Giugno: la scheda del mese

 

E poiché tutta questa bellezza non può essere il Paradiso, so nel mio cuore che è giugno.
(Abba Goold Woolson)

 

LE CARATTERISTICHE: Giugno, il sesto mese dell’anno, è un tripudio di sole e rigogliosità della natura. Ha una durata di 30 giorni, ed è il mese in cui l’Estate fa il suo ingresso ufficiale, il 21, con il Solstizio; il mese in cui la frutta e i fiori sono abbondanti, il mese in cui si inizia a mietere il grano. Se pensi a Giugno, un periodo in cui il grande caldo e l’orda vacanziera sono ancora relativamente lontani, la prima cosa che ti vengono in mente sono gli immensi campi di papaveri e di girasoli. I colori e i profumi sono vivaci, inebrianti. Il clima è un invito a vivere all’aperto e a trascorrere i primi weekend al mare oppure in campagna. Le giornate sono sempre più lunghe, si respira aria di libertà. E il contatto con la natura diventa un leitmotiv che proseguirà per tutta l’Estate.

 

 

IL NOME: in latino il suo nome era Iunius, da Iunonis, ovvero Giunone. Nell’antica Roma, infatti, questo mese era dedicato alla dea del parto e del vincolo nuziale.

I SEGNI PARTICOLARI: una luce intensa e vibrante. Colori caldi, tramonti stupendi e un primo assaggio d’Estate, a cui segue, dopo Il Solstizio, la magica atmosfera della notte di San Giovanni. Questa festa, che ricorre il 24 Giugno, dal punto di vista astronomico è perfettamente “simmetrica” a quella del Natale.

 

 

LE RICORRENZE: due le più importanti. Il 2 Giugno si celebra la Festa della Repubblica, il 24 la solennità di San Giovanni Battista, patrono di molte città italiane.

 

 

I SEGNI ZODIACALI: fino al 20 Giugno il Sole staziona nel segno dei Gemelli, dal 21 passa in quello del Cancro dove rimane fino al 22 Luglio.

IL COLORE: il corallo, simbolo della vitalità e dell’energia che questo mese ci dona.

 

 

LA PIETRA PREZIOSA: sono diverse. Quest’anno concentreremo la nostra attenzione sulla perla e sulla pietra di luna, una gemma illuminata da un particolare bagliore che richiama, appunto, quello del chiaro di luna.

 

 

IL PROFUMO: quello intenso e rilassante della lavanda ma anche quello dei fiori di tiglio, la cui dolcezza inebriante avvolge le luminose serate estive.

IL SAPORE: come per il mese di Maggio, è senza dubbio il sapore della frutta di stagione. A Giugno abbondano le ciliegie, le angurie, i meloni, le pesche, le albicocche, le susine e frutti di bosco come i mirtilli, il ribes e i lamponi, tutti ricchi di antiossidanti. Non c’è che l’imbarazzo della scelta, sia in fatto di gusto che di proprietà salutari.

 

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La ciliegia: ritratti still life dedicati al frutto-simbolo di Maggio

 

Di Maggio, ciliegie per assaggio

(proverbio italiano)

 

Se dovessimo simbolizzare il mese di Maggio con un frutto, sarebbe la ciliegia. Non tutte le ciliegie maturano a Maggio, solo alcune varietà. Eppure, essendo il frutto più goloso della transizione tra Primavera e Estate, sono diventate immediatamente “iconiche”; tantevvero che i dardi fioriferi del ciliegio, ovvero le gemme da cui nasce il frutto, sono comunemente chiamati “mazzetti di Maggio”. Succose e povere di calorie (100 grammi ne contengono circa 40), le ciliegie sono apprezzate sin dalla notte dei tempi. Si dice che gli antichi romani se ne cibassero in guerra, spargendo i noccioli in ogni luogo per favorire la loro diffusione. Anche il nome del frutto ha origini remote: proviene dal latino volgare ceresia, derivante dal greco κέρασος (kérasos) che, a sua volta, prendeva il nome da Cerasunte, una città dell’attuale Turchia. Secondo una leggenda, la ciliegia era il frutto-simbolo di Afrodite, dea greca dell’amore, della bellezza e della fertilità. Ed è proprio la Turchia il paese dove oggi vengono prodotte più ciliegie: oltre 500.000 tonnellate l’anno. Se volete approfondire le proprietà e le curiosità su questo frutto, cliccate qui. Se invece siete interessati a una rappresentazione artistica della ciliegia, guardate la gallery che ho pensato di dedicarle: un omaggio alle ciliegie in modalità still life, natura morta, per esaltare il contrasto tra la solarità del frutto-ponte tra Primavera e Estate e un’ambientazione essenziale, vagamente oscura e molto raffinata.

 

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Lavanda, il colore di Maggio

 

Lavanda blu,
lavanda verdolina
quando sarò re,
tu sarai regina.
(Filastrocca)

 

E’ un colore che rimanda ai campi sconfinati della Provenza, a quelle vaste distese in fiore che colleghiamo subito alla bella stagione. Il lavanda è il colore di Maggio, e di Maggio possiede tutte le caratteristiche: simboleggia la rigogliosità della natura, la spiritualità, la serenità, la raffinatezza. Si dice che il suo profumo sia un calmante naturale, che la sua vista favorisca la meditazione. Osservare un campo di lavanda, non a caso, è un po’ come ammirare l’infinito. Legata al chakra del terzo occhio, la lavanda stimola l’intuito, il raccoglimento e l’ispirazione. Da sempre viene associata all’eleganza e alla femminilità, ma per gli antichi popoli aveva anche un vantaggio speciale: era un fiore di buon auspicio, che attirava la fortuna e allontanava la negatività. Per il linguaggio dei fiori, la lavanda è un emblema di devozione e di purezza: profumato di lavanda, infatti, era l’intero corredo della sposa. Nelle serate più inoltrate di Maggio, al tramonto, persino il cielo può assumere delle splendide sfumature color lavanda, una tonalità piuttosto fredda e quasi magica di viola.

 

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Maggio: la scheda del mese

 

Come salgono bene gli alberi sui colli.
Maggio ha rinverdito tutto quanto
(Ghiannis Ritsos)

 

LE CARATTERISTICHE: a Maggio siamo nel cuore della Primavera. Il sole splende, il clima si è ormai stabilizzato e le ore di luce sono in netta prevalenza rispetto a quelle notturne. Potremmo definirlo un mese di transizione tra Primavera e Estate. La natura è rigogliosa, l’aria calda veicola profumi e odori. Maggio è il mese dedicato alla Madonna, è il mese delle rose, che fioriscono a profusione. Il quinto mese dell’anno conta 31 giorni ed esordisce con la Festa del Lavoro.

IL NOME: nel calendario romano era chiamato Maius ed era il mese che omaggiava Maia, divinità latina della fertilità. Non è un caso che proprio da Maius derivi il suo nome.

I SEGNI PARTICOLARI: ci incamminiamo verso l’estate, tra piene fioriture e tramonti che calano sempre più tardi. Le temperature aumentano, invitandoci a trascorrere molte ore all’aria aperta. A Maggio si celebra la Festa della Mamma, che cade la seconda domenica del mese.

 

 

LE RICORRENZE: le più note sono, appunto, la Festa del Lavoro del 1 Maggio e la Festa della Mamma.

I SEGNI ZODIACALI: il Sole staziona nel segno del Toro fino al 20 Maggio prima di spostarsi in quello dei Gemelli dal 21 in poi.

IL COLORE: secondo alcuni è il rosa, per altri il verde o il giallo radioso.

 

 

LA PIETRA PREZIOSA: lo smeraldo, che gli antichi Egizi utilizzavano ampiamente per ornare sia i gioielli che gli edifici architettonici. Per quel popolo, lo smeraldo era considerato una pietra magica dalle proprietà terapeutiche e divinatorie; inoltre, propiziava la fertilità e garantiva l’immortalità attraverso il ciclo della reincarnazione.

IL PROFUMO: il profumo della rosa, naturalmente, inebriante e vellutato. In particolare quello della Rosa Centifolia, una varietà chiamata anche Rosa di Maggio.

 

 

IL SAPORE: la frutta comincia ad avere un’impronta tipicamente estiva. Maturano le ciliegie, le nespole, le pesche e le albicocche. Il sapore di Maggio, dunque, sa di frutti succosi e dolci, proprio come le sue giornate.

 

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Il rosa, colore di Aprile e dell’Hanami

 

Il rosa è uno dei colori più frequentemente associati ad Aprile. Ma stavolta celebreremo la tonalità del mese in modo diverso: voleremo in Giappone, dove in tempo di Hanami (la contemplazione della fioritura dei ciliegi) tutto si tinge di un rosa etereo. Per molti si tratta di “effetto Sakura”, dal nome del fiore più amato nel Sol Levante, per altri di una semplice strategia di marketing. Fatto sta che, tra Marzo e Aprile, il Giappone si avvolge in un’autentica nuvola rosa: dal food & beverage agli spazi urbani, dall’arredo alle luci al neon. E’ tutto molto Kawaii (可愛い), “carino”, “adorabile”, utilizzando un termine in voga qualche anno fa. Sembra quasi di vivere in un cartoon; non a caso, gli “anime” giapponesi spopolano da tempo a livello globale. Osserviamo questo fenomeno un po’ più da vicino.

 

Food & Beverage

 

 

Il rosa impazza sia per quanto riguarda i prodotti locali che internazionali. Qualche esempio? La Coca Cola in questo periodo viene racchiusa in bottiglie di alluminio con decorazioni florali rosa, Starbucks propone linee di tazze, borracce e gadget in total pink, Kit Kat adotta il gusto Sakura e va letteralmente a ruba. Ma non è finita qui. Vanno segnalati il Sakura Burger di Burger King, che tempo fa lanciò gli hamburger tinti di rosa, la Pepsi Sakura color rosa confetto, il Red Bull pink edition, ai frutti di bosco e fiori di ciliegio, e le patatine fritte che “sanno” di Sakura. Tra i dolcetti tradizionali e color di rosa dell’Hanami ricordiamo i Sakura Motchi, composti da riso glutinoso ripieno di marmellata di fagioli rossi, e gli Hanami Dango, tre soffici gnocchi di riso (di cui uno rosa come il fiore di ciliegio) infilati in uno spiedino, mentre le bevande vedono oggi prevalere il Sakura Latte e il Bubble tea, rigorosamente rosa e dal gusto delicato. Per maggiori informazioni sui cibi dell’Hanami, clicca qui

 

 

Al ristorante

Anche il menu si tinge di rosa. Tra i cibi a tema troverete i Sakura Soba, tagliolini di grano saraceno mixati alla polvere dei fiori di ciliegio essiccati, e il Sakura-dofu, l’antipasto a base di tofu rosa sormontato da un petalo di Sakura.

 

 

La luce dei fiori

Il rosa dell’Hanami non è solo un colore, bensì uno stato d’animo. Invita a cogliere l’attimo, il bello nel qui e ora, a godere della meraviglia effimera nel pieno del suo splendore, prima che decada. Ho parlato molte volte di questo concetto, su MyVALIUM (rileggi qui l’articolo). La fioritura dei ciliegi riempie di incanto anche gli spazi urbani: il termine “Hana-akari”, ovvero “luce dei fiori”, descrive il particolare bagliore che emanano i ciliegi in fiore; un chiarore rosato e onirico che sembra illuminare la luce del crepuscolo. Spetta alle lanterne tradizionali, le Bonbori, creare dei chiaroscuri magici tra le chiome fiorite. La luce che sprigionano è soffusa, nei toni del bianco o del rosa, e riesce ad esaltare in modo mirabile il chiarore dei petali stagliato contro il cielo buio.

 

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Aprile: la scheda del mese

 

Quando Aprile con le sue dolci piogge ha penetrato fino alla radice la siccità di Marzo, impregnando ogni vena di quell’umore che la virtù di dar ai fiori, quando anche Zeffiro col suo dolce flauto ha rianimato per ogni bosco e ogni brughiera i teneri germogli, e il nuovo sole ha percorso metà del suo cammino in Ariete, e cantando melodiosi gli uccelletti che dormono tutta la notte ad occhi aperti la gente è allora presa dal desiderio di mettersi in pellegrinaggio.

(Geoffrey Chaucer, da “I racconti di Canterbury”)

 

LE CARATTERISTICHE: è il mese primaverile per eccellenza, quello che viene maggiormente identificato con questa stagione. E’ composto di 30 giorni e la Pasqua, molto spesso, si festeggia proprio ad Aprile.

IL NOME: per alcuni è una derivazione di “Apro”, un nome etrusco che si rifà al greco Aphrodítē, Afrodite. Il mese di Aprile, infatti, era dedicato alla dea della bellezza e della fecondità. Altri asseriscono invece che provenga da “aperire”, aprire in latino, un verbo collegato al fenomeno dello sboccio dei fiori. Nel Calendario Romano, che iniziava a Marzo, Aprile era il secondo mese dell’anno: i romani celebravano il suo arrivo con riti e festeggiamenti campestri per propiziare la fertilità della natura.

I SEGNI PARTICOLARI: il meteo, solitamente, è ancora instabile. Tradizionalmente è un mese mite, ma l’alternanza di pioggia e sole si rivela assai frequente. In agricoltura è tempo di semina. Quest’anno, il 5 Aprile, noi cristiani festeggeremo la Risurrezione di Gesù.

 

 

LE RICORRENZE: non è raro che sia la Pasqua che il Lunedì dell’Angelo cadano ad Aprile. Per il resto, il mese viene inaugurato con la giocosa tradizione popolare del “pesce d’Aprile”.

I SEGNI ZODIACALI: fino al 21 Aprile il Sole staziona nel segno dell’Ariete per poi spostarsi in quello del Toro, dove rimarrà fino al 20 Maggio.

IL COLORE: il lavanda ma anche il rosa, ispirato alla vasta gamma di fiori di questa tonalità che sbocciano ad Aprile. Tra essi rientrano i fiori di ciliegio, la magnolia e l’azalea.

 

 

LA PIETRA PREZIOSA: la pietra più preziosa di tutte, ovvero il diamante. L’immenso valore di questa gemma era ben noto anche agli antichi popoli; non a caso, al diamante erano associate moltissime leggende. Gli antichi romani, ad esempio, sostenevano che i diamanti fossero lacrime degli dei, mentre i faraoni egizi li collocavano al centro del geroglifico corrispondente alla parola “vita”. Per i greci e gli indiani erano un simbolo di invincibilità, e Platone affermava che i diamanti fossero l’incarnazione delle divinità.

IL PROFUMO: non potrebbe che essere un misto di fragranze floreali. Note inebrianti di gelsomino, mughetto, violetta e giacinto, a cui potrebbero aggiungersi anche il glicine e la magnolia.

 

 

IL SAPORE: quello delle fragole, assolute primizie. Dolci, profumate, fresche, in Aprile vantano un sapore ancora più intenso che ben si sposa con svariati dolciumi: torte, crostate, tiramisù e sbriciolate, senza trascurare le insalate e le macedonie.

 

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Celeste, il colore di Marzo

 

Il celeste è il colore della semplicità, che illumina ciò che più s’avvicina all’essenziale.
(Fabrizio Caramagna)

Il colore di Marzo è il celeste, una tonalità primaverile che rispecchia quella del cielo terso nelle prime giornate assolate. I pittori lo ottengono mescolando il bianco a una minima quantità di blu, intensificando quest’ultimo fino a raggiungere la sfumatura desiderata. Ma il celeste di cui sto parlando, che vira all’azzurro polvere ed è una cromia fredda e intrisa di fascino, viene creato aggiungendo una punta di lavanda, o violetto di cobalto, al bianco e al blu oltremare: la sua preparazione già ne anticipa l’incanto. Che cosa simboleggia il celeste? E’ un colore che si associa alla serenità, alla calma, alla purezza, ma anche alla spiritualità: non è un caso che la religione cattolica l’abbia scelto come tonalità emblematica della Vergine Maria; il celeste rappresenta la trascendenza, l’infinito, la divinità. Anche gli angeli sono simbolicamente legati al celeste, e così il Paradiso, definito infatti “la Casa Celeste”. Questo colore esprime un senso di pace e favorisce la meditazione. Per la cromoterapia è in grado di ridurre lo stress, contrastando l’ansia e l’insonnia. Nel mondo, non sono poche le culture che collegano il celeste alla fortuna e alla purificazione. Potremmo considerarlo una tonalità “interiore”, associata all’intuito, all’empatia e all’armonia che viene da dentro. A Marzo, inoltre, sbocciano molti fiori di un celeste più o meno intenso: basti pensare al myosotis, conosciuto come “nontiscordardime”, al giacinto (la variante celeste è quella che fiorisce per prima), all’iris, alla bellevalia dubia, all’anemone blanda blue. Dulcis in fundo, anche la moda elegge il celeste, o meglio l’azzurro polvere, a colore di tendenza in assoluto della Primavera 2026.

 

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Marzo: la scheda del mese

 

La primavera è il risveglio della terra. I venti di marzo sono gli sbadigli di prima mattina. 

(Lewis Grizzard)

LE CARATTERISTICHE: il terzo mese dell’anno, che consta di 31 giorni, nel Calendario Gregoriano è il mese in cui inizia la Primavera. Per gli antichi romani l’anno cominciava a Marzo: nell’Urbe, in questo mese, si insediavano i nuovi consoli e iniziavano le campagne militari.

IL NOME: Marzo deriva da Martius, Marte in latino, perchè era il mese che i romani dedicavano al dio della guerra. Ma Martius era anche il nome di un’antichissima divinità che presiedeva alla fertilità e al benessere dei campi: per questo motivo si pensava che sia la guerra, sia la rinascita primaverile, fossero governate dagli dei.

I SEGNI PARTICOLARI: è un mese a cavallo tra Inverno e Primavera, quindi meteorologicamente instabile. I proverbi lo definiscono “pazzerello” perchè può passare dalla pioggia al sole in un battito di ciglia. Le giornate si allungano ulteriormente, tra il 20 e il 21 del mese arriva la Primavera. Intanto la natura si risveglia, dando il via a quel meraviglioso fenomeno che è la fioritura.

 

LE RICORRENZE: la festa mondialmente più nota è senza dubbio la Giornata Internazionale della Donna, che cade l’8 Marzo, e viene celebrata tra incontri, dibattiti e serate tutte al femminile in un tripudio di fiori di mimosa. Il 19 Marzo, San Giuseppe, ricorre la Festa del Papà. Quest’anno, l’Equinozio di Primavera verrà invece festeggiato il 20 Marzo: la Primavera farà il suo ingresso ufficiale alle 15.46.

 

 

I SEGNI ZODIACALI: il Sole rimarrà nel segno dei Pesci fino al 20, poi dal 21 entrerà in quello dell’Ariete.

IL COLORE: l’azzurro polvere, che richiama il cielo primaverile ancora un po’ velato di foschia, e in generale tutti i colori pastello.

 

 

LA PIETRA PREZIOSA: l’acquamarina, cristallina come un mare limpido, associata da sempre all’armonia interiore e a una pacata lucidità mentale. Possiede anche proprietà talismaniche; è un simbolo di amore sincero e di lealtà perenne.

 

 

IL PROFUMO: quello della mimosa, naturalmente. E’ inebriante, inconfondibile e ad alto tasso di iconicità, dato che viene sprigionato dal fiore emblematico della Festa della Donna.

 

 

IL SAPORE: gli asparagi sono la verdura più tipica del mese di Marzo. Di conseguenza, qualsiasi piatto a base di asparagi rappresenta  un sapore eccellente: il risotto, la pasta, la frittata, le lasagne agli asparagi si alternano a delizie regionali quali gli strangozzi umbri agli asparagi e gli asparagi alla milanese.

 

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Bye Bye February

 

Il grande lavoro inizia. Febbraio decifra, scava il passaggio. Rende percepibili i primi segni della primavera. La pozzanghera vuole farsi cielo, l’albero vuole farsi poesia. Nella pupilla dei bucaneve si leggono i primi messaggi di luce.

(Fabrizio Caramagna)