Cominciare bene la giornata: la routine del risveglio in 10 spunti

 

“Chi ben comincia, è a metà dell’opera”, recita un noto proverbio. E la saggezza popolare, come sapete, non sbaglia mai: iniziare con il piede giusto è fondamentale in qualsiasi settore della nostra vita. Anche appena svegli, per iniziare la giornata nel migliore dei modi possibile. Che cosa fare, dunque, a partire dal momento in cui la sveglia suona? L’ideale sarebbe creare una routine mattiniera altamente salutare e che apporti il massimo dell’energia. In questo articolo trovate una serie di spunti per “ben cominciare” ogni giorno, compresi due ammonimenti finali riguardanti, invece,  le abitudini da evitare.

 

1. Scegliere la suoneria perfetta

Il passaggio tra sonno e veglia è una fase essenziale per un buon risveglio. Uno studio del Royal Melbourne Institute of Technology, in Australia, ha dimostrato che esiste un rapporto diretto tra la suoneria della sveglia e la riattivazione del cervello successiva al riposo notturno. Un suono piacevole, ben ritmato, o comunque amato dal proprietario della sveglia, fa sì che il suo risveglio sia più piacevole sul piano del benessere e dell’energia. La ricerca ha anche evidenziato come questo stato d’animo permanga per molto tempo, rendendoci più attivi e produttivi sul lavoro. In poche parole, il gradimento della suoneria della sveglia è direttamente proporzionale a un “buon risveglio” dell’attività cerebrale.

 

2. Leggere per permettere al cervello di svegliarsi con dolcezza

Che leggere faccia bene, lo sappiamo già. Ma nel momento delicato del risveglio, i suoi benefici aumentano: rimette in moto la mente e rilassa riducendo i livelli di cortisolo, l’ormone dello stress, che di prima mattina raggiungono il picco massimo. Bastano pochi minuti, scientificamente sei, come dimostra una ricerca dell’Università del Sussex. La lettura ammortizza una transizione troppo “traumatica” tra sonno e veglia: è un potente antistress che stimola la memoria e la concentrazione. In più, leggendo per qualche minuto la nostra mente può distrarsi, esplorando una grande varietà di luoghi e situazioni. Questo cocktail di benessere è l’ideale per un risveglio in tutta dolcezza.

 

3. Ascoltare la musica, che regala energia ed azzera lo stress

Al risveglio mente e corpo si riattivano ed è importante che lo facciano nel modo più gradevole possibile. A livello cerebrale, anche la musica si rivela un toccasana: stimola le zone adibite al piacere e la produzione di dopamina, contrastando il rilascio di cortisolo. La musica regala un senso di benessere psicofisico immediato. Riducendo il cortisolo, migliora la pressione arteriosa (avete notato che i valori massimi si raggiungono quando ci si alza dal letto?) e la frequenza cardiaca. Un ritmo incalzante, inoltre, è un’ottima fonte di energia: non c’è niente di meglio per un inizio giornata all’insegna del buonumore.

 

4. Detergere il viso e poi sciacquarlo con l’acqua fresca

Arriva il momento della cura personale, che può essere una doccia o l’indispensabile pulizia del viso. Mi soffermo su quest’ultima, perchè ci offre l’occasione di approfondire qualcosa di molto interessante. Nello specifico, l’importanza dell’acqua durante la beauty routine. Anche se utilizzate il latte detergente, non dimenticate mai di sciacquarvi il viso con l’acqua fresca: lo shock termico lo “sferza” favorendo un risveglio completo; inoltre, elimina qualsiasi residuo di sebo e cellule morte depositatisi sulla pelle durante il sonno. L’acqua fresca stimola il sistema nervoso, ha un’azione tonificante, rimuove le impurità e combatte il gonfiore. Per un risveglio perfetto, non si può farne a meno.

 

5. Bere acqua per purificare l’organismo

Un bicchiere d’acqua a digiuno, appena svegli, per l’organismo ha un effetto portentoso: reidrata il corpo, elimina le tossine, attiva il metabolismo e favorisce la diuresi. L’acqua, dopo le ore di immobilità notturna, stimola anche la motilità intestinale. Non occorre soffrire di stitichezza, basta sapere che è in grado di “spronare” la peristalsi contribuendo a una buona digestione e alla regolarizzazione delle funzioni dell’apparato digerente.

 

6. Posticipare la tazzina di caffé

La prima cosa che fate appena svegli è prepararvi un buon caffé? Fareste meglio a modificare quest’abitudine, o quanto meno a posticiparla. Di prima mattina, a stomaco vuoto, bere caffè non è precisamente l’ideale. La caffeina, una sostanza eccitante che va a stimolare il sistema nervoso centrale, interferirebbe con il rilascio di cortisolo, che (come abbiamo già visto) in quelle ore raggiunge i suoi livelli più elevati. Il cortisolo, predispondendo il corpo al risveglio, provoca in noi una tensione continua, uno stato di costante allerta. L’abbinamento con la caffeina, dunque, darebbe luogo ad ansia e  nervosismo in dosi massicce. Bere caffè a digiuno, inoltre, può irritare la mucosa gastrica a causa dell’eccessiva quantità di acido cloridrico stimolata dal consumo della bevanda. La soluzione? Bere caffè un’ora dopo il risveglio, allungandolo magari con un dito di latte.

 

7. Fare una colazione sana e consumarla con la dovuta calma

Il pasto del mattino è fondamentale, ci dà la giusta carica per affrontare la giornata. E’ proprio per questo che la colazione ideale dovrebbe includere un calibrato mix di nutrienti, proteine, vitamine e minerali: frutta secca, miele, frutta di stagione, latte, pane integrale, cereali come i fiocchi d’avena (ricchi di fibre, grassi buoni e carboidrati). Imprescindibili poi lo yogurt o lo yogurt greco, da alternare al kefir, per rafforzare il sistema immunitario e mantenere l’intestino in perfetta salute. A proposito di miele: usatelo anche come dolcificante, sostituendolo allo zucchero bianco.

 

8. Risvegliare il corpo con lo stretching

Dedicare qualche minuto all’attività fisica è super salutare: non solo fa bene al corpo, ma il rilascio di serotonine ed endorfine che stimola è in grado di attirare una ventata di sana euforia. Lo stretching è perfetto, risveglia il corpo attivando la circolazione e contrastando la tensione muscolare. Quando si parla di training del mattino, tuttavia, ognuno di noi conosce l’attività che più gli si confà: che sia una mini-sessione di yoga, una serie di esercizi a corpo libero o una passeggiata dalla propria casa al luogo di lavoro. Un consiglio? Provate il tai-chi, l’antica arte marziale cinese dai movimenti fluidi e studiatamente lenti. E’ come meditare in movimento, riduce lo stress e migliora la flessibilità delle articolazioni.

 

9. NON incollarsi allo smartphone appena ci si sveglia

I neurologi concordano nel dire che la dipendenza da smartphone produce effetti negativi soprattutto al risveglio: il controllo delle e-mail in arrivo, il conteggio dei like, il suono delle notifiche ci catapultano troppo aggressivamente nella fase di veglia, favorendo l’insorgere dell’ansia e influenzando in modo negativo il nostro umore.

 

10. NO al caffè al volo prima di uscire di casa

Un caffè veloce a stomaco vuoto, di corsa, non accompagnato dalla prima colazione, è un’abitudine da evitare: oltre alle interferenze con il cortisolo e i disturbi gastro-intestinali che può provocare (vedi al punto 6), va detto che il caffè, se consumato a digiuno, rallenta il metabolismo, favorisce i picchi glicemici ed è privo dei nutrienti indispensabili per iniziare la giornata.

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Sprofondare nel sogno

 

“Molti anni fa mi resi conto che un libro, un romanzo, è un sogno che chiede di essere scritto nello stesso modo in cui ci s’innamora di qualcuno: il sogno diventa irresistibile, non c’è niente che tu possa fare, e infine cedi e soccombi anche se il tuo istinto ti dice di battertela a gambe perchè potrebbe trattarsi, dopotutto, di un gioco pericoloso – in cui qualcuno probabilmente si farà male. Per alcuni di noi le prime idee e immagini, le emozioni iniziali possono spingere chi scrive a immergersi automaticamente nel mondo del romanzo, nella trama e nell’ immaginario, nei suoi segreti. Altri possono metterci più tempo a sentire con chiarezza questa connessione, anni, perfino decenni, per arrivare a comprendere quanto avevano bisogno di scrivere un certo romanzo, o amare una certa persona, o rivivere quel sogno. L’ ultima volta in cui avevo pensato a questo libro, a questo specifico sogno, e a raccontare questa specifica versione della storia (…) risale a quasi vent’anni fa, quando mi dissi che potevo farcela a rivelare quanto era accaduto a me e ad alcuni miei amici all’inizio del nostro ultimo anno alla Buckley, nel 1981. Eravamo adolescenti, bambini superficialmente sofisticati, che non sapevano davvero nulla di come funzionava il mondo – lo stavamo sperimentando, immagino, ma senza averne cognizione. Almeno fino a quando non accadde qualcosa che ci proiettò in uno stato di esaltata consapevolezza. (…) Ma venne fuori che non era ancora il momento, e dopo aver scritto alcune pagine di appunti sui fatti accaduti in quell’ autunno del 1981, quando credevo di essermi anestetizzato con una mezza bottiglia di Ocho così da andare avanti, lasciando che la tequila mi calmasse il tremore delle mani, fui preda di un attacco d’ansia tanto forte da farmi finire in piena notte al pronto soccorso del Cedars-Sinai. Se vogliamo associare l’atto di scrivere alla relazione amorosa, allora mettiamola così: avevo desiderato di fare l’amore con questo romanzo che infine sembrava volermisi concedere e ne ero molto tentato, ma quando arrivò il momento di consumare la relazione scoprii che non ero in grado di sprofondare nel sogno. “

Bret Easton Ellis, da “Le schegge” (Giulio Einaudi Editore)

 

 

Le portentose virtù del cioccolato fondente

 

Non ne potete più di sentir parlare di Covid, di indice Rt, di restrizioni? Vi viene l’ansia al solo pensiero di un nuovo lockdown, l’idea del coprifuoco vi dà l’angoscia? Esiste un rimedio semplice e genuino per questi mali. Non pretendo, per carità, di sostituirmi al potere del self-help o alla competenza di figure qualificate. La mia è una dritta che ha più della coccola fatta a se stessi, della gratificazione istantanea: un inno al gusto, innanzitutto, ma non solo. Perchè quando si parla di cioccolato – ed è quello che sto per fare – si mette in campo la vasta serie dei suoi benefici. Di cioccolato, proprio così, avete capito bene. Approfittare di queste serate casalinghe per degustare tavolette in pasta di cacao, infatti, può rivelarsi uno spunto niente male (senza esagerare, ovvio!). Magari abbinandole al rum, un binomio perfetto. Provate a immaginare: divano, focolare, cioccolato e rum, chiacchiere con l’ amico/a del cuore o, in alternativa, un bel film da guardare in completo relax. Se poi aggiungiamo al tutto le molteplici virtù del cioccolato, facciamo l’ en plein. Prendiamo in esame, ad esempio, il “dark chocolate” (o cioccolato fondente). Le sue proprietà includono la prevenzione di disturbi quali la depressione, l’insonnia, le patologie cardiovascolari, l’ ipertensione; in più, è un vero e proprio scudo contro le malattie cardiometaboliche e il restringimento delle arterie (condizione che, nei casi più gravi, può sfociare nell’ infarto cardiaco). Al contrario di quanto si possa pensare, poi, il fondente è di gran lunga meno calorico rispetto al cioccolato al latte. Composto prevalentemente da pasta di cacao, vince il confronto grazie al minor numero di zucchero e di grassi saturi.

 

 

Altri punti di forza del cioccolato fondente? Ha proprietà antiossidanti, afrodisiache ed è un toccasana per lo stress. Ma veniamo all’ aspetto che ci interessa di più, quello relativo all’umore: il dark chocolate è ricco di triptofano, un precursore della serotonina. Vale a dire che, incentivandone la produzione e avvalendosi dell’ azione congiunta dell’ anandamide, svolge una potente funzione antidepressiva. La sensazione di benessere che fornisce è immediata e migliora la qualità del sonno. La piccola percentuale di caffeina che il cacao contiene, invece, fomenta l’ euforia e l’ esuberanza. Provare per credere!

 

 

La degustazione del cioccolato fondente rappresenta un’ esperienza che coinvolge tutti i cinque sensi: mettetevi comodi per goderla appieno. Iniziamo con la vista. Il primo impatto con il fondente è di tipo visivo; è fondamentale, quindi, che la sua superficie sia lucida e che il lato opposto sia uniforme il più possibile. Subito dopo, viene l’ udito. La tavoletta, quando viene spezzata, deve emettere un suono netto. Addentandola, è molto importante saggiare la durezza del cioccolato: è indicativa della sua qualità. Al tatto dovrebbe sfiorare le dita come se fosse seta, donare una sensazione di lussuosa leggerezza. L’olfatto, naturalmente, in questo iter non può mancare; annusare il profumo sprigionato dalla tavoletta è una ghiotta anteprima del suo sapore. Il gusto conclude superbamente l’esperienza sensoriale. Al cioccolato va lasciato tutto il tempo di fondersi in bocca, di riempirla con l’ intensità delle sue note dolciamare. Quel che proviamo, assaggiandolo, si avvicina alla pura estasi degustativa: un piacere che ci avvolge e ci sorprende al tempo stesso.