Pantone Color of the Year 2020: and the winner is…Classic Blue

BALENCIAGA

Pantone ha fatto la sua scelta: il colore dell’ anno 2020 sarà 19-4052 Classic Blue. Chi scommetteva sul trionfo del Neo Mint è rimasto deluso, ma non troppo: il brand statunitense ha puntato su una nuance raffinatissima, intensa e al tempo stesso eterea, trascendentale, quasi mistica. Classic Blue cattura il momento magico dell’ imbrunire, l’azzurro del cielo poco prima che diventi buio, e lo traduce in una gradazione di turchese talmente profonda da virare al cobalto. Rassicurante, rilassante, riflessivo, il colore del 2020 infonde tranquillità e stimola l’ auto-consapevolezza, la meditazione. Come dichiara Leatrice Eiseman (Executive Director del Pantone Color Institute) nel sito web di Pantone, Classic Blue è un ” blu sconfinato che rievoca il vasto e infinito cielo serale, ci incoraggia a guardare al di là dell’ ovvio per pensare più in profondità e fuori dagli schemi, ampliare i nostri orizzonti e favorire il flusso della comunicazione.” Niente di più vero, se pensiamo che è anche la gradazione degli spazi illimitati: il cielo, così come il mare e i panorami montani che, in lontananza, assumono proprio l’ identica sfumatura di blu; collegarla con la libertà viene quasi naturale. In un mondo ogni giorno più frenetico, che va sempre più veloce, Classic Blue ci offre la sua protezione. E’ un’oasi di pace, un rifugio, ci invita in un iter introspettivo che incrementa la resilienza e la capacità di dirigere la nostra vita. La moda ha già dimostrato di adorare il Color of the Year di Pantone, proponendolo ampiamente nelle collezioni Primavera Estate 2020. Look, accessori, capi iconici e senza tempo (vedi il Teddy Bear di Max Mara), persino il make up hanno abbracciato questa nuance metafisica ed oltremodo magica: perchè se cromaticamente si associa all’ imbrunire, anche il passaggio dalla notte all’ alba si tinge di Classic Blue. E designa il nuovo inizio che porta con sè ogni aurora.

 

SIES MARJAN

VALENTINO

MARCO DE VINCENZO

CASADEI

GIORGIO ARMANI

MARNI

ALBERTA FERRETTI

CHANEL, smalto 725 RADIANT BLUE

MAX MARA

MARC JACOBS

POLLINI

GUCCI

CHIE MIHARA

DOLCE & GABBANA

 

 

 

 

Tendenze AI 2019/20 – Il cappotto e le sue innumerevoli declinazioni

GENNY – Come una Regina delle Nevi

Sebbene il suo primato sia insidiato dalla fake fur e dal piumino, il cappotto rimane un evergreen. Alle versioni “a tutto colore” si alternano modelli dai tagli inediti e scaturiti da una fantasia a briglia sciolta. Mai come quest’anno, infatti, le declinazioni del cappotto sono state così numerose: un’ occasione perfetta per esplorare tutte le potenzialità di un cardine del guardaroba.

 

VICTORIA BECKHAM – The woman in (bright) red

MSGM – Beige, ma tutt’altro che classico

ANNAKIKI – Ampio, in total pink e adornato da una treccia che si snoda all over

VIVETTA – Un patchwork fiabesco in puro stile “bedtime stories”

MAX MARA – L’ intramontabile eleganza del lungo

DIOR – Chic & check

FENDI – Vernice e total black come in un noir d’autore

VERSACE – Dettagli fluo e un’ode al logo

BURBERRY – Preziosamente bicolor

DOLCE & GABBANA – Svasato, rétro e in un viola che cattura

STELLA McCARTNEY – Linea a vestaglia arricchita da inserti in pelle

 

 

 

Giambattista Valli x H&M: 5+1 pezzi in total red (o quasi)

ABITO LUNGO IN TULLE PLISSETTATO (399 euro)

Come anticipato in un post del Maggio scorso (rileggilo qui), il 7 Novembre la collezione completa di Giambattista Valli x H&M ha debuttato on line e presso store selezionati del colosso del low cost. Pochi giorni dopo, i capi della “co-lab” erano già sold out. Un autentico boom, un successo annunciato: una capsule attesa a tal punto da registrare il tutto esaurito in tempi record. Perchè il suo stile è quello, inconfondibile, dell’ Haute Couture di Giambattista Valli, look creati su misura per una globetrotter cosmopolita e chic, ma i prezzi la rendono abbordabilissima dal grande pubblico. Il che ha originato una vera e propria corsa ad accaparrarsi outfit diventati dei must have prima ancora di essere lanciati sul mercato. Un esempio? L’iconico abito rosso, in tulle, sfoggiato da una testimonial del calibro di Kendall Jenner: corto sul davanti e con un lungo strascico, rievoca le immaginifiche creazioni di Alta Moda griffate Valli ed è il più gettonato dell’ intera capsule. Proprio a partire dal rosso di quell’ abito, un colore che in questi giorni incarna una valenza più che mai emblematica – quella del Natale ormai imminente, certo, ma anche di nuance simbolo della violenza sulle donne – dalla collezione Giambattista Valli x H&M ho selezionato 5 + 1 pezzi all’ insegna del total red (meno il giacchino rivestito di ecopelliccia bianca, ma era troppo sfizioso per non essere incluso). Tra ruches, volants, fake fur e pelle effetto rettile, i look inneggiano ad una femminilità romantica ma appassionata, carica di audacia: l’auspicio è che il rosso, colore dell’ energia vitale per eccellenza, potenzi ed incentivi l’ autoaffermazione. Dopotutto, e il Natale lo dimostra, è sempre stato associato alla regalità, al divino. Indossarlo è quindi un modo per imporre il proprio sè in tutto il suo valore, con magnetismo e self confidence. I cinque pezzi immortalati in questo post, declinati in sfumature che spaziano dal vermiglio al carminio, esplorano il concetto nelle più svariate modulazioni: “I’m dreaming of a red Christmas“, insomma. Sostituendo “white” con “red”.

 

MINIABITO IN CHIFFON E TULLE CON SCOLLO CHE SCOPRE LE SPALLE (149 euro)

GIACCA IN FAKE FUR A PELO LUNGO CON DETTAGLI IN PELLE (149 EURO)

BLUSA IN CHIFFON DI SETA DECORATA CON VOLANTS (99 EURO)

PANTALONI IN PELLE LAVORATA EFFETTO RETTILE (199 EURO)

NECESSAIRE A FORMA DI CUORE IN PELLE LAVORATA EFFETTO RETTILE (39,99 EURO)

 

 

 

Tendenze AI 2019/20 – Lolli-Pop Colors

CAROLINA HERRERA

Colori invitanti, golosi, vivaci…come quelli di un lollipop. Chi l’ha detto che l’ Autunno sia solo grigio? Le collezioni dedicate ai mesi freddi abbondano di nuance vibranti, che catturano lo sguardo e rinvigoriscono il morale. Risaltano il rosa confetto, il fucsia, il giallo, il rosso, il turchese, l’arancio, il verde mela, il viola, sia in total look che mescolati tra loro: un’ autentica sferzata di energia. E la monotonia della pioggia si tramuta subito in qualcosa di magico, in un vortice di tinte inebrianti e meravigliosamente (lolli) pop.

 

ANNAKIKI

CHRISTIAN COWAN

ROKSANDA

DOLCE & GABBANA

PRABAL GURUNG

ANGEL CHEN

AALTO

KAIMIN

KATE SPADE NEW YORK

VERSACE

MARC JACOBS

BALENCIAGA

 

 

Tendenze AI 2019/20 – Capispalla piumati: contro il freddo, un tocco di stile

BURBERRY

Piume: abbondanti, ornamentali, scenografiche, oltre che divinamente leggere. Riappaiono così, le piume, durante la stagione fredda. Le collezioni Autunno Inverno 2019/20 le ostentano, ma in modo diverso rispetto a quello abituale. Non solo abiti da sera, non solo chic: anche i capispalla si adornano di piume, sia nei dettagli che in versione all over. Per scongiurare il freddo con un tocco di stile.

 

ERDEM

CUSHNIE

MARC JACOBS

PRABAL GURUNG

CHRISTIAN COWAN

ROCHAS

MARY KATRANTZOU

VALENTINO

LOEWE

 

 

Nox, noctis, noctem: una trilogia. Parte 3 – Viktor & Rolf

 

“Glamour”: un vocabolo che deriva dallo scozzese “gramarye”,  ovvero “magia”, “incantesimo”. Probabilmente è una variante di “grammar”, “grammatica” in inglese, in quanto già nel Medioevo questo termine designava la “dottrina” in senso lato. E che cos’è l’esoterismo, se non una dottrina? Originariamente, quindi, dire “glamour” equivaleva a dire “sortilegio”. Ed è proprio al “glamour” nella sua accezione più antica che si ispirano Viktor & Rolf per rappresentare la notte: sono le ore oscure delle streghe, dell’ occulto, del mistero, quelle in cui  a Samhain – oggi più noto come Halloween – il mondo visibile ed invisibile si fondono inesorabilmente. “Spiritual Glamour”, questo il nome della collezione di Haute Couture Autunno Inverno 2019/20 del duo, ripristina l’antico connubio tra esoterismo e natura. Perchè se le erbe, un tempo, erano l’ingrediente base di qualsiasi pozione, il sortilegio di Viktor & Rolf stimola una visione positiva dell’ ambiente riportandolo al suo splendore ancestrale. La magnificenza della natura e i poteri delle piante tornano ad unirsi in un’ alleanza indissolubile, che i due design traducono concretamente. La notte a cui pensano è nera, profonda, duttile nell’esplorare tutte le varianti del color pece; che sono molteplici, al di là delle convinzioni comuni. Ma Viktor & Rolf vanno anche oltre: si avventurano alla ricerca del nero assoluto, il Burgundian Black,  un nero “archetipo” ricavato da ricette antichissime e da un mix di ingredienti naturali. Per ottenerlo, l’artista tessile olandese Claudy Jongstra si adopera come se stesse creando un elisir. Utilizza dei pigmenti vegetali e li fa bollire in un calderone, sperimenta, mescola, fino ad originare il nero più prezioso e secolare. Questa eco-tinta diventa il leitmotiv di look a tema “notte” davvero spettacolari. I volumi sono extra, le silhouette svasate, le sfoffe increspate e rigide sembrano rimandare ad una notte remota. Le piume rievocano i volatili notturni, grandi ali applicate sugli outfit ricordano quelle delle falene. Predominano le mantelle, i capispalla, gli abiti lunghi, tutti rigorosamente adornati con un’ iconografia che inneggia alla notte ed ai suoi emblemi: risaltano la luna, le stelle, i gufi e gli occhi esoterici, incastonati in un cielo buio che la tintura mai uniforme rende ancor più ricco e intenso. E’ una notte che ci incanta, quella di Viktor & Rolf; una notte che ci avviluppa nelle maglie di un potente incantesimo. O di un potente “glamour”, se preferite.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Nox, noctis, noctem: una trilogia. Parte 1 – Comme des Garçons

 

A pochi giorni da Halloween, debutta la trilogia che VALIUM dedica alla notte: un viaggio nel buio in omaggio alla festa più notturna e stregata dell’ anno. E non c’è bisogno che, per compierlo, saliate a cavalcioni di una scopa come Margherita Nicolaevna ne “Il Maestro e Margherita” di Bulgakov. E’ sufficiente che vi addentriate nei meandri ispirativi esplorati da tre designer (o sarebbe meglio dire quattro, come scoprirete nel terzo post)  che hanno consacrato proprio alla notte ed alle sue cromie, alle sue ombre, alla sua magia, le collezioni Autunno Inverno 2019/20. E’una notte rappresentata nelle più diverse accezioni, colta nei più disparati aspetti: spazia dal buio metaforico ai colori dell’ oscurità, dalle atmosfere rarefatte del chiar di luna al loro fascino spirituale. Iniziamo questa trilogia con Comme des Garçons. La notte di Rei Kawakubo è cupa, apocalittica, simbolica. Si serve del nero e del grigio antracite per descrivere streghe che potrebbero essere uscite da un incubo: cappucci a punta, volumi maestosi, una profusione di tessuto a rete si coniugano con look “scolpiti” su enormi armature, però mai privi di una femminilità dark. Ogni outfit è simile a una visionaria, avveniristica scultura che fiocchi, ruches e maniche a sbuffo profondono di accenti gotici. Il nero pece, dal canto suo, assume una potente valenza evocativa. Ci sono abiti increspatissimi e sbilenchi che fanno pensare a una sofisticata ragnatela e pantaloni rigonfi, rigidi, da combattimento: il buio di Comme des Garçons è quello di una contemporaneità travagliata dalla violenza, dai conflitti, dai bombardamenti, come dimostrano creazioni che sembrano originate da un’esplosione. A tutto questo, tuttavia, c’è un rimedio: le streghe di Rei Kawakubo, guerriere notturne del terzo millennio, si riuniscono in una grande adunata per esorcizzare ogni male. Il loro è un “Raduno delle Ombre”dai toni foschi, ma salvifico, dal quale prende il nome – non a caso – l’ intera collezione.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Il doppio volto del bianco

ANDREAS KRONTHALER X VIVIENNE WESTWOOD

Bianco uguale a puro, spirituale, divino…Non a caso, nel mondo occidentale è il colore dell’ abito che si indossa quando si ricevono i sacramenti e quando ci si sposa. L’ appeal del bianco è senza tempo, non conosce cedimenti o momenti “out”: prova ne è il fatto che lo ritroviamo puntuale in passerella. Le collezioni AI 2019/20 non sfuggono alla regola e propongono un gran numero di look in total white. Colpiscono abiti lunghi, accurati nelle forme e nei volumi,  che per svariati dettagli potrebbero essere confusi con – oppure utilizzati come – abiti da sposa. Qualche esempio? Una nuvola di volant in tulle, veli che ricoprono il volto, silhouette Rinascimentali, decori di piume…In questo post trovate cinque look rappresentativi griffati da altrettanti brand. Se non ad una mise nuziale, sembrano rimandare all’ immacolata veste dell’ “incantatrice bianca”, Ginevra (il suo nome, in gallese, ha quel significato): la loro allure, di volta in volta eterea o sobria, rievoca il fascino eterno ed immutabile della regina di Camelot.

 

ANN DEMEULEMEESTER

MARNI

VALENTINO

GENNY

 

 

Tendenze AI 2019/20 – La mantella, un cult intramontabile

DOLCE & GABBANA

Dire “mantella” equivale a ripercorrere una storia lontana nei secoli: da prototipi come la toga romana e l’ himation greco, è evoluta fino a diventare uno dei capi più iconici del terzo millennio. Questo Autunno coincide con la sua trionfale rentrée. Le collezioni AI 2019/20 la decretano un cult, declinandola in versioni svariate: mai come oggi, infatti, la mantella ha raggiunto un eclettismo tale da rivelarsi perfetta per ogni stile, per il giorno come per la sera.  Si preannuncia quindi un nuovo boom del capospalla senza tempo per eccellenza. I suoi punti di forza? L’ allure fascinosa, la sofisticatezza, il trasformismo che l’ha visto attraversare le epoche rispecchiandone il mood e gli scenari.

 

MARC JACOBS

MIU MIU

CHLOE’

JW ANDERSON

MAX MARA

VIVIENNE WESTWOOD

VALENTINO

CELINE

ERMANNO SCERVINO

 

 

 

 

Milano Fashion Week: 10 +1 flash dalle sfilate PE 2020

GUCCI – La moda contro ogni forma di imposizione, anche quella del vestire: fedele ai propri principi, Alessandro Michele ribadisce il suo concetto di stile come consacrazione della diversità e dell’ autodeterminazione. Va in scena quindi una collezione lontana da qualsiasi stilema avvistato nei suoi quasi cinque anni alla direzione creativa di Gucci, e tuttavia permeata  – al pari della Gucci Cruise 2020 – dall’ ispirazione Seventies: ma in questo caso si tratta dei Seventies reinterpretati dalla stessa Maison, precisamente quelli dell’ “era Tom Ford”. Michele li rivisita attraverso un processo di Guccification che mixa sensualità, linee nette e un seducente color block. L’ accessorio clou? Un alto choker in vernice nera dal vago sapore fetish.

Il nostro iter dedicato alle Fashion Week delle collezioni Primavera Estate 2020, oggi ci porta a Milano. Nella capitale meneghina la parola d’ordine sembra essere “portabilità”: senza rinunciare agli sperimentalismi, le creazioni privilegiano look indossabilissimi nella vita quotidiana. Tornano alla grande le spalline anni ’80, con i loro maxivolumi, le linee si fanno più essenziali coniugandosi con una lavorazione ricercata e con un’ eccentricità attentamente calibrata. Dal punto di vista cromatico, ritroviamo il binomio rosa-arancio al top di stagione (vedi London Fashion Week) e una “golosa” palette pastello, ma, soprattutto, si registra l’avanzata del menta, del giada e di un’ azzurro tendente al giada già candidati a nuance chiave del 2020. Predominano, poi, le stampe: fantasie jungle, tropicali e floral si alternano al batik ed a psichedelie all’ insegna del colore. Gli accessori sono più che mai “scolpiti” ed adottano, di volta in volta, dimensioni maxi o mini. Sul versante calzature predominano i tacchi massicci, svasati sul fondo, oppure rasoterra, e la punta si affila. Le borse sono sempre più di design (la Whitney Bag di Max Mara porta addirittura la firma di Renzo Piano), ed i modelli in miniatura svettano al top, mentre tra i cappelli si segnala il boom dei cappellini con visiera, che hanno tutta l’ intenzione di soppiantare falde larghe e cloche. La Fashion Week milanese ci ha sbalordito con degli incredibili colpi di scena: Jennifer Lopez ha concluso la sfilata di Versace sfilando nell’iconico Jungle Dress che rese celebre nel 2000, mentre Moschino ha mandato in passerella una collezione, cubista e spettacolare, completamente dedicata a Picasso. In attesa di partire insieme per Parigi, godetevi quindi la selezione di look + un accessorio che VALIUM vi propone!

 

PRADA – E’ un inno allo stile individuale, alla personalità – più che agli abiti di per sé – quello che che manda in scena Miuccia Prada. Le silhouette sono all’ insegna del “less is more” eppure ricercatissime, profuse di accenti anni ’50. Prevalgono giacche e cappotti trequarti con grandi bottoni, longuette sia sotto forma di gonna che di abiti, forme che vanno a restringersi nel fondo. La palette “discreta”, composta perlopiù dal bianco, dal nero ravvivati dall’ arancio e da gradazioni di marrone e verde bosco, è impreziosita da motivi ornamentali vagamente Déco che riproducono felci dorate.

 

ALBERTA FERRETTI – L’estate di Alberta Ferretti è coloratissima e pervasa da un mood “boho”: l’ispirazione anni ’70 è potente, esalta uno chic informale ma soprattutto un glamour che rivisita, in puro stlle Ferretti, uno dei decenni più fertili e creativamente innovativi. Pantaloni che scoprono l’ ombelico, top sfrangiati, caftani in maxilunghezze e in versione minidress abbondano, sfoggiando di volta in volta stampe esotiche o all’ insegna del batik e del dégradé. I look in nero e bluette che chiudono la sfilata fanno pendant con il fondale, una video installazione raffigurante una cascata ideata dall’artista Fabrizio Plessi.

 

FENDI – Molto beige, molto ocra, molto marrone per una collezione in cui Silvia Venturini Fendi inneggia al fascino insito nella quotidianità. Lunghezze mini, oppure lunghe e fluttanti, contraddistinguono look portabilissimi, ma non certo privi di stile: capispalla scamosciati, coat-vestaglia in stampa check, gonne e t-shirt in crochet a rete si alternano ad abiti see-through con lunghe maniche a sbuffo, inserti trasparenti su giacche abbottonatissime e vistose stampe floreali. Risaltano dettagli come i calzini indossati con i sandali e con le décolleté, mentre, dal punto di vista sartoriale, lo straordinario savoir faire della Maison si riconferma tale.

 

VIVETTA – Ispirazione vacanze in Grecia per Vivetta Ponti; o meglio, sull’ isola greca di Skorpios, dove Aristotele Onassis approdava con gli sciccosissimi ospiti del suo yacht. Pensando al guardaroba di quell’ equipaggio femminile, la designer si sbizzarrisce nella creazione di capi ladylike ma in versione “fiabesca”, com’è nel suo stile: maniche a sbuffo, drappeggi, orli di piume, cuori e grandi fiocchi ornamentali sono i leitmotiv di look in cui il satin lucente si alterna a un tulle pervaso di pizzi e di applicazioni floreali. “Femminilità” potrebbe essere la parola d’ordine dell’ intera collezione.

 

MOSCHINO – Jeremy Scott omaggia Picasso e dà vita ad una collezione a dir poco incredibile. I look, spettacolari, citano le muse dell’ artista e i suoi soggetti ricorrenti, inscenando una parata “cubista” difficile da dimenticare: con un mood Spanish a far da filo conduttore, i ritratti del Maestro si traducono in abiti eccentrici dove trionfano i grafismi, le asimmetrie ed un trompe-l’oeil davvero mozzafiato. Enormi maniche a sbuffo sono una costante, sia in versione “classica” che  in stile trompe-l’oeil, la figura del torero troneggia (coronata da un copricapo-maschera, firmato Stephen Jones,  che riproduce un toro cubista) e durante la sfilata si possono scorgere sia il celebre Arlecchino di Picasso che la “Donna con mandolino”, uno strumento che Scott plasma prodigiosamente sugli abiti.

 

MARNI – Una collezione all’ insegna della sostenibilità, un’ ode ai materiali riciclati,  un tema eco che ricorre persino nell’ ispirazione: tutti elementi che hanno spronato Francesco Risso ad immaginare una “jungle fever” tangibile, suggestioni e brividi suscitati da look che rimandano costantemente alla natura. Completi drappeggiati, abiti a palloncino, full skirt e giacche-kimono sono contraddistinti da asimmetrie costanti, cromie verde foglia e “pitture” floreali multicolor che non di rado si tramutano in autentiche fantasie psichedeliche. Predominano le maxilunghezze ed i giacconi esibiscono ampie maniche squadrate.

 

MARCO DE VINCENZO – Una sfilata a cielo aperto, sotto il sole della Darsena: la prima in assoluto, a Milano, allestita in questa location. E’ qui che prende vita l’arcobaleno di Marco De Vincenzo, che presenta una serie di look monocromatici arricchiti da eccezionali lavorazioni. I colori per cui opta – a partire dal nero e dal check iniziali – sono il celeste, l’azzurro, il turchese, il giada, il grigio perla, il bianco, il panna, il giallo, il rosa, il rosso e il fucsia, declinati in abiti dalle trame in 3D ed adornati con frange o bordature di tulle increspato. Ed è sempre il tulle a forgiare l’ accessorio più iconico della collezione: un foulard annodato sotto il mento e in rigoroso pendant cromatico con gli outfit.

 

VERSACE – Abbandonando i vibranti colori della collezione AI 2019/20, Donatella Versace torna al nero e ad un’estetica fortemente anni ’90. Ma la pulizia delle linee non intacca certo la seduttività delle mise, contraddistinte da minilunghezze o da una silhouette affusolata: nel primo caso, i sandali alla schiava con tacco a stiletto accentuano l’ allure sofisticata. Al nero si alternano le nuance al neon di alcuni look, ma soprattutto una stampa jungle nei toni del verde e del rosa. La stessa stampa riprodotta sul Jungle Dress, l’iconico abito della Maison, sfoggiato in chiusura del défilé da una statuaria Jennifer Lopez: fu proprio lei a renderlo celebre nel 2000, indossandolo ai Grammy Awards. Per l’occasione, JLo ne ha indossata una versione “aggiornata” ancora più sensuale, sleeveless e con un vertiginoso spacco frontale, che ha mandato in visibilio in pubblico. Non è un caso che fu proprio il Jungle Dress ad ispirare la creazione di Google immagini, dove la ricerca dell’ abito divenne la più popolare di sempre.

 

GIORGIO ARMANI – In “Terra”, questo il nome della collezione, si avvicendano i capi signature del più recente Giorgio Armani: pantaloni ampl e fluttuanti, giacche nehru, lunghi abiti impalpabili, gliet che impreziosiscono gli outfit. L’ ispirazione privilegia l’ ambiente naturale, affiancando le stampe floral-vegetali a pattern paillettati che delineano farfalle, applicazioni di rose in tessuto, sciccosi boa di frange e ruches che rievocano gli agglomerati cristallini. E se i colori greige, blu e marrone rimandano ad un’idea emblematica di “terra”, il rosa, il lilla ed un celeste delicatissimo – spesso accesi di bagliori – ne sottolineano le risorse più eteree. Accessori come collane a cascata e grandi orecchini lavorati a cerchio sembrano esaltare, invece, accenti marcatamente tribali.

 

MAX MARA – Un agente segreto che non rinuncia alla propria seduttività: è questa la donna della Primavera Estate 2020 di Max Mara, che ispirandosi alla serie TV “Killing Eve” tinge di tenui nuance pastello capi ed accessori di stampo militare. Il monocolor predomina, bermuda e camicie multitasche si abbinano rigorosamente alla cravatta, le giacche hanno spalline squadrate come le t-shirt; linee sobrie si affiancano, per contrasto, a pantaloni da paracadutista cosparsi di ruches. Ma sono i dettagli a definire la personalità della musa ispiratrice di Ian Griffiths: in passerella, le modelle sfoggiano un paio di treccine ed indossano i gambaletti con le gonne ed i bermuda. Una menzione speciale va al képi, tipico cappello della Gendarmerie francese. Declinandosi nelle identiche tonalità di celeste, lilla e giallo pastello, viene abbinato persino con i long dress sinuosi e fruscianti che chiudono la sfilata, a dimostrazione di come un copricapo iper-spartano possa tramutarsi in un simbolo di femminilità: non vi sembra un motivo sufficiente per sceglierlo come accessorio della Milano Fashion Week?