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Nell’autunno della moda, come dice un noto detto, “è il dettaglio a fare la differenza”. Il calo delle temperature si accompagna a un tripudio di capi e accessori tipici di stagione: sciarpe, maglioni, giacche, calzetti, cappelli, scarpe di ogni genere e materiale. La moda non è più solo una questione di stile, deve proteggere dal freddo. E lo fa con suprema creatività.

 

Foto via Unsplash

 

Preppy

 

Ispirazione preppy: perfetta per i giorni del ritorno a scuola. Lo stile che strizza l’occhio alle uniformi dei college americani coniuga bon ton, eleganza e accenti sporty. Cravatte, gonne a pieghe, camicie bianche, golfini e gilet con lo scollo a V si abbinano a parigine o calzetti portati con i mocassini, le sneakers e le classiche ballerine. Il risultato? Un look sofisticato ma informale, all’insegna di una raffinata disinvoltura.

 

Foto via Pexels e Unsplash

 

La giacca marrone

 

“Anche se non fa parte dei colori dello spettro il marrone, è presente fenomenicamente, sta tra il giallo e il rosso, ma va in un’altra direzione, una direzione che oscura il giallo, lo «materializza», lo rende un vero e proprio colore che ha un’autonoma energia luminosa, lo rende il più caldo dei colori, come velato e racchiuso in sé, in una statica condizione di sicurezza e di riparo: è il colore delle vesti dei monaci, della Madre terra, del legno percorso dalla linfa, delle gemme che proteggono il fiore.”

(Hedwig Conrad-Martius)

Marrone colore di Settembre, marrone colore di tendenza dell’autunno 2026. Ne parleremo in abbondanza, qui su MyVALIUM. Intanto cominciamo a tirar fuori la giacca, naturalmente marrone, da indossare quando le mattine torneranno ad essere frizzanti e le sere tendenti al freddo: un capo senza tempo, un basic versatile e perfetto per un’innumerevole varietà di stili. Quella che ho scelto è essenziale, leggermente sagomata, in morbido velluto. Anche il velluto si prepara a fare la sua rentrée tra i protagonisti della moda autunnale: avvolgente, raffinato e carezzevole, è il tessuto che ci coccolerà con i primi rigori della nuova stagione, impedendoci di rimpiangere le torride giornate estive.

 

Foto: Roberta Sant’Anna via Unsplash

 

White

 

Il bianco è un mondo così alto rispetto a noi che quasi non ne avvertiamo il suono, è un nulla prima dell’origine.
(Vassili Kandinsky)

Un prezioso top in tulle, pantaloni comodi di lino, sandali rasoterra e una bandana annodata su una testa di riccioli biondi: tutto rigorosamente bianco, a parte la bandana. Perché è un colore luminoso, estivo, senza tempo. Il colore che meglio riduce l’assorbimento del calore. Con eleganza, stile, e un pizzico di rinfrescante ironia.

 

Foto: Ola Szkolda via Unsplash

 

México

 

Un abito lungo, impalpabile, fluttuante, tinto di uno splendido blu oltremare (un colore che approfondiremo a breve). Nessun accessorio, solo una lunga chioma scura sciolta sulle spalle. Sullo sfondo, un’afosa e soleggiata ambientazione messicana: sono scatti che sintetizzano mirabilmente come anche il caldo più cocente possa coniugarsi con lo stile.

 

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Hippie Beach

 

L’estate è vita all’aria aperta, contatto con la natura, libertà…con la brezza marina che scompiglia i capelli e l’andirivieni delle onde che, scandito da un ritmo ciclico e antichissimo, invita a un nuovo rendez-vous con il mare. A un anno esatto dal Sessantesimo della Summer of Love, che a San Francisco, all’insegna del motto “Love and Peace”, convogliò una miriade di giovani hippie, torna il post che MyVALIUM dedica ogni anno alla moda, agli ideali e alle suggestioni del movimento dei “figli dei fiori”.

 

Foto via Pexels e Unsplash

 

Il top crochet

 

Il top all’uncinetto, o top crochet: la tendenza fashion dell’estate. Immancabilmente corto, scopre la pancia e non di rado diventa un reggiseno. Il suo obiettivo? Affrontare il grande caldo con stile.

 

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Plastic age

 

Giocosi, vivaci e divertenti: gli occhiali da sole in plastica colorata sono un tormentone dell’estate. Più che occhiali sembrano un gadget; ricordano i modelli anni ’50 nelle forme e non è raro che si declinino in cromie fluo. Comunicano spensieratezza, sfoggiando un mood spigliato e esuberante. Unica controindicazione: non inforcateli se non siete sicure di saperli portare.

 

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Focus sul look: la salopette

 

E’ un capo che la moda ha rivisitato in modo ciclico, e che le collezioni Primavera Estate 2026 hanno rilanciato su tutte le passerelle: la salopette, meglio ancora se in total denim, è senza dubbio la protagonista principale della stagione calda. La sua è una storia antica; le sue origini risalgono nientemeno che al XIX secolo. E’ il 1873 quando Levi Strauss, in America, la crea come divisa da lavoro. Il materiale è lo stesso che l’imprenditore utilizza per i jeans che ha inventato e commercializzato in grande stile: il denim non trattato, dall’intenso color indaco. Si tratta di un tessuto rigido e molto resistente, e così dev’essere. La salopette, infatti, è destinata ai minatori, agli operai e agli agricoltori, tutti “uomini di fatica”. Come indumento si presenta estremamente pratico: ha pantaloni ampi e comodi, una pettorina su cui è applicata una grande tasca in cui riporre gli utensili, bretelle che si incrociano sul dorso. Le tasche, molteplici, sono uno dei suoi segni distintivi.

 

 

Ma come avviene con i jeans, la salopette, nel corso dei secoli, conosce svariate trasformazioni. Negli anni ’60 del Novecento, in particolare, viene esibita dai giovani hippie, che ne fanno una bandiera del proprio look: è comoda, versatile, e nel frattempo è già stata adottata dagli artisti e dagli intellettuali. Per gli hippie esprime una valenza ribelle; la abbinano a foulard annodati dietro il capo e a camicioni ampi, oppure la indossano sulla pelle nuda. Circa un decennio dopo, la salopette diventa un capo di moda a tutti gli effetti. Gli stilisti la propongono in diversi materiali e colori, comincia ad andare a ruba tra i VIP. Le celebrities la sfoggiano in ogni occasione, non ultime le serate scatenate che trascorrono in locali come lo Studio 54 di New York.

 

 

E’ nel corso degli anni ’90, però, che la salopette si impone nel ruolo di caposaldo dello stile grunge. Parallelamente, accompagnata da passe-partout del guardaroba come il blazer, si tramuta nel perno di un casual raffinato. Potremmo dire che, in quel decennio, la salopette viene ufficialmente sdoganata. Da allora, può essere inclusa in qualsiasi tipo di look.

 

Foto: Mahdi Chaghari via Unsplash