Marzo: la scheda del mese

 

La primavera è il risveglio della terra. I venti di marzo sono gli sbadigli di prima mattina. 

(Lewis Grizzard)

LE CARATTERISTICHE: il terzo mese dell’anno, che consta di 31 giorni, nel Calendario Gregoriano è il mese in cui inizia la Primavera. Per gli antichi romani l’anno cominciava a Marzo: nell’Urbe, in questo mese, si insediavano i nuovi consoli e iniziavano le campagne militari.

IL NOME: Marzo deriva da Martius, Marte in latino, perchè era il mese che i romani dedicavano al dio della guerra. Ma Martius era anche il nome di un’antichissima divinità che presiedeva alla fertilità e al benessere dei campi: per questo motivo si pensava che sia la guerra, sia la rinascita primaverile, fossero governate dagli dei.

I SEGNI PARTICOLARI: è un mese a cavallo tra Inverno e Primavera, quindi meteorologicamente instabile. I proverbi lo definiscono “pazzerello” perchè può passare dalla pioggia al sole in un battito di ciglia. Le giornate si allungano ulteriormente, tra il 20 e il 21 del mese arriva la Primavera. Intanto la natura si risveglia, dando il via a quel meraviglioso fenomeno che è la fioritura.

 

LE RICORRENZE: la festa mondialmente più nota è senza dubbio la Giornata Internazionale della Donna, che cade l’8 Marzo, e viene celebrata tra incontri, dibattiti e serate tutte al femminile in un tripudio di fiori di mimosa. Il 19 Marzo, San Giuseppe, ricorre la Festa del Papà. Quest’anno, l’Equinozio di Primavera verrà invece festeggiato il 20 Marzo: la Primavera farà il suo ingresso ufficiale alle 15.46.

 

 

I SEGNI ZODIACALI: il Sole rimarrà nel segno dei Pesci fino al 20, poi dal 21 entrerà in quello dell’Ariete.

IL COLORE: l’azzurro polvere, che richiama il cielo primaverile ancora un po’ velato di foschia, e in generale tutti i colori pastello.

 

 

LA PIETRA PREZIOSA: l’acquamarina, cristallina come un mare limpido, associata da sempre all’armonia interiore e a una pacata lucidità mentale. Possiede anche proprietà talismaniche; è un simbolo di amore sincero e di lealtà perenne.

 

 

IL PROFUMO: quello della mimosa, naturalmente. E’ inebriante, inconfondibile e ad alto tasso di iconicità, dato che viene sprigionato dal fiore emblematico della Festa della Donna.

 

 

IL SAPORE: gli asparagi sono la verdura più tipica del mese di Marzo. Di conseguenza, qualsiasi piatto a base di asparagi rappresenta  un sapore eccellente: il risotto, la pasta, la frittata, le lasagne agli asparagi si alternano a delizie regionali quali gli strangozzi umbri agli asparagi e gli asparagi alla milanese.

 

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Bye Bye February

 

Il grande lavoro inizia. Febbraio decifra, scava il passaggio. Rende percepibili i primi segni della primavera. La pozzanghera vuole farsi cielo, l’albero vuole farsi poesia. Nella pupilla dei bucaneve si leggono i primi messaggi di luce.

(Fabrizio Caramagna)

 

Febbraio e i proverbi del Carnevale

 

Quest’anno, il Carnevale è imminente: lo festeggeremo a partire dalla prossima settimana. Il periodo carnevalesco è uno dei più straordinariamente ricchi di proverbi, se ne contano a bizzeffe. Il Carnevale, infatti, è una festa antichissima. Durante il Medioevo, quando iniziò ad assumere un aspetto piuttosto simile a quello attuale, era una ricorrenza all’insegna del “riso popolare”, un lasso di tempo liberatorio privo di regole e gerarchie sociali. A Carnevale ogni persona era uguale all’altra, non esistevano titoli, ricchezze o professioni prestigiose. Ciò che contava era divertirsi. Anche per questo, il popolo attendeva con gioia che arrivasse Febbraio: la festa più pazza dell’anno dava modo di sfogarsi, sbloccare i freni inibitori, ridere, trasgredire, scherzare. Senza contare poi che il Carnevale, che precedeva la Quaresima, era un’occasione per mangiare a ruota libera, allestendo pantagruelici banchetti prima del digiuno penitenziale. A Carnevale ci si dedicava a balli sfrenati e si assisteva a spettacoli di strada in un clima di ebbrezza totale. Si dimenticavano le fatiche e le ristrettezze della quotidianità, ogni follia diventava lecita. Tutto questo, senza ombra di dubbio, ha contribuito a far sì che nascessero tanti proverbi in onore del Carnevale e della sua carica irriverente.

 

 

A Carnevale ogni scherzo vale, ma che sia uno scherzo che sa di sale.

 

 

Carnevale guarisce ogni male.

 

 

Chi s’imbroncia nel Carnevale, ha in capo poco sale.

 

 

Amore nato a Carnevale, muore a Quaresima. 

 

 

Carnevale a casa d’altri, Pasqua a casa tua, Natale in corte.

 

 

Chi si marita male non fa mai Carnevale.

 

 

Carnevale col sole, Pasqua molle.

 

 

I frutti di Carnevale si raccolgono in Quaresima.

 

 

A Carnevale tutto il mondo è bello, anche i brutti. 

 

 

Da san Luca (18 ottobre) a Natale, tutti studiano uguale; da Carnevale a Pasqua, chi studia e chi studiacchia.

 

 

Chi non gioca a Natale, chi non balla a Carnevale, chi non beve a san Martino, è un amico malandrino.

 

 

E’ come un cardo senza sale, far col marito il Carnevale.

 

 

Se pensi sempre male, buonanotte al Carnevale.

 

 

Tutti i cibi in Quaresima fan male, a chi abusò di tutti in Carnevale.

 

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Febbraio: la scheda del mese

 

LE CARATTERISTICHE: nel Calendario Gregoriano, Febbraio è il secondo mese dell’anno. Dura 28 giorni, 29 se l’anno è bisestile.

IL NOME: Febbraio deriva dal verbo “februare”, in latino “purificare”. Nell’antica Roma, infatti, in questo mese si svolgevano i rituali di purificazione dedicati al dio Februs e alla dea Febris.

I SEGNI PARTICOLARI: è l’ultimo mese interamente invernale dell’emisfero boreale. Il clima è ancora rigido, ma sprazzi di sole cominciano a fare capolino. Pioggia, gelo e neve sono frequenti, anche se l’ebbrezza delle atmosfere carnascialesche tende a farlo dimenticare. Febbraio, grazie alla festa di San Valentino, è considerato il mese degli innamorati.

 

 

LE RICORRENZE: la festa della Candelora, che commemora la presentazione di Gesù al Tempio, si celebra il 2 Febbraio. Il 14 Febbraio, in tutto il mondo noto come “il giorno degli innamorati”,  ricorre San Valentino. Il Carnevale è una festa mobile che quest’anno cadrà alla metà del mese: Giovedì Grasso si festeggerà il 12 Febbraio, Martedì Grasso il 17.

 

I SEGNI ZODIACALI: l’Acquario, fino al 19 Febbraio,  e i Pesci, dal 20 Febbraio in poi.

 

IL COLORE: il viola, un connubio di passione e introspezione simboleggiate dal rosso e dal blu, i due colori che lo compongono.

 

LA PIETRA PREZIOSA: l’ametista, che fa parte della famiglia del quarzo. E’ nota per il viola profondo che la contraddistingue ed è un emblema di saggezza, serenità, equilibrio e forza interiore.

 

IL PROFUMO: quello dei fiori del Calicanto d’Inverno, che sbocciano nel cuore della stagione fredda, sui rami scheletrici, persino con la neve. Il loro odore è molto intenso e in Cina venivano tradizionalmente utilizzati per le potenti virtù terapeutiche che possiedono.

(Foto di M’s photography from Tokyo, Japan, CC BY 2.0 <https://creativecommons.org/licenses/by/2.0>, da Wikimedia Commons)

IL SAPORE: senza dubbio, quello delle ciambelle fritte, delle castagnole, delle frappe e della cicerchiata, i dolci tipici di Carnevale.

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Bianco, il colore di Gennaio

 

La simbologia

Bianco come la neve, come il ghiaccio, ma anche come il rinnovamento: un foglio bianco su cui scrivere, tutto da riempire. Bianco è il colore di Gennaio, un non-colore che è al tempo stesso la somma di tutti i colori dello spettro cromatico. Ma a quali accezioni rimanda la tonalità che meglio rispecchia l’inizio del nuovo anno? Da sempre è un emblema di purezza, essenzialità, candore, luce, pace, verginità e nuovi inizi. Il bianco ha anche un profondo significato spirituale, non a caso è il colore dell’abito da sposa, della Prima Comunione e della veste battesimale; i sacerdoti indossano paramenti bianchi durante le solennità più importanti: il Tempo di Natale e di Pasqua, le feste dedicate a Gesù (Passione eclusa), a Maria, agli angeli, ai santi non morti martiri…I paramenti bianchi sono riservati anche a ricorrenze come Ognissanti e alle liturgie funebri, per celebrare la vita eterna. Il bianco rappresenta il divino non solo nel Cattolicesimo, bensì in svariate religioni. Una sfumatura eterea di bianco, Cloud Dancer, è il Colore dell’Anno che Pantone ha scelto per il 2026.

Il nome

“Bianco” deriva dal tardo latino “blancus”, a sua volta derivante dal germanico “blanch” che designava il bianco lucente. Nel latino classico, questo colore veniva chiamato “albus” o “candidus”.

Il bianco nel mondo

La simbologia del bianco varia a seconda delle culture: in Cina, India e molti altri stati orientali è il colore della morte, del lutto, della malinconia. Quest’accezione si ritrova anche in diversi paesi africani. Nel Taoismo, il bianco rappresenta l’elemento maschile (lo Yang) in perfetto equilibrio con il nero, che simboleggia quello femminile (lo Yin).

 

 

Il bianco e la sua storia

Nelle grotte del Paleolitico sono stati rinvenuti dipinti e graffiti realizzati con questo colore. Per gli antichi romani il bianco era associato all’oltretomba e ai fantasmi, anime tormentate che non avevano ancora trovato riposo. Nella Città Eterna, tuttavia, il bianco era anche legato a una simbologia positiva: durante le elezioni, i candidati che volevano evidenziare la loro rettitudine morale indossavano toghe completamente bianche. Durante il Medioevo, le pergamene dei manoscritti miniati venivano sottoposte a un processo di lavorazione che le schiariva il più possibile, sostituendo il bianco al marroncino della pelle animale.  A cavallo tra il XIV e il XV secolo, con la Guerra dei Cent’Anni, la bandiera bianca iniziò a simboleggiare la resa, la richiesta di una tregua o di un cessate il fuoco.  Anticamente, il bianco, emblema di pulizia e candore per antonomasia, rappresentava l’unico colore possibile per la biancheria, anche intima; qualsiasi altra tonalità sarebbe stata reputata disdicevole. Quando Papa Pio IX, nel 1854, istituì il dogma dell’Immacolata Concezione, il bianco, simbolo di purezza, divenne uno dei due colori-simbolo dell’iconografia mariana (il secondo era l’azzurro, che rappresentava il divino).  Con lo scopo di rafforzare il concetto di potere come diretta emanazione della volontà di Dio, il bianco fu adottato anche dai re. Nel corso dei secoli, con la piena affermazione dei valori borghesi, l’illibatezza femminile assunse un’importanza fondamentale. Alla fine del 1800, dunque, l’abito da sposa bianco (sinonimo di castità) sostituì definitivamente quello rosso, fino ad allora in voga.

Simbologia negativa del bianco

Il bianco è uno di quei colori che o si amano o si odiano. Alcuni lo reputano un colore “freddo”, apatico, che non trasmette emozioni; un colore dal minimalismo eccessivo che comunicherebbe distacco, isolamento e indifferenza. Per chi non lo ama, il bianco può “esistere” solo se viene abbinato ad altri colori.

 

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Gennaio e i suoi proverbi

 

I proverbi di Gennaio si focalizzano prevalentemente sulle condizioni meteo: un nuovo anno è cominciato, ma la terra è ancora assopita. Neve, pioggia e gelo intenso ostacolano il percorso verso la rinascita. L’agricoltura si concentra sui lavori di potatura e di preparazione del terreno, come la concimazione e la vangatura; il raccolto si riduce agli agrumi e ai tipici ortaggi invernali (radicchio, cavoli, finocchi, cicoria…). La saggezza popolare unisce spesso Gennaio e Febbraio, in termini di detti: sono piuttosto simili e, secondo superstizioni varie, determinanti nel prevedere l’andamento dei mesi successivi. Anche la luna ricorre di frequente, nei proverbi; si dice che risplenda in modo particolare, con un probabile riferimento alla Luna Piena del Lupo. Il freddo è un altro elemento molto presente. Ma mentre il gelo viene visto come la norma in questo ciclo della natura, della primavera anzitempo si diffida, perchè “infida” e “malandrina”.

 

 

Gennaio e Febbraio, empie o vuota il granaio.

 

 

Felice il bottaio che pota in Gennaio.

 

 

A Gennaio: sotto la neve pane, sotto la pioggia fame.

 

 

Gennaio e Febbraio mettiti il tabarro.

 

 

Non v’è gallina o gallinaccia che di Gennaio uova non faccia. 

 

 

Chi vuole un buon agliaio, lo ponga di Gennaio.

 

 

San Vincenzo, l’inverno mette i denti.

 

 

La luna di Gennaio fa luce come giorno chiaro.

 

 

Primavera di Gennaio reca sempre un grande guaio.

 

 

Gennaio: dopo la neve, buon tempo viene.

 

 

Gennaio ingenera, Febbraio intenera.

 

 

Gennaio secco, lo villan ricco.

 

 

Gennaio forte, tutti i vecchi si augurano la morte.

 

 

Gennaio bello, Febbraio in mantello.

 

 

Se Gennaio sta in camicia, Marzo scoppia dalle risa.

 

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Gennaio, il cuore dell’inverno

 

“Ogni uomo dovrebbe di nuovo nascere il primo giorno del mese di gennaio e cominciare con una pagina nuova. Mettere un foro in più nella cintura, se necessario, o toglierne uno, a seconda delle circostanze. Ma il primo giorno del mese di gennaio ogni uomo indossi le sue vesti ancora una volta, con la faccia protesa in avanti, e si dimentichi il passato e le cose che erano.”

(Henry Ward Beecher)

 

Caratteristiche

Gennaio è un nuovo inizio. L’anno è appena cominciato, siamo nel cuore dell’inverno. I colori che predominano sono il bianco e il grigio, le sfumature della neve e del gelo. Gennaio viene considerato il mese più freddo dell’anno, una peculiarità che ritorna nella leggenda dei Giorni della Merla, dove ad essere definiti tali sono gli ultimi tre giorni del mese. Il primo mese dell’anno conta 31 giorni e inizia con l’ultima tranche delle feste natalizie: Capodanno e la Befana. Il 6 Gennaio sancisce, peraltro, anche la fine delle Dodici Notti Sante. A Gennaio, l’agricoltura si ferma quasi totalmente: la terra riposa sotto una spessa coltre di neve. Eppure, già verso la metà del mese, le giornate cominciano a poco a poco ad allungarsi; il buio dicembrino si attenua, diluito nei timidi spiragli di luce che il nuovo anno porta con sè.

Storia

Il nome Gennaio deriva da Ianus, il dio Giano dell’antica Roma, divinità bifronte associata alle soglie di passaggio, ai mutamenti e agli attraversamenti. Fino al 153 a.C., il Calendario Romano iniziava a Marzo: per i romani, l’inverno non aveva mesi. Spetta a Numa Pompilio (secondo re di Roma) l’aver introdotto, nel 713 a.C., i mesi di Gennaio e Febbraio in calendario; Numa Pompilio li decretò, rispettivamente, primo e secondo mese dell’anno. Nel II secolo a.C., Gennaio cominciò a coincidere ufficialmente con l’inizio dell’anno; la conferma arrivò qualche secolo dopo, nel 1582, quando la riforma del calendario ad opera di Papa Gregorio XIII sancì definitivamente che il Calendario Gregoriano iniziasse il 1 Gennaio.

Segni zodiacali

Fino al 20 Gennaio siamo sotto il segno del Capricorno, dal 21 in poi sotto il segno dell’Acquario.

Ricorrenze

Gennaio si apre con Capodanno, il primo giorno dell’anno, segnato da grandi festeggiamenti. Il 6 si celebra, invece, una solennità di fondamentale importanza per il mondo cattolico: l’Epifania, dal greco epiphaneia, ovvero la manifestazione della divinità di Gesù.

Colore

Il colore di Gennaio è il bianco, come la neve che cade copiosamente.

Pietra Preziosa

La gemma legata al mese di Gennaio è il granato, dal latino “granatus” ovvero melograno. Questa pietra è prevalentemente rossa, ma esiste anche nei toni del giallo, dell’arancio, del viola e del verde. Potremmo considerarla di buon auspicio per il nuovo anno, poichè viene reputata un emblema di salute, felicità e prosperità economica; non è un caso che, sin da tempi remotissimi, il granato simbolizzi la buona fortuna.

 

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Rosso, oro, bianco e verde: i colori del Natale sono i colori di Dicembre

 

L’agrifoglio è spinoso e punge come l’inverno, ma le sue bacche rosso carminio ci regalano la magia del Natale.
(Fabrizio Caramagna)

 

Dicembre: non uno, ma ben quattro potrebbero essere i colori del mese. I colori del Natale, ovvero il bianco, l’oro, il rosso e il verde (in ordine rigorosamente alfabetico). Ma perchè questi colori, e soprattutto, che cosa simboleggiano? I loro significati risalgono a concetti e tradizioni di origine sia pagana, che cristiana. Per approfondirli, stavolta esamineremo i quattro colori in base alla loro “importanza” e popolarità.

Il rosso

Cominciamo subito con il rosso: considerato il colore del Natale per eccellenza, si ricollega alla vita e alla vitalità, ma anche al sangue di Cristo. Da sempre associato a tutto ciò che è regale e sacro, era un colore che accomunava le vesti dei re e dei più alti rappresentanti del sacerdozio cattolico; San Nicola, vescovo di Myra, indossava un ampio mantello e una mitra di colore rosso. Il rosso, tuttavia, predominava anche negli antichi rituali pagani. Tornando a tempi più recenti, questo colore cominciò a identificare il Natale grazie a una campagna di marketing della Coca Cola, che nel 1931 pubblicizzò la sua bevanda affiancandola a un Babbo Natale paffuto, gaudente e vestito di rosso: praticamente, Babbo Natale così come lo conosciamo oggi.

 

L’oro

Rappresenta la maestosità, la preziosità, la magnificenza del Natale. Ma è innanzitutto luce divina, la luce che risplende sulle tenebre e le sconfigge con il suo fulgore: pensiamo alla stella di Betlemme, ma anche a Gesù stesso. I re Magi, quando fanno visita al Bambinello, gli portano in dono l’oro insieme all’incenso e alla mirra. Simbolicamente, l’oro è legato alla conoscenza e alla consapevolezza di sé, ed è un emblema di rinascita.

 

Il bianco

Simboleggia la neve del Natale, il candore, la purezza e l’innocenza. E’ il colore della pace e denota l’animo puro di Gesù, appena venuto al mondo. Il bianco rientra tra i colori neutri, ma in questo caso può essere considerato, metaforicamente, un colore caldo: che esprime cioè il calore e l’intensità dei sentimenti sinceri e duraturi.

 

Il verde

E’ il colore dell’albero di Natale, ma non solo. Il vischio, l’agrifoglio e il pungitopo sono verdi, come tutti i sempreverdi appunto: piante che sono in grado di resistere all’inverno, simboli di tenacia e resilienza. Non è un caso che il verde sia associato alla vita eterna, alla speranza e alla rinascita, una simbologia che si adatta perfettamente alla figura di Gesù.

 

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Dicembre e i suoi proverbi

 

Dicembre è un mese in cui, in agricoltura, la produzione si ferma. Le attività si concentrano più che altro sulla preparazione dei campi per i mesi futuri: se non c’è gelo il terreno si lavora, si concima; per preservare dal freddo intenso le colture invernali, si ricorre a espedienti come le coperture e la pacciamatura, ossia il rivestimento del terreno con materiale inorganico e organico (tipo la paglia, i trucioli di legno e la corteccia di pino). Il raccolto si riduce a pochi prodotti, generalmente frutta e ortaggi come i cavoli e le melagrane. In questo periodo di riposo, che anticamente, per ovvi motivi, era vissuto con maggior apprensione rispetto ad oggi, le priorità erano assicurarsi la quantità di cibo necessario per superare l’Inverno e riscaldare degnamente la propria casa. Poi c’erano, naturalmente, le tradizioni, le leggende e le credenze tipiche di Dicembre, le sue ricorrenze, e una folata di magia avvolgeva anche le campagne. Su cosa si incentrano, dunque, i proverbi di questo mese? Il meteo come sempre predomina, seguito dai (pochi) lavori agricoli e dal freddo che contraddistingue il periodo. Molti gli accenni alle solennità dei santi, Natale e Capodanno. La superstizione prevale, forse a livelli maggiori rispetto agli altri mesi dell’anno: a Dicembre, quando la natura è assopita e il gelo impera, c’è bisogno di  certezze e di rassicurazioni.

 

 

Dicembre nevoso, anno fruttuoso.

 

 

Dicembre piglia e non rende.

 

 

Dicembre davanti ti agghiaccia e dietro ti offende.

 

 

Dicembre gelato non va disprezzato.

 

 

Per Santa Bibiana scarponi e calza di lana.

 

 

A Santa Barbara sta’ intorno al fuoco e guardalo.

 

 

Da Santa Lucia il freddo si mette in via.

 

 

Seminare decembrino vale meno d’un quattrino.

 

 

Da Santa Lucia a Natale il dì s’allunga quanto un passo di cane.

 

 

Dicembre mese di bruma: davanti mi scalda e dietro mi consuma.

 

 

Per Santa Lucia e per Natale, il contadino ammazza il maiale.

 

 

A Natale freddo cordiale.

 

 

Avanti Natale, nè freddo nè fame.

 

 

A San Silvestro la neve alla finestra.

 

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