Still life: indizi di primavera

 

Fiori: tanti, come se piovesse. Dei più svariati tipi e colori: dai giacinti alle margherite, dai narcisi ai lillà, dalle viole ai tulipani. E poi, un tripudio di bacche di biancospino, rametti di mandorlo e uova, supremi simboli di rinascita. Sono questi i soggetti di uno still life di primavera, piccoli ma incantevoli indizi della stagione del risveglio. Sembra un controsenso parlare di natura morta quando tutto, a Marzo, è un’ode alla vita. Eppure, proprio lo still life possiede la portentosa capacità di cogliere l’attimo, di cristallizzare il bello in un preciso istante. Di immortalare creature animate e inanimate amplificandone la meraviglia.

 

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Donna è bello. Giornata Internazionale della Donna 2026

 

“Essere dalla parte delle donne non significa sognare un mondo in cui i rapporti di dominio possano finalmente capovolgersi per far subire all’uomo ciò che la donna ha subito per secoli. Essere dalla parte delle donne vuol dire lottare per costruire una società egualitaria, in cui essere uomo o donna sia «indifferente», non abbia alcuna rilevanza. Non perché essere uomo o donna sia la stessa cosa, ma perché sia gli uomini sia le donne sono esseri umani che condividono il meglio e il peggio della condizione umana. L’obiettivo della donna non è quello di dominare l’uomo, dopo essere stata dominata per secoli, ma di lottare perché si esca progressivamente da questa logica di dominio, senza dimenticare che, nonostante tutto, l’essere umano è (e resterà sempre) profondamente ambivalente.”

(Michela Marzano)

 

Chi ha vissuto il femminismo degli anni ’70, quello della cosiddetta “seconda ondata”, ricorda bene il suo approccio impetuoso e radicale. Chi ha lottato in prima persona, o ha semplicemente assistito al suo evolversi, magari perchè, come nel mio caso, era ancora una bambina, ha impressi nella mente la sua forza, il suo impatto travolgente. Il focus era incentrato sulla liberazione della donna, sulle battaglie per un’autonoma gestione del proprio corpo e della propria vita, su un privato che diventava politico e puntava a un concreto coinvolgimento di tutta la società. In quest’ondata femminista, gli slogan hanno rivestito un’enorme importanza: erano provocatori, incisivi, potenti. “Tremate, tremate, le streghe son tornate” rimane indelebilmente scolpito nell’immaginario collettivo e riassume un po’ lo spirito della protesta. Ma ce n’erano molti altri ancora. Ne riporto alcuni insieme a questa gallery, alternandoli a diverse citazioni sul femminismo: perchè nessuno dimentichi le sfide e le rivendicazioni delle donne che ci hanno precedute.

 

 

Io sono mia.

 

 

“Il femminismo non ha bisogno di essere giustificato. Riguarda la giustizia”

(Gloria Steinem)

 

 

Il corpo è mio e lo gestisco io.

 

 

Il personale è politico.

 

 

Donna è bello.

 

 

“Per tutti questi secoli le donne hanno funto da specchi dotati della magica e deliziosa proprietà di riflettere la figura dell’uomo a grandezza doppia di quella naturale.”

(Virginia Woolf)

 

 

La strada si conquista con la lotta femminista.

 

 

Non più puttane, non più madonne, finalmente donne.

 

 

“Ogni volta che una donna lotta per se stessa, lotta per tutte le donne.”

(Maya Angelou)

 

 

Per ogni donna stuprata e offesa siamo tutte parte lesa.

 

 

Non siamo belle, non siamo brutte, siamo arrabbiate.

 

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Le Frasi

 

“L’arte più potente della vita è fare del dolore un talismano che cura. Una farfalla rinasce, fiorita in una festa di colori.”

(Frida Kahlo)

 

Giallo burro: il nuovo giallo

 

In principio era il giallo. Ma oggi è solo giallo burro, il giallo di tendenza che si colloca a metà tra il nude e il giallo pastello chiarissimo: un colore perfetto da adottare, al posto del classico giallo mimosa, il giorno della Festa della Donna. Piace perchè è versatile, elegante, discreto; si abbina soprattutto alle tonalità neutre (nero, bianco, grigio, avorio, tortora e crema), ma è perfetto anche affiancato al marrone e alle cromie pastello per un color block dai toni delicati. Persino un total look giallo burro risulta un’opzione vincente: dopotutto stiamo parlando di un colore che si coniuga con un numero incalcolabile di stili.

 

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Marzo e i proverbi sulla donna

 

 

Dal momento che i proverbi di Marzo li abbiamo approfonditi un anno fa (rileggili qui), in vista dell’International Women’s Day ho pensato di focalizzarmi sui proverbi dedicati alla donna dalla saggezza popolare. Sono proverbi antichi, nati per la maggior parte nell’ambito della cultura agreste, perciò vi invito a non meravigliarvi se incapperete in stereotipi o in una visione tutto fuorchè contemporanea della figura femminile. Avendo radici in epoche lontane, molti di questi detti esprimono un’immagine della donna che oscilla tra la donna angelo e la tentatrice, i due cliché più noti a cui secoli orsono veniva associata. Il proverbio “Chi dice donna dice danno” pare fosse riferito a Olimpia Maidalchina, la cognata di Papa Innocenzo X: se così fosse, avrebbe una matrice storica ben precisa. In sintesi, possiamo guardare ai proverbi qui di seguito come alle testimonianze di una società remota nel tempo, che ha lasciato le sue tracce, ma è stata ormai completamente soppiantata dalla modernità. Niente di più e niente di meno. Lasciamo da parte concetti come il maschilismo o la misoginia. Per rappresentare in modo giocoso il contesto in cui nascono i detti che riporto, ho scelto solo immagini che immortalano la donna in ambientazioni rurali. Si tratta di foto  assolutamente attuali, a parte il dipinto in copertina, ma rigorosamente inserite in scenari di vita agreste.

 

 

Donna e buoi dei paesi tuoi.

 

 

Donna e fuoco, toccali poco.

 

 

Donna iraconda, mare senza sponda.

 

 

A giovane assennato, la donna a lato. 

 

 

Abbi donna di te minore, se vuoi essere signore.

 

 

Casa mia, donna mia, pane e aglio vita mia.

 

 

Chi bella donna vuol parere, la pelle del viso gli convien dolere. 

 

 

Donna che piange, ovver che dolce canti, son due diversi, ambo possenti incanti.

 

 

Donna che sa il latino è rara cosa, ma guardati dal prenderla in isposa.

 

 

Donna si lagna, donna si duole, donna s’ammala quando lo vuole.

 

 

Donna io conosco, ch’è una santa a messa e che in casa è un’orribil diavolessa.

 

 

Donna e vino ubriaca il grande e il piccolino.

 

 

Donna adorna, tardi esce e tardi torna.

 

 

Donna savia e bella è preziosa anche in gonnella.

 

 

Donna prudente, gioia eccellente.

 

 

Donne, danno, fanno gli uomini e li disfanno.

 

 

Donna nobil per natura è un tesor che sempre dura.

 

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Immagine di copertina: dipinto “Ritorno dai campi” di Jules Breton (1871) via Unsplash

 

Mimosa cocktail, il frizzantino perfetto per la Festa della Donna

 

Un 50 per cento di succo d’arancia e un 50 per cento di Prosecco, champagne o spumante brut: ecco gli ingredienti del Mimosa cocktail, un drink leggero e frizzante da sempre associato alla Giornata Internazionale della Donna. Si beve in una flûte, decorandone solitamente il bordo con una fetta d’arancia. Preparare questo cocktail, un riuscito connubio di aranciata e bollicine, è facilissimo. Ma come nasce il Mimosa, e perchè è diventato un classico dell’8 Marzo?

 

 

La città natale di questo frizzantino color giallo intenso pare sia Parigi: è lì che Frank Meier, il bartender del lussuoso Hotel Ritz, lo creò nel 1925. Meier pensò bene di chiamarlo “Mimosa” proprio in virtù della tonalità che esibiva, così simile a quella del fiore della Festa della Donna. La paternità del cocktail, tuttavia, è un argomento controverso. C’è chi infatti attribuisce la sua invenzione al barman Malachy “Pat”McGarry del  Buck’s Fizz, un gentlemen’s club situato nel quartiere londinese di Mayfair: data la leggerezza del cocktail, che contiene una bassa percentuale di alcol, McGarry lo ideò nel 1921 per permettere agli avventori del club di bere alcolici anche in mattinata. Il Buck’s Fizz, in effetti, contiene una quantità decisamente maggiore di succo d’arancia rispetto al Mimosa cocktail, ed è la bevanda ideale da accompagnare al brunch. Le differenze tra Buck’s Fizz e Mimosa permangono tutt’oggi: il primo è perfetto per il brunch festivo tipico dei paesi anglosassoni, affiancato da cibi sia dolci che salati; il secondo, famosissimo nei paesi latini, è da considerarsi più un aperitivo e si consuma soprattutto di sera.

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Marzo: la scheda del mese

 

La primavera è il risveglio della terra. I venti di marzo sono gli sbadigli di prima mattina. 

(Lewis Grizzard)

LE CARATTERISTICHE: il terzo mese dell’anno, che consta di 31 giorni, nel Calendario Gregoriano è il mese in cui inizia la Primavera. Per gli antichi romani l’anno cominciava a Marzo: nell’Urbe, in questo mese, si insediavano i nuovi consoli e iniziavano le campagne militari.

IL NOME: Marzo deriva da Martius, Marte in latino, perchè era il mese che i romani dedicavano al dio della guerra. Ma Martius era anche il nome di un’antichissima divinità che presiedeva alla fertilità e al benessere dei campi: per questo motivo si pensava che sia la guerra, sia la rinascita primaverile, fossero governate dagli dei.

I SEGNI PARTICOLARI: è un mese a cavallo tra Inverno e Primavera, quindi meteorologicamente instabile. I proverbi lo definiscono “pazzerello” perchè può passare dalla pioggia al sole in un battito di ciglia. Le giornate si allungano ulteriormente, tra il 20 e il 21 del mese arriva la Primavera. Intanto la natura si risveglia, dando il via a quel meraviglioso fenomeno che è la fioritura.

 

LE RICORRENZE: la festa mondialmente più nota è senza dubbio la Giornata Internazionale della Donna, che cade l’8 Marzo, e viene celebrata tra incontri, dibattiti e serate tutte al femminile in un tripudio di fiori di mimosa. Il 19 Marzo, San Giuseppe, ricorre la Festa del Papà. Quest’anno, l’Equinozio di Primavera verrà invece festeggiato il 20 Marzo: la Primavera farà il suo ingresso ufficiale alle 15.46.

 

 

I SEGNI ZODIACALI: il Sole rimarrà nel segno dei Pesci fino al 20, poi dal 21 entrerà in quello dell’Ariete.

IL COLORE: l’azzurro polvere, che richiama il cielo primaverile ancora un po’ velato di foschia, e in generale tutti i colori pastello.

 

 

LA PIETRA PREZIOSA: l’acquamarina, cristallina come un mare limpido, associata da sempre all’armonia interiore e a una pacata lucidità mentale. Possiede anche proprietà talismaniche; è un simbolo di amore sincero e di lealtà perenne.

 

 

IL PROFUMO: quello della mimosa, naturalmente. E’ inebriante, inconfondibile e ad alto tasso di iconicità, dato che viene sprigionato dal fiore emblematico della Festa della Donna.

 

 

IL SAPORE: gli asparagi sono la verdura più tipica del mese di Marzo. Di conseguenza, qualsiasi piatto a base di asparagi rappresenta  un sapore eccellente: il risotto, la pasta, la frittata, le lasagne agli asparagi si alternano a delizie regionali quali gli strangozzi umbri agli asparagi e gli asparagi alla milanese.

 

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Bye Bye February

 

Il grande lavoro inizia. Febbraio decifra, scava il passaggio. Rende percepibili i primi segni della primavera. La pozzanghera vuole farsi cielo, l’albero vuole farsi poesia. Nella pupilla dei bucaneve si leggono i primi messaggi di luce.

(Fabrizio Caramagna)

 

Dolci agli agrumi parade: un omaggio goloso di fine inverno

 

Carrellata dedicata agli agrumi, la frutta più tipicamente invernale, mentre l’inverno sta per finire. Questa gallery rappresenta un tributo alle arance, i mandarini, i pompelmi, i limoni e i cedri, tutti ricchissimi di vitamina C, che potenziano la nostra energia e sostengono il nostro sistema immunitario nei mesi più gelidi dell’anno. Ogni scatto li vede protagonisti sotto forma di gustosi dolci: torte, biscotti, plumcake, creme, creme gelato, croissant…Un omaggio goloso che li celebra in una delle loro versioni migliori; un’ode alla loro voluttuosa bontà.

 

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