Vacanze su un’isola: perché piacciono tanto

Alicudi

 

Dev’esserci un’isola più a sud,
una corda più tesa e più vibrante,
un altro mare che nuota in altro blu.

(José Saramago)

 

Le mete più gettonate dell’estate 2026 sono state le isole. Ma non parliamo di atolli tropicali, di arcipelaghi esotici situati all’altro capo del mondo. Gli italiani hanno scelto isole molto più a portata di mano, raggiungibili con voli brevi e pochi minuti di traghetto. I mari che le ospitano? Principalmente, lo Ionio e il Mediterraneo. Il motivo è molto semplice: coniuga una distanza abbordabile con spiagge splendide, mare cristallino e una buona dose di praticità. Secondo i sondaggi, tra le isole più frequentate rientrano la greca Corfù (dove Madonna ha festeggiato da poco il suo compleanno) e le Cicladi, seguite da Ibiza e Formentera, Malta, le isole Canarie, soprattutto Lanzarote. In Italia, destinazioni come la Sardegna, Capri, l’isola d’Elba e la Sicilia hanno registrato il massimo afflusso di turisti. Ma al di là dei nomi più noti, il boom ha riguardato anche piccoli gioielli collocati nei mari del nostro Paese: basti pensare, ad esempio, a Pantelleria, o alle incantevoli isole Eolie, omaggiate da registi leggendari del cinema italiano e internazionale. Ma perché le isole piacciono tanto? Proviamo a scoprirlo insieme.

 

Capri

La sensazione di libertà

Il fatto che l’isola sia circondata dal mare dona la sensazione di staccare completamente con il tran tran quotidiano, con la vita di città. E’ come se quel mare fungesse da barriera tra la vacanza e lo stress della routine che ci intrappola giornalmente.

Il mare turchese

Non c’è bisogno di arrivare ai Caraibi per trovare un mare da sogno, trasparente e dove praticare molteplici sport acquatici: nuoto, sci nautico, snorkeling, surf, immersioni subacquee, barca a vela

 

Creta

L’elogio della lentezza

Sulle isole i ritmi sono rallentati, rilassanti, a misura d’uomo. L’impressione è quella di trovarsi in un’oasi paradisiaca in cui il relax viene messo al primo posto.

La natura selvaggia

Le coste delle isole sono spesso frastagliate, ricche di baie, calette e spiagge nascoste, dove la vegetazione si alterna a scogli e rocce. Il paesaggio selvaggio e il clima ventilato, favorito dall’assenza di barriere naturali, esercitano un forte fascino su chiunque si trovi a visitare quelle zone.

 

Sardegna

Divertimento e relax, un’accoppiata vincente

Pensate a Ibiza, un’isola con una doppia anima: di notte, la regina dei club più esclusivi; di giorno, natura incontaminata, fincas (i tipici casali bianchi delle aree rurali) e piante di fichi, ulivi e carrubi nella campagna assolata.

 

Formentera

La forza delle tradizioni

Le comunità insulari sono un “mondo a parte”: le tradizioni sono molto sentite, così come la propria identità culturale. Non è raro assistere a eventi o manifestazioni di grande importanza e suggestività, gustare prodotti enogastronomici particolari, scoprire i capolavori dell’artigianato locale. Quest’atmosfera speciale, dai forti connotati distintivi, riesce a coinvolgere e ad entusiasmare.

 

Pantelleria

Un’isola per ogni esigenza

Esistono isole modaiole, pensate a Mykonos o Santorini; isole per il turismo di lusso, come la Sardegna o Capri; isole dai paesaggi spettacolari, ad esempio le Eolie, che sfoggiano panorami vulcanici e marini imperdibili e sono diventate Patrimonio dell’Umanità Unesco. In breve, c’è un’isola per tutti i gusti. Ognuno può scegliere l’isola che più gli si confà, che più lo aggrada. Anche un’isola incontaminata e meno battuta dal turismo, volendo: tipo Capraia o Giannutri. Ogni isola ha la sua peculiare identità.

 

Isola d’Elba

Sempre in movimento

Le isole offrono molteplici attività di svago: con le mani in mano non si sta. Vengono organizzate gite, percorsi di trekking, escursioni, degustazioni enogastronomiche, corsi di sport d’acqua…c’è solo l’imbarazzo della scelta.

 

Sicilia

Un viaggio di scoperta

Sulle isole, soprattutto quelle più grandi, c’è molto da scoprire. Si esplorano cittàscenari naturali, culture, tipicità locali…e si assapora il fascino potente della storia. L’esempio più calzante è la Sicilia, crocevia di civiltà, con la sua natura prorompente, le città d’arte, il mare cristallino e le coste straordinarie, la potenza dell’Etna e l’unicità della sua identità culturale.

 

Santorini

 

E voi, amate le isole? Avete trascorso le vacanze su un’isola? Qual è la vostra isola preferita? Scrivetelo nei commenti.

 

Mykonos

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Il giardino con piscina: pro e contro

 

Avere una piscina in giardino: con il torrido caldo estivo, sicuramente è una comodità. Quando la temperatura sale, l’angolo piscina diventa un’oasi rinfrescante. Per bagnarsi, nuotare, divertirsi in acqua o rilassarsi, magari adagiati su un gonfiabile coloratissimo, mentre si legge un libro o si beve un buon drink. Anche lo spazio a bordo piscina offre molte opportunità: prendere il sole, chiacchierare, organizzare aperitivi e cene a buffet, sono solo alcune delle attività a cui ci si può dedicare. Inserire una piscina in giardino, però, è una scelta impegnativa. Va ponderata con cura, valutando bene i pro e i contro.

 

 

Pro

In termini di benessere, pregio e aspetto visivo, la piscina è senza dubbio un punto di forza. In estate rappresenta un’area dedicata al relax e alla convivialità, ma anche il luogo che permette di fuggire dal caldo. Dal punto di vista dell’estetica, inoltre, rende il giardino più attraente, lussuoso e funzionale. Il lato economico non va trascurato: un giardino con piscina aumenta il valore dell’immobile dell’8%. Per gli amanti dello sport o della tintarella, la piscina è l’angolo destinato a entrambi: che siano patiti del nuoto o dell’abbronzatura.

 

 

Contro

Costruire una piscina nel proprio spazio verde è una decisione importante. Innanzitutto in termini economici: l’installazione prevede dei costi notevoli, per non parlare delle spese di manutenzione. La piscina richiede una pulizia regolare, il controllo e la regolazione costanti del pH del cloro, dei filtri, dell’acqua e del suo livello. Le strutture adibite alla sicurezza, ad esempio le scalinate e i recinti, devono essere impeccabili. Ma è soprattutto essenziale rispettare un preciso iter burocratico: oltre a valutare attentamente lo spazio offerto dal proprio giardino (bisogna calcolare che la piscina prevede un’area aggiuntiva dedicata al bordo e che non deve risultare mai troppo contigua all’abitazione), è tassativo attenersi ai vincoli paesaggistici e al regolamento comunale. In sintesi, vanno ottenuti i permessi specifici richiesti dagli enti locali. Con questi ultimi andranno ponderati bene anche gli aspetti inerenti alla sicurezza e alle dimensioni della piscina.

 

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Ferragosto in campagna

 

Quando da bimbi si è vissuto in campagna e calpestato l’erba dei prati, dormito nei boschi, sorpreso l’uccello nel nido e bevuto nelle giumelle le acque vive e correnti, si è profumati di poesia per tutti gli anni che ci restano.

(M. F. Sauvage)

 

Trascorrere l’estate in campagna, evitando il caos ferragostano dei lidi vacanzieri: più che un’idea, un’opportunità. La campagna offre molteplici occasioni per potersi ritemprare sia nel corpo che nello spirito. Innanzitutto l’aria pura, del tutto priva di smog. E poi una full immersion nella natura, dove a regnare è un silenzio rotto solo dai suoni tipici delle aree rurali: il cinguettio degli uccelli, il sussurro delle foglie che ondeggiano al ritmo della brezza, il canto incessante dei grilli e delle cicale. I colori, in campagna, sono più accesi; il cielo più terso, i sapori più intensi. L’alba e il tramonto segnano l’inizio e la fine di ogni giornata. La campagna si vive con tutti i cinque sensi; dall’olfatto che capta gli aromi della terra, il profumo dei fiori e delle piante bagnate di rugiada, al gusto, che si rigenera attraverso i tipici sapori locali.

 

 

La campagna è un’oasi di relax, un’ode alle piccole cose che ci riempiono di stupore. Il rapporto con il tempo si modifica, i minuti si dilatano. Si riscoprono piaceri come il mangiare insieme all’aria aperta, una passeggiata in cerca di more, un libro letto davanti al tramonto mentre si è distesi su un prato. Il sorgere del sole è annunciato dal canto del gallo, che invita a vivere seguendo nuovi ritmi e una nuova consapevolezza. Le uscite notturne non contemplano luci al neon, ma un cielo cosparso di stelle.

 

 

In campagna non c’è traffico, non si fanno file, scompare la baraonda cittadina. Lo sguardo spazia tra l’azzurro del cielo e il verde circostante, soffermandosi su una gamma infinita di colori: il rosso dei papaveri, il viola della lavanda, l’oro del grano…La natura la fa da padrone.

 

 

L’atmosfera idilliaca favorisce la riconnessione con se stessi e amplifica le emozioni. La campagna, dunque, rappresenta una meta estiva ideale: per chi rifugge dal chiasso, dalle località alla moda, dalle spiagge sovraffollate. Per chi punta a riscoprire la gioia di assaporare cibi genuini, seguire ritmi lenti e ripristinare il valore della convivialità con la comunità locale.

 

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Il giardino d’estate: la tendenza dell'”outdoor dining”

 

Del giardino non si può smettere di parlare proprio in estate. Ma se negli articoli precedenti mi sono focalizzata sul green design, oggi approfondirò un’attività che, durante la stagione calda, è fortemente associata a questo spazio: le cene in giardino. Gli anglosassoni la chiamano “outdoor dining”, cenare all’aperto; è una piacevole abitudine diventata tendenza. Perchè piace così tanto? In primis perchè il giardino, così come viene concepito oggi (rileggi l’articolo cliccando su questo link), è un vero e proprio salotto al chiaro di luna. I fiori e le piante sono intervallati da fontane, lanterne, statue, elementi ornamentali… non manca mai un angolo dedicato al relax, con tanto di divani, tavolini, soffici cuscini e sedie in fibra naturale. Il giardino possiede tutto il fascino di uno spazio privato dove la convivialità viene vissuta al di fuori delle quattro mura. Il comfort, naturalmente, rimane un punto di forza: l’illuminazione giusta accentua la suggestività dell’atmosfera, che sia costituita da candele, catene luminose pensate per l’outdoor o lanterne orientaleggianti. Sono immancabili le piante che fungono da repellenti per ospiti “sgraditi” come le zanzare, tipo la citronella e il rosmarino. Ultimo, ma non per importanza, la frescura garantita dagli alberi è un dono da non trascurare: le folte fronde, che impediscono ai raggi solari di penetrare, e il processo di evapotraspirazione, tramite cui le foglie rilasciano umidità nell’aria, rappresentano un prezioso antidoto contro il calore.

 

 

Ma esistono altri motivi associati alla passione per le cene outdoor. Mangiare all’aperto è un’esperienza multisensoriale: il canto dei grilli o degli uccelli in sottofondo, la splendida scenografia naturale, il “tetto” di stelle, favoriscono un clima rilassato che accentua il gusto dei cibi. Tutto sembra avere un sapore più invitante, predisponendo gli ospiti al buonumore e a godere di momenti unici e irripetibili.  Se è presente anche un orto, poi, tanto di guadagnato: l’interesse per i prodotti a chilometro zero potrebbe rendere la cena all’aperto ancora più speciale.

 

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Il giardino e l’elemento acqua: un binomio dalle radici antichissime

 

Non tutti sanno che, in persiano, il termine “pairidaeza” significa “giardino recintato”: è un concetto che rimanda al Giardino dell’Eden, il luogo biblico, descritto nella Genesi, dove vivevano Adamo ed Eva prima di esserne cacciati. Il giardino, dai persiani, viene visto come uno spazio prezioso, un angolo paradisiaco delimitato da siepi e staccionate che ne accrescono l’esclusività. Il giardino non è per tutti, ma per chi sa scoprirne la bellezza; un gioiello nascosto che racchiude incanti e meraviglie. Una di queste è l’elemento acqua, presente nelle forme più svariate: fontane, vasche, torrenti, stagni, piccole cascate…tutti atti ad esaltare la percezione degli spazi e, grazie a riflessi e zampilli in  perpetuo movimento, a generare un’atmosfera di piacevole relax.  Bisogna aggiungere che l’acqua, valore architettonico a parte, possiede una forte valenza simbolica. L’acqua è vita. Irrora il giardino, lo nutre, è essenziale per la terra e per le piante. Nel giardino persiano, non a caso, scorrevano quattro corsi d’acqua ispirati alle quattro ramificazioni del fiume del Paradiso terrestre: il Pison, il Ghicon, il Tigri e l’Eufrate.  Queste diramazioni garantivano la sopravvivenza a tutti gli esseri viventi e accentuavano lo splendore della fauna e della flora locali.

 

 

Per gli antichi popoli, l’acqua é un elemento imprescindibile di ogni giardino. Pensiamo a quello degli Egizi, dove  è presente in virtù dell’importanza conferita al fiume Nilo, da sempre associato alla prosperità, alla vita e alla rinascita. Oppure al giardino dell’antica Roma, con i suoi specchi d’acqua circondati da statue, ninfei e maestosi colonnati. Anche nel giardino orientale l’acqua ha un valore emblematico determinante. Il giardino cinese include immancabilmente un lago che, con la mutevolezza dei suoi riflessi, rimanda al caposaldo buddista dell’impermanenza. Il lago del giardino cinese è costellato di rocce: sono una rappresentazione delle montagne sacre, dove dimorano gli immortali, ma anche della solidità dell’elemento maschile, lo Yang, che, fondendosi con quello fluido e armonico femminile, lo Yin, simbolizzato dall’acqua, mantiene in equilibrio le forze dell’Universo. Per i giapponesi, gli specchi d’acqua collocati nei giardini hanno un potente valore filosofico. Osservare il riflesso della luna sulla superficie immobile del laghetto è un esercizio di meditazione: insegna il valore del tempo che scorre, l’arte della pazienza e dell’attesa.

 

 

Acqua e giardino rimangono, a tutt’oggi, un binomio indissolubile. Nell’acqua si specchiano l’ambiente circostante, il cielo, la luce del sole e il chiarore della luna. L’acqua è cangiante, intrisa di bagliori. Dona sollievo e serenità. Insieme ai fiori, alle piante e alle rocce, dà vita a un incantevole scenario naturale. Non sono poche le persone che, attualmente, scelgono di inserire una piscina nel loro spazio verde: in questo modo, lo specchio d’acqua diventa fruibile a tutti gli effetti e permette la massima vivibilità del giardino. Con un sapiente utilizzo dell’illuminazione,  impostato su un dialogo costante tra tecnologia e natura, è possibile creare un “Eden” contraddistinto da un’atmosfera unica e irripetibile.

 

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L’orto: quando il green fa tendenza

 

Perchè avere un orto è la mania del momento? Per una serie di buone ragioni: per allentare i ritmi frenetici della vita quotidiana, per riconnettersi con la natura, per condurre una vita più sana e all’insegna della sostenibilità. Coltivare frutta e verdura è rilassante e dona molte soddisfazioni; coniuga il benessere con il risparmio e offre la certezza di nutrirsi in modo corretto, tenendo alla larga i pesticidi e i fertilizzanti artificiali. Approfondiamo l’argomento punto per punto.

 

 

1. L’importanza del km zero

Dal punto di vista della sostenibilità, avere un orto è l’optimum. Riduce la necessità dei trasporti, che causano inquinamento atmosferico, e rende superfluo l’utilizzo degli imballaggi, soprattutto di quelli in plastica così dannosi per l’ambiente.

 

 

2. Il valore del relax

Il contatto diretto con la terra e i suoi frutti è un potente antistress naturale. Coltivare l’orto è un’attività rigenerante, un elogio alla lentezza e al lavoro manuale.

 

 

3. La possibilità di risparmiare

Avere un’oasi green in cui coltivare frutta e verdura permette di azzerare le spese a loro dedicate e  in particolar modo i rincari a cui sono soggetti i prodotti ortofrutticoli.

 

 

4. Il ripristino di una connessione con la natura

Piantare, seminare, raccogliere, potare…sono tutte attività che riconnettono con la natura e con i suoi cicli. Educano alla stagionalità, ci raccontano da dove provengono i cibi che troviamo sulla nostra tavola, insegnano il valore della pazienza e donano la gioia di veder crescere, fiorire o maturare ciò che abbiamo curato con tanto amore.

 

 

5. Un incentivo alla socialità

Chi possiede un orto è generalmente portato a socializzare con i vicini che, a loro volta, ne possiedono uno. Ci si scambia informazioni, ci si dà consigli, ci si presta utensili o fertilizzanti…E’ un modo per fare amicizia, soprattutto nei vasti spazi urbani.

 

 

6. Il fattore estetico

Gli orti stanno diventando sempre più belli anche da vedere: sono curatissimi, all’avanguardia dal punto di vista estetico e di distribuzione degli spazi. Potremmo definirli delle oasi di verde in cui, oltre ai prodotti, riveste una grande importanza anche il design.

 

 

7. L’esempio di Re Carlo III

Dal 1986, Re Carlo III d’Inghilterra è diventato un punto di riferimento per gli amanti del green grazie ai giardini di Highgrove House: una tenuta di settecento ettari che il sovrano ha tramutato in un vero e proprio laboratorio biologico. L’intera area viene gestita secondo i principi dell’agricoltura sostenibile e della permacultura, valorizzando enormemente la biodiversità. E in alcuni orti botanici è possibile ammirare l’opera di Re Carlo, che adora occuparsi dei suoi spazi verdi in prima persona.

 

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Il giardino, la nostra casa all’aperto

 

Quando arriva il bel tempo, il giardino diventa uno spazio importante: è un po’ la nostra casa all’aperto. In giardino facciamo colazione, ci rilassiamoprendiamo il sole…Renderlo un ambiente accogliente è fondamentale. Per questo molti di noi lo personalizzano al massimo, donandogli un’impronta che ne definisce lo stile e ne esalta l’atmosfera; il ruolo che rivestono le decorazioni, in tal senso, risulta decisivo. Statue, fontane, girandole, particolari disposizioni floreali, rappresentano solo alcuni degli elementi utilizzati per valorizzare un giardino. Non esistono regole ben precise: ognuno può decidere liberamente come procedere. Se dovessimo proprio seguire degli input, sarebbero un’attenta distribuzione degli spazi, uno strategico posizionamento delle luci, un ponderato mix di specie floreali. L’obiettivo, caratterizzare il giardino, va sempre tenuto in mente. Il giardino dovrebbe essere un luogo dedicato al relax, l’oasi di verde che ci accoglie quando torniamo a casa. Non è un caso che, grazie al clima mite, tendiamo a trascorrere sempre più tempo nei suoi spazi: tramutarlo in una sorta di estensione della dimora che ci ospita si fa essenziale.

 

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Le candele scandinave: un’ode allo Yuletide e all’Hygge

 

“[…] E io parlo della terra a una candela; di te e di noi, di noi soli, creati.”

(Milo De Angelis)

La Scandinavia è l’area geografica in cui il numero delle candele vendute è il più alto del mondo. Pilastri dello stile Hygge (rileggi qui l’articolo che MyVALIUM gli ha dedicato) e del lungo periodo che ingloba l’Avvento e le feste natalizie, le candele sono presenti in tutte le case danesi, svedesi, finlandesi e norvegesi: è raro trovarne una che ne sia priva. E quando arriva l’Autunno, con il buio che cala intorno alle 14.30, le loro fiammelle baluginano dietro ai vetri di ogni finestra. Le candele costituiscono un elemento decorativo imprescindibile, in grado di creare un’atmosfera confortevole e accogliente. La loro luce soffusa dona un tocco di magia a qualsiasi ambiente. Nei confronti delle candele, gli scandinavi provano un amore vero e proprio: alla sua origine si ricollegano rituali antichissimi e mai sopiti. Le candele, non a caso, riappaiono ad ogni ricorrenza chiave dei mesi freddi. Basti pensare alla festa di Santa Lucia in Svezia, dove le giovani donne sfilano con una corona di candele accese: un potente emblema della luce che sconfigge l’oscurità. Oppure alla corona dell’Avvento, molto popolare nei paesi Scandinavi: prendendo ancora come esempio la Svezia, notiamo che ha sia la forma di un candelabro con sette candele (oggi dotate di luce elettrica), che quella di un candeliere che ne contiene quattro, posizionato rigorosamente sul davanzale della finestra.
La tradizione prevede che si accenda una candela durante le quattro domeniche di Avvento; ognuna ha un significato simbolico ben preciso: la prima è dedicata all’attesa, la seconda alla gioia del Natale, la terza alla pace e la quarta all’amore. Yuletide a parte, le candele sono fondamentali per creare il senso di intimità che permea la filosofia Hygge. E’ impensabile trascorrere delle ore di relax o convivialità nella propria casa senza la suggestiva atmosfera originata dalle candele accese. Prova ne è il fatto che i popoli nordici non solo le acquistano per sé, ma sono soliti regalarne in quantità: al di là dell’aspetto puramente ornamentale, le candele possono essere considerate un autentico emblema della cultura scandinava.

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L’Autunno in 10 aggettivi

 

Con quali aggettivi potrebbe essere descritto, l’Autunno? Ognuno ha i propri. Vi presento i miei: ne ho scelti dieci, quelli che a me sembrano più rappresentativi per raccontarlo in estrema sintesi.

 

L’Autunno è confortevole

Bere una tisana calda mentre fuori piove, lasciarsi avvolgere dal profumo di una candela aromatica, assaporare ore di assoluto relax davanti al focolare…l’Autunno ci fa tornare ad apprezzare il comfort e le atmosfere intime della nostra casa.

 

L’Autunno è goloso

Il castagnaccio, la sbrisolona, la torta di mele, la crostata alla marmellata di more, la torta alle noci, la torta di pere e cioccolato, lo strudel con mele e fichi o con uva nera…l’Autunno è una vera e propria pasticceria di delizie. E vale la pena di indugiare nei peccati di gola.

 

L’Autunno è caldo

“Caldo”??? Ma come? Se le temperature sono già calate vertiginosamente! Ebbene sì: l’Autunno è caldo perchè ci permette di avvolgerci nei soffici maglioni in lana o cashmere, nelle sciarpe e nei cappotti che ci tengono piacevolmente al riparo dai primi freddi.

 

L’Autunno è misterioso

La nebbia avviluppa gli scenari autunnali dando vita a un’atmosfera di profondo mistero. Ma non solo: quando arriva Ottobre, Halloween comincia ad avvicinarsi a grandi passi. E tutti (o quasi tutti) si preparano a fare un salto nell’oscurità.

 

L’Autunno è stregato

“Per alcuni, l’autunno viene presto, e permane per tutta la vita, quando ottobre segue settembre, e novembre tocca ottobre, e poi, invece di dicembre e del natale, non c’è la stella di Betlemme, non c’è letizia, ma ritorna settembre e il vecchio ottobre, e così via, per tutti gli anni, senza inverno, senza primavera, senza estate vivificatrice”, scrive Ray Bradbury ne “Il popolo dell’Autunno”. E tornano subito a rivivere le stregate atmosfere halloweeniane.

 

L’Autunno è intenso

I tramonti autunnali colpiscono per i loro colori intensi e ipnotici: sfumature dorate e arancioni che ci attirano in un turbine di meraviglia e non ci lasciano più andare.

 

L’Autunno è colorato

Lungi dall’essere malinconico, l’Autunno è un’esplosione di colori. Non è un caso che da Domodossola parta un treno speciale chiamato “Treno del Foliage”: arriva fino in Svizzera e permette ai passeggeri di ammirare questa tavolozza di spettacolari cromie dal finestrino.

 

L’Autunno è abbondante

L’Autunno abbonda di doni della terra: ci regala frutta e verdura in quantità e in un tripudio di colori e di sapori. Tant’è che, anticamente, questa rigogliosità veniva simboleggiata dalla cornucopia, il corno dell’abbondanza che un gran numero di artisti inserì nei propri dipinti.

 

L’Autunno è crepuscolare

In Autunno, il buio arriva sempre più presto. Ma il crepuscolo è tutto fuorchè malinconico: al calar della sera, i lampioni si accendono donando alle strade un’immensa suggestività.

 

L’Autunno è magico

La magia dell’Autunno risiede in una molteplicità di fattori. Scopriteli rileggendo tutti i punti trattati finora.

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La neve ci fa star bene: scopri perchè in 5 punti

 

La neve, in Italia, cade sempre meno spesso. L’anno scorso, ricordate?, ho dedicato un articolo proprio a questo tema (rileggilo qui), elencando i benefici che la neve apporta al nostro organismo e all’ecosistema. Oggi voglio analizzare, invece, tutti i vantaggi che la neve ci procura dal punto di vista del benessere mentale. Perchè una cosa è certa: una nevicata è in grado di influenzare positivamente il nostro stato d’animo, il nostro umore. E’ quel momento magico in cui tutto cambia: rallentano i ritmi, chiudono scuole e uffici, riaffiorano i più bei ricordi dell’infanzia. Ma come e perchè si verifica questo fenomeno? Scopriamolo insieme in 5 punti.

1. La neve riattiva la nostra memoria emotiva

Quando i fiocchi scendono fitti e il paesaggio si imbianca, riemergono le emozioni che la neve suscitava in noi durante l’infanzia: il mondo si trasforma, si impregna di magia. Da bambini, una nevicata improvvisa ci riempiva di gioia: la scuola chiudeva i battenti, potevamo goderci la meraviglia dello scenario  candido e il suo silenzio fatato. Organizzavamo battaglie di palle di neve con gli amici, condividevamo con loro l’ebbrezza di fare un pupazzo di neve…Ogni azione si tramutava in felicità pura. Una nevicata ha il potere di riattivare quei ricordi, quelle emozioni, solo in sporadici casi mitigati da pensieri “guastafeste” associati alla scomodità della neve.

 

 

2. La neve è rilassante

Il candore ammanta l’ambiente circostante: ci immerge nel magnifico scenario di una fiaba senza tempo. Il traffico diminuisce, a poco a poco diventa quasi assente; i rumori si fanno sempre più attutiti. Una delle caratteristiche della neve, infatti, è quella di ammortizzare i suoni: il manto nevoso è composto da pori pieni d’aria, siano essi isolati o aggregati in una rete di microscopici canali. Questa porosità permette alla neve di assorbire i suoni dell’ambiente, che risultano quasi ovattati. Inoltre, quando guardiamo i fiocchi di neve scendere dal cielo, una grande serenità si impossessa di noi: osservandoli proviamo la sensazione di una pace profonda; l’atmosfera è sospesa, il tempo sembra essersi fermato per donarci una pausa di autentico incanto.

 

 

3. La neve cambia lo stile di vita

Mi soffermo sul concetto di “autentico incanto” espresso al punto 2. La neve cambia il nostro stile di vita, rallenta i nostri ritmi. Pensate al nevone: gli spostamenti si bloccano, gli uffici, le fabbriche, le scuole rimangono chiusi, ma quella che ci accingiamo a vivere è una parentesi ad alto tasso di stupore. La neve ci permette di assaporare bei momenti passati davanti al focolare, magari sorseggiando una cioccolata calda, insieme alla famiglia. La routine viene stravolta e, paradossalmente, usciamo dal nostro guscio: aiutiamo il vicino a spalare la neve, veniamo aiutati se la neve ci crea difficoltà. Ma non solo. Lo stop momentaneo del traffico permette di camminare a piedi  lungo i sentieri scavati nel manto nevoso: quando i pedoni si incontrano si salutano, scambiano quattro chiacchiere, anche se sono dei perfetti sconosciuti; tutte abitudini “d’altri tempi” che, in un mondo sempre più virtuale, faremmo bene a ripristinare.

 

 

4. La neve ci fa riscoprire lo splendore della natura

La natura ci regala sensazioni di ineguagliabile benessere, vibrazioni che ci fanno sentire in pace con il mondo intero. Il candore della neve rimanda alla purezza, acuisce i nostri sensi. Avvertiamo tutto più distintamente, anche i colori risultano più vividi. A proposito di candore: sapevate che il bianco di cui è tinta la neve è soltanto una nostra percezione? I riflessi dei raggi di luce che attraversano i cristalli di neve subiscono deviazioni che fanno riemergere la luce in tutti i suoi colori di partenza. Di conseguenza, percepiamo la neve come bianca in quanto il bianco è la somma di tutti i colori dello spettro elettromagnetico.

 

 

5. La neve regala buonumore

Non c’è niente di meglio che una bella passeggiata nella neve, per incrementare il benessere mentale: lo sforzo costante che implica, infatti, stimola la produzione di ormoni quali le endorfine e la serotonina, i cosiddetti “ormoni del buonumore” o “della felicità”. Si verifica, in sostanza, una perfetta combinazione tra l’effetto rilassante procurato dalla neve e i benefici che comporta praticare questa specifica attività fisica. Una passeggiata nel paesaggio innevato rappresenta anche un momento di pausa in cui sgombrare il cervello dallo stress e dalle preoccupazioni: la capacità di concentrazione ne risulterà potenziata, così come il pensiero creativo e il problem solving. La neve, in conclusione, ci regala delle ottime occasioni per combattere lo stress e ritrovare il nostro equilibrio emotivo.

 

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