Bianco, il colore di Gennaio

 

La simbologia

Bianco come la neve, come il ghiaccio, ma anche come il rinnovamento: un foglio bianco su cui scrivere, tutto da riempire. Bianco è il colore di Gennaio, un non-colore che è al tempo stesso la somma di tutti i colori dello spettro cromatico. Ma a quali accezioni rimanda la tonalità che meglio rispecchia l’inizio del nuovo anno? Da sempre è un emblema di purezza, essenzialità, candore, luce, pace, verginità e nuovi inizi. Il bianco ha anche un profondo significato spirituale, non a caso è il colore dell’abito da sposa, della Prima Comunione e della veste battesimale; i sacerdoti indossano paramenti bianchi durante le solennità più importanti: il Tempo di Natale e di Pasqua, le feste dedicate a Gesù (Passione eclusa), a Maria, agli angeli, ai santi non morti martiri…I paramenti bianchi sono riservati anche a ricorrenze come Ognissanti e alle liturgie funebri, per celebrare la vita eterna. Il bianco rappresenta il divino non solo nel Cattolicesimo, bensì in svariate religioni. Una sfumatura eterea di bianco, Cloud Dancer, è il Colore dell’Anno che Pantone ha scelto per il 2026.

Il nome

“Bianco” deriva dal tardo latino “blancus”, a sua volta derivante dal germanico “blanch” che designava il bianco lucente. Nel latino classico, questo colore veniva chiamato “albus” o “candidus”.

Il bianco nel mondo

La simbologia del bianco varia a seconda delle culture: in Cina, India e molti altri stati orientali è il colore della morte, del lutto, della malinconia. Quest’accezione si ritrova anche in diversi paesi africani. Nel Taoismo, il bianco rappresenta l’elemento maschile (lo Yang) in perfetto equilibrio con il nero, che simboleggia quello femminile (lo Yin).

 

 

Il bianco e la sua storia

Nelle grotte del Paleolitico sono stati rinvenuti dipinti e graffiti realizzati con questo colore. Per gli antichi romani il bianco era associato all’oltretomba e ai fantasmi, anime tormentate che non avevano ancora trovato riposo. Nella Città Eterna, tuttavia, il bianco era anche legato a una simbologia positiva: durante le elezioni, i candidati che volevano evidenziare la loro rettitudine morale indossavano toghe completamente bianche. Durante il Medioevo, le pergamene dei manoscritti miniati venivano sottoposte a un processo di lavorazione che le schiariva il più possibile, sostituendo il bianco al marroncino della pelle animale.  A cavallo tra il XIV e il XV secolo, con la Guerra dei Cent’Anni, la bandiera bianca iniziò a simboleggiare la resa, la richiesta di una tregua o di un cessate il fuoco.  Anticamente, il bianco, emblema di pulizia e candore per antonomasia, rappresentava l’unico colore possibile per la biancheria, anche intima; qualsiasi altra tonalità sarebbe stata reputata disdicevole. Quando Papa Pio IX, nel 1854, istituì il dogma dell’Immacolata Concezione, il bianco, simbolo di purezza, divenne uno dei due colori-simbolo dell’iconografia mariana (il secondo era l’azzurro, che rappresentava il divino).  Con lo scopo di rafforzare il concetto di potere come diretta emanazione della volontà di Dio, il bianco fu adottato anche dai re. Nel corso dei secoli, con la piena affermazione dei valori borghesi, l’illibatezza femminile assunse un’importanza fondamentale. Alla fine del 1800, dunque, l’abito da sposa bianco (sinonimo di castità) sostituì definitivamente quello rosso, fino ad allora in voga.

Simbologia negativa del bianco

Il bianco è uno di quei colori che o si amano o si odiano. Alcuni lo reputano un colore “freddo”, apatico, che non trasmette emozioni; un colore dal minimalismo eccessivo che comunicherebbe distacco, isolamento e indifferenza. Per chi non lo ama, il bianco può “esistere” solo se viene abbinato ad altri colori.

 

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Rosso, oro, bianco e verde: i colori del Natale sono i colori di Dicembre

 

L’agrifoglio è spinoso e punge come l’inverno, ma le sue bacche rosso carminio ci regalano la magia del Natale.
(Fabrizio Caramagna)

 

Dicembre: non uno, ma ben quattro potrebbero essere i colori del mese. I colori del Natale, ovvero il bianco, l’oro, il rosso e il verde (in ordine rigorosamente alfabetico). Ma perchè questi colori, e soprattutto, che cosa simboleggiano? I loro significati risalgono a concetti e tradizioni di origine sia pagana, che cristiana. Per approfondirli, stavolta esamineremo i quattro colori in base alla loro “importanza” e popolarità.

Il rosso

Cominciamo subito con il rosso: considerato il colore del Natale per eccellenza, si ricollega alla vita e alla vitalità, ma anche al sangue di Cristo. Da sempre associato a tutto ciò che è regale e sacro, era un colore che accomunava le vesti dei re e dei più alti rappresentanti del sacerdozio cattolico; San Nicola, vescovo di Myra, indossava un ampio mantello e una mitra di colore rosso. Il rosso, tuttavia, predominava anche negli antichi rituali pagani. Tornando a tempi più recenti, questo colore cominciò a identificare il Natale grazie a una campagna di marketing della Coca Cola, che nel 1931 pubblicizzò la sua bevanda affiancandola a un Babbo Natale paffuto, gaudente e vestito di rosso: praticamente, Babbo Natale così come lo conosciamo oggi.

 

L’oro

Rappresenta la maestosità, la preziosità, la magnificenza del Natale. Ma è innanzitutto luce divina, la luce che risplende sulle tenebre e le sconfigge con il suo fulgore: pensiamo alla stella di Betlemme, ma anche a Gesù stesso. I re Magi, quando fanno visita al Bambinello, gli portano in dono l’oro insieme all’incenso e alla mirra. Simbolicamente, l’oro è legato alla conoscenza e alla consapevolezza di sé, ed è un emblema di rinascita.

 

Il bianco

Simboleggia la neve del Natale, il candore, la purezza e l’innocenza. E’ il colore della pace e denota l’animo puro di Gesù, appena venuto al mondo. Il bianco rientra tra i colori neutri, ma in questo caso può essere considerato, metaforicamente, un colore caldo: che esprime cioè il calore e l’intensità dei sentimenti sinceri e duraturi.

 

Il verde

E’ il colore dell’albero di Natale, ma non solo. Il vischio, l’agrifoglio e il pungitopo sono verdi, come tutti i sempreverdi appunto: piante che sono in grado di resistere all’inverno, simboli di tenacia e resilienza. Non è un caso che il verde sia associato alla vita eterna, alla speranza e alla rinascita, una simbologia che si adatta perfettamente alla figura di Gesù.

 

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Tendenze capelli Autunno 2025: il castano cioccolato, colore al top di stagione

 

L’Autunno porta con sè il colore delle castagne, della terra, degli alberi spogli: e il marrone, grazie anche al ruolo di apripista svolto da Mocha Mousse Pantone, fa subito tendenza. Persino sui capelli, dove le sfumature color cioccolato hanno soppiantato il rosso rame tipicamente autunnale. Prova ne è che il castano scuro, sia arricchito di riflessi che in versione colore pieno, si è guadagnato il titolo di hair color di stagione. Le gradazioni al top sono numerose: prevalgono cromie che rievocano il caffè tostato, il marrone talmente profondo da virare al nero, la base scura accesa da riflessi rossi, bordeaux o caramello. Ma la cromia vincente è sempre e comunque il castano, intenso e corposo proprio come il cioccolato fondente.

 

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Grigio, il colore di Novembre

 

Il colore di Novembre è il grigio, e non poteva essere altrimenti: grigio come il cielo, come la nebbia che si infittisce di notte e di mattina presto… grigio come il Craterellus cornucopioide, un fungo – noto anche come “trombetta dei morti” – che spunta in prossimità della Commemorazione dei Defunti. E poi come la moda, l’arredamento, gli accessori, che si tingono di grigio in questo periodo dell’anno. Perchè il rimando alla tonalità predominante promuove un senso di armonia e di connessione con il creato.

Un colore neutro

Il grigio è un colore neutro, o un “non colore”, poichè si ottiene mescolando il bianco e il nero. Ma in pochi sanno che può essere creato anche combinando il rosso, il blu e il giallo in parti uguali.

Il nome

Il suo nome ha un’origine germanica: proviene da “gris”, ovvero “brizzolato”.

La storia in pillole

Anticamente, il grigio era considerato tutt’altro che un colore scialbo: nel Medioevo veniva contrapposto al nero e considerato dunque una tonalità gioiosa. Dal XVI secolo in poi, il grigio l’ha fatta da padrone: dapprima, grazie ai libri e alle incisioni dell’epoca, poi diventando il “colore ufficiale” del Protestantesimo, che lo assurse a cromia portante dei luoghi associati alla vita di culto, domestica e sociale. Il grigio è sempre stato un “non colore” prediletto dagli artisti, in quanto consentiva di creare chiaroscuri straordinari; non è un caso che, tra il XV e il XVI secolo, il grisaille fosse la tecnica pittorica più utilizzata. Non riguardava solo i dipinti, bensì le vetrate, le miniature, le decorazioni dei muri. Il fulcro di questa tecnica era rappresentato dal monocromo, nello specifico l’uso di vari toni di grigio, che permetteva di realizzare dei magnifici giochi di luci, ombre e sfumature.

La simbologia

Nell’epoca contemporanea, il grigio viene perlopiù identificato con la malinconia, la monotonia, la mancanza di entusiasmo, la sobrietà: tutti significati che non si riconducono esattamente al brio. Per riassumere il concetto, dire “grigio” equivale a dire “grigiore”. Il grigio è associato all’età avanzata, e così alla saggezza; grigia è anche la cenere, un dettaglio che può rimandare al lutto. Ma non dobbiamo considerarlo un colore legato ad accezioni esclusivamente negative: un cielo grigio autunnale, ad esempio, è intriso di potenti suggestioni e vibrazioni cosmiche. Persino la nebbia ha un suo fascino, una sua poesia; con la sua coltre fiabesca, è in grado di creare atmosfere oniriche pervase di mistero e senso dell’ignoto.

 

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I colori di terra e il loro fascino naturale

 

L’Autunno è, per definizione, la stagione dei colori di terra. Questa tavolozza comprende un gran numero di cromie: spaziano dal marrone al rosso, dal giallo al verde, sfoggiando gradazioni intense e sommamente affascinanti. Ma come si ottengono, simili colori? La risposta è molto semplice: dai pigmenti. Che sono colore puro, colore nella sua quintessenza, colore in polvere estratto da una specifica materia prima. Parlando dei pigmenti in questione, i pigmenti naturali, va detto che si suddividono in diverse categorie; esistono i pigmenti di terra, vegetali, animali, minerali, e ogni gruppo include una serie di colori che lo contraddistingue. Nel nostro caso, quello dei colori di terra, appunto, ci si riferisce ai colori estratti da pigmenti minerali naturali quali gli ossidi di ferro, le argille, i silicati e gli ossidi di manganese, estratti dal suolo per cavatura e successivamente macinati e lavati: questo procedimento permette di ottenere pigmenti finissimi e ad alto grado di purezza. Il tipo di pigmenti, tanto per intenderci, che ritroviamo nei colori utilizzati dai pittori.

 

 

A dispetto di quanto si possa pensare, i colori di terra non sono costituiti da una gamma illimitata di marroni: ogni territorio vanta una tonalità che contraddistingue il suo suolo. Basti pensare alla Terra di Siena, dalle avvolgenti sfumature giallo-ocra, o alla terra dell’altopiano Brentonico, in Veneto, di un verde che vira al verde acqua. Oppure alla Terra di Vicenza, tendente al grigio; al Rosso Veneziano, dalle ammalianti sfumature scarlatte; al Nero di Roma, che spazia dall’antracite al nero intenso. Queste cromie sono determinate dagli elementi chimici predominanti nel sottosuolo: il giallo è associato a una netta prevalenza di idrossido di ferro, il marrone alla presenza massiccia di combustibili fossili come la lignite e la torba; il verde scaturisce dalla combinazione di alte dosi di silicati di potassio, silicati idrati di ferro, alcali e magnesio, mentre il rosso indica una preponderanza di ossido di ferro rosso, silicati amorfi, argille e sesquiossido di ferro, il componente base della ruggine. Il nero, infine, è originato dal predominio di scisti carboniosi fortemente argillosi.

 

 

Riassumendo, i colori di terra inglobano:

  • le gradazioni del giallo e dell’arancio, di cui fanno parte la Terra di Siena naturale, il giallo ocra, che troviamo nella Terra Gialla di Roma, il giallo in un range di sfumature della Terra Gialla di Verona e il Terra Arancio di Ercolano, un arancione vivace e vibrante.
  • le gradazioni del rosso, che includono la Terra di Siena bruciata, il Rosso Veneziano e il Rosso di Sardegna, un mix tra rosso e arancio.
  • le gradazioni del marrone, come la Terra d’Ombra naturale e bruciata, la Terra Bruna di Firenze, molto utilizzata da Michelangelo, e la Terra di Cassel, un marrone talmente scuro da tendere al nero.
  • le gradazioni del verde, tra i quali figurano il Verde Brentonico, un verde acqua sognante, la Terra Verde di Verona, che abbraccia varie gradazioni, e la Terra Verde Antica di Verona, le cui tonalità spaziano dal verde smeraldo al verde Giada.
  • le gradazioni dei bianchi, dei grigi e il nero, ad esempio la Terra di Vicenza, la Terra Bianca di Carrara, che è un bianco perlato e luminoso, e il Nero di Roma.

 

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Make up d’Ottobre: l’arancio, il colore del mese, fa tendenza

 

Anima,
fatti color d’arancia.
Anima,
fatti color d’amore.
(Federico García Lorca)

 

Divagazioni sull’arancio, il colore del mese di Ottobre, in tema make up. Si moltiplicano gli stili e le sfumature: tonalità vivaci, più “bruciate” o orientate al pesca regnano sovrane, dando vita a un trucco che strizza l’occhio ai principali emblemi autunnali. Per celebrare la palette vibrante delle “ottobrate” prima di piombare nei toni grigio fumo di Novembre.

 

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Arancione, il colore di Ottobre

 

Ottobre è il mese in cui la natura si trasforma in una tavolozza di colori caldi e avvolgenti. Tra tutti, l’arancione predomina: lo ritroviamo nelle foglie che cadono, nelle zucche che decorano le case, nei tramonti più intensi. Ma perché al mese di Ottobre viene associato proprio l’arancione?

Un colore nato dalla terra

L’arancione nasce dall’incontro tra il rosso e il giallo, due colori che simboleggiano rispettivamente la passione e la luce. In Autunno, questa fusione cromatica si manifesta ovunque: nei frutti maturi, nei campi dorati, nei boschi che si spogliano con grazia. È il colore del raccolto, della transizione, della preparazione all’Inverno.

 

 

Natura d’Autunno: foglie, zucche e tramonti

In Ottobre, la natura si veste d’arancione. Le foglie degli alberi si tingono di rame e oro prima di lasciarsi andare. Le zucche, simbolo di abbondanza e mistero, invadono orti e mercati. I tramonti si fanno più intensi, come se il sole volesse lasciare un ultimo bacio caldo prima del freddo. Questo colore ci accompagna nel passaggio tra luce e ombra, tra Estate e Inverno, come una lanterna che illumina il cammino.

 

 

Simbologia e psicologia

Secondo la psicologia del colore, l’arancione è associato alla creatività, alla gioia e alla comunicazione. È un colore che stimola l’energia vitale, favorisce la socialità e infonde buonumore. In molte culture è anche simbolo di trasformazione: in Cina, ad esempio, rappresenta il cambiamento e la salute emotiva.

Un colore spirituale

Nel mondo dello yoga e della meditazione, l’arancione è legato al secondo chakra (Svadhisthana), che governa le emozioni, la sensualità e la connessione con gli altri. Chi ha un’aura arancione è spesso considerato equilibrato, creativo e armonioso.

 

 

Cenni storici e culturali

Nell’Antico Egitto, l’arancione veniva ottenuto da minerali come il realgar, simbolo di vitalità solare. In India e Cina si usava la corniola, pietra semipreziosa legata alla salute e alla protezione. Nel Medioevo europeo, l’orpimento—seppur tossico—veniva impiegato nei manoscritti miniati per la sua tonalità ritenuta vicina all’oro. Solo nel XVII secolo Isaac Newton lo codificò ufficialmente nello spettro dei colori, conferendo all’arancione una dignità scientifica.

Tradizioni e folklore

Ottobre è anche il mese di Halloween, dove l’arancione delle zucche si unisce al nero per evocare mistero e magia. Questa combinazione ha radici antiche: le zucche intagliate derivano da leggende celtiche, e il loro colore richiama il fuoco, la luce che protegge e guida.

 

 

L’arancione è il colore che accende Ottobre come una lanterna nel crepuscolo. È il fuoco gentile che scalda, la luce che trasforma, il ponte tra la fine e l’inizio. In ogni foglia che cade, in ogni zucca che sorride, c’è un invito alla metamorfosi: a lasciar andare con grazia per prepararsi a rinascere.

 

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Uva Pop

 

Abbiamo sempre parlato di uva nera, di viola scuro che è il colore di tendenza dell’Autunno oltre che il “color of the month” di Settembre. Ma esiste anche l’uva bianca, dalla caratteristica tonalità lime o, se preferite, verde chartreuse: una nuance che dona un tocco pop a qualsiasi cosa si indossi, per non parlare poi del make up. Oggi andiamo ad esplorarla in entrambe le declinazioni, beauty e modaiola. Più una terza, a sorpresa, inerente all’hairstyle. Guardate le foto e lasciatevi stupire.

 

Foto: Andrej Lišakov via Unsplash

 

Tendenze smalti: ispirazione natura per la palette della nuova stagione

 

Il focus di MyVALIUM sulle tendenze autunnali continua. Oggi ci occuperemo degli smalti, in particolare delle tonalità più gettonate della stagione fredda. Di quali colori tingeremo, a breve, le nostre unghie? Cominciamo col dire che, ancora una volta, la natura si rivela la suprema fonte di ispirazione: trionfano le gradazioni del marrone, che rimandano, sì, al cioccolato, ma anche al colore della terra, senza dimenticare che Mocha Mousse (un marrone caldo e avvolgente) è stato proclamato da Pantone Color of the Year 2025. Accanto ad esse troviamo il terracotta, il beige, l’ocra, il Terra di Siena…tutte nuance che sprigionano un fascino straordinario. Tra le tonalità di tendenza rientrano anche il borgogna, un rosso profondo tendente al marrone, e il bordeaux, più vicino al viola. Il viola prugna, come anticipato ne “Il colore di Settembre”, è in vetta alla classifica dei top trend: seduce con il suo mistero e la sua immensa raffinatezza. Sfumature di verde quali il verde bosco e il verde oliva inneggiano alle cromie dei muschi e dei sempreverdi, in netto contrasto con la tipica palette del foliage. Poi abbiamo tutti i toni del nude, il bianco, il sempre elegante rosso,  sprazzi di azzurro come il cielo d’Autunno in certe giornate assolate, e infine il nero, un rimando a Halloween ma anche agli spogli arbusti invernali.

 

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Viola scuro, il colore di Settembre

 

Il colore del mese di Settembre è…il viola scuro, chiamato anche color melanzana. Pensate a un viola profondo, tendente al nero, che rimanda a quello del suddetto ortaggio. Oppure, pensate all’uva…la cosiddetta uva nera, che in realtà esibisce la gradazione più intensa di viola. Ne esistono diverse varietà: la Midnight Beauty, la Black Pearl, la Black Magic…tutti nomi evocativi che designano un grappolo dagli acini sommamente scuri. E siamo perfettamente in tema con Settembre, fateci caso. Anche perchè, proprio in questo periodo, matura una cospicua quantità di frutta e ortaggi viola. Qualche esempio? I fichi, le susine, l’uva nera, appunto, e poi le già citate melanzane, le more, i mirtilli, alcune varietà di lamponi, il radicchio, le patate, le carote e il cavolo viola. Non c’è che l’imbarazzo della scelta, insomma. Per quanto riguarda la simbologia del viola scuro, a grandi linee ci si avvicina a quella del viola, che MyVALIUM ha già approfondito qui . Il viola scuro è particolarmente associato al misticismo e alla sfera spirituale, alla meditazione e all’introspezione. E’ un ponte tra tutto ciò che è terreno e trascendentale; un colore legato al mistero, alla capacità di scorgere realtà apparentemente invisibili, alla preveggenza. Il viola scuro è magico, raffinato, regale. Secoli orsono era la tonalità preferita dai sovrani e dagli aristocratici, poichè emanava un fascino assai raro. I religiosi, a tutt’oggi, indossano paramenti liturgici viola scuro in tempi penitenziali quali l’Avvento e la Quaresima. Il viola scuro è connesso al mese di Settembre anche per il senso di mistero: i suoi giorni conducono in Autunno, la stagione delle prime brume. Le atmosfere sono molto diverse da quelle estive: più introspettive, più imperscrutabili; non dimentichiamo che la festa di Halloween sancisce il trionfo dell’insondabile. Dulcis in fundo, il viola scuro, nella fattispecie il viola ametista, rientra tra i colori di tendenza dell’Autunno Inverno 2025/26: prendete nota.

 

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