L’ accessorio che ci piace

 

Che fine hanno fatto, su VALIUM, le scarpe con il tacco? Ci sono, eccome: ecco un esempio che fa per dieci. Le iconiche Venus di The Attico rimandano al lato sensuale, inebriante dell’ estate; le lunghe serate, immerse nella luce indaco del crepuscolo, le insegne al neon che si accendono, l’ afa che si stempera in una leggera brezza. Le Venus rievocano questo scenario coniugando la seduttività della scarpa a punta con i lacci dei sandali alla schiava, bohémiens e vagamente etno. Il frutto di un simile connubio è una slingback che esprime la sua essenza sin dal nome, quello della dea dell’ eros e della bellezza. Al 100 per cento in pelle, le Venus sfoggiano un tacco sottile alto 8,5 cm e sono declinate in un’ ampia gamma di colori: il lilla, il fucsia, il rosa, il turchese, il rosso, il nero, il bianco…A noi piacciono nel metallico Midnight Blue che vedete nella foto, suggestivo e molto intenso. E voi quale scegliete? Collegatevi all’ e-shop di The Attico per visionare l’ intera palette cromatica (se non riuscite a rintracciare alcune nuance, evidentemente sono già sold out).

 

 

 

L’ accessorio che ci piace – Speciale Dante 700

 

Io venni in loco d’ogne luce muto,
che mugghia come fa mar per tempesta,
se da contrari venti è combattuto.

La bufera infernal, che mai non resta,
mena li spirti con la sua rapina;
voltando e percotendo li molesta. “

Dante Alighieri, “Divina Commedia”, Canto V dell’ Inferno

 

Nella “Divina Commedia”, quando Dante e Virgilio entrano ne “Il Cerchio” (la zona dell’ Inferno in cui sono confinati i Lussuriosi), piombano in un luogo oscuro dove i corpi dei dannati vengono sferzati e sballottati da un’ incessante tempesta. E’ lì che i due viaggiatori incontrano Paolo Malatesta e Francesca da Rimini, gli amanti tragicamente uccisi a causa della loro relazione adulterina. Francesca spiega a Dante come sia sbocciato l’ amore che la lega a Paolo, raccontandogli che tutto ebbe inizio mentre leggevano un libro su Lancillotto e Ginevra e decisero di immedesimarsi in quei personaggi. All’ improvviso, la descrizione di un bacio tra il cavaliere della Tavola Rotonda e la consorte di Re Artù li spinse a baciarsi a loro volta. Dante, profondamente sconvolto dal racconto, cade a terra svenuto. Mentre Francesca parla, la bufera non smette di imperversare. E’ impossibile sedare il vento fortissimo che tiene in pugno i due amanti, li solleva, li separa e li riunisce con una furia travolgente. L’unica cosa che possono fare è imparare a danzare nella tempesta, a muoversi in sintonia con il suo vortice. Da tutto ciò scaturisce una significativa lezione: dobbiamo essere in grado di danzare con le forze avverse che ci circondano senza arrestare il nostro percorso. E’ a questo insegnamento che la designer Rosh Mahtani, fondatrice del jewellery brand inglese Alighieri, si è ispirata per la creazione della collezione “The Dance of the Storm” (rileggi qui l’articolo che VALIUM ha dedicato alla creativa londinese). Gli Infernal Storm Earrings, appartenenti alla linea, mi hanno conquistato all’ istante e voglio parlarvene qui di seguito.

 

In bronzo placcato oro 24 carati, questi orecchini sono completamente realizzati a mano e vantano un design particolarissimo. C’è qualcosa, nella loro forma, che rimanda a una dimensione arcaica, a un’ epoca primordiale. La struttura è volutamente imperfetta, la lavorazione a mano risalta in tutta la sua purezza. Due perle barocche d’acqua dolce impreziosiscono il gioiello conferendogli un twist luxury, ma informale, in linea con la fattura handmade che lo contraddistingue. L’ unicità di ciascuna perla, inoltre, fa sì che non ne esista una uguale all’ altra; di conseguenza, ogni paio di Infernal Storm Earrings si differenzia in quanto a forme e dimensioni. Oltre a caratterizzare esteticamente l’orecchino, ciò permette alle perle di narrare ad una ad una la propria storia, peculiare e inimitabile. Gli orecchini “della tempesta infernale” misurano 5,3 cm di lunghezza e 2,2 cm di larghezza: dimensioni che non passano inosservate senza risultare troppo vistose. L’ optimum per esaltare un incredibile connubio di savoir faire artigianale, ispirazione rivolta all’ eccellenza letteraria italiana e ricercatezza sopraffina.

 

 

 

 

 

L’ accessorio che ci piace

 

Sandali time. I must dell’estate? Predominano il modello rasoterra e…le nuove proposte di Nodaleto, un brand a cui VALIUM dedica ormai  uno spazio fisso (o quasi). La collezione Primavera Estate 2021 del marchio fondato da Julia Toledano insieme a Olivier Leone include una vastissima gamma di sandali in puro Nodaleto style. L’ ultimo in ordine di arrivo è Bulla Arushi Cream Metallic, un delizioso connubio di raffinatezza e sfiziosità: ad ispirarlo sono le forme e i grafismi dell’ Art Déco, nello specifico lo stile architettonico dell’area del forte di Mumbai. L’ omaggio alla sfavillante Bollywood degli anni ’80 è implicito, ne è una conseguenza diretta, ma ammirando la finezza del sandalo potremmo anche definirlo un tributo al Déco ad ampio spettro.

 

 

Partiamo dal tacco (alto 4,5 cm). Bulla Arushi Cream Metallic sfoggia quello signature di Nodaleto, volume massiccio e linea trapezoidale. Un cinturino si incrocia sulla punta del piede, poi risale posteriormente fino a circondare la caviglia. La chiusura ostenta una fibbia dorata, ma non è l’ unico dettaglio ornamentale della calzatura. Proprio intorno alla caviglia, infatti, spicca un’ autentica cascata di cristalli oro e argento; è il punto di forza di Bulla Arushi, un decoro che rimanda agli Anni Ruggenti e alle atmosfere fastose de “Il grande Gatsby”: è stato concepito per risplendere con il chiarore lunare e scintillare sotto i raggi infuocati del sole. Composto al cento per cento da vera pelle, il sandalo è tinto di un sofisticato crema metallico. Rimanda alla nuance della sabbia inondata dalla luce solare, alla spuma delle onde, e si abbina con le tonalità più disparate.

 

 

La cascata di cristalli, che tintinna accompagnando il movimento del piede, è un chiaro richiamo – oltre che al Déco – alla tradizionale cavigliera indiana. Nodaleto la rivisita in chiave Bollywood, pensandola per una diva del cinema in lingua hindi: ne attualizza la preziosità e la ripropone in una versione del tutto contemporanea. Non dimentichiamo che dire Bollywood equivale a dire sfarzo, sfolgorio, gioielli e ricami da fiaba. Bulla Arushi Cream Metallic elimina il superfluo, dosa bene l’ armonia tra il sandalo e i suoi ornamenti senza intaccarne l’allure ricercata.

 

 

Ma lo scintillio rimane, come pure il tintinnio…due dettagli che, già da soli, basterebbero a far scoccare il colpo di fulmine con questa scarpa.

 

 

 

 

L’ accessorio che ci piace

 

Maggio è il mese perfetto per celebrare la “regina dei fiori”. Dolce & Gabbana lo fanno dedicandole un omaggio d’eccezione, un modello delle iconiche Dolce Box: borse che inneggiano al più squisito savoir faire, all’ amore per il “fatto a mano”, ad una cura dei dettagli minuziosa. Le rose, fino ad oggi, sono apparse perlopiù sotto forma di motivi ornamentali. Dolce & Gabbana ribaltano questo modus operandi creando una handbag che riproduce una splendida rosa, ricca di petali che catturano la luce e ne diffondono i bagliori: potrebbe essere paragonata a una scultura, oppure ad un gioiello. I petali sono realizzati in resina, dipinta e tinta di un rosso vibrante; la lucentezza del colore è tale da rievocare la vernice, ma la texture e la lavorazione finissima non lasciano adito a dubbi sul materiale con cui è forgiata. La borsa, tondeggiante, vanta un manico e una tracolla removibile in pelle, entrambi impreziositi da una stampa iguana.

 

 

Tutte le guarnizioni, compresa una serie di sfiziose borchie che decorano l’ attaccatura del manico alla borsa, sfoggiano una tonalità oro chiaro ottenuta attraverso un trattamento galvanico. L’ interno della Dolce Box si avvale di una tasca e di una fodera in pelle di vitello; a un lato, spicca la targhetta dorata su cui è inciso il logo “Dolce Bag”. E’ una piccola ma grande meraviglia, insomma, questa handbag griffata Dolce & Gabbana. Seduce per la sua bellezza vistosa e sofisticatissima al tempo stesso, per l’originalità, per l’ alto tasso di ricercatezza artigianale: i petali, preziosamente “scolpiti”, lasciano intuire a un primo sguardo il savoir faire intrinseco dell’ accessorio.

 

 

La rosa, inoltre, è uno dei leitmotiv della collezione Primavera Estate 2021 di Domenico Dolce e Stefano Gabbana. La ritroviamo persino in una serie di magnifici headpieces, e, non ultimo, nella nuova fragranza Dolce Rose, l’ eau de toilette della collezione Dolce a cui presta il volto una testimonial d’eccezione: Deva Cassel, figlia di Monica Bellucci e Vincent Cassel. Ma di questo parlerò in un prossimo articolo…

 

 

 

 

 

L’ accessorio che ci piace

 

I Mou (basta citare il marchio per identificare la calzatura) si fanno sempre più preziosi. La tendenza dell’ Inverno 2020/21 vede prevalere i modelli in nuance metalliche quali l’argento e il rose beige, ma a completarne la ricercatezza è un dettaglio del tutto inedito: un patch sul retro tempestato di cristalli e strass. Lo sfoggia l’ iconico Eskimo 24, un cult del brand, coniugando il proverbiale comfort dei Mou con i più squisiti dettami fashion. Alto 24 cm, caldissimo e pratico, l’ Eskimo è ornato dalle tipiche cuciture in lana all’ uncinetto, poggia su una suola solida composta da un mix di etilene vinil acetato e gomma e si avvale di un rinforzo interno sul tallone. La lavorazione artigianale, unita ad un design inconfondibile, rende l’ Eskimo un autentico pezzo unico: i Mou hanno definitivamente sdoganato il loro status di “scarpe da neve” per risultare perfetti con qualsiasi meteo, sia di mattina che di sera. L’ argento, pur rimandando alla “primigenia” associazione tra l’ Eskimo e le lande innevate, gli dona un nuovo volto e lo avvolge di una magica allure lunare. E’ il suo punto di forza, che va ad aggiungersi a uno stile sempre cool e a una funzione antifreddo ormai ben nota. Ci piace proprio per questo, per la versatilità e la capacità di rinnovarsi: le ultimissime cromie metal regalano un twist in più alla calzatura che, dal 2002, è un irrinunciabile must dell’ Inverno.

 

 

 

 

 

L’accessorio che ci piace

 

Sono l’assoluto must dei mesi freddi: gli ankle boots, rigorosamente neri, con inserti elasticizzati. I fashion brand e i brand di calzature li propongono all’unanimità, ma in molteplici varianti. A differenziarsi è soprattutto la suola, che può essere a plateau, a carrarmato oppure alta una manciata di millimetri, poco più che rasoterra. L’ altezza del tacco, massiccio nel caso sia contemplato, non oltrepassa mai i 4 cm. Potremmo definire questo tipo di ankle boot un’evoluzione degli anfibi, ma in chiave chic. Li abbiamo visti in passerella abbinati ad ogni tipo di look: è qui che risiede il loro punto di forza, nella versatilità. Si indossano con gli oufit più disparati, dall’ abito in tulle ai capi prettamente urban, perchè donano un tocco cool a qualsiasi mise. In questo post vi propongo un modello di N.21, in pelle nera effetto coccodrillo e impreziosito dall’ iconica catena del brand.

 

 

La catena, argentata, funge da vero e proprio gioiello; è vistosa e oversize. La pelle in simil-coccodrillo riveste la scarpa quasi per intero. Lateralmente, invece, risaltano due inserti elasticizzati che favoriscono una totale aderenza dello stivaletto. La suola, a carrarmato, è al 100% in gomma. Grinta, audacia ed eleganza sono i tre cardini di questo ankle boot, che vanta un ulteriore dettaglio a suo favore: avvolge la caviglia fino all’ inizio del polpaccio, delineando quindi una silhouette estremamente raffinata. La catena che li adorna, inoltre, è un trademark di N.21 e li rende inconfondibili oltre che luxury con disinvoltura. Li eleggiamo must have di stagione per tutti questi motivi e per un’ altra ragione ancora: l’aver saputo fondere l’ impronta rock del modello con il glamour più cool.

 

 

Le Two for Love di A.Bocca, sfiziose pumps in un profondo rosso

Cosa ha a che fare il rosso, con Halloween? Ha a che fare eccome. E’ il colore del sangue, ma esotericamente non simboleggia la morte bensì l’ energia vitale: un punto di vista in linea con la ricerca della “luminosità della notte” che contrassegna il nostro viaggio verso il 31 Ottobre. Se poi cercate un rosso da brivido, basta pensare a quello onnipresente in cult di Dario Argento come “Profondo rosso” e “Suspiria”. Il sipario e l’ allestimento rosso del teatro dove, nel primo film, si tiene il convegno di parapsicologia, o il rosso stregato che campeggia nella fotografia del secondo, un capolavoro immortale dell’ horror. In questo post parleremo di scarpette rosse, e un rimando halloweeniano all’ omonima fiaba di Hans Christian Andersen è quasi d’obbligo: anche se l’ intento morale del racconto predomina e Karen alla fine si ravvede, non potremo mai dimenticare la scena gotica delle scarpette rosse che danzano con i suoi piedi attaccati. Un’ immagine inquietante che non si addice affatto alle calzature che vi sto per presentare, le pump Two for Love di A. Bocca.

Fanno parte della collezione Autunno Inverno 2020/21 del brand e si declinano in differenti colori (oltre al rubino da me scelto, vi consiglio l’ affascinante ceruleo e il raffinatissimo nude) che la texture in vernice rende iper lucenti. Sfoggiano un design irresistibile, tra il naif e il giocoso, hanno la punta quadrata e il loro tacco, basato, misura 4,5 cm. Lo scollo a cuore e i cinturini incrociati sul collo del piede sono dettagli all’ insegna di una preziosità sfiziosa; ma all’ estetica intrigante, le pumps Two for Love abbinano un’ estrema accuratezza dei particolari: sono foderate in pelle e vantano una suola in cuoio con iniezione in gomma antiscivolo. L’ ideale, insomma, per essere calzate anche in pieno inverno.

Una simile ricercatezza non sorprende, data la griffe che le firma. A.Bocca non è altri che Alfredo Boccaccini, ex patron del noto marchio L’ Autre Chose. Marchigiano, originario di Sant’ Elpidio a Mare, è cresciuto nel calzaturificio di famiglia e l’ amore per la scarpa è praticamente impresso nel suo Dna. Quando nel 1987 fondò L’ Autre Chose, inaugurò una serie di prestigiose collaborazioni:  Alexander McQueen, Philippe Model e Maison Margiela sono solo alcuni dei nomi con i quali Boccaccini ha intrecciato il suo percorso. La partnership con Patrick Cox, in particolare, riscosse un successo strabiliante sia in termini di gradimento che di fatturato. La chiusura de L’ Autre Chose nel 2016 portò il vulcanico imprenditore elpidiense a mettersi di nuovo in gioco nel settore della calzatura con la creazione di A. Bocca. Lo stile distintivo del brand, un connubio tra il rétro e il moderno, è contraddistinto dalla cura dei dettagli e da un design del tutto unico che viene coniugato con la qualità tipica del Made in Italy.

 

 

 

 

 

Bulla Jones goes red! Arriva Red Corvette

 

Little Red Corvette, baby you’re much too fast”, cantava Prince in una canzone dell’ album 1999, il primo insieme ai Revolution. Oggi, la nuance di rosso che sfoggia la storica auto prodotta dalla Chevrolet va a tingere uno dei più iconici  modelli di scarpa di Nodaleto, le Bulla Jones. E credetemi, andrà a cento all’ ora! Chi come me adora le Nodaleto Shoes rimarrà folgorata da questa nuovissima tonalità, brillante e “verniciata” quanto basta per non passare inosservata. Con la loro silhouette sensuale, arrotondata, ispirata alla poltrona LC4 di Le Corbusier, le Bulla Jones esaltano l’arco plantare senza costringere il piede in posizioni innaturali: il comfort declinato in versione cool rimane una priorità per Nodaleto, che dota le Bulla del tacco massiccio tipico del brand e di un plateau alto circa 2 cm. Un cinturino saldato alla suola cinge il tallone ed assicura la scarpa al piede, coronando il design minimal che  è ormai un trademark della label. Inneggiante a un animo indipendente e audace, questa linea di calzature era finora disponibile in una palette che include il nero (Black Glassed) e il viola (Dusty Lavender), ma da metà Settembre l’ abbagliante rosso di Red Corvette si “metterà in moto”. Mancano ancora due mesi, dite? Niente paura: potete già prenotare le Bulla Jones cromaticamente più smaglianti e catturasguardi nel sito web di Nodaleto.

 

 

 

 

L’accessorio che ci piace

 

Estate uguale voglia di libertà, che è anche riscoprire il gusto di essere chic e ultrafemminili. Ma in modo mai scontato, of course. Puntare su un’ eleganza cool implica un’ accurata scelta degli accessori, da sempre elementi di spicco nella creazione del look: sperimentare, osare, conquistare, sono gli imperativi che accompagnano questa entusiasmante operazione. Un consiglio? Optate per il rétro, sprigiona un fascino immortale. Area NYC, il brand fondato nella Grande Mela sei anni fa da Beckett Fogg e Piotrek Pansczczyk, in tal senso si rivela il top. E non perchè sia una griffe specificamente incentrata sul vintage: il glam è il suo marchio di fabbrica, mixato con l’ irriverenza, con una decadenza avantgarde e una spumeggiante vena pop. Non è un caso che il nome del marchio riprenda quello dell’ omonimo, famosissimo club newyorkese operativo negli anni ’80. Per l’estate 2020, Area NYC viaggia a ritroso nel tempo e si ispira ad un cult dal deciso sapore Fifties, la scarpa con tacco gattino, ma la rivisita secondo i propri stilemi.

Il modello è a punta stretta, con un ” kitten heel” alto 6, 5 cm. Riguardo al colore, Area  sceglie una nuance iridescente virata al lilla ravvivandola con una fantasia di fiori viola. E poi ci sono le frange, una cascata di cristalli che rimanda a quelle, numerosissime, che fanno da leitmotiv alla collezione Primavera Estate 2020 del brand: partono dallo scollo della mule e la adornano come una preziosa collana. L’effetto è strepitoso, la quintessenza del glam; oltrepassa l’ ispirazione rétro per emanare una allure squisitamente contemporanea. Le Floral Crystal Fringe Kitten Heel coniugano un’ impeccabile manifattura Made in Italy con un design raffinato e scenografico, l’ideale per una magica serata estiva. Ci piacciono perchè sono favolosamente chic, sfavillanti, da vera diva, pur senza sconfinare in un mood ladylike in eccesso o pedissequamente calcato sulle reminiscenze Fifties.