Atmosfere di Settembre

 

Con l’arrivo di Settembre, la natura cambia ritmo e si veste di sfumature calde e avvolgenti. I boschi si fanno silenziosi, la luce dorata trasforma ogni dettaglio in poesia. C’è un nuovo senso di quiete, nell’aria. Le foglie, con la perdita della clorofilla, cominciano a tingersi di rosso, giallo, arancio e marrone. Le bacche proliferano e i grappoli dell’uva, con i loro acini succosi, diventano i protagonisti principali. Il sole tramonta prima giorno dopo giorno, pervadendo il cielo di cromie sempre più intense. In questa photostory ho voluto raccogliere una selezione di scatti e still life pre-autunnali, tutti realizzati dal fotografo Anthony Ievlev, che racchiudono l’essenza e le atmosfere di un mese speciale. Mettetevi comodi e lasciatevi ispirare da questo viaggio visivo.

 

Foto: Anthony Ievlev via Unsplash

 

Il boom delle bambole Reborn: caratteristiche e riflessioni sul tema

 

Su TikTok, questo genere di video impazza: mamme che allattano i loro bambini con il biberon, li tengono teneramente in braccio in attesa del ruttino, li portano a spasso in carrozzina. Ma poi, quando i bimbi vengono inquadrati da vicino, ci accorgiamo che qualcosa non torna. Rimangono perfettamente immobili, non piangono nè emettono i tipici gesti vegetativi (singhiozzi, sbadigli, sospiri o gorgoglii) dei neonati. Neppure questo particolare, però, è sufficiente per fugare qualsiasi dubbio. Se non comparisse la scritta #reborn tra i tag del video, continueremmo a pensare che si tratti di poppanti in carne ed ossa. La realtà è ben diversa: si tratta delle Reborn, celebri bambole che replicano perfettamente le fattezze dei neonati. Vengono definite “bambole iperrealistiche” e sono autentiche opere d’arte amate, e molto spesso collezionate, da donne di ogni età. Per realizzare una Reborn, infatti, occorrono ore e ore di minuzioso lavoro artigianale. Le artiste che le creano, chiamate “reborner”, puntano a ottenere un risultato finale accuratissimo: carnagione che cambia colore con luci diverse, piccole venature cutanee, capelli inseriti uno ad uno con la tecnica del rooting, manine e piedini “coccolosi” come si conviene a un vero neonato. Possono essere necessari fino a 30 strati di colore per raggiungere un effetto corrispondente il più possibile alla realtà: la trasparenza delle unghie, il rossore della pelle…Perchè ogni bambola Reborn è curata nel minimo dettaglio.

 

 

Non è un caso che, nei siti specializzati, venga sempre specificato il suo peso e la sua età. I materiali con cui vengono realizzate le Reborn sono il vinile e il silicone; la classica Reborn, con testa, braccia e gambe in vinile, ha il busto di stoffa imbottita per risultare più soffice al tatto. Le Reborn di silicone, che oggi vanno per la maggiore, sono in silicone “full body” perchè rende fluido ogni loro movimento e permette di replicare fedelmente la pelle umana. Queste Reborn pare siano piuttosto costose, ma l’aspetto iperrealistico è assicurato. Esistono anche Reborn di vinile, busto compreso; però, a dire di alcuni, possono apparire leggermente più rigide. A prescindere dal materiale che le compone, tutte le Reborn possono tenere in bocca il ciuccio e “bere” dalla tettarella del biberon. Da questo insieme di particolari si deduce che non si tratta di bambole destinate ai bambini o con cui i bambini possano giocare. Ma a cosa servono, allora, le Reborn? Per capire meglio basta guardare un video di unboxing, dove le loro “mamme” scartano con gioia il pacco che contiene la Reborn appena arrivata.

 

 

La scatola non racchiude solo la bambola: trabocca di abitini per neonati, scarpette, calzini, biberon, fasce per capelli, berrettini…e non solo, c’è persino il certificato di nascita del bebè. L’emozione della neo mamma è palpabile. Ad uscire dal suo involucro per ultima, naturalmente, è la Reborn, il cui volto, protetto dalla carta o dal cellophane, viene svelato solo  alla fine del video: gioia, stupore e giubilo!  Si rimane sbalorditi, piacevolmente sorpresi da quanto la bambola sembri un neonato vero. E confesso che è bello apprezzare quest’arte, l’assoluta minuzia e la cura  con cui le Reborn vengono create. Avete presente le foto di Anne Geddes? Quando ho visto queste bambole ho subito pensato ai fiabeschi neonati che ritrae la fotografa australiana. E per molte donne, la fiaba inizia proprio con una Reborn: le danno un nome, la vestono, le cambiano il pannolino, la nutrono, la trattano come se l’avessero appena partorita. Non tutti approvano:  per molti, anzichè di una fiaba, si tratterebbe di un incubo.

 

 

Attorno alle Reborn sono sorte community, fiere specializzate, sessioni di doll therapy…ma ne parleremo tra poco. Come vi accennavo, diverse persone deplorano questo fenomeno considerando ridicola, o addirittura “malata”, l’umanizzazione delle bambole. Ma chi è la mamma tipo di una Reborn? Non esiste un unico identikit. Nei video di cui vi parlo appaiono le più disparate tipologie di donna: la giovanissima, la donna di mezza età, la ragazza incinta che convive con il boyfriend, l’appassionata che acquista una Reborn dietro l’altra (pare che siano bambole a rischio assuefazione), la single, la sposata, la collezionista…Qualche indizio in più ce lo forniscono i dati relativi alla doll therapy. A dire di molti studiosi, infatti, le Reborn possiedono delle spiccate virtù terapeutiche. In primis, contrastano l’ansia e la depressione: accudire un “neonato” è un toccasana per evitare di focalizzarsi troppo su se stessi e sui propri problemi, e poi è un’attività rilassante e appagante al tempo stesso. Ma queste bambole apportano benefici anche in chi soffre di patologie come la demenza, primaria o secondaria; non sono poche le RSA in cui le Reborn vengono utilizzate come supporto ai pazienti. Al mondo Reborn, inoltre, si rivolgono donne che affrontano il dolore per la perdita di un figlio e donne impossibilitate ad avere figli; tutte loro gioverebbero del conforto emotivo offerto dalle bambole artigianali.

 

 

A questo punto, però, vale la pena di fermarsi e di porsi qualche domanda, magari di aprire un piccolo dibattito. In questi ultimi casi, mi chiedo, la Reborn diventerebbe una sorta di surrogato di un bambino vero? Molte le trattano come tali pur non soffrendo per la mancanza o la perdita di un figlio, è vero, ma si tratta di questioni diverse. Prendersi cura di una bambola, darle tutto il proprio amore, non potrebbe risultare frustrante, o nel peggiore dei casi alienante, se in quel momento una donna sta sperimentando una grande sofferenza? Fatemi sapere che cosa ne pensate nei commenti.

 

 

Foto 1 e 2  (dall’alto) di Aurocarlotto, CC BY-SA 4.0 <https://creativecommons.org/licenses/by-sa/4.0>, da Wikimedia Commons

 

Are you ready for Valentine’s Day?

 

Non ami qualcuno per il suo aspetto, i suoi vestiti o per la sua macchina da sogno, ma perché canta una canzone che solo tu puoi sentire.
(Oscar Wilde)

Prepararsi per San Valentino: una serie di gesti che racchiude tutto un mood. Pensare ai fiori, ai regali, ai pasti e alle bevande, agli abiti da indossare, sono azioni finalizzate a rendere il giorno più romantico dell’anno ancora più speciale. A fare da fil rouge sono colori come il rosso, un classico della Festa degli Innamorati, ma anche il rosa: perchè rappresenta la dolcezza, i sentimenti duraturi, l’ammirazione. Ed è complementare al travolgente, infuocato, impetuoso rosso passione. Buona vigilia del 14 Febbraio con la nuova photostory di MyVALIUM.

 

Foto via Unsplash +

 

Buon Solstizio d’Inverno

 

“Il solstizio d’inverno, divenuto per diversi popoli e culture (e poi più o meno universalmente)il punto di “passaggio” per eccellenza, quindi il Capodanno, nel ciclico dipanarsi annuale del tempo, era ritenuto momento critico, determinante, quello in cui la dinamica insita nel ciclo vita-morte-rinascita si manifesta concretamente e simbolicamente con grande forza. Nel cammino del calendario verso quella scadenza, i giorni si accorciano sempre più e l’ombra trionfa, fino ad arrivare alla notte più lunga e alla data invernale in cui ogni risorsa del sole e del creato pare esaurita. Ma quella data, allo stesso tempo, vede anche il sospirato passaggio, l’inversione di tendenza, il punto di fine e ricominciamento: superato il momento cruciale, i giorni riprendono, seppure impercettibilmente, ad allungarsi, e la luce e il calore iniziano il cammino che li porterà a vincere le tenebre e il freddo, consentendo poi la rinascita della vegetazione e dei raccolti.”

(“Il solstizio d’inverno: la luce che rinasce dal buio.” Da “Tenebroso Natale. Il lato oscuro della Grande Festa”, di Eraldo Baldini e Giuseppe Bellosi, Società Editrice Il Ponte Vecchio, 2025)

Una brutta influenza mi impedisce di scrivere un articolo più approfondito sul Solstizio d’Inverno. Vi consiglio di andare a rileggere i post che ho pubblicato negli anni scorsi: questo, per esempio. Intanto, godetevi la photostory che dedico all’arrivo dell’Inverno.

 

Foto via Unsplash

 

Cartoline dall’Europa

Berlino, Germania

Cartoline dall’Europa, rigorosamente a tema natalizio: quelle cartoline che ormai non si usano più, soppiantate da foto e selfie vari postati sui social. Sono cartoline che catturano e ritraggono il mood, gli scorci e l’atmosfera del periodo più magico dell’anno. A fare da sfondo, una serie di città europee; non sempre le più note, le più turistiche. Perchè per respirare aria di Natale basta un dettaglio: il contrasto tra buio e luce, una nevicata improvvisa, uno scintillio che ammanta di fiaba il grigiore invernale. E voi, quale cartolina preferite?

 

Malaga, Spagna

Monschau, Germania

Tallinn, Estonia

Breslavia, Polonia

San Pietroburgo, Russia

Lisbona, Portogallo

Arad, Romania

Jičín, Repubblica Ceca

Lovanio, Belgio

Brema, Germania

Quedlinburg, Germania

Varsavia, Polonia

Seghedino, Ungheria

Oberwiesenthal, Germania

Helsinki, Finlandia

Rochefort-en-Terre, Francia

Amsterdam, Paesi Bassi

Roma, Italia

Valle Gran Rey, La Gomera, Isole Canarie

 

Foto via Pexels e Unsplash

 

Sere di Novembre

 

E’ in quel preciso istante in cui cala il crepuscolo, si accendono i lampioni e il cielo diventa a poco a poco sempre più scuro, che la transizione tra il mese di Novembre e quello di Dicembre viene percepita appieno. La luce diminuisce progressivamente, il giorno se ne sta andando ma la notte non è ancora arrivata; l’atmosfera si fa intensa come i colori del cielo, che spaziano dall‘indaco all’azzurro polvere prima di dissolversi nelle tenebre. La sera è fatta di attimi sospesi, è un incantesimo che ti avvolge e ti lascia senza fiato. E’ un momento di passaggio che rapisce e conquista con il suo fascino. A fine Novembre, di sera, Dicembre è già nell’aria: nei sampietrini bagnati, nelle velature di foschia, nelle luminarie natalizie che in molte città sono già state accese. Con questa nuova photostory ho voluto catturare quel clima, quegli scenari così increbilmente intrisi di magia.

 

Foto via Unsplash

 

Autunno: quando lo still life è minimale

 

“L’autunno è la stagione più dolce, e quello che perdiamo in fiori lo guadagniamo in frutti.”
(Samuel Butler)

Ancora un omaggio all’Autunno: una serie di scatti still life che ritraggono in modo minimal i suoi frutti più noti. Zucche, funghi, mele, foglie morte e castagne vengono immortalati da Roberta Sant’Anna, giovane fotografa brasiliana residente a Berlino, senza orpelli nè fronzoli attorno, ma in modo squisitamente essenziale. Non ne risente la poesia che li pervade e a cui rimandano: quella di una stagione intensa, avvolgente e suggestiva di cui MyVALIUM non si stanca di parlare.

 

Foto: Roberta Sant’Anna via Unsplash

 

Tramonti meravigliosi

 

Sarebbe bello se tutti i nostri sogni
Di giorno e di notte
Potessero prendere
Tutti i loro colori
Dal tramonto
(Julio Cortázar)

 

Potremmo definire “instagrammabile”, questa nuova photostory di MyVALIUM: non è un caso che rievochi le tipiche foto estive, quelle che postiamo sui social durante le vacanze. La photostory di oggi è un’ode ai tramonti, i meravigliosi scenari che, verso sera, fanno da sfondo ai nostri viaggi e ai nostri momenti più speciali. Immortalarli con una macchina fotografica è quasi d’obbligo, per la straordinaria bellezza che sprigionano; la magia che avvolge il calar del sole non ha eguali. Il cielo si tinge di colori indescrivibili, il tempo si cristalizza in attimi di puro incanto. Un’atmosfera onirica ammanta il paesaggio e spalanca le finestre dell’anima di chi lo ammira. Tutto è stupore, nel tramonto, tutto è estasi e magnificenza. In quegli istanti, le vibrazioni positive attivano una connessione profonda con l’energia cosmica. Inneggiando ai tramonti, le immagini che seguono celebrano sensazioni di rigenerante benessere. (per approfondire, rileggi questo articolo).

 

Foto via Pexels e Unsplash

 

Identità

 

“Sapere dove è l’identità è una domanda senza risposta.”

(José Saramago)

Non solo maschere: il volto si può nascondere in mille modi. Perchè si è in cerca della propria identità, per camuffarla, per costruirsene una nuova…Perchè non la si accetta, la si rinnega, si è persa nel gorgo dei condizionamenti e delle aspettative altrui. Oppure, perchè per troppo tempo si è confusa con dei falsi sé che creavano una sorta di corazza difensiva tra lei e il mondo esterno. E torna, puntuale, l’eterna domanda di chi è abituato a viaggiare fuori e dentro se stesso: l’identità ce la diamo noi o ce la danno gli altri? Essere chi siamo davvero è possibile o  esistere implica necessariamente il riconoscimento altrui? Vi presento la nuova photostory di MyVALIUM.

 

Foto via Pexels e Unsplash

La via del cuore

 

Come una candela ne accende un’altra e così si trovano accese migliaia di candele, così un cuore ne accende un altro e così si accendono migliaia di cuori.
                                                                  (Lev Tolstoj)

Oggi è San Valentino: è lecito vedere cuori ovunque e seguire la via del cuore. Perchè è proprio il cuore, da sempre, ad indicarci la strada per la felicità. E noi lo celebriamo con questa nuova photostory, il racconto per immagini che dedichiamo al giorno della Festa degli Innamorati.

 

Foto via Pexels e Unsplash