Haute Couture AI 2022/23: flash dalle sfilate di Parigi (parte 2)

 

Seconda tranche dell’articolo dedicato alle sfilate parigine di Haute Couture. Con la selezione delle collezioni Autunno Inverno 2022/23 che commento qui di seguito, si conclude il mio breve excursus. Continuate a leggere per scoprire quali sono le Maison che oggi approfondiremo insieme.

 

GIAMBATTISTA VALLI

 

Apre la sfilata un tripudio di abiti da sera in total white con rifiniture argento. L’ eleganza rievoca quella del cigno, sofisticatissima e aggraziata: fiocchi, ruches, piume e cristalli ornamentali si alternano a un tessuto a rete che forgia intriganti “vedo non vedo”. Sullo sfondo, palloncini a miriadi celebrano la gioiosità dell’ istante. Ricomincia la festa, la voglia di esibire look ultra chic, ma di grande effetto; non è un caso che l’ ispirazione della collezione, battezzata “L’Instant” da Giambattista Valli, attinga allo Studio 54 e ai suoi aficionados. I look inneggiano a una femminilità “lunare”. Il bianco e l’argento la esaltano anche tramite un gran numero di spacchi, trasparenze, maniche a sbuffo e filamenti di cristalli che vanno a formare abiti e top. Poi irrompe il colore: il verde mela dà vita a uno straordinario coat di piume; il menta e il rosa, l’arancio e il giallo fluo risaltano su lunghi abiti a sirena in tulle o con gonna svasatissima. Il rosa, una tonalità signature della Maison, trionfa in ogni sua sfumatura, declinandosi in ensemble monocromo che abbinano i minidress a capispalla ammantati da un’esplosione di rose in tulle. Sempre a proposito di tulle, non mancano gli iconici, maestosi abiti-nuvola con uno smisurato strascico di ruches. Colpisce un modello composto da una lunga gonna bianca e da un corpetto interamente rivestito di fiori nei toni del viola.

 

JEAN-PAUL GAULTIER

 

II progetto che prevede la rilettura dello stile Gaultier da parte di un designer diverso ogni stagione, vede stavolta protagonista Olivier Rousteing. Il direttore creativo di Balmain ha concepito una collezione co-ed semplicemente spettacolare: esordisce con una serie di mise maschili che mixano suggestioni tribali, righe marinare e riferimenti ai tattoo della collezione del 1994 dell’ “enfant terrible”, proseguendo con un womenswear ad alto tasso di iconicità. Si ispira ai famosi barattoli di latta dei profumi Gaultier proponendo look che li riproducono, rivisita il bustino con seni conici di Madonna in un tripudio esagerato di lacci da corsetto, manda in scena guepière sagomate sul corpo (un torso d’ uomo e la pancia di una donna in gravidanza, per fare solo un paio di esempi) e abiti ornati da mammelle trompe-l’oeil. Il denim viene movimentato da piume sparate in verticale e da guanti ascellari con ditali sulla punta delle dita, le spalline si appuntiscono diventando aliene, i drappeggi e le frange trionfano. Un look è composto da un top “puntaspilli” a forma di cuore e da una gonna-metro da sarta che si avvolge attorno alle gambe, un altro sfoggia una raggiera frontale in simil-paglia con un cuore annerito al centro. Ed è sempre un cuore ad adornare una mise in total white, dove delinea una struttura che lo confonde con le ali di un angelo. La collezione, un tributo impregnato di amore e genialità creativa, ha lasciato senza fiato Jean-Paul Gaultier.

 

MAISON MARGIELA

 

La sfilata di Artisanal è una vera e propria performance artistica multidisciplinare. “Cinema Inferno”, questo il suo titolo, è un connubio di forme espressive quali il cinema, il teatro, la moda. Non a caso, viene rappresentata al Palais de Chaillot sia sul palco che su grandi schermi cinematografici. John Galliano si è ispirato al “Dracula” della compagnia teatrale itinerante britannica Imitating the Dog ed ha mandato in scena uno psicodramma ambientato nel deserto dell’ Arizona. La trama? Una giovane coppia è costantemente in fuga dai “cowboy spettrali”, personaggi che incarnano i mali della società (ma anche i demoni interiori) secondo Galliano. Il gruppo di persecutori, ossessionato dai due ragazzi, ogni volta che li raggiunge punta loro le armi addosso. Ma questa storia tragica, a metà tra l’incubo e la fiaba horror, è ricca di incredibili tesori: gli abiti sono in stile anni ’50, strutturati su silhouette svasate e preziosamente sartoriali. Non è raro che si tratti di look ricavati da più abiti, in linea con la filosofia del riciclo creativo che John Galliano abbraccia da tempo. Il womenswear privilegia il tulle, impreziosendolo di balze, ruches e straordinarie lavorazioni. Il riferimento è il prom dress nelle più disparate versioni, ma immancabilmente abbinato a cuffie da nuoto colorate. Risaltano poi i cappotti, ampi, a trapezio, sempre di pura matrice anni ’50, e se la palette cromatica contiene una discreta quantità di rosso sangue, la maggioranza dei colori alterna le tonalità pastello a nuance vibranti; predominano il verde menta, il giallo ocra, l’azzurro, il fucsia, il rosa, il blu polvere, il petrolio. Senza dimenticare il bianco e il nero: nella pièce appare persino un Pierrot.

 

FENDI COUTURE

 

Una collezione, quella ideata da Kim Jones, preziosa nel suo minimalismo, intrisa di materiali pregiati e riferimenti esotici. Le linee sono essenziali, fluide, la sartorialità rigorosa. La palette cromatica sancisce il predominio del cipria, del tortora, del blu polvere, affiancati alle tonalità ricorrenti in una serie di look monocromo: marrone, giallo, verde menta, blu, panna, rosa pastello. Abiti e soprabiti scivolano sul corpo, sottolineano i fianchi grazie a una sorta di fusciacca annodata lateralmente. Finissimi ricami floreali si alternano a grafismi Déco, arabeschi e ghirigori impreziosicono dei tailleur-pigiama, l’argento viene squarciato da un intrico di ruches colorate. Tra i materiali risaltano la vigogna, la pelle, la seta patchwork dei sinuosi vestiti in stile Oriente realizzata appositamente a Kyoto. Le trasparenze la fanno da padrona: uno chiffon impalpabile plasma long dress disseminati di fiori da indossare sopra al body, ma a trionfare è un audacissimo tessuto a rete tempestato di perline; completamente see-through, fa da leitmotiv ad abiti a canotta dalle cromie oniriche che il luccichio rende cangianti. Ne scaturisce un nude look raffinatissimo e decisamente mozzafiato, da sovrapporre solo a un paio di culotte. Potremmo definirlo il tocco glamour di una collezione che combina il comfort con la linearità e l’eleganza pura.

 

Haute Couture AI 2022/23: flash dalle sfilate di Parigi (parte 1)

 

Dal 4 al 7 Luglio, a Parigi sono andate in scena le sfilate delle collezioni Autunno Inverno 2022/23 di Haute Couture. Dopo il proliferare del digital e dei défilé a porte chiuse dovuti all’ emergenza Covid, si è tornati alla piena normalità: fashion show in presenza, celebrities a profusione e creazioni – come sempre – spettacolari sono stati il filo conduttore della kermesse. Grande assente, Valentino. Ma con una giustificazione più che valida: “The Beginning”, questo il nome della collezione della Maison, è stata presentata a Roma l’8 Luglio e sta facendo parlare ampiamente di sè grazie alla meraviglia degli abiti e alla splendida Piazza di Spagna che ha fatto da cornice alla sfilata. Per raccontarvi gli show parigini, una selezione si è resa d’obbligo. Ho scelto complessivamente otto collezioni, che dividerò in due tranche accompagnate da sintetici commenti. Godetevi subito la prima!

 

SCHIAPARELLI

 

Tre colori predominanti, nero, panna e oro, declinati in creazioni mozzafiato in quanto a splendore e sartorialità. Il ripristino del valore del bello, d’altronde, è uno degli obiettivi che persegue Daniel Roseberry. L’ ispirazione di “Born Again” guarda a Christian Lacroix e alla sua collezione di debutto del 1987. Irrompono dunque echi delle corride di Arles (città natale del designer), che affascinarono persino Picasso:  i ricami barocchi, il velluto nero a profusione, i cappelli a cupola piatta e tesa larga ricordano quelli indossati dai toreri e dai matadores. La silhouette viene risaltata da bustini incollati al corpo, scollature che raggiungono l’inguine e un nude look costante, contrapposti agli smisurati volumi dei drappeggi e delle maniche a gigot. Il Surrealismo tanto amato da “Schiap” si insinua, tra l’altro, nei dettagli trompe-l’oeil, in preziosi grappoli d’uva ornamentali e nei maxi cappelli (ideati da Stephen Jones) che rimandano a delle oniriche distese di grano. Straordinari decori floreali in seta dipinta a mano sbocciano su svariati look, mentre l’iconica colomba della Maison si accompagna all’ innocenza primordiale di un seno nudo dissimulato da una manciata di polvere argentea.

 

DIOR

 

Il principale motivo ispiratore è l’albero della vita, rivisitato in un’opera dell’artista ucraina Olesia Trofymenko: una figura simbolica che fa da trait d’union tra cielo e terra, collega ogni elemento della creazione ed accomuna innumerevoli filosofie, culture e religioni. Attraverso un tripudio di ricami finissimi, Maria Grazia Chiuri decide di esplorare il substrato folkloristico che crea una connessione tra i saperi e le tradizioni di diversi terrritori. Si serve del filo di seta, di corda e di cotone quasi a evidenziare il retaggio primordiale che pervade la sua ricerca stilistica, accompagnandolo a una palette di cromie naturali come il bianco, il nero, il beige, il tortora. Nella collezione predomina una serie di long dress fluttuanti, a vita alta, con lunghe maniche a sbuffo o a tre quarti. Il focus è sulle preziose lavorazioni in pizzo, sui ricami, sul sapiente utilizzo del punto smock e del plissè. Trench-vestaglia morbidi, mantelle e capispalla in patchwork di stampo mediorientale accentuano la ricercatezza degli abiti. Per Maria Grazia Chiuri, tracciare un fil rouge tra stili, patrimoni folkloristici e tradizioni rappresenta il tentativo di restituire un equilibrio alla contemporanea realtà sociale.

 

ARMANI PRIVE’

 

La collezione si intitola “Pétillant”: un nome che è tutto un programma. C’è voglia di scintillare da Armani Privé, di ricominciare a vivere la notte con eleganza e sprigionando bagliori. Luccicano le giacche, i top, gli abiti, tempestati di paillettes o di perline. Luccicano i tessuti, dal raso al jacquard di seta. A fare da denominatore comune è uno chic impeccabile. Motivi art déco, trasparenze e un’estrema fluidità delle linee la fanno da padroni. Le nuance sono quelle signature di Armani Privé: tutti i toni del blu, dal navy al bluette passando per il polvere, e poi il lilla, il rosa, il fucsia…Il il nero, il bianco e il “greige” sono presenti, ma in netta minoranza in questa collezione. “Femminilità” è la parola d’ordine di look che alternano ensemble di giacche e pantaloni stretti alla caviglia, bustier dalle scollature audaci, abiti sinuosi con corpetto a cuore, cascate di frange ornamentali, gonne in chiffon vaporose e cosparse di ruches, boa in tulle che si avvolgono attorno ad abiti da sirena. Il blu predomina senza ombra di dubbio: i cristalli argentati che impreziosiscono un tailleur pantalone e un abito fasciante risplendono come stelle nel cielo notturno.

 

BALENCIAGA

 

La sfilata inizia con un’ esplosione di total black: quella di look-seconda pelle in neoprene indossati da “alieni” con il volto celato da maschere ovali nere. Gvasalia si interroga sul futuro e sul futuro del “gazar” (la stoffa utilizzata da Cristobal Balenciaga per creare i suoi caratteristici abiti iper voluminosi), che per il designer si tramuta, appunto, in un avveniristico neoprene sostenibile. Dai look in black, una glorificazione del corpo e delle sue forme, la sfilata evolve in una fase intermedia in cui prevalgono tute con frange paillettate all over, long dress in rete e uno streetwear a base di bomber, parka, pantaloni in denim e felpe con cappuccio. Dopo una parata di capispalla dal taglio sartoriale, le maschere dei “manichini futuribili” lasciano il posto ai volti di star del calibro di Nicole Kidman, Naomi Campbell e Kim Kardashian. Questa fase si associa a creazioni in puro stile Balenciaga: long dress fascianti con dettagli spigolosi, miniabiti drappeggiatissimi muniti di mantella-strascico, giacche da smoking con orlo rasoterra, abiti a corolla dai volumi smisurati. Il percorso, come ha spiegato Demna Gvasalia, va a ritroso: dal futuro verso il passato. Concludendosi con un maestoso bridal dress tempestato di fiori argentei che ha sbalordito il parterre.

 

Haute Couture PE 2022: flash dalle sfilate di Parigi (parte 2)

 

Seconda parte dedicata alle sfilate parigine di Haute Couture. In questo articolo, le collezioni Primavera Estate 2022 di Jean-Paul Gaultier, Rahul Mishra, Charles de Vilmorin e Yanina Couture. Quest’ ultimo brand, fondato da Yulia Yanina, ha partecipato alla kermesse in qualità di membro invitato ed ha concluso la serie di fashion show in calendario. Grande interesse hanno suscitato la collezione di Jean-Paul Gaultier, realizzata da Glenn Martens (direttore creativo di Y/Project e di Diesel) in virtù del progetto di collaborazione lanciato dall’ “enfant terrible de la mode”, e il corto di Charles de Vilmorin, dal Febbraio del 2021 anche al timone creativo di Rochas. Grande assente di questa edizione, invece, è stato Armani Privè: Giorgio Armani ha preferito annullare la sua sfilata a causa della recente esplosione di contagi. Neppure la mancata partecipazione di habitué del calibro di Balenciaga, Maison Margiela e Pyer Moss, che probabilmente ci stupiranno con fashion show fuori calendario, è passata inosservata. Adesso mettetevi pure comodi e godetevi i miei focus!

 

JEAN-PAUL GAULTIER 

 

 

In linea con il progetto promosso da Jean-Paul Gaultier, che ormai da due stagioni invita un giovane designer a reinterpretare i codici del suo brand, questa collezione è stata firmata dal direttore creativo di Y/Projects e di Diesel Glenn Martens. Il lavoro realizzato da Martens è spettacolare: dello stile Gaultier esalta i temi ricorrenti e ne amplifica l’ iconicità a dismisura. Il suo, più che una rilettura, è un vero e proprio omaggio. Predomina la silhouette a clessidra, accentuata all’ ennesima potenza: i long dress fasciano la vita e vengono tagliati ad Y sul pube evidenziando i fianchi al massimo. La maggior parte di questi abiti esibisce la tipica stampa zebrata di Gaultier, senza disdegnare le fantasie optical o il knitwear a costine. I dettagli del leggendario corsetto, soprattutto i suoi lacci intrecciati, si ingigantiscono e diventano parte integrante dei look riprendendone anche la nuance rosa cipria. La sera è spettacolare: creazioni seducenti esibiscono spacchi e trasparenze in chiffon, che svela la figura e per contrasto ricopre, increspandosi, il capo e il volto; coralli in 3D fanno la loro comparsa sui top e su abiti sinuosi. Denominatore comune è il tessuto che si avvolge interamente attorno al corpo, sia che si tratti di velluto, di chiffon see-through o di un tripudio di stringhe. I long dress composti da un bustier aderentissimo e gonne che “sbocciano” come enormi rose lasciano senza fiato. Deliziosamente unconventional risulta il look che abbina il corsetto plasmato su stringhe color cipria ai jeans palazzo.

 

 

RAHUL MISHRA

 

 

Il titolo del video con cui il designer indiano Rahul Mishra presenta la sua collezione, “Enchanted”, non potrebbe essere più appropriato. I look sono altrettanto “incantati” del giardino in cui vengono presentati: gli abiti sono cosparsi di applicazioni di fiori esotici e di farfalle, si fanno essi stessi voluminose corolle dilatando a sbuffo gonne e maniche. Il capo delle modelle diventa un bocciolo ricoprendosi di cuffie in tulle con finissimi ricami floreali, albe evanescenti e paesaggi fiabeschi vengono minuziosamente dipinti su cappotti corredati di puff sleeves. Trionfano tessuti impalpabili come appunto il tulle, ma anche lo chiffon perlescente. Ruches fittissime impreziosiscono corpetti ed abiti rievocando dei tappeti fioriti; su un incorporeo long dress a ruota, sovrapposto a pantaloni di paillettes, si posa un autentico tripudio di farfalle. Ogni look è magico, squisitamente lavorato, spettacolare. La palette cromatica esalta l’ incanto della collezione puntando su cromie quali il rosa, il lilla, il giallo oro, l’ azzurro polvere e il viola.

 

 

CHARLES DE VILMORIN

 

 

Anche Charles de Vilmorin ha optato per una presentazione in formato digitale: il video “La Danse Macabre”, diretto da The Quiffs x Zite & Leo, rivisita il concetto del “Memento Mori” ispirandosi vagamente al cinema di Tim Burton. Nel corto, un giovanissimo Charles de Vilmorin si trova nella sua cameretta; è notte inoltrata, ma nonostante le esortazioni dei genitori (che entrano nella stanza abbagliandoci con abiti pervasi di piume e di paillettes) non si decide ad andare a letto. Continua ad armeggiare con delle provette finchè non scopre un baule che trabocca di preziose stoffe. Con una macchina da cucire, quindi, inizia a creare dei capi altamente scenografici. Come manichini utilizza alcuni scheletri presenti nella camera/laboratorio, e a un certo punto è proprio uno scheletro a bussare alla sua porta. Costui conduce il bambino in un luogo buio, dove arde un falò enorme. Nei dintorni danzano personaggi che sfoggiano i look della collezione Primavera Estate 2022 di de Vilmorin: sono preziosi, teatrali, scintillanti, arricchiti di piume e grandi balze. Le maniche, lunghe e svasate, accentuano la loro ampiezza. Tra i decori risaltano scheletri applicati sul tessuto, disegni infantili, pattern geometrici in 3D. La sontuosità di queste creazioni è tale da ispirare una risposta entusiasticamente affermativa all’ interrogativo con cui si conclude il video. Il suo alter ego adulto, infatti, spiega al giovanissimo Charles de Vilmorin che negli istanti finali dell’esistenza è fondamentale rispondere a un’unica domanda: “Did you enjoy the show?”.

 

 

YANINA COUTURE

 

 

Yanina Couture, il brand fondato a Mosca da Yulia Yanina, manda in scena una collezione multicolor, briosa e dal glamour potente. Un inno alla libertà e alla spensieratezza in antitesi con il il grigiore pandemico e le opprimenti restrizioni a quest’ ultimo associate. Ad aprire la sfilata è una serie mozzafiato di look arcobaleno; miriadi di rushes in chiffon policromo forgiano abiti e capispalla, mini-volant fittissimi definiscono una femminilità vibrante. L’ ispirazione, da quel momento in poi, inizia a evidenziare un retrogusto anni ’60: tessuti incorporei, paillettes, trasparenze, un tripudio di colori coniugato con motivi ondeggianti valorizzano look ariosi che avrebbero potuto indossare Brigitte Bardot, Veruschka o Marisa Berenson, le muse della collezione. E se le nuance si rifanno all’ arte della pittrice ucraina Sonia Delaunay, dosi massicce di piume, pietre preziose e ricami eseguiti a mano accentuano l’ allure glamourous delle creazioni. La mantella, lussuosissima e composta da multistrati di stoffa impalpabile, è un capo clou che “dona ali” ad ogni look invitando a volare con la fantasia. Una magia profusa si insinua ovunque, a partire dalle lavorazioni: la moltitudine di piume e di cristalli scintillanti è il risultato di un accuratissimo savoir faire artigianale. Abiti in full color “grafico” che alternano maniche a campana e sbuffanti precedono l’ applauditissimo abito da sposa di Yanina Couture, un candido tailleur pantalone con bolerino tempestato di paillettes e bralette in cristalli argentati. Lo impreziosice una mantella spettacolare: una nuvola di chiffon increspato, immacolato come il tailleur.

 

 

 

 

Haute Couture PE 2022: flash dalle sfilate di Parigi (parte 1)

 

VALIUM non si è certo dimenticato delle sfilate parigine di Haute Couture. In programma dal 24 al 27 Gennaio, le collezioni di Alta Moda Primavera Estate 2022 sono andate in scena sia in presenza che in formato digitale. Nell’ impossibilità di esaminarle tutte, come ogni anno ne posterò una selezione. In ordine rigorosamente cronologico (ossia in base al calendario delle sfilate), qui di seguito troverete alcune foto ed un commento delle collezioni firmate Schiaparelli, Ulyana Sergeenko, Valentino e Christian Dior. Nella seconda parte di questo articolo, in uscita a brevissimo, appariranno invece i look di Jean-Paul Gaultier, Rahul Mishra, Charles de Vilmorin e Yanina Couture. Cominciate a sognare, e….enjoy the shows!

 

SCHIAPARELLI

 

 

Nero, bianco e oro per ritornare alla quintessenza, ad uno stile che “minimalizza” i volumi coniugandoli con accenti di sontuosità sacrale. La musa della collezione “An age of discipline” è una dea/sacerdotessa che indossa abiti dalle forme fascianti e spigolose al tempo stesso e mixa il Surrealismo all’ Empireo. I look sono arricchiti da vere e proprie sculture in oro, che non di rado li plasmano in toto. In foglia d’oro 24k, si tratta di un oro dalla tonalità creata specificamente per la Maison. E’ un componente basilare della collezione: forgia accessori, si inerpica sul corpo declinandosi in elaboratissimi arabeschi, “sgorga” a cascata dai long dress, modella bustini adornati da vistosi virtuosismi plastici. Tra i decori a cui dà vita risaltano elementi signature di Schiaparelli quali i lucchetti, l’occhio, le parti del corpo, l’aragosta. Colpisce un abito completamente realizzato in ghirigori oro e tempestato di pietre preziose: a prima vista sembra un tripudio di raggi di sole, in realtà è un maestoso mix di colombe, mani, radici arboree e particolari che si rifanno al mondo naturale.  .

 

 

ULYANA SERGEENKO

 

Anni ’20, sport e arte costruttivista: Ulyana Sergeenko imposta la sua collezione su questi tre cardini ispirativi. Abiti longuette fascianti, corsetti in pizzo stile lingerie e miniabiti simili a divise da tennis si alternano a cappotti svasati ricoperti di paillettes e a tailleur pantalone ampi e squadrati, ma adornati di ricami; a fare da leitmotiv, il fiore dell’ ortensia (che trionfa su cuffie da nuoto dal sapore d’antan) e le opere della pittrice sovietica Lyubov Popova, riprodotte parzialmente sui capi. Così come il Costruttivismo rifiutava il concetto di “arte per l’arte” finalizzandola a scopi funzionali, i look coniugano la femminilità e la bellezza, dei topoi della Maison, con un gusto sporty che guarda ai Roaring Twenties: la pochette diamantata che riproduce una racchetta da tennis, i preziosi orecchini a forma di fischietto e le scarpe che rievocano gli stivaletti per il pattinaggio su ghiaccio non passano inosservati. A regnare su tutto è uno scintillio raffinatissimo e costante; spazia dall’ headpiece in fili di strass di ispirazione “flapper” alle lavorazioni esclusive che, affiancando pregiati cristalli e sottili nastri di seta, pervadono le mise di lucentezza. Con la stagione Primavera Estate 2022, debutta la collezione di Ulyana Sergeenko dedicata all’ Uomo.

 

 

VALENTINO

 

Pierpaolo Piccioli approfondisce ulteriormente il suo concetto di inclusività, di bellezza nella diversità, e manda in passerella modelle di taglie, età, etnie molteplici. La Couture di Valentino abbraccia la varietà e abbandona la silhouette canonica a cui le sartorie fanno riferimento: la collezione diventa un lavoro corale, il risultato di un’ accurata ricerca sulla vestibilità rivolta a tipi fisici e a generazioni differenti. Ciò, naturalmente, non implica un decremento del “bello”, bensì ne moltiplica le accezioni. Va da sè che i look presentati siano variegati ed eterogenei. Tra i motivi predominanti risalta l’ introduzione delle minilunghezze: abitini perlescenti, look monocromi che sono un mix di geometrie e di plissè, blouson barocchi ornati di dorate fantasie floreali si accompagnano immancabilmente a delle calze nere autoreggenti. Non mancano le iconiche mantelle, voluminose ed iper increspate; i tailleur pantalone sono ampi, scintillanti di cristalli; gli abiti da sera alternano modelli monospalla in materiali impalpabili e fluttuanti a creazioni più strutturate, con gonna svasata in tessuto rigido o tempestate di piume. I colori, sempre vividi, spaziano dal fucsia al viola, dal rosa confetto al cobalto, dal verde pistacchio al giallo limone.

 

DIOR

 

 

La Couture come sperimentazione, come ricerca, come scambio di saperi: è così che la concepisce Maria Grazia Chiuri. Il linguaggio della Couture è vivo, magico e in continua evoluzione; il savoir faire artigianale è lo strumento con cui l’arte del “fatto a mano” prende vita attraverso il corpo. La collezione viene incentrata sul valore del ricamo, un valore che esula dalle sue virtù decorative per privilegiare quelle materiche, di interazione con l’ ambiente circostante. Le calze ricamate, un leitmotiv della linea, simbolizzano questo concetto e si abbinano a look dalle forme pure e lineari. Solo quattro colori, per esaltare l’ essenza delle creazioni: bianco, nero, nude e un grigio che si fa anche argento. I materiali flirtano con l’aria e con il corpo, fluttuando nella prima e assecondando la silhouette del secondo. Cappotti e giacche sono a doppiopetto ed esibiscono linee nette, ma che accarezzano la vita. Le mantelle sono color nero pece o di un bianco abbagliante, gli abiti hanno la fluidità dei pepli, il plissé forgia ensemble “danzanti”. I trouser suit sfoggiano pantaloni con la piega, corti alla caviglia, mentre i tailleur si accompagnano a gonne corte, che sfiorano il ginocchio, evidenziando una allure vagamente anni ’60. La sera è incantata: ai ricami e ai cristalli che donano corposità ad impalpabili tessuti a rete si alternano jacquard metallici e argentati che ondeggiano a ogni passo.

 

 

 

 

Fairy Tale Couture

Giambattista Valli

Come ogni anno, torna l’ appuntamento natalizio con i favolosi abiti della Haute Couture. Nel periodo in cui più ci piace sognare e immergerci nei racconti a lieto fine di Principi e Principesse, ammirare creazioni che inneggiano alla pura bellezza è rigenerante. La magia del Natale si riversa persino nella moda, dove long dress scenografici e preziosissimi sembrano impregnarsi totalmente del suo spirito. Dalla “Fata Confetto”di Giambattista Valli alla “dea dell’ Orbe” di Iris Van Herpen, il percorso si snoda in un tripudio di suggestioni fiabesche. Dimenticate per un attimo il minimalismo e lasciatevi trascinare in un vortice di opulenta eleganza: la neve cade abbondante, ma ci permette di inoltrarci in un bosco fatato che ad ogni passo ci meraviglia con il suo incanto. Perchè le feste di fine anno, parafrasando una nota frase di Mary Ellen Chase, sono stati d’animo e non mere ricorrenze.

Rami Al Ali

Atelier Versace

Elie Saab

Viktor & Rolf

Iris Van Herpen

Ashi Studio

Fendi

Dolce & Gabbana

Ziad Nakad

Valentino

Haute Couture AI 2021/22: flash dalle sfilate di Parigi (parte 2)

DIOR

Dopo le presentazioni realizzate attraverso la settima arte, Dior torna a sfilare in presenza: il tessuto e la lavorazione degli abiti diventano, quindi, protagonisti principali. La ricerca tessile è una priorità che coinvolge materiali eterogenei oltre che svariati tipi di trame e di ordito. Il ricamo acquista centralità, non tanto in virtù di ornamento quanto di “tattilità”, di una sensorialità che coinvolge tatto e vista a un tempo. La scenografia della sfilata, non a caso, è un’ opera intitolata “Chambre de Soie“, galleria di 40 metri di lunghezza sulle cui pareti l’ artista francese Eva Jospin ha riprodotto una serie di ricami ispirati agli affreschi della Sala dei Ricami di Palazzo Colonna. I look della collezione alternano le forme sobrie dei capispalla in tweed (“spezzato” da inserti a colori) a fluttuanti silhouette, a tunica o svasate, che inneggiano al plissè. Risalta la lavorazione a rete, un elemento decorativo che diventa parte integrante dell’abito. Per quanto riguarda i colori, Maria Grazia Chiuri privilegia il nude, il tortora, il grigio, il nero, il blu notte e l’azzurro polvere.

 

VIKTOR & ROLF

 

“The New Royals” di Viktor & Rolf è una collezione regale, ma non in termini di maestosità. Può essere considerata una riflessione sulla dicotomia tra realtà e apparenza, tra umano e istituzionale. Il soggetto principale riguarda i Reali di nuova generazione e l’ evoluzione del concetto di regalità: dietro al protocollo c’è un’umanità che non va trascurata. E che, con il passar del tempo, si fa un tutt’uno con la facciata istituzionale. La gente è sempre più intrigata da questo coté “da comuni mortali” dei Reali, si nutre di news e avvenimenti che lo evidenziano. Il risultato? La fusione tra pubblico e privato si tramuta in una spettacolarità ad uso e consumo della massa. Ecco dunque abiti tempestati di pietre (preziose o false? Propenderei per la seconda ipotesi), perle e ricami king size (è il caso di dirlo!), corone, lunghi mantelli con strascico ed ampie cappe svasate, piume a miriadi che ci illudono di essere pelliccia, fasce onorifiche su cui sono impressi slogan (un trademark di Viktor & Rolf) irriverenti: “Always wear your invisible crown”, “Size Queen”, “Build castles in the air”, “Don’t be a Drag just be a Queen”, tanto per citarne qualcuno. Cromaticamente, “The New Royals” esalta squarci vividi di arancio, rosso, giallo e verde su una palette in cui prevalgono l’argento e il nude.

 

BALENCIAGA

 

Modelli e modelle sfilano in silenzio, da Balenciaga. Si odono distintamente il loro tacchettio e il fruscio delle stoffe che lo accompagna. E’ un silenzio che è un omaggio a Cristòbal Balenciaga e che fa da sfondo, al tempo stesso, alla meditazione di Demna Gvsalia. La collezione che scaturisce da queste riflessioni è un connubio mozzafiato di heritage e suggestioni street, eleganza e underground puro. Colpiscono gli smoking dalle ampie spalline squadrate, i coat con strascico in taffetà, i preziosi ricami floreali, le scollature a V “rovesciate” sulla schiena, le silhouette fascianti alternate a quelle svasate o ad anfora, i volumi oversize che ricordano il decostruttivismo Jap degli anni ’80. Ma risalta, soprattutto, l’immensa abilità di Gvsalia nel tramutare classici dello street style come i jeans, le lunghe camicie comode, i parka, in perfetti capi couture. Un enorme cappello nero che cela lo sguardo esalta uno chic potente dal sapore d’antan. La palette cromatica evidenzia il predominio del nero seguito da colori vibranti come il turchese, il verde mela, il bluette, il rosso e il rosa confetto.

 

GEORGES HOBEIKA

 

Per l’ immaginario collettivo, l’ Haute Couture è tutto ciò che caratterizza le creazioni di Georges Hobeika: sfarzo, metri e metri di chiffon, strascichi, gonne danzanti, cristalli e ruches a profusione. Hobeika rimane fedele a questo trademark dotandolo di un vibrante imprinting anni ’60; battezza la sua collezione “Mod” e si ispira alla preziosa, gioiosa eleganza dell’ omonimo movimento giovanile nato a Londra. Gli abiti sono iper femminili, la quintessenza dello chic, ma rifuggono dagli orpelli e dall’ opulenza. Cristalli, strass e piume in abbondanza adornano look ricchi di trasparenze e di sofisticatissime lavorazioni, come le ruches “in verticale” che danno vita a ondulature sorprendenti. La raffinatezza di “Mod” è impeccabile, eppure briosa e fresca. La collezione alterna vertiginosi spacchi ad orli maxi e mini e sfoggia un tripudio di ricercati ricami. Inaspettatamente, poi, appare un decoro inedito: le lunghe, fitte frange che spuntano a sorpresa sui polsini e sulle bordature di un abito. I colori chiave della palette? Celeste, giallo, rosso, pesca, rosa, bianco, menta e lavanda affiancati a un argento sfavillante.

 

 

 

 

Haute Couture AI 2021/22: flash dalle sfilate di Parigi

Giambattista Valli

Con il persistere della pandemia di Covid e delle varianti del virus, una boccata di meraviglia non può che far bene. Le sfilate delle collezioni AI 2021/22 di Haute Couture ne hanno elargita ad ampie dosi, in certi casi andando in scena in presenza, in altri attraverso straordinari corti o video. Su VALIUM, a partire da oggi, troverete una selezione in due tranche delle collezioni, presentate a Parigi (tranne alcune eccezioni, vedi Valentino) durante la Haute Couture Week che si è tenuta dal 5 al 10 Luglio. A fare da comune denominatore sono state creazioni decisamente spettacolari: come se la creatività avesse raggiunto l’ apice nel tentativo di sconfiggere, o quantomeno esorcizzare, una realtà tuttora piuttosto drammatica.

 

GIAMBATTISTA VALLI

 

Vere e proprie architetture in tulle, lunghi strascichi, forme vaporose e scolpite da miriadi di plissè e di ruches: Giambattista Valli non cessa di stupirci con la sublimità della sua Couture. Acconciature cotonate in stile anni ’60 e voluminosi copricapi in piume completano i look, immortalati quasi per contrasto negli spazi labirintici, geometrici e massicci dello Spazio Niemeyer (sede del Partito Comunista Francese). La palette cromatica è sognante e fa sognare. Tonalità pastello come il rosa, il verde acqua, il giallo, il pesca e il menta si alternano all’ arancio, al rosso, al panna, al nero e al lime, combinandosi a volte tra loro e accentuando l’ eterea sofisticatezza dei look. Verso la fine del video che svela “Haute Couture 21”, a sorpresa, appaiono alcuni look maschili: lunghe mantelle nere, pizzo e piume a profusione evidenziano una allure da dandy, vagamente decadente.

 

Credits: Giambattista Valli Haute Couture

 

ARMANI PRIVE’

 

La collezione Armani Privè ci lascia senza fiato davanti a strepitosi giochi di colore, stoffe fluttuanti e impalpabili, texture talmente fluide da sembrare liquide. Lo stile signature di Giorgio Armani abbraccia la leggerezza e la luminosità: il tulle, il raso e la seta si combinano tra loro dando vita a un’ eleganza iper femminile, le paillettes tempestano gli abiti di sfavillanti riflessi, le linee sono morbide. La palette evidenzia nuance floreali e cromatismi cangianti: predominano il rosa confetto, il cipria, il magenta, il lilla e l’azzurro polvere affiancati da pennellate di argento e di verde smeraldo.

 

 

SCHIAPARELLI

 

Daniel Roseberry battezza la collezione “Matador” e omaggia l’ heritage surrealista della Maison: ogni creazione è artistica, preziosa ed eccentrica nel tipico Schiaparelli style. Il capo che più la identifica è il giacchino da torero, adornato da un tripudio di ricami che raffigurano occhi (un soggetto ricorrente nel Surrealismo) e dorati arabeschi barocchi, ma risaltano anche omaggi a Jean Cocteau x Schiaparelli (un miniabito con maniche ad anfora tempestate da rose in seta) e a Giacometti (i bijoux a forma di naso, bocca, e occhi in ceramica verniciata in oro). Elementi del corpo umano, basti pensare ai seni conici, diventano accessori, gioielli, ornamenti, fondendosi con texture originate dal contrasto duro/morbido, umano/tecnologico.E poi ci sono i colori: oltre al nero – che fa da leitmotiv – spiccano il bluette, il corallo, il rosa skocking e il salmone, gioiosi e giocosi.

 

 

IRIS VAN HERPEN

 

“Earthrise”, questo il titolo della collezione, esplora e omaggia l’ Anima Mundi: il mondo come un corpo unico con ogni organismo che lo abita. La Terra vive, palpita, respira. Una percezione avvertita da tutti gli astronauti dell’ Apollo 8 mentre, sul suolo lunare, vedevano il nostro pianeta sorgere dall’ orizzonte. Iris Van Herpen celebra una visione cosmica che coniuga la Terra con l’ immensità del cielo e dello spazio: non è un caso che nello splendido corto di presentazione appaia il volo “coreografico” della campionessa mondiale di paracadutismo Domitille Kiger. Gli abiti, simili a ricche ali fluttanti, si declinano in ogni gradazione di blu o in colori più tipicamente “terrestri” come il ruggine, il viola,il panna, il bianco, il verde, il nero. Forme scultoree, tulle danzante, stampe in 3D e lavorazioni futuribili, scaturite dal connubio tra innovazione tecnologica e artigianalità couture, sono l’ affascinante trait d’union che collega il respiro della Terra con il senso di libertà simboleggiato dai volteggi della Kiger nel cielo infinito.

 

 

(TO BE CONTINUED)

 

 

“Haute Fantaisie”, la Rave Couture di Viktor & Rolf

 

La pandemia di Covid, e tutto quel che ne consegue, è uno dei motivi ispiratori predominanti nelle collezioni Primavera Estate 2021 di Haute Couture. Viktor & Rolf, per esempio, hanno preso spunto dall’ “assembramento” che ci manca di più: buttarci nella mischia e ballare, sfrenatamente, travolti dal ritmo di un sound martellante. “Haute Fantaisie”, la collezione del duo olandese, rievoca il mondo delle feste e in particolare dei Rave party, senza eguali in quanto a euforia collettiva. Il mood underground dei look, però, anzichè coincidere con la trasgressione, incarna una fuga nella fantasia all’ insegna della libertà più totale. La “Rave Couture” di Viktor & Rolf fonde l’audacia, l’ ebbrezza, l’ impetuosità di un Rave con la bellezza e con i fasti della Haute Couture. L’ irriverenza incontra l’ eleganza, la crudezza si combina con la meraviglia pura: viene esaltata l’ importanza della festa, del librarsi collettivamente sulle ali della musica, per dimenticare la cupezza dell’ era del Covid e l’attitudine al “doom scrolling” (l’ addiction alle brutte notizie riportate dallo smartphone). Il fil rouge delle creazioni di “Haute Fantaisie”, non a caso, è un incredibile mix and match di epoche e materiali. Frammenti di capi, tessuti e dettagli attingono all’ archivio di Viktor & Rolf con un duplice intento: omaggiare la filosofia sostenibile abbracciata dal duo e rievocare i “vecchi tempi”, quando scatenarsi sulla pista era un’attività liberatoria, sognando i party del futuro al tempo stesso.

 

 

La mescolanza di stili e materiali rimanda proprio alla voglia di far festa. Sembra che le modelle abbiano amalgamato più capi alla rinfusa prima di dirigersi, in tutta fretta, a un rave immaginario. Il patchwork della collezione Couture Primavera Estate 2020 del brand riappare sotto un’ altra forma, con un significato differente. “Haute Fantaisie” decreta il predominio del tulle, maestoso e in grandi balze: lo ritroviamo sui bolerini con gorgiera che amplificano le maniche e lasciano la pancia scoperta, sulle vaporose gonne da ballo, sulle maniche a sbuffo adornate di fitte ruches. Per contrasto, viene abbinato a calze che mixano pizzo e rete, top patchwork monospalla o reggiseni composti da un groviglio di fili dorati, perline in vetro e fiori tagliati al laser. Vige una regola su tutte: se un look è voluminoso dalla vita in su, diventa lineare dalla vita in giù e viceversa. Questo diktat riguarda esclusivamente la silhouette, non intacca la preziosità dell’ outfit. Perchè gli abiti sfoggiano una ricercatezza indescrivibile. Fiocchi argentati sulle spalline e sulle cinture, ricami in pizzo a profusione, tessuti floreali matelassè, applicazioni finto-casuali di fiori e ruches costituiscono solo alcuni dei tasselli che Viktor & Rolf includono nel loro puzzle “festaiolo”. Le gonne sono longuette o rasoterra, oppure sfiorano il ginocchio in un tripudio di balze. Non esistono lunghezze mini: vengono sostituite da slip riccamente ornati indossati con calze a rete punkeggianti. Gli stessi slip insieme a un top, una sorta di lingerie versione rave, risaltano in un look che li affianca ad una lunga mantella cosparsa di fiocchi. A rivestire un ruolo chiave sono anche gli accessori, come l’ opera glove spaiato e le fasce in crochet dorato che cingono la fronte, tempestate di fiori metallici o miriadi di perle. Le scarpe meritano una menzione a parte: in plastica riciclata, declinate in golosi colori bonbon, rappresentano un inno all’ eco-friendly e al buonumore al tempo stesso. Perchè le vibrazioni positive sono un indizio di rinascita; rinvigoriscono il nostro presente mentre fantastichiamo sulle feste del futuro.

 

 

Visita il sito di Viktor & Rolf per ammirare la collezione completa

 

 

Valentino Code Temporal PE 2021: l’ Haute Couture e il concetto di tempo

 

Pierpaolo Piccioli continua a perseguire un nuovo Umanesimo, abbracciando una visione che combina il sogno, l’ intuizione, la ricerca creativa con la manualità del savoir faire artigianale. Al momento di dar vita alla collezione Valentino Haute Couture Primavera Estate 2021, si è prefissato un’ ulteriore meta: esplorare la connessione tra la Couture e il concetto di tempo. Il nome della linea, non a caso, è “Code Temporal”, laddove “temporal” sta ad indicare l’ evolversi degli istanti, il loro fluire in relazione all’ abito e al creare. L’ epoca della pandemia ha rappresentato uno spartiacque anche per la Maison Valentino: prendendo il tempo come riferimento, Piccioli ha elaborato una filosofia che lo collega sì al “qui e ora”, alla condizione sociale, esistenziale e culturale del presente, ma simultaneamente sottolinea il valore dell’ atemporalità applicandola a creazioni svincolate da qualsiasi tendenza. Pensate, appunto, come capi senza tempo. Una concezione, la sua, associata al particolare periodo che stiamo vivendo, dove durevolezza e qualità vengono assurti a must imprescindibili. Partendo da queste riflessioni di base, il designer rivoluziona felicemente la Couture griffata Valentino. Innanzitutto, manda in scena la prima sfilata co-ed e stupisce abbigliando l’ uomo in puro stile gender fluid: cappotti cosparsi di rose ornamentali in rilievo, dolcevita di paillettes e guanti in pelle che oltrepassano il gomito. Poi, si avvale di splendide lavorazioni che si tramutano nelle superfici stesse dei vari capi. Non da ultimo, dedica lo stesso spazio al daywear (naturalmente, ricercatissimo) e a un eveningwear squisitamente “di alta moda”, ma che prende le distanze da tutte le collezioni passate. A fare da cornice alla sfilata è la sontuosa Sala Grande della Galleria Colonna di Roma, ricca di ori e lampadari di cristallo. Sulle note di “Ritual Spirit (temporal)” di Robert Del Naja, leader dei Massive Attack, vanno in scena look mozzafiato intrisi di contaminazioni.

 

 

Si alternano mantelle e coat che ricordano gli origami giapponesi, affusolati abiti in colori vibranti, top tempestati di enormi paillettes abbinati a pantaloni al ginocchio in stile athleisure, scultoree gonne a corolla accompagnate da canotte sporty, jumpsuit dorate portate con un sobrio cappotto bianco, magliette “palloncino” a collo alto e con maniche inglobate, caftani dal taglio essenziale indossati a mò di soprabito, mantelline composte da una miriade di nastri circolari in radzmir, ensemble diurni in cui predominano un ampio paltò, pantaloni e tunica dalle linee nette. L’ attenzione per il dettaglio è straordinaria, la sartorialità sopraffina. Una palette cromatica che include il taupe, il bianco, il fucsia, il giallo oro, il marrone, pennellate di verde e di arancio fluo, esalta mise prive di orpelli ma di una preziosità sorprendente.  Il gran finale accende i riflettori sulle creazioni dedicate alla sera. Spiccano un coat completamente rivestito di frange oro, un fasciante long dress argentato con pettorina e cappuccio cosparsi di perle e strass, abiti drappeggiati costellati di lustrini iridescenti. Ma è l’ultimo look a lasciare a bocca aperta: uno spettacolare evening dress in organza, dalla gonna “esagerata”, che scintilla in un tripudio di paillettes color rame con riflessi perlescenti. Gli accessori, l’ hairstyle e il make up dotano ogni outfit di un’ iconicità potente. Gli “opera gloves” in pelle e i cuissardes laminati con vertiginosa zeppa fanno da fil rouge, così come le chiome lunghissime con la riga in mezzo ideate da Guido Palau e i “volti-maschera” dorati creati da Pat McGrath.

 

 

Visita il sito ufficiale della Maison Valentino per ammirare la collezione completa