ iconografia cinematografica americana: cappelli da cowboy, abiti alla “Gilda” con lunghe maniche in pizzo, pepli argentei asimmetrici e iper plissettati, teatrali evening dress plastificati e bordati di ruches in tulle, stole a miriadi e pellicce eco indossate sulla pelle nuda, look ispirati a Cleopatra cosparsi di decori serpentiformi non passano inosservati, per quanto riguarda il womenswear. Gli elementi fetish abbondano; si declinano in bustini in lattice (anche sovrapposti agli abiti), reggicalze neri come se piovesse, calotte con ornamento jewel munite di catenella… contrapponendosi ad una femminilità d’antan che alterna le paillettes a un’ apparente sobrietà: alle spalline squadratissime fanno da contrappeso lunghi abiti in pizzo, accompagnati dalla tiara, oppure vestiti con strascico da diva anni ’30 impreziositi da miriadi di lamè e di piume. Tra gli iconici accessori che completano i look, citerò il più ricorrente: gli occhiali da sole cat-eye adornati da tre file di strass nella parte superiore. Rievocano l’epoca di Marilyn, delle pin-up, donando un accento di seduttività sfiziosa alla strabiliante Love Parade firmata Gucci. “Questa è Hollywood, la terra dei sogni. Alcuni si realizzano, altri no, ma voi continuate a sognare”, recitava la frase che concludeva il film blockbuster “Pretty Woman”: e il sogno di Alessandro Michele, non c’è dubbio, si è pienamente realizzato. (clicca qui per ammirare i look al completo)