Quando il ghiaccio si fa arte: l’Ice Hotel di Jukkasjärvi, nella Lapponia Svedese

 

La neve e il gelo di questi giorni ci hanno riportato a contatto con il freddo, quello vero, quello delle temperature che scendono sottozero. Ma non si può negare che anche il ghiaccio abbia il suo fascino. E per immergersi a 360 gradi nella meraviglia invernale esiste una possibilità che a prima vista potrebbe sembrare surreale: soggiornare in un ice hotel. Ne esistono molti nel mondo, ma come potrete immaginare si concentrano prevalentemente nella penisola scandinava. E sono pronti ad offrirvi un’esperienza da fiaba, permettendovi di pernottare in strutture che spaziano dagli igloo a veri e propri castelli di neve dagli interni incantati. Ma come resistere al freddo polare di questi hotel? La risposta è molto semplice: munendovi di un pigiama termico e usufruendo degli speciali sacchi a pelo riscaldati e delle pelli di renna che troverete in ogni camera. Tenete presente che gli ice hotel sono aperti solo nei mesi invernali, generalmente da Dicembre a fine Marzo. Perciò, se l’esperienza vi attira, fareste bene a prenotare il prima possibile!

 

 

Il primo hotel di ghiaccio mai costruito al mondo (e anche il più grande, dato che misura 6000 m2) si trova in Svezia, precisamente nella Lapponia Svedese. Il suo nome è Ice Hotel ed è situato a Jukkasjärvi. Dista 14 km da Kiruna (la città più settentrionale del paese) e 200 km dal Circolo Polare Artico, rispetto al quale è collocato a nord. L’ imprenditore svedese Yngve Bergqvist diede vita al progetto nel 1989: sono state utilizzate oltre 500 tonnellate di neve per la realizzazione della struttura, che viene ricostruita ogni anno e rimane aperta da Dicembre a Aprile. Entrando nel dettaglio, l’Ice Hotel è composto da neve pressata ed enormi blocchi di ghiaccio rinvenuti presso il fiume Torne. A tenere insieme pareti e colonne è lo snice, una miscela di neve e ghiaccio che plasma anche svariate parti dell’ edificio. L’Hotel viene impreziosito, inoltre, dagli oltre 200 cristalli di ghiaccio scolpiti manualmente che sfoggia l’ iconico lampadario della hall. Il risultato finale è straordinario: non è un caso che la struttura, ad ogni sua apertura, vanti più di 50.000 visitatori provenienti da tutto il mondo.

 

 

Esternamente, l’ Ice Hotel è simile a un enorme igloo. Al suo interno, però, sprigiona preziosità pura: le 12 suite che ospita esibiscono sculture glaciali realizzate da 24 artisti internazionali sotto la direzione del comasco Luca Roncoroni, architetto e direttore creativo dell’ Hotel. Tra giganteschi elefanti, pareti intagliate a mò di fiocco di neve, arabeschi, ispirazione Bauhaus e miriadi di imponenti funghi, lo splendore è assicurato. Alle suite si aggiungono 24 camere, con una capienza complessiva fino a 100 ospiti. I letti, di ghiaccio, sono ricoperti di caldissime pelli di renna e sacchi a pelo termici: la temperatura si mantiene immancabilmente entro i 3-8 gradi sottozero. I servizi igienici sono invece collocati a parte, in una struttura “tradizionale” annessa all’ Hotel che contiene anche la tipica sauna scandinava. L’Ice Hotel, sviluppato unicamente a pianoterra, include un atrio molto spazioso, una reception e l’Absolut Icebar, un magico “bar di ghiaccio” sponsorizzato dal brand svedese Absolut Vodka.

 

L’ Absolut Icebar

Ma a partire da quest’ anno c’è una grande novità: una piccola cappella, la “Sala delle Cerimonie”, con panche di ghiaccio rivestite di pelli di renna. Lì, è possibile sposarsi in una cornice insolita e altamente suggestiva. Valutate bene questa opzione, nel caso foste in cerca di una location non convenzionale per il vostro giorno del sì!

 

 

Foto, dall’ alto verso il basso

n.2: la Hall del 2007 con sculture di Jörgen Westin. Foto di Laplandish, CC BY-SA 3.0 <https://creativecommons.org/licenses/by-sa/3.0>, via Wikimedia Commons

n.4: l’Absolut Icebar nel 2012/13. Foto di L’Astorina, CC BY-SA 3.0 <https://creativecommons.org/licenses/by-sa/3.0>, attraverso Wikimedia Commons

n.7: la facciata esterna dell’ Ice Hotel. Foto di Markus Bernet, CC BY-SA 2.5 <https://creativecommons.org/licenses/by-sa/2.5>, attraverso Wikimedia Commons

n.8: la “Banished Dragon Suite” realizzata dagli artisti Valli Schafer & Barra Cassidy. Foto di Laplandish, CC BY-SA 3.0 <http://creativecommons.org/licenses/by-sa/3.0/>, attraverso Wikimedia Commons

n.9: la suite “Blue Marine” realizzata da Andrew Winch e William Blomstrand nel 2012. Foto di L’Astorina, CC BY-SA 3.0 <https://creativecommons.org/licenses/by-sa/3.0>, via Wikimedia Commons

n.10: la suite “Coming out” di Maurizio Perron nel 2008. Foto di Laplandish, CC BY-SA 3.0 <https://creativecommons.org/licenses/by-sa/3.0>, via Wikimedia Commons

n.11: particolare dell’ Absolut Icebar. Foto di Markus Bernet, CC BY-SA 2.5 <https://creativecommons.org/licenses/by-sa/2.5>, via Wikimedia Commons

n.12: scultura “Elephant in the room” realizzata da AnnaSofia Mååg. Foto di Bene Riobó, CC BY-SA 4.0 <https://creativecommons.org/licenses/by-sa/4.0>, attraverso Wikimedia Commons

 

Fairy Light Spirit Tree, il magico alberello di Twinkling Tree che ricrea l’atmosfera natalizia e contribuisce alla causa eco

 

Fine delle feste: le luminarie si spengono,  i maestosi alberi di Natale spariscono dalle piazze cittadine, sui balconi e i davanzali lo scintillio delle lucine intermittenti è già un ricordo. Da stasera in poi, a predominare sarà il buio. Rischiarato, ovviamente, dalla luce dei lampioni. Per evitare di cadere nello stato d’animo che gli anglosassoni definiscono “post-holiday blues”, ovvero “depressione post-natalizia”, possiamo darci da fare in vari modi. Ad esempio, mantenendo un’atmosfera intrisa di accenti magici all’ interno della nostra casa: è qualcosa di più semplice di quanto si possa immaginare. La soluzione si chiama Twinkling Tree (“albero scintillante”) e permette di perpetuare lo straordinario incanto delle luci di Natale. I prodotti proposti dal brand sono innumerevoli, io ne ho scelto uno che gronda suggestività a partire dal nome: il Fairy Light Spirit Tree ha il potere di donare meraviglia, serenità e un mood fatato a qualunque angolo della casa.

 

 

Completamente realizzato a mano, alto 45 cm, si presenta come un alberello dorato dai rami spogli, ma costellati di un tripudio di piccole luci. Il bagliore che irradia è magnetico e rilassante. La sua luminosità è tale da consentirvi di leggere un libro, però rimane soffusa: crea un avvolgente senso di intimità, dona un tocco fiabesco e confortevole ad ogni ambiente. L’ alberello ha un effetto rigenerante sulla psiche. Contribuisce ad azzerare lo stress, immerge la stanza in un alone di lucentezza incantevole. Potete posizionarlo dove preferite: i suoi rami, come quelli di un bonsai, sono flessibili e modellabili; è possibile plasmare l’ albero a proprio piacimento per adattarlo a qualsiasi spazio. L’ effetto natalizio è assicurato, e che importa se “l’ Epifania tutte le feste porta via”?

 

 

C’è un altro dettaglio considerevole che riguarda l’ alberello luminoso: acquistandolo, diamo il nostro contributo alla causa eco e della protezione dell’ ambiente. In collaborazione con Trees for the Future, un’associazione impegnata nell’ agroforestazione e nell’ utilizzo sostenibile del suolo, Twinkling Tree si impegna a piantare un albero per ogni articolo venduto. E’ un’ iniziativa di enorme importanza ai fini del rimboschimento globale e della crescita delle economie regionali; incentiva un sistema alimentare all’insegna della sostenibilità favorendo, di conseguenza, il benessere del pianeta. Non c’è altro da aggiungere, credo: Fairy Light Spirit Tree è un alberello magico, di nome e di fatto.

 

 

 

La colazione di oggi: i canditi, una tipica delizia natalizia

 

Nel periodo natalizio, i canditi sono gettonatissimi: arricchiscono innumerevoli dolci, su tutti il panettone (rileggi qui l’articolo che VALIUM gli ha dedicato), di un tocco di golosità irresistibile. Ma che cos’è esattamente la frutta candita, e quali benefici apporta? Lo scopriremo in questa nuova puntata de “La colazione di oggi”. La frutta candita è, innanzitutto, frutta che viene disidratata e conservata grazie allo zucchero. Per prepararla si utilizzano gli agrumi (cedro e arancia); lo zucchero favorisce l’ espulsione dell’acqua e si fa strada all’ interno del frutto, solidificandolo e rendendolo estremamente dolce. I procedimenti per ottenere la frutta candita, tuttavia, sono molteplici e differiscono l’ uno dall’ altro. Le variazioni riguardano soprattutto la canditura industriale e quella artigianale, due lavorazioni agli antipodi: la prima si avvale di un buon numero di additivi, aromi e conservanti chimici, per cui ci focalizzeremo solo sulla seconda, ovvero i canditi preparati artigianalmente. Il processo della canditura si perde nella notte dei tempi. L’obiettivo prioritario era quello di preservare la freschezza degli alimenti. Gli antichi Romani ed altri popoli solevano conservare i cibi sotto miele o servendosi dello sciroppo di palma. Oggi, la lavorazione ha luogo nelle pasticcerie artigianali: il mastro pasticcere esamina accuratamente la frutta a sua disposizione, la taglia a cubetti e la riveste di uno speciale sciroppo ricco di zucchero che ha preparato personalmente.

 

 

Va detto, comunque, che i procedimenti utilizzati per la canditura sono perlopiù mantenuti top secret. Ogni mastro pasticcere ha elaborato il proprio. Per far sì che la frutta cristallizzi velocemente, ad esempio, alcuni si servono del miele d’acacia, altri aggiungono qualche goccia di limone. Di base, gli ingredienti della frutta candita sono la frutta stessa, una buona dose di zucchero, del miele di acacia o, in alternativa, un po’ di succo di limone. Tutti componenti genuini, insomma, e ricchi di proprietà nutrizionali. Ma quali sono, virtù salutari a parte, i punti di forza dei canditi artigianali? Innanzitutto, il sapore caratteristico: intenso, profumatissimo. Degustarli è una vera e propria esperienza sensoriale, evocativa ed emozionale a un tempo.

 

 

Approfondiamo ora i benefici dei canditi a livello nutrizionale. Cominciamo col dire che abbondano di Vitamina A e Vitamina C, ma anche di fibre, acqua, minerali come il potassio e polifenoli, dei potenti antiossidanti. Il fruttosio non è presente in quantità troppo elevate, ma le alte dosi di zuccheri solubili rendono i canditi off-limits per chi ha dei problemi di linea, chi soffre di diabete o ha un eccesso di trigliceridi nel sangue.

 

 

A colazione, i canditi risultano perfetti perchè donano energia e tramutano in delizia qualsiasi alimento. Se li amate, le feste natalizie sono il periodo ideale per assaporarli appieno. I dolci che li contengono sono innumerevoli: iniziare con il panettone (che li affianca alle uvette) è d’obbligo, per poi procedere con l’ Angelica di Natale, il Christmas Cake, il Christmas Fruitcake (un caratteristico plumcake inglese), la Treccia di Natale, il tedesco Christstollen e, passando alle tipicità regionali italiane, il Pandolce ligure, il Panforte toscano, lo Zelten del Trentino, i Cannoli  e i Buccellati siciliani…mi fermo qui per motivi di spazio, ma la lista è pressochè infinita.

 

Il Christstollen

Concludo con qualche cenno storico sulla canditura, un termine che deriva dall’ arabo “qandat” probabilmente evoluto dal sanscrito “khandakah”. La conservazione degli alimenti sotto miele o nello sciroppo di palma era diffusa nell’ antica Roma, in Mesopotamia e nel territorio cinese; furono gli Arabi a portarla a livelli di eccellenza, propagando il suo utilizzo in Europa grazie ai rapporti mercantili con Venezia e poi con Genova. Nell’ Italia del Sud la canditura fu divulgata, invece, all’ epoca del dominio islamico sulla Sicilia, che durò per circa 250 anni: dall’ 827 al 1091.

 

 

 

La colazione di oggi: le spezie di Natale

 

Dicembre è un mese straordinario anche dal punto di vista olfattivo: chi potrebbe mai scinderlo dai deliziosi profumi speziati che aleggiano sui mercatini natalizi? La cannella, lo zenzero, la vaniglia, l’arancia, l’anice stellato aromatizzano la maggior parte dei dolci di fine anno; si annusano nell’aria e caratterizzano questo magico periodo al pari dell’ odore del focolare, del vin brulé e degli aghi dell’abete naturale che molti sono soliti addobbare. “La colazione di oggi” ha già approfondito spezie quali lo zenzero e la cannella (clicca sui rispettivi nomi per rileggere gli articoli). E’ il momento di conoscerne qualche altra, di proseguire l’affascinante viaggio alla scoperta degli aromi natalizi: potrete avvalervene per iniziare in bellezza queste affascinanti giornate dicembrine.

 

L’anice stellato

 

 

Ha una forma particolarissima e inconfondibile: somiglia ad una stella a molteplici punte, tant’è che viene chiamato “anice stellato” per differenziarsi dall’anice semplice. E’ il frutto di un sempreverde proveniente dall’ Asia, lo si raccoglie prima che sia completamente maturo e lo si lascia essiccare esponendolo al sole. Ha proprietà ossidanti e antibatteriche; anticamente, i cinesi lo usavano per combattere l’ansia e le infiammazioni delle vie respiratorie. Il suo aroma è molto intenso, simile a una combinazione di liquirizia e mentolo. Viene venduto già in polvere, oppure in semi interi che, dopo aver fatto bollire in acqua per alcuni minuti, si polverizzano con un mortaio. Cosa aromatizzare con l’anice stellato? Lo troviamo in svariati tipi di torte al miele e di biscotti, nel panpepato e in golose marmellate.

 

 

L’ arancia

 

 

Questa spezia apporta tutti i benefici del frutto che vede protagonista; abbonda di vitamina C, è un antiossidante naturale e un toccasana per il sistema immunitario. Viene adoperata in svariati modi: fette di arancia caramellate, buccia di arancia grattugiata, succo di arancia, scorze di arancia candite…E’ gettonatissima, versatile, la si può includere nelle ricette più disparate. Cosa aromatizzare con l’arancia? Una quantità innumerevole di dolci e di biscotti. Per un dessert ad alto tasso di golosità, provate a intingere le scorze di arancia candite nel cioccolato fondente.

 

 

I chiodi di garofano

 

 

Sono profumatissimi e si ricavano dai fiori essiccati del Syzygium aromaticum, un albero originario di Zanzibar e del Madagascar. Il loro aroma inebriante con accenti pungenti aromatizza squisitamente il vin brulè, il panpepato, il punch, il , dolci come le crostate e i ciambelloni, le creme, la cioccolata calda e la frutta cotta. Insieme alla cannella, allo zenzero e al cardamomo rientrano tra i principali ingredienti dei Pepparkakor, i tipici biscotti che in Svezia si preparano durante l’ Avvento e in occasione della festa di Santa Lucia. Gli antichi popoli conoscevano bene le proprietà antidolorifiche dei chiodi di garofano, e li utilizzavano anche per contrastare il gonfiore e le infiammazioni.

 

 

La vaniglia

 

 

E’ originaria dell’ India e dell’ America Centrale, viene venduta in baccelli (dai quali estrarre i semini) o in polvere. Può essere considerata la spezia più amata: il suo gusto dolce, intenso e cremoso piace a tutti indistintamente. Con i dessert instaura un connubio ideale, esaltando e intensificando il loro sapore. I dolci che la includono sono incalcolabili: torte, pasticcini, prodotti da forno, salse, creme, panna cotta, glassa, créme brulée e via dicendo. L’ abbinamento con i canditi è un vero e proprio must del gusto. La vaniglia, inoltre, viene considerata un antidepressivo naturale; rilassa e fa bene all’ umore. Per preservarne al meglio l’aroma, i baccelli andrebbero conservati in luoghi bui e con temperature non troppo elevate.

 

 

Il cardamomo

 

 

E’ una spezia ricavata dai semi di una pianta della famiglia delle Zingiberaceae, da cui derivano anche lo zenzero, la curcuma e il pepe. La pianta del cardamomo proviene dall’ India ed è ampiamente diffusa in Asia, soprattutto nel Vietnam, nello Sri Lanka e in Cambogia. Il cardamomo ha baccelli di un caratteristico colore verde e un gusto deciso e piccante. Questa spezia dalle origini antiche è pregiatissima. I Greci e i Romani la utilizzavano per creare fragranze dall’ aroma unico, molto persistente. E’ molto efficace per favorire la digestione e possiede proprietà antisettiche e antinfiammatorie. In India e nel Medio Oriente il cardamomo accompagna un gran numero di pietanze e di dolci; viene anche mescolato al tè e al caffè. Nel Nord Europa si usa per preparare il pane e dessert tradizionali, abbinandolo di frequente alla cannella e ai chiodi di garofano. Cosa aromatizzare con il cardamomo? Il panpepato, le torte, i biscotti, le cheesecake, il tiramisù, le tortine, il budino…gli spunti sono illimitati.

 

 

La noce moscata

 

 

Ha un gusto dolce e agro a un tempo, molto versatile. Si ottiene dai semi di un sempreverde originario dell’ Indonesia, il Myristica Fragrans, coltivato in svariati paesi asiatici e caraibici. E’ possibile acquistarla in polvere o in semi interi da grattugiare. In cucina viene utilizzata per aromatizzare sia le pietanze salate che i dessert: soffermandoci su questi ultimi, la troviamo soprattutto abbinata alle torte, alle cheesecake, ai biscotti e alle creme. Possiede proprietà sedative, toniche e antisettiche, è un toccasana per l’ intestino e contrasta l’aerofagia. Ma attenzione a non eccedere con le dosi: un utilizzo smodato di noce moscata può provocare addirittura stati allucinatori (lo sapevano bene gli antichi Egizi, che se ne servivano per potenziare l’effetto dell’ hashish).

 

 

 

VALIUM accende le luminarie

 

 

“Io sono la luce del mondo; chi segue me, non camminerà nelle tenebre, ma avrà la luce della vita.”

(Gesù di Nazareth)

Così dice Gesù nel Vangelo secondo Giovanni. E ogni anno, a Natale, le città si adornano di luci per commemorare la sua nascita. Oggi anche VALIUM accende le luminarie: un tripudio di bagliori che risplendono nel buio e tramutano in pura magia la realtà. Renne, stelle, fiocchi di neve, maestosi alberi di Natale vestono a festa il blog dando vita ad atmosfere suggestive e trascinando in un vortice di fulgori ipnotici. L’ oro e l’argento predominano, diffondendo un sontuoso alone di regalità. Godetevi la photogallery per immergervi in scenari sublimemente fatati, dove anche gli angoli più bui si ammantano  di un’ incantevole luminosità.

 

 

 

Dicembre

Dior

 

“Il freddo dicembre porta il nevischio, il fuoco ardente e il regalo di Natale.”
(Sara Coleridge)

 

Arriva Dicembre e l’Inverno entra in pompa magna. E’ il mese più magico dell’anno, fitto di ricorrenze: l’8 celebreremo l’ Immacolata Concezione, il 13 Santa Lucia, il 21 il Solstizio d’Inverno…per poi finire in bellezza con la notte di vigilia, Natale e Capodanno. A Dicembre anche le città si vestono a festa. Le luminarie scintillano nelle vie, nelle piazze affollate di mercatini natalizi. Le suggestive atmosfere dell’ Avvento alleggeriscono l’animo e risvegliano lo stupore. Cade la prima neve, il mondo si trasforma: tutto sembra più bello, quel manto candido trasforma ogni scenario in un’autentica fiaba. Dove ci piace pensare che i sogni diventino realtà mentre sorseggiamo una cioccolata calda davanti al focolare. Dicembre, dal latino “decem”(dieci), per il calendario romano – che faceva iniziare l’anno a Marzo – era il decimo mese. Le suggestioni a cui si associa sono molteplici, tutte affascinanti. Il buio avanza e predomina, lo sottolineano gli antichi proverbi: “Santa Lucia, il giorno più corto che ci sia”. Eppure, anche quel buio viene acceso dalle luci del Natale e di miriadi di candele, basti pensare a come viene celebrata la Santa protettrice della vista in terra svedese. Il Solstizio d’Inverno è una data fondamentale. L’ oscurità la fa da padrona, ma dal 21 Dicembre le ore di luce aumentano progressivamente. Il Sole, dopo aver sostato allo zenit del Tropico del Capricorno, prosegue il suo percorso verso l’Equatore (che raggiungerà all’ Equinozio di Primavera). La rinascita del Sole, festeggiata anticamente da molti popoli del Nord Europa, viene associata al rosso dalla notte dei tempi; oggi, non a caso, è il colore del Natale, una ricorrenza ricca di elementi simbolici. L’ abete addobbato affonda le radici nella tradizione celtica: essendo un sempreverde, resisteva ai rigori dell’ Inverno ed era considerato un emblema di lunga vita. Con l’arrivo della stagione fredda, i Celti adornavano gli abeti di campanelle e fiaccole per conquistarsi la benevolenza degli spiriti. Nel Cristianesimo l’abete rappresenta la vita, il Cristo stesso. Il primo presepe, invece, fu realizzato nel 1223 da San Francesco in una grotta di Greccio. Da allora, la rappresentazione della nascita di Gesù ha dato origine a dei veri e propri capolavori artistici e artigianali. Oltre ad essere il mese della “festa di tutte le feste”, Dicembre si conclude tra la baldoria dei balli, dei fuochi d’artificio e dei brindisi di Capodanno, quando le speranze e i desideri affidati all’anno nuovo si incrociano con i saluti di commiato del dodicesimo mese.

Il look del mese. Dicembre è il mese delle fiabe: non è un caso che io abbia scelto un prezioso abito rosso da dama Rinascimentale. Lo firma Maria Grazia Chiuri per Dior, ha maniche a palloncino che arrivano al polso e una lunga gonna plissettata e fluttuante.

L’ accessorio del mese. Optare ancora per Dior è stato naturale, data l’estrema raffinatezza della linea D-Renaissance: queste creazioni di alta gioielleria mozzano letteralmente il fiato. E se fiaba dev’essere, che fiaba fino in fondo sia. Vi propongo una meravigliosa collana a colletto, frutto del savoir faire artigianale più squisito. Avvolge il collo ricreando la soavità del pizzo tramite una rigida struttura dorata, così finemente lavorata da sembrare filigrana. Un tripudio di perline in resina e di strass (applicati a mano uno ad uno) esalta la sua superba pregiatezza.

 

Dior, dalla collezione di alta gioielleria D-Renaissance

 

 

 

 

November mood & food

 

Zucche, funghi, castagne, miele, bacche, frutta secca, mele, vino…Novembre ci regala delizie a volontà. Ma anche una valanga di dolci tipici. Dalle mie parti, nelle Marche, si inizia con le fave dei morti (dei dolcetti a base di burro e mandorle) e il lonzino di fichi di San Martino (tra i cui ingredienti figurano i fichi secchi, il cacao, le mandorle e un mix di sapa e di mistrà) per poi approdare a dessert tipicamente autunnali: strudel, torte, crostate e plumcake arricchiti dai più ghiotti prodotti di stagione. E’ molto importante coniugare il palato con uno stato d’animo. Che a Novembre si ammanta di atmosfere suggestive e decadenti, quasi un invito a nutrire l’anima oltre che il corpo. Immergetevi in questo mood tramite la nuova photostory di VALIUM, e assaporatelo scatto dopo scatto.

 

 

 

Il dolce autunno

 

Crostate, torte di mele e di zucca, cioccolato à-gogo, dessert guarniti con frutta secca e frutti di bosco… L’ autunno, complici anche le deliziose marmellate, è il paradiso dei dolci. Prendete spunto dalla gallery per organizzare un weekend goloso approfittando delle temperature scese a picco: soddisferete il palato e onorerete degnamente la nuova stagione.

 

 

 

Neon Lights, September Lights

 

È di notte che è bello credere alla luce.
(Edmond Rostand)

8 Settembre, il sole tramonta alle 19.39. Il buio arriva sempre più presto, alle 20 il cielo è già quello della notte. Che cosa c’è di bello, quindi, nelle sere di questo mese? La risposta è molto semplice: il tripudio di luci che si accende sulla città. Che si tratti di antichi lampioni o di insegne luminose, il risultato non cambia: sono momenti ad alto tasso di suggestività. Luci e colori animano i centri urbani, li fanno vivere e risplendere anche in notturna. Se poi parliamo di luci al neon, l’ effetto è mozzafiato. Cromie vibranti, intermittenti, in technicolor animano la metropoli e diventano una sorta di termometro della sua nightlife: il numero di neon che sfavillano è direttamente proporzionale all’ offerta di locali, discoteche, ristoranti e bar di una determinata città. Come lo scorso anno, VALIUM dedica una speciale photostory alle “neon lights” di Settembre. Perchè, come dichiara Edmond Rostand nell’ epigrafe di questo articolo, “è di notte che è bello credere alla luce”. Soprattutto se è una notte settembrina.

 

 

 

 

Golden Hour

 

Avete presente l’ incredibile colore che il cielo assume poco prima del tramonto e dell’ alba? E’ una luce fuori dal comune, il paesaggio viene invaso da bagliori giallo-arancio: non è un caso che il momento in cui si verifica questo fenomeno sia chiamato “golden hour”, ora d’oro. La sua luminosità soffusa la rende l’ideale per scattare foto memorabili, straordinariamente affascinanti e suggestive. Quando il sole è basso all’ orizzonte, i raggi filtrano attraverso una coltre atmosferica più densa; ecco il perchè di quella luce avvolgente, quasi ipnotica. La golden hour tinge lo scenario di calde nuance che mozzano il fiato; ciò avviene perchè gli spessi strati di atmosfera tendono a disperdere le radiazioni solari che virano al blu e al viola, accentuando invece tonalità come il rosso. “Magic hour” è un altro appellativo attribuito agli istanti di cui vi sto parlando: il lasso di tempo che ha inizio cinque minuti prima dell’ alba e del tramonto e si prolunga, successivamente, per un’ ora intera. Ma al di là dei calcoli, la golden (o magic) hour va goduta appieno. Anche senza una macchina fotografica. La nuova photostory di VALIUM nasce proprio con questo intento. Addentratevi nei suoi paesaggi inondati d’oro, lasciatevi lambire dal fulgore emanato dalla particolare condizione del sole. Sono attimi magici, sospesi, che vanno ammirati con lo sguardo e vissuti con il cuore.

 

 

Foto via Unsplash, Pexels e Pixabay