I “Fab Four” e i Beatles boots, un must della Swinging London

 

” Ottobre 1961. Mentre vagavano per le strade di Londra, due ragazzi un po’ trasandati vennero attratti da una vetrina dov’erano esposti un paio di stivaletti alla caviglia con elastici laterali. Si trattava di una rivisitazione dei classici stivali ottocenteschi, in versione un po’ più affusolata. La vetrina apparteneva ad Anello & Davide, un negozio fondato nel 1922 da due fratelli italiani che nel tempo si erano specializzati nella realizzazione di calzature per lo spettacolo. I tipi entrarono, li provarono, se ne innamorarono, chiesero che venissero “corretti” con un tacco un po’ più alto, ispirato agli stivali da flamenco, e ne ordinarono quattro paia. I due si chiamavano John Lennon e Paul McCartney e avevano da poco fondato i Beatles, un gruppo di musica pop, con George Harrison e Ringo Starr. Prima ancora che raggiungessero la notorietà internazionale e che facessero scalpore con il look mod (moderno), orchestrato dal loro manager Brian Epstein, erano nati i Beatles boots. (…) Era il 23 novembre quando i “Fab Four” vennero invitati a Ready Steady Go, popolare programma TV condotto da  Cathy McGowan (…). In quell’ occasione, con un look fatto di capelli a caschetto, pantaloni affusolati, corte giacche a sacchetto firmate Dougie Millings – da cui spuntavano camicie immacolate e cravatte sottili come nastri – ma soprattutto di stivaletti alla caviglia, incarnarono per 15 milioni di spettatori televisivi l’ immagine dei ragazzi più fighi del momento. Fu allora che, con un look che sarebbe diventato l’ epitome della Swinging London, i Beatles si imposero come un modello da imitare. E, indipendentemente dalle loro “reincarnazioni” estetiche che – passando attraverso il mod arrivarono alle suggestioni psichedeliche della cover di Sgt. Pepper’s Lonely Hearts Club Band (1967) – gli stivaletti sono rimasti la cifra del loro imitatissimo stile. Nè più nè meno delle platform disco-glam di David Bowie o degli occhiali caleidoscopici di Elton John. “

Sofia Gnoli, da “L’alfabeto della moda”, alla voce “Beatles boot”

 

 

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