Alta Moda PE 2020: flash dalle sfilate di Parigi (parte 2)

STEPHANE ROLLAND. 1

Il cerchio assurto a leitmotiv. Funge da decoro, si apre ad oblò, delinea alti colli, tratteggia le forme ed i volumi di abiti sontuosi, al tempo stesso vaporosi ed essenziali in virtù delle geometrie che li contraddistinguono. Cinque colori di base (bianco, nero, blu elettrico, beige e fucsia) ricorrono, decisi, per sottolineare le sensuali asimmetrie dei long dress, evidenziare linee a uovo e potenziare l’impatto cromatico di gonne ampissime e corredate di strascico. In alcuni look, le nuance si uniscono in un bicolor netto valorizzando grafismi e tagli stilizzati. E se gli abiti abbracciano silhouette svariate (a tunica, affusolata, ovale, svasata, over nelle gonne fiabesche e arricchite di ruche), è sempre la purezza a prevalere: bandito ogni orpello e barocchismo.

 

STEPHANE ROLLAND. 2

STEPHANE ROLLAND. 3

 

GIORGIO ARMANI PRIVE‘. 1

Uno chic squisito e dai tratti esotici, prevalentemente orientali, che è una vera e propria ode all’ Ikat. La collezione si apre con innumerevoli “ensemble” di pantalone e giacca, moltiplicando i modelli di quest’ultima ma rimanendo fedele alla linea a sigaretta, o comunque stretta in fondo, dei pantaloni. Poi, inizia una parata di abiti da sera che sono meraviglia pura: spicca un tripudio di blue elettrico, alternato al verde smeraldo e al verde giada, i corpetti lasciano le spalle nude (quando non sono rivestite di tulle), le gonne si fanno sempre più impalpabili declinandosi in forme ad anfora, svasate oppure lunghe e dritte. Le frange abbondanti, le cromie e i decorativismi rievocano l’eleganza del pavone, un’ opulenza regale e sofisticata ma mai ridondante.

 

GIORGIO ARMANI PRIVE’. 2

GIORGIO ARMANI PRIVE’. 3

 

GIVENCHY. 1

Clare Waight Keller elegge il giardino a motivo ispiratore. E lo tramuta  in una metafora dell’esistenza osservata “a ritroso”, con tutti i ricordi, le amicizie, le esperienze susseguitesi stagione dopo stagione: un patrimonio ricco di insegnamenti di vita. I giardini di Monk’s House (la residenza di Virginia Woolf), del Castello di Sissinghurst e di Le Clos Fiorentina, la villa di Hubert de Givenchy sulla Costa Azzurra, sono i principali riferimenti della designer. Non è un caso che i look della sua collezione siano preziosi come i fiori di un giardino all’ inglese, adornati di ruche che gareggiano in bellezza con i petali e di decori scultorei simili a enormi corolle. Drapeggi, volant, plissé e increspature rappresentano i cardini di una sartorialità sublime che cromaticamente raggiunge le più alte vette in un dégradé inneggiante ai colori di una viola del pensiero.

 

GIVENCHY. 2

GIVENCHY. 3

 

MAISON MARGIELA ARTISANAL. 1

John Galliano ribadisce la sua vena iconoclasta e fa sfilare capi classico-borghesi attualizzati all’era cyber. La riflessione da cui parte è incentrata sulla sostenibilità della moda e sul riciclo: in un’epoca in cui è emersa l’importanza del riutilizzo, il designer si propone di applicare il concetto anche agli abiti. Destruttura totalmente, quindi, i basic dell’ abbigliamento classico, per poi riassemblarli in un tripudio di materiali di recupero. L’operazione di Galliano non riguarda però solo il riuso, ma anche la trasformazione dei prodotti: li taglia, li ricuce, li tinge di colori vibranti (turchese, lime, violetto, azzurro cielo), crea perforazioni seriali che diventano dei veri e propri pattern. Lunghi abiti affusolati e tempestati di fori ricorrono nella collezione almeno quanto i cappotti oversize, cuciti assieme tramite impunture volutamente maldestre. Per instaurare un rapporto tra l’artigianalità dell’ Haute Couture e un “fatto a mano” eco-sostenibile.

 

MAISON MARGIELA. 2

MAISON MARGIELA. 3

 

 

 

Alta Moda PE 2020: flash dalle sfilate di Parigi (parte 1)

DIOR. 1

Il 20 Gennaio, a Parigi, l’Alta Moda è tornata in passerella. Sono 35 le griffe in calendario per le sfilate delle collezioni di Haute Couture della Primavera Estate 2020, inframmezzate ad eventi, presentazioni (come quella della nuova limited edition di piumini firmata da Pierpaolo Piccioli per Moncler Genius) e party: a dare il via alla kermesse è stata una Maison storica, Schiaparelli, seguita da prestigiosi brand internazionali quali Dior, Giambattista Valli, Elie Saab, Givenchy, Giorgio Armani Privè, Maison Margiela, Viktor & Rolf, Zuahir Murad, Valentino e molti altri ancora. La chiusura è prevista per stasera, dopo una giornata dedicata ai new talents della Couture (sarà lo stilista camerunese Imane Ayissi a concludere i défilé). Tra le notizie più discusse, la celebrazione del 50esimo di Jean-Paul Gaultier ed il suo addio al catwalk: il 22 Gennaio, l’ “enfant terrible” ha messo in scena l’ ultima sfilata di una lunga ed acclamata carriera. Ha annunciato, però, di avere già un nuovo progetto che riguarda la Maison de Couture Gaultier Paris. Per saperne di più, non ci resta che attendere. Intanto, godiamoci una sintesi a puntate delle esclusive creazioni che i top name dell’ Alta Moda dedicano alla Primavera Estate 2020.

 

DIOR. 2

“The Female Divine”, l’ installazione dell’ artista femminista Judy Chicago, fa da location al défilé e lancia un interrogativo chiave: “What if the women rule the world?”, arricchito da una serie di domande a corollario del tema. Sono questi spunti ad ispirare  Maria Grazia Chiuri, che manda in scena una collezione completamente incentrata sul concetto di femminilità divina. Sfilano innumerevoli declinazioni del peplo, sempre impalpabile, denso di drappeggi e di plissettature. Tra le nuance colpiscono l’oro (da sempre emblema di regalità) e i toni avvolgenti del beige, del bronzo, del tortora e del rosso affiancati alle più tenui gradazioni di celeste e di cipria. La donna a cui Chiuri fa riferimento è una Atena che coniuga potenza ed armonia sotto l’aspetto temperamentale, estetico ed intellettuale: attraverso la rievocazione della mitologica figura della dea, emerge una forza femminile ancestrale che simbolizza la sua capacità generatrice mediante copiose spighe ornamentali.

 

DIOR. 3

 

RALPH & RUSSO. 1

Il 2020 sancisce il primo decennio di attività di Ralph & Russo e il duo lo celebra con una collezione ad hoc: l’ ispirazione attinge agli archivi del brand, da cui Tamara Ralph estrapola i dieci look più iconici per rivisitarli e attualizzarli al gusto contemporaneo. “Femminilità” sembra essere la parola d’ordine, un input esaltato da tessuti paillettati, trasparenze, drappeggi, ruche, cristalli e piume in abbondanza. La palette cromatica punta sul pastello e sul dégradé, non tralasciando il giallo carico e colori neutri come il nero alternato ad un bianco argenteo. Per completare i look, un grande fiocco adorna l’acconciatura delle modelle.

 

RALPH & RUSSO. 2

RALPH & RUSSO. 3

 

SCHIAPARELLI. 1

Una collezione fondata su un dualismo: la donna “Surrealista” e la donna “Seduttrice”. Daniel Roseberry caratterizza l’una e l’altra con stili diversi, ma sempre in linea con l’heritage della storica Maison Schiaparelli. Non è raro, però, che quelle due figure si contamino a vicenda. I giochi di volume risaltano vistosi drappeggi asimmetrici, i gioielli vengono incorporati negli outfit oppure si disseminano sul corpo così come sugli abiti e i pantaloni, sempre larghissimi, sono a vita alta ed abbinati a giacche indossate sulla pelle nuda. Accanto al bianco, al nero e al nude risalta un tripudio di nuance “surrealiste” come il blu elettrico, il rosa fluo, l’arancio, il rosso e il turchese, che insieme trionfano nel look che chiude la sfilata: un long dress semitrasparente, in nylon perlato, con enormi maniche balloon a strisce.

 

SCHIAPARELLI. 2

SCHIAPARELLI. 3

 

CHANEL. 1

Ispirazione Coco Chanel per la seconda collezione di Haute Couture disegnata da Virginie Viard, che focalizza la sua attenzione sul periodo che Mademoiselle, appena adolescente, trascorse nell’ orfanatrofio dell’ Abbazia di Aubazine a Corrèze. Le uniforme sobrie, i colori austeri, il rigore imperante di quegli anni hanno verosimilmente influenzato lo stile di Chanel più di quanto si possa immaginare. Viard si appropria di queste suggestioni e le traduce in look da educanda dove predominano la lana e il tweed, lunghezze “caste” e colletti alla Peter Pan, il tutto nei colori del grigio e del nero. La collezione sfocia poi in un bianco idilliaco ed abbraccia materiali più soavi: pizzo, chiffon e taffetà si abbinano a ricami, linee svasate e maniche a sbuffo che ingentiliscono gli abiti anche quando il nero e il grigio riprendono il sopravvento.

 

CHANEL. 2

CHANEL. 3

 

 

 

Federico Fellini, i 100 anni di un genio visionario

 

Il 20 Gennaio del 1920, a Rimini, nasceva Federico Fellini: in occasione del centenario del Maestro, uno dei registi emblema del cinema italiano, VALIUM lo ricorda con alcune delle sue frasi più celebri. A breve dedicherà, poi, un più corposo approfondimento al cineasta visionario, poetico e geniale che ha lasciato un segno indelebile nella storia della Settima Arte.

 

Fellini con Richard Basehart (nel ruolo de “Il Matto”) sul set de “La strada” (1954)

 

” Il cinema mi piace perché col cinema ti esprimi mentre vivi, racconti il viaggio mentre lo fai. Sono fortunatissimo, anche in questo: sono stato portato per mano a scegliere un mestiere che è l’unico mestiere per me, l’unico che mi permetta di realizzarmi nella forma più gioiosa, più immediata…”

(Dal libro “Gli antipatici” di Oriana Fallaci, Rizzoli, 1963)

 

 

Fellini insieme a Ennio Flaiano e a Anita Ekberg

 

 

” Non faccio un film per dibattere tesi o sostenere teorie. Faccio un film alla stessa maniera in cui vivo un sogno. Che è affascinante finché rimane misterioso e allusivo ma che rischia di diventare insipido quando viene spiegato.”

(Da un’ intervista con Renato Barneschi, “Oggi”, 1983)

 

 

 

 

” Il cinema è come una vecchia puttana, come il circo e il varietà, e sa come dare molte forme di piacere. “

(Dal libro “Portala al cinema” di Rhiannon Guy, Einaudi, 2006)

 

 

Fellini insieme a Giulietta Masina

 

 

” È uno strano film, il più difficile che ho immaginato finora. “La dolce vita” andrebbe proiettato tutto insieme, in una sola enorme inquadratura. Non pretende di denunciare, né di tirare le somme, né di perorare l’una o l’altra causa. Mette il termometro a un mondo malato, che evidentemente ha la febbre. Ma se il mercurio segna quaranta gradi all’inizio del film, ne segna quaranta anche alla fine. Tutto è immutato. “La dolce vita” continua. I personaggi dell’affresco continuano a muoversi, a spogliarsi, ad azzannarsi, a ballare, a bere, come se aspettassero qualcosa. Che cosa aspettano? E chi lo sa? Un miracolo, forse. Oppure la guerra, i dischi volanti, i marziani. “

(Citato nel libro “Noi che abbiamo fatto La dolce vita” di Tullio Kezich, Sellerio Editore Palermo, 2009)

 

 

Foto di copertina via RV1864 from Flickr, CC BY-NC-ND 2.0

 

Capodanno Cinese: 3 tributi olfattivi all’ anno del Topo

 

Il Capodanno Cinese è anche olfatto, un tripudio di profumi e odori. Come quello, potente, delle spezie, o delle composizioni floreali che si allestiscono tradizionalmente. Sapevate, ad esempio, che chi è in cerca dell’ amore dovrebbe acquistare una pianta di pesco da coltivare a casa sua, in un vaso? I fiori di pesco, simbolo di prosperità, longevità e fascino, sono considerati un’ ottima calamita per la fortuna. Ma al di là degli usi, anche le fragranze rientrano tra gli omaggi che il mondo occidentale tributa alla più importante festività cinese. Svariati brand, infatti, dedicano puntualmente un profumo al nuovo anno lunare. Come per moltissime altre creazioni (vedi ad esempio la moda e il make up), è il rosso beneaugurante dei flaconi e dei packaging a farla da padrone. Le essenze, al di là delle ovvie differenze, sono generalmente accomunate dalla persistenza e dall’ incanto del jus. Anche oggi ho selezionato tre prodotti – nello specifico, tre  fragranze – che altrettante Maison hanno creato in occasione del Capodanno Cinese: per conquistare perfino il più antico dei sensi con la sua suggestività tutta speciale.

 

GUERLAIN: EAU DE COLOGNE IMPERIALE

 

La storica Eau de Cologne di Guerlain – fu preparata in esclusiva per l’ Imperatrice Eugénie, moglie di Napoleone III, nel 1853 – si veste di rosso per la sua limited edition dedicata al Capodanno Cinese. Ma la fragranza non ha bisogno di variazioni: mantiene il raffinatissimo mix floreal-agrumato che l’ha sempre contraddistinta, accordi di bergamotto armonicamente combinati con il petitgrain e con la magia del neroli. Il prezioso flacone, adornato di “bassorilievi” di ispirazione asiatica, racchiude 100 ml di Eau de Cologne.

 

CALVIN KLEIN, CK ONE CHINESE NEW YEAR EDITION

CK One, l’ iconica fragranza unisex di Calvin Klein, si declina in un’ edizione da collezione che celebra l’ anno del Topo. Flacone (da 100 ml) e pack si tingono di un rosso scaramantico, mentre attorno al logo il musetto di un simpatico topo è tratteggiato in viola. Audace, giovane e fresca, questa eau de toilette racchiude tutto lo spirito festivo: le note di testa esaltano accordi di tè verde, bergamotto e cardamomo, quelle di cuore fondono la violetta con la rosa e la noce moscata. Il fondo dona al jus un’ intensità tipicamente orientale  grazie all’ ipnotico duo composto dall’ ambra e  dal muschio.

 

MAISON FRANCIS KURKDJIAN, BACCARAT ROUGE 540 EXTRAIT DE PARFUM

La sontuosa confezione rosso e oro rende Baccarat Rouge 540 ancora più prezioso. L’ “extrait de parfum” della Maison Francis Kurkdjian vanta un aroma opulento e luminoso, potentemente esotico. Contenuta in un flacone da 200 ml, la fragranza esordisce con note di Gelsomino Grandiflorum egiziano e zafferano, un connubio che avvolge i sensi. Il suo cuore è un mix ipnotico di Mandorla Amara del Marocco e Legno di Cedro, mentre il fondo di Ambra Grigia viene ingentilito da un accordo muschiato legnoso.

 

 

 

Capodanno Cinese: 3 tributi in versione make up all’ anno del Topo

 

Anche il make up, non c’è bisogno di dirlo, subisce la fascinazione del Capodanno Cinese. Ed ogni anno, i marchi più autorevoli del Beauty dedicano a questa ricorrenza limited edition che sono un autentico spettacolo per gli occhi. Il rosso, tonalità emblema del Lunar Year, regna sovrano com’è giusto che sia, ma anche la luminosità dell’ oro è frequente: il giallo (così come la sua “variante metal”), in Cina, ha una valenza prestigiosissima. Si associa ai leggendari Imperatori che la governarono secoli orsono, alla maestosità dei loro palazzi e delle loro vesti, ma anche al potere divino. Basti pensare, il tal senso, al colore dei templi e delle tonache dei monaci buddisti. Le capsule make up lanciate in occasione del Capodanno Cinese, dunque, non mancano mai di includere due elementi basilari: un rosso lacca e un illuminante, preferibilmente nei toni dell’ oro. Come vi anticipavo ieri, vado subito a presentarvi le tre collezioni trucco ispirate al Lunar Year che ho selezionato. Per scoprire quali sono – e ve lo anticipo, ritroverete alcuni brand che appaiono  spesso in VALIUM – non vi resta che continuare a leggere.

 

FENTY BEAUTY BY RIHANNA – STUNNA NEW YEAR HIGHLIGHTER + LIP SET: LUNAR NEW YEAR EDITION

 

Fenty Beauty festeggia il Lunar Year con una limited edition composta da un duo di bestseller del brand. A rappresentare l’ iconico rosso troviamo Stunna Lip Paint Longwear Fluid Lip Color nella shade Uncensored, il lipstick con applicatore che rievoca il colore delle lacche cinesi. Per illuminare il viso, Killawatt Freestyle Highlighter è l’ideale. Il duo di nuance scelte da Rihanna include Mean Money e Hu$tla Baby, un tono di champagne declinato in un’ intensità duplice: vale a dire perfetta sia per il giorno che per la sera. Il packaging che il prodotto esibisce per l’occasione è sfolgorante, un total red arricchito da grafismi in nero ed oro.

 

 

 

NARS – THE CHINESE NEW YEAR COLLECTION

 

Un lussuoso packaging rosso e oro, quattro prodotti all’ insegna della lucentezza: è quanto propone NARS per il Capodanno Cinese. La cipria in polvere compatta (Light Reflecting Pressed Setting Powder) cattura e riflette la luce grazie ad un finish soft matte traslucente, due lip balm (Afterglow Lip Balm) idratano, nutrono, proteggono le labbra avvolgendole in irresistibili colori (il rosso scarlatto trasparente di Nuits de Chine e il rosa oro di Orgasm). Completa il make up una palette occhi, la Singapore Quad Eyeshadow, che tramite le quattro nuance che la compongono (oro, ottone, ruggine, bronzo) e quattro finish che spaziano dal matte al satinato, dal glitterato multidimensionale al metal, accende lo sguardo con una luminosità eclatante.

 

MAC – LUNAR ILLUSIONS

 

Una collezione che, come dice il nome, sfoggia colori simili a riflessi di luce lunare. Include quattro Lipstick ed altrettanti Lipglass, una palette di nove ombretti (Eyeshadow x 9: Now and Zen), un blush duo (Powder Blush – Split Pan: Dynastic Fantastic) e un illuminante già sold out (Extra Dimension Skinfinish nella tonalità Double Glam) in quanto altamente iconico: la cialda è adornata con l’intaglio di un drago, emblema di buon auspicio e dell’ Imperatore cinese in persona. Il packaging dell’ intera capsule make up, ad ogni modo, lascia a bocca aperta per i motivi tipicamente orientali e le cromie multicolor che la decorano. Riguardo ai prodotti, Lunar Illusions alterna svariati finish: matte, traslucido, lustre, veluxe pearl, tutti fedeli al signature style del tributo di MAC al Capodanno Cinese. Colpisce ancora una volta Extra Dimension Skinfinish, che con la sua shade di beige impreziosita da perlescenze argento ostenta un magnetismo unico. Non stupisce che il brand canadese abbia concepito questa capsule come un vero e proprio portafortuna beauty!

 

 

 

 

Capodanno Cinese: 3 tributi fashion all’ anno del Topo

 

Il 25 Gennaio, per il calendario cinese, sancirà l’ inizio dell’ anno del Topo. Già ci si prepara ai festeggiamenti, che in un tripudio di rosso (colore beneaugurale), lanterne illuminate e danze del Leone (ispirate alla leggenda del mostro Niàn, figura mitica del Capodanno) si snoderanno per ben 15 giorni in tutta la Cina, nelle comunità cinesi sparse per il mondo e in buona parte dei paesi orientali. La moda, il beauty, il design e l’home decor internazionali non sono mai rimasti immuni al fascino di quelle celebrazioni: non è un caso che ci sorprendano ogni volta con collezioni inneggianti al segno zodiacale associato al nuovo anno cinese. Il 2020 non fa eccezione ed evidenzia innumerevoli tributi al Topo, primo segno dello Zodiaco dell’ ex Celeste Impero. A proposito, sapete in che modo guadagnò la top position il roditore? Secondo un’ antica leggenda, l’ Imperatore di Giada coinvolse tutti gli animali del globo in una gara: avrebbe dato il nome dei primi dodici arrivati agli altrettanti cicli lunari del calendario cinese. Il Topo arrivò primo (seguito, nell’ ordine, dal Bue, dalla Tigre, dal Coniglio, dal Drago, dal Serpente, dal Cavallo, dalla Capra, dalla Scimmia, dal Gallo, dal Cane e dal Maiale) perchè attraversò il Fiume Celeste in groppa al Bue, per poi saltare a terra e correre più veloce che poteva quando furono vicini al traguardo. Ebbe quindi l’onore di aprire lo Zodiaco cinese. Il fashion world si è sbizzarrito in svariate interpretazioni del Topo, giocando soprattutto sull’ iconografia proposta, nel tempo, dai comics e dai cartoon: ecco così, ad esempio, il Topolino di Gucci, onnipresente in una capsule dedicata al celebre eroe Disney. Oppure, il topo dai tratti stilizzati e giocosi che Marni ha eletto come protagonista della sua mini linea. Burberry, dal canto suo, punta sul rosso – colore per eccellenza del Capodanno Cinese – e ne accentua la valenza propiziatoria: emblema di gioia, ricchezza e fortuna, fa da leitmotiv agli outfit ed agli accessori firmati da Riccardo Tisci in una collezione a tema. Nella gallery che segue, un breve sunto degli omaggi che i tre brand hanno pensato per il Lunar Year. Domani, invece, ci occuperemo di make up con una triade altrettanto d’eccezione. Stay tuned!

MARNI

Camicia in popeline di cotone con ruche frontale rosso fuoco

Orecchini in metallo dorato con pendenti-tributo all’ anno del Topo

Pantaloni larghi in denim con profilatura e tasche esterne di color rosso

 

BURBERRY

Bomber in lana con monogramma Thomas Burberry e maniche bianche a contrasto

Scarpe in pelle in total red con listino a T e platform a carrarmato

Mini borsa Lola in pelle trapuntata e color block rosso-burgundy

 

GUCCI

Felpa oversize in jersey di cotone con logo Gucci e un’immagine di Topolino, entrambi in versione vintage

Trench reversibile in tessuto GG con finiture in pelle e pattern Topolino all over

Sciarpa in seta con stampa Flora, bordatura nera e un raggiante Topolino vintage al centro

 

 

 

Winter Wonderland

 

L’ Inverno, stagione dell’arte serena, il lucido Inverno.”

  (Stéphane Mallarmé)

 

Il bianco, il grigio, i rumori attutiti da una coltre di neve ovattata: sono questi i colori e i suoni che prevalgono in Inverno. Perchè, nonostante il buco dell’ ozono e i cambiamenti climatici, vogliamo continuare a pensare così alla stagione fredda. Paesaggi candidi, fiocchi di neve che, silenziosi e fitti, spargono magia ovunque si posino. Baite che spuntano qua e là sulle montagne, tra i boschi immacolati. E poi, gli odori: quello dell’ anice, della cannella, della cioccolata calda…Lo zenzero dei biscotti ricoperti di perline e glassa, i mandarini appena sbucciati. Provate a immaginarli davanti al caminetto acceso, mentre il fuoco diffonde il suo tepore. E’ Inverno, il tempo dell’ intimità e della riflessione. La stagione in cui ogni suggestione si trasforma in puro incanto.

 

 

 

Lo scintillio dei cristalli per un hairstyle gioiello: il backstage beauty & hair AI 2019/20 di Area NYC

 

Brillare per respirare tutto l’ anno aria di festa, non solo a Natale: ormai è un leitmotiv di VALIUM. Sfavillare, abbagliare, sfolgorare sono degli imperativi, i must che ci donano luce H24, quando il grigiore predomina e viene rischiarato unicamente dal biancore della neve. Se a tale scopo cercate un’ alternativa all’ outfit o al make up “sparkling”, date un’ occhiata all’ hair look di Area NYC: il défilé della collezione Autunno Inverno 2019/2020 è stato tutto un rilucere di cristalli, di bagliori profusi e rigorosamente in pendant con i decori degli abiti. Ma attenzione, questo splendore non somiglia a nulla di quanto abbiate mai visto prima. E’ associato a qualcosa di raro, a un lusso principesco e d’altri tempi: l’ hairstylist Jawara ha concentrato sul capo i suoi punti luce, adornando la scriminatura e il resto della chioma, raccolta, con fili in maglie di cristalli simili a diademi esotici. I capelli, legati in una coda bassa che potremmo definire “minimal”,  evidenziano una allure ethno sulla scriminatura, sottolineata da una treccina che la percorre in tutta la sua lunghezza. Jawara ha esaltato accenti quasi tribali, intrecciando perle e cristalli intorno ai “bantu knots” che esibiscono alcune modelle ed ottenendo, inoltre, effetti di grande spettacolarità grazie alle maschere scintillanti che coprono il loro volto. La luminosità opulenta, non associata al make up in quanto appena accennato, scaturisce piuttosto dagli hair jewels e dai monili che, molteplici e vistosi, adornano collo, braccia e orecchie delle top in passerella. Le nuance, tutte abbinate tra loro, spaziano dall’ oro all’ argento passando per il platino e il multicolor. Il risultato finale? Un look affascinante, evocativo di terre e di epoche lontane. Un capolavoro luxury che coniuga preziosismi e hairstyle, avvalendosi della valenza simbolica – oltre che decorativa – che il gioiello ha sempre rivestito nella storia.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Tendenze AI 2019/20 – Tra faux fur e Teddy Bear

VIVETTA

Il boom del Teddy Bear coat di Max Mara ha dato nuova linfa al trend della faux fur, ormai gettonatissima: super calda, declinata in modelli innumerevoli, il full color è il suo punto di forza. Nonostante le collezioni Autunno Inverno 2019/20 introducano nuance sempre più simili a quelle delle pellicce naturali, infatti, l’eco fur ama esaltare la propria atipicità attraverso colori vibranti e unconventional. Ecco allora il fucsia, il giallo, il rosso, il Classic Blue Pantone, il teal…Oppure un bianco che li “azzera” tutti con il suo iconico candore. Nella foto di apertura dell’ articolo, la faux fur di Vivetta: un inno al Teddy Bear vero e proprio,  inteso cioè come orsacchiotto, ma anche alla soffice e variopinta giocosità che ogni peluche porta con sè. Laddove “peluche” potrebbe essere sostituito con “pelliccia eco”.

 

AREA NYC

STELLA MCCARTNEY

BALENCIAGA

OFF-WHITE

PHILOSOPHY DI LORENZO SERAFINI

CELINE

MAX MARA

SHRIMPS

MICHAEL KORS

EACH X OTHER

 

 

Glitter People

 

” Io trovo che è artista solo chi trasmette emozioni, altrimenti non è un artista, è solo una persona che sa ballare. Ma per trasmettere un’emozione tu devi avere la padronanza della tecnica, quindi non solo la perfezione, di più. La perfezione però non deve essere un fine, ma solo il punto di partenza: da lì puoi fare quello che vuoi se sei un’artista, altrimenti sei solo qualcuno che padroneggia benissimo una tecnica.”

Alessandra Ferri

(dall’intervista di Rosaria Amato, L’ultima volta di Alessandra Ferri Voglio finire con un sorriso”, La Repubblica 22 luglio 2007)

 

 

 

 

Photo by Fabrizio Ferri via Deb from Flickr, CC BY 2.0