Il giardino con piscina: pro e contro

 

Avere una piscina in giardino: con il torrido caldo estivo, sicuramente è una comodità. Quando la temperatura sale, l’angolo piscina diventa un’oasi rinfrescante. Per bagnarsi, nuotare, divertirsi in acqua o rilassarsi, magari adagiati su un gonfiabile coloratissimo, mentre si legge un libro o si beve un buon drink. Anche lo spazio a bordo piscina offre molte opportunità: prendere il sole, chiacchierare, organizzare aperitivi e cene a buffet, sono solo alcune delle attività a cui ci si può dedicare. Inserire una piscina in giardino, però, è una scelta impegnativa. Va ponderata con cura, valutando bene i pro e i contro.

 

 

Pro

In termini di benessere, pregio e aspetto visivo, la piscina è senza dubbio un punto di forza. In estate rappresenta un’area dedicata al relax e alla convivialità, ma anche il luogo che permette di fuggire dal caldo. Dal punto di vista dell’estetica, inoltre, rende il giardino più attraente, lussuoso e funzionale. Il lato economico non va trascurato: un giardino con piscina aumenta il valore dell’immobile dell’8%. Per gli amanti dello sport o della tintarella, la piscina è l’angolo destinato a entrambi: che siano patiti del nuoto o dell’abbronzatura.

 

 

Contro

Costruire una piscina nel proprio spazio verde è una decisione importante. Innanzitutto in termini economici: l’installazione prevede dei costi notevoli, per non parlare delle spese di manutenzione. La piscina richiede una pulizia regolare, il controllo e la regolazione costanti del pH del cloro, dei filtri, dell’acqua e del suo livello. Le strutture adibite alla sicurezza, ad esempio le scalinate e i recinti, devono essere impeccabili. Ma è soprattutto essenziale rispettare un preciso iter burocratico: oltre a valutare attentamente lo spazio offerto dal proprio giardino (bisogna calcolare che la piscina prevede un’area aggiuntiva dedicata al bordo e che non deve risultare mai troppo contigua all’abitazione), è tassativo attenersi ai vincoli paesaggistici e al regolamento comunale. In sintesi, vanno ottenuti i permessi specifici richiesti dagli enti locali. Con questi ultimi andranno ponderati bene anche gli aspetti inerenti alla sicurezza e alle dimensioni della piscina.

 

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Ferragosto e i suoi proverbi

 

Che cosa dice la saggezza popolare del giorno più torrido dell’anno? Su quali aspetti punta, a quali si ispira? A farla da padrona è il caldo, seguito dal cibo e dal meteo. Ma esistono anche proverbi incentrati sulle “provviste” da fare in piena estate pensando già all’inverno: la favola della cicala e la formica di Esopo docet. Un po’ come dire, chi vive da cicala durante l’estate non può aspettarsi aiuto dalla formica con l’arrivo dei primi freddi

 

 

Per Ferragosto piccioni e anitre arrosto.

 

 

La vigilia di Ferragosto anche gli uccelli digiunano nel bosco.

 

 

Per l’Assunta l’oliva è unta.

 

 

Chi va al fiume dopo Ferragosto non ha cervello o non ce l’ha a posto.

 

 

Se vuoi la buona rapa per Santa Maria sia nata.

 

 

Per Ferragosto fatto il carbone e tagliato il bosco.

 

 

Per la Madonna d’agosto, si rinfresca il bosco.

 

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L’acqua d’estate: quando, quanto e come berla

 

In estate bere acqua, idratarsi, reintegrare i sali minerali persi con il sudore, è fondamentale. Su tutti i benefici dell’acqua, soprattutto quando il caldo è intenso, vi rimando a questo link. Ma siamo sicuri di bere correttamente? Siamo sicuri di sapere quando e come bere? Scopriamolo insieme.

 

 

Quando (e quanto) bere

Sul “quando” le indicazioni sono soggettive, anche se esistono linee comuni: innanzitutto uno o due bicchieri al risveglio, per abbassare il cortisolo e depurare il corpo dalle tossine. Non più di due bicchieri a pranzo e cena, per evitare di diluire eccessivamente i succhi gastrici e favorire il gonfiore. La quantità rimanente di acqua dovrebbe essere assunta lontano dai pasti e in piccole quantità: l’acqua ingurgitata in quantità eccessive, un bicchiere dietro l’altro per intenderci, può risultare altamente dannosa per l’organismo. I medici consigliano di mantenersi idratati bevendo poco ma costantemente, senza attendere di avere sete. Quando si ha sete, infatti, il nostro organismo ci segnala già un principio di disidratazione. I bicchieri d’acqua, in sintesi, andrebbero distribuiti nel corso della giornata tralasciando le “abbuffate”. Ma quanta acqua bere, complessivamente? I valori variano in base all’età e al peso corporeo, ma in genere è consigliabile assumerne circa due litri/due litri e mezzo al giorno.

 

 

Come bere

In estate, il ghiaccio è una forte tentazione. Al momento di bere acqua, però, è preferibile la temperatura ambiente. L’acqua gelida o ghiacciata, infatti, possono provocare crampi e congestioni digestive. Anche bere velocemente sarebbe da evitare: può sovraccaricare i reni, incapaci di smaltire grandi quantità di liquidi in tempi brevi. Bere troppa acqua, inoltre, gonfia le cellule, provoca un’eccessiva diluizione del sangue, fa precipitare i livelli di sodio e, nei casi più gravi, causa disturbi neurologici importanti. L’ideale è bere in piccoli sorsi e in quantità, come già detto, “razionate” durante la giornata. La classica bottiglietta d’acqua o una borraccia da portare sempre con sé aiutano, anche quando si è fuori casa.

 

 

Il prezioso apporto della frutta e la verdura

Il “sapore-non sapore” dell’acqua, per alcuni, può non essere sufficientemente invitante. E’ bene sapere, allora, che l’acqua può essere aromatizzata con qualche goccia di limone, oppure con ingredienti come la menta, il cetriolo, lo zenzero, le fragole o i frutti di bosco.  In questo modo acquisterà un maggiore appeal. Anche l’acqua di cocco ha proprietà altamente idratanti. Va poi sottolineato l’eccezionale contenuto idrico della frutta e la verdura: inserendole abbondantemente nella propria dieta estiva, si può fare scorta d’acqua anche senza bere in continuazione. Quelli che vi consiglio sono cibi  vegetali e frutti che racchiudono circa il 95% di acqua e sono ricchi di vitamine e sali minerali. Tra le verdure troviamo i cetrioli, le zucchine, i ravanelli, la lattuga, il sedano. La frutta più idratante include invece l’anguria, al primo posto in classifica, seguita dal melone, le fragole, i pompelmi e le arance (approfondisci qui l’argomento). Un ottimo modo per fare il pieno d’acqua avvalendosi delle proprietà del maggior numero di frutti possibile, è quello della macedonia: consumatela regolarmente a colazione, constaterete subito i suoi benefici.

 

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Il giardino: come tramutarlo in un’oasi di frescura

 

Con le temperature roventi dell’anticiclone africano, il giardino si tramuta in un’oasi di frescura. L’antidoto al caldo ce lo offre, in gran parte, la natura: gli alberi, che garantiscono ombra e refrigerio, sono la risorsa principale; poi c’è l’acqua, portatrice di freschezza grazie alle fontane e ai giochi d’acqua che decorano gli spazi verdi. Anche l’uomo, ovviamente, può contribuire a ridurre la calura nel giardino. Ad esempio, installando specifici sistemi di nebulizzazione: sono in grado di diminuire la temperatura percepita di circa 8 gradi attraverso l’evaporazione dell’acqua. Oppure utilizzando i ventilatori da esterno, che raffreddano l’aria accelerando la sua circolazione: nati con l’obiettivo di rinfrescare terrazzi, cortili e giardini, sono un’ottimo strumento per combattere l’afa.

 

 

I must per la frescura del giardino

L’operazione “frescura”, tuttavia, va ponderata sin dall’inizio. Passo dopo passo, con un’attenta strategia che, sollecitata da determinati input, non si rivela mai fallimentare. Scopriamoli insieme.

Alberi e piante

Come abbiamo già visto, sono fondamentali affinché il giardino diventi un’oasi di benessere e non un antro di calore infernale. Ma quali sono gli alberi più adatti a questo scopo? La risposta è molto semplice: le latifoglie con grandi chiome. Per sintetizzare l’azione di raffreddamento svolta dagli alberi, dobbiamo focalizzarci su due step: con le loro fronde, gli alberi bloccano i raggi del sole prima che inizino a surriscaldare il suolo. Grazie al processo dell’evapotraspirazione, inoltre, gli alberi compiono un’azione essenziale, quella di assorbire il calore per poi rilasciarlo sotto forma di vapore acqueo. Detto questo, per il giardino bisognerebbe preferire alberi dalla chioma ampia, fitta, altamente ombreggiante: tra i più rinfrescanti troviamo il tiglio, l’acero, la quercia, il faggio, il carrubo e il bagolaro, tutti in grado di mitigare il caldo torrido in tempi brevi.  Da non trascurare, poi, l’azione delle piante rampicanti, eccellenti alleate nell’operazione frescura: possono ricoprire i pergolati, svilupparsi lungo i muri, diffondersi su svariate superfici, impedendo a queste aree di accumulare calore e creando delle piacevoli zone d’ombra. Potete scegliere tra piante come l’edera, il glicine, il caprifoglio, la vite americana, il falso gelsomino…molte di loro, last but not least, sprigionano un delizioso profumo.

 

 

Il verde

L’erba del giardino, d’estate, non andrebbe tagliata completamente: un’altezza tra i 5 e i 7 cm permette al terreno di trattenere l’umidità. Anche pratiche come la pacciamatura favoriscono il benessere del suolo, impedendo che si secchi con l’arsura. La pacciamatura si esegue con materiali organici come il fieno, la paglia, le cortecce d’albero, oppure con materiali sintetici tipo i teli di plastica e il TNT. Questa operazione esplica un’ottima funzione protettiva nei confronti del terreno, mantenendolo ben idratato e salvaguardandolo sia dagli sbalzi termici che dalla crescita di erbe infestanti.

 

 

Parola d’ordine: ombreggiare

Via libera a pergolati, gazebo, tende, verande, aree ombreggiate dagli alberi in cui ritrovarsi e organizzare bei momenti conviviali oppure di relax.

Scegliere i materiali giusti

In giardino, non c’è bisogno di dirlo, andrebbero evitati materiali come il cemento, la pietra scura e tutto ciò che è scuro, compreso il ferro di certi arredi. E’ sempre meglio prediligere pavimentazioni in decking legno, o comunque permeabili, che permettono all’acqua piovana di filtrare nel terreno sottostante. Altrimenti, optate per la classica ghiaia. Per quanto riguarda gli arredi e le decorazioni, come ho accennato qualche riga più avanti, la precedenza dovrebbe andare ai colori e ai materiali chiari (panna, beige, bianco, grigio perla): riflettono la maggior parte dei raggi solari senza assorbirne l’energia, evitando quindi di trasformarsi in calore.

 

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México

 

Un abito lungo, impalpabile, fluttuante, tinto di uno splendido blu oltremare (un colore che approfondiremo a breve). Nessun accessorio, solo una lunga chioma scura sciolta sulle spalle. Sullo sfondo, un’afosa e soleggiata ambientazione messicana: sono scatti che sintetizzano mirabilmente come anche il caldo più cocente possa coniugarsi con lo stile.

 

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Brezza, la nostra salvezza

 

Nessun vento è favorevole per chi non sa dove andare, ma per noi che sappiamo anche la brezza sarà preziosa.
(Rainer Maria Rilke)

 

Mentre le temperature continuano a salire, le previsioni meteo non ci prospettano una realtà troppo consolante: l’anticiclone subtropicale africano avanza a grandi passi, la terza ondata di calore ha già preso ufficialmente il via. E pare, purtroppo, che dovremo sopportarla più o meno per tutto il mese di Luglio. Aria condizionata a parte, quale potrebbe essere la nostra salvezza? Non ci resta che confidare nella brezza, quel venticello leggero che dà sollievo nelle giornate di bel tempo. Avete presente il ponentino che spira su Roma durante le torride serate estive? Sto parlando proprio di questo. La brezza è un fenomeno meteorologico tipicamente locale, un vento debole che raggiunge una velocità compresa, in genere, tra i 7 e i 20 km orari. Potremmo definirlo un vento periodico, poiché inverte la sua direzione ogni 12 ore circa, ed è determinato dalle diverse temperature che caratterizzano la terra e le masse d’acqua o le montagne e le vallate.

 

 

Possono esistere, infatti, due tipi di brezza: la brezza costiera, che spira dal mare in direzione della terraferma, e la brezza di monte e di valle, che spira dalla valle in direzione delle cime delle montagne.

 

 

La brezza costiera

Durante le ore diurne, la terra si scalda molto più rapidamente rispetto all’acqua. Quando il suolo, battuto dai raggi solari, raggiunge temperature elevate, la massa d’aria calda si innalza, scontrandosi con l’aria fresca che sovrasta la superficie del mare. Quest’ultima prevale sull’aria calda e, spirando verso la terraferma, la sostituisce generando una piacevole brezza. Nelle ore notturne avviene il fenomeno contrario: la brezza spira dalla terra in direzione del mare.

 

 

La brezza di monte e di valle

La modalità è piuttosto simile, ma entrano in gioco fattori diversi. La morfologia delle aree montuose riveste un ruolo fondamentale: durante il giorno, il sole colpisce le pendici dei monti, facendo sì che assorbano il calore emanato dai suoi raggi. L’aria calda, che dalle pendici si eleva in direzione delle vette, viene sostituita dall’aria fredda che spira dal fondovalle. Il movimento che si genera, diretto verso l’alto, origina la cosiddetta brezza di valle. Di notte, al contrario, l’aria fredda scende a valle dando luogo al fenomeno della brezza di monte.

 

 

Di qualunque tipo sia, la brezza si rivela, comunque, essenziale per rendere più sopportabili le infuocate temperature che caratterizzano ormai la stagione calda.

 

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La Death Valley, il luogo più caldo del mondo che Antonioni immortalò nel film “Zabriskie Point”

 

Il caldo torrido che in questi giorni sta opprimendo l’Europa, mi ha spinto a fare alcune ricerche: volevo individuare il luogo più rovente della Terra in assoluto. La mia scoperta non ha lasciato adito a dubbi. Il record della temperatura massima dell’aria mai registrata in tutto il pianeta appartiene alla Death Valley, la Valle della Morte, un’area arida e desertica situata nella California sud-orientale e (sebbene in parte minima) nel Nevada. Il 10 Luglio del 1913 si raggiunse un picco di calore di ben 56.7 °C, e le temperature medie attuali si assestano attorno ai 47°C. Negli Stati Uniti non esiste un luogo più arido. L’eccezionale calura di questa valle è spiegabile anche grazie alla sua collocazione: il bacino di Badwater, un immenso lago preistorico oggi prosciugato, è ubicato a 86 metri sotto il livello del mare. Il nome Death Valley, d’altronde, è significativo. Le sue caratteristiche climatiche e ambientali non permettono a buona parte della flora e della fauna di sopravvivere; pare che esista anche una leggenda che narra le strazianti privazioni patite da un gruppo di cercatori d’oro rimasti “intrappolati” nella valle, percorsa dal Parco Nazionale che porta il suo stesso nome. La Death Valley, che dista tre ore di macchina da Las Vegas, si snoda per 225 km ed ha una larghezza media di 40 km. Il suo paesaggio ha sembianze lunari: spiccano catene montuose come quella delle Black Mountains, composte di rocce dalle surreali sfumature cromatiche, il bacino di sale di Badwater, fiumi e laghi evaporati a causa del calore. E poi, naturalmente, c’è il deserto: è lì che Michelangelo Antonioni ha girato alcune scene di Zabriskie Point, il film in cui, nel 1970, attraverso la love story di Mark e Daria raccontò la controcultura giovanile dell’epoca.

 

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21 Giugno, Solstizio d’Estate: i proverbi che la cultura agreste ha dedicato alla stagione calda

 

Il sole, il vento leggero, il candore degli asfodeli, l’azzurro crudo del cielo, tutto lascia immaginare l’estate, la dorata gioventù che copre allora la spiaggia, le lunghe ore sulla sabbia e la dolcezza improvvisa delle sere.

(Albert Camus)

 

Domani, alle 10.24, l’estate farà il suo ingresso ufficiale. Sarà il giorno più lungo dell’anno. Con il Solstizio d’Estate, il Sole sancisce il suo trionfo: raggiunge il massimo splendore, la somma luminosità. Il termine “solstizio” deriva da solstĭtĭum, che in latino fonde “sol” (sole) con “sistere” (fermarsi). L’estate ha inizio proprio quando l’astro infuocato, nel Tropico del Cancro, giunge allo zenit, dove culmina: il punto di declinazione massima nel suo percorso apparente lungo l’ellittica. Gli antichi popoli hanno sempre celebrato la potenza solare, attribuendole la capacità di creare dei campi energetici sulla superficie terrestre e laddove sorgevano complessi megalitici come Stonehenge. Anche i tipici falò del Solstizio venivano accesi per incrementare la forza del Sole: fuochi, ruote infuocate fatte rotolare giù per le colline e fiaccolate rappresentano tradizioni che accomunano molte culture. Il fuoco purificava, allontanava le entità maligne e la mala sorte; essendo il Solstizio una fase di transizione, il velo tra il mondo tangibile e quello soprannaturale si squarciava lasciando libero accesso agli spiriti dell’oscurità. Per approfondire queste e molte altre usanze legate all’arrivo dell’estate, vi rimando a questo link. Oggi vorrei soffermarmi, invece, sui proverbi dedicati alla stagione calda.

 

 

Per la cultura agreste, i mesi estivi erano cruciali: rappresentavano il periodo di punta del raccolto, quello in cui la natura raggiunge l’apice della rigogliosità. In estate si miete il grano, si raccoglie un’abbondante quantità di frutta e di verdura. Ma in estate fa anche molto caldo, un dettaglio che nei proverbi non viene tralasciato. L’afa, nei detti popolari, è presente sotto un duplice aspetto: da un lato la libertà di fare a meno del fuoco e della legna per scaldarsi, dall’altro il malessere causato dal caldo intenso, che toglie le forze e impedisce di “faticare” nei campi. Naturalmente, il rischio della siccità non è di poco conto. La mancanza di piogge rappresenta un gran problema sia per la sopravvivenza del raccolto, che degli animali; un anno di duro lavoro può essere reso vano da qualche settimana di arsura. L’estate, in sintesi, era un periodo dell’anno estremamente importante per le comunità rurali; la stagione che evidenziava maggiormente il profondo legame tra  l’esistenza delle popolazioni agresti e i cicli naturali.

 

 

Chi canta d’estate balla d’inverno.

 

 

L’estate è la madre dei poveri.

 

 

Chi imita la formica durante l’estate, non va a chieder pane in prestito durante l’inverno.

 

 

Se l’estate non estateggia l’inverno non inverneggia.

 

 

Sereno d’inverno e nuvolo d’estate duran quanto le serve ritornate.

 

 

L’estate produce e l’inverno consuma.

 

 

Nel bel mezzo dell’estate, state lontani dalle donne e dai cani arrabbiati.

 

 

D’inverno il pazzo aspetta le rose e d’estate il savio le coglie.

 

 

L’estate per lavorare e l’inverno per dormire.

 

 

L’estate di santa Caterina, dura dalla sera alla mattina.

 

 

D’inverno a letto o al fuoco, d’estate a spasso e al gioco.

 

 

Non c’è estate senza mosche.

 

 

Chi vuol provar le pene dell’inferno faccia il fornaio d’estate e il muratore d’inverno.

 

 

Calda e umida l’estate, fredda e asciutta l’invernata.

 

 

A quattro cose non prestar fede: sole d’inverno, nuvole d’estate, amor di donna e discrezione di frate.

 

 

Triste quell’estate, che ha saggina e rape.

 

 

Il prudente compra d’estate il suo cappotto per l’inverno.

 

 

D’inverno piove sempre e d’estate quando Dio la manda.

 

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Giugno: la scheda del mese

 

E poiché tutta questa bellezza non può essere il Paradiso, so nel mio cuore che è giugno.
(Abba Goold Woolson)

 

LE CARATTERISTICHE: Giugno, il sesto mese dell’anno, è un tripudio di sole e rigogliosità della natura. Ha una durata di 30 giorni, ed è il mese in cui l’Estate fa il suo ingresso ufficiale, il 21, con il Solstizio; il mese in cui la frutta e i fiori sono abbondanti, il mese in cui si inizia a mietere il grano. Se pensi a Giugno, un periodo in cui il grande caldo e l’orda vacanziera sono ancora relativamente lontani, la prima cosa che ti vengono in mente sono gli immensi campi di papaveri e di girasoli. I colori e i profumi sono vivaci, inebrianti. Il clima è un invito a vivere all’aperto e a trascorrere i primi weekend al mare oppure in campagna. Le giornate sono sempre più lunghe, si respira aria di libertà. E il contatto con la natura diventa un leitmotiv che proseguirà per tutta l’Estate.

 

 

IL NOME: in latino il suo nome era Iunius, da Iunonis, ovvero Giunone. Nell’antica Roma, infatti, questo mese era dedicato alla dea del parto e del vincolo nuziale.

I SEGNI PARTICOLARI: una luce intensa e vibrante. Colori caldi, tramonti stupendi e un primo assaggio d’Estate, a cui segue, dopo Il Solstizio, la magica atmosfera della notte di San Giovanni. Questa festa, che ricorre il 24 Giugno, dal punto di vista astronomico è perfettamente “simmetrica” a quella del Natale.

 

 

LE RICORRENZE: due le più importanti. Il 2 Giugno si celebra la Festa della Repubblica, il 24 la solennità di San Giovanni Battista, patrono di molte città italiane.

 

 

I SEGNI ZODIACALI: fino al 20 Giugno il Sole staziona nel segno dei Gemelli, dal 21 passa in quello del Cancro dove rimane fino al 22 Luglio.

IL COLORE: il corallo, simbolo della vitalità e dell’energia che questo mese ci dona.

 

 

LA PIETRA PREZIOSA: sono diverse. Quest’anno concentreremo la nostra attenzione sulla perla e sulla pietra di luna, una gemma illuminata da un particolare bagliore che richiama, appunto, quello del chiaro di luna.

 

 

IL PROFUMO: quello intenso e rilassante della lavanda ma anche quello dei fiori di tiglio, la cui dolcezza inebriante avvolge le luminose serate estive.

IL SAPORE: come per il mese di Maggio, è senza dubbio il sapore della frutta di stagione. A Giugno abbondano le ciliegie, le angurie, i meloni, le pesche, le albicocche, le susine e frutti di bosco come i mirtilli, il ribes e i lamponi, tutti ricchi di antiossidanti. Non c’è che l’imbarazzo della scelta, sia in fatto di gusto che di proprietà salutari.

 

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“Estate”, una poesia di Ada Negri

 

Nei mesi estivi il solleone
rende i muri così abbaglianti
che a fissarli vien sonno:
tende gialle e rosse
si abbassano sui negozi;
il nastro di cielo
che s’allunga fra due strisce
parallele di tetti
è una lamina di metallo rovente.
Dolce è non far niente,
accucciati sulle pietre roventi,
respirando il caldo.

(da “Poesie e Prose”, Mondadori, 2020)