Seduttività e romanticismo nel Far West: la campagna pubblicitaria PE 2018 di Elisabetta Franchi

 

Una natura assolata e selvaggia, corsi d’acqua che attraversano boschi e campi di grano attigui a un vecchio ranch: è questo il contesto in cui la campagna pubblicitaria PE 2018 di Elisabetta Franchi prende vita. Siamo negli USA, o più precisamente nelle lande sconfinate del Far West. L’ epoca – e basta il riferimento geografico per intuirlo – è quella, febbrile, della corsa all’ oro e di un American dream scaturito dall’ esplorazione di nuove frontiere, scenari naturali incontaminati e dalla bellezza spettacolare. A dominare su un simile sfondo è una donna decisa, intrisa di fascino. Bionda e apparentemente eterea, ostenta look che a sofisticate trasparenze intercalano un mood più rigoroso e sensuale. La parola d’ordine sembra essere “femminilità”, un armonioso intreccio tra la natura e una personalità in divenire: anche i colori riflettono questo status, amalgamandosi poeticamente con la terra e con l’ ambiente. Poi, all’ improvviso, il nero irrompe nell’ atmosfera idilliaca e la squarcia con un turbine di seduttività intensa. La campagna è stata scattata da Ellen Von Unwerth, che per la seconda stagione consecutiva immortala in suggestive immagini l’ universo di Elisabetta Franchi. La top statunitense Devon Windsor, con il suo magnetismo, è la perfetta protagonista di questa adv: interpreta sublimemente una donna al tempo stesso libera e romantica, alternando cavalcate a briglia sciolta su un cavallo nero a struggenti attese del suo amato sullo sfondo di un ranch arso dal sole.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

CREDITS

Photographer @ellenvonunwerth

Model @devwindsor

Creative Director @riccardoruini

Stylist @simoneguidarelli

Hair stylist @jrugg8

Make up @lisastoreymakeup

Video @alexanderseiler

Casting director @simobartcasting

 

Aube

Brognano

Un cielo che dal blu sfuma nell’ indaco e si tinge di una gradazione onirica, eterea, quasi irreale. Come disse Douglas Adams, “C’è un momento in ciascuna alba in cui la luce è come sospesa; un istante magico dove tutto può succedere. La creazione trattiene il suo respiro”. Niente di meglio, per raccontare questi attimi, che optare per abiti come impalpabili nuvole di tulle: balze, ruches e mega volumi riflettono un mood evanescente accentuato da nuance che catturano i tenui toni del passaggio tra buio e luce. La suggestività dell’ indaco, la luminosità del bianco, la delicatezza del rosa si affiancano a un giallo che anticipa il sorgere del sole. Quando il giorno ha ormai prevalso sulla notte, è un rosa ammaliante e carico a predominare. L’ alba ha raggiunto il suo culmine, l’ ultima evoluzione cromatica prima dell’ arrivo del mattino, e ci avvolge in un incanto ciclico destinato a durare all’ infinito.

 

Vivetta

Off-White

Carolina Herrera

Nicopanda

 

 

Il close-up della settimana

 

La nuova Designer Collaboration di H&M è stata appena svelata: sarà Moschino il “partner in crime” coinvolto nel connubio annuale tra il colosso svedese e una griffe del luxury. La news è stata diffusa nel corso del Coachella Music Festival da Jeremy Scott in persona, che insieme a Gigi Hadid l’ ha annunciata anche attraverso l’ account Instagram di H&M. La collezione che prenderà vita sarà un turbine di giocosità, personaggi dei cartoon e colore ad ampie dosi nel più puro stile Scott. Verranno inclusi 45 capi di womenswear, 20 di menswear e una miriade di accessori, ma non mancherà un tributo a Franco Moschino grazie alla presenza di iconiche stampe d’archivio. In un’ intervista con il web magazine del leader del low cost, Jeremy Scott ha definito “Humour meets haute couture meets the street” il mood che pervade le sue creazioni, e si è dichiarato entusiasta del fatto che la collezione sia abbordabile da chiunque, ovunque e che possa trasportare un po’ di scoppiettante gioiosità nella vita di ognuno. A tante effervescenti premesse non si può che rispondere con un “Chapeau”: va da sè che l’ 8 Novembre, data di lancio della capsule, è da annotare subito tra i save the date. I capi della “co-lab” con Moschino – che succede per nazionalità a Marni, con cui H&M siglò una Designer Collaboration nel 2012 – saranno acquistabili on line e in store H&M selezionati.

 

 

Dolce & Gabbana approda a SoHo e conquista New York

 

Dolce & Gabbana loves New York! Il duo creativo del Made in Italy lo dimostra inaugurando una boutique nel cuore della Grande Mela, a SoHo, più precisamente al 155 di Mercer Street. La location scelta – una ex caserma dei Vigili del Fuoco – è altamente suggestiva, gli interni spettacolari e in stile Dolce & Gabbana DOC: l’ edificio, datato 1854, vanta una facciata in ghisa restaurata secondo un progetto d’epoca, mentre lo store si snoda su tre piani associati ad altrettanti concept esclusivi. Colpisce subito il mix tra i codici del brand e un’ innovatività prettamente ispirata a gusti, stili e input della Millennial Generation. Calata nelle atmosfere cool di SoHo, la boutique Dolce & Gabbana ne veicola gli umori e li combina con i caratteri di una squisita contemporaneità. L’ universo Millennial predomina, e con esso la mutevolezza perenne delle leggi del web: un “hic et nunc” che si fa stile di vita, la velocità e la metamorfosi come must di un reale contraddistinto dalla transitorietà. Un mondo cangiante e ricco di sfaccettature che lo store riflette a partire dagli arredi, dai dettagli architettonici. Non è un caso che il freestanding regni sovrano, come i pannelli damascati oro mai all’ insegna della fissità, o che persino la scala mobile che sale al primo piano vari il suo percorso in conformità con la struttura; a fare da fil rouge, ampi spazi dalle linee nette e giochi di luce teatrali distribuiti sui tre piani in cui campeggiano le collezioni Uomo, Donna, Bambino e gli accessori.

 

 

 

Il piano terra: Amore & Bellezza – Ovvero, Dolce & Gabbana incontrano i Millennials. Amante del bello e intrigato dai leitmotiv della contemporaneità, il duo intreccia un dialogo con la Generazione Y assimilandone la passione per i social e per la comunicazione via web.  Scritte, graffiti e disegni risaltano sulle pareti, mentre uno schermo al LED trasmette live streaming gli aggiornamenti dell’ account Instagram di Dolce & Gabbana. Riflessi iridati e luci al neon in technicolor evidenziano l’ allure ipermoderna del locale, e sono ancora delle coloratissime insegne al neon a riprodurre i nomi dei tre piani.

 

 

Il primo piano: Stravaganza – Un piano completamente all’ insegna della leopard print. Pareti a pannelli, tappeti, abiti e accessori sono un’ ode a un pattern che ha fatto la storia di Dolce & Gabbana tramutandosi in emblema di audacia e di pura eccentricità. Vero e proprio signature del brand, il leopardato viene debitamente celebrato da questo spazio wild-chic.

 

 

Il secondo piano: DNA – Contemporaneità, futuro e innovazione sono concetti che acquistano significato solo se sostenuti da un background di spessore. L’ importanza dell’ heritage è fondamentale; è’ un patrimonio di luoghi, reminescenze e riferimenti culturali che definiscono il senso di appartenenza, le proprie radici. Quelle di Dolce & Gabbana affondano nell’ “italianità” e la declinano in un inconfondibile connubio di creatività, sartorialità e tradizione.  Il secondo piano inneggia ai valori del duo ed a uno stile che nell’ abito lingerie o a tre pezzi, nel pizzo nero e nella borsa Sicily rinviene i suoi capi iconici: senza tempo e al di là di ogni tendenza proprio perchè carichi di una profonda valenza ispirativa, di un valore emblematico che trascende il concetto stesso di “moda”.

 

Photo: Dolce & Gabbana

 

L’ accessorio che ci piace

 

Velette come straordinari capolavori di sartorialità, preziose e iconiche: Chanel le ha portate in passerella con la sua collezione Haute Couture Primavera/Estate 2018 aggiungendo un tocco ultrachic al défilé. Le velette, in impalpabile tulle nero, ricoprivano testa e volto delle modelle ed un bouquet di fiori le fissava alla sommità del loro capo. Diverse e  ricercatissime le lavorazioni, che alternano sofisticate trame a rete a cristalli disseminati sul tulle come tante piccole perle. I fiori, denominatore comune, si declinano in varietà e colori molteplici con un netto predominio del rosa, la nuance feticcio di Coco Chanel. Il risultato? Femminilità pura, condita di alte dosi di eleganza e di una allure romanticamente onirica. Non poteva che essere altrimenti, d’altronde, dato che a creare le velette sono stati nomi autorevoli del savoir-faire parigino come l’ atelier Lemarié e la Maison Michel: la loro partnership con il brand fondato da Mademoiselle Coco è di lunga data e all’ insegna della più squisita maestria artigianale. La fondazione della Maison Lemarié risale nientemeno che alla Belle Epoque, e la lavorazione delle piume divenne la sua specialità. Negli anni ’50 Lemarié iniziò a collaborare con couturier del calibro di  Balenciaga, Christian Dior e Coco Chanel ottenendo un successo strepitoso. Da allora, incanalò il suo know-how nell’ ideazione di splendide creazioni floreali in mussolina, velluto e tulle. Tra i suoi capolavori risalta, non a caso, l’ iconica camelia che si tramutò in uno degli emblemi di Chanel: a commissionarla all’ atelier fu Mademoiselle Coco in persona. La Maison Michel, sorta nel 1936 ad opera di Auguste Michel, quarant’anni dopo era già un top name della modisteria e degli accessori. Con Chanel ha instaurato una partnership datata 1997, evidenziandosi nella creazione di cappelli che combinano eccentricità ed eleganza in parti uguali.

 

 

 

Photo: Chanel

 

Tendenze PE 2018 – Colori pastello e magia primaverile

Preen by Thornton Bregazzi

Colori pastello, ovvero le nuance dei primi gelati assaporati all’ aperto e dei fiori di stagione. Il rosa, il lilla, il giallo, l’arancio, il celeste e il menta donano un’ eterea luminosità al look e si declinano in impalpabili materiali. Sono proprio le trasparenze, i sofisticati giochi di see-through a fare da leitmotiv a questo trend della Primavera/Estate 2018. Ma accanto a balze e ruches che adornano tessuti peso piuma,  risalta la linearità di power suit ingentiliti da tonalità che esprimono tutta la magia della Primavera.

 

Ralph & Russo

Acne Studios

N. 21

Sies Marjan

Max Mara

Chanel

Blumarine

Emilia Wickstead

Tibi

 

“Spring Rhapsody”, la campagna pubblicitaria PE 2018 di Emilio Cavallini

 

E’ uno spazio quasi metafisico, costruito attorno a linee rigorose e ad un’ architettura minimal,  a fare da cornice alla campagna pubblicitaria Primavera/Estate 2018 di Emilio Cavallini. Il leggendario brand “made in Italy” delle calze couture presenta le sue ultime proposte di calzini e di collant in un’atmosfera sospesa che ne riflette il design ed i motivi ispiratori: romanticismo e sofisticatezza si intersecano, continuamente in bilico tra delicate trasparenze pastello e ricami intessuti su uno sfondo di cromie vibranti. La collezione coniuga una nostalgica ispirazione rétro a materiali tessili avantgarde, gioca sul contrasto e lo elegge a proprio filo conduttore. E’ così che ai raffinati intrecci crochet si affiancano pattern squisitamente geometrici, e che modelli iper contemporanei, dai toni vividi, si alternano ad audaci trame a rete, pizzi eclettici e finissimi ricami argentati. La Primavera/Estate 2018 di Emilio Cavallini decreta i calzini protagonisti indiscussi, tramutandoli in un must stiloso quanto poliedrico: si abbinano agli abitini, ai pantaloni, a mini e maxigonne senza distinzioni, donano un twist irresistibile a qualsiasi look. Le calze, nella migliore tradizione del brand, rappresentano un autentico capo a sè stante; il direttore creativo Pier Fioraso ne esalta le ricercate trame a rete,  gli straordinari contrasti materici e gli esuberanti motivi floreali declinandole nelle creazioni “couture” della Maison per eccellenza.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

CREDITS

“Spring Rhapsody”
Styling and Direction: Pier Fioraso
Photography: Tommaso Ferri
Video: David Lopardo
Hair and Make-Up: Luigi Morino
Models: Azra, Karina and Umberto @Independent
Location: Villa Rondinelli, Fiesole

A special thanks to Luisaviaroma.com

 

Lust 004 di Pat McGrath: il ritorno di un capolavoro di lucentezza

 

Amate le labbra che scintillano? Prendete nota, perchè Lust 004, il lipstick “a tutto glitter” di Pat MacGrath, è tornato e si prepara a sfavillare come mai prima d’ora. Lanciato nel 2016, Lust 004 ha fatto il suo debutto in passerella con la sfilata AI 2016/17 di Atelier Versace e si presenta come un “capolavoro metafisico” di lucentezza: non solo un rossetto, ma un autentico kit (Lust 004 Everything Kit è il suo nome completo)  composto da 6 lipstick matte altamente pigmentati, gloss vinile trasparenti, preziosi pigmenti in oro metal e una miriade di glitter finissimi in tre tonalità. E proprio tre sono le gradazioni e i finish in cui è declinato il kit. Flesh, Venom e Blood spaziano dai toni carne al vino, passando per un prugna talmente intenso da virare quasi al grigio.  Le finiture opaca, lucida e oro metal permettono sperimentazioni a tutto campo, sia utilizzate singolarmente che in combinazione tra loro. Va da sè che, per un risultato iper glam, avvalersi dell’ intero kit si rivela la soluzione ad hoc.

 

 

Giocare con le nuance e con la brillantezza, osare inedite sovrapposizioni, creare mix in cui risaltano bagliori oro sono solo alcuni degli straordinari atout di Lust 004. Su tutti, però, primeggia il suo ruolo principale: creare labbra-gioiello che un tripudio di glitter riveste e avvolge, evidenziare l’ irresistibile luccichio che rende la bocca protagonista.

 

 

 

(Photo via Pat McGrath)

 

Lo sfizio

 

Suggestioni rétro si fondono a dettagli urban e scintillano di una femminilità squisita: è un vero mix and match di stili questo look tratto dalla collezione Primavera/Estate 2018 di Vera Wang. La silhouette affusolata si coniuga con una raffinatezza densa di incanto, contemporanea malgrado il sapore vagamente vittoriano della mise. Risalta l’ abito longuette dalla linea dritta, un tripudio di paillettes argentate. A impreziosirlo sono giochi di inedite sovrapposizioni: un dress-canotta trasparente e orlato di cristalli, un bustier con scollo a cuore che condivide la fantasia check di una giarrettiera a vista e di spalline movimentate dalle ruches. Il risultato è una miscela eclettica valorizzata da un final touch magistrale, un copricapo tipicamente ottocentesco come il “poke bonnet”. Leitmotiv dell’ intera collezione, questo cappello è un autentico baluardo della pruderie vittoriana: copriva quasi completamente il volto di colei che lo indossava e si allacciava sotto il mento con un nastro. Vera Wang lo  declina in pattern check e lo rende iconico, fortemente sensuale. Perchè quel “vedo non vedo” che cela il viso racchiude l’ identico, intrigante appeal di un abito forgiato su strati ed accessori che, pur senza svelar nulla, solleticano potentemente l’ immaginazione.