Tendenze capelli dell’autunno 2026: la low ponytail

 

La coda di cavallo dell’autunno è bassa: una coda che coniuga eleganza e praticità. Per raccogliere i capelli utilizza gli elementi più disparati, dai fiocchi alle collane di perle, dai nastri ai foulard, ma non perde mai l’aria naturale. E se il liscio “grafico” resiste, ravvivato da riflessi che catturano la luce, le onde morbide impazzano, inneggiando a un hairstyle fluido e vagamente bohémienne.

 

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Gioielli per capelli: la nuova tendenza dell’estate

 

In estate ritorna la voglia dei gioielli da sfoggiare su aree del corpo insolite: ad esempio, i capelli e il viso. I gioielli per capelli sono sempre di forte impatto, regalano subito un look regale. Quelli per il viso, amplificano i bagliori della luce naturale o artificiale. Tra i gioielli per capelli più spettacolari troviamo le collane, che attingono costantemente all’ispirazione etnica: con pietre preziose che decorano la fronte, sono solite esibirli le principesse arabe o indiane. Anche in Africa i gioielli per capelli sono molto usati, soprattutto tinti di una vasta gamma di colori e ricchi di conchiglie ornamentali.

 

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Il mese del Sole

 

Il sole è nuovo ogni giorno.
(ὁ ἥλιος νέος ἐφ᾽ ἡμέρηι ἐστίν)
(Eraclito)

 

Giugno è il mese del Sole: della sua luce, del suo calore, della sua potenza. Anche perchè, come abbiamo già visto, la luminosità del giorno inizia a scemare (seppure in modo impercettibile) dal Solstizio d’Estate in poi. Il Sole, splendente e sfolgorante, si identifica con l’oro. Per questo ho pensato di dedicargli una gallery dove viene riprodotto in una serie di gioielli: dai ciondoli agli anelli, dagli orecchini alle collane. Il Sole e l’oro si fondono, raddoppiando la loro brillantezza. E danno inizio a un’estate interamente all’insegna della luce.

 

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I baranki, le tradizionali ciambelle russe simbolo del Sole

 

Vi ricordate della foto qui sotto? Una decina di giorni fa, l’ho pubblicata su MyVALIUM per illustrare l’articolo che vi linko qui. E siccome il mio blog è anche fatto di rimandi e associazioni, oggi parlerò delle ciambelle che vedete in quell’immagine. Che cosa sono, come si chiamano? Si tratta dei tipici baranki russi, anelli di pane dalla consistenza dura e croccante che nascondono un cuore morbido. Vengono consumati in sostituzione del pane o rappresentano un goloso spuntino da abbinare al tè o al caffè. La loro storia è molto affascinante; adesso scopriremo il perchè.

 

 

Un simbolo del Sole

Nel XVII secolo, in Russia, i prodotti da forno dalla forma arrotondata venivano considerati un simbolo del Sole: così li descrivevano le leggende di origine pagana. Per questo motivo, comporre ghirlande di baranki per decorare la propria casa rappresentava un gesto di buon auspicio e foriero di prosperità. Il Sole, supremo emblema di  fertilità e rinascita, era associato alla ricchezza. Una dimora ornata di baranki, dunque, avrebbe avuto il potere di attrarre opulenza e buona sorte. Dal XVIII al XIX secolo, si cominciò a utilizzare le ghirlande di baranki come veri e propri monili: i venditori ambulanti russi li esibivano a mò di lunghe collane.

 

 

Le origini

La caratteristica principale dei baranki, innanzitutto, è relativa alla preparazione. Dopo una lunga lievitazione, vengono bolliti; soltanto dopo la successiva essiccatura si passa alla cottura in forno. Una curiosità: questo procedimento risultava talmente complesso da richiedere l’intervento di una persona esperta, il baranochnik, in quanto il panettiere non sempre era in grado di svolgerlo correttamente. Riguardo al nome baranki, gli studiosi hanno rinvenuto due possibili derivazioni. La prima lo riconduce al verbo slavo “obvariti”, in italiano “sbollentare”, la seconda lo associa al sostantivo “baran”, in italiano “montone”, facendo leva su una presunta somiglianza delle ciambelle russe con il corno del maschio della pecora. Oggi diffusissimi in Russia, Bielorussia e Ucraina, i baranki vantano un preciso luogo di nascita: secondo i ricercatori sarebbe collocato a Smorgon, in Bielorussia, una città divenuta celebre per l’addestramento degli orsi.

 

 

I prodotti simili:  suški e bubliki. Come distinguerli dai baranki?

In Russia, però, esistono alcuni prodotti da forno che, a un occhio poco esperto, potrebbero risultare indistinguibili dai baranki. I dettagli che li accomunano a questi ultimi sono la forma ad anello, la superficie lucida, la consistenza dura ma molto soffice all’interno. Di quali prodotti si tratta?Essenzialmente sono due:

I suški: dai baranki li differenziano le dimensioni, molto più piccole. Oppure, se le dimensioni sono rilevanti, la forma dei  suški è ovoidale. Qualcuno paragona la prima versione ai taralli pugliesi.

I bubliki: i baranki possono essere consumati fino ad oltre un mese dall’acquisto, mentre i bubliki vanno gustati al momento. La differenza tra i due, dunque, risiede nei tempi di conservazione.

 

 

Nella foto qui sotto, invece, insieme ai baranki potete ammirare un tipico dolce russo: le vatrushki, deliziose focaccine alla ricotta.

 

 

Abbiamo esaminato le differenze tra i baranki, i suški e i bubliki, ma è tassativo citare un dettaglio che li accomuna: la loro superficie lucente può essere impreziosita da semi di sesamo, papavero o cumino, oppure spalmata di senape, burro, vaniglia e delizie varie. Lo scopo? Renderli ancora più golosi. Per scoprire la ricetta dei baranki, cliccate qui.

 

 

Citati nella letteratura russa

Nei loro libri, dei baranki hanno parlato autori del calibro di Aleksandr Sergeevič Puškin e Aleksandr Nikolaevič Radiščev. Molto tempo fa, questi caratteristici prodotti da forno venivano preparati esclusivamente in casa e le ricette erano molteplici, poichè ogni famiglia ne elaborava una. Attualmente, invece, sono acquistabili anche nei supermercati e nelle botteghe di alimentari. Un buon motivo per assaggiarli, oltre a quelli già elencati? I baranki sono sani, del tutto privi di grassi, e contengono zucchero in quantità minima. Vale proprio la pena di farne incetta.

 

 

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