La frutta essiccata: delizia d’Inverno e must della tavola natalizia

 

La frutta essiccata, ovvero disidratata, è onnipresente sulla tavola natalizia: una tradizione antica, nata dall’atavica necessità di conservare la frutta durante i mesi freddi. La frutta sottoposta a disidratazione può essere consumata a fine pasto, abbinata a piatti ben precisi oppure gustata in dolci tipici delle feste quali il panpepato del Centro Italia, il panforte di Siena, il pandolce genovese, il buccellato siciliano e lo zelten del Trentino-Alto Adige. Ma non solo; la frutta essiccata, soprattutto le arance, viene spesso usata anche per decorare la casa o l’albero di Natale. Vediamo allora come si ottiene e quale frutta è possibile essiccare. Essiccare la frutta significa, innanzitutto, privarla di una buona parte dell’acqua che contiene; ciò viene effettuato tramite un processo di disidratazione che può essere naturale, lasciando cioè essiccare la frutta sotto il sole estivo, o meccanico, attraverso l’utilizzo di uno speciale essiccatore.

 

 

Che tipo di frutta viene disidratata, generalmente? Oltre alle arance, già menzionate, troviamo i datteri, l’uvetta, i fichi, le albicocche, le pere, le mele, le prugne, i kiwi e i cachi.

Le sue proprietà 

Ovviamente, le virtù della frutta essiccata non sono le stesse della frutta fresca. Le differenze derivano proprio dal processo di essiccazione, che determina grandi mutazioni rispetto alla distribuzione dei nutrienti. A subire le conseguenze di questo iter sono più che altro le vitamine, che ad alte temperature si deteriorano. Diversamente, i minerali, gli antiossidanti e le fibre beneficiano della disidratazione, raggiungendo una maggior concentrazione. Un’altra caratteristica della frutta essiccata è che contiene un elevato livello di zuccheri: fornisce dunque una notevole quantità di energia, ma anche un apporto calorico non indifferente. Tuttavia, è stato rilevato che nutrienti inorganici come i minerali risultano di gran lunga più numerosi nella frutta disidratata.

 

 

Prepararla o acquistarla già pronta?

Se scegliete il “fai da te”, sappiate che avete a disposizione due metodi: utilizzare l’essiccatore o essiccare la frutta al sole durante i mesi estivi. Naturalmente, anche la verdura può essere sottoposta a questo tipo di  procedimento. L’essiccatore migliore, in primis, non dovrebbe oltrepassare i 40 gradi per salvaguardare le proprietà della frutta o verdura in oggetto. Ma attenzione: il processo potrebbe durare, in media, fino a 15 o 20 ore.  Chi opta per l’essiccazione naturale, invece, dovrà effettuarla in piena estate: la frutta o la verdura, in fette sottilissime, verranno esposte su un tavolo sufficientemente ampio da interporre una certa distanza tra gli alimenti. Il tavolo, posizionato all’aperto, dovrà essere lambito dai raggi del sole e sfiorato dal vento. Un panno con cui coprire la frutta (o verdura che dir si voglia) sarà d’obbligo per proteggerla dall’umidità della notte. Questo procedimento ha una durata che potrebbe includere poche ore o una manciata di giorni. Va da sè che temperature elevate e accompagnate da un basso tasso di umidità si rivelano la condizione ideale per realizzare l’essiccatura perfetta. Il processo potrà dirsi concluso solo quando gli alimenti saranno totalmente disidratati; a quel punto, se si vuol conservare la frutta per le feste natalizie, basterà riporla in dei capienti barattoli di vetro.

 

 

Se non avete tempo o voglia di eseguire l’essiccazione “fai da te”, potete comodamente acquistare la frutta disidratata al supermercato, nei negozi bio o in determinati siti web. Puntate sulle confezioni prive di zucchero – la frutta essiccata ne è già ricca abbastanza – per porre un limite all’apporto di calorie.

 

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Tra Estate e Autunno: la stagione di mezzo e i suoi aromi

 

Questo weekend sancisce la fine di Agosto, il mese vacanziero per eccellenza. Lunedì arriva Settembre, e porterà con sè nuove atmosfere, nuovi stati d’animo e nuovi aromi. Sì, aromi: perchè a cavallo tra l’Estate e l’Autunno la natura ci regala, ogni volta, delle straordinarie esperienze olfattive. Basta una semplice passeggiata in campagna per rendersi conto dei profumi sedimentati dall’Estate appena conclusa e degli indizi dell’Autunno in arrivo, con i suoi inconfondibili sentori. I vigneti, tanto per cominciare, a Settembre strabordano di grappoli d’uva: rimandano all’odore del mosto, un aroma intenso e “carico” dovuto al processo della fermentazione alcolica. Un profumo che sa di vino, e a seconda di svariati fattori può rievocare accenti di volta in volta erbacei, fruttati o floreali. Ma anche terrosi, scaturiti soprattutto dalla pigiatura, ed ecco che entra in scena la profonda connessione tra gli aromi di Settembre e la natura. La terra, in particolar modo quella bagnata, è altresì l’odore indissolubilmente associato alle prime foglie cadute.

 

 

Non è ancora tempo di foglie che scricchiolano sotto i piedi, però i fichi (quelli derivanti dalla seconda fioritura) e i fichi d’india, tra Agosto e Settembre, raggiungono la piena maturazione. E sembra quasi di cogliere nell’aria il sentore dei fichi lasciati essiccare al sole: dolce e intriso di note caramellate, ricorda la terra e il calore dei raggi solari. Questo particolarissimo aroma, non a caso, è stato paragonato a quello del cognac o dello whisky, mentre i “nasi” più celebri lo associano olfattivamente al davana, l’erba aromatica indiana i cui fiori venivano donati a Shiva, una delle più venerate divinità indù.

 

 

Le piogge, se saranno abbondanti come quelle che ha portato con sè l’Estate, tra poche settimane permetteranno ai muschi di fare la loro comparsa sulle rocce, sui tronchi degli alberi e sui muri, elargendo copiosamente un altro dei caratteristici odori che anticipa le brume autunnali.

 

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Hairstyle raccolto: una “summa” prima di dare un’occhiata alle tendenze autunnali

 

Capelli raccolti ultimo round: ecco una serie di spunti prima che Settembre porti con sè la voglia di sperimentare i tagli e le acconciature di tendenza autunnali. Ci rimane ancora una settimana per esibire quotidianamente trecce, chignon e pretty ponytail, le code di cavallo iper voluminose che hanno spopolato durante tutta la stagione calda. Poi, si cambia registro: il caldo sta già mollando la presa, e l’hairstyle raccolto diventerà uno sfizio, non più un’esigenza. Preparatevi a dare un’occhiata ai nuovi look in fatto di capelli; vi assicuro che non rimarrete deluse.

 

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Il makeup dell’estate: bagliori, riflessi e punti luce

 

Il makeup dell’estate? Un makeup brillante, dal finish glowy e ricco di punti luce. La pelle è luminosa, invasa da bagliori effetto rugiada. L’illuminante scolpisce il viso in un sapiente gioco di chiaroscuri. Il blush, preferibilmente in crema, regala un look “baciato dal sole” nel modo più naturale possibile. La luce si concentra sulle labbra o sulle palpebre, alternando i finish glitterati a quelli extralucidi e laccati. Il viso cattura i riflessi del sole, li riverbera. Bagliori intensi creano affascinanti accenti di lucentezza. Ma questo makeup risplende anche sotto la luna, che lambisce il viso con il suo chiarore e lo mescola allo scintillio delle stelle.

 

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Estate 2025: è caramello salato mania

 

Il gusto dell’estate 2025? Senza dubbio, il caramello salato. Ed eccoci arrivati a un altro tormentone estivo: ma che cos’è, esattamente, il caramello salato? Diciamo subito che, a differenza del caramello che tutti conosciamo, il caramello salato ha una consistenza cremosissima e fonde i due sapori, il dolce e il salato, in un autentico tripudio di golosità. Il caramello salato non solidifica, ha un sapore inconfondibile e può arricchire i dolci e i cibi più disparati. La sua cremosità è dovuta alle dosi massicce di burro e panna che, insieme allo zucchero e al sale, sono necessarie per prepararlo. L’eclettismo che lo contraddistingue non ha eguali, in pasticceria: con il caramello salato possiamo realizzare la cheesecake, la panna cotta, il semifreddo, i macaron, i cupcake, decorare torte (ad esempio quella alle pere e al cioccolato), biscotti, persino i popcorn. Un po’ di caramello salato nella cioccolata calda la rende una leccornia, e c’è chi lo usa anche per donare un gusto irresistibile al caffè. Ma la vera ossessione dell’estate 2025 è il gelato al caramello salato; che si tratti di gelato artigianale o confezionato, l’ingrediente must dei mesi caldi è sempre lui.

 

 

Tutti lo vogliono, tutti lo cercano, E noi proviamo a capire perchè piace così tanto. In primis, a vincere è l’invitante connubio tra dolce e salato: due sapori contrastanti, ma che potremmo definire complementari. La dolcezza estrema del caramello viene mitigata dalla nota salata, che ne bilancia il gusto evitando che risulti troppo stucchevole. Un altro punto di forza del caramello salato è la consistenza cremosa, che ingolosisce soltanto a guardarla. Il gusto che si ottiene da questo mix di caratteristiche è appagante, irresistibile al palato per la sua unicità. Senza dimenticare, poi, che il caramello salato può essere aggiunto ad alimenti a non finire: dal gelato alla frutta, dalle torte ai biscotti, dal cioccolato alla frutta secca.

 

 

Attualmente, il caramello salato è un alimento al top sia in pasticceria che in gelateria, e sta spopolando sui social media. Quindi, ricapitolando: conquista per il modo totalmente armonico con cui combina il dolce e il salato, per la sua versatilità e per l’occasione che ci offre di creare, di volta in volta, manicaretti dolciari sempre nuovi e originali. In sostanza, il caramello salato delizia il palato con la sua unicità, ma è in grado di arricchire un numero illimitato di ingredienti.

 

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Mare o montagna? Piccola guida alla scelta della meta delle vacanze

 

Diamo quasi per scontato che il mare sia il regno incontrastato delle vacanze estive. Cresce costantemente il numero, invece, di chi preferisce trascorrere le ferie in montagna: per respirare aria pura ad alta quota e godere di un po’ di quella frescura che, in questo periodo, scarseggia altrove. La domanda nasce spontanea, mare o montagna? La scelta, naturalmente, è a proprio piacimento. Dipende dal temperamento, dai gusti e dalle inclinazioni che abbiamo. Entrambe le mete offrono il relax di cui siamo in cerca dopo un anno di duro lavoro, o magari di stress forzato provocato dal “dolce far niente”. Ma quali benefici apportano, esattamente, queste due destinazioni? Continuate a leggere e lo scoprirete.

 

Scegliere il mare

 

 

1. Il sole e l’aria del mare sono dei toccasana naturali. Il sole è un’autentica miniera di vitamina D, essenziale per permetterci di assorbire adeguatamente il calcio, il fosforo e molti altri minerali. Il calcio e il fosforo, in particolare, risultano fondamentali per mantenere in salute le nostre ossa e scongiurare l’osteoporosi. Un buon apporto di vitamina D rafforza il sistema immunitario e ci rende meno vulnerabili agli attacchi di virus e batteri. La vita al chiuso che conduciamo per buona parte dell’anno è deleteria; secondo una ricerca scientifica, più del 70% della popolazione mondiale risulta carente di vitamina D ed è costretta ad assumerla attraverso gli integratori. Naturalmente, usufruire dei benefici del sole significa farlo con accortezza, esponendosi ai suoi raggi in orari ben precisi: di mattina fino alle 10.30 e di pomeriggio dalle 17 in poi.

 

 

2. L’acqua di mare ha un effetto drenante: passeggiare lungo la riva, con le gambe parzialmente immerse nell’acqua, è un’attività portentosa per il microcircolo, elimina i liquidi in eccesso e combatte la ritenzione idrica. L’ideale se volete sconfiggere la cellulite! Avanzare tra le onde, poi, fa sì che anche la tonicità muscolare venga potenziata; al tempo stesso, lo sforzo richiesto influirà positivamente sul calo delle calorie.

 

 

3. Che dire, poi, dell’aria di mare? Lo iodio la impregna, perchè proviene dal mare stesso. Respirare iodio, sodio, magnesio e tutti i minerali presenti nell’aria e nell’ acqua di mare, è un grande vantaggio per il nostro apparato respiratorio: potremmo paragonarlo a un aerosol effettuato sulla battigia. Il muco si assorbe, i polmoni e la respirazione ne beneficiano.

 

 

4. Ma oltre al benessere fisico, il mare regala un benessere psicologico da non trascurare: la luce solare stimola la produzione di serotonina, un neurotrasmettitore meglio conosciuto come “l’ormone della felicità”, mentre il rumore delle onde che si infrangono contro la riva, detto “white noise”, è potentemente rilassante e impedisce che venga percepito qualsiasi rumore estraneo. Il caldo e la vita di spiaggia, in più, predispongono a socializzare e a intrecciare relazioni. Non è un caso che, se si pensa all’estate come “stagione dell’amore”, gli scenari marini siano i primi che affiorano alla mente…

 

Scegliere la montagna

 

 

1. Optare per la montagna significa ripristinare appieno il contatto con la natura, con i suoi orari, con i suoi ritmi. Non sto parlando di mete affollate tipo Cortina d’Ampezzo, che pullulano di locali e di eventi mondani. Mi riferisco alla montagna più “spartana” e incontaminata. Dove potete svegliarvi all’alba per ammirare il sole che sorge e ascoltare in lontananza il suono dei campanacci al collo dei bovini al pascolo.

 

 

2. In montagna potete esplorare ogni giorno un luogo diverso: boschi, prati, radure, valli, panorami, fiumi, laghi, cavità naturali…La pace e il relax sono assicurati, la noia no di certo.

 

 

3. Gli sport che è possibile praticare in montagna sono innumerevoli: trekking, escursioni, gite in mountain bike, arrampicata, escursioni a cavallo…c’è solo l’imbarazzo della scelta. Tra le attività estive più amate rientrano anche il downhill, riservato ai giovani più spericolati, che prevede di percorrere i boschi in mountain bike tra salite e discese da mozzare il fiato, il nordic walking, passeggiate con l’ausilio di bastoncini appositi, e il rafting, per scoprire luoghi fatati discendendo i torrenti a bordo di un raft, un gommone gonfiabile. Il rafting consente di ammirare angoli difficilmente raggiungibili e viene praticato in gruppo. Non temete, non sarete voi a guidare il gommone, ma una guida esperta. Se non amate abbastanza il rischio, optate per un’altra attività.

 

 

4. Il punto di forza in assoluto della montagna? L’ossigeno. L’aria che si respira ad alta quota, o perlomeno oltre gli 800 metri sopra il livello del mare, è ossigeno puro e concentrato. La lontananza dai grandi centri urbani contribuisce a mantenerla pulita, priva di inquinamento e di allergeni. L’altitudine rende l’aria più secca e favorisce il suo movimento, che la depura costantemente; respirarla significa purificare totalmente i polmoni. Ad altezze che superano i 1500 metri, i globuli rossi migliorano la loro capacità di trasportare ossigeno ai e dai tessuti del corpo. La montagna, inoltre, apporta enormi benefici per il funzionamento cardiaco e il sistema cardiovascolare.

 

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“Estate”, una poesia di Ada Negri

 

Nei mesi estivi il solleone
rende i muri così abbaglianti
che a fissarli vien sonno:
tende gialle e rosse
si abbassano sui negozi;
il nastro di cielo
che s’allunga fra due strisce
parallele di tetti
è una lamina di metallo rovente.
Dolce è non far niente,
accucciati sulle pietre roventi,
respirando il caldo.

(da “Poesie e Prose”, Mondadori, 2020)

 

Speciale Ferragosto: lo swimwear delle vacanze

 

Non importa il colore del costume da bagno, su ognuno di essi è disegnato il mappamondo dell’estate.
(Fabrizio Caramagna)

 

Comincia la settimana di Ferragosto e insieme ad essa le vacanze, quelle per tutti: impossibile non andare in ferie o non farsi contagiare dall’euforia generale, almeno in Italia. A Ferragosto fabbriche e uffici chiudono, le città si svuotano, non ce n’è per nessuno. Tanto vale preparare la valigia e riempirla di costumi da bagno: saranno imprescindibili per un bel tuffo rinfescante in mare, lago o piscina. L’estate 2025 non prevede tendenze particolari, o meglio, ne prevede una marea (è il caso di dirlo). Bikini in ogni stile, colore e materiale, costumi interi minimal o più elaborati…Una dritta su tutte; se non rinunciate ad essere à la page, puntate sul bikini a triangolo: negli anni ’70 divenne un simbolo di emancipazione femminile e quest’estate fa il suo grande ritorno.

 

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