Acqua fredda per lavare il viso: perché è il risveglio ideale

 

Con l’arrivo del caldo, è il risveglio ideale. Non si tratta propriamente di una coccola; potremmo definirlo, piuttosto, una sferzata di energia: lavarsi il viso con acqua fredda apporta numerosi benefici. Provare per credere.  Dire fredda, naturalmente, non equivale a dire “gelida”: proibito il ghiaccio e le temperature inferiori ai 15 gradi.  L’acqua dovrebbe essere fresca quel tanto che basta per favorire la transizione dal sonno alla veglia. Perché lavarci il viso, di mattina, è la prima cosa che facciamo, ed è quasi un gesto simbolico: laviamo via la sonnolenza, il torpore, i brutti sogni. Laviamo via i residui notturni per far spazio a un nuovo giorno. E l’acqua fredda ci facilita il compito, poiché attiva una reazione che fa capo al sistema nervoso autonomo (quello che controlla, cioè, le nostre funzioni vegetative). Ma cosa succede quando laviamo il viso con acqua fredda? La bassa temperatura fa sì che i vasi sanguigni situati nel derma si restringano provvisoriamente per scongiurare dispersioni di calore. Quando terminiamo di sciacquarci il viso, però, i vasi sanguigni si dilatano velocemente, tornando a svolgere la preziosa funzione di nutrire e ossigenare l’epidermide. Per il viso, insomma, è una sorta di allenamento: quando i vasi sanguigni si restringono e dilatano in tempi brevi, originano un ciclo che si rivela un toccasana per la circolazione del volto.   I benefici, tuttavia, non riguardano esclusivamente l’estetica. Approfondiamo l’argomento in 3 punti essenziali.

 

 

Il “riflesso da immersione”

Lavare il viso con l’acqua fredda “sveglia” e regala energia. Questo avviene perché stimola il sistema nervoso con effetti salutari per il cervello: incrementa la soglia di attenzione e incentiva il buonumore. In questo caso, ad essere coinvolto è il nervo vago; l’impatto con l’acqua fredda funge da potente antistress, poiché rallenta il battito cardiaco e stronca l’ansia favorendo l’emissione delle endorfine (ormoni che regalano un profondo senso di benessere) e di noradrenalina, un neurotrasmettitore che regola il ritmo sonno-veglia.  Ecco perché, nelle prime ore del mattino, le risposte che l’organismo attiva nei confronti del freddo ci aiutano anche a riacquistare lucidità dopo il sonno notturno.

 

 

Gli effetti tonificanti

Il freddo tonifica la pelle e drena i liquidi accumulati con la ritenzione idrica; elimina perciò il gonfiore, in particolare gli edemi perioculari e palpebrali. In più ossigena i tessuti, ottimizza l’elasticità cutanea e mantiene la pelle ben idratata. Al contrario di quanto si possa pensare, infatti, mentre l’acqua calda, eliminando il sebo, rende la pelle eccessivamente secca, l’acqua fredda mantiene intatti i lipidi prodotti dalle ghiandole sebacee, che formano il cosiddetto “film idrolipidico”: potremmo definirlo una barriera che protegge e lubrifica la nostra pelle. Bisogna aggiungere che il restringimento dei pori causato dall’acqua fredda, pur non essendo permanente, conferisce una grana cutanea liscia e uniforme.

 

 

L’azione antinfiammatoria

L’acqua fredda lenisce le infiammazioni e i rossori della pelle. Soprattutto in relazione all’acne e ai brufoli: va evitata tassativamente, infatti, se si soffre di couperose, perché potrebbe provocare uno shock termico che indebolisce ulteriormente i vasi sanguigni e rende il rossore più prolungato e evidente.

 

Foto: Fellipe Ditadi via Unsplash

 

Arance e zenzero: il connubio super salutare dell’inverno

 

Quando il maltempo e l’influenza dilagano, bisogna correre ai ripari. Vi propongo un rimedio efficacissimo e super naturale: il connubio tra arance e zenzero, che coniuga le virtù antiossidanti della vitamina C, contenuta nelle arance, con le proprietà antinfiammatorie dello zenzero. Il risultato? Una vera e propria bomba di salute e di energia. I benefici che apporta questa unione sono innumerevoli: rafforza il sistema immunitario, accelera il metabolismo, è un toccasana per la digestione e la circolazione sanguigna, svolge un’azione depurante per tutto l’organismo. Ma le proprietà del mix di arance e zenzero sono molte altre ancora; è in grado di contrastare la ritenzione idrica, purificare il fegato e abbattere la debolezza, anche quella post-influenza, regalando una grande di energia. Vale proprio la pena di saperne di più.

 

 

L’ arancia e le sue proprietà

Frutto invernale per eccellenza, il citrus x sinensis (questo il suo nome botanico) è ricco di vitamina C, un potente antiossidante che, insieme ai flavonoidi,  preserva le cellule dall’azione dannosa dei radicali liberi, promuove la sintesi del collagene e combatte l’invecchiamento cellulare.  Inoltre, rinvigorisce il sistema immunitario proteggendo l’organismo dai tipici malanni di stagione. Le proprietà benefiche della vitamina C sono fondamentali per mantenerci in salute: stimola la produzione dei leucociti (i globuli bianchi), accelerando il processo di guarigione in caso di malattia. Un altro punto di forza dell’ arancia sono le fibre, essenziali per un buon funzionamento dell‘intestino. Le fibre svolgono un’azione efficace anche nei confronti del colesterolo, che mantengono sotto controllo, e degli zuccheri, impedendo che il sangue li assorba troppo velocemente. Una curiosità: non tutti sanno che le arance sono ricche di potassio, notoriamente contenuto nelle banane, e di magnesio: questi due minerali risultano super salutari per il cuore e la pressione arteriosa.

 

 

Lo zenzero e le sue proprietà

Lo zenzero è un rizoma, un fusto ramificato sotterraneo che si sviluppa in senso orizzontale, originario dell’Asia tropicale. Usato per le sue virtù terapeutiche sin da tempi remotissimi, è ricco di composti bioattivi quali i gingeroli, gli shagaoli e lo zingiberene, noti per le loro proprietà antiossidanti, antinfiammatorie, antimicrobiche e digestive. I gingeroli e gli shagaoli sono estremamente benefici per contrastare le infiammazioni, favorire la digestione e alleviare il dolore. La loro funzione termogenica è in grado di generare calore corporeo, il che non guasta con i rigori invernali. Lo zenzero è un valido antiossidante, in grado di preservare le cellule dallo stress ossidativo; in più, abbonda di minerali e vitamine: è ricco di potassio e di magnesio, due toccasana per l’apparato cardiovascolare, ma anche di manganese, ferro, rame vitamine del gruppo B e C, che lo rendono un alleato delle difese immunitarie. Contiene, inoltre, dosi massicce di fibre  e oli essenziali, indispensabili per una buona digestione e per eliminare il gas intestinale in eccesso. Non si può poi trascurare che lo zenzero ha la capacità di migliorare la funzione metabolica, mantenendo in equilibrio i livelli di colesterolo LDL, dei trigliceridi e della glicemia.

 

 

Arance + zenzero: come abbinarli

 

 

Come mixare, dunque, queste due autentiche miniere di benefici? Esistono diverse soluzioni. La prima che vi propongo, che personalmente adoro, è la marmellata di arance e zenzero: la combinazione tra il profumo intenso delle arance e gli accenti speziati dello zenzero è semplicemente deliziosa. Questa marmellata può essere consumata a colazione, spalmata sul pane, oppure utilizzata per farcire dolci e biscotti. Anche l’abbinamento con il salato si rivela una scelta vincente, in particolare con formaggi come la ricotta, la robiola e il Camembert. Altre opzioni da prendere in considerazione sono il succo di arance e zenzero, con il rizoma utillizato a pezzettini e poi frullato insieme alla spremuta di agrumi, o le tisane preparate con zenzero fresco e scorze di arancia; oppure ancora, gli shot della salute che alle arance e allo zenzero spesso affiancano la curcuma e il succo di limone.

 

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10 motivi per amare l’inverno

 

“Nel tempo della semina impara, in quello del raccolto insegna, d’inverno godi.”

(William Blake)

L’inverno è una stagione controversa: c’è chi lo ama, c’è chi lo odia. La maggior parte delle persone, forse, spera solo che passi in fretta e arrivi presto la primavera. In inverno fa freddo, l’influenza mette ko, la neve rende scomoda la circolazione, la pioggia e il vento costringono a noiose serate passate tra le mura domestiche. E poi, vogliamo aggiungere come bisogna imbacuccarsi per affrontare una giornata di gelo? Ci sono le vacanze sulla neve, certo, ma non tutti possono permettersele. Per non parlare del buio che cala così presto, azzerando il buonumore. Eppure, molte persone l’inverno lo amano, lo attendono, lo rimpiangono quando le temperature sfiorano i 50 gradi. Io, devo ammetterlo, appartengo a questo secondo gruppo. Celebro il Solstizio d’Inverno, adoro la neve, le luci del Natale e i fiabeschi paesaggi dell’Europa del Nord. Ma per quali motivi bisognerebbe amare l’inverno?, si chiederà qualcuno. Ve ne elenco dieci e vi spiego il mio punto di vista.

 

1. Riscoprire il piacere del comfort domestico

Quando il freddo è intenso, è un piacere godere del comfort che ci offre la nostra tana. I ritmi si allentano, il relax diventa prioritario. Il tepore domestico crea un piacevole contrasto con il gelo esterno, tramutando la casa in un rifugio accogliente. Candele accese e profumi di spezie celebrano la tipica atmosfera invernale, il divano diventa un nido in cui rannicchiarsi per guardare un buon film. A casa, in inverno, ci si può dedicare a molteplici attività rilassanti: cucinare piatti gustosi, leggere, preparare dolci, sorseggiare una cioccolata calda o consumare una zuppa che nutre il corpo e riscalda l’anima.

 

2. Lasciarsi emozionare dalla magia della neve

La neve è pura magia: trasforma i paesaggi in scenari incantati, fiabeschi, onirici. Attutisce i rumori permettendoci di apprezzare il fascino di un silenzio ovattato.

 

3. Rilassarsi davanti al caminetto acceso

Tornando al discorso del comfort domestico (vedi punto 1), un caminetto acceso proprio non può mancare. Davanti al camino ci si riscalda, ma non solo: ci si ritrova tutti insieme, si condividono storie o racconti, si sorseggia un buon bicchiere di vin brulè. Anticamente, il camino era il nucleo attorno al quale ruotava l’intera dimora. Oggi, è stato scoperto che il crepitio del focolare è rilassante, predispone al buon umore e favorisce il relax.

 

4. Rimanere incantati davanti al fascino degli antichi lampioni

D’inverno ci sono i lampioni più belli di sempre. Si accendono presto e hanno dita di luce nel buio”, recita un aforisma di Fabrizio Caramagna. Ed è proprio così: al crepuscolo, quando nevica, gli antichi lampioni rievocano atmosfere d’altri tempi e donano alle città magici accenti di fiaba.

 

5. Unire stile e funzionalità per combattere il freddo

Dal caldo è difficile difendersi, dal freddo si può: basta coprirsi il più possibile. E perchè non sbizzarrirsi nell’adottare look stratificati, o modaioli allo stato puro, dalle potenti virtù anti gelo?

 

6. Essere consapevoli che, soprattutto a Dicembre, la magia è dietro l’angolo

L’inverno è la stagione del Natale: luci e luminarie, fiabe e leggende, mercatini e dolci tipici la fanno da padrone. E’ il periodo più incantato e incantevole dell’anno, non lo si può negare.

 

7. Adorare l’incanto fiabesco della brina

La natura, in inverno, ci regala uno spettacolo unico e imperdibile: la brina che all’alba ricopre l’erba, le piante e i rami di una patina sfavillante di cristalli di ghiaccio. Gli elementi del paesaggio vengono impreziositi da una guaina aghiforme a metà tra l’argento e il bianco candido, trasportandoci subito in un regno di fiaba.

 

8. Riconnettersi con la natura

La neve offre la possibilità di praticare innumerevoli attività a contatto con la natura: passeggiate, ciaspole, nordic walk (camminate con appositi bastoncini), sci di fondo o da discesa, slittino e molte altre ancora. Ma si può semplicemente fare quattro passi nei sentieri innevati e, magari, preparare un bel pupazzo di neve. Anche nel giardino della propria casa.

 

9. Accendere tante luci nel buio

L’inverno è il regno del buio, perchè il buio arriva presto e prevale sulle ore di luce. Ma è anche il periodo in cui risplende una miriade di luci: pensate a quelle del Natale, o anche solo alle lucette che decorano i negozi, i locali e le abitazioni. Le lucette che scintillano rendono familiare, accogliente e fatato qualsiasi ambiente, annullando le cupezze che si associano all’oscurità.

 

10. Riaprire il libro delle fiabe

Quale stagione migliore dell’inverno, per dedicarsi alla lettura di un libro di fiabe o leggende tipicamente invernali? L’incanto cristallino dei mesi freddi è un invito a immergerci nei racconti fantastici, magari mentre siamo raggomitolati davanti al focolare. Un piacere legittimo, qualunque sia la nostra età.

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Ondate di gelo

 

Un’ondata di gelo artico ha sommerso buona parte dell’Europa: ad essere coinvolti sono stati soprattutto la Scandinavia, dove in Svezia e in Norvegia le temperature sono scese, rispettivamente, a  40 e 42 gradi sottozero, e i paesi occidentali; basti pensare che la Germania ha raggiunto i – 20 gradi. L’arrivo del maltempo, di una tempesta destinata a sferzare la nostra penisola, è previsto per l’inizio della prossima settimana, ma pare che la responsabilità non sia da attribuire alle correnti artiche. Si parla, piuttosto, di uno scontro tra ondate di aria fredda provenienti dall’Atlantico del Nord e di aria calda del deserto del Sahara, una collisione che scatenerà un vero e proprio ciclone sul Mediterraneo. Intanto, in Europa, gelo e neve continuano a farla da padrone. Diversi aeroporti sono stati chiusi e le temperature non accennano a salire. La neve abbondante, infatti, contribuisce a mantenerle su valori minimi: quando il suolo è ammantato di neve, gela velocemente tramutandosi in un bacino di aria fredda costante. Per la fine di Gennaio, in breve, l’anticiclone tra Scandinavia e Nord Europa e gli scontri tra enormi volumi d’aria eterogenei non favoriranno  un miglioramento climatico. Tanto vale celebrare il gelo, la neve, il ghiaccio e tutti i suoi cristalli con una bella photostory.

 

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Gennaio e i suoi proverbi

 

I proverbi di Gennaio si focalizzano prevalentemente sulle condizioni meteo: un nuovo anno è cominciato, ma la terra è ancora assopita. Neve, pioggia e gelo intenso ostacolano il percorso verso la rinascita. L’agricoltura si concentra sui lavori di potatura e di preparazione del terreno, come la concimazione e la vangatura; il raccolto si riduce agli agrumi e ai tipici ortaggi invernali (radicchio, cavoli, finocchi, cicoria…). La saggezza popolare unisce spesso Gennaio e Febbraio, in termini di detti: sono piuttosto simili e, secondo superstizioni varie, determinanti nel prevedere l’andamento dei mesi successivi. Anche la luna ricorre di frequente, nei proverbi; si dice che risplenda in modo particolare, con un probabile riferimento alla Luna Piena del Lupo. Il freddo è un altro elemento molto presente. Ma mentre il gelo viene visto come la norma in questo ciclo della natura, della primavera anzitempo si diffida, perchè “infida” e “malandrina”.

 

 

Gennaio e Febbraio, empie o vuota il granaio.

 

 

Felice il bottaio che pota in Gennaio.

 

 

A Gennaio: sotto la neve pane, sotto la pioggia fame.

 

 

Gennaio e Febbraio mettiti il tabarro.

 

 

Non v’è gallina o gallinaccia che di Gennaio uova non faccia. 

 

 

Chi vuole un buon agliaio, lo ponga di Gennaio.

 

 

San Vincenzo, l’inverno mette i denti.

 

 

La luna di Gennaio fa luce come giorno chiaro.

 

 

Primavera di Gennaio reca sempre un grande guaio.

 

 

Gennaio: dopo la neve, buon tempo viene.

 

 

Gennaio ingenera, Febbraio intenera.

 

 

Gennaio secco, lo villan ricco.

 

 

Gennaio forte, tutti i vecchi si augurano la morte.

 

 

Gennaio bello, Febbraio in mantello.

 

 

Se Gennaio sta in camicia, Marzo scoppia dalle risa.

 

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Gennaio, il cuore dell’inverno

 

“Ogni uomo dovrebbe di nuovo nascere il primo giorno del mese di gennaio e cominciare con una pagina nuova. Mettere un foro in più nella cintura, se necessario, o toglierne uno, a seconda delle circostanze. Ma il primo giorno del mese di gennaio ogni uomo indossi le sue vesti ancora una volta, con la faccia protesa in avanti, e si dimentichi il passato e le cose che erano.”

(Henry Ward Beecher)

 

Caratteristiche

Gennaio è un nuovo inizio. L’anno è appena cominciato, siamo nel cuore dell’inverno. I colori che predominano sono il bianco e il grigio, le sfumature della neve e del gelo. Gennaio viene considerato il mese più freddo dell’anno, una peculiarità che ritorna nella leggenda dei Giorni della Merla, dove ad essere definiti tali sono gli ultimi tre giorni del mese. Il primo mese dell’anno conta 31 giorni e inizia con l’ultima tranche delle feste natalizie: Capodanno e la Befana. Il 6 Gennaio sancisce, peraltro, anche la fine delle Dodici Notti Sante. A Gennaio, l’agricoltura si ferma quasi totalmente: la terra riposa sotto una spessa coltre di neve. Eppure, già verso la metà del mese, le giornate cominciano a poco a poco ad allungarsi; il buio dicembrino si attenua, diluito nei timidi spiragli di luce che il nuovo anno porta con sè.

Storia

Il nome Gennaio deriva da Ianus, il dio Giano dell’antica Roma, divinità bifronte associata alle soglie di passaggio, ai mutamenti e agli attraversamenti. Fino al 153 a.C., il Calendario Romano iniziava a Marzo: per i romani, l’inverno non aveva mesi. Spetta a Numa Pompilio (secondo re di Roma) l’aver introdotto, nel 713 a.C., i mesi di Gennaio e Febbraio in calendario; Numa Pompilio li decretò, rispettivamente, primo e secondo mese dell’anno. Nel II secolo a.C., Gennaio cominciò a coincidere ufficialmente con l’inizio dell’anno; la conferma arrivò qualche secolo dopo, nel 1582, quando la riforma del calendario ad opera di Papa Gregorio XIII sancì definitivamente che il Calendario Gregoriano iniziasse il 1 Gennaio.

Segni zodiacali

Fino al 20 Gennaio siamo sotto il segno del Capricorno, dal 21 in poi sotto il segno dell’Acquario.

Ricorrenze

Gennaio si apre con Capodanno, il primo giorno dell’anno, segnato da grandi festeggiamenti. Il 6 si celebra, invece, una solennità di fondamentale importanza per il mondo cattolico: l’Epifania, dal greco epiphaneia, ovvero la manifestazione della divinità di Gesù.

Colore

Il colore di Gennaio è il bianco, come la neve che cade copiosamente.

Pietra Preziosa

La gemma legata al mese di Gennaio è il granato, dal latino “granatus” ovvero melograno. Questa pietra è prevalentemente rossa, ma esiste anche nei toni del giallo, dell’arancio, del viola e del verde. Potremmo considerarla di buon auspicio per il nuovo anno, poichè viene reputata un emblema di salute, felicità e prosperità economica; non è un caso che, sin da tempi remotissimi, il granato simbolizzi la buona fortuna.

 

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Dicembre e i suoi proverbi

 

Dicembre è un mese in cui, in agricoltura, la produzione si ferma. Le attività si concentrano più che altro sulla preparazione dei campi per i mesi futuri: se non c’è gelo il terreno si lavora, si concima; per preservare dal freddo intenso le colture invernali, si ricorre a espedienti come le coperture e la pacciamatura, ossia il rivestimento del terreno con materiale inorganico e organico (tipo la paglia, i trucioli di legno e la corteccia di pino). Il raccolto si riduce a pochi prodotti, generalmente frutta e ortaggi come i cavoli e le melagrane. In questo periodo di riposo, che anticamente, per ovvi motivi, era vissuto con maggior apprensione rispetto ad oggi, le priorità erano assicurarsi la quantità di cibo necessario per superare l’Inverno e riscaldare degnamente la propria casa. Poi c’erano, naturalmente, le tradizioni, le leggende e le credenze tipiche di Dicembre, le sue ricorrenze, e una folata di magia avvolgeva anche le campagne. Su cosa si incentrano, dunque, i proverbi di questo mese? Il meteo come sempre predomina, seguito dai (pochi) lavori agricoli e dal freddo che contraddistingue il periodo. Molti gli accenni alle solennità dei santi, Natale e Capodanno. La superstizione prevale, forse a livelli maggiori rispetto agli altri mesi dell’anno: a Dicembre, quando la natura è assopita e il gelo impera, c’è bisogno di  certezze e di rassicurazioni.

 

 

Dicembre nevoso, anno fruttuoso.

 

 

Dicembre piglia e non rende.

 

 

Dicembre davanti ti agghiaccia e dietro ti offende.

 

 

Dicembre gelato non va disprezzato.

 

 

Per Santa Bibiana scarponi e calza di lana.

 

 

A Santa Barbara sta’ intorno al fuoco e guardalo.

 

 

Da Santa Lucia il freddo si mette in via.

 

 

Seminare decembrino vale meno d’un quattrino.

 

 

Da Santa Lucia a Natale il dì s’allunga quanto un passo di cane.

 

 

Dicembre mese di bruma: davanti mi scalda e dietro mi consuma.

 

 

Per Santa Lucia e per Natale, il contadino ammazza il maiale.

 

 

A Natale freddo cordiale.

 

 

Avanti Natale, nè freddo nè fame.

 

 

A San Silvestro la neve alla finestra.

 

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Nebbia, dal latino “nebula”

 

L’Autunno è la stagione delle prime nebbie. Un fenomeno affascinante per alcuni, fastidioso per altri. Ma vi siete mai chiesti cosa sia davvero quella nuvola immortalata tante volte nei film di Federico Fellini? Il termine nebbia ha origini latine: “nebula”, nell’antica Roma, poteva significare sia “nebbia” che “nuvola”. In effetti, la nebbia non è altro che una nuvola che si forma, anzichè nel cielo, direttamente sopra il suolo. In Autunno sorge soprattutto di sera, o di notte, quando le temperature si raffreddano considerevolmente e in modo repentino. Ma affinchè si formi la nebbia, è necessario che l’aria fredda raggiunga il cosiddetto “punto di rugiada”, che è quello in cui il vapore acqueo si condensa. Quando l’umidità arriva al 100%,  il vapore acqueo presente nella massa d’aria comincia a condensare originando fittissime e minuscole gocce d’acqua: una vera e propria nuvola a contatto con il suolo e sospesa nell’atmosfera.

 

 

Di giorno, il calore dei raggi del sole fa sì che le goccioline evaporino, tramutandosi in vapore acqueo. Ma quando scende la sera, e il freddo e l’umidità aumentano notevolmente, il vapore acqueo condensa, ovvero torna allo stato liquido, trasformandosi nelle goccioline d’acqua che compongono la nebbia. Quali sono i parametri per definire la nebbia, assicurarsi che si tratti di nebbia davvero e non di foschia? L’Organizzazione Meteorologica Mondiale ha deliberato l’utilizzo del termine “nebbia” nel caso la visibilità risulti inferiore a un chilometro. Quando la visibilità è inferiore ai 30 metri, si parla di “nebbia densa”; se è compresa tra i 50 e i 30 metri di “nebbia fitta”, tra i 50 e i 200 metri di “nebbia spessa”. Con “foschia”, invece, si indica una riduzione della visibilità che va dall’uno ai cinque chilometri.

 

 

Esistono tanti tipi di nebbia: da irraggiamento, da avvezione, da umidificazione, frontale, sopraffusa, alta…Senza entrare troppo nei dettagli, voglio soffermarmi su una nebbia intrisa di meraviglia. Nelle aree artiche e antartiche, dove la temperatura oltrepassa abbondantemente il punto di congelamento (e può arrivare, per intenderci, fino a – 30 o – 40 gradi), il vapore acqueo si tramuta in microscopici cristalli di ghiaccio. Si parla dunque di “nebbia gelata”. Sempre in queste zone esiste poi una nebbia chiamata “polvere di diamante”: è una sorta di pioggia di aghi di ghiaccio che non riduce la visibilità e si manifesta con un cielo completamente limpido e soleggiato.

 

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Ultima neve

 

Un afflusso di aria artica ha cominciato a sferzare l’Italia, provocando un brusco calo delle temperature e abbondanti nevicate. Sebbene domani sia l’Equinozio di Primavera, l’Inverno regna sovrano; i fiocchi di neve cadono fitti, le montagne sono già imbiancate. Un manto candido e soffice ricopre i prati, i boschi, le radure ad alta quota. L’aria è pungente, cristallina. Il gelo sembra purificare ogni cosa. Eppure, nonostante questa irruzione di freddo polare, il cambio di stagione rimane ben visibile e non tradisce le aspettative. Lo notiamo di sera, al tramonto, quando le cime innevate si stagliano contro il cielo viola di Marzo: un preludio incantevole di Primavera. Buona giornata a tutt* con la nuova photostory di MyVALIUM.

 

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