Tendenze capelli Autunno 2025: il castano cioccolato, colore al top di stagione

 

L’Autunno porta con sè il colore delle castagne, della terra, degli alberi spogli: e il marrone, grazie anche al ruolo di apripista svolto da Mocha Mousse Pantone, fa subito tendenza. Persino sui capelli, dove le sfumature color cioccolato hanno soppiantato il rosso rame tipicamente autunnale. Prova ne è che il castano scuro, sia arricchito di riflessi che in versione colore pieno, si è guadagnato il titolo di hair color di stagione. Le gradazioni al top sono numerose: prevalgono cromie che rievocano il caffè tostato, il marrone talmente profondo da virare al nero, la base scura accesa da riflessi rossi, bordeaux o caramello. Ma la cromia vincente è sempre e comunque il castano, intenso e corposo proprio come il cioccolato fondente.

 

Foto via Pexels e Unsplash

 

L’Autunno in 10 aggettivi

 

Con quali aggettivi potrebbe essere descritto, l’Autunno? Ognuno ha i propri. Vi presento i miei: ne ho scelti dieci, quelli che a me sembrano più rappresentativi per raccontarlo in estrema sintesi.

 

L’Autunno è confortevole

Bere una tisana calda mentre fuori piove, lasciarsi avvolgere dal profumo di una candela aromatica, assaporare ore di assoluto relax davanti al focolare…l’Autunno ci fa tornare ad apprezzare il comfort e le atmosfere intime della nostra casa.

 

L’Autunno è goloso

Il castagnaccio, la sbrisolona, la torta di mele, la crostata alla marmellata di more, la torta alle noci, la torta di pere e cioccolato, lo strudel con mele e fichi o con uva nera…l’Autunno è una vera e propria pasticceria di delizie. E vale la pena di indugiare nei peccati di gola.

 

L’Autunno è caldo

“Caldo”??? Ma come? Se le temperature sono già calate vertiginosamente! Ebbene sì: l’Autunno è caldo perchè ci permette di avvolgerci nei soffici maglioni in lana o cashmere, nelle sciarpe e nei cappotti che ci tengono piacevolmente al riparo dai primi freddi.

 

L’Autunno è misterioso

La nebbia avviluppa gli scenari autunnali dando vita a un’atmosfera di profondo mistero. Ma non solo: quando arriva Ottobre, Halloween comincia ad avvicinarsi a grandi passi. E tutti (o quasi tutti) si preparano a fare un salto nell’oscurità.

 

L’Autunno è stregato

“Per alcuni, l’autunno viene presto, e permane per tutta la vita, quando ottobre segue settembre, e novembre tocca ottobre, e poi, invece di dicembre e del natale, non c’è la stella di Betlemme, non c’è letizia, ma ritorna settembre e il vecchio ottobre, e così via, per tutti gli anni, senza inverno, senza primavera, senza estate vivificatrice”, scrive Ray Bradbury ne “Il popolo dell’Autunno”. E tornano subito a rivivere le stregate atmosfere halloweeniane.

 

L’Autunno è intenso

I tramonti autunnali colpiscono per i loro colori intensi e ipnotici: sfumature dorate e arancioni che ci attirano in un turbine di meraviglia e non ci lasciano più andare.

 

L’Autunno è colorato

Lungi dall’essere malinconico, l’Autunno è un’esplosione di colori. Non è un caso che da Domodossola parta un treno speciale chiamato “Treno del Foliage”: arriva fino in Svizzera e permette ai passeggeri di ammirare questa tavolozza di spettacolari cromie dal finestrino.

 

L’Autunno è abbondante

L’Autunno abbonda di doni della terra: ci regala frutta e verdura in quantità e in un tripudio di colori e di sapori. Tant’è che, anticamente, questa rigogliosità veniva simboleggiata dalla cornucopia, il corno dell’abbondanza che un gran numero di artisti inserì nei propri dipinti.

 

L’Autunno è crepuscolare

In Autunno, il buio arriva sempre più presto. Ma il crepuscolo è tutto fuorchè malinconico: al calar della sera, i lampioni si accendono donando alle strade un’immensa suggestività.

 

L’Autunno è magico

La magia dell’Autunno risiede in una molteplicità di fattori. Scopriteli rileggendo tutti i punti trattati finora.

Foto via Pexels e Unsplash

 

Il viandante

 

“Puerto de Pollensa. Illa d’Or. Le case riposavano quiete nell’aria immobile, ciascuna avvolta in un delicato velo di fumo. Il viandante annega nella loro sfera come in anelli d’incenso, poiché il legno odoroso del pino montano alimenta la fiamma dei focolari. Il piacere che si prova in queste passeggiate solitarie è dovuto certamente anche al fatto che chi le compie omnia sua secum portat, come voleva il filosofo Biante. La nostra coscienza ci accompagna come uno specchio sferico, o meglio come un’aura il cui centro siamo noi. Le belle immagini penetrano in quest’aura e in essa subiscono un mutamento atmosferico. Così, noi passiamo oltre un cielo di segni come sotto aurore boreali e arcobaleni. Questo squisito sposalizio con il mondo, seguito da un nobile evento di riproduzione, fa parte dei supremi piaceri a noi destinati. La terra è la nostra eterna madre e donna, e come ogni donna fa, anch’essa dona qualcosa alla nostra ricchezza.” 

(Ernst Jünger, da “Percorsi balearici”)

Settembre, mese di vendemmia: i proverbi dedicati al vino

 

Cosa rappresentava, il vino, nella cultura agreste? Non solo una bevanda, bensì un cardine attorno al quale ruotavano le tradizioni, il lavoro agricolo, l’attaccamento al territorio e l’identità stessa di un determinato luogo. Il vino era uno dei più preziosi doni della terra, in grado di inebriare e quindi di sconfiggere il dolore e tutto ciò che “ingabbiava” la mente. Il vino incarnava la gioia, la vita, la condivisione…Scandendo, attraverso rituali come la vendemmia, i ritmi e i cicli stagionali. Il vino era sapere, continuità, cultura: la conoscenza delle uve, delle caratteristiche dei vitigni, il rispetto per la loro evoluzione naturale, costituivano un aspetto fondamentale della vita contadina. In un simile contesto, non potevano mancare i proverbi dedicati al vino. E vi assicuro che ne esiste un gran numero, sicuramente superiore rispetto a quello che il popolo rurale riservava ai mesi dell’anno! Ne ho selezionati alcuni e ve li presento in questo post.

 

 

Amicizia stretta dal vino non dura da sera a mattino.

 

 

Il vino non è buono se non rallegra l’uomo.

 

 

Buon vino fa buon sangue.

 

 

Quando il vino rende lieti, se ne fuggono i segreti.

 

 

Pane fa panza, vino fa danza.

 

 

A San Martino, apri la botte e assaggia il vino.

 

 

Buon fuoco e buon vino, scaldano il mio camino.

 

 

Chi beve vino prima della minestra vede il medico dalla finestra.

 

 

Buon vino, tavola lunga.

 

 

Chi ha pane e vino, sta meglio del suo vicino.

 

 

Chi vendemmia troppo presto, svina debol e tutto agresto.

 

 

Chi ha buon vino in casa, ha sempre i fiaschi alla porta.

 

 

L’acqua fa male e il vino fa cantare.

 

 

Pane finché dura, ma il vino a misura.

 

 

L’uomo si riconosce in tre maniere: in collera, alla borsa e al bicchiere.

 

Foto via Unsplash

 

Equinozio d’Autunno: arriva la nuova stagione e porta con sé l’aurora boreale

 

“L’equinozio.
in questo tempo sacro della terra,
notte e giorno in equilibrio
– maschile e femminile – intrecciano i loro principi e le loro forze.
Bisognerebbe vivere questo momento con la gratitudine di chi lascia andare le cose che ha vissuto e lo stupore di chi sta per raccogliere qualcosa di nuovo.”

(Fabrizio Caramagna)

 

Buon Equinozio d’Autunno a tutti/e voi. Stasera, alle 20.19, l’Autunno astronomico farà il suo ingresso ufficiale. “Equinozio”, dal latino “aequa nox”, è un termine indicativo: oggi le ore di luce e quelle di buio avranno un’ uguale durata, 12 ore, Nell’ emisfero boreale (il nostro) il giorno comincia ad essere sempre più breve, decretando il progressivo trionfo della notte. Nel periodo del secondo raccolto, dell’inizio del semestre oscuro, è auspicabile riflettere sui risultati che abbiamo raggiunto finora e dedicarci a nuovi progetti, abbandonando tutto ciò che è “vecchio” e non ha portato frutti. L’Autunno inaugura una fase introspettiva che favorisce l’a tu per tu con noi stessi, l’esplorazione interiore: un raccoglimento che conduce alla rinascita poichè ci invita a guardare al futuro con fiducia, con una nuova consapevolezza delle nostre risorse e dei nostri limiti. E’ il tempo dell’intimità familiare e casalinga: riscopriamo il piacere di accendere il camino, di arrostire le castagne sul fuoco, di stappare il primo vino della nuova annata, di riunirci a cena per degustare cibi ricchi di un’incredibile varietà di sapori. Per festeggiare l’Equinozio d’Autunno, stasera, utilizzate un corredo da tavola in tonalità autunnali e adornate la stanza dei doni che in questo periodo ci offre la natura: frutta secca, castagne, granturco, melagrane, pigne, grappoli d’uva, foglie appena cadute dai rami…Accendete candele in colori che esplorino tutte le sfumature dell’ambra e consumate alimenti rigorosamente di stagione. Brindate con del buon vino, non dimenticando di programmare attività che coniughino il fitness con il benessere interiore: un corso di yoga, jogging e passeggiate nel bosco o comunque a stretto contatto con la natura.

 

 

L’aurora boreale

E’ anche importante sapere che l’Equinozio d’Autunno, quest’anno, si accinge a regalarci lo spettacolare fenomeno dell’aurora boreale. Il cosiddetto effetto Russel-MacPherron prevede, infatti, che l’allineamento del campo magnetico interplanetario del Sole con quello dell’asse terrestre permetta a un’enorme quantità di particelle del vento solare di introdursi nella nostra magnetosfera. L’intensificazione dell’attività geomagnetica favorisce eventi come quello delle aurore boreali a basse latitudini; sono l’ossigeno e l’azoto, “bombardati” dalle particelle solari, a restituirci cromie straordinarie quali il viola, il rosso e il verde. Non perdetevi questo spettacolo: sarà visibile proprio quest’anno in tutto il suo splendore, dato che l’attuale ciclo solare ha raggiunto il suo picco. Il rischio è di dover aspettare fino al 2035 per ammirare nuovamente un fenomeno del genere.

 

Immagini via Pixabay e Unsplash

 

Tra Estate e Autunno: la stagione di mezzo e i suoi aromi

 

Questo weekend sancisce la fine di Agosto, il mese vacanziero per eccellenza. Lunedì arriva Settembre, e porterà con sè nuove atmosfere, nuovi stati d’animo e nuovi aromi. Sì, aromi: perchè a cavallo tra l’Estate e l’Autunno la natura ci regala, ogni volta, delle straordinarie esperienze olfattive. Basta una semplice passeggiata in campagna per rendersi conto dei profumi sedimentati dall’Estate appena conclusa e degli indizi dell’Autunno in arrivo, con i suoi inconfondibili sentori. I vigneti, tanto per cominciare, a Settembre strabordano di grappoli d’uva: rimandano all’odore del mosto, un aroma intenso e “carico” dovuto al processo della fermentazione alcolica. Un profumo che sa di vino, e a seconda di svariati fattori può rievocare accenti di volta in volta erbacei, fruttati o floreali. Ma anche terrosi, scaturiti soprattutto dalla pigiatura, ed ecco che entra in scena la profonda connessione tra gli aromi di Settembre e la natura. La terra, in particolar modo quella bagnata, è altresì l’odore indissolubilmente associato alle prime foglie cadute.

 

 

Non è ancora tempo di foglie che scricchiolano sotto i piedi, però i fichi (quelli derivanti dalla seconda fioritura) e i fichi d’india, tra Agosto e Settembre, raggiungono la piena maturazione. E sembra quasi di cogliere nell’aria il sentore dei fichi lasciati essiccare al sole: dolce e intriso di note caramellate, ricorda la terra e il calore dei raggi solari. Questo particolarissimo aroma, non a caso, è stato paragonato a quello del cognac o dello whisky, mentre i “nasi” più celebri lo associano olfattivamente al davana, l’erba aromatica indiana i cui fiori venivano donati a Shiva, una delle più venerate divinità indù.

 

 

Le piogge, se saranno abbondanti come quelle che ha portato con sè l’Estate, tra poche settimane permetteranno ai muschi di fare la loro comparsa sulle rocce, sui tronchi degli alberi e sui muri, elargendo copiosamente un altro dei caratteristici odori che anticipa le brume autunnali.

 

Foto via Pexels e Unsplash

 

Solstizio d’Estate

 

Solstizio d’estate.
Giornate che non finiscono mai,
interrotte per poche ore dalla notte,
e gli occhi spalancati per lo stupore di tanta luce.
(Fabrizio Caramagna)

 

La bella stagione è entrata ufficialmente stamattina, alle 4.42. Oggi, Solstizio d’Estate, il Sole raggiunge lo zenit e festeggiamo il suo trionfo. L’astro infuocato risplende alto nel cielo, dove permane a lungo. “Solstizio”, d’altronde, deriva da “solstat”, in latino “il sole si ferma”. Da domani, anche se sembra incredibile, comincerà a tramontare (seppur impercettibilmente) sempre più presto. Ho già parlato molte volte del Solstizio e dei suoi rituali, di come lo vivevano gli antichi popoli. Vi invito a godere della massima potenza del Sole e dell’energia che oggi sprigiona: Cielo e Terra sono uniti da una forza di attrazione quasi mistica. Remote leggende vogliono che nell’iperico, la tradizionale “erba di San Giovanni”, si concentri la quintessenza del vigore solare, mentre elementi come il fuoco e l’acqua simboleggiano l’incontro tra Sole e Luna, maschile e femminile. L’acqua rimanda alla guazza, l’abbondante rugiada associata alla fertilità: da qui l’usanza, adottata dalle donne desiderose di procreare, di rotolarsi nude sull’erba la notte di San Giovanni. Il Sole viene rappresentato dai falò solstiziali accesi per corroborare l’astro, ma anche a scopo purificatorio e beneaugurale. Secondo la tradizione l’iperico, il giorno del Solstizio, doveva essere raccolto a mezzogiorno in punto: avrebbe avuto virtù terapeutiche nei confronti di molteplici patologie. Se veniva raccolto a mezzanotte, invece, avrebbe messo in fuga le entità malvagie. Anticamente lo si appendeva alla porta affinchè proteggesse la casa dagli spiriti maligni. Per attirare la buona sorte, inoltre, l’iperico veniva bruciato nei falò insieme ad altre nove erbe: il vischio, la lavanda, la ruta, la verbena, la piantaggine, il finocchio, l’artemisia e il timo. Buon Solstizio d’Estate a tutti e a tutte, e che l’energia solare pervada la vostra giornata.

 

Foto via Pexels e Unsplash

 

Le Frasi

 

“Chi cerca di possedere un fiore, vede la sua bellezza appassire, ma chi lo ammira in un campo, lo porterà sempre con sé. Perché il fiore si fonderà con il pomeriggio, con il tramonto, con l’odore di terra bagnata e con le nuvole all’orizzonte.”
(Paulo Coelho , da “Brida”, Bompiani 2014)

Tra Terra, Sabbia e Mare

 

Sabato 7 giugno, temperatura massima 31 gradi. E’ tempo di togliere le scarpe, di affondare i piedi nella sabbia e immergerli nel mare in cerca di frescura. Tutti gesti che ci emancipano dalle costrizioni quotidiane e ci permettono di assaporare l’indipendenza estiva. Il contatto con elementi come la Terra e l’Acqua è rigenerante, e ripristina energia tramite l’assorbimento della carica elettrica presente in natura: vengono riattivate l’armonia e l’“elettricità” interiore che ci è necessaria a vivere in piena consapevolezza a contatto con il creato. Ho pensato di celebrare questo istante con una photostory, la prima dell’estate.

 

Foto via Pexels e Unsplash

 

Luna Crescente o Calante? L’influsso delle fasi lunari in agricoltura

 

L’uomo ha subito la fascinazione della Luna sin da tempi remotissimi. La magia dell’astro che rischiara il cielo notturno ha sempre catturato l’immaginazione umana, contribuendo alla creazione delle leggende e dei miti più disparati. Un ambito in cui la Luna riveste un ruolo da protagonista è l’agricoltura: nella cultura agreste, attività come la semina vengono svolte ormai da secoli in base alle fasi lunari. La Luna, infatti, assume diverse posizioni nel suo moto di rivoluzione attorno alla Terra e ne risultano visibili diverse porzioni. Queste porzioni, non possedendo l’astro una luminosità propria, sono quelle su cui riflette la luce del Sole. Quali sono, dunque, le fasi lunari? La prima fase del ciclo è la Luna Nuova: la Luna, perfettamente allineata tra il Sole e la Terra, è invisibile poichè la porzione che viene illuminata dal Sole non è quella posizionata di fronte alla Terra. La seconda fase è detta Luna Crescente; uno spicchio di Luna comincia a fare capolino e diventa più grande giorno dopo giorno. La terza fase lunare riguarda la Luna Piena; in questa fase riusciamo a vedere la Luna per intero, in quanto la faccia che ci mostra è completamente illuminata dal Sole. La quarta ed ultima fase è quella di Luna Calante, quando la porzione visibile di Luna diminuisce a poco a poco prima di sparire nel cielo notturno. Anticamente, l’uomo ha attribuito alle fasi lunari svariati poteri: ha individuato i periodi più propizi per imbottigliare il vino, pianificare una gravidanza, effettuare la semina e il raccolto, accorciare la propria chioma. Si tratta di credenze popolari o di realtà? Di entrambe le cose. Le fasi lunari, com’è stato appurato, riescono a influenzare l’andamento delle maree e a condizionare l’umidità del terreno grazie alla luce riflessa e all’attrazione gravitazionale che la massa lunare e quella terrestre esercitano reciprocamente. Secondo la tradizione, inoltre, il moto della Luna influirebbe sull’umore umano (da qui il termine “lunatico”) determinando patologie quali la licantropia, ovvero (ma qui entriamo nella leggenda) la metamorfosi temporanea di un uomo in lupo mannaro, uno dei principali argomenti di conversazione durante le cosiddette “veglie” contadine.

 

 

Tornando all’agricoltura, ad ogni fase lunare corrisponde un particolare influsso sul terreno e sulle colture. Non è un caso che esista un calendario lunare che include, annualmente, tutti i periodi migliori per le semine e le coltivazioni. Per seminare, le fasi lunari ideali sono quelle di Luna Crescente e Luna Calante, ma dipende dalla pianta che ci si accinge a coltivare.

 

 

Per piante che crescono sulla superficie del suolo, ad esempio i pomodori, il mais o l’insalata, la Luna Crescente è l’ideale, poichè stimola lo sviluppo dei germogli. Se invece si desidera piantare patate, aglio, carote o cipolle, è preferibile farlo con la Luna Calante: questa fase lunare agisce positivamente sulle piante da bulbo e la  semina sotterrenea. Alla Luna Crescente vengono attribuiti, in genere, enormi poteri. E’ la fase successiva a quella di Luna Nuova, quando la Luna, da completamente invisibile che era, comincia a mostrare uno spicchio che si ingrandisce di giorno in giorno. Ciò è di buon auspicio per la semina di piante che si riveleranno robuste e lussureggianti. La tradizione agreste vuole, invece, che alla Luna Calante corrispondano attività come il raccolto e la potatura.

 

 

Fasi lunari da Maggio ad Agosto 2025: quali i periodi migliori per le semine?

Dal 28 al 31 Maggio saremo in fase di Luna Crescente; fino al 26, di Luna Calante. La Luna Crescente riapparirà dall’ 1 al 10 Giugno e dal 27 al 30 Giugno, mentre dal 12 al 24 Giugno avremo Luna Calante. La fase di Luna Crescente riprenderà dall’1 al 10 Luglio e dal 26 al 31 Luglio. Quella di Luna Calante, dal 12 al 24 Luglio. Ad Agosto, infine, la Luna Crescente ritornerà dall’1 all’8 e dal 24 al 31. La fase calante si verificherà, invece, dal 10 al 22 Agosto.

 

Foto via Unsplash