Novembre: la scheda del mese

 

E’ novembre.
Presto, cogliamo questi ultimi lampi
di bellezza della terra esausta che si prepara a morire.
(Ardengo Soffici)

 

LE CARATTERISTICHE

A Novembre, siamo ormai in autunno inoltrato. I colori straordinari del foliage lasciano il posto al nero e al marrone dei rami spogli, scheletrici, privi di fogliame. Le temperature scendono notevolmente, la nebbia imperversa. E all’aria fredda si accompagnano le piogge, sempre più frequenti. La natura entra nella sua fase di riposo, la terra si assopisce in vista dell’inverno imminente. Eppure, anche Novembre è un mese dal fascino particolare. Le giornate che si fanno sempre più brevi e il silenzio dilagante favoriscono il raccoglimento interiore, il rifugio nell’intimità domestica. L’estate di San Martino ci regala, di solito, una pausa assolata e dal clima relativamente tiepido, accompagnata al rituale del consumo di caldarroste e vino novello.

 

 

IL NOME

Novembre deriva da novem, nove in latino, poiché nel Calendario Romano (che iniziava a Marzo) era il nono mese dell’anno.

 

 

I SEGNI PARTICOLARI

Novembre è l’undicesimo mese dell’anno, l’ultimo dell’autunno, e conta 30 giorni. Viene considerato il “mese dei morti” perché la sua più importante ricorrenza è la Commemorazione dei Defunti, celebrata il 2 Novembre in tutto il mondo cattolico. Non a caso, uno dei fiori simbolo del mese è il crisantemo, che in Italia adorna le tombe dei cari estinti.

 

 

LE RICORRENZE

Novembre si apre con la solennità di Tutti i Santi, Ognissanti, che ricorre il primo giorno del mese. Il 2 è invece dedicato alla Commemorazione dei Defunti, mentre l’11 si festeggia San Martino di Tours, associato a numerose tradizioni risalenti alla cultura rurale. Negli Stati Uniti d’America, ogni quarto giovedì di Novembre, si celebra il Giorno del Ringraziamento (Thanksgiving Day).

 

 

I SEGNI ZODIACALI

Il Sole staziona nello Scorpione fino al 22 Novembre per poi passare nel Sagittario, che abbandonerà il 21 Dicembre.

IL COLORE

A Novembre predominano i colori scuri, spenti, non ravvivati dal sole. L’anno scorso l’abbiamo associato al grigio, quest’anno sceglieremo un colore sempre neutro, ma più deciso: il nero.

 

 

LA PIETRA PREZIOSA

Sono due le pietre preziose del mese di Novembre: il topazio e il citrino. Il topazio, disponibile in colori molteplici, è preferibile nelle sfumature che spaziano dal giallo all’oro, più vicine al mood autunnale, mentre il citrino, una varietà di quarzo, esibisce tonalità simili ma orientate maggiormente all’arancio.

 

 

IL PROFUMO

Novembre si associa a un mix inconfondibile di odori. In primis a quello del petricore, generato dal contatto della pioggia con la terra asciutta, poi a quello della geosmina, diffuso dai batteri presenti nel suolo. Entrambi si fondono con i sentori del legno umido, del muschio e delle foglie in decomposizione, dando luogo a un pot-pourri olfattivo che potremmo definire tipicamente autunnale. Se però dovessimo scegliere un profumo che rappresenti Novembre, opteremmo sicuramente per l’aroma delle castagne arrosto: suggestivo e caratteristico di questo mese.

 

 

IL SAPORE

Nei boschi d’autunno prolifera, e c’è chi lo considera un vero e proprio re: il tartufo, dal sapore ricco e sfaccettato. Il gusto cambia a seconda delle varietà del fungo sotterraneo, ma in ogni caso è intenso, speziato, terroso, avvolgente, contraddistinto dalla complessità e dalla raffinatezza.

 

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San Martino

 

“A San Martino, castagne e vino.”

 

Da dove nasce esattamente questo proverbio? Anche se l’ 11 Novembre si celebra San Martino (narra la leggenda che, durante una tempesta, donò metà del suo mantello a un mendicante infreddolito, e che subito dopo il sole tornò a splendere), il detto ha poco a che vedere con il vescovo cristiano sepolto a Tours nel 397. Si ricollega invece agli antichi contratti di mezzadria e alle fasi dell’ attività agricola. In autunno, con l’ ultimo raccolto, i mezzadri concludevano il loro operato e rimanevano in attesa della buonuscita. Ma non ricevevano denaro: venivano pagati in natura. Il signore proprietario dei terreni li congedava con castagne e vino a volontà, perchè erano i prodotti più preziosi che la stagione potesse offrire. Il castagno, non a caso, veniva chiamato “l’albero del pane”, perchè i suoi frutti rappresentavano un alimento indispensabile per la sopravvivenza: essiccati e macinati a dovere, davano origine a una farina dall’ elevato valore nutrizionale e più economica rispetto a quella di frumento. Con questa farina si preparavano il pane e i dolci, ma le castagne venivano gustate anche bollite oppure arrosto. Il vino era la bevanda ideale da abbinare a un cibo tanto succulento. Entro il mese di Novembre, quindi, doveva essere assolutamente pronto per destinarlo ai mezzadri.

 

 

Nacque così il vino Novello, fruttato, avvolgente e ottenuto con una speciale tecnica di vinificazione.  La tradizione del vino Novello di San Martino è giunta fino a noi, sebbene con modalità diverse: oggi, non è legata alla scadenza di alcun tipo di contratto. In Italia, il vino Novello viene immesso al consumo a partire dal 30 Ottobre. Per mantenere inalterate le sue doti, tuttavia, rimane in vendita solo fino al 31 Dicembre: questo vino non migliora con l’ invecchiamento. A San Martino, usanza vuole che lo si accompagni alle castagne arrosto; un rituale che, come abbiamo visto, ha radici antiche e fa parte del nostro retaggio storico-culturale.