Il giardino d’estate: la tendenza dell'”outdoor dining”

 

Del giardino non si può smettere di parlare proprio in estate. Ma se negli articoli precedenti mi sono focalizzata sul green design, oggi approfondirò un’attività che, durante la stagione calda, è fortemente associata a questo spazio: le cene in giardino. Gli anglosassoni la chiamano “outdoor dining”, cenare all’aperto; è una piacevole abitudine diventata tendenza. Perchè piace così tanto? In primis perchè il giardino, così come viene concepito oggi (rileggi l’articolo cliccando su questo link), è un vero e proprio salotto al chiaro di luna. I fiori e le piante sono intervallati da fontane, lanterne, statue, elementi ornamentali… non manca mai un angolo dedicato al relax, con tanto di divani, tavolini, soffici cuscini e sedie in fibra naturale. Il giardino possiede tutto il fascino di uno spazio privato dove la convivialità viene vissuta al di fuori delle quattro mura. Il comfort, naturalmente, rimane un punto di forza: l’illuminazione giusta accentua la suggestività dell’atmosfera, che sia costituita da candele, catene luminose pensate per l’outdoor o lanterne orientaleggianti. Sono immancabili le piante che fungono da repellenti per ospiti “sgraditi” come le zanzare, tipo la citronella e il rosmarino. Ultimo, ma non per importanza, la frescura garantita dagli alberi è un dono da non trascurare: le folte fronde, che impediscono ai raggi solari di penetrare, e il processo di evapotraspirazione, tramite cui le foglie rilasciano umidità nell’aria, rappresentano un prezioso antidoto contro il calore.

 

 

Ma esistono altri motivi associati alla passione per le cene outdoor. Mangiare all’aperto è un’esperienza multisensoriale: il canto dei grilli o degli uccelli in sottofondo, la splendida scenografia naturale, il “tetto” di stelle, favoriscono un clima rilassato che accentua il gusto dei cibi. Tutto sembra avere un sapore più invitante, predisponendo gli ospiti al buonumore e a godere di momenti unici e irripetibili.  Se è presente anche un orto, poi, tanto di guadagnato: l’interesse per i prodotti a chilometro zero potrebbe rendere la cena all’aperto ancora più speciale.

 

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Il giardino e l’elemento acqua: un binomio dalle radici antichissime

 

Non tutti sanno che, in persiano, il termine “pairidaeza” significa “giardino recintato”: è un concetto che rimanda al Giardino dell’Eden, il luogo biblico, descritto nella Genesi, dove vivevano Adamo ed Eva prima di esserne cacciati. Il giardino, dai persiani, viene visto come uno spazio prezioso, un angolo paradisiaco delimitato da siepi e staccionate che ne accrescono l’esclusività. Il giardino non è per tutti, ma per chi sa scoprirne la bellezza; un gioiello nascosto che racchiude incanti e meraviglie. Una di queste è l’elemento acqua, presente nelle forme più svariate: fontane, vasche, torrenti, stagni, piccole cascate…tutti atti ad esaltare la percezione degli spazi e, grazie a riflessi e zampilli in  perpetuo movimento, a generare un’atmosfera di piacevole relax.  Bisogna aggiungere che l’acqua, valore architettonico a parte, possiede una forte valenza simbolica. L’acqua è vita. Irrora il giardino, lo nutre, è essenziale per la terra e per le piante. Nel giardino persiano, non a caso, scorrevano quattro corsi d’acqua ispirati alle quattro ramificazioni del fiume del Paradiso terrestre: il Pison, il Ghicon, il Tigri e l’Eufrate.  Queste diramazioni garantivano la sopravvivenza a tutti gli esseri viventi e accentuavano lo splendore della fauna e della flora locali.

 

 

Per gli antichi popoli, l’acqua é un elemento imprescindibile di ogni giardino. Pensiamo a quello degli Egizi, dove  è presente in virtù dell’importanza conferita al fiume Nilo, da sempre associato alla prosperità, alla vita e alla rinascita. Oppure al giardino dell’antica Roma, con i suoi specchi d’acqua circondati da statue, ninfei e maestosi colonnati. Anche nel giardino orientale l’acqua ha un valore emblematico determinante. Il giardino cinese include immancabilmente un lago che, con la mutevolezza dei suoi riflessi, rimanda al caposaldo buddista dell’impermanenza. Il lago del giardino cinese è costellato di rocce: sono una rappresentazione delle montagne sacre, dove dimorano gli immortali, ma anche della solidità dell’elemento maschile, lo Yang, che, fondendosi con quello fluido e armonico femminile, lo Yin, simbolizzato dall’acqua, mantiene in equilibrio le forze dell’Universo. Per i giapponesi, gli specchi d’acqua collocati nei giardini hanno un potente valore filosofico. Osservare il riflesso della luna sulla superficie immobile del laghetto è un esercizio di meditazione: insegna il valore del tempo che scorre, l’arte della pazienza e dell’attesa.

 

 

Acqua e giardino rimangono, a tutt’oggi, un binomio indissolubile. Nell’acqua si specchiano l’ambiente circostante, il cielo, la luce del sole e il chiarore della luna. L’acqua è cangiante, intrisa di bagliori. Dona sollievo e serenità. Insieme ai fiori, alle piante e alle rocce, dà vita a un incantevole scenario naturale. Non sono poche le persone che, attualmente, scelgono di inserire una piscina nel loro spazio verde: in questo modo, lo specchio d’acqua diventa fruibile a tutti gli effetti e permette la massima vivibilità del giardino. Con un sapiente utilizzo dell’illuminazione,  impostato su un dialogo costante tra tecnologia e natura, è possibile creare un “Eden” contraddistinto da un’atmosfera unica e irripetibile.

 

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Il giardino, la nostra casa all’aperto

 

Quando arriva il bel tempo, il giardino diventa uno spazio importante: è un po’ la nostra casa all’aperto. In giardino facciamo colazione, ci rilassiamoprendiamo il sole…Renderlo un ambiente accogliente è fondamentale. Per questo molti di noi lo personalizzano al massimo, donandogli un’impronta che ne definisce lo stile e ne esalta l’atmosfera; il ruolo che rivestono le decorazioni, in tal senso, risulta decisivo. Statue, fontane, girandole, particolari disposizioni floreali, rappresentano solo alcuni degli elementi utilizzati per valorizzare un giardino. Non esistono regole ben precise: ognuno può decidere liberamente come procedere. Se dovessimo proprio seguire degli input, sarebbero un’attenta distribuzione degli spazi, uno strategico posizionamento delle luci, un ponderato mix di specie floreali. L’obiettivo, caratterizzare il giardino, va sempre tenuto in mente. Il giardino dovrebbe essere un luogo dedicato al relax, l’oasi di verde che ci accoglie quando torniamo a casa. Non è un caso che, grazie al clima mite, tendiamo a trascorrere sempre più tempo nei suoi spazi: tramutarlo in una sorta di estensione della dimora che ci ospita si fa essenziale.

 

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Il luogo: volare a Keukenhof, nei Paesi Bassi, per il Festival dei Tulipani

 

In ogni piana ove è un giardino di tulipani,
quei tulipani sbocciano dal sangue di un re
(Omar Khayyam)

 

Dove ammirare appieno le rigogliose fioriture della Primavera? Nei Paesi Bassi, per esempio. Fino all’11 Maggio, nel meraviglioso parco botanico di Keukenhof, potrete assistere all’edizione 2025 del Festival dei Tulipani: il Parco si trova nei paraggi di Lisse, una cittadina a sud di Amsterdam dalla quale dista 35 chilometri. Keukenhof, il più grande giardino di fiori a bulbo a livello mondiale, è una meta molto nota agli appassionati di botanica, ma anche ai semplici turisti. Sulla sua superficie di ben 32 ettari, sette milioni di bulbi fanno bella mostra di sè; tra questi, quattro milioni e mezzo sono tulipani, i fiori della cultura nederlandese. I loro colori sono straordinari: il rosso, il viola, il giallo, il rosa, il lilla, il fucsia, il bianco e l’arancio si alternano e mescolano tra loro formando un’incredibile tavolozza cromatica. Accanto ai tulipani spiccano i muscari, i narcisi, i giacinti. I 2500 alberi presenti nel Parco si suddividono in 87 differenti specie, mentre i tulipani esibiscono nientemeno che 100 varietà. Il Parco di Keukenhof, oltre a evidenziare una spettacolare scenografia dove ogni fiore è stato posizionato cura, viene arricchito da elementi caratteristici come un mulino a vento, un lago e svariati canali e fontane zampillanti. E poi, naturalmente, ci sono i padiglioni didattici: il Willem-Alexander è dedicato ai tulipani, gli altri a determinate specie floreali; nel Padiglione Beatrix, per esempio, è presente un’estesa e magnifica collezione di orchidee. In ordine sparso, inoltre, nel Parco sono collocate molteplici sculture e installazioni.

 

 

La nascita del Parco di Keukenhof

Era il 1949 quando il sindaco di Lisse, insieme a un gruppo di perspicaci agricoltori, pensò di organizzare una mostra completamente incentrata sui fiori. Venne allestita “open air”, e riscosse un successo tale da essere ripetuta ogni anno. Le origini del Parco affondano nel 1400, quando era di proprietà della contessa Jacoba Van Beierené. Al suo interno sorgeva il castello di Teylingen, appartenente alla contessa, e la natura era selvaggia e incontaminata. Il territorio veniva sfruttato essenzialmente per soddisfare i bisogni culinari degli abitanti del castello: la riserva di caccia e la grande quantità di erbe aromatiche rifornivano le sue ampie cucine; da qui il nome del Parco, Keukenhof, che in nederlandese ha il significato di “corte della cucina”. L’aspetto del Parco prese le sembianze di quello odierno solo nel 1800, secolo in cui una coppia di facoltosi commercianti di sangue blu, il barone e la baronessa Van Pallandt, tramutarono la tenuta in un maestoso giardino in stile inglese grazie all’opera degli architetti Jan David e Louis Paul Zocher, che “firmarono” anche il verdeggiante Vondelpark di Amsterdam.

 

 

Arriviamo dunque al 1949, anno in cui il sindaco di Lisse e gli agricoltori organizzarono proprio a Keukenhof la grande esposizione di specie floreali tipiche dei Paesi Bassi. L’anno dopo, quando la kermesse fu aperta al pubblico, attirò oltre 200.000 visitatori. Da allora, il cosiddetto Festival dei Tulipani è un appuntamento fisso per migliaia di avventori provenienti da tutto il mondo.

 

 

Il Festival dei Tulipani

Se pensiamo ai tulipani, ci vengono immediatamente in mente i Paesi Bassi. Lì l’arrivo della Primavera coincide con la fioritura del fiore-simbolo del paese: il Parco di Keukenhof è, senza alcun dubbio, il luogo in cui ammirare i tulipani al meglio. Le coloratissime distese di fiori del Parco, le sue fontane, il suggestivo mulino a vento lo rendono una delle più celebri attrazioni nederlandesi. Quest’anno il Festival è iniziato il 20 Marzo e, come vi ho già detto, proseguirà fino all’11 Maggio. La kermesse prevede una serie di eventi collaterali, tra cui una partecipatissima sfilata floreale. In questo periodo, visitare Keukenhof, Amsterdam e gli sconfinati campi di tulipani significa godere a 360 gradi delle meraviglie della Primavera: non dimentichiamo, infatti, che anche Amsterdam “fiorisce” grazie al bulbo nazionale, e i tulipani impreziosiscono molti angoli di strada oltre che le rive dei suoi canali.

 

 

Se state programmando un viaggio per le vacanze pasquali, non potreste pensare a una soluzione migliore: chi ci è già stato, consiglia di visitare Keukenhof dalla seconda metà di Aprile in poi, perchè è il periodo in cui raggiunge il massimo dello splendore. L’importante, dati i molti turisti che decidono di ammirare il Parco, è procurarsi i biglietti con un certo anticipo; per il resto, se vi trovate ad Amsterdam, raggiungerlo è facilissimo: basta salire su un autobus che collega la capitale dei Paesi Bassi a Keukenhof in 25 minuti. Il Parco è aperto ogni giorno dalle 8.00 alle 19.30, con orario continuato. E considerando che dal 30 Marzo tornerà l’ora legale, avremo anche l’opportunità di contemplare il sontuoso giardino floreale dei Paesi Bassi sempre alla luce del giorno.

 

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