Focus sul look: la salopette

 

E’ un capo che la moda ha rivisitato in modo ciclico, e che le collezioni Primavera Estate 2026 hanno rilanciato su tutte le passerelle: la salopette, meglio ancora se in total denim, è senza dubbio la protagonista principale della stagione calda. La sua è una storia antica; le sue origini risalgono nientemeno che al XIX secolo. E’ il 1873 quando Levi Strauss, in America, la crea come divisa da lavoro. Il materiale è lo stesso che l’imprenditore utilizza per i jeans che ha inventato e commercializzato in grande stile: il denim non trattato, dall’intenso color indaco. Si tratta di un tessuto rigido e molto resistente, e così dev’essere. La salopette, infatti, è destinata ai minatori, agli operai e agli agricoltori, tutti “uomini di fatica”. Come indumento si presenta estremamente pratico: ha pantaloni ampi e comodi, una pettorina su cui è applicata una grande tasca in cui riporre gli utensili, bretelle che si incrociano sul dorso. Le tasche, molteplici, sono uno dei suoi segni distintivi.

 

 

Ma come avviene con i jeans, la salopette, nel corso dei secoli, conosce svariate trasformazioni. Negli anni ’60 del Novecento, in particolare, viene esibita dai giovani hippie, che ne fanno una bandiera del proprio look: è comoda, versatile, e nel frattempo è già stata adottata dagli artisti e dagli intellettuali. Per gli hippie esprime una valenza ribelle; la abbinano a foulard annodati dietro il capo e a camicioni ampi, oppure la indossano sulla pelle nuda. Circa un decennio dopo, la salopette diventa un capo di moda a tutti gli effetti. Gli stilisti la propongono in diversi materiali e colori, comincia ad andare a ruba tra i VIP. Le celebrities la sfoggiano in ogni occasione, non ultime le serate scatenate che trascorrono in locali come lo Studio 54 di New York.

 

 

E’ nel corso degli anni ’90, però, che la salopette si impone nel ruolo di caposaldo dello stile grunge. Parallelamente, accompagnata da passe-partout del guardaroba come il blazer, si tramuta nel perno di un casual raffinato. Potremmo dire che, in quel decennio, la salopette viene ufficialmente sdoganata. Da allora, può essere inclusa in qualsiasi tipo di look.

 

Foto: Mahdi Chaghari via Unsplash

 

Il ritorno del foulard, grande protagonista della Primavera Estate 2026

 

E’ l’accessorio-tormentone della Primavera Estate 2026, il protagonista di qualsiasi look: il foulard fa il suo ritorno in grande stile, combinando suggestioni rétro con un eclettismo del tutto contemporaneo. Abbraccia le fantasie più disparate; si porta annodato alla nuca o sotto il mento, senza tralasciare di esibirlo attorno al collo a mò di sciarpa leggera. Il suo punto di forza? Può essere indossato h 24, sia con i basic della quotidianità che con l’abito da sera. Sceglietelo per ispirarvi a una diva anni ’60 (il foulard era adorato da star come Grace Kelly, Sophia Loren, Elizabeth Taylor e Audrey Hepburn) e vi stuzzica l’idea di aggiornarne lo stile al mood del terzo millennio.

 

Foto via Pexels

 

Color block

 

Un tripudio di colori vibranti per celebrare la Primavera della moda: tonalità come il giallo, il blu elettrico, il fucsia, l’arancio e il rosso lava si mescolano dando vita a un caleidoscopio in technicolor. Il color block fa il suo grande ritorno, travolgendoci con una sferzata di potente energia. E’ il trionfo della policromia, e la palette vivace è il suo punto di forza. Per coniugare moda e stile con il mood esuberante della bella stagione.

 

Foto via Pexels e Unsplash

 

Calze, calzini e scarpette

 

La Primavera si avvicina. Tra poco torneremo a sfoggiare calze e calzini abbinandoli a leggiadre scarpette. Il mood sarà “primaverile”, denso di accenti eterei e un po’ naïf, da enfatizzare rigorosamente con una palette di colori pastello che sembrano creati ad hoc: per celebrare la nuova stagione e l’atmosfera di fatata leggerezza che porta con sè.

 

Foto: Roberta Sant’Anna via Unsplash

 

Preludio all’incanto primaverile

 

Rosa confetto, azzurro polvere, giallo burro, crema, lilla, verde menta…I colori pastello, in questo gelido inverno, fanno capolino donando un tocco fiabesco all’homewear e alla biancheria intima. Tra forme morbide, suggestioni eteree e rimandi alla danza classica, prende vita uno stile che è un romantico preludio all’incanto primaverile.

 

Foto: Roberta Sant’Anna via Unsplash

 

Black & White

 

Bianco versus nero, nero versus bianco: i due colori, protagonisti della leggenda più nota dei giorni della merla (rileggila qui), si fronteggiano e si sfidano in un duello senza esclusione di colpi. Vincerà il nero, elegante, misterioso e vagamente couture, oppure il bianco, etereo, impalpabile e intriso di suggestioni bridal? A voi la scelta.

 

Foto via Pexels e Unsplash

 

Coprirsi

 

E’ arrivato il momento di coprirsi. Magari con una bella pelliccia: ecologica, naturalmente. L’inverno 2026 sancisce la fine della tendenza-colore, privilegiando materiali soffici e rigorosamente in tonalità naturali. L’eco fur, poi, non è mai sola: la affiancano guanti, cappelli, stole, cappucci e paraorecchie in finta pelliccia. Perchè esagerare è lecito, se gli animali rimangono al sicuro.

 

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