L’uovo in camicia: un piatto semplice, ma versatile e salutare

 

E’ il piatto più semplice che si possa consumare: l’uovo in camicia si prepara velocemente, è super digeribile e contiene un salutare mix di vitamine, proteine e sali minerali. In più è estremamente versatile, poichè può essere incluso in una grande varietà di ricette. Per prepararlo servono solo un  uovo e un pentolino di acqua che andrà portata a ebollizione. A bollitura iniziata, è necessario munirsi di un cucchiaio e girarlo rapidamente nell’acqua per creare il “vortice” dove verrà versato l’uovo. Dopo aver abbassato la fiamma, il movimento va proseguito fino a quando l’albume ricopre il tuorlo. Affinchè l’albume si compatti nel migliore dei modi, si può aggiungere un cucchiaino di aceto. Dovranno trascorrere circa tre minuti prima che la cottura giunga a termine; poi, con un mestolo forato, l’uovo può essere tirato fuori dal pentolino e servito in tavola.

 

 

I benefici

La cottura con acqua, molto leggera, fa sì che l’uovo sia privo di grassi e mantenga intatte le sue proprietà nutrizionali. Un uovo contiene una buona quantità di proteine (12,5-13 g), ricche di aminoacidi essenziali per l’organismo;  i carboidrati, inferiori a 1 g, sono pressochè assenti, mentre i grassi e il colesterolo ammontano, rispettivamente, a 9,5  g (con prevalenza di grassi insaturi, benefici per la salute) e a 370 mg ogni 100 g. L’uovo, inoltre, è una vera e propria miniera di vitamine e minerali: abbonda di vitamine del gruppo B, vitamina D, A, E, K, e di colina, ferro, selenio, fosforo e zinco. Nel tuorlo sono presenti, invece, preziosi carotenoidi come la luteina e la zeaxantina.

 

 

Le proprietà della cottura

Grazie alla cottura in acqua,  l’uovo risulta altamente appetitoso sia dal punto di vista estetico che nutrizionale: l’albume diventa una nuvola soffice, il tuorlo una cupola cremosa. Questa particolare preparazione dell’uovo aumenta la sua digeribilità. I pochi minuti di cottura, inoltre, permettono alle vitamine e agli antiossidanti contenuti nel tuorlo di non alterarsi. La ragguardevole quantità di proteine e il ridotto apporto calorico accentuano il senso di sazietà, fungendo da ottimi regolatori dell’appetito. I carotenoidi antiossidanti contenuti nel tuorlo, la luteina e la zeaxantina, mantengono in salute gli occhi, mentre la colina è efficace per il benessere del sistema nervoso. In conclusione, non si può che ribadire la leggerezza di questo piatto: l’assenza di ingredienti quali  l’olio o il burro durante la cottura, lo rende perfetto anche per le diete ipocaloriche e previene l’insorgere di patologie importanti.

 

 

Non solo salutare: l’uovo in camicia è anche ghiotto

Un altro punto di forza dell’uovo in camicia, come ho già detto, è la versatilità. Può essere servito in molteplici modi, uno più gustoso dell’altro: abbinandolo a piatti di verdure, all’insalata, alle tipiche vellutate autunnali, a pesci quali il salmone, ai salumi, persino ai funghi. Un’altra idea molto golosa per consumarlo è cucinarlo alla Benedict, come fanno gli americani. In questo caso, l’uovo andrebbe inserito all’interno di un panino tagliato a metà (negli USA utilizzano il muffin inglese, un tipo di pane locale) e guarnito con pancetta e salsa olandese, una salsa composta da burro chiarificato (ovvero ricco di grassi puri) e tuorlo d’uovo che viene aromatizzata con sale, pepe e succo di limone.

 

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Il semla, uno dei dolci più golosi del Grande Nord

 

Oggi torniamo nel Grande Nord, precisamente in Svezia, per assaggiare un dolce del tutto speciale: il semla. Si tratta di un dolce, in realtà, non solo svedese, bensì ampiamente diffuso negli Stati Baltici e in Scandinavia, dove ha assunto differenti nomi; gli islandesi l’hanno battezzato bolla, gli estoni vastlakukkel, i danesi e i norvegesi fastelavnsbolle, i finlandesi laskiaispulla. La tradizione vuole che il semla si prepari il lunedì che precede Martedì Grasso, ma i popoli nordici non disdegnano di consumarlo anche durante la Quaresima. E non stupisce: questo dolce, un delizioso pain brioche al cardamomo, è una sorta di mini-panino che, una volta tagliato a metà, viene riempito di crema di mandorle  e abbondante panna montata. Una spolverata di zucchero a velo, e il gioco è fatto. Ma il semla, oltre ad essere goloso, è anche un dolce dalle origini antichissime e dalla storia molto particolare.

 

 

Risale, infatti, nientemeno che al XVI secolo. La versione originaria del semla era molto più rudimentale: si trattava di una tazza di latte caldo che conteneva un boccone di pane di segale. Eppure questo dolce, che prendeva il nome di hetvägg, era adorato dai reali e dalle classi altolocate nonostante la sua semplicità. L’usanza voleva che fosse preparato tutti i martedì di Quaresima. Ancora oggi, in diversi paesi nordici, è comune servire il semla con il caffè o una bevanda calda; in Svezia, ad esempio, viene intinto nel latte in onore dei vecchi tempi. Ma da dove deriva il nome di questo dolce? La provenienza è tedesca: il termine “semmel” corrispondeva a “semilia”, in latino “semola” e successivamente “pane”.

 

 

Le varianti del semla, in Scandinavia, non si limitano al nome. Qualche esempio? In Danimarca, ma anche in Islanda, il fastelavnsbolle e il bolla sono composti interamente di pasta sfoglia e farciti con marmellata e panna montata. Non è raro, inoltre, che vengano rivestiti di glassa al cioccolato. In Finlandia, il laskiaispulla contiene confettura di lamponi anzichè crema di mandorle.

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