Chi di notte sogna

 

” Chi di notte, dormendo, sogna, conosce un genere di felicità ignota al mondo della veglia: una placida estasi e un riposo del cuore che sono come il miele sulla lingua. Sa anche che la vera bellezza dei sogni è la loro atmosfera di libertà infinita (…). Il piacere del vero sognatore non dipende dalla sostanza del sogno, ma da questo: tutto quello che accade nel sogno, non accade solo senza il suo intervento, ma fuori del suo controllo. Si creano spontaneamente paesaggi, vedute splendide e infinite, colori ricchi e delicati, strade, case che non ha mai visto e di cui non ha mai sentito parlare. Compaiono degli sconosciuti che sono amici o nemici, benché chi sta sognando non abbia mai fatto nulla per loro né contro di loro. L’idea della fuga e l’idea dell’inseguimento tornano sempre, nei sogni, entrambe egualmente estasianti. Tutti dicono cose piene d’intelligenza e spiritose. È vero che, cercando di ricordarle durante il giorno, paiono sbiadite e senza senso perché appartengono a un’esistenza diversa; ma appena il sognatore si sdraia, la notte, il circuito si riallaccia e i sogni tornano a sembrargli stupendi. “

 

Karen Blixen, da “La mia Africa”

 

 

 

 

Il focus

 

Un ritorno: la frangia corta. Le passerelle delle collezioni Autunno Inverno 2021/2022 l’ hanno vista protagonista in moltissimi show. Alcuni esempi? Da Etro (vedi foto di copertina), da Borbonese, da Sportmax, da Dior, per citare solo qualche brand. Ma a prescindere dalla sua versione mini, la frangia spopola letteralmente. Le declinazioni sono infinite: lunga fin quasi a coprire gli occhi, piena, scalata, pari, asimmetrica, più lunga ai lati…Possiede una versatilità che affascina, ma non è solo questo il suo punto di forza. Innanzitutto, ringiovanisce il viso. Poi, dona un tocco di volta in volta più fresco, intrigante, iconico e sbarazzino all’hairstyle. Basta adottare una serie di accorgimenti e scegliere la frangia che più si armonizza con i propri lineamenti, con la propria personalità e con il proprio look abituale. Troppo geometrica e squadrata, ad esempio, potrebbe “appesantire” il volto ed evidenziarne gli eventuali difetti. Con la frangia mini, in genere, si va sul sicuro. Tranne nei casi in cui il viso è troppo tondeggiante: lo farebbe sembrare ancora più tondo. Per il resto, via libera. Anche perchè si è ormai emancipata dallo stereotipo che la voleva associata al vintage, ai look rétro tipo “Summer Jamboree”. La frangia corta è perfetta con qualsiasi stile la si coniughi, o quasi: Etro, sul catwalk, l’ ha abbinata ad outfit ricchi di frange, velluti e paisley pattern, Borbonese ad una collezione che mixa suggestioni Cottagecore e linee nette, pulite, tipiche dello chic milanese. Sportmax, dal canto suo, l’ ha accompagnata rigorosamente agli occhiali scuri e a un’ eleganza urban, in cui predominano i look monocromo, mentre Dior ha puntato sulla frangia corta (tra le altre acconciature) per esaltare creazioni ispirate al mondo delle fiabe. E voi, con quali mise la sfoggereste?

 

Etro

Borbonese

Sportmax

Dior

 

 

Tendenze AI 2021/22 – Oro di giorno

Valentino

 

Bagliori dorati pervadono le collezioni Autunno Inverno 2021/2022: niente a che vedere con l’ oro “natalizio”, piuttosto un’ode al colore più fulgido dello spettro cromatico indossato nella quotidianità. Non solo evening dress, tenute disco o look riservati ad occasioni speciali. L’ oro si trasferisce sulle giacche, sui pantaloni, sui capispalla e su abiti diurni a 360 gradi. Sarà che è una delle nuance di punta del foliage, o che la sua luminosità rimanda agli ultimi raggi di sole prima dell’ arrivo dell’ Inverno, ma la tonalità oro puro è un top trend di stagione. Perchè se non è tutt’ oro quel che luccica, l’ oro luccica indiscutibilmente.

 

Alberta Ferretti

Balmain

Versace

Chanel

Anrealage

Calcaterra

Burberry

Burberry

Zara

Michael Kors Collection

 

 

 

Replica Autumn Vibes di Maison Margiela: l’aroma e le atmosfere di un bosco autunnale

 

L’ Autunno sta diventando un vero e proprio filo conduttore dei contenuti di VALIUM. Bene: è arrivato il momento di celebrare la terza stagione dell’anno anche a livello olfattivo. “Autumn Vibes”, la nuova Eau de Toilette della collezione Replica di Maison Margiela, mi sembra la fragranza perfetta per questo scopo. Il suo nome è indicativo, evocativo al pari del suo aroma. Perchè “Autumn Vibes”, come tutti i profumi della linea Replica, racconta innanzitutto un’ atmosfera. Immaginate di assaporare dei momenti di evasione in un bosco autunnale, calpestando tappeti di foglie morte e percorrendo sentieri costeggiati da alberi millenari; tra i cespugli spuntano bacche dai colori intensi, l’ aria pungente vi sferza il viso. Il silenzio, di tanto in tanto, viene interrotto dal cinguettio degli uccelli e dallo scricchiolio del fogliame secco sotto i vostri piedi. Sono attimi di incanto, in cui la contemplazione della natura si accompagna al sentirsi un tutt’uno con essa. Le splendide tonalità della foresta, la metamorfosi a cui si sottopone la vegetazione, irradiano un fascino irresistibile, difficile da descrivere a parole. L’ Autunno è la stagione del mutamento: la natura si addormenta in attesa del risveglio che coinciderà con un nuovo ciclo produttivo. Ma anche così, mentre si accinge a immergersi nel suo torpore, non cessa di emanare meraviglia e suscitare stupore. L’ aroma di “Autumn Vibes” cattura questi precisi istanti, le sensazioni generate da una simile atmosfera.

 

 

Il legno di cedro e un accordo di muschio rievocano gli intensi sentori del bosco, il pepe rosa e il cardamomo l’aria frizzante e la “croccantezza” delle foglie morte sotto i piedi. La fragranza esordisce proprio con un’ inebriante combinazione di essenze di pepe rosa, coriandolo e cardamomo. Il cuore, speziato, si avvale di note di noce moscata, semi di carota e olibano, sempre sotto forma di essenza, mentre il fondo privilegia i legni tramite un mix di Labdanum Resinoid, essenza di cedro e assoluta di balsamo di abete. Il profumo che sprigiona “Autumn Vibes” è decisamente in linea con il suo nome; d’altronde, tutte le Eau de Toilette della collezione Replica traducono olfattivamente un determinato ambiente, un lasso di tempo, una situazione. Maison Margiela, non a caso, definisce la linea una “riproduzione di profumi e momenti familiari di svariati luoghi e periodi”. Qualche esempio? Le fragranze sono state battezzate “By the Fireplace”, “Jazz Club”, “Beach Walk”, “Music Festival”, “At The Barber’s”, “Coffee Break”, per citarne solo qualcuna.

 

 

“Autumn Vibes” si concentra sull’ Autunno e su tutte le emozioni che una passeggiata nel bosco è in grado di ispirare; è un inno alla natura in divenire di questa stupefacente stagione. Potete acquistare il profumo in versione travel size da 10 ml oppure in edizione classica, sempre con vaporizzatore, da 30 o 100 ml.

 

 

 

La colazione di oggi: le castagne, il “pane” dell’ Autunno

Ottobre = castagne: un’equazione che viene spontanea. Insieme alla zucca, infatti (che tratteremo a tempo debito), i frutti del castagno rappresentano un emblema dell’arrivo dell’ Autunno. E dell’ Autunno incarnano la suggestività più profonda. Pensate solo alle caldarroste degustate insieme al vino, meglio ancora se davanti al focolare…un’ immagine ricorrente, quando si vaga con la mente all’ inizio della stagione fredda. Ma oltre ad evocare tutta un’ atmosfera, le castagne sono ricche di proprietà benefiche. Comincio subito col dire che – ebbene sì – contengono parecchie calorie: gli zuccheri, declinati in amido, compongono l’ 84% del frutto della “Castanea Sativa” (questo il nome dell’ albero da cui ha origine). In compenso, però, le castagne racchiudono un’ alta quantità di fibre e di vitamina E, B2 e PP, accompagnate da minerali quali il potassio, il fosforo, il ferro, il magnesio, il calcio e lo zinco. Da questo mix scaturisce vigore puro, una vera e proprio bomba di energia. Ecco perchè i “marroni” sono spesso utilizzati per combattere la stanchezza, durante la convalescenza e dagli sportivi quando devono fare il pieno di sprint. Per contrastare gli effetti della copiosa dose di amidi, però, c’è un trucco: bisognerebbe diminuire (o addirittura eliminare del tutto) la quantità di pane che si ingerisce insieme a un pasto a base di castagne. Tanto per farvi un’idea, considerate che una decina di castagne contengono amidi in un numero pari a quello di 50 g di pane integrale. In più, le castagne sono prive di glutine e le fibre, di cui al contrario abbondano, diminuiscono drasticamente il quantitativo dei grassi compresi nel frutto. Riassumendo il concetto, dunque, dovrebbero essere sempre degustate evitando l’ abbinamento con cibi come appunto il pane, ma anche la pasta e le patate, ricche di amidi parimenti. 

 

 

Bisogna aggiungere che, proprio in virtù dell’ elevato contenuto di amidi racchiusi nelle castagne, l’ideale sarebbe consumarle durante i pasti brevi o gli spuntini. La prima colazione o la merenda, per esempio, oppure a pranzo o a cena, ma combinandole preferibilmente con le verdure. A noi, però, interessa la prima colazione: come inserire le castagne nel menu di inizio giornata? In modi innumerevoli. Torte, biscotti, budini, creme spalmabili (utilizzate anche per guarnire i dolci), mousse di castagne, sono solo alcune delle delizie a cui dà vita questo frutto tipicamente autunnale. Oppure, gustatele sotto forma di caldarroste: se le abbinate alla vaniglia o alla cannella in polvere otterrete, garantito, un connubio irresistibile.

 

 

Le ricette, comunque, sono numerose e tutte da leccarsi i baffi. Basti pensare che la farina di castagne viene utilizzata per preparare delle succulente crepes! Tramite una ricerca mirata sul web, potrete trovare una miriade di spunti. Accantonando l’ aspetto culinario per esplorare quello delle tradizioni e delle leggende associate al frutto ottobrino, scopriamo notizie estremamente interessanti. Le sue radici pare che risiedano nell’ antica Grecia: lì, in Tessaglia (una regione centrale del paese), sorgeva una città nel bel mezzo di vasti castagneti. I Romani, ghiotti di castagne a tal punto da decantarle nei componimenti poetici, non esitarono nel diffondere il castagno non solo in Italia, bensì in tutta Europa. Grazie alle loro proprietà nutrienti, le castagne vennero subito utilizzate dai poveri come pasto principale; abbiamo già visto, infatti, che la ricchezza di amidi del frutto fa sì che possa sostituire il pane (lo storico Senofonte, vissuto tra il 400 e 300 a.C., non a caso aveva battezzato il castagno “albero del pane”). Dal 1770 in poi, tuttavia, anche l’aristocrazia cominciò ad apprezzarle sotto forma di marron glacé. Con il passar del tempo, le castagne spopolarono soprattutto in versione “dessert”: in Francia era ricercatissima la crema di cioccolata e farina di castagne preparata dal dottor Bonneau, un farmacista parigino. Da allora, cucinate in modi incalcolabili, quei frutti divennero un “basic” della gastronomia europea.

 

 

Esistono moltissime leggende sulle castagne, sia correlate al loro aspetto che alla loro valenza di “pane dei poveri”. Una di queste, ad esempio, narra che le castagne, stanche di patire il freddo dell’ Inverno, chiesero al castagno che le aveva generate se avesse qualche consiglio da fornire al riguardo. L’ albero suggerì ai suoi frutti di convocare i ricci del bosco: avrebbero avuto, per caso, amici non più in vita a cui sottrarre il manto spinoso? Le castagne seguirono il suggerimento e i ricci le aiutarono di buon grado. Consegnarono loro una serie di manti ispidi e, da quel momento, le castagne rimasero per sempre al riparo dai rigori dell’ Inverno. Sapete, invece, perchè il guscio delle castagne si apre a croce? Racconta una leggenda che il popolo medievale, attanagliato dalla fame, avrebbe voluto nutrirsi di castagne, ma non poteva a causa delle spine dei loro ricci. Supplicò quindi San Benedetto affinchè venisse in suo aiuto; al che, il Santo benedisse i frutti e questi si aprirono formando una croce per onorare il sacrificio di Cristo. Sempre riguardo le spine dei ricci, esiste un’ altra leggenda: Dio aveva creato le castagne perchè potessero sfamare le popolazioni della montagna. Il loro guscio era liscio, apribilissimo. Ma il Diavolo, per impedire che la povera gente raccogliesse quei frutti, lo cosparse di spine. Non appena se ne accorse, Dio benedisse le castagne e il guscio, apertosi a forma di croce dopo il suo gesto, cadde a terra in modo che tutti i bisognosi potessero coglierlo facilmente.

 

 

 

 

La Contessa Pinina Garavaglia per Adriana Hot Couture: un’icona sulla passerella di uno dei brand più iconici della Milano Fashion Week

 

Prima di trasferirci a Parigi per ammirare le collezioni Primavera Estate 2022 presentate nella Ville Lumière, un approfondimento sulla Fashion Week milanese è d’obbligo. Soprattutto perchè voglio annunciarvi una favolosa news: la Contessa Pinina Garavaglia, che i fan di VALIUM conoscono benissimo anche grazie alla sua presenza ricorrente in questo blog, ha sfilato nelle vesti (è il caso di dirlo) di super special guest del brand Adriana Hot Couture, il più avantgarde tra i pilastri della “extravaganza” fashion. Tanto per darvi un’idea: un marchio scelto da star del calibro di Rihanna, Jaret Leto, oltre che – per rimanere entro i confini italici – da Miss Keta per il video di “Le ragazze di Porta Venezia”. Un concentrato di kawaii style e colori al neon, ruches all over e tulle a profusione, glitter e piume, romanticismo e seduttività sfrontata, sancito da una giocosità vertiginosa come le zeppe abbinate agli outfit, è il trademark della griffe fondata a Milano dalla fashion editor Elisa Zaccanti insieme a Rujana Cantoni, Greta Gerardi e Bianca Luini. Il binomio “arte e moda” rappresenta il cardine su cui Adriana Hot Couture poggia le sue basi, proponendo uno stile allegramente distante dal mainstream. La Contessa Garavaglia, da sempre ironica sperimentatrice di mode e modi sia nella sua attività di poetessa “dell’ Infusione” che nel circuito del clubbing, non poteva che essere la protagonista ideale del défilé Primavera Estate 2022 di questo brand emergente ma già iper acclamato.

 

 

La location? La casa dell’ artista Maurizio Cattelan, uno scrigno fatato, surreale e coloratissimo al pari delle creazioni indossate dalle modelle. Qui, in una sorta di Wunderkammer variopinta, lo show “Tacky Hangover” – che tradotto suona pressappoco come “post-sbornia kitsch” – è andato in scena lo scorso 24 Settembre. Ma Pinina Garavaglia non si è limitare a sfilare: i suoi ipnotici sonetti, alternati alla colonna sonora del sound designer Paolo Forchetti, hanno fatto da sottosfondo a buona parte della sfilata. “Se bastassero i nastri, i fiori, i colori/per scordare le pene, gli affanni, i dolori, che mai vincono chi crede, chi spera/ dall’ alba del suo mattino/fino all’ ombra della sera”…Così recitava uno dei componimenti di apertura, in apparente contrasto con l’ estetica caleidoscopica della collezione ma, a guardar bene, non troppo. Perchè se la forza d’animo appartiene a chi crede, a chi spera, a chi tiene a debita distanza dolori e affanni, è anche vero che la moda di Adriana Hot Couture è un inno esplosivo all’ ottimismo, alla vivacità, alla gioia di vivere.

 

 

Il 24 Settembre alle 18, dunque, ha avuto inizio una travolgente parata: su una passerella di pelliccia sintetica rosa bordata di fiori finti hanno sfilato, in una serie di audaci look a tinte fluo impreziositi da cappelli enormi e da un tripudio di ruches, le extravaganti dee di Adriana Hot Couture. La Contessa, personificazione vivente del mood del brand, è stata subito accolta da un’ ovazione. Ma se pensate che fosse “en pendant” con i cromatismi vibranti che si alternavano in passerella, vi sbagliate di grosso: Pinina Garavaglia ha lasciato senza fiato il parterre sfoggiando un lungo abito nero in lattice corredato da guanti in tinta e da un headpiece simile a una cuffia, sempre in lattice, cosparsa di ruches. Mentre avanzavano modelle in mini-outfit lingerie nei più disparati colori, la Contessa trionfava in un total black che sottolineava e ribadiva a chiare lettere la sua unicità. D’altronde, non stupisce. L’ indiscussa regina della techno made in Italy (rileggi qui l’ ultimo post che VALIUM le ha dedicato) con Adriana Hot Couture condivide l’ immaginario onirico e fiabesco, giocoso e deliziosamente naif, provocante e audace…(“Audace ci piace”, recita un suo celebre motto). Può quindi permettersi di declinarlo in nero pece senza alterarne lo spirito e i tratti identificativi. Perchè solo la Contessa Pinina Garavaglia, potentemente iconica oltre che ironica, è in grado di indossare un look corvino come se fosse vestita di rosa dalla testa ai piedi: lo stesso rosa che Adriana Hot Couture ha assurto a suo colore-emblema. Volete saperne di più? Stay tuned su VALIUM per un (meritatissimo) focus su questo intrigante brand che inneggia al massimalismo e all’ opulenza!

 

 

L’ onirica facciata della casa di Maurizio Cattelan
La Contessa Pinina Garavaglia in uno scatto nel backstage

Photos and videos courtesy of :

Contessa Pinina Garavaglia e Adriana Hot Couture

Il Profumo

 

” Voleva essere il dio onnipotente del profumo, così come lo era stato nella sua fantasia, ma ora nel mondo reale e regnando su uomini reali. E sapeva che ciò era in suo potere. Poiché gli uomini potevano chiudere gli occhi davanti alla grandezza, davanti all’ orrore, davanti alla bellezza, e turarsi le orecchie davanti a melodie o a parole seducenti. Ma non potevano sottrarsi al profumo. Poiché il profumo era fratello del respiro. Con esso penetrava negli uomini, a esso non potevano resistere, se volevano vivere. E il profumo scendeva in loro, direttamente al cuore, e là distingueva categoricamente la simpatia dal disprezzo, il disgusto dal piacere, l’ amore dall’ odio. Colui che dominava gli odori, dominava i cuori degli uomini. “

 

Patrick Suskind, da “Il Profumo “

 

 

 

 

 

MAC presenta Tempting Fate, la collezione make up che sprigiona tutta la magia dell’ Autunno

 

E’ Autunno anche nel make up; e che Autunno! Colori magici, tipicamente ottobrini ma accesi di riflessi, pigmenti a profusione, texture vellutate…Tutto questo, e molto altro ancora, ha un nome: Tempting Fate Collection, la proposta di MAC Cosmetics per il trucco Autunno Inverno 2021/22. Il packacking dorato e barocco racchiude prodotti lussosi, ammalianti, che inneggiano alla terza stagione dell’ anno. La palette cromatica, vibrante e iridescente, spazia dalle tonalità delle bacche a quelle del foliage. Predominano il rosso, il vinaccia, il rosa, il beige, il nude, il rosa oro, il viola, il marrone, l’oro, il verde, il nero, il bronzo…Un tripudio di nuance magnetiche che seduce a prima vista. Da uno sguardo d’insieme, si potrebbe dire che Tempting Fate rievoca i colori e le atmosfere di un quadro rinascimentale. E’ composta da sei differenti sfumature di rossetti, una palette occhi contenente otto ombretti, uno spray fissante per il trucco, un kohl in tre gradazioni, un blush in crema declinato in un trio di shade. La nuova collezione di MAC merita decisamente un approfondimento!

 

 

EYESHADOW X8: FEAST YOUR EYES

 

 

Una palette di otto ombretti contraddistinti da due caratteristiche principali: dosi massicce di pigmenti e tre finish sorprendenti, ad alto tasso di fascino. Sono Prismetallic Eye Shadow, metallizzato, Leather Lustre Eye Shadow, luminosissimo, e Sparkler Eye Shadow, perlescente. I colori degli ombretti risultano altrettanto mozzafiato; si chiamano Feast Your Eyes (oro bianco, Sparkler), Yesterday’s Gossip (beige rosato, Leather Lustre), Golden Rage (color cioccolato, Leather Lustre), Midnight Stunner (un malva che vira al rosa, Leather Lustre), All That Jam (rame brillante, Prismetallic), What A Pear (verde luccicante con perlescenze oro, Sparkler), Velvet Vamp (champagne scintillante, Sparkler) e Brocade Renegade (viola melanzana, Leather Lustre).

 

 

LIPSTICK/TEMPTING FATE

 

On a Petal-Still 

La collezione è arricchita da un rossetto declinato in sei favolose shade lampone e neutre: si tratta di MAC Lipstick, un cult di MAC. In occasione dell’ Autunno, questo prodotto iconico entra a far parte di Tempting Fate suddividendosi in due diversi finish. Matte, in linea con il suo nome, è opaco ma cremoso, a lunga tenuta (resiste per almeno 10 ore) e rimane saldo sulle labbra senza sbavare. Amplified è un finish semilucido e cremoso che si avvale di una speciale formula idratante. I suoi colori strepitosi si mantengono impeccabili per 8 ore di fila. I nomi delle tinte dei rossetti? On a Petal-Still (rosa neutro), Burnished Beige (nude brunito), Avant Garnet (rosso intenso), Dusty Grape (viola molto scuro), Tarnished Reputation (zucca scuro), Bittersweetie (fucsia intenso, molto scuro).

 

Burnished Beige

Avant Garnet

Dusty Grape

Tarnished Reputation

Bittersweetie

EYE KOHL/TEMPTING FATE

 

Cobalt Kohl

Per il make up occhi, Tempting Fate propone una matita dalla texture soffice e setosa. Può essere applicata sia lungo il contorno dell’occhio, per delinearne la forma, che all’ interno della rima palpebrale inferiore per esaltare lo sguardo. Il suo punto di forza è la morbidezza: coniuga un effetto intenso con una scorrevolezza estrema, tant’è che è stata concepita anche per coloro che indossano le lenti a contatto. I colori in cui Eye Kohl si declina sono tre, tutti fortemente d’impatto: Cobalt Kohl (blu cobalto), Better Than Beige (oro) e Pine For Me (verde militare).

 

Better Than Beige

Pine For Me

STROBE FACE GLAZE/TEMPTING FATE

 

Rose Gold Glow

Il blush è uno dei prodotti base per un make up dai toni autunnali: Strobe Face Glaze scolpisce gli zigomi con un look tridimensionale, li tinge di tonalità intense e irradia luminosità grazie al finish perlescente. La texture cremosa, che scivola sul viso come seta, facilita la sua applicazione, scongiurando l’ effetto macchia; la formula idratante nutre la pelle come un balm. A lunga tenuta, ma dalla consistenza impalpabile, il blush di Tempting Fate è un’ode al comfort: rimane intatto tutto il giorno. I suoi colori sono Rose Gold Glow (prugna con perlescenze oro), Barococoa (marrone scuro con perlescenze oro) e Punk In Spice (zucca con perlescenze oro).

 

Barococoa

Punk In Spice

 

FIX +/TEMPTING FATE

 

 

Per concludere, un prodotto a dir poco eccezionale: Fix +, un’altra icona MAC, in edizione Tempting Fate. Impreziosito da particelle perlescenti dorate, Fix + dona al volto un magnifico look glow. La luminosità regna su tutto, ma non va tralasciata l’azione potentemente idratante svolta dal prodotto. Nè la sua funzione principale: Fix + rinfresca la pelle e soprattutto fissa il trucco, mantenendolo inalterato per ben 12 ore. Il risultato è spettacolare, il tocco finale che conferisce freschezza, impeccabilità e splendore al make up. Pubblico qui sotto la foto del packaging di modo che possiate farvi un’idea più precisa della ricercatezza, anche estetica, della collezione Tempting Fate di MAC Cosmetics.

 

 

 

 

Il luogo

 

La location più suggestiva dell’ autunno? Senza dubbio, un fuoco e i suoi dintorni. Che siano fiamme che ardono in un camino o quelle di un falò, magari acceso in giardino oppure nei boschi. Ottobre è appena iniziato, ma di notte le temperature calano a picco: non c’è niente di meglio che godersi un po’ di tepore accanto alla fonte di calore che, per prima, diede conforto all’ umanità ancestrale. Sebbene oggi tendiamo a trascurarlo, il fuoco ha rivestito una primaria importanza per lo sviluppo della civilizzazione. Non a caso incarna una valenza emblematica ben precisa in moltissime religioni, culture, persino filosofie. Innanzitutto, è uno dei quattro elementi di contatto tra il microcosmo umano e il macrocosmo naturale (gli altri tre elementi sono aria, acqua e terra). Da tempi immemorabili viene associato all’ energia, alla forza, alla passione, al maschile, quattro termini che per gli antichi equivalevano a un tutt’uno. Si contrappone alla frescura, all’ umidità dell’ acqua con il suo potente calore; tra i punti cardinali lo si identifica con il Sud. L’ esoterismo conferisce al fuoco una funzione purificatrice, vivificante, trasformatrice. Riflettendo la luminosità dello Spirito, è in grado di innalzare qualsiasi cosa a livelli di perfezione sublime. Per gli alchimisti rappresentava il numero 1 in quanto emblema dell’ Unità: dal fuoco si erano forgiati i restanti tre elementi e ciò favoriva la sua associazione con il creare, con il fervore inventivo. Anche le emozioni vissute al massimo, senza timori, rimandavano al fuoco. “Ardente” è un aggettivo in tal senso esemplare. Tornando alla vita di tutti i giorni, il fuoco possiede numerose valenze. E’ convivialità, intimità, calore, anche figurativamente parlando. Attorno al fuoco, in autunno, ci si riunisce per chiacchierare, mangiare caldarroste, bere un calice di buon vino. Oppure per danzare, ascoltare musica, celebrare i più disparati eventi. Da tempi remotissimi, fino al momento in cui è comparsa la televisione, nei casolari di campagna vigeva l’usanza di ritrovarsi la sera davanti al focolare. La cena era appena terminata: il momento giusto per lasciar spazio alle conversazioni, ai racconti, alle leggende, alle dicerie che correvano in paese. Il vino rappresentava una sorta di “pozione magica” inebriante che dava sapore a quelle riunioni. Ai bambini venivano narrate le fiabe, ma al tempo stesso aleggiava il gusto di procurarsi brividi a vicenda. Non è un caso che, di frequente, ci si intrattenesse nel tramandare storie e leggende dagli accenti macabri. Era uno dei modi prediletti per provare e per trasmettere emozioni, amplificandole attraverso la cassa di risonanza della paura; un modo che, al pari della convivialità delle chiacchiere e del vino sorseggiato tutti insieme, alimentava il piacere della condivisione. Proprio lì, di notte, come in una sorta di rituale…mentre ardevano le fiamme del focolare.

 

 

 

Ottobre

 

Ottobre è appena arrivato, l’ estate sembra solo un ricordo. Il paesaggio muta i propri connotati, l’ aria si fa frizzante. Come le foglie, che si accendono di straordinari colori prima di staccarsi dai rami, ci accingiamo ad affrontare la nostra “metamorfosi” stagionale: Ottobre, in questo senso, è un mese chiave. Il suo nome deriva dal latino “octo”, “otto”, poichè per il calendario romano, iniziando l’ anno a Marzo, rappresentava l’ ottavo mese dell’ anno. A quali emblemi lo assocereste? I suoi simboli identificativi sono molteplici. Pensate solo alle castagne, al coloratissimo fogliame dei boschi, alle caldarroste degustate con il vino fresco di vendemmia, oppure, ancora, al focolare acceso, a Halloween e alle zucche…Per quanto mi riguarda, ho avuto l’ imbarazzo della scelta anche al momento di selezionare il look del mese. Quando mi sono imbattuta in questo splendido capo di Stella Jean, però, non ho avuto più dubbi: è un’ ampia mantella con cappuccio tinta di una sobria nuance di beige, ma ravvivata da un variopinto decoro in feltro – interamente lavorato all’ ago con tecniche tradizionali – realizzato da un gruppo di artigiane kirghise. La collezione Autunno Inverno 2021 di Stella Jean, infatti, ha preso forma grazie a un’ importante iniziativa della FAO, la “Mountain Partnership Products”, finalizzata a incrementare l’ economia delle popolazioni di montagna dei paesi meno agiati attraverso il loro savoir faire artigianale, le loro competenze, le loro tradizioni. Il progetto ha permesso a Stella Jean di lavorare alla sua collezione insieme a un team di fini conoscitrici del “fatto al mano” nella regione di Issik-Kul, in Kirghizistan. Il risultato, potete ammirarlo nella foto qui sopra: un vero e proprio capolavoro della moda etnica.  Da abbinare a un accessorio prezioso e color oro come i boschi di stagione, le double strap in pelle laminata di A.Bocca.

Sono incluse nella collezione Autunno Inverno 2021 del brand di Porto Sant’ Elpidio, e conquistano per l’ allure che coniuga sapientemente accenti naif e ispirazione rétro.  Hanno la punta quadrata, un tacco basato alto 25 mm. e due cinturini con fibbia a forma di cuore che si allacciano sul dorso del piede. Ma il loro punto di forza, oltre al design e alla qualità, è la cromia che le contraddistingue: una nuance di oro anticato che ammalia a prima vista. Perchè è insolita e, al tempo stesso, estremamente raffinata. Un total gold seducente e divinamente autunnale.