
Le coltri umide di novembre
Mi seppelliscono per sempre
Il tempo mi sfila tra le dita
La terra ruota sulle mie orbite
Dov’è quel tenue sorriso
Che cominciò un giorno di maggio
Se non sulla bocca dei morti
Malgrado la pena dei vivi
Dov’è la lettera senza risposta
E la polvere delle parole
Questa fiducia nella vita
Che ad un tratto diviene silenzio
Io nego le lacrime la loro luce
I miei occhi non sono più di questo mondo
Io sono passato tutto è passato
Io sono un’ombra nel buio
Io sono il germe del disordine.
(da “Paul Éluard, Ultime poesie d’amore”, a cura di Vincenzo Accame, testi scelti da Mario Luzi, Bagno a Ripoli (FI), Passigli Editori, 1996)

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