
Bisogna scrollare i ricordi tristi come rami
per riuscire a far nascere nuovi frutti.
Lassù una ciliegia rossa già ti aspetta.
(Fabrizio Caramagna)

Il blog di Silvia Ragni

Proverbi sulla mamma in occasione della Festa della Mamma. La saggezza popolare ha sempre celebrato la donna che ci dà la vita, un pilastro dell’esistenza. La mamma è un perno emotivo e sociale, il suo amore è incondizionato. Ci porta nella pancia per nove mesi, ci nutre, ci accudisce. E’ il primo contatto che abbiamo con il mondo esterno, quando siamo piccoli garantisce la nostra sopravvivenza. Esiste un proverbio, forse il più noto, che spicca su tutti: di mamma ce n’è una sola. E non si può che essere d’accordo.

Chi dice mamma, non s’inganna

Casa mia, mamma mia

Chi ha la mamma non pianga

Mamma, mamma: chi l’ha la chiama, chi non l’ha la brama

Qual la madre, tal la figlia

La mamma dei cretini è sempre incinta

Aver cura dei putti, non è da tutti

A tutte le madri paion belli i loro figli

Chi fa più di mamma, certo m’inganna

Dove sono i pulcini, è l’occhio della chioccia

Vede più una buona madre con un occhio, che il padre con dieci

Tre cose poco valgono: un mulino che non va, un forno che non scalda, e una madre che non sta in casa

Sempre, sempre, mamma mia, ricca o povera che sia

Ognun dà pane, ma non come mamma

Foto via Unsplash

Chi lo associa solo allo scenario di una cerimonia nuziale non è aggiornato: l’arco di fiori è l’ultima tendenza in fatto di decorazione del giardino e di arredo urbano. La sua struttura, generalmente in legno o metallo trattato, è pensata per sostenere un tripudio di fiori e piante rampicanti. Tra i più scenografici troviamo la rosa, il glicine, la passiflora, il falso gelsomino e la clematide, eterogenei nei colori ma tutti profumatissimi. E quando arriva la primavera, gli archi garantiscono un impatto visivo spettacolare: donano a qualsiasi spazio verde un’aura di magia, permettendo di godere dell’immensa meraviglia della natura in fiore. Di solito sono concepiti in diverse forme, spaziano dall’arco puro e semplice ai tunnel passando per i pergolati. Possono accompagnare un sentiero, fungere da portale per determinate aree del giardino, suddividere spazi o creare delle zone ombreggiate. Il risultato sarà invariabilmente incantevole, un’esplosione di profumi e colori da cui lasciarsi ammaliare.

Archi e pergolati intensificano il contatto con la natura, favorendo un benessere visivo, olfattivo e mentale. Lavorando sulla verticalità degli spazi, offrono il vantaggio di raddoppiare il verde e le aree fiorite. L’effetto fiabesco è assicurato: passando sotto queste strutture floreali, si ha la sensazione di trovarsi nel giardino di un antico castello; da un momento all’altro potrebbero spuntare una fata o un’eterea principessa.

Lo scopo principale degli archi è unire estetica e funzionalità, un po’ come avviene per l’arredo urbano. In città, infatti, hanno spesso lo scopo di decorare vie e viuzze creando angoli di autentico splendore floreale. Avete presente quelle cittadine, Spello ad esempio, dove i balconi, i vicoli, i davanzali e le scalinate del centro storico sono adornati di fiori? L’effetto che perseguono gli archi e i pergolati è lo stesso. Non si tratta solo di un fattore ornamentale, bensì di un incentivo alla sostenibilità: le piante assorbono anidride carbonica e metalli sottili, mitigando il calore eccessivo e dando rifugio agli insetti impollinatori. Sfruttare la verticalità è dunque molto importante anche per gli spazi urbani, dove poter usufruire di aree verdi diventa un bisogno sempre più pressante. I fiori e le piante rampicanti assolvono perfettamente a questo compito, generando una preziosa combinazione di bellezza, arredo urbano ed ecosostenibilità.












“Cos’è la danza? Se riesci a dare una risposta, non sei attendibile. Ma fammi provare, in ogni caso: la danza è pensare con il corpo. E’ necessario pensare con il tuo corpo? Non per la sopravvivenza, ma per vivere. Ci sono così tanti pensieri che solo il corpo è in grado di pensare. Altre cose, come la pace, potrebbero essere più importanti della danza. Ma allora noi avremo bisogno di danzare per celebrare la pace. E per esorcizzare i demoni della guerra, come fece Nijinsky. L’anarchica Emma Goldman è stata probabilmente colei che l’ha espresso meglio di qualsiasi altra persona: una rivoluzione che non mi consente di danzare, è una rivoluzione per la quale non vale la pena di lottare. Il dio Shiva creò l’universo con la sua danza. Ma la danza è l’opposto di tutte le pretese divine. La danza è un tentativo eterno, come scrivere sull’acqua. La danza non è vita, ma mantiene in vita tutte le piccole cose di cui la grande cosa è composta.”
(Mats Ek, danzatore e coreografo svedese)

Perchè avere un orto è la mania del momento? Per una serie di buone ragioni: per allentare i ritmi frenetici della vita quotidiana, per riconnettersi con la natura, per condurre una vita più sana e all’insegna della sostenibilità. Coltivare frutta e verdura è rilassante e dona molte soddisfazioni; coniuga il benessere con il risparmio e offre la certezza di nutrirsi in modo corretto, tenendo alla larga i pesticidi e i fertilizzanti artificiali. Approfondiamo l’argomento punto per punto.

1. L’importanza del km zero
Dal punto di vista della sostenibilità, avere un orto è l’optimum. Riduce la necessità dei trasporti, che causano inquinamento atmosferico, e rende superfluo l’utilizzo degli imballaggi, soprattutto di quelli in plastica così dannosi per l’ambiente.

2. Il valore del relax
Il contatto diretto con la terra e i suoi frutti è un potente antistress naturale. Coltivare l’orto è un’attività rigenerante, un elogio alla lentezza e al lavoro manuale.

3. La possibilità di risparmiare
Avere un’oasi green in cui coltivare frutta e verdura permette di azzerare le spese a loro dedicate e in particolar modo i rincari a cui sono soggetti i prodotti ortofrutticoli.

4. Il ripristino di una connessione con la natura
Piantare, seminare, raccogliere, potare…sono tutte attività che riconnettono con la natura e con i suoi cicli. Educano alla stagionalità, ci raccontano da dove provengono i cibi che troviamo sulla nostra tavola, insegnano il valore della pazienza e donano la gioia di veder crescere, fiorire o maturare ciò che abbiamo curato con tanto amore.

5. Un incentivo alla socialità
Chi possiede un orto è generalmente portato a socializzare con i vicini che, a loro volta, ne possiedono uno. Ci si scambia informazioni, ci si dà consigli, ci si presta utensili o fertilizzanti…E’ un modo per fare amicizia, soprattutto nei vasti spazi urbani.

6. Il fattore estetico
Gli orti stanno diventando sempre più belli anche da vedere: sono curatissimi, all’avanguardia dal punto di vista estetico e di distribuzione degli spazi. Potremmo definirli delle oasi di verde in cui, oltre ai prodotti, riveste una grande importanza anche il design.

7. L’esempio di Re Carlo III
Dal 1986, Re Carlo III d’Inghilterra è diventato un punto di riferimento per gli amanti del green grazie ai giardini di Highgrove House: una tenuta di settecento ettari che il sovrano ha tramutato in un vero e proprio laboratorio biologico. L’intera area viene gestita secondo i principi dell’agricoltura sostenibile e della permacultura, valorizzando enormemente la biodiversità. E in alcuni orti botanici è possibile ammirare l’opera di Re Carlo, che adora occuparsi dei suoi spazi verdi in prima persona.









Foto via Unsplash

Il tiramisu alle fragole è il dolce con la D maiuscola della Primavera 2026: tutti ne vanno pazzi. Non è un caso che sia già stato eletto dessert ideale della Festa della Mamma. Il motivo è molto semplice: è fresco, golosissimo e veloce da preparare. Questo classico della tradizione italiana cambia veste e si propone in una versione squisitamente (è il caso di dirlo) primaverile, sostituendo il caffè e e il cacao in polvere con il sapore delizioso del frutto di stagione più richiesto. Gli ingredienti rimangono gli stessi: savoiardi, mascarpone, uova (meglio se pastorizzate), zucchero. Le fragole, tagliate a fette, vengono lasciate macerare con lo zucchero e il succo di limone, poi si montano i tuorli delle uova e si mescolano al mascarpone, lasciando raffreddare successivamente la miscela in frigo.

La salsa di fragole va preparata utilizzando il succo di una manciata di fragole scolate, frullandolo subito dopo con un miniper per renderlo più denso. Dopo averla versata in una pirofila, nella salsa si intingono i savoiardi uno ad uno: andranno a comporre il primo strato del dolce. Gli strati di biscotti saranno molteplici e sempre intervallati dalla crema al mascarpone che è stata conservata in frigo. La parte superiore consisterà in una dose abbondante di crema al mascarpone guarnita di fragole, intere o a pezzetti. Il tiramisu dovrà rimanere un paio d’ore in frigo prima di essere gustato, così da preservare tutta la sua freschezza.

Sal De Riso, Presidente dell’Accademia Maestri Pasticceri Italiani, ha proposto un tiramisu alle fragole ancora più leggero, eliminando le uova crude dalla ricetta. E voi, siete già pronti ad assaggiare il tiramisu in questa inedita variante fruttata?
Foto: Patrycja Jadach via Unsplash

Aprile è il tempo delle fragole. Perchè non ritagliarsi, quindi, una pausa golosa a base di fragole e di buon vino? Per godere di una delizia assoluta, provate ad abbinare dei pancake alle fragole con un vino rosso che ne esalti il sapore: l’ideale sarebbe scegliere un vino giovane, non eccessivamente alcolico e dal gusto fruttato. Un esempio? Puntate sul Pinot nero, che si ottiene dall’uva nera ma ha un inconfondibile profumo di frutti di bosco, chiamati non a caso anche “frutti rossi”; tra essi rientrano le fragole, il ribes, il lampone, i mirtilli, le more, le amarene e le ciliegie (non sono esattamente frutti di bosco ma il lessico ci consente qualche libertà), tutti potenti antiossidanti naturali che vantano virtù antinfiammatorie e svolgono un’azione protettiva per il sistema cardiovascolare. Oppure optate per un passito, la cui dolcezza si sposa alla perfezione con quella delle fragole: un concentrato di zuccheri e aromi dalla consistenza vellutata.

E i pancake alle fragole? Sono soffici, squisiti e leggerissimi poichè non contengono grassi. Il burro fuso e l’olio, infatti, vengono egregiamente sostituiti dallo yogurt, dalle fragole e da un filo di miele.




Foto: Faruk Tokluoğlu via Unsplash

Aprile, dolce dormire.
Questo proverbio lo conosciamo tutti molto bene. In realtà, come ci comunica anche Wikipedia, il detto si declina in tre modi diversi: “Aprile, dolce dormire e forte sospirare; i granai suono vuoti e le botti cominciano a suonare”; oppure, “Nel mese d’Aprile, aspro ragliare (degli asini che vanno in amore, ndr.) e dolce dormire”. O, ancora, “Aprile, dolce dormire, gli uccelli a cantare e gli alberi a fiorire”.

Il filo conduttore è chiaro, Aprile è il mese in cui dormire è “dolce”, riposante, qualcosa che dona serenità. Ma perchè accade tutto questo? Il proverbio sta dicendo la verità? Oggi lo scopriremo insieme.

“Aprile, dolce dormire”: vero o falso?
Non so voi, ma io ricordo che, quando ero bimba, con l’arrivo della Primavera venivo rimpinzata di vitamine e ricostituenti per affrontare il cambio di stagione. Il nostro organismo risente in modo particolare del passaggio tra la stagione fredda e la stagione calda. La debolezza, la mancanza di energia, sono elementi comuni nel mese di Aprile. Tutto ciò è normale, perchè il corpo si risveglia così come si risveglia la natura: con l’ora legale muta il ritmo cicardiano (legato al ciclo di sonno-veglia, alla regolazione della temperatura corporea e alla produzione ormonale), il metabolismo si riattiva e cominciamo a “rivitalizzarci”, abbandonando il torpore invernale. Ma si tratta di un processo che non avviene velocemente. Convivere con la nuova condizione richiede qualche giorno di tempo.

La spossatezza, almeno inizialmente, è comune. E poi, appunto, c’è il ritmo cicardiano che varia significativamente: il nostro orologio biologico interno viene altamente influenzato dall’aumento delle ore di luce e dall’innalzamento delle temperature. Le giornate si spostano “in avanti”, perchè quando si allungano tendiamo a posticipare l’orario della cena e a svolgere attività fisica (passeggiate, corsa nel parco e così via) anche in tarda serata. Di conseguenza, andiamo a dormire a un’ora più avanzata rispetto a quella abituale. E notiamo che il maggior movimento favorisce l’addormentamento e un sonno più pesante.

L’influenza della luce
Ad Aprile, come abbiamo già detto, le ore di luce aumentano. I primi caldi, inoltre, rendono il sonno più frammentato. La melanina, un ormone prodotto dall’ipifisi che contribuisce a regolare il ritmo di sonno-veglia, comincia a calare, poichè la sua produzione viene incrementata con il buio e diminuisce con la luce. Il risultato? Ci sentiamo più stanchi, sentiamo il bisogno di recuperare il sonno in orari diversi. Magari di pomeriggio, con il rilassante canto degli uccelli in sottofondo. L’organismo, provato dai lunghi mesi di inattività invernale, al principio reagisce con pigrizia al risveglio primaverile. Poi però si adatta, soprattutto se stimolato da uno stile di vita sano e dal piacere di tornare a muoversi.

Cosa fare
“Sintonizzarsi” con la Primavera è fondamentale. Cerchiamo di non esagerare con le ore di sonno, di ripristinare un buon ciclo di sonno-veglia evitando di andare a letto troppo tardi. Mangiamo tanta frutta e verdura di stagione, cibi salutari, beviamo acqua in abbondanza per reintegrare i sali minerali. Fare attività fisica, poi, è un toccasana: passeggiate, jogging, running, nuoto, sono sport non eccessivamente impegnativi a cui possiamo tutti dedicare qualche ora di tempo. Perchè in Aprile dormire è dolce…a patto di non esagerare.



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Aprile è rifiorire: approfittiamo dell’arrivo della Primavera per un restyling generale. E’ il momento giusto per ricominciare a dedicarci al benessere del nostro corpo, a un cambio di look. Via libera a massaggi, scrub purificanti, sali da bagno dal profumo inebriante, creme che levigano e idratano la pelle, ma anche a nuove essenze, un viso effetto “bonne mine”, un make up che inneggia al colore. Senza dimenticare l’attività fisica, adesso che il bel tempo lo permette: perchè alleggerirsi di qualche chilo non riguarda solo l’estetica, bensì la salute in toto; riduce il rischio cardiovascolare, previene il diabete e gli stati infiammatori, migliora la respirazione e aumenta l’energia.







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Il rosa è uno dei colori più frequentemente associati ad Aprile. Ma stavolta celebreremo la tonalità del mese in modo diverso: voleremo in Giappone, dove in tempo di Hanami (la contemplazione della fioritura dei ciliegi) tutto si tinge di un rosa etereo. Per molti si tratta di “effetto Sakura”, dal nome del fiore più amato nel Sol Levante, per altri di una semplice strategia di marketing. Fatto sta che, tra Marzo e Aprile, il Giappone si avvolge in un’autentica nuvola rosa: dal food & beverage agli spazi urbani, dall’arredo alle luci al neon. E’ tutto molto Kawaii (可愛い), “carino”, “adorabile”, utilizzando un termine in voga qualche anno fa. Sembra quasi di vivere in un cartoon; non a caso, gli “anime” giapponesi spopolano da tempo a livello globale. Osserviamo questo fenomeno un po’ più da vicino.
Food & Beverage

Il rosa impazza sia per quanto riguarda i prodotti locali che internazionali. Qualche esempio? La Coca Cola in questo periodo viene racchiusa in bottiglie di alluminio con decorazioni florali rosa, Starbucks propone linee di tazze, borracce e gadget in total pink, Kit Kat adotta il gusto Sakura e va letteralmente a ruba. Ma non è finita qui. Vanno segnalati il Sakura Burger di Burger King, che tempo fa lanciò gli hamburger tinti di rosa, la Pepsi Sakura color rosa confetto, il Red Bull pink edition, ai frutti di bosco e fiori di ciliegio, e le patatine fritte che “sanno” di Sakura. Tra i dolcetti tradizionali e color di rosa dell’Hanami ricordiamo i Sakura Motchi, composti da riso glutinoso ripieno di marmellata di fagioli rossi, e gli Hanami Dango, tre soffici gnocchi di riso (di cui uno rosa come il fiore di ciliegio) infilati in uno spiedino, mentre le bevande vedono oggi prevalere il Sakura Latte e il Bubble tea, rigorosamente rosa e dal gusto delicato. Per maggiori informazioni sui cibi dell’Hanami, clicca qui



Al ristorante
Anche il menu si tinge di rosa. Tra i cibi a tema troverete i Sakura Soba, tagliolini di grano saraceno mixati alla polvere dei fiori di ciliegio essiccati, e il Sakura-dofu, l’antipasto a base di tofu rosa sormontato da un petalo di Sakura.


La luce dei fiori
Il rosa dell’Hanami non è solo un colore, bensì uno stato d’animo. Invita a cogliere l’attimo, il bello nel qui e ora, a godere della meraviglia effimera nel pieno del suo splendore, prima che decada. Ho parlato molte volte di questo concetto, su MyVALIUM (rileggi qui l’articolo). La fioritura dei ciliegi riempie di incanto anche gli spazi urbani: il termine “Hana-akari”, ovvero “luce dei fiori”, descrive il particolare bagliore che emanano i ciliegi in fiore; un chiarore rosato e onirico che sembra illuminare la luce del crepuscolo. Spetta alle lanterne tradizionali, le Bonbori, creare dei chiaroscuri magici tra le chiome fiorite. La luce che sprigionano è soffusa, nei toni del bianco o del rosa, e riesce ad esaltare in modo mirabile il chiarore dei petali stagliato contro il cielo buio.












Foto via Unsplash
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