
“Avvertire la presenza di un Angelo è come sentire il vento tutto intorno a te. Non riesci effettivamente a vedere il vento, ma lo senti, e sai che è li.
Un’anima non è mai senza la scorta degli angeli, questi spiriti illuminati sanno benissimo che l’anima nostra ha più valore che non tutto il mondo.”
(Bernardo di Chiaravalle)
Quando si parla di iconografia del Natale, l’attenzione solitamente si concentra, Sacra Famiglia a parte, sulla stella di Betlemme, sui Re Magi e sui pastori che vanno a far visita al Bambinello. Gli angeli vengono menzionati più di rado, eppure ricoprono un ruolo fondamentale sia nella Natività che nell’Annunciazione. E dato che siamo in Avvento, un approfondimento sulla loro figura si fa essenziale.

L’angelo dell’Annunciazione
E’ il 25 Marzo, e la luce del giorno sprigiona una luminosità abbagliante. Nel Vangelo di Luca si narra che un messaggero celeste sta svolgendo un incarico di primaria importanza: è l’Arcangelo Gabriele, un angelo, cioè, di rango superiore (arcangelo, dal greco arkhággelos, è composto da archon, capo, e ággelos, angelo/messaggero), destinato a missioni divine di particolare rilevanza. L’Arcangelo Gabriele appare a Maria e le annuncia che diventerà la madre del Figlio di Dio. Maria, all’epoca, è ancora una ragazzina: ha 14, 15 anni al massimo, eppure accetta subito la volontà del Signore.
L’angelo apparso a Giuseppe in sogno
Quando Maria, promessa sposa di Giuseppe, rimane incinta ad opera dello Spirito Santo, Giuseppe cade in preda al dubbio. Non pensa di ripudiarla, ma delibera di recidere segretamente qualsiasi patto che lo vincola a lei. Un angelo, però, gli appare in sogno. L’angelo esorta Giuseppe a unirsi in matrimonio con Maria e dissipa ogni sua esitazione. Gli comunica che la donna porta in grembo un figlio generato dallo Spirito Santo; Gesù, questo il nome che Giuseppe gli avrebbe dato, sarebbe venuto al mondo per liberare l’uomo dai suoi peccati. Quando Giuseppe si sveglia, obbedisce alle parole dell’angelo e chiede in sposa Maria. L’episodio viene narrato nel Vangelo secondo Matteo.

Gli angeli e l’annuncio ai pastori
E’ notte fonda; Gesù è appena nato in una grotta di Betlemme. Mentre alcuni pastori vegliano sui greggi nelle campagne dei dintorni, al loro cospetto appare un angelo che risplende di luce. All’inizio i pastori si spaventano, hanno uno sguardo smarrito. Ma l’angelo li rassicura e annuncia loro la nascita, a Betlemme, di Gesù. Lo definisce un Salvatore, Cristo, il Signore, aggiungendo che potranno riconoscerlo vedendo un bambino in fasce che riposa in una mangiatoia. Poco dopo, l’angelo viene raggiunto da una schiera di creature celesti e tutti insieme intonano un canto, “Gloria in Excelsis Deo”, per celebrare il gioioso evento: “Gloria a Dio nell’alto dei cieli e pace in terra agli uomini che egli ama”. Gli angeli guidano i pastori verso la grotta, dove costoro incontrano la Sacra Famiglia e si inginocchiano per adorare Gesù. Mentre gli angeli festeggiano la nascita del Bambinello in un tripudio di luce, i pastori, lodando Dio e rendendogli grazie, divulgano la notizia della sua venuta a mondo. Nel Vangelo secondo Luca, l’annuncio ai pastori rappresenta uno degli eventi più suggestivi e intrisi di magia.

Gli angeli del Natale e l’importanza della musica
Il canto, un’ importante espressione della vicinanza a Dio, assume una valenza essenziale nella raffigurazione degli angeli del Natale. Ad esso si affianca la musica, sua partner naturale, uno strumento ideale per elevare l’anima e veicolare il messaggio del Signore. Il canto e la musica hanno un grande potere: fanno vibrare lo spirito, lo rendono più leggero. Permettono che si libri in direzione della luce divina, abbracciando la gioia e accantonando le preoccupazioni quotidiane. Non è un caso che gli angeli del Natale, una delle principali decorazioni natalizie, vengano spesso rappresentati mentre cantano o sono intenti a suonare uno strumento: prevalentemente il flauto, la cetra e la lira; oppure, reggono tra le mani un libro musicale. Il rimando è sempre a quel “Gloria in excelsis Deo” intonato in coro dagli angeli nella Notte Santa, quando il loro alone di luce gareggia con il fulgore delle stelle per celebrare la venuta di Gesù.








Foto di copertina: autore sconosciuto, 1912, Public Domain via Wikimedia Commons















































































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