La calza della Befana

 

” Ecco l’origine dell’uso di esporre le scarpe sulle finestre, la sera dell’Epifania, uso tradizionale nei bimbi. E’ certo che i signori Re magi, per venire da noi, hanno fatto un lunghissimo viaggio – e i viaggi sciupano le scarpe – quindi, è pur certo, che la migliore offerta che noi possiamo far loro, allorché passano da casa nostra, sia quella,… delle scarpe. Essi poi gentilmente contraccambiano l’offerta con qualche loro mercanzietta, dolci, giochi ecc…. e di ciò i bimbi li ringraziano cordialmente. “

Carlo Dossi, da “Note Azzurre”

 

Buona Epifania. Il termine, derivante dal greco antico, è composto da un incrocio tra il verbo “epifàino” e il sostantivo “epifàneia” (che significano rispettivamente “mi rendo manifesto” e “apparizione divina”), ed indica il momento in cui la divinità di Gesù Cristo si è palesata all’ umanità. La Cometa, con la sua luce suprema, l’ha annunciata al mondo: il suo splendore era tale che un trio di sapienti astrologi e sovrani, i Re Magi, decise di recarsi a Betlemme seguendo quella scia luminosa. I Magi provenivano da tre diversi continenti, l’Asia, l’Europa e l’Africa, e desideravano rendere omaggio a Gesù Bambino. Si chiamavano Gaspare, Melchiorre e Baldassarre. Avevano tratti somatici e colore della pelle tipici delle loro terre, tre età differenti: dettagli che simbolizzavano la gioia per la nascita del bambinello da parte di tutti i popoli e di ogni generazione. I Re Magi portavano con sè dei doni destinati a Gesù Cristo. Gaspare gli offrì l’incenso per celebrare la sua divinità, Baldassarre la mirra (utilizzata per i riti di imbalsamazione) poichè era un essere mortale, Melchiorre l’ oro, che inneggiava alla regalità e alla luce del Re dei Re.

 

 

Fu durante il viaggio dei Magi a Betlemme che, secondo una leggenda, entrò in scena la Befana. I tre Re chiesero informazioni sul tragitto a una vecchietta che incontrarono strada facendo, dopodichè la invitarono a unirsi a loro per far visita a Gesù Bambino. La donna rifiutò, ma se ne pentì subito dopo. Prese dunque un gran cesto e lo riempì di dolci, poi si avviò verso Betlemme in cerca dei Magi. Non riuscì a raggiungerli, così vagò di casa in casa regalando i suoi dolciumi ai bimbi con la segreta speranza di imbattersi nel piccolo Gesù. Ecco come nacque la figura della Befana, una vecchina che ogni 6 Gennaio dispensa doni ai bambini buoni. La classica calza che quella notte si appende al cammino, possiede un significato simbolico ben preciso. Alcuni la riconducono a una leggenda che vede protagonisti Numa Pompilio, secondo re di Roma, e la ninfa Egeria: quando arrivava il Solstizio d’Inverno, Numa Pompilio era solito far penzolare una calza dal tetto della grotta abitata da Egeria. Il giorno dopo gioiva nel trovarla ricolma di cibi e dolci, insieme alle profezie che la ninfa gli annunciava. Tra le usanze del 6 Gennaio, la calza è senz’altro la più celebre. Di solito veniva realizzata a maglia dalle mamme o dalle nonne per unire l’ utile al dilettevole, una buona protezione contro il freddo e un contenitore duttile che potesse riempirsi del maggior numero di regali possibile. I bambini appendevano le calze della Befana sotto la cappa del camino, poichè si pensava che la bonaria vecchina si calasse nelle case attraverso il comignoli (per saperne di più sulle origini della Befana, rileggi qui l’ articolo che ho pubblicato su Frau Holle, Berchta e Frigg). All’ alba del 6 Gennaio, la calza era piena di primizie tipicamente stagionali: arance, mele, frutta secca e mandarini inneggiavano al nuovo ciclo naturale ed avevano una valenza propiziatoria. Persino il carbone era un importante componente della calza, dato che richiamava i tradizionali falò del Solstizio d’Inverno. Con il tempo, tuttavia, il carbone si tramutò nel regalo che ricevevano i bambini cattivi, una sorta di castigo per il loro comportamento. Qualche decina di anni orsono, era comune trovare nelle calze – oltre alla frutta – torroncini, dolciumi, cioccolato a forma di moneta rivestito di carta stagnola. Il carbone, diventando carbon dolce, ammoniva scherzosamente i fanciulli più “scavezzacollo”.

 

 

Non tutti i bambini, però, avevano l’abitudine di appendere la calza al camino. La Befana viene rappresentata da sempre come un’ anziana signora non esattamente attenta al proprio look: calza scarpe logore, indossa abiti stracciati e i suoi capelli bianchi vedono il pettine molto di rado. Da qui l’ usanza di mettere un paio di scarpe nuove nel caminetto; la Befana le avrebbe prese con sè prima di lasciare i suoi doni, oppure le avrebbe riempite di regali e dolci. Calze o scarpe che fossero, l’atmosfera che aleggiava nelle notti d’Epifania della nostra infanzia è indimenticabile. Si restava svegli fino all’ alba cercando di “cogliere in flagrante” la Befana, e alle prime ore del mattino ci si precipitava a controllare i pacchi e i pacchetti ammucchiati nel camino. Ricordo che ero solita far trovare alla Befana un bicchiere di vino e un sacchetto di biscotti, cosicchè potesse rifocillarsi durante il suo peregrinare sui tetti. Cerchiamo di vivere appieno questa giornata e di ripristinarne la magia, perchè, come dice un proverbio, “L’ Epifania tutte le feste porta via”: è una triste realtà.

 

Immagini via Rawpixel

 

Too Faced: tre palette molto golose da regalare (o regalarsi) per la Befana

 

Il Natale è ormai passato, ma le feste continuano…e fino al 6 Gennaio, potremo continuare a bearci dell’ atmosfera natalizia. Volevo parlarvi da tempo di queste splendide palette griffate Too Faced, e lo faccio ora: in tempo per i regali dell’ Epifania. Si tratta di prodotti golosissimi, del tutto speciali. A contraddistinguerli sono infatti gli aromi e i sapori tipicamente invernali; uno su tutti? La cannella, già approfondita in una puntata della rubrica “La colazione di oggi” (rileggi qui l’articolo), e poi la frutta secca, il caffè di Natale… Un tripudio di nuance avvolgenti, calde, di volta in volta dolci o speziate, rende  le tre palette davvero uniche. Com’è ovvio, sono acquistabili separatamente. Le riunisco in questo articolo per il leitmotiv che le accomuna. Mi fermo qui: è arrivato il momento di passarle in rassegna una ad una.

 

Cinnamon Swirl

 

 

Il profumo della “spezia dei re” rimanda al Natale, rimanda all’ Inverno…è semplicemente squisito. Avete presente le stecche di cannella? Bene: ogni nuance di Cinnamon Swirl emana quel potente aroma, deliziando al tempo stesso vista e olfatto. Le shade contenute nella palette sono 18, tutte altamente pigmentate e dalla texture cremosa, sfumabile, per favorire un’ applicazione ultra-facile. Al punto di forza della tenuta extralong coniugano una copertura che scongiura macchie, grinze e grumi di colore. Le loro sfumature spaziano dal rosa ghiaccio al biscotto, dall’ oro al cioccolato, dal rame al verde oliva, dal prugna al cannella, passando per il profondo nero e gradazioni mozzafiato di rosa e di viola. Ammiratele nella foto che posto qui sotto, e lasciatevi conquistare dai loro finish versatili: matte, satinati, scintillanti…per circondarvi della magia del Natale in ogni momento dell’ anno.

 

 

Christmas Coffee

 

 

Le addicted al caffè adoreranno la palette Christmas Coffee, ispirata al celebre caffè gourmand americano. Si tratta di un caffè arricchito con crema di latte e con i più disparati – oltre che ghiotti – ingredienti. Non è difficile gustarlo, infatti, mescolato alla cannella o al cioccolato bianco: un’ autentica delizia, come è facile intuire. Consumare un caffè caldo in una fredda mattinata invernale è una coccola che facciamo a noi stesse. Le otto nuance incluse nella palette rendono questo momento più prezioso ancora. I finish, come nel caso di Cinnamon Swirl, sono molteplici e così distribuiti: cinque matte-cremosi, due metallici, uno scintillante. La texture setosa e l’ alta pigmentazione fanno sì che la palpebra si ricopra di colore in una sola stesura, e non dimenticate: il Christmas Coffee impregnerà il vostro make up occhi del suo prelibato aroma. Anche i packaging delle tre palette sono curatissimi, giocosi, delle piccole opere d’arte:  se Cinnamon Swirl sfoggia il disegno di un invitante dolce alla cannella, Christmas Coffee mostra un caffè natalizio da cui spunta un divertente omino al pan di zenzero. Le shade della palette esibiscono svariate tonalità di marrone accompagnate all’oro, al verde smeraldo, al panna, al prugna e al rosa ghiaccio.

 

 

Forbidden Fruitcake

 

 

Un altro dolce tipicamente natalizio americano costituisce l’ ispirazione di questa palette. Il fruitcake, golosissimo plumcake che abbonda di frutta secca, è una delle più note ghiottonerie pasticcere Made in USA: Forbidden Fruitcake, una mini palette composta da otto shade, lo omaggia con tonalità calde intervallate da esplosioni di colore. Il loro aroma, come nel caso delle altre due palette, prende spunto dal dolce di riferimento emanando un intrigante sapore fruttato.  Il fruitcake, inoltre, fa da leitmotiv alle otto gradazioni: è alla sua frutta secca che si ispirano le tonalità multifinish sfoggiate dal prodotto. Si tratta di colori come il marrone, il cioccolata, il beige, l’ oro, il panna, il burgundy, il rosa ghiaccio e il verde petrolio. La texture, setosissima e facilmente sfumabile, è ricca di pigmenti. Viene esaltata da finish di diverso tipo: cinque matte cremosi, due scintillanti e un metallico, tutti ideali sia per le feste che per la vita quotidiana. Il packaging di Forbidden Fruitcake è un’ ode alla frutta contenuta nel dolce. Disegni di fette di ananas, noci pecan e ciliegie al maraschino campeggiano sul coperchio, donando una allure vivace a un prodotto make up da portare comodamente in borsetta.

 

 

6 Gennaio

 

Tra sacro e profano, una gallery per celebrare l’ Epifania:  la ricorrenza che, secondo il detto popolare, “tutte le feste porta via”. Ma solo secondo il detto…perchè chi ama il Natale (e no, potete star certi che non è retorica), lo custodisce sempre nel proprio cuore.

 

 

 

 

 

Foto n. 5 (dall’ alto, Befana: via Kintarojoe from Flickr, CC BY-NC 2.0)

 

Buona Epifania di Luce

 

” «Lumen requirunt lumine». Questa suggestiva espressione di un inno liturgico dell’Epifania si riferisce all’esperienza dei Magi: seguendo una luce essi ricercano la Luce. La stella apparsa in cielo accende nella loro mente e nel loro cuore una luce che li muove alla ricerca della grande Luce di Cristo. I Magi seguono fedelmente quella luce che li pervade interiormente, e incontrano il Signore. “

Papa Francesco, dall’ Omelia del 6 Gennaio 2014

 

 

 

 

 

 

Immagini: Gentile da Fabriano, “Adorazione dei Magi” (1423), particolari del dipinto. Photo courtesy of Uffizi, CC BY-SA 3.0 <https://creativecommons.org/licenses/by-sa/3.0>, via Wikimedia Commons

 

Glamour after dark e mistero: “La Notte”, Limited Edition AI 2020/21 di Alberta Ferretti

 

” E se è tutto un sogno, che importa. Mi piace e voglio continuare a sognare.”

(Luis Sepùlveda)

Quest’ anno, durante il periodo natalizio, VALIUM ha tralasciato il consueto post dedicato agli abiti di Haute Couture. Quella parentesi che esaltava il sogno, la fiaba, la quintessenza del savoir faire sartoriale, nel 2020 rischiava di stridere troppo con la realtà delle feste vissute in casa, senza party nè occasioni in cui sfoggiare look così spettacolari. Ma poi ci ho riflettuto su, e ho deciso di cambiare idea. Perchè se l’ Haute Couture è sogno, immaginazione senza confini, che male c’è nel lasciarsi trasportare sulle ali di quel sogno ed evadere con la fantasia? In occasione del “gran finale” delle festività, l’ Epifania, ecco quindi una selezione dalla Limited Edition AI 2020/21 di Alberta Ferretti: una collezione battezzata “La Notte” e che alla notte si ispira. Il mistero, il fascino, il romanticismo, la sensualità, sono i cardini di ogni creazione. Abiti scenografici e perfettamente armoniosi, dal vago sapore rétro, si declinano in mikado e chiffon e sbalordiscono grazie all’ abbinamento con preziosi accessori in cristallo. Linee fluide si alternano a forme più scultoree per evocare le atmosfere di un noir d’altri tempi, quando alle soirées si andava in abito lungo ed esibendo il glamour di vere dee. Nessun orpello, nessuna ostentazione, nessun dettaglio sopra le righe: solo un appeal irresistibile, quello che “La Notte” emana.

 

 

 

 

Alle origini della Befana: Frau Holle, Berchta e Frigg

 

“L’ Epifania tutte le feste porta via”, dice il proverbio. Vale quindi la pena di assaporare appieno questa ricorrenza e di accentuarne la magia puntando i riflettori sulla sua protagonista: in pochi sanno infatti che la vecchina che ogni 6 Gennaio, a cavallo di una scopa, si cala nei camini per riempirli di doni, si ispira a tre figure mitologiche che ricoprivano ruoli fondamentali presso le antiche popolazioni celtiche. La Befana affonda le sue origini nelle divinità generatrici, nelle forze propiziatrici della natura, in quella “Dea Madre” che la cultura Pagana rappresentava sotto molteplici sembianze. Queste divinità erano essenzialmente tre e portavano i nomi di  Holla (anche detta Frau Holle), Berchta e Frigg.

 

Frau Holle in un dipinto di Wilhelm Stumpf

Holla, Signora dell’ Inverno, era la Dea dei fenomeni naturali oltre che la protettrice del focolare domestico e degli animali. Berchta era associata invece alla fertilità della natura, degli esseri umani e del bestiame. Frigg, moglie di Odino (supremo Dio della mitologia norrena) e Grande Madre di tutte le divinità, degli spiriti e delle creature naturali, era la “Donatrice” e Signora delle Acque. Le tre Dee, nei 12 giorni che succedevano al Solstizio d’Inverno, sorvolavano i campi portando le loro benedizioni. Sostavano poi di tetto in tetto e, calandosi dai comignoli, donavano luce, fortuna e buoni auspici agli abitanti delle case in cui regnavano l’ armonia e la laboriosità. Al contrario, maledicevano le dimore in cui trascuratezza, pigrizia e caos proliferavano. Per attirarsi i favori delle Dee, dunque, le famiglie erano solite depositare offerte di latte, cibo o dolci sui tetti e nei caminetti, pronti ad accoglierle.

 

Berchta

Frigg – prima Filatrice e fautrice dell’ arte della filatura – era accompagnata da Fulla, sua devota ancella, impersonificatrice dell’abbondanza e della ricchezza della natura. La consorte di Odino vagava nelle case, nelle cantine e nelle stalle, assaggiava i cibi che le venivano offerti, e dove riceveva una buona accoglienza donava le sue benedizioni. Holla, Berchta e Frigg:  le tre Dee erano dotate di una bellezza talmente accecante e luminosa che era impossibile guardarle senza rimanerne abbagliati. Tuttavia il loro aspetto mutava costantemente, arrivando a trasformarle in anziane ripugnanti per simboleggiare la fine che, con il Solstizio d’ Inverno, portava a una rinascita, a un nuovo ciclo naturale.

 

“Frigga and the Beldame”: un dipinto di Harry George Theaker che potrebbe anche raffigurare la doppia iconografia di Frigg

Fu proprio su questa bruttezza estrema che il Cristianesimo fece leva, descrivendole come streghe o malvagie rapitrici di bambini (soprattutto Berchta, della quale girava voce che li uccidesse infilzandoli con il naso adunco) ai fini di scoraggiare il loro culto e le usanze pagane delle offerte in cibo che il popolo era solito compiere. In realtà, le tre Dee incarnavano qualità altamente positive: amavano l’ infanzia in quanto frutto della procreazione, proteggevano le filatrici per l’ analogia esoterica  che esisteva tra la lavorazione del fuso ed il destino, e propiziavano la rigogliosità della natura e del raccolto. Erano Dee che elargivano doni e benedizioni di casa in casa, assumendo solo temporaneamente l’ aspetto di tre ottuagenarie.

 

Frigg e Odino in un dipinto di Harry George Theaker

La (transitoria) parvenza decrepita, che le tre Dee nordiche coniugavano con una profonda bontà interiore, è un elemento fondante della leggenda della Befana: una sorta di “strega buona” che premia con bei regali i bravi bambini donando carbone a quelli che si sono comportati male. Con il passare dei secoli e con l’avvento del Cristianesimo, evolvette così la tradizione delle tre Dee. Un’ altra leggenda – stavolta di matrice cristiana – narra che i Re Magi chiesero come raggiungere Betlemme ad un’anziana che non volle dar loro direttive. In seguito la donna, pentita del suo gesto, si mise in viaggio e, vagando di casa in casa in cerca di Gesù Bambino, lasciò doni a tutti i bimbi incontrati sul suo cammino: tanto basta per ribadire la valenza bonaria che assume da sempre la figura della Befana.

 

Frau Holle in un dipinto contemporaneo di Mauro Breda

 

 

 

10 idee regalo per un’ Epifania da fiaba

 

La neve sta donando un tocco di sognante magia a queste vacanze di Natale ormai giunte agli sgoccioli: ancora un weekend, e al caleidoscopio scintillante delle luminarie si sostituiranno i toni neutri di un’ ordinaria quotidianità. Ma lungi da me l’ intenzione di fare – è il caso di dirlo – da guastafeste. Vi invito, anzi, ad assaporare ogni istante dell’ atmosfera incantata che porta con sè l’ Epifania, tappa culminante di un percorso intriso di suggestività. Tra pathos religioso e folklore (la leggendaria Befana), le usanze parlano chiaro: c’è ancora spazio per i regali, magari sotto forma di “pensieri” sulla scia di quelli già acquistati a Natale. Siete a corto di idee? VALIUM vi viene incontro presentandovi una carrellata di  capi ed accessori da infilare nella tradizionale calza appesa al camino. Qui di seguito trovate dieci spunti, dieci must-have strepitosi che vi catapulteranno in un fiabesco Paese delle Meraviglie invernale.

 

GUCCI – Mantella in broccato floreale e dettagli in lurex: dalla collezione Cruise 2019

PAT MCGRATH – Blitztrance Divine Duo lipstick, colore Aquamarine, nelle nuance MatteTrance Guinevere e Fuchsia Perfect

DOLCE & GABBANA – Orecchini barocchi con perle e pietre incastonate in cristallo Swarovski

ALBERTA FERRETTI – L’ iconico cappello nero a tesa larga della collezione AI 2018/19

DSQUARED2 – Disco Lolita Silk and Woven Sleeves in paillettes e tulle

PUCCI – Clutch a tracolla in velluto con stampa Gaiola, una delle tipiche fantasie della Maison

GIORGIO ARMANI – Guanti in pelle bicolor con spacchetti laterali

MARNI – Décollété con tacco obliquo effetto specchio

NARS – Ignited Eyeshadow Palette in 12 nuance matte/shimmer multidimensionali

MOSCHINO – Zaino rosa baby con patch Teddy Circus