Un’estate rovente

 

L’ anticiclone africano è in arrivo: tra pochi giorni le temperature raggiungeranno i picchi massimi e il caldo diventerà rovente. L’ondata di calore più potente dell’ estate si accinge a invadere l’Italia, ma non ha alcuna intenzione di abbandonarla presto. Secondo le previsioni meteo, infatti, durerà fino alla fine di questo mese. Avremo massime che oltrepasseranno i 33 gradi e un’afa costante. Da oggi, l’estate infuocata di VALIUM inizia ufficialmente: preparatevi ad affrontare la stagione più bollente dell’ anno con il mio blog insonne. Giorno dopo giorno ci addentreremo insieme in luoghi, atmosfere e argomenti sorprendenti, tutti immancabilmente sotto il segno del sole – ma anche della luna – che regnano nel cielo di Luglio e Agosto. Appuntamento a domani, dunque…e com’è ovvio stay tuned, continuate a seguirmi!

 

 

Sposa d’Estate

 

Sposarsi d’Estate: un’idea vincente, un modo per sbizzarrirsi anche nella scelta delle più disparate location. Il caldo favorisce soprattutto le opzioni open-air, che siano in riva al mare o in scenari esotici mozzafiato. L’abito e gli accessori, come sempre, giocano un ruolo preponderante. Le temperature bollenti, in questo senso, si associano a un ulteriore punto di forza: quello della libertà. Sposarsi a piedi nudi, per esempio, o indossando dei sandali decisamente innovativi rispetto al classico stile bridal. Oppure esibire scolli, tessuti, ornamenti e accessori del tutto particolari, che se in Inverno risulterebbero fuori posto, in Estate descrivono un mood potentemente unconventional. La nuova photostory di VALIUM inneggia proprio a questo spirito, un nuovo modo di vivere il matrimonio: due libertà che nel giorno del sì si compenetrano, diventano complici, fanno squadra, pur senza rinunciare all’ indipendenza individuale.

 

 

Foto via Pexels e Unsplash

 

Acqua

 

In una goccia d’acqua si trovano tutti i segreti degli oceani.
(Khalil Gibran)

Temperature bollenti, afa, un caldo torrido a ogni ora del giorno e della notte: Caronte, l’ anticiclone africano proveniente dal Sahara, sta opprimendo l’ Italia con continue ondate di calore. E quando le massime sfiorano i 40 gradi, l’ estate perde tutta la sua magia. Non c’è niente di meglio dell’ acqua, per ripristinare l’ euforia tipica della stagione del Sole. Acqua fresca, limpida e in enormi quantità. Può essere l’acqua del mare, di un fiume, di un lago. L’acqua che sgorga da una cascata o da una sorgente. L’ importante è che ci rinfreschi, che ci dia sollievo. Che ci immerga in uno pseudo liquido amniotico rigenerante. La nuova photostory di VALIUM nasce all’ insegna di quel richiamo primordiale, una fascinazione atavica che rimanda al primissimo habitat della vita umana.

 

Il cuore è come la neve

 

” Si dice che il cuore è come la neve. Audace, silenzioso, capace di sciogliersi con un po’ di calore. Da dove vengo io ci credono in tanti. E’ il proverbio dei vecchi, dei bimbi più piccoli, di quelli che brindano alla felicità. Ognuno di noi ha un cuore di neve, perchè la purezza dei sentimenti lo rende terso e immacolato. Io non ci avevo mai creduto. Anche se lì ci ero cresciuta, anche se avevamo il ghiaccio intarsiato nelle ossa, non ero mai stata il tipo da certe dicerie. La neve si adatta, è gentile, rispetta ogni spigolo. Ricopre senza deformare, ma il cuore no, il cuore pretende, il cuore urla, stride e s’impenna. Poi un giorno l’ avevo capito. L’ avevo capito come si capisce che il sole è una stella, o che il diamante è solo una roccia. Non conta quanto sembrino diversi. Conta quanto sono simili. Non importa se uno è freddo e l’altro è caldo. Non importa se uno stride e l’altro si adatta. Io avevo smesso di sentire la differenza. (…) Allora forse è vero, quello che dicono. Forse hanno ragione. Il cuore è come la neve. Con un po’ di buio, diventa ghiaccio. “

 

Erin Doom, da “Nel modo in cui cade la neve”

Il luogo

 

Stiamo annaspando in un caldo incredibile, questa settimana le temperature potrebbero innalzarsi fino a picchi di addirittura 45°. L’ estate è arrivata alla grande, travolgendoci con un’afa insolita per il mese del Solstizio: la calura è soffocante, persistente, e pare che non abbia nessuna intenzione di dileguarsi. Non a caso proviene dal Sahara, il deserto caldo più grande del mondo per estensione (ha una superficie di ben 9.000.000 km 2). Ecco come si spiega la sospensione nell’ aria di una fitta “pioggia” di sabbia che ogni tanto lascia tracce sui terrazzi e sui davanzali. Da sempre affascinata dai deserti, luoghi-non luoghi in cui l’ orizzonte viene continuamente plasmato dal vento, ho voluto saperne di più su questa landa che attraversa l’ Africa del Nord dall’ Oceano Atlantico fino al Mar Rosso. Vastissimo e sconfinato, il Sahara si snoda per 5000 km – interrotti dalla Valle del Nilo – e vanta un’ incredibile varietà di paesaggi: le dune di sabbia impresse nel nostro immaginario, in realtà, rappresentano solo il 30 per cento della sua superficie; altre aree sono composte da ghiaia e nuda roccia. A non presentare troppe variazioni sono le temperature, di giorno sempre molto alte, che in estate registrano punte di 45° o 50°. Il clima è estremamente arido, le escursioni termiche tra ore diurne e notturne  possono persino arrivare a 30° di differenza. Le piogge sono totalmente assenti, al contrario dei numerosi tipi di vento: hanno nomi affascinanti come “ghibli”, “simùn”, “khamsin”, “harmattan”, ed è proprio il ghibli l’artefice delle piogge di sabbia di questo torrido periodo.

 

 

Ma se la sabbia trasportata dal ghibli, o scirocco, è un fenomeno che anche Aristotele aveva rilevato in epoca pre-cristiana, non tutti sanno che il Sahara nasconde innumerevoli curiosità e meraviglie. Per esempio, svela a sorpresa delle splendide oasi di palme e laghi salati: si chiamano Awbari, Gardaya, Bajariya, e costituiscono attrazioni turistiche acclamatissime (non temete, non vi imbatterete mai in un assembramento ferragostano). Sapevate, poi, che il deserto del Sahara è stato scelto come location di cult movie del calibro di “Guerre Stellari” e “Alla ricerca dell’ arca perduta”? Il suo paesaggio illimitato, quasi lunare, non poteva lasciare indifferente il mondo del cinema. Nel Sahara del Sudan sono state scoperte 250 piramidi dalla misteriosa origine, a “misura d’uomo” anzichè maestose come quelle d’Egitto. Pare che derivino dai resti di una città esistita tra il 200 a.C. e il 300 d.C., ma non si è mai compreso a cosa servissero. Passando dalla storia alla fauna, anche la volpe più piccola del mondo, ebbene sì, si trova nel Sahara. Il suo nome è fennec o “volpe del deserto”, e a dispetto del corpo minuto esibisce due enormi orecchie che hanno la funzione di disperdere il calore.

 

 

Il fennec, diciamolo, “fa simpatia”. Non si può dire altrettanto della Ceraste cerastes, anche detta “vipera della sabbia” o “vipera cornuta del deserto”: è un serpente particolarissimo munito di corna e molto infido. Si mimetizza perfettamente con la sabbia per non farsi notare e, al momento opportuno, inietta un potente veleno nella sua vittima. Sia il fennec che la vipera cornuta si attivano in gran parte di notte e vivono rintanati nei rifugi del sottosuolo. Una curiosità sull’ acqua, sempre distante dall’ idea di deserto. Errore: in Tunisia, ai confini del Sahara, si trova il lago Chott El-Jerid. La sua superficie? 7000 km2, il che lo rende la più vasta distesa di acqua salata del Nord Africa. Chott El-Jerid è un angolo di incanto, anche perchè cambia aspetto in continuazione: d’estate i suoi cristalli di sale si addensano, asciutti, sul fondo di sabbia e argilla, mentre durante le stagione delle piogge si tramutano in una lamina acquosa dai colori cangianti (che si dice favoriscano i miraggi). Qui, a proposito di “Guerre Stellari”, il regista George Lucas fece atterrare le astronavi che appaiono nel primo film della saga. Concludo questa carrellata di aneddoti con una vera e propria chicca: dovete sapere che sul Sahara nevica persino. Strano a dirsi, eppure la neve cade di tanto in tanto sulla città di Ain Séfra, collocata nel bel mezzo delle dune dell’ Algeria. Il fenomeno è strettamente collegato all’ escursione termica, che di notte provoca un calo delle temperature fino a 0°. L’ ultima volta che i fiocchi di neve si sono posati sul deserto è stato, a tutt’oggi, tra il 2016 e il 2017. Un consiglio: se prevedete di viaggiare nel Sahara in un prossimo futuro, non perdetevi gli sbalorditivi tramonti sulle dune ed equipaggiatevi a dovere contro l’escursione termica per ammirare la meraviglia del cielo stellato che risplende sul deserto.

 

 

 

In barca al chiar di luna

 

” Una sera che stavamo tutti insieme, felici sulla piccola spiaggia attorno a un falò come zingari, e io suonavo la chitarra, vedemmo passare un pointu, un’ imbarcazione da pesca tipica del paese, grossa e rozza. Visibilmente vuota, se ne andava lentamente alla deriva seguendo la corrente. Jicky non fece tanti discorsi: si tuffò e, da quell’ eccellente nuotatore che era, raggiunse il pointu portandolo a riva. Che bazza! Una barca, proprio quello che ci mancava! E hop, nel giro di due minuti eravamo tutti a bordo, compresi Guapa, Clown e la chitarra. Jicky remava, io cantavo, ridevano tutti, c’era un magico chiaro di luna, faceva caldo, scivolavamo sull’ acqua placida e silenziosa di quella bella sera d’estate. Era la prima volta che vedevamo La Madrague dal mare, quando improvvisamente , bum! crac! stop! avevamo urtato contro uno scoglio. Ci ritrovammo uno sopra all’ altro, Clown finì in acqua: interruzione improvvisa di un programma musicale conclusosi in urla, latrati e grida di vario genere. Ci eravamo incagliati in una secca che corre lungo la costa e di cui ignoravamo l’ esistenza; secca che in seguito avrebbe costituito una protezione naturale contro le visite dei curiosi. Un buon numero di imbarcazioni, andando a tutta birra, ci avrebbe malamente concluso la propria esistenza mentre la mia restava in salvo. “

 

Brigitte Bardot, da “Mi chiamano B.B.”

 

 

 

Foto via Michael Donovan from Flickr, CC BY-SA 2.0

 

Il mare

 

L’ estate, il caldo…Il mare. Una distesa d’acqua immensa, sconfinata, che ispira stati d’animo indescrivibili a parole. Suggestioni intense al punto tale da risultare mistiche, sensazioni di profonda libertà. Un mood che solo il silenzio, forse, può esprimere appieno. Mi fermo qui: queste immagini inneggianti al turchese più incredibile si commentano da sè.