
Il fascino che maggiormente seduce le anime è il fascino del mistero. Non esiste bellezza senza velo, e ciò che preferiamo è ancora l’ignoto.
(Anatole France)
Un abito per un party di Halloween? Basta un velo per creare molteplici travestimenti: donna fantasma, dama bianca, vedova inconsolabile, dark lady tenebrosa e avvolta nel mistero. Niente di smaccatamente horror, nessuna traccia di slasher o trash. La donna velata sprigiona un fascino arcano ed enigmatico. Il suo volto è nascosto, quasi impercettibile: chissà chi si cela dietro quel velo. Ma si cela davvero qualcuno, o si tratta di un’ entità spettrale, inafferrabile e oscura? Possiamo solo provare a immaginare. Forse è una creatura della notte, forse una donna che ha viaggiato attraverso i secoli e proviene dai meandri più nascosti del tempo. Oppure una Mater Lacrimarum come quella che, nel 1845, lo scrittore britannico Thomas de Quincey descrisse nel suo saggio “Suspiria De Profundis” (a cui ha attinto Dario Argento nella saga della Trilogia delle Tre Madri). Il velo ispira domande, non dà risposte. C’è solo una certezza: l’alone di mistero che aleggia su di lui, e occulta la realtà con la sua nebbia gotica.

























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